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Le macchine erano incolonnate nel traffico. Staccò il piede dalla frizione per far riposare la coscia, il cambio a folle e le mani sul volante per abitudine. Sara, trent’anni portati alla grande, era tranquilla, usciva di casa la mattina parecchio tempo prima, per timbrare il cartellino in orario.

Con i finestrini chiusi ascoltava la radio…”Abbiamo scoperto chi è il vincitore della lotteria. Strana la sua iniziativa di beneficenza…”

Cambiò stazione alla ricerca di musica. M2O con Dj Osso e i ricordi del tempo passato era la sua stazione preferita. Trasmetteva la sigla di Candy Candy e, come una bambina si mise a cantarla, non curante dei possibili spettatori nelle vetture vicino alla sua.

«È zucchero filato e felicità e a spasso col suo gatto se ne vaaaa…!»

- È un orsetto lavatore…- pensava sorridendo, guardando la se stessa adolescente nello specchietto retrovisore. Il rossetto ben disteso sulle labbra carnose, luminosa in volto, fresca di doccia e vestita di profumo, si sentiva carica ! Con una punta di sadico cinismo, tra una strofa e l’altra, cercava l’angoscia del ritardo sul volto dei passeggeri nelle macchine alla sua destra. Incrociò lo sguardo del tizio proprio mentre sorrideva di buon umore, lui le ricambiò il sorriso, incredulo di ricevere l’attenzione da una gnocca così. - Ti piacerebbe eh! - pensò Sara, schifando lo sguardo viscido dell’uomo. Era una donna piacente consapevole della sua avvenenza, la intrigava farsi notare ma solo da chi diceva lei. Lui era il tipo da voltastomaco, sulla mezz’età, faccia lucida di sudore e sebacea di grasso di un’alimentazione malsana, capelli solo sopra le orecchie, camicia sbottonata sul collo…- che schifo, tua moglie a casa ti stira le camicie. Se sapesse che guardi tutte le donne con questa faccia!-  pensò Sara ripugnante e si girò a guardare a sinistra per non incrociare ancora lo sguardo laide dell’uomo.

Passava di lì tutti i giorni e non l’ aveva mai notata, su quella strada c’era una casa di riposo. Stavano sul balcone a osservare il traffico e a sentire i clacson più insistenti del solito.

Il sorriso di Sara si era spento. - Quanto deve essere lunga la vostra giornata…-

Si interrogava riflettendo sulla loro vita.

 - Queste file di macchine il vostro passatempo. Noi ci muoviamo, viviamo…anche se bloccati nel traffico. Voi? Vi trascinate dalla sala tv al balcone, per rimanere fermi in un tempo che ormai è morto. Avete già fatto colazione? Con fette biscottate inzuppate nel tè per ammorbidirle, sbrodolandovi gli angoli della bocca rigati da rughe e rivoli di bevanda calda. Quale il brivido della vostra giornata? I pasti? Attenzione da parte dei camici bianchi? Sperate di stare più male degli altri per sentirvi considerati?-

Sul balcone sgomitavano per prendersi la visuale migliore, con gli scialle di lana sulle spalle anche in agosto, alcuni salutavano. Le sarebbe piaciuto scendere dalla macchina immaginando di stringere le loro mani raggrinzite di vene e nervi in rilievo : « Ciao, ciao! » gridavano agli aerei su quattro ruote giù in strada. Triste, Sara abbassò il volume della radio…“ Sei milioni di euro..” diceva la voce della giornalista affievolendosi  piano, piano; Guardò l’ora, era ancora presto.

Mise la prima, avanzò di tre metri solo per non farsi suonare dalle macchine di dietro, sperava di perdere la visuale dell’ uomo. Con la coda dell’occhio sbirciava, credendo di averlo superato, niente, era ancora lì a guardarla. -Se mi vedessi che indosso la gonna, chissà come abbasseresti lo sguardo dal mio volto, valuteresti la consistenza delle mie gambe per poi salire a immaginarti il resto. Viscido! -

La fila delle auto nella carreggiata in cui si trovava Sara, iniziò a scorrere. La casa di riposo non era più nella sua visuale e neanche l’individuo, finalmente lo aveva distanziato.

Guardò liberamente alla sua destra, fu allora che lo notò. Un anziano rideva felice, una ragazza lo intervistava, tenendo in mano un microfono con la scritta RTL. - Ecco perché tutto questo traffico - pensò Sara.

Continuando a guardare il sorriso del vecchietto con le labbra rientranti sulle gengive, schiacciò i tasti dello stereo per cercare famelica la notizia alla radio. Sentì la sua voce in tempo reale, era lui, tutti ne parlavano : “Il vincitore della lotteria…” diceva la giornalista: “ Siamo venuti a intervistarlo qui nel posto dove vive da anni…”

Imbambolata a guardare la scena, Sara rallentava il traffico come prima lo avevano fatto gli altri.

“Dentiere per tutti e piscine termali. Fisioterapia per sgranchirci le ossa! ”

Il vecchietto parlava e indicava un punto in alto poco distante: «Vivo in quella casa di riposo… ciao Alfonso! Ciao Ciro...» Si sbracciava per farsi vedere : “Ora mi prendo tutti quanti e me li porto in crociera.”  Rideva sganasciandosi, accaldato dall’emozione.

- Che bella scena – commentava Sara - e io che prima mi sono incupita pensando alla vita di quei poveri nonni.- Rideva, quando il viscido le si accostò nuovamente, il labbro inferiore pendeva, a occuparne lo spazio la lingua bavosa. Si guardarono.

- Pensa pure che io sorrida a te; È facile cadere negli equivoci.-  

Continuando a ridere Sara ingranò la terza, poi la quarta, verso l’inizio della sua giornata.

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Ciao @Lauram, ho letto questo racconto di prima mattina (il commento lo riporto ora) quindi mi scuso per essere puntiglioso e aver sollevato molti dubbi, ma prima della giornata lavorativa la mente è lucida e funzionale come non mai! :lol:

Ammetto che sono stato incuriosito dal titolo - poi volevo leggere un racconto lungo (avevo letto quello della mantide di cui non ricordo il titolo) di un'assidua e simpatica generatrice di nani e parole in agorà. :P

 

Passo al racconto. Mi sono immerso nelle righe e mi sono perso tra queste poiché mi sono sentito chiamare direttamente in causa. Nel viaggio casa-lavoro un giorno su due resto incolonnato in vari punti ed è normale frugare con lo sguardo nelle auto vicine, magari anche solo per ingannare il tempo. Ammetto, però, che sono in pochi a ricambiare, soprattutto di sera, e che è una selva di persone che sta sui propri cellulari in situazioni del genere.

 

Mi piace molto il carattere della tua protagonista, lo trovo deciso e cinico quel che basta per pensarla come una persona indipendente che sa come prendere la vita e che non si fa mettere i piedi in testa (o lo sguardo addosso). Per questa analisi trovo illuminante il seguente punto

13 ore fa, Lauram ha detto:

Incrociò lo sguardo del tizio proprio mentre sorrideva di buon umore, lui le ricambiò il sorriso, incredulo di ricevere l’attenzione da una gnocca così. [...] Era una donna piacente consapevole della sua avvenenza, la intrigava farsi notare ma solo da chi diceva lei. Lui era il tipo da voltastomaco, sulla mezz’età, faccia lucida di sudore e sebacea di grasso di un’alimentazione malsana, capelli solo sopra le orecchie, camicia sbottonata sul collo…- che schifo, tua moglie a casa ti stira le camicie.

in cui è riassunto in modo molto chiaro il pensiero della protagonista. Superiore quando (prima) cerca "l'angoscia del ritardo" negli altri e li guarda per questo, come a voler nutrirsi delle insicurezze altrui che lei non ha. Sicura di sé stessa - si definisce "gnocca" (parola che anche se mi strappa un sorriso, non trovo entusiasmante in un racconto :lol:) - vuole farsi guardare da chi vuole lei e giudica il prossimo con disprezzo. Lo descrive in tono negativo e pensa che la guarda con desiderio... in fondo anch'io ho gli occhi e non è che guardo le altre macchine "con desiderio" quando sto in coda. :lol:

Tra le righe il suo disprezzo per il mondo esterno e per il prossimo cresce in maniera spropositata - tanto da giudicare gli anziani in una casa di riposo secondo sentenze standard. Forse sono romantico, ma una ragazza del genere la vedrei come personaggio importante in un romanzo. Ha le carte in tavola per raccontare una vita in cui magari nasconde qualcosa o in cui vorrebbe altro visto questo suo carattere.

Quello che va bene, dunque, secondo me, è proprio lei perché il racconto verte su questa figura poco descritta a parole (meglio così secondo me) ma molto inquadrata dai suoi pensieri o dai suoi gesti. Persona "forte" in un mondo che non le piace o che disprezza... te l'ho detto, non la vedo male in un romanzo... :rolleyes:

 

Passo a questo punto alle segnalazioni specifiche, ne ho molte da fare (alle sei del mattino sono parecchio schizzato <_<), magari sciocche ma spero utili. :)

13 ore fa, Lauram ha detto:

il cambio a folle

Questo te lo pongo come dubbio. Lo dico anch'io nel parlato ma ho il sospetto che sia "in" folle.

13 ore fa, Lauram ha detto:

Sara, trent’anni portati alla grande, era tranquilla, usciva di casa la mattina parecchio tempo prima, per timbrare il cartellino in orario.

Qui ho due dubbi.

Il primo è quei "trent'anni portati alla grande" che per me si addice a una persona più in là con l'età. Sì, ci sono persone che portano male i propri anni anche nella gioventù - alle utentesse che leggono: :flower: - ma se ci pensi portare gli anni "alla grande" secondo me sembra più da donna che supera gli "anta".

Il secondo dubbio riguarda il "parecchio" tempo prima. Mi sarei limitato a un aggettivo più leggero. Ti faccio un esempio pratico: al mattino parto da casa alle 07:30 per stare a lavoro alle 08:30 ma il tempo effettivo di percorrenza in assenza di traffico della strada che faccio è di circa 35-40 minuti. Io parto "un po' di tempo prima". Magari la protagonista parte "tempo prima" o "molto tempo prima": il "parecchio" mi fa venire in mente che parta eccessivamente prima, che so, magari per fare colazione al bar o altro, è un po' eccessivo il "per timbrare in orario". Alternativamente si può evitare questo lasciando il "parecchio" e dicendo "per non rischiare di timbrare il cartellino in ritardo".

13 ore fa, Lauram ha detto:

Trasmetteva la sigla di Candy Candy e, come una bambina si mise a cantarla, non curante dei possibili spettatori nelle vetture vicino alla sua.

A orecchio so che ci sono state almeno un paio di sigle diverse di Candy Candy, comunque ho pensato che rischiassi un po' vista l'età della protagonista: Candy Candy è un cartone che ha avuto le ultime repliche verso il '96-97 o cose simili, quando ero alle elementari (e la protagonista ha un anno in meno di me). Comunque ci sta. :P

13 ore fa, Lauram ha detto:

e vestita di profumo, si sentiva carica (qui c'è uno spazio di troppo)!

"Vestita di profumo", che bella immagine/sensazione! :o

13 ore fa, Lauram ha detto:

Lui era il tipo da voltastomaco, sulla mezz’età, faccia lucida di sudore e sebacea di grasso di un’alimentazione malsana, capelli solo sopra le orecchie, camicia sbottonata sul collo…- che schifo, tua moglie a casa ti stira le camicie. Se sapesse che guardi tutte le donne con questa faccia!-  pensò Sara ripugnante e si girò a guardare a sinistra per non incrociare ancora lo sguardo laide dell’uomo.

Oltre alla ripetizione ravvicinata che ti ho segnato e che si vede e alla mancanza di spazi prima dei trattini, mi soffermo su questo frammento. Come detto prima, si nota a chiare lettere il disprezzo e la facilità di giudizio (negativo) che permea la protagonista: potrei anche dire "molto divertente" tra l'altro.

Però ho un dubbio, lei pensa a quello che potrebbe fare la moglie dell'uomo in questione.

Non mi dilungo in questioni psicologiche che ignoro - magari inconsciamente disprezza la vita che immagina "umiliante" della moglie perché vorrebbe esserci lei al suo posto, pensando magari di migliorare lui (questa interpretazione è contorta, lo so) - però mi soffermo sulla questione pratica riguardo alla moglie. Non sono il tipo che in genere fa caso a questi dettagli (però, come detto, ho il cervello sveglio visto che la giornata lavorativa è davanti :asd:), ma al posto tuo prima di questo passaggio avrei fatto notare alla ragazza che l'uomo portasse una fede in modo da legittimare il pensiero della moglie. So, come detto, che potrebbe essere un giudizio normale e frettoloso (quindi naturale) quello che fa lei, ma magari potrebbe essere ulteriormente motivato dal fatto che vede che quell'uomo è sposato.

Aggiungo inoltre che mi incuriosisce la scelta dei termini "sebacea" e "laide" in un racconto dove usi un linguaggio e una narrazione semplici e tipiche del parlato.

13 ore fa, Lauram ha detto:

Passava di lì tutti i giorni e non l’ (spazio di troppo)aveva mai notata, su quella strada c’era una casa di riposo.

Leggendo questo racconto e la piega che prende ora l'ho immaginato ambientato in questo tratto di strada - chissà se riesco a prenderlo da Google Maps

https://www.google.it/maps/dir/43.4406152,13.6203174//@43.4405042,13.6179545,17.05z

Non si vede (o non è segnato) da Google Maps, ma di fianco alla strada c'è una casa di riposo (non ricordo se "abitare il tempo" o "casa Hermes").

13 ore fa, Lauram ha detto:

Si interrogava riflettendo sulla loro vita.

Qui, infatti, lei si interroga, vuole sapere degli altri, giudica gli altri, ... Chissà cosa c'è nell'io interiore della protagonista. :o

Interessante e "filosofica" la descrizione (sempre di disprezzo) che dà della casa di riposo e della vita dei suoi ospiti.

13 ore fa, Lauram ha detto:

con gli scialle di lana sulle spalle anche in agosto

Altra cosa che non so, ammetto l'ignoranza: "scialle" o "scialli"?

13 ore fa, Lauram ha detto:

-Se mi vedessi che indosso la gonna, chissà come abbasseresti lo sguardo dal mio volto, valuteresti la consistenza delle mie gambe per poi salire a immaginarti il resto. Viscido! -

Sarà pure "viscido", ma intanto ci pensa - mi ricollego all'interpretazione simil-psicologico-contorta accennata qualche riga sopra. :)

 

Per il resto non ho molto da dire. Dal punto di vista della grammatica e/o di sviste, vedo che spesso mancano spaziature prima dei trattini e ci sono spaziature di troppo prima dei doppi apici. Mi incuriosisce la scelta dei doppi apici per il discorso diretto e dei trattini per il pensiero: non che sia sbagliata, ma avrei fatto il contrario. :sorrisoidiota:

 

Non vado oltre. Si sente molto il tema della riflessione - riflessione intesa come una deriva della stessa verso qualcosa di semplice o le vite degli altri magari celando interrogativi più metafisici - così come si sente l'inquietudine della protagonista. Protagonista che non si fatica a immaginare e si segue in quel suo breve viaggio "emotivo".

 

Ciao e alla prossima lettura, @Lauram, sperando ti sia stato utile questo commento.

Modificato da bwv582
Avevo messo un link errato a Google Maps.

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Ciao @bwv582, grazie per esserti portato il racconto con te in queste ore e per avergli dedicato del tempo, lo apprezzo molto.

Sì, sono giuste le tue considerazioni sull'età, sulla sigla della canzone e sulla fede al dito. Un uomo che non scruti nell'abitacolo di una donna al volante un pò meno,

smette di guardare il cellulare, magari solo il tempo di uno sguardo fugace. Sono di Roma, immaginavo un'altra strada, il fatto che tu abbai scelto una tua, nel porcorso per andare a lavoro mi ha lusingato ulterirmente, una coccola in più al mio racconto.:)

Quello che mi lascia interdetta è invece una constatazione che forse non sono stata in grado di trasmettere, visto che tu l'hai travisata, e mi dispiace enormemente. E' motivo per me di insuccesso e di dispiacere poter far credere al pubblico del wd che io possa scrivere alcune cose, ti ringrazio perchè è emersa con te, dandomi la possibilità di chiarire eventuali equivoci: la ragazza non disprezza il mondo degli anziani, anzi, si rattrista appena li vede, vorrebbe scendere dalla macchina per strigere loro le mani. Le situazioni standard che pensa, sono riflessioni empatiche che la ragazza prova nell'immaginare la loro vita. Esulta e riprende a ridere quando scopre che il vecchietto arzillo, vincitore della lotteria li porta in crociera. Lei è sicura di sè, ma è anche sensibile. Le faccio cantare anche Candy Candy per renderla dolce agli occhi del lettore.Mi dispiace davvero non essere stata in grado di trasmetterlo.

Ancora grazie per il tuo elegante commento. :rosa:

 

 

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Dai non disperare, io sono "un" lettore, magari gli altri commenti sono totalmente diversi dal mio.  Di mattina, inoltre, sono iperattivo. :P

Comunque quella strada la faccio di tanto in tanto (per lavoro ne faccio un'altra) ma la conosco bene e mi è venuta in mente perché ogni tanto è congestionata e c'è la casa di riposo di fianco.

 

Per il resto io che non sto in posti come Roma non sono abituato a più di due corsie e quando sto incolonnato, capita di osservarsi  (l'ho scritto anche nel commento precedente) ma poi spesso si ritorna sul cellulare, ma forse perché invece di essere una attraente fanciulla sono uno sgorbio di maschio... :rolleyes:

 

Alla prossima lettura @Lauram. :ciaociao:

Modificato da bwv582
Ho sistemato una frase.

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Bel racconto, scorrevole e coinvolgente. Un po' vi odio, voi che scrivete di vita quotidiana e trovate spunti dalla normalità per scrivere ottimi racconti. Io ho la mia croce della scrittura di genere. Farei più attenzione ai refusi e alla punteggiatura (spazi mancanti dopo virgole, ecc.. ecc...), però vorrei soffermarmi di più sul tuo personaggio.

All'inizio ho avuto la sensazione che fosse proprio lei ad aver vinto alla lotteria e che per qualche motivo l'avesse data in beneficenza e non volesse sentirne parlare (la classica mano destra che non sa cosa fa la sinistra). Questa convinzione mi ha accompagnato finché non è stato evidente che mi sbagliavo. Quindi mi permetto di darti un suggerimento: perché non alimentare questa ambiguità inserendo altri indizi che facciano pensare ai lettori ciò che ho pensato io, per poi dare il colpo di scena? A te la scelta.

Non mi convince invece il carattere che vuoi dare alla ragazza. Hai voluto renderla dolce facendole cantare la sigla di Candy Candy (ma davvero la trasmettono su m2o?), però quello che fa immaginare il resto è che sia una che se la tira. Al di là dell'aspetto fisico, l'uomo le ha soltanto sorriso. Il disgusto che lei prova mi sembra cozzare con l'immagine mostrata poco prima (Non è invidia: ho una folta chioma e la pelle di un bambino). Che sia uno sguardo viscido lo dici solo dopo, secondo me troppo tardi.

16 ore fa, Lauram ha detto:

-Se mi vedessi che indosso la gonna, chissà come abbasseresti lo sguardo dal mio volto, valuteresti la consistenza delle mie gambe per poi salire a immaginarti il resto. Viscido! -

Questa frase, poi, ha rafforzato la mia convinzione.

Potresti modificare la parte degli sguardi, magari scrivendo che la ragazza si gira sorridendo e trova già l'uomo che la fissa lascivo, con il labbro pendente e la lingua in movimento dentro le guance. Le vie per descrivere un pervertito sono infinite! :sorrisoidiota:

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Ciao @Torba

Vero...carina l'idea della sua possibile vincita alla lotteria. Il mio finale consiste solamente nell'equivoco dell'apparenza, in una storia semplice, lineare di 5000 battute. 

Vero anche il fatto di non aver dettagliato in precedenza lo sguardo viscido dell'uomo, pensavo di cavarmela solo con la descrizione. 

Grazie per le tue osservazioni.

:rosa: 

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Ciao @Lauram rendi molto bene l’osservare se stessi e il mondo circostante quando sei nella monotonia del traffico. Anche io lo facevo come tanti e quindi la storia diventa più coinvolgente, perchè è qualcosa che conosci.

 Divertente la trovata della lotteria. Complimenti, un bel racconto.

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@Lauram

 

Ciao!

 

Vado a sincero giudizio del tutto personale: la storia mi è piaciuta, tanto più nel suo rivelarsi storia vera e propria, ossia con una piccola trama (la vincita alla lotteria) cui fin quasi alla fine non ci si bada e che quindi riesce anche a sorprendere. Apparentemente sembrerebbe infatti solo un flusso di coscienza di eventi che si susseguono, invece poi ritornano e quadrano nella storia tutta.

I miei complimenti, dunque.

 

C'è, però, anche qualcosa che personalmente non mi è troppo piaciuto. 

Da una parte la protagonista, ma questo è davvero puramente personale: non è certo un personaggio con cui sono riuscito a empatizzare particolarmente. È molto, troppo giudicante, e forse può risultare anche un po' arrogante. Ma non è che deve per forza essere "simpatica"... nel senso che come personaggio è scritto bene e coerente, solo che appunto, personalmente non mi è risultata troppo simpatica.

C'è, come diceva @bwv582 un'aspetto anche nascosto, di un suo lato interiore che emergere solo a piccoli tratti e che invece sarebbe, anche secondo me, stato interessante approfondire.

Sicuramente, il suo carattere è ben delineato e in questo ben scritto, dunque e appunto la mia non è una critica "tecnica", ma solo di gusto.

 

Da un punto di vista "tecnico", ciò che invece "rovina" leggermente il racconto sono le spaziature. Te le hanno già fatte notare: parole e trattini attaccati, staccati... nulla di grave, basta solo una piccola rimessa a posto e tutto poi fila liscio. Solo che, messe così, risaltano parecchio.

 

Quindi: mi è piaciuto, ma non è che mi abbia proprio fatto impazzire, sarò sincero.

Diciamo che andrebbero solo curati meglio i dettagli in generale.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Staccò il piede dalla frizione per far riposare la coscia, il cambio a folle e le mani sul volante per abitudine. Sara, trent’anni portati alla grande, era tranquilla, usciva di casa la mattina parecchio tempo prima, per timbrare il cartellino in orario.

- La "coscia"... non sono certo sia la parte che più si ha bisogno di far riposare alla guida. Certo ci sono i muscoli in tensione, ma ci vedrei meglio la "caviglia."

- "Parecchio tempo prima": sempre il buon @bwv582 (continuiamo a citarlo, va :ciaociao:) ha mosso la sua riflessione in base alla quantificazione di tale tempo, la percorrenza, gli orari di ufficio, etc... Io ti muovo l'annotazione da un puro punto di vista grammaticale: stai parlando al passato... l'espressione non è il massimo.

Ma la domanda è: "parecchio tempo prima di cosa"?

Ossia: manca comunque l'altro termine di riferimento al "prima"... nell'espressione è implicito in qualche modo "il necessario"... parecchio tempo prima del necessario per timbrare il cartellino in orario... ma appunto a cosa le serva questo "parecchio tempo" non è chiaro (e qui, ritorna anche la riflessione di bwv582)... o meglio si capisce che è una sua peculiarità caratteriale quella di prendersi più tempo del necessario per poi non avere fretta o appunto non rischiare ritardi.

Riformulerei:

"Usciva di casa la mattina parecchio tempo prima del necessario, per timbrare il cartellino in orario."

"Usciva di casa la mattina con largo anticipo, per timbrare il cartellino in orario (o per non rischiare di fare tardi al lavoro)."

O simili.

 

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

la radio…”Abbiamo scoperto chi è il vincitore della lotteria. Strana la sua iniziativa

- Spazio dopo i tre puntini di sospensione.

- Qui, chi parla è una giornalista. "Strana" non mi sembra il termine più appropriato o in generale troppo calzante al linguaggio giornalistico: "assai particolare", o simili, al massimo.

"Strana" serve più a stimolare la curiosità di un lettore in un racconto in maniera un po' "dichiarata"... del tipo: "magari te lo svelo dopo".

 

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Cambiò stazione alla ricerca di musica. M2O con Dj Osso e i ricordi del tempo passato era la sua stazione preferita.

Varierei la ripetizione di "stazione" con "programma" o "canale" o altro simile.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

non curante dei possibili spettatori nelle vetture vicino alla sua.

Non è un errore, ma scriverei tutto attaccato "noncurante"... per evitare poi i vari aggettivi in "mente" che oggi la moda tende a mettere un po' "al rogo", si può anche scrivere: "senza curarsi"...

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

orsetto lavatore…- pensava

Trattino attaccato.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

solo da chi diceva lei.

Domanda retorica: a chi lo diceva? A se stessa, alle amiche, etc...? Un po' a tutti, però, ecco suggerirei un altro termine come "da chi decideva lei".

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

sbottonata sul collo…- che schifo, tua moglie a casa ti stira le camicie. Se sapesse che guardi tutte le donne con questa faccia!- 

Attenzione agli spazi dei trattini.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

guardare a sinistra per non incrociare ancora lo sguardo laide dell’uomo.

- Troppi "guardare/sguardi", in generale in tutto il racconto.

- "Laido", al maschile...

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Passava di lì tutti i giorni e non l’ aveva mai notata, su quella strada c’era una casa di riposo. Stavano sul balcone a osservare il traffico e a sentire i clacson più insistenti del solito.

- C'è uno spazio di troppo dopo l'apostrofo (l'aveva).

- Sì, si capisce, ma grammaticalmente andrebbe scritto il soggetto: chi è che "stavano sul balcone"? Gli anziani, gli ospiti della casa di riposo, o simili...

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

spento. - Quanto deve essere lunga la vostra giornata…-

 

Sempre attenzione agli spazi dei trattini, per lo più attaccati, ma ogni tanto staccati.

In generale, io metterei sempre uno spazio prima e dopo il trattino. Ma se voi metterci lo spazio solo dopo (forma che mi è sembrata prevalere nel racconto) cerca di mantenere sempre quella, giusta o sbagliata che sia, almeno ha coerenza interna.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Si interrogava riflettendo sulla loro vita.

Toglierei uno dei due (interrogarsi o riflettere): dicono praticamente la stessa cosa. È un "errore" che io faccio spesso: usiamo due sinonimi diversi caricando troppo la stessa frase con lo stesso concetto.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

, viviamo…anche se bloccati nel traffico

Spazio dopo i puntini.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

gli angoli della bocca rigati da rughe e rivoli di bevanda calda.

- "Rigati" non è un errore, ma mi suona un po' duro come termine e fa molto "allitterazione" con "rughe". Varierei: "solcati" o simili.

- Parli di diversi soggetti al plurale: metterei dunque "bevande", anche perché possono essere diversi tipi di bevanda.

Ugualmente qui sotto: "attenzioni", al plurale, suggerirei.

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

I pasti? Attenzione da parte dei camici bianchi?

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

con gli scialle di lana sulle spalle anche in agosto,

Qui, il plurale, ci va per forza, grammaticalmente: "scialli".

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

in rilievo : « Ciao, ciao! »

Roba varia tutta staccata (due punti e virgolette).

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

a radio…“ Sei milioni di euro..” diceva l

Roba varia staccata e attaccata: lo spazio va dopo i tre puntini, attaccate dovrebbero essere le virgolette di apertura... i puntini di sospensione sempre tre, mai due.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

iornalista affievolendosi  piano, piano

Qui, solo la sciocchezza di uno spazio di troppo dopo "affievolendosi".

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Mise la prima, avanzò di tre metri solo per non farsi suonare dalle macchine di dietro, sperava di perdere la visuale dell’ uomo.

- "Farsi suonare": la forma riflessiva rende bene l'idea, ma grammaticalmente non mi convince.

- Uno spazio di troppo dopo l'apostrofo di "uomo".

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Con la coda dell’occhio sbirciava, credendo di averlo superato, niente, era ancora lì a guardarla. -Se mi vedessi che indosso la gonna, chissà come abbasseresti lo sguardo dal mio volto, valuteresti la

- Nuovamente troppi "sguardi", "vedere", "viste" etc... Ad esempio: "se sapessi che indosso la gonna".

- Sempre trattini attaccati.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

a casa di riposo non era più nella sua visuale e neanche l’individuo, finalmente lo aveva distanziato.

Guardò liberamente alla sua destra, fu allora che lo notò.

Ugualmente: troppe azioni-termini incentrati solo sull'organo visuale.

Ad esempio: "la casa di riposo era ormai alle sue spalle".

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

tutti ne parlavano : “Il vincitore della lotteria…” diceva la giornalista: “ Siamo venuti a intervistarlo

- Spazio di troppo prima dei due punti, spazio di troppo dopo le virgolette di apertura di "siamo venuti".

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

irci le ossa! ”

Spazio di troppo per le virgolette.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

per farsi vedere : “Ora mi prendo tutti

Spazio di...

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

eri nonni.- Rideva, q

Trattino...

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Pensa pure che io sorrida a te; È facile

Minuscola dopo il punto e virgola.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

poi la quarta, verso l’inizio della sua giornata.

Scusa il puntiglio: tecnicamente la sua giornata sarebbe già iniziata...

 

Ciao!

 

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3 ore fa, AndC ha detto:
Il ‎15‎/‎11‎/‎2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

con gli scialle di lana sulle spalle anche in agosto,

Qui, il plurale, ci va per forza, grammaticalmente: "scialli".

Mi era venuto, infatti, un dubbio esistenziale-mistico @AndC (ti taggo anch'io :)), ti ringrazio. :flower:

 

Buon fine settimana. :ciaociao:

Modificato da bwv582
Ho aggiunto un'emoticon.

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Grazie ragazzi per i preziosissimi consigli!

Righe e rughe era voluto, il resto tutti errori! Compreso scialle...ma dai su, scialla! :facepalm::D

 

@AndC e @bwv582, sono di Roma e schiava della battuta, in questo caso non potevo non dirla!

Alla prossima e grazie ancora! :rosa:

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Ciao @Lauram, mi trovo molto in sintonia con il commento di AndC: mi è piaciuto ma il personaggio rischia di risultare antipatico e giudicante.

Alla fine del racconto, nell'ultima scena, mi sono illuso in un moto di pietà nei confronti dell'automobilista poco avvenente... che ne so... Che si scoprisse che era colui che si prendeva cura degli anziani (dico la prima fesseria che mi viene in mente)... qualcosa che smussasse il giudizio sommario della protagonista 

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Sì, vero @Edu, vero @AndC, mi rendo conto di non aver reso antipatico l'uomo dettagliandolo di elementi negativi, in questo caso ho fatto passare lei da personaggio freddo, quando invece non avrebbe dovuto esserlo. Se avessi scritto per esempio che dava un ceffone al figlio che piangeva, o che si togliesse le caccole e poi rimetteva le mani sul volante, forse sarebbe andata come volevo che andasse. 

Avevo pensato anche io ad un ribaltamento di aspettative, tipo a lei si ferma la macchina e lui è l'unico a prestarle aiuto... ma ragazzi, ho fatto muovere i personaggi nella mia mente e anche in questo caso, lui le avrebbe addocchiato il fondoschiena o fatto battutine! No, è nato viscido e rimane viscido. Avrei dovuto insudiciarlo maggiormente. Grazie per i consigli.

:D

 

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Ciao @Lauram. Ho letto il tuo racconto.

Ho avuto due reazioni: una di profonda antipatia nei confronti della protagonista, snob e arrogante (piena di verità in tasca) e una di intenso interesse per la vicenda narrata (mi hai trascinato fino in fondo senza annoiarmi).

Non so se lo hai fatto volutamente per caratterizzare la protagonista, per esempio:

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Sara, trent’anni portati alla grande, era tranquilla,

Una persona di trent'anni non è di primo pelo ma non è vecchia. Forse la tua protagonista ha paura del tempo che passa in maniera patologica e questo già la caratterizza.

 

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Lui era il tipo da voltastomaco, sulla mezz’età, faccia lucida di sudore e sebacea di grasso di un’alimentazione malsana

Questo è un giudizio oltretutto la seborrea non deriva da un'alimentazione errata ma sembrano una concausa gli androgeni, la perossidazione lipidica e tanti altri fattori che nemeno medici e ricercatori ancora conoscono bene (è una cosa ben chiara in letteratura scientifica). Molte persone magre e che seguono un'alimentazione corretta soffrono di iperseborrea. Ma anche questo potrebbe caratterizzare il personaggio che pensa di avere le verità in tasca.

 

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

non l’ aveva mai notata, su quella strada c’era una casa di riposo

Come fa a sapere che è una casa di riposo? C'è scritto fuori o solo perché vede degli anziani raggruppati fuori nel balcone?

 

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Sperate di stare più male degli altri per sentirvi considerati?-

Altra verità in tasca: come fa a sapere, la protagonista, cosa passa nella testa di un anziano in una casa di riposo?

 

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Continuando a guardare il sorriso del vecchietto con le labbra rientranti sulle gengive

Ma da che distanza osserva il vecchietto? Come fa a vedere le labbra rientranti dall'auto al balcone?

 

 

Tutto il resto è molto ben narrato, a mio parere, con tocchi di classe qui:

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

la se stessa adolescente nello specchietto retrovisore

ancora (bellissimo):

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

vestita di profumo

 

Al di là dei piccoli appunti (personali) il tutto è ben narrato e strutturato: incuriosisce e non manca di profondità.

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Grazie @Sjø per il commento.

Sì è vero, trent'anni sono pochi per dire "portarti alla grande"....il metabolismo non è ancora cambiato a quell'età, forse sarebbe stata più indicata una trentacinquenne o su di lì.

La distanza tra le macchine? Diciamo una carreggiata a due corsie...forse un 4  metri, 5? Se ha trent'anni, vede se il vecchietto arzillo porta la dentiera, magari a 40 no! Ahahah, scherzo, faccio ironia sui miei errori, scusa.

Lei non ha la verità in tasca, ma osserva e deduce secondo la sua esperienza, secondo un suo modo di pensare.

Grazie ancora per il commento

Ciao!

:)

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Ciao @Lauram non voglio ripetere cose già dette da altri su alcuni particolari, e centro il ragionamento su temi generali. Ti dico subito che il tuo racconto è interessante e si fa leggere, ma alcune cose -a parer mio - "stonano" in un pezzo breve.

In ottomila battute, ogni parola dovrebbe avere una sua logica. Non ci sono spazi e tempi da sprecare. Tutto dovrebbe essere funzionale a quel che vuoi che il lettore pensi quando avrà finito. Immagina che a leggere sia un tipo nella metropolitana: cinque minuti dalla partenza all'arrivo. Legge la tua storia e alla fine chiude il tuo libro di racconti. Cosa gli rimane? Che messaggio gli hai dato?

Immagina il tuo racconto come un imbuto. Ogni frase è un giro intorno che si stringe andando in giù. Tutto dovrebbe essere coerente. In teoria non dovrebbe esserci niente altro che non sia in sintonia con ciò che vuoi ottenere.

In sintesi: 1) personaggi (per capire chi è, cosa fa, ecc); 2) storia (cosa accade); 3) Pathos (o tensione o come vogliamo chiamare quel qualcosa che porta a voler andare avanti nella lettura).

In quattro cartelle se riesci a metterci il classico conflitto e come il protagonista lo risolve, hai fatto un miracolo.

Ora mi chiedo, e ti chiedo: Se il tema centrale era quello della vincita alla lotteria, che ci stanno a fare l'automobilista vicino e il riferimento della canzoncina di Candy? Servono a dipingere la protagonista o a distrarre dal tema di fondo?

Anche a me capita di andare fuori dal seminato e dato che ci sto dento fino alle ginocchia non me rendo conto subito.

Il sistema che ho visto (almeno nel mio caso) funzionare meglio è tagliare. Tagliare di netto quel che potrebbe starci o non starci. 

Nel tuo raccondo, se tagli di netto tutta la parte di Candy, cambia qualcosa nella storia? Se tagli di netto tutta la parte (anche se assai simpatica) dell'automobilista, cambia qualcosa nella storia?

Al posto dell'automobilista (o di Candy) potresti metterci qualcos'altro che possa poi condurre meglio il lettore verso il finale della lotteria?

Hai uno stile pulito e asciutto e una bella "voce", e hai saputo rendere bene il rapporto tra la donna e il "viscido", dunque hai i numeri per indirizzare le tue energie verso qualcosa davvero funzionale a ciò che vuoi dire.

Ti chiedo scusa e non intenderla con una critica, ma come una opinione in uno scambio di battute. Non siamo qui per dare o prendere lezioni, ma per un confronto. È stato comunque piacevole leggerti. Alla prossima!

 

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Ciao @Mariner P, grazie per aver scelto il mio racconto per partecipare al contest.

Mi sono resa conto che forse non ho chiarito quale sia la storia del racconto, sono rimaste impresse solo le scene, ma non la trama.

Non è la vincita alla lotteria, non è lei che canta o che dispensa sentenze.

la trama è l'equivoco: la ragazza ride e lui crede che sorrida a lui. Lei si rattrista immaginando la vecchiaia, quando invece gli ospiti della casa di riposo partiranno in crociera a fare i nababbi.

Grazie per il tuo scambio di battute, i consigli sono sempre bene accetti

 

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:rosa:Buongiorno @Lauram ma che bel racconto frizzante! Reale! Di tutti i giorni! :DE' bello iniziare la giornata in questo modo. Testo ben scritto, scorrevole, senza refusi, rivedrei il ritmo che mi sembra un pò troppo veloce.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

taccò il piede dalla frizione per far riposare la coscia, il cambio a folle

Secondo me suona male il "cambio a folle"

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

! Con una punta di sadico cinismo, tra una strofa e l’altra, cercava l’angoscia del ritardo sul volto dei passeggeri nelle macchine alla sua destra. Incrociò lo sguardo del tizio proprio mentre sorrideva di buon umore, lui le ricambiò il sorriso, incredulo di ricevere l’attenzione da una gnocca così. - Ti piacerebbe eh! - pensò Sara, schifando lo sguardo viscido dell’uomo. Era una donna piacente consapevole della sua avvenenza, la intrigava farsi notare ma solo da chi diceva lei. Lui era il tipo da voltastomaco, sulla mezz’età, faccia lucida di sudore e sebacea di grasso di un’alimentazione malsana, capelli solo sopra le orecchie, camicia sbottonata sul collo…- che schifo, tua moglie a casa ti stira le camicie. Se sapesse che guardi tutte le donne con questa faccia!-  pensò Sara ripugnante e si girò a guardare a sinistra per non incrociare ancora lo sguardo laide dell’uomo.

Pensiero molto scorrevole e a tratti provocanti.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

 - Queste file di macchine il vostro passatempo. Noi ci muoviamo, viviamo…anche se bloccati nel traffico. Voi? Vi trascinate dalla sala tv al balcone, per rimanere fermi in un tempo che ormai è morto. Avete già fatto colazione? Con fette biscottate inzuppate nel tè per ammorbidirle, sbrodolandovi gli angoli della bocca rigati da rughe e rivoli di bevanda calda. Quale il brivido della vostra giornata? I pasti? Attenzione da parte dei camici bianchi? Sperate di stare più male degli altri per sentirvi considerati?-

Sul balcone sgomitavano per prendersi la visuale migliore, con gli scialle di lana sulle spalle anche in agosto, alcuni salutavano. Le sarebbe piaciuto scendere dalla macchina immaginando di stringere le loro mani raggrinzite di vene e nervi in rilievo : « Ciao, ciao! » gridavano agli aerei su quattro ruote giù in strada. Triste, Sara abbassò il volume della radio…“ Sei milioni di euro..” diceva la voce della giornalista affievolendosi  piano, piano; Guardò l’ora, era ancora presto.

Invece qui la protagonista fa una considerazione davvero molto triste e angosciante con un pò di antipatia.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

Con la coda dell’occhio sbirciava, credendo di averlo superato, niente, era ancora lì a guardarla. -Se mi vedessi che indosso la gonna, chissà come abbasseresti lo sguardo dal mio volto, valuteresti la consistenza delle mie gambe per poi salire a immaginarti il resto. Viscido! -

A volte è bello giocare anche in questo modo.

 

Il 15/11/2018 alle 23:56, Lauram ha detto:

“Dentiere per tutti e piscine termali. Fisioterapia per sgranchirci le ossa! ”

Il vecchietto parlava e indicava un punto in alto poco distante: «Vivo in quella casa di riposo… ciao Alfonso! Ciao Ciro...» Si sbracciava per farsi vedere : “Ora mi prendo tutti quanti e me li porto in crociera.”  Rideva sganasciandosi, accaldato dall’emozione.

Proprio una bell'immagine!

 

Conclusioni: anch''io come Bwv582 sono stata incuriosita dal tuo titolo molto profondo e mi aspettavo un testo più lungo. Devo farti i miei complimenti, scrivi bene e nel testo sei molto ordinata. Forse vai troppo di riassunto.

A rileggerti. Ti auguro una buona giornata:D

Floriana

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Ciao @Lauram

...ehm, l'incipit. Che dire. Rivedibile, alquanto.

 

La protagonista come il cielo. Bello azzurro. Ma con le nuvole. Forse troppe.

Se guardiamo il cielo troppo a lungo... l'azzurro vira sul nero. E si perdono tutte le stelle.

 

Sul ritmo: sei stata brava. Va come il traffico. Avanza e si ferma. In continuo.

 

"...ci son delle lacrime che m'aspettano nei petali d'una rosa".

Luigi

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Ciao @Luigi Amendola

Il racconto è da rivedere sicuramente, lo lascio a decantare anch'io un po'! Appena me ne sarò "dimenticata" lo rispolvero seguendi i commenti.

Che la protagonista possa piacere o meno quello è solo soggettivo. Nella mia testa è fresca, ironica e compassionevole...non con il viscido!

Grazie per i versi...

:)

 

 

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@Lauram ciao,

 

mi sono riproposto di rilleggere il tuo racconto a distanza di qualche giorno.

Condivido l'opinione di Luigi Amendola: il ritmo è molto a registro con la vicenda narrata ma la protagonista, secondo me, non viene fuori come è nella tua testa.

 

Mi permetto di suggerirti una cosa che è stata detta a me:

18 ore fa, Lauram ha detto:

Nella mia testa è fresca, ironica e compassionevole...non con il viscido! 

Dalla mia lettura viene fuori l'esatto opposto: è una ragazza che ha paura di invecchiare (pertanto vecchia: non è solo una questione anagrafica l'età), molto austera e snob, giudicante (manca di umiltà). A volte le cose sono nella nostra testa ma non le mettiamo poi in quello che scriviamo, è difficile essere lettori di noi stessi perché conosciamo bene la storia e poi non disseminiamo la storia di quei particolari che nella nostra immaginazione c'erano: è uno dei miei difetti, nella scrittura (e forse anche quando parlo con la gente nella vita reale) )e da quando me lo hanno fatto notare lo scovo più facilmente

È una mia opinione, per il resto sei brava a scrivere.

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Grazie @Sjø e grazie per aver voluto rileggere due volte il mio testo e commentarlo una seconda volta...sono lusingata.  Questo racconto in realtà nasce un po' di tempo fa. Lo scrissi per proporlo come spot pubblicitario di una possibile autovettura. Lei in mezzo al traffico che guarda i vecchietti sul balcone, loro che guardano giù. Lei che si intenerisce pensando alle loro vite, loro che continuano a guardare giù...Che stavano ammirando? Ma la nuova automobile XYZ! Tutti la fissano formando il traffico, lei pensa al malinteso e si mette a ridere. Se mi ci metto, forse ricordo anche il claim, ma sono passati anni. Ovviamente nello spot in viscido mancava. 

Mi era sembrata una buona idea e ho voluto riproporla riadattandola a racconto.

Sì concordo, bisogna dare tutte le info, anche quelle che riteniamo superflue (nel contest del MI stesso discorso) e che magari non sono...senza eccedere però, il difficile è trovare la via di mezzo. Grazie ancora :rosa:

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3 ore fa, Lauram ha detto:

Lei in mezzo al traffico che guarda i vecchietti sul balcone, loro che guardano giù. Lei che si intenerisce pensando alle loro vite, loro che continuano a guardare giù...Che stavano ammirando? Ma la nuova automobile XYZ!

Bella idea @Lauram!

Grazie a te e attendo il tuo prossimo racconto.

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17 minuti fa, Sjø ha detto:

Grazie a te e attendo il tuo prossimo racconto

Mi trovi in giro, ho postato altri racconti. Sono iscritta da due mesi e ho lasciato un po' di tracce qua e là.

Posso dirti che ho molto da imparare e che reputo i commenti e la sezione officina, merce preziosa. 

Alla prossima :)

@Sjø

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Buona domenica @LauramIl tuo racconto fluido e lineare dai  contenuti molto chiari sul comportamento degli esseri umani nei confronti di chi fortuna ne ha poca o niente, non fa una piega. Sarei curioso di sapere cosa avrebbe fatto la bella gnocca di Sara, se era a conoscenza che il vincitore della lotteria, non era il vecchietto ricoverato nella casa di riposo, ma era invece colui che definiva viscido,schifoso ecc...ecc...

Fa bene il nonno vincitore della lotteria a portare in crociera i suoi coetanei, perchè potrebbe essere l'ultima occasione per divertirsi. Un bel racconto, molto istruttivo e di facile comprensione, trovo che nella narrativa, è importante  essere precisi ma quello che importa di più è coinvolgere il lettore usando sopra tutto delle frasi semplici da capire, perchè tutti hanno il diritto di sapere quello che l'autore scrive e gustarsi il racconto nella sua maniera. Grazie della lettura. Nell'occasione ti auguro una buona domenica e tanta fortuna

 

 

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@flambar,che piace ricevere il tuo commento. Grazie per le belle parole, sono contenta che ti sia piaciuto il racconto.

2 ore fa, flambar ha detto:

Sarei curioso di sapere cosa avrebbe fatto la bella gnocca di Sara, se era a conoscenza che il vincitore della lotteria, non era il vecchietto ricoverato nella casa di riposo, ma era invece colui che definiva viscido,schifoso ecc...ecc..

Per come la vedo io si sarebbe limitata a osservarlo, provando la stessa identica repulsione, avrebbe pensato: "Ora che hai fatto i soldi credi di poterti scopare tutte quelle che vuoi? Con me caschi male, bello mio!"

Scusa la parolaccia, ma questa è una risposta vera di un personaggio inventato. Per come l'ho concepita io, lei è contenta di quello che ha, non ha bisogno di cercare da altri, (parlo economicamente ora); se volesse di più lo otterrebbe solo tramite la sua ambizione, fatica e tenacia.

Grazie, buona Domenica anche a te! :)

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