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RunaCenere

La misoginia di Eva

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Se l’uomo è lupo per l’altro uomo, la donna è serpe.

Nessuno lo racconta, ma le Scritture lo dissero: la serpe ignorò la natura semplice dell’uomo, e si rivolse alla donna. Le sibilò parole tentatrici, e strisciandole sulla pelle, in fredde carezze, calunniò l’Altissima che del frutto più buono voleva proibirle il sapore. 

Incoraggiata dalle insinuazioni della serpe, Eva staccò la mela dall’albero ed era sola quando diede il primo, timido morso.

Troppo inebriata dal sapore del frutto, manco si accorse del tradimento della serpe. 

Così nella donna si insinuò la malizia. E Lei, per invidia di certo, la spedì a sanguinare e piangere lontano, ma a portata di vista: che la curiosità ha un che di divino.

*

Eva di Adamo non chiese il consiglio, prima di cogliere il frutto. Di quale potesse essere il pensiero del suo compagno non si fece domanda. Colse la mela con la sua mano sinistra, se la portò alle labbra e, solo dopo che il boccone le si sciolse in bocca, sentì sulla lingua l’amaro retrogusto della morte.

Il terrore più profondo attanagliò la prima donna. Gli occhi le si riempirono di lacrime, e il suo sguardo vagò allora, e solo allora, alla ricerca di Adamo. 

Presa dalla nuova, tremenda certezza, tempo non ebbe di indignarsi per il tradimento. Ne avrebbe perso così tanto in futuro, quando gliene sarebbe restato così poco, in recriminazioni. Non però in quel momento. 

In quegli istanti di angoscia, Eva pensò al suo uomo, e a cosa ne sarebbe stato di lui, una volta che lei fosse stata sepolta sotto terra. Lei gli avrebbe di certo generato una nuova, ancora più bella compagna, o forse sarebbe stata una dei frutti del loro, del suo stesso sangue a tenergli breve compagnia, in quella così lunga immortalità?

Secolo più, secolo meno, prima o poi si sarebbe scordato della donna ch’era stata sua per prima. Lui avrebbe continuato ad esistere, senza di lei, e l’Altissima gli avrebbe sorriso e l’avrebbe aiutato, che lui era sempre stato il suo prediletto. Lo avrebbe fatto immergere nel fiume, perché le memorie dolorose gli scivolassero via per sempre. E per sempre lui sarebbe vissuto, dormendo accanto ad altre, tradendola senza neanche aver coscienza, di compiere un tradimento.

Eva vide Adamo, e lui, vedendola in lacrime, le si accostò tendendo le braccia. E le lacrime aumentarono. La donna si abbandonò su di lui, gli cadde ai piedi, e i piedi nudi iniziò a baciargli. 

Alla domanda di Adamo sul perché lei piangesse, lei rispose che della sua propria sorte non le importava, che se la volontà dell’Altissima fosse che lei diventasse cenere e finisse nella terra allora così sarebbe stato. Piangeva per lui, Eva, così gli disse. Per lui e per quella che sarebbe stata adesso la sua triste, solitaria eternità. 

Allora anche Adamo, anche lui fu preso dal pianto. E l’uomo si raggomitolò, confuso e spaventato, ed Eva lo abbracciò, gli baciò le guance. 

Gli porse la mela, e gli disse:

“Amor mio, io ormai sono cenere, e le lacrime che piango sono cenere pure loro. Ma il mio povero cuore non regge nel vederti ora, così straziato, e rischia di fermarsi in questo stesso momento immaginandoti nell’affrontare quella che, prima nostra, da questo momento in poi soltanto tua, prima nostro dono adesso tua condanna, sarà la tua immortalità.

“Prendi questa mela, mio amore, e non vivrai mai solo, e anche la fine ti sembrerà più dolce, perché giacerai al mio fianco.

Se io vivo, vivi anche tu… ma se io muoio tu resterai solo…

Eva così gli disse, lei che per delizia fu la morte di Adamo.

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@RunaCenere

 

Ciao Anna! :D Che bel racconto! I miei complimenti.

L'ho apprezzato particolarmente, sopratutto nella sua versione femminile o femminea (mi verrebbe da dire quasi femminista, ma poi credo si cadrebbe negli equivoci di sensi) delle sacre scritture.

Hai messo al centro di tutto la donna e mi è piaciuto... 

Il testo è profondo, al solito tuo, che non scrivi "tanto per", ma scavando fra le sofferenze e i significati dell'esistenza, come dell'umanità stessa. Certe parti vibrano maggiormente e intensamente.

 

Ogni tanto, secondo me, ti perdi in uno stile quasi arcaico. In questo caso non ci sta male, ma ecco, a impressione personale, mi pare come se ci sia qualcosa di trattenuto dietro al costrutto delle frasi che non sempre riesce a esplodere completamente. Ma appunto, è una mia mera impressione personale.

Per il resto: brava e ben scritto.

 

2 ore fa, RunaCenere ha detto:

oraggiata dalle insinuazioni della serpe, Eva staccò la mela dall’albero ed era sola quando diede il primo, timido morso.

Troppo inebriata dal sapore del frutto, manco si accorse del tradimento della serpe. 

Così nella donna si insinuò la malizia.

- Mi piace il termine "insinuare" perché rende bene qualcosa che entra dentro e striscia, nella mente, nei sentimenti, per corromperli... eppure, non lo ripeterei due volte. 

Ad esempio: "così nella donna si fece largo o penetrò la malizia" o qualcosa di meglio a tua scelta.

- Quel "manco", lo trovo invece e al contrario troppo moderno/colloquiale rispetto a tutto il testo. Mi riporta personalmente alla parlata odierna... mi fa uscire dall'atmosfera dei tempi senza tempo per tornare al presente. Suggerirei un più classico "neanche si accorse", o "non si accorse affatto (minimamente)" o simili.

 

2 ore fa, RunaCenere ha detto:

E Lei, per invidia di certo, la spedì a sanguinare e piangere lontano, ma a portata di vista: che la curiosità ha un che di divino.

Questa immagine mi è assai piaciuta.

 

2 ore fa, RunaCenere ha detto:

Eva di Adamo non chiese il consiglio,

"Eva di Adamo" mi piace anche, ma sembra però comunque specificare l'appartenenza di Eva ad Adamo (la Eva di Adamo, mi vien da leggere).... mentre è il "consiglio" ad essere di Adamo... forse postporrei: "Eva non chiese il consiglio di Adamo" oppure metterei un inceso: "Eva, di Adamo, non chiese il consiglio", oppure il classico "ad": "Eva ad Adamo".

 

2 ore fa, RunaCenere ha detto:

Eva vide Adamo, e lui, vedendola in lacrime,

A mio avviso, se la ripetizione di "vedere" è voluta, la sottolineerei: "e lui, a sua volta vedendola in lacrime". 

Oppure userei un sinonimo.

 

2 ore fa, RunaCenere ha detto:

che se la volontà dell’Altissima fosse che lei diventasse cenere e finisse nella terra allora così sarebbe stato.

Qui, la consecutio mica mi convince troppo, sarò sincero: "che se la volontà dell’Altissima fosse stata che lei diventasse cenere e finisse nella terra, (virgola) allora così sarebbe stato".

A mia interpretazione, cambierei poi il finale con qualcosa tipo: "...cenere e finisse nella terra, (virgola) allora lei l'avrebbe accettato".

 

2 ore fa, RunaCenere ha detto:

che piango sono cenere pure loro

Ugualmente, stessa annotazione del "manco". Il "pure", mi pare usato più in espressione gergale e suggerirei "anche".

 

Ciao Runa, non volevo essere il primo a commentarti, solo perché più o meno già sai come la penso su come scrivi, e poi sono di parte, ma vabbè, non ho resistito.

 

Un testo che ha molti significati e si presta, secondo me, a diverse riletture nonché interessanti interpretazioni.

 

A presto!

 

:D

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Ciao @AndC:D

Ti dirò la verità: ogni volta che pubblico qualcosa aspetto sempre di leggere il tuo commento, ché per me la tua opinione è davvero molto importante.  :-) 

Tutto quello che mi hai evidenziato è, come sempre, più che giusto: provvederò a correggere non appena riuscirò a capire come e se è possibile modificare uno scritto dopo averlo pubblicato nell’Officina... 

Grazie sempre per il supporto! 

 

 

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27 minuti fa, RunaCenere ha detto:

non appena riuscirò a capire come e se è possibile modificare uno scritto dopo averlo pubblicato nell’Officina... 

No... questo purtroppo non è possibile...

Sul WD funziona che gli utenti "normali", ossia che non sono Sostenitori né Staffer, non possono modificare nulla dei messaggi che inseriscono, siano essi testi, o commenti o discussioni.

I Sostenitori possono modificare i propri messaggi entro il limite massimo di tempo di un'ora, anche se solitamente, non si usa farlo per i racconti postati...

 

Puoi però ripostare lo stesso racconto, se lo desideri, sempre in Officina con la scritta (Revisionato) fra parentesi - se non erro la dicitura... e puoi chiedere (questo sempre e in qualsiasi momento) la cancellazione del tuo racconto...

 

Però, per ripostare il testo revisionato, ovviamente, io aspetterei altri commenti, che possono darti ulteriori e diversi spunti dai miei...

 

34 minuti fa, RunaCenere ha detto:

Ti dirò la verità: ogni volta che pubblico qualcosa aspetto sempre di leggere il tuo commento, ché per me la tua opinione è davvero molto importante.  :-) 

Beh, dai, grazie, poi arrossisco... una rosa per te! :rosa:

 

A presto!

 

 

 

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Buonasera, @RunaCenere. Il commento lo faccio dopo poco tempo rispetto a quando hai postato il racconto, non c'è che dire. :cerusico:

Scherzi a parte, l'avevo letto all'epoca, poi però mi sono dimenticato di lasciarti un pensiero.

 

Quello che mi salta all'occhio è "l'Altissima" (al femminile) - una cosa curiosa :) - in più parti e il titolo che a leggere il racconto mi sembra davvero azzeccato. Mi sorprende questo paragone Eva-serpente e la dimensione stessa della donna intesa al pari del "biblico" serpente con la propria malizia - in senso dantesco, l'uso della ragione per imporre la propria volontà sul "debole" uomo, tanto da sostituirsi al serpente.

Una bella lettura secondo me. Ti dirò... secondo me meglio del frammento che ho letto di recente - non ricordo il titolo "bambolina" o una cosa del genere. Sono comunque ambiti diversi con diverse storie, prendila giusto come un'impressione generale.

Alla prossima!

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Buonasera  @bwv582, grazie per il commento, felice di averti sorpreso con la similitudine Eva/serpente.  :)

Effettivamente riconosco che questo racconto sia scritto meglio rispetto a quel frammento.

A rileggerti!

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