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fkafka

La Waterloo dell'aspirante: è arrivato il primo feedback dall'editor

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- sono un fallito

- sono un incompreso

- NO! non capisce un cazzo lui!

- basta, smetto! (prima di iniziare)

- cazzo, ma allora non so scrivere

- vabbè.  non gli piace murakami, ecco perché

- vabbè su qualcosina, forse ha un po' di ragione

- forse su qualcosa

- effettivamente ci sono diverse considerazioni giuste

- sì, parecchie cose le condivido... non tutte però!

- e magari lo devo pure pagare, per essere maltrattato così???!!!

- tanto ora mi scrive Einaudi e mi propone il contratto, vedrai... non ci capisce un cazzo, lui!

...

Risposta all'editor: "ti prego, per favore, dimmi almeno una frase tipo: "questo capitolo mi piace", "questa parte funziona", "questa idea è bella..."

 

 

 

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2 ore fa, fkafka ha detto:

r: "ti prego, per favore, dimmi almeno una frase tipo: "questo capitolo mi piace", "questa parte funziona", "questa idea è bella..."

Ciao. Ma l'editor che ti aveva scritto? Che del romanzo non si salva nulla? Che neppure l'editing lo può migliorare? 

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Guarda, ti capisco perché ovviamente anche a me è capitato di essere smontata da un editor, però devo dirti la verità, ho avuto due esperienze diverse e nessuna delle due è stata positiva.

 

Il mio primo incontro con una editor è avvenuto quando ho pubblicato il mio primo romanzo.

La editor della casa editrice in questione ha letto il romanzo in una mattinata e fatto l'editing in forse una giornata. La maggior parte dei suoi interventi erano tagli al testo per "accorciarlo" e stare sotto un certo numero di pagine. E poi una valanga di complimenti. Poco prima di andare in stampa ho dato un'altra lettura al testo per i fatti miei e ho trovato una quantità immensa di refusi ed errori. Ho corretto tutto quello che ho potuto durante una notte insonne che ricordo come una delle più angoscianti della mia vita e poi ho dovuto dare il "visto si stampi". Ovviamente appena ho avuto una copia cartacea del libro tra le mani, l'ho aperto a una pagina a caso e ho trovato un errore.

 

Seconda esperienza, molto diversa.

Ho pagato una coppia di editor professionisti per sistemare il mio secondo romanzo, prima di rimandarlo in giro. Dopo un po' di tempo mi hanno risposto dicendo che dovevo ancora lavorare molto sul testo io e che loro non potevo correggerlo (oltre a fare altre osservazioni personali sul mio carattere che non ho capito cosa ci entrassero con la narrazione). Ho comunque guardato l'editing che avevano effettuato, intervenendo sulle prime 40 pagine o giù di lì, e ho trovato molti spunti interessanti e ho accettato praticamente tutte le loro correzioni... però ho notato anche che in alcuni punti non avevo compreso il testo e che alcune delle correzioni non avevano senso (es. durante una conversazione il personaggio X dà al personaggio Y la sua giacca per metterla su delle rocce bagnate e sedercisi sopra. Dopo qualche pagina, stessa conversazione, stesso setting, il personaggio Y si accoccola sulla suddetta giacca. Correzione proposta "petto al posto di giacca". In pratica si erano "dimenticati" che la giacca non era al momento addosso al personaggio X e, tra l'altro, sarebbe stato completamente out of character per il personaggio Y accoccolarsi contro il petto del personaggio X). Questo - e altri errori analoghi - mi ha fatto riflettere sul fatto che forse non avevano letto il mio romanzo con la dovuta attenzione.

 

Quindi, insomma, gli editor non sono infallibili. Come noi non siamo infallibili. Ma non sono neanche lì per farti i complimenti (davvero, sopratutto dalla prima editor avrei preferito meno complimenti e più sostanza). Certo, le osservazioni positive sono importanti quanto quelle negative, perché sottolineano i punti forti della tua capacità di scrivere, ma vanno prese con le pinze. Tanto quanto i commenti negativi che, secondo me, devono essere sempre motivati, altrimenti lo scrittore si trova nella posizione di non capire se quello che ha scritto è sbagliato e migliorabile, o, semplicemente, non incontra i gusti dell'editor (mi rifaccio al tuo commento circa il fatto che al tuo sembra non piacere Murakami e magari nella tua prosa ci sono dei rimandi al suo stile/tematiche).
 

In pratica, secondo me, del tuo editor devi fidarti. Alla fine si riduce tutto a questo.

Ma non ti scoraggiare. Come hai detto tu stesso, ci siamo passati tutti.

  • Grazie 2

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Ci lavoriamo ci lavoriamo. Alla fine qualcosa di carino l'ha detto. Abbiamo appena iniziato, anzi ancora neppure quello, visto che per ora mi ha mandato solo una prima impressione dopo averlo letto tutto... E' che così, a caldo, mi aveva preso un po' lo sconforto. :libro:

  • Grazie 1

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3 ore fa, fkafka ha detto:

Risposta all'editor: "ti prego, per favore, dimmi almeno una frase tipo: "questo capitolo mi piace", "questa parte funziona", "questa idea è bella..."

:pat: 

Eh, questi editor sono gentaglia: si divertono a fare soffrire gli autori, senza nemmeno offrire loro una spalla su cui piangere.   Sterminiamoli!   :eheh:

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2 minuti fa, Mister Frank ha detto:

È l'editor di una casa editrice, oppure un editor esterno?

Uhm, se fosse quello di una casa editrice vorrebbe dire che il testo è già stato selezionato: difficile allora che l'editor gli avesse trovato tanti difetti.

Oppure il buon  @fkafka  è molto apprensivo!

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Adesso, fkafka ha detto:

@Marcello entrambe vere: l'editor è esterno, io sono cmq molto apprensivo... le mie tante zampette di scarafaggio non stanno ferme un attimo!

:rofl:

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@fkafka , se proprio dovesse andare tutto male, consòlati dicendoti che qualunque editor ne avrebbe dette un sacco e una sporta anche al signor K di cui ti sei scelto il nick! :) 

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@Ylunio però allora diciamolo che gli editor che hai incontrato erano incompetenti. O comunque non hanno fatto editing.

Editing in una giornata? Ti prego, non chiamarlo editing! Non oso immaginare quanti danni abbia fatto alla tua storia in un solo giorno. 

E la coppia successiva, che nemmeno legge con attenzione? 

 

Mamma mia, che tristezza :facepalm:

Non sono tutti così, te lo assicuro. 

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E' una sfida in punta di fioretto. Ma ieri, nella sua lunga risposta alla mia lunga replica, in fondo in fondo, ben nascosta tra le mille osservazioni, ho trovato questa frase: 

Hai scritto molte pagine, dopo le prime 30/40 da rivedere, che si sono dimostrate refrattarie ai solchi delle mia matita rossa

 

Ma vieniiiiiiii!:banana:

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2 ore fa, fkafka ha detto:

E' una sfida in punta di fioretto. Ma ieri, nella sua lunga risposta alla mia lunga replica, in fondo in fondo, ben nascosta tra le mille osservazioni, ho trovato questa frase: 

 Hai scritto molte pagine, dopo le prime 30/40 da rivedere, che si sono dimostrate refrattarie ai solchi delle mia matita rossa

Ecco, vedi? :D

Non darti del "fallito" e non pensare di essere incapace di scrivere: il tuo editor (qualunque editor competente, in realtà) ha come obiettivo il miglioramento del tuo testo e, diagonalmente, di te come scrittore. Non prenderla mai sul personale, ma vedila come una "palestra" per crescere. Chissà, magari imparerai così tanto che nel tuo prossimo romanzo ci sarà molto meno da modificare. ;)

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@Niko Ma io ci credo e lo spero che non siano tutti così.

Per fortuna sono il tipo di persona che, dopo il disappunto iniziale, la tristezza etc., si riprende e ci scherza anche tanto sulle sue disavventure. Perché alla fine sono state disavventure e mi hanno insegnato un paio di lezioni :)

Come ho detto prima, alla fine del mio post, ho imparato che del mio editor mi devo fidare. La prima, la signorina della casa editrice, non la conoscevo. La coppia invece sì, ho anche seguito un corso di editing e lavoro editoriale con loro, ma si vede che il mio romanzo non era nelle loro corde e gli errori di distrazione saranno stati dovuti (penso) al fatto che si erano, in un certo senso, arresi all'idea che il mio romanzo non fosse editabile.

 

Ma comunque, sì, ho speranza. E credo fermamente nell'importanza della figura dell'editor. Almeno queste esperienze non sono riuscite a farmi cambiare idea in questo senso.

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Dio santo, non vorrei proprio essere nei panni del mio editor. Sono un personaggio ingombrantissimo, non ho tempo di impegnarmi nella revisione e disorganizzata per carattere, con i piedi in cento scarpe, un occhio a cento progetti. Credo di aver buttato solo dei soldi (non per colpa sua). Mi sa che invece dell'editor, mi ci vuole una badante! Mo che faccio? Che faccio? Potrei essere sua nonna e mi dispiacerebbe deludere i nipoti :D Urge counseling psicologico, aiutatemi, aiutatemi!

  • Divertente 1

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Il sedicente editor che ha "corretto" (parolone...) uno dei miei lavori (lavoro? altro parolone...) per conto di una piccola CE è stato più veloce di Superman.

Come funziona? Semplicissimo! Un editore per esordienti ed emergenti non può investire in un vero editing e, di solito e a parte rare eccezioni, sceglie i manoscritti da pubblicare secondo due soli criteri:

1) padronanza della lingua italiana (consecutio e compagnia bella...) da parte dell'autore;

2) bacino di amici e parenti ipoteticamente interessati all'acquisto.

 

Mosca bianca definirei il piccolo editore che pubblichi solo per "passione".

Mosca bianchissima quello che, qualora un testo sia promettente ma bisognoso di una vera revisione, se ne sobbarchi il costo rilevante.

 

Ah, dimenticavo: non sono un pessimista, ma ormai ho capito come funziona il "settore"!

 

 

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