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Joyopi

[H2018 fuori concorso] Sarà la bufera

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Commento

Fuori concorso del contest di Halloween

 

Sarà la bufera

 

«Cristo Santo!»
L'imprecazione, spezzata dall'affanno, seguì immediata al suono della porta che sbatteva e che rigettava in strada il fracasso e il gelo della bufera. Il locale, vuoto, tornò nel tepore e nella relativa quiete.
Jack lo spaccalegna batté con forza i piedi sul pavimento dell'ingresso per liberare i grossi stivali dal ghiaccio. 
«Cristo Santissimo! Non bastava la bufera, la gente di questo maledetto posto è impazzita!» Si gettò di peso su una sedia e alitò sulle sue mani per riscaldarle. «Portami un doppio, Dave, ho urgente bisogno di legna per il camino» mi gridò.
Gli versai il whisky fino all'orlo mentre riflettevo sull'ennesima singolare espressione che gli sentivo pronunciare. Jack era un brav'uomo, ma aveva tre vizi: il primo era l'alcool, il secondo le imprecazioni e il terzo le metafore a tema esclusivamente boschivo.
Gli portai il bicchiere e mi poggiai al tavolo, la bottiglia nell'altra mano perché conoscevo Jack...

«Che succede Jack? Chi ti ha fatto incazzare?»
«Cristo, sai quanto ho impiegato per arrivare fin qui dal passo? Un'ora, manco dovessi spaccare una quercia con il pisello moscio!»
Dalla cucina sentii Allan ridacchiare. «Questa è stupenda, Jack, davvero». Sorrisi anch'io.
«Sì, scherzate voi, ma non è affatto normale quello che sta succedendo. Mi hanno fermato tre volte. Ci sono più poliziotti e posti di blocco che cervi schiattati dal freddo sulla provinciale. Si sono tutti rintanati in casa o corrono come pazzi per arrivarci il prima possibile». Tracannò e mi restituì il bicchiere, vuoto. «Un bastardo con la Rover quasi mi sbatteva fuori strada».
Allan uscì dalla cucina e raggiunse il tavolo. Ci guardammo con espressione interrogativa.
«Cristo, ma voi non sapete un cazzo! Da quanto è che siete rinchiusi in questo posto?»
«Da quando apriamo al mattino presto, Jack. Nel caso non te ne fossi accorto, noi qui ci lavoriamo, mica ci veniamo a svernare come te» gli risposi mentre gli versavo altro whisky.
«Va bene, va bene. Ma Cristo, dovete averne avuti pochini di clienti se nessuno vi ha detto che c'è un fottuto psicopatico in giro per la contea!» 
Aveva ragione. Quel giorno era stato un vero fiasco. Lo avevamo giustificato con la tormenta ma a quanto pareva c'era dell'altro.
Buttò giù il whisky e ruttò. «Per tutta la contea non si parla d'altro. Hanno trovato una pozza di sangue scuro sulla neve e quelli che hanno tutta l'aria di essere pezzi di esseri umani sparsi ai bordi della carreggiata. Credo un braccio, delle dita piccolissime forse di bambino, Cristo santissimo! Addirittura si dice che ci fossero due pupille infilate come biglie nella neve, vi rendete conto?»
«Cazzo!» disse Allan, «E dove sarebbe successo?»
«Giù a Meanpick, qualche decina di iarde prima del piazzale dove c'è il ferramenta di Jim Tayan. Il vecchio Jim ha notato la pozza di sangue mentre andava ad aprire il negozio, si è avvicinato e... c'è quasi rimasto secco per lo spavento. La moglie a momenti annegava nel suo stesso vomito».
«Porca puttana, Dave. Non è dove abiti tu?»
La risposta fu il frastuono della bottiglia di whisky che andava in mille pezzi sul pavimento.

 

«P-prova ancora, per favore. Hai fatto bene il numero, sicuro?»
Allan mi fece cenno di sì col capo, sconsolato. «Niente, a casa squilla ma nessuna risposta. Il cellulare è irraggiungibile. Sarà colpa della tempesta, stai tranquillo» mi disse, ma dal tono di voce capii che non ci credeva tanto neanche lui.
Boccheggiavo. Pensavo a Emily e alle bambine. «E se fosse capitato loro qualcosa di brutto?» parlavo a bassa voce, lo chiedevo a me stesso. «No, impossibile. Ma perché non rispondono a casa? Perché Emily non mi ha chiamato per avvertirmi di quello che è successo? Possibile che non si sia accorta di nulla?»
Jack si alzò e mi si avvicinò. Vidi che barcollava. «Ehi, aaamico, scee ti va ti accompagno a casciaa».
«Lascia perdere Jack, sei ubriaco» rispose Allan al posto mio. Poi rivolgendosi a me: «Ci penso io qui, vai a controllare che sia tutto a posto».
«Grazie» risposi appena. Ero sconvolto.

 

Non appena fui uscito ci pensò la tempesta con le sue sferzate a scuotermi. Il gelo mi entrò subito nelle ossa. Mi strinsi nel giaccone e corsi verso la moto. Salii, diedi gas e sentii la ruota slittare forte sul asfalto ghiacciato.
Nella fretta avevo dimenticato di indossare il casco. La bufera mi sputava contro, il vento graffiava sul viso e stentavo a tenere gli occhi aperti.
Denise. Susana.
Il cuore mi batteva all'impazzata.
Emily, perché non rispondi?
Discesi lungo la strada principale che da Meanpick saliva su a Deille Mountain, poi distinsi in lontananza delle luci blu e ricordai quello che aveva detto Jack. Non potevo permettermi di incappare in un posto di blocco; di certo mi avrebbero fermato e rallentato, e io dovevo correre dalle mie bambine. Così spensi i fari per diventare invisibile e svoltai bruscamente tra gli alberi. Puntai verso sud. Riuscivo a malapena a tenere la moto in corsa sullo sterrato, immerso nel buio gelido della notte, eppure anche alla cieca mi districai tra le rocce e gli aceri. Conoscevo a memoria quelle montagne. Quante volte, nelle mattinate di sole, le avevo esplorate con Emily e le bambine a caccia di scoiattolini.
Le mie bambine adorano gli scoiattolini.
Spuntai alle spalle del piazzale che rappresentava l'ingresso di Meanpick. A un centinaio di iarde vedevo la ferramenta del vecchio Jim. La carreggiata era recintata da un nastro fino al punto in cui doveva essere avvenuto il ritrovamento.

Un braccio.

Due pupille.

Una mano da bambino. O bambina.

Rabbrividii.
Due auto della polizia sorvegliavano l'area e fermavano eventuali passanti. Casa mia era proprio lì accanto. Fermai la moto e corsi in mezzo al bosco innevato per raggiungerla.

 

Scavalcai la recinzione dal retro. Da fuori vidi che la casa all'interno era completamente al buio, così come il giardino. Aprii la porta che dava nella cantina e non appena accesi la luce, il sangue mi si raggelò. Una striscia rossa che non avevo notato nell'oscurità, sottile e irregolare, contornata da macchioline più o meno grandi dello stesso colore, si trascinava nel prato ed entrava in casa.
«Emily!» gridai. «Bambine!» 
Sentivo il cuore infuriare su per la gola.
«Dove siete?» L'urlo uscì spezzato. Nessuna risposta.
Tremavo. 
Esitai per un istante, ero spaventato. Non sapevo se correre da loro o prepararmi a difendermi da qualcuno - o qualcosa? - di terribile. Mi decisi. Diedi un'occhiata al tavolo degli attrezzi. Afferrai l'ascia da legna e corsi dentro. Diedi una rapida occhiata a soggiorno e cucina. Trovandoli vuoti, salii scattando su per le scale che dal piano terra conducevano alla zona notte, i polmoni in fiamme.  

 

Rispensi la luce e accostai dolcemente la porta. Il respiro tornava lentamente a un ritmo regolare, i muscoli si rilassarono. Il sollievo che avevo provato nel trovare Emily e le bambine al sicuro, a letto, era stato tanto grande da suggerirmi di non svegliarle nemmeno.
Scesi di nuovo di sotto, in soggiorno.
Accesi la tivù. Il notiziario locale trattava del macabro ritrovamento e della reazione di tante persone che si erano barricate nelle proprie case per il terrore di incappare nell'assassino. Pensai che fosse giusto fare la stessa cosa.
Serrai con cura porte e finestre; tornai in cantina per riporre l'ascia e solo allora notai che era parecchio sporca. Non me ne curai troppo.
Risalii senza far rumore, entrai in camera da letto e mi distesi sul lettone accanto a Emily e alle bambine. 
Cercai la manina di Denise, senza però trovarla. Afferrai allora quella di Susana. Era fredda, così la coprii per bene con la trapunta.
Un bacio sulla fronte di lei e poi a quella di Emily. Erano entrambe gelide. 

«Fa molto freddo stasera» le sussurrai all'orecchio.

Sarà la bufera.
«Andrà tutto bene. Non permetterò a nessuno di farvi del male, amore» e le diedi un bacio sulla bocca.
«Vi amo».
Gli occhi di Emily, vuoti e sanguinolenti, mi sorrisero nel buio della notte.

 

 

Spoiler

Il tema scelto era: lo psicopatico

La boa: almeno tre omicidi

:)

 

 

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1 ora fa, Joyopi ha detto:

«Cristo, ma voi non sapete un cazzo! Da quanto è che siete rinchiusi in questo posto?»
«Da quando apriamo al mattino presto, Jack. Nel caso non te ne fossi accorto, noi qui ci lavoriamo, mica ci veniamo a svernare come te» gli risposi mentre gli versavo altro whisky.

All'inizio ho pensato che da qui il tutto avrebbe preso una piega alla Qualcosa era successo di Buzzati :D

1 ora fa, Joyopi ha detto:

qualche decina di iarde prima del piazzale dove c'è il ferramenta di Jim Tayan

La frase mi suona strana; proverei a tagliare il piazzale: qualche decina di iarde prima del ferramenta di Jim Tayan. Perché come l'hai messa tu mi sembra una fraseologia che nel parlato difficilmente si usa.

Mi avevano fatto storcere il naso le iarde inizialmente, poi ho collegato ai nomi inglesi e allora okay, tutto quadra, giustissimo :D

1 ora fa, Joyopi ha detto:

«Porca puttana, Dave. Non è dove abiti tu?»

Non so... Come ha fatto Allan a capire quest'informazione da un "qualche decina di iarde prima di"? Prima rispetto a cosa?

1 ora fa, Joyopi ha detto:

«Lascia perdere Jack, sei ubriaco»

Ci va la virgola dopo perdere, altrimenti sembra che stia dicendo a Dave di lasciar perdere Jack

1 ora fa, Joyopi ha detto:

Vidi che barcollava.

 

1 ora fa, Joyopi ha detto:

sul asfalto ghiacciato.

Attento^^

1 ora fa, Joyopi ha detto:

Quante volte, nelle mattinate di sole, le avevo esplorate con Emily e le bambine a caccia di scoiattolini.

Qui secondo me ci stanno bene i punti di sospensione

1 ora fa, Joyopi ha detto:

Spuntai alle spalle del piazzale che rappresentava l'ingresso di Meanpick

Non mi convince molto quel rappresentava, perché non una cosa tipo Spuntai alle spalle del piazzale all'ingresso di Meanpick o simili?

 

Niente male, complimenti^^ un'ottimo pezzo. Stile impeccabile, a parte qualche refuso, e ottimo lo sviluppo. Pensavo che avresti puntato su un finale a effetto - Dave viene arrestato dalla polizia? In realtà il killer è una delle figlie? - ma sei stato più poetico, invece. Ottimo. Piaciuto molto, soprattutto le descrizioni dell'ansia e dei pensieri del protagonista. Il vero horror, in fondo, è psicologico.

Grande :)

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Il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo! Non ho le competenze per dare un giudizio tecnico ma ti dico le impressioni che ho avuto. La prima parte, se non si parlasse di un omicidio, sarebbe quasi comica, il personaggio di Jack è davvero ben caratterizzato, me lo immagino caratterialmente simile al padre di Jordan Belfort in the wolf of Wall Street 😂 Il fatto che parli per metafore boschive è una chicca, forse una delle cose che ho più apprezzato. La seconda parte invece è decisamente dark, mi sono sentito un tutt’uno con Dave che corre verso casa per vedere se la famiglia sta bene. Mi hai trasmesso la sua ansia e questo mi piace. 

Per quanto riguarda il finale la sconcertante rivelazione, Dave è completamente pazzo, ha ammazzato la famiglia, è andato al lavoro dimenticando quello che aveva fatto, e quando torna a casa capisci che è completamente fuori di senno (credo sia impossibile non capire che vicino a te ci sia una persona morta da più di un giorno). 

Nel complesso scrittura scorrevole e incalzante. Adorato!

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@mina99

Grazie mille carissimo, sei stato gentilissimo a passare da qui (anche se non hai capito la cosa fondamentale... :lol:)

 

@Alessandroperbellini

Grazie diecimila! :)

Sono molto felice che tu abbia apprezzato la caratterizzazione di Jack (fantastico il paragone con il padre di Jordan... p.s. che filmone, mamma mia!) e l'idea del finale che è in pratica ciò da cui è nato il racconto. Grazie ancora!

 

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@Joyopi

Buon racconto, ottimo ritmo, ottimo finale. La tensione cresce... un po', verso il finale iniziavo ad aspettarmi qualche sorpresa... ma l'hai giocata molto bene!

Ottima caratterizzazione di tutti personaggi. Complimenti!

 

Tanto per far finta di non chiuderla qui, ti segnalo, sulla caratterizzazione di Jack che mi è piaciuta la cosa delle "metafore boschive".

In quanto alle imprecazioni, però, forse e a mio guanto suggerirei di provare a variarle un minimo (senza divenire irrispettosi, ovvio)... nel senso che sono quasi esclusivamente con "Cristo".

 

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

e forte sul asfalto ghiacciato.

Il refuso è già stato segnalato, ma ribadisco.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Il cuore mi batteva all'impazzata.

Forse eliminerei questo "mi".

 

Ciao e alla prossima!

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Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

che ci fossero due pupille infilate come biglie nella neve, vi rendete conto?»

Premetto che ho smesso di ascoltare le lezioni e studiare ogni materia scientifica a metà dell’ultimo anno di liceo, quando ho saputo che non le avrei portate alla maturità, però mi pareva di ricordare che la pupilla fosse un foro nell’iride, attraverso il quale passa la luce. Come fa ad aver gettato delle pupille nella neve? Non era meglio parlare di iridi o di globi oculari?

Tolto questo dettaglio che mi ha interloquito, il racconto è molto simpatico, si intuisce forse abbastanza presto che il maniaco è lui, ma anche questo sospetto fa parte del fascino della storia. 

Benritrovato, @Joyopi (y)

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Il 9/11/2018 alle 19:38, Joyopi ha detto:

Un'ora, manco dovessi spaccare una quercia con il pisello moscio

 

Mi sembrano più sboccati che da pisello moscio. Io direi con l'uccello moscio

 

Il 9/11/2018 alle 19:38, Joyopi ha detto:

«Ehi, aaamico, scee ti va ti accompagno a casciaa».

 

King docet :D anche i suoi ubriachi parlano sempre così :)

 

Il 9/11/2018 alle 19:38, Joyopi ha detto:

sul asfalto

 

sull'asfalto

 

La prima parte mi è piaciuta (peccato duri poco il personaggio di Jack). Nella seconda mi sono aspettato subito chi fosse il maniaco, oltre che essere completamente pazzo da aver scordato di aver ucciso tutta la famiglia e poi stendersi di fianco tenendole per mano (bello il particolare che cerca la mano ma non la trova). Può essere verosimile? Non lo so, però il racconto me lo son gustato ugualmente. Hai creato grandissima atmosfera alla Twin Peaks e I misteri di wind river (se non lo hai visto, guardalo).

 

 

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@Joyopi La classe non è acqua... e come sempre sforni un gran pezzo, che se in gara, avrebbe avuto ottime chance di vittoria.

Ottima la prima parte con il simpaticissimo Jack e le sue metafore (quella sulla quercia e il pisello moscio è da standing ovation) che ci cala, senza che il lettore se ne accorga, in una situazione di tutt'altro spessore...

E il finale è sconvolgente, perché se per un attimo la possibilità che Dave fosse il pazzo mi era balenata in testa, l'ho subito rimossa, quando trova le sue donne al sicuro, in casa...

fino alla rivelazione...

Bravo davvero!

A rileggersi!

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@AndC

@Befana Profana

@Ghigo

@Federico72

Grazie a tutti per essere passati, obbligato!

 

Il 11/11/2018 alle 15:57, Befana Profana ha detto:

mi pareva di ricordare che la pupilla fosse un foro nell’iride, attraverso il quale passa la luce. Come fa ad aver gettato delle pupille nella neve? Non era meglio parlare di iridi o di globi oculari?

Mi sa che hai ragione, sarebbero i globi oculari... :facepalm:

 

Il 11/11/2018 alle 23:20, Ghigo ha detto:

King docet :D anche i suoi ubriachi parlano sempre così :)

Touché! Vero, si vede che King è tra i miei autori preferiti... :)

 

Il 11/11/2018 alle 23:20, Ghigo ha detto:

Hai creato grandissima atmosfera alla Twin Peaks e I misteri di wind river (se non lo hai visto, guardalo).

Ma grazie! Mi fa piacere tu abbia colto l'atmosfera, mi ci sono impegnato... Il primo sì, il secondo mi manca ma rimedierò.

 

17 ore fa, Federico72 ha detto:

E il finale è sconvolgente, perché se per un attimo la possibilità che Dave fosse il pazzo mi era balenata in testa, l'ho subito rimossa, quando trova le sue donne al sicuro, in casa...

fino alla rivelazione...

Bravo davvero!

Grazie mille Fede, davvero troppo troppo buono!

 

 

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@Joyopi Ho immaginato la scena in una delle foreste canadesi, i personaggi mi sono piaciuti tutti, non ho sospettato che Dave fosse lo psicopatico ed ho creduto piuttosto ad un errore di "narrazione" quando hai descritto la sua corsa verso casa, a fari spenti in un percorso sterrato, in un posto di blocco avrebbe spiegato che la sua famiglia poteva essere coinvolta e sarebbe stato accompagnato. Infatti, perplessa, ho pensato " ma questa è la fuga di un'assassino!" Ma nello stesso tempo non accettavo l'idea, il che vuol dire che sei stato davvero bravo (mi rifiuto di definirmi torda/tarda, ahahahah). Tuttavia, concordo  con @mina99 su alcuni punti

Il 9/11/2018 alle 19:30, mina99 ha detto:
Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Spuntai alle spalle del piazzale che rappresentava l'ingresso di Meanpick

Non mi convince molto quel rappresentava, perché non una cosa tipo Spuntai alle spalle del piazzale all'ingresso di Meanpick o simili?

 

, refusi a parte.

Il 9/11/2018 alle 19:30, mina99 ha detto:
Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

qualche decina di iarde prima del piazzale dove c'è il ferramenta di Jim Tayan

La frase mi suona strana; proverei a tagliare il piazzale: qualche decina di iarde prima del ferramenta di Jim Tayan. Perché come l'hai messa tu mi sembra una fraseologia che nel parlato difficilmente si usa.

   

Sono d'accordo anche sulle "pupille" con@Befana Profana

Comunque bello davvero, peccato che sia fuori concorso.

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Ciao @Joyopi

hai scritto proprio un piccolo gioiello!

Una danza macabra, con il ritmo che piace a me. Sei stato bravo: le descrizioni, i personaggi ... Praticamente ero anche io, lì, seduta ad un tavolo, al riparo dalla bufera, ad ascoltare dal mio angolo buio, Jack e Dave. A trattenere il fiato quando il dubbio si è insinuato dentro i loro occhi sbarrati. Ho perso un battito pensando a quelle povere bambine. La corsa fino a casa, la bufera come sfondo ... hai delineato a pennellate scure un gran bel quadro. Ci sono delle "piccolezze" da correggere, ma tolte quelle (te le hanno già fatte notare) il tuo racconto arriva dritto come una scudisciata, colpisce come deve colpire: "pulito" e fa male.

Mi è piaciuto tantissimo. Davvero. Gran bel racconto. 

A rileggerti. 

 

 

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Letto.

 

«Cristo Santo!»
L'imprecazione, spezzata dall'affanno, seguì immediata al suono della porta che sbatteva e che rigettava in strada il fracasso e il gelo della bufera. Il locale, vuoto, tornò nel tepore e nella relativa quiete.
«Cristo Santissimo! Non bastava la bufera, la gente di questo maledetto posto è impazzita!» Si gettò di peso su una sedia e alitò sulle sue mani per riscaldarle. «Portami un doppio, Dave, ho urgente bisogno di legna per il camino» mi gridò.
Gli versai il whisky fino all'orlo mentre riflettevo sull'ennesima singolare espressione che gli sentivo pronunciare.

 

Jack lo spaccalegna batté con forza i piedi sul pavimento dell'ingresso per liberare i grossi stivali dal ghiaccio.  Era un brav'uomo(,) con ma aveva tre vizi: il primo era l'alcool, il secondo le imprecazioni e il terzo le metafore a tema esclusivamente boschivo.  Quel  giorno gli portai il solito whisky e mi poggiai al tavolo.

 

*

 

«Che succede Jack? Chi ti ha fatto incazzare
«Cristo, sai quanto ho impiegato per arrivare fin qui dal passo? Un'ora, manco dovessi spaccare una quercia con il pisello moscio!»
Dalla cucina sentii Allan ridacchiare. «Questa è stupenda, Jack, davvero». Sorrisi anch'io.
«Sì, scherzate voi, ma non è affatto normale quello che sta succedendo. Mi hanno fermato tre volte. Ci sono più poliziotti e posti di blocco che cervi schiattati dal freddo sulla provinciale. Si sono tutti rintanati in casa o corrono come pazzi per arrivarci il prima possibile». Tracannò e mi restituì il bicchiere, vuoto. «Un bastardo con la Rover quasi mi sbatteva fuori strada».
Allan uscì dalla cucina e raggiunse il tavolo. Ci guardammo con espressione interrogativa.
«Cristo, ma voi non sapete un cazzo! Da quanto è che siete rinchiusi in questo posto?»
«Da quando apriamo al mattino presto, Jack. Nel caso non te ne fossi accorto, noi qui ci lavoriamo, mica ci veniamo a svernare come te» gli risposi mentre gli versavo altro whisky.
«Va bene, va bene. Ma Cristo, dovete averne avuti pochini di clienti se nessuno vi ha detto che c'è un fottuto psicopatico in giro per la contea!» 
Aveva ragione. Quel giorno era stato un vero fiasco. Lo avevamo giustificato con la tormenta ma a quanto pareva c'era dell'altro.
Buttò giù il whisky e ruttò. «Per tutta la contea non si parla d'altro. Hanno trovato una pozza di sangue scuro sulla neve e quelli che hanno tutta l'aria di essere pezzi di esseri umani sparsi ai bordi della carreggiata. Credo un braccio, delle dita piccolissime forse di bambino, Cristo santissimo! Addirittura si dice che ci fossero due pupille infilate come biglie nella neve, vi rendete conto?»
«Cazzo!» disse Allan, «E dove sarebbe successo?»
«Giù a Meanpick, qualche decina di iarde prima del piazzale dove c'è il ferramenta di Jim Tayan. Il vecchio Jim ha notato la pozza di sangue mentre andava ad aprire il negozio, si è avvicinato e... c'è quasi rimasto secco per lo spavento. La moglie a momenti annegava nel suo stesso vomito».
«Porca puttana, Dave. Non è dove abiti tu?»
La risposta fu il frastuono della bottiglia di whisky che andava in mille pezzi sul pavimento.

 

1) "Credo", "forse", "si dice", capisco che sono notizie ufficiose, ma un conto è dire che c'è un braccio mozzato a bordo della carreggiata, un altro dire che, dicono, c'è, forse, un braccio mozzato al bordo della carreggiata. In generale,  il più delle volte eviterei certe espressione (a cui aggiungo "sembra"). Inoltre, "pezzi di esseri umani" è straniante, cioè Jack non è mica di un altro pianeta, forse, da lui ci si aspetterebbe espressioni più colorite e immediate. 

 

*

 

«P-prova ancora, per favore. Hai fatto bene il numero, sicuro?»
Allan mi fece cenno di sì col capo, sconsolato. «Niente, a casa squilla ma nessuna risposta. Il cellulare è irraggiungibile. Sarà colpa della tempesta, stai tranquillo» mi disse, ma dal tono di voce capii che non ci credeva tanto neanche lui.
Boccheggiavo. Pensavo a Emily e alle bambine. «E se fosse capitato loro qualcosa di brutto?» parlavo a bassa voce, lo chiedevo a me stesso. «No, impossibile. Ma perché non rispondono a casa? Perché Emily non mi ha chiamato per avvertirmi di quello che è successo? Possibile che non si sia accorta di nulla?»
Jack si alzò e mi si avvicinò. Vidi che barcollava. «Ehi, aaamico, scee ti va ti accompagno a casciaa».
«Lascia perdere Jack, sei ubriaco» rispose Allan al posto mio. Poi rivolgendosi a me: «Ci penso io qui, vai a controllare che sia tutto a posto».
«Grazie» risposi appena. Ero sconvolto.

 

*

 

Non appena fui uscito ci pensò la tempesta con le sue sferzate a scuotermi. Il gelo mi entrò subito nelle ossa. Mi strinsi nel giaccone e corsi verso la moto. Salii, diedi gas e sentii la ruota slittare forte sul asfalto ghiacciato.
Nella fretta avevo dimenticato di indossare il casco. La bufera mi sputava contro, il vento graffiava sul viso e stentavo a tenere gli occhi aperti.
Denise. Susana.
Il cuore mi batteva all'impazzata.
Emily, perché non rispondi?
Discesi lungo la strada principale che da Meanpick saliva su a Deille Mountain, poi distinsi in lontananza delle luci blu e ricordai quello che aveva detto Jack. Non potevo permettermi di incappare in un posto di blocco; di certo mi avrebbero fermato e rallentato, e io dovevo correre dalle mie bambine. Così spensi i fari per diventare invisibile e svoltai bruscamente tra gli alberi. Puntai verso sud. Riuscivo a malapena a tenere la moto in corsa sullo sterrato, immerso nel buio gelido della notte, eppure anche alla cieca mi districai tra le rocce e gli aceri. Conoscevo a memoria quelle montagne. Quante volte, nelle mattinate di sole, le avevo esplorate con Emily e le bambine a caccia di scoiattolini.
Le mie bambine adorano gli scoiattolini.

Spuntai alle spalle del piazzale che rappresentava l'ingresso di Meanpick. A un centinaio di iarde vedevo la ferramenta del vecchio Jim. La carreggiata era recintata da un nastro fino al punto in cui doveva essere avvenuto il ritrovamento.

Un braccio.

Due pupille.

Una mano da bambino. O bambina. -> potresti dire: "una mano minuscola/ una mano piccola quanto... ecc"

Rabbrividii.
Due auto della polizia sorvegliavano l'area e fermavano eventuali passanti. Casa mia era proprio lì accanto. Fermai la moto e corsi in mezzo al bosco innevato per raggiungerla.

 

*

 

 

Scavalcai la recinzione dal retro. Da fuori vidi che la casa all'interno era completamente al buio, così come il giardino. Aprii la porta che dava nella cantina e non appena accesi la luce, il sangue mi si raggelò. Una striscia rossa che non avevo notato nell'oscurità, sottile e irregolare, contornata da macchioline più o meno grandi dello stesso colore, si trascinava nel prato ed entrava in casa.
«Emily!» gridai. «Bambine!» 
Sentivo il cuore infuriare su per la gola.
«Dove siete?» L'urlo uscì spezzato. Nessuna risposta.
Tremavo. 
Esitai per un istante, ero spaventato. Non sapevo se correre da loro o prepararmi a difendermi da qualcuno - o qualcosa? - di terribile. Mi decisi. Diedi un'occhiata al tavolo degli attrezzi. Afferrai l'ascia da legna e corsi dentro. Diedi una rapida occhiata a soggiorno e cucina. Trovandoli vuoti, salii scattando su per le scale che dal piano terra conducevano alla zona notte, i polmoni in fiamme.  

 

1) Spiego certi tagli: quando si cerca di parlare di quanta paura prova un personaggio si dice sempre "cuore in gola", "pelle d'oca", "urlo strozzato", ecc, ma sono cose talmente usate da essere diventate dei cliché. Allora meglio usare delle azioni o i pensieri del personaggio, rischiando magari qualcosa, ma salvaguardando la propria originalità.

 

Rispensi la luce e accostai dolcemente la porta. Il respiro tornava lentamente a un ritmo regolare, i muscoli si rilassarono. Il sollievo che avevo provato nel trovare Emily e le bambine al sicuro, a letto, era stato tanto grande da suggerirmi di non svegliarle nemmeno.
Scesi di nuovo di sotto, in soggiorno.
Accesi la tivù. Il notiziario locale trattava del macabro ritrovamento e della reazione di tante persone che si erano barricate nelle proprie case per il terrore di incappare nell'assassino. Pensai che fosse giusto fare la stessa cosa.
Serrai con cura porte e finestre; tornai in cantina per riporre l'ascia e solo allora notai che era parecchio sporca. Non me ne curai troppo.
Risalii senza far rumore, entrai in camera da letto e mi distesi sul lettone accanto a Emily e alle bambine. 
Cercai la manina di Denise, senza però trovarla. Afferrai allora quella di Susana. Era fredda, così la coprii per bene con la trapunta.
Un bacio sulla fronte di lei e poi a quella di Emily. Erano entrambe gelide. 

«Fa molto freddo stasera» le sussurrai all'orecchio.

Sarà la bufera.
«Andrà tutto bene. Non permetterò a nessuno di farvi del male, amore» e le diedi un bacio sulla bocca.
«Vi amo».
Gli occhi di Emily, vuoti e sanguinolenti, mi sorrisero nel buio della notte

 

 

Bel ribaltamento finale.

Alla prossima ^^.

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Ciao @Joyopi, il tuo racconto mi è piaciuto moltissimo. Il tuo stile, in questo caso pulito e lineare, è molto piacevole. Il racconto si fa leggere tutto d'un fiato senza interruzioni. Ho immaginato con vividezza l'ambiente e i personaggi, mi è piaciuto molto, sopratutto, come hai costruito la figura del boscaiolo, molto ben fatta.

Ho trovato ottimo l'espediente narrativo di far introdurre la storia ad una comparsa e poi mettere in scena il protagonista. 

 

Nel complesso davvero un ottimo brano. Se proprio devo trovare il pelo nell'uovo, ho notato una piccola incoerenza nella trama,che nulla toglie alla storia ben costruita, solo un'inezia. 

Tu descrivi così I ritrovamenti della strage dello psocopayico:

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

anno trovato una pozza di sangue scuro sulla neve e quelli che hanno tutta l'aria di essere pezzi di esseri umani sparsi ai bordi della carreggiata. Credo un braccio, delle dita piccolissime forse di bambino, Cristo santissimo! Addirittura si dice che ci fossero due pupille infilate come biglie nella neve, vi rendete conto?»

Abbondante sangue per strada, pezzi anatomici sparsi ovunque, ecc... Il lettore di immagina uno o più uomini fatti a pezzi. Però quando il protagonista arriva a casa sua trova la famiglia ben composta e pulita nel letto, sì manca una manina e poco più, ma tutto è in ordine. Non solo: la casa è uno schifo, cantina compresa, strisciate di sangue e sudiciume, ma i cadaveri di moglie e figlie non destano sospetti. 

Capisco che l'autore della strage è uno psicopatico e potrebbe, di proposito, aver ricomposto i corpi, capisco anche che volevi far sembrare il protagonidta o un po' tonto oppure una di quelle persone che vedono solo ciò che gli fa comodo. In ogni caso non c'"è traccia che mi porti a queste conclusioni nella storia, troppo lasciate alla logica del lettore. Il mio consiglio è di amalgamare un po' di più questo aspetto. 

Anche perché quando il protagonista entra in casa e prende l'accetta, avevo pensato che avrebbero scambiato lui per lo psicopatico, che avrebbe fatto una brutta fine. Quindi arriva la sensazione di un colpo di scena, che però, per le ragioni che ti ho spiegato, non risulta omogeneo agli indizi precedenti. 

 

Comunque bellissimo racconto, bravo! 

 

Talia 

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Grande @Joyopi, davvero un'ottima dimostrazione di forza.

La prima cosa che risalta è la capacità del testo di calare il lettore nell'ambientazione, i cui contorni sono tracciati da pochi dettagli selezionati con cura. Anche la scelta delle inquadrature rende bene il crescendo di tensione e facilita nell'immedesimazione. In particolare nella prima scena ho trovato un sapore tarantiniano molto sfizioso, per usare un termine comune dalle tue parti. :D Anche il resto segue un crescendo calibrato in maniera perfetta per rientrare nelle dimensioni imposte dal contest.

Facile, all'inizio, accusare quanto poi assolvere il buon Jack.

Purtroppo, ed è dove il racconto presenta una crepa, è anche facile intuire il gioco quando ci si avvicina alle fasi finali. Non c'è stato il ribaltamento che mi sarei aspettato e si è concretizzato il mio sospetto, ossia che la carneficina fosse il frutto di una doppia personalità del protagonista. In questo, però, è apprezzabile la tua scelta di non fargli ricordare nulla dell'accaduto, così come, dall'altro lato, quella di non insistere sul suo sentimento di sorpresa.

La narrazione cattura e trascina, merito di una resa stilistica di ottimo livello. Proprio per questo mi sono risaltati aglio occhi alcuni dettagli lavorabili che vorrei portarti all'attenzione.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Il locale, vuoto, tornò nel tepore e nella relativa quiete.

Più che vuoto, dato che comunque qualcuno c'è, direi "semivuoto". Capisco la connotazione qualitativa del narratore, che lo vede vuoto perché non ci sono altri clienti, ma messo là in apertura può risultare fuorviante.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Jack lo spaccalegna batté con forza i piedi sul pavimento dell'ingresso per liberare i grossi stivali dal ghiaccio. 

Metto le mani avanti e ammetto di essere un serial killer di aggettivi. In questo caso lo toglierei: non dà informazione e appesantisce una frase già ricca di vocaboli. Senza, al contrario, mi sembra perfettamente equilibrata.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Dalla cucina sentii Allan ridacchiare. «Questa è stupenda, Jack, davvero». Sorrisi anch'io.

Superfluo. Mi sa di risate finte all'americana. xD La battuta e le reazioni parlano da sole.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Tracannò e mi restituì il bicchiere, vuoto.

Altro aggettivo superfluo, secondo me.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Spuntai alle spalle del piazzale che rappresentava l'ingresso di Meanpick.

Mi suona un po' scolastica come espressione. È anche difficile, a dire il vero, figurarsi le spalle di un piazzale, trattandosi di qualcosa che non ha un davanti e un retro ben definiti (come può esserlo un edificio). Fossi in te riformulerei l'intera frase, tipo (invento): Spuntai nel piazzale dalla parte opposta all'ingresso di Meanpick. Ma si può fare di molto meglio. :asd:

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Esitai per un istante, ero spaventato.

Una frase eliminabile, si capisce già che è spaventato e che esita.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Diedi un'occhiata al tavolo degli attrezzi. Afferrai l'ascia da legna e corsi dentro. Diedi una rapida occhiata a soggiorno e cucina.

Ocho.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Rispensi la luce e accostai dolcemente la porta. Il respiro tornava lentamente a un ritmo regolare, i muscoli si rilassarono.

Ho trovata ottima la scelta di "dolcemente", perché fa intuire da subito il cambio di stato d'animo del protagonista. Il successivo avverbio, al contrario, lo toglierei.

 

Il 9/11/2018 alle 17:38, Joyopi ha detto:

Cercai la manina di Denise, senza però trovarla. Afferrai allora quella di Susana. Era fredda, così la coprii per bene con la trapunta.
Un bacio sulla fronte di lei e poi a quella di Emily. Erano entrambe gelide. 

«Fa molto freddo stasera» le sussurrai all'orecchio.

Sarà la bufera.
«Andrà tutto bene. Non permetterò a nessuno di farvi del male, amore» e le diedi un bacio sulla bocca.
«Vi amo».
Gli occhi di Emily, vuoti e sanguinolenti, mi sorrisero nel buio della notte.

Bel finale, con i riferimenti giusti ai dettagli seminati in precedenza.

 

Come vedi sono considerazioni da editing spinto. Vedi tu se ti possono essere utili in qualche modo. :) 

Concludo con i complimenti per il racconto e per la padronanza narrativa, che è un traguardo che non molti possono vantare.

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