Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Gabriela Sportelli

Storia d'amore: come potrei migliorare questa trama?

Post raccomandati

Buongiorno! Dopo un lungo periodo di blocco, finalmente riesco ad avere delle idee. Ho bisogno di un vostro parere, anche perché non sono al 100% sicura di scrivere qualcosa di decente.

Ho in mente di scrivere riguardo una ragazza, Elena, continuamente ossessionata da un ragazzo, Andrea, che la sfrutta di continuo, in modo particolare dal punto di vista sessuale. Stanca di tutti i trattamenti e i litigi, riesce finalmente a lasciarlo andare e a convivere con la solitudine. Quest'ultima prima o poi la stancherà. Oltre a questo ragazzo, infatti, l'adolescente non ha nessuno al suo fianco, né i genitori, continuamente presi dal lavoro e dalle loro faccende economiche, né degli amici. Ha paura di innamorarsi dopo la relazione con Andrea, ma il destino continua a giocare con lei quando inizia a frequentare un corso scolastico pomeridiano. È proprio qui che conosce Federico, un ragazzo con un passato difficile alle spalle. Passano i giorni, e i due continuano a conoscersi e a scoprire le loro paure. In particolare i due si innamoreranno, nonostante ogni ostacolo che si sono imposti a vicenda. Inizierà una storia d'amore fatta di insicurezze, di problemi e di preoccupazioni, ma sarà anche un modo per guarire, finalmente, dalle ferite ricevute in passato. 

Il tutto è ispirato ad esperienze reali, vissute personalmente. Non è tutto vissuto, infatti qualche pezzo sono riuscita a cambiarlo per creare qualcosa di originale. 

Fatemi sapere cosa ne pensate, e soprattutto, come potrei migliorare. :)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Gabriela Sportelli mi dispiace non poterti aiutare, visto che la trama da te descritta non mi piace, ma è solo una questione di gusti, la trovo anche un po' stereotipata, lo so, tu mi dirai che è ispirato ad esperienze reali, tue personali, ma sembra una storia come tante, lei che riesce a fuggire dal cattivo e si innamora del bello con il passato difficile, soprattutto questa parte è stata super sfruttata in tutti gli ambiti... per come migliorarla... ammesso che tu lo voglia fare... nel senso, vorresti cambiare del tutto la storia? vorresti che succedessero tragedie e fame e miseria? se la tua intenzione è no, allora ti consiglio di non cambiarla... ma solo di pensarci meglio, se tu volessi invece cambiare tutto... ma questo è un altro discorso

So anche di non esserti stata di nessun aiuto...:bandiera:

  • Mi piace 2
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Oltre a quello che è già stato detto, credo che ci sia un problema più grosso: non c'è una vera "sfida" sottostante, una motivazione più grande che possa far andare avanti la trama, un obiettivo più grande che spinge Elena a cambiare durante il corso degli eventi.
Senza di questo la trama non la porta avanti la protagonista, ma gli eventi che le succedono: i litigi con il fidanzato, i nuovi eventi esterni come la scuola, il conoscere il nuovo ragazzo, l'assenza della famiglia...  sembra che manchi qualcosa.

 

 

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

a me la trama non dispiace.. penso che il conflitto ci sia nella protagonista, ed è cio che la porta alla solitudine.. 
Ma.. Gabriela.. la parte in cui Elena resta da sola, prima di conoscere Federico, quanto lunga la vuoi fare? e come intendi farla? perché è difficile descrivere il mondo interiore di una persona senza che questa abbia qualcuno con cui dialogare, o comportarsi.. è una parte difficile, potresti avere delle difficoltà..

 

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Cmq, potresti migliorare la tua trama inserendo un obiettivo che Elena si pone, un sogno che vuole realizzare.. e inserendo degli ostacoli che la separano da questo.

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

*per questo scopo. Per quanto riguarda la parte della solitudine, potrei farla lunga 4 o 5 capitoli. E invece per l'obiettivo... È proprio questo che non riesco a trovare: un obiettivo che permetta alla protagonista di andare avanti nella trama. Ci devo pensare bene...

 

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Gabriela Sportelli La trama è semplice, sì, ma come tutte le storie iniziali prima di essere arricchite. Il mio consiglio personale è di renderla "diversa" anche solo con qualche particolare che vada un po' contro gli stereotipi. Ti faccio un esempio: "Eleanor e Park" di Rainbow Rowell è la tipica storia di una ragazzina abusata dal patrigno che si innamora di un ragazzino che non va d'accordo con i suoi, ma l'autrice è riuscita a renderla unica perché ha scelto che Eleanor fosse una ragazza grande e grossa, poco femminile e sicura del suo corpo, e Park fosse un ragazzino asiatico mingherlino che decide che si sente più a suo agio vestendosi di nero e mettendosi l'eyeliner agli occhi.

 

Insomma, a volte per rendere una trama semplice più sorprendente da leggere basta rendere i personaggi un po' più anticonvenzionali (almeno a mio parere).

 

L'obiettivo che spinge la protagonista ad andare avanti è quello che abbiamo tutti: sopravvivere, tirare avanti, sperare (anche se non vogliamo ammetterlo con noi stessi) che prima o poi le cose migliorino :)

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Lizz infatti i miei personaggi non sono proprio convenzionali al 100%. Sto ancora pensando al personaggio di Elena, mentre Federico l'ho già pensato: è un ragazzo timido, con una grande passione per la tecnologia, non ama molto uscire la sera e frequentare la gente. Insomma, è un vero e proprio "nerd". Non è nemmeno un tipo apprezzato dalla gente, è insonne e ha sempre quell'aria stanca e pigra, ma comunque la ragazza riuscirà a trovare un qualcosa di "bello" dentro il suo animo. Anche di aspetto non sembra molto carino: alto, magrissimo e con qualche brufolotto sul viso. Nonostante ciò il ragazzo è molto sicuro di sè, anche dopo il passato difficile vissuto. Credo che questo possa cambiare, almeno in parte, la trama. Ma continua a mancare qualcosa...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Basta che Elena non sia bellissima, altrimenti ricadiamo nello stereotipo della bella e del nerd. Per altro un vero nerd é molto più di quanto tu scrivi, anche se immagino sia un riassunto :-)

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
4 ore fa, Gabriela Sportelli ha detto:

@Lizz infatti i miei personaggi non sono proprio convenzionali al 100%. Sto ancora pensando al personaggio di Elena, mentre Federico l'ho già pensato: è un ragazzo timido, con una grande passione per la tecnologia, non ama molto uscire la sera e frequentare la gente. Insomma, è un vero e proprio "nerd". Non è nemmeno un tipo apprezzato dalla gente, è insonne e ha sempre quell'aria stanca e pigra, ma comunque la ragazza riuscirà a trovare un qualcosa di "bello" dentro il suo animo. Anche di aspetto non sembra molto carino: alto, magrissimo e con qualche brufolotto sul viso. Nonostante ciò il ragazzo è molto sicuro di sè, anche dopo il passato difficile vissuto. Credo che questo possa cambiare, almeno in parte, la trama. Ma continua a mancare qualcosa...

A volte fa bene identificare il tallone d'Achille del protagonista, individuare l'errore in cui ricasca sempre. Visto che Elena non ha nessun altro per lei a parte il suo ex (almeno prima di Federico), il problema della storia può essere proprio che lei abbia sviluppato una specie di "dipendenza" da lui: è l'unico punto di sostegno che conosce. Allora, per ogni minima difficoltà, poi ci ricasca e torna a cercarlo perché si sente sola, o comunque non si sente indipendente abbastanza. La sua lotta è cercare finalmente di smettere di tornare dall'ex in ogni attimo di debolezza, scoprire di essere una persona in grado di affrontare il mondo "da sola" e Federico può aiutarla a scoprire questo lato di sé.

 

Poi se proprio vuoi il colpo di scena, alla fine Federico si scopre che è gay e si mette assieme all'ex di Elena :P 

(no, a parte gli scherzi, è impossibile trovare colpi di scena inauditi al giorno d'oggi)

 

  • Mi piace 1
  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Potresti provare a cambiare l'intreccio, rendendolo più avvincente. Per esempio cominci con la storia fra la protagonista e Federico, che dovrà essere piena di ostacoli. Uno degli ostacoli sarà il passato della protagonista. Puoi disseminare accenni a tale passato durante tutta la storia, ma rivelare questo passato soltanto alla fine. Nel climax/confronto finale la protagonista dovrà provare (o no) di essere riuscita a superare il passato.

  • Grazie 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@PatriziaVè un'ottima idea! Infatti ho appena iniziato a scrivere, ma mi annoia molto raccontare tutto il passato, e penso che possa diventare noioso anche per il lettore. Invece iniziare con pochi accenni lungo tutta la storia potrebbe incuriosirlo e portarlo fino alla fine!

È un ottimo spunto anche quello di @Lizz: la storia potrebbe ruotare attorno al tema della dipendenza affettiva, tipico della protagonista che si sente privata dell'affetto e ne cerca sempre di più, soprattutto nella situazione difficile che deve affrontare.

@AnnaL., non posso definire al 100% Federico un "nerd": comunque la solitudine e l'isolamento sono parte di lui, a differenza della protagonista, che non riesce ad essere indipendente. E poi non è nemmeno carina e la sua autostima scarseggia giorno dopo giorno.

Penso che la trama sia al completo!

Ringrazio tutti voi per i consigli. Penso che abbiate capito che li prenderò in considerazione! 💕

  • Mi piace 1

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Gabriela Sportelli Ciao:)

Ti dico il mio punto di vista sulla tua trama. E in genere su tutte le trame.

Prima di tutto (come assioma) non devi avere paura degli stereotipi. Anzi. Se qualcosa è diventato uno stereotipo è perché se lo è meritato. In termini di gradimento.

Il lettore in fondo cerca sempre lo stesso schema. La gnocca sensibile e sfortunata, il bello dannato, il detective tormentato e alcolista… Cose così.

Uscendo dagli schemi classici, potrai ottenere qualche complimento e pochi lettori.

E' come la moda. Con jeans, giacca blù, camicia azzurra, mocassini vai bene dappertutto. Vestito da palombaro ti senti originale e a disagio.

L'originalità per me deve stare nella forma, nelle immagini, nella capacità di creare empatia.

La trama è un contenitore, lo stile personale è il contenuto.

 

  • Mi piace 4

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Buongiorno @Gabriela Sportelli

L'amica di corrispondenza puoi sfruttarla molto di più, Federico potrebbe ritrovarsi a leggere le sue lettere e scoprire cose che Elena  ancora non gli ha rivelato (di un passato sofferto, di angherie fisiche subite ecc). Organizzano un viaggio per andarla a trovare e si scopre che troveranno lì  anche Andrea: parente?Amico?Il suo nuovo fidanzato? Se fosse il suo nuovo fidanzato, Federico attratto dai casi umani, si invaghisce di lei... Un po' di intreccio.

In bocca al lupo:)

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Il 10/12/2018 alle 19:58, Gabriela Sportelli ha detto:

Ma continua a mancare qualcosa...

 

Manca il contorno, l'ambientazione, quello che dovrebbe rendere il tuo romanzo "vivo".

A questa trama non mancano azioni, motivazioni, colpi di scena ecc, potrebbe andare benissimo così come la hai descritta: la motivazione finale deve essere, semplicemente, il lieto fine, perché è tassativo per questo genere. Quello che manca qui, però, è "la vita". Tu hai descrittto una storia che è ambientata in un "non luogo".

Mi spiego meglio. Pensa a "L'amica geniale". Premetto che non è il mio genere e non l'ho mai letto. Nonostante tutto, ne conosco a grandi linee la storia, come credo tutti.  Ritengo che la forza di quel testo sia stata, tra le altre cose, la forte caratterizzazione all'interno di un contesto specifico. La storia delle protagoniste è anche la storia del rione, del luogo in cui nascono e crescono. Riuscire a trasmettere questo, riuscire a far sì che accanto al "chi" ci sia anche un "dove", che il "luogo" dove si svolge l'azione diventi esso stesso protagonista, è molto importante (qualunque sia il luogo: non è che deve essere necessariamente un posto pericoloso o malfamato, può essere anche molto bello o noioso: basta che venga fuori).

Di dove sei? Vado sul tuo profilo e leggo Ostuni. Immagino quindi che questa tua storia sia ambientata lì. Perché allora leggendo la tua trama non è venuto fuori? Perché quella trama potrebbe andare bene tanto per Ostuni che per Cortina, tanto per Sidney che per Buenos Aires? Fai uscire fuori il tuo paese, il tuo vissuto in quei luoghi: è quello che renderà originale la storia, non tanto la trama: parti da un rapporto brutto basato solo sul sesso, arrivi al lieto fine di un  amore romantico tormentato... visto e già visto ma va benissimo: le lettrici dei romance vogliono esattamente questo.  

 

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@Gabriela Sportelli Ciao, la trama che racconti non mi sembra male, anche se non rientra tra i miei generi preferiti. Dici che è tratto da una storia vera e fidati, per esperienza personale, ti credo :). Però appunto ti chiedo un favore: fai in modo che la protagonista si curi da sola, nella sua solitudine. Non farla " guarire solo grazie a un altro fidanzato e a un altro amore". Questo secondo me alimenta nelle persone vittime di abuso la falsa credenza che devono solo "aspettare il principe azzurro" e tutto andrà bene. Non andrà niente bene fino a quando non si impara ad avere rispetto per se stessi. Quindi magari lei potrebbe accorgersi che è innamorata di Federico, ma le si sono aperte nuove ferite che capisce di dover curare da sola. Oppure Federico può essere un ragazzo sano e bilanciato, e lei può chiedersi come mai è caduta in quella trappola di un amore "malato". Insomma, la trama non te la cambio, ma ti chiedo di cambiare solo la prospettiva di Elena verso il problema. Hai presente "Mangia, prega e ama?" alla fine del libro (nel quale è descritto un percorso dolorosissimo  che è stato tralasciato nella trasposizione cinematografica) la protagonista ammette che non è stato un nuovo amore a salvarla dalla depressione, ma è stata lei a salvare se stessa. Questo è secondo me un concetto da rimarcare.

Fammi sapere :)

  • Mi piace 3

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente per inserire un commento.

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×