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Amara

Perfetto (2 di 3)

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Quando ha finito, è di nuovo notte. La casa perfettamente pulita, come se nulla fosse mai accaduto. Esce fuori, un trolley nella mano destra, il suo porsche bianco che si staglia come un fantasma sullo sfondo dell’oscura natura che lo circonda. Annusa l’aria: gli arriva il profumo di foglie bagnate e erba tagliata, acero e muschio. Sale con un movmento fluido sulla vettura, accende la radio e l’abitacolo si riempie di un notturno di Chopin. La macchina sfreccia danzando sulle note, incollata all’asfalto mentre al buio percorre la strada che lo riporterà al parco dove ha rapito Gaia. Sa che è un rischio. Un brivido di eccitazione gli fa formicolare il basso ventre. Il posto sarà pieno di polizia. Polizia, uomini e cani, lanciati alla ricerca della sua piccola amica. Ci sarà la mamma distrutta, avvolta in una coperta, con il viso stravolto. Si, è pericoloso. Ma quello è il bello del gioco, vedere le loro facce quando ritroveranno il corpo smembrato di Gaia … Tutti i suoi piccoli arti, tranne gli occhi. I suoi bellissimi occhi blu. Quelli, come sempre, restano a lui. Dopo meno di un’ora è arrivato a destinazione, parcheggia in uno slargo che conoscono pochissime persone, nascosto da due basse colline, da cui si inerpica dentro la pineta una stradina che porta al parco giochi e al suo nascondiglio dietro agli alti cespugli. Il buio è fitto, la luna si è nascosta dietro un manto di nubi , ma lui si avvia a passo sicuro facendosi strada nelle sue scarpe Testoni, in pelle di coccodrillo, evitando con l’agilità di un felino le radici sporgenti, sicuro nei movimenti nonostante il terreno accidentato, con il corpo fasciato, nel suo completo in serge di lana blu Ralph Lauren, le mani guantate. Ha la precisione di ciò che è: un chirurgo. Stranamente la notte è silenziosa, guarda il suo rolex: la mezzanotte è passata da pochi minuti. Rimane in ascolto per qualche minuto, niente, un silenzio innaturale aleggia nell’aria fredda. Si guarda intorno, non vede torce, non sente il latrare dei cani. Tutto tace. Dopo pochi minuti è finalmente arrivato. Mette a terra la borsa, la adagia con cura sul terreno umido; sta per andarsene quando: guarda verso il parco e in quel momento lo strato di nuvole si dirama. La luna fa di nuovo capolino ed illumina: una piccola sagoma intenta, a dondolarsi con indolenza, su una delle altalente. Il respiro si fa subito più urgente, è un bambino. Solo. Al sicuro dei cespugli soppesa ciò che sta guardando, scruta le forme, in cerca di risposte. L’orario non è sicuramente consono ad una passeggiata nel parco, il bambino poi è elegantemente vestito, quindi non è uno zingarello o un ragazzino disagiato, “cosa ci fai tutto solo qui?” pensa, strofinandosi come una mosca le mani guantate. Decide di avvicinarsi, con pochi passi è già accanto al bambino, si china verso di lui e lo guarda trattenendo il fiato, il suo viso è perfetto: biondi capelli miele e grano incorniciano un morbido ovale, naso piccolo e dritto, labbra carnose,  guance rosse e piene, rigate da lacrime fresche e due occhi blu zaffiro, i più belli mai visti. Si piega sulle ginocchia per trovarsi all’altezza del suo viso -:Ciao.:- gli dice -: Tutto bene ometto?:- la sua voce non lascia trapelare l’eccitazione e l’urgenza -: Cosa ci fai qui tutto solo?:- il bambino lo guarda per un lunghissimo minuto senza proferire parola, poi volta il viso verso le panchine. Lui ne segue lo sguardo ammaliato e la vede, “come non l’ho notata prima?” pensa, era sicuro che pochi minuti prima non ci fosse nulla, sdraiata alla base di una delle sedute, c’è il corpo riverso a terra di una donna, -:Chi è?:- chiede, più a se stesso che al bambino. Si alza e le va vicino, dimentico del trolley, dimentico che mezzo mondo starà cercando la bambina fatta a pezzi al suo interno, anzi, Gaia è già un’ombra indistinta nei suoi pensieri. Si piega: la donna ha gli occhi sbarrati e vitrei, non respira, è decisamente morta, forse, colta da un malore. Indossa abiti modesti, una divisa in realtà, con tanto di grembiule bianco. Dovrebbe ispezionarla con più cura e attenzione per capire cosa le sia successo, ma non può togliersi i guanti o lascerebbe impronte dappertutto, quindi fa l’unica cosa sensata possibile in quel momento, torna dal bambino. -: Allora, mio giovane amico, credo che la tua tata sia morta.:- il bambino lo fissa, occhi come cielo in occhi freddi come il ghiaccio. -:Non ho il cellulare con me, l’ho lasciato in macchina che è a una piccola passeggiata da qui, se vuoi, possiamo andare a prenderlo e chiamare i soccorsi e poi mi dici dove abiti e ti riporto a casa, ok?:- il bambino continua a fissarlo senza dire nulla. “E’ sotto shock!” pensa. Con molta cautela gli porge la mano.  Il ragazzino non accenna a muoversi, allora lui esasperato prende una decisione. Lo prende di peso dall’altalena e lo solleva tra le braccia muscolose. Il suo corpo è leggerissimo, un bimbo di appena sei anni, su per giù, non pesa che un paio di decine di chili. Dal canto suo, lui lo lascia fare, si lascia sollevare senza opporre resistenza alcuna. “Perfetto.” Pensa . Si incammina con un ghigno soddisfatto alla macchina.  

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@AmaraOttimo, incubi anche stanotte ;)

 

Sempre scritto bene. Mi rimangono solo le due critiche che ti già ti ho fatto: uno psicopatico troppo cliché e una storia un po' inverosimile... Non mi ha convinto molto il fatto che al parco non ci fosse nessuno, a cercare la bambina. E il bambino con la tata morta dev'essere lì da ore, mi pare strano che nessuno l'abbia visto.

 

Personalmente avrei detto che, sulla strada verso il parco, lo psicopatico è passato davanti a un altro parco giochi dove ha incontrato tata e bambino.

 

In ogni caso scritto davvero bene, complimenti :)

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@gmela

Hai l'urgenza del lettore. Una patologia di cui soffro anche io!😜

Attendi e vedrai.

Non posso anticiparti nulla. Ti rovinerei la sorpresa.😏

N.B: In realtà, di solito, vado molto a capo. Ho fatto copia e incolla dall'originale e sperando di restringere il racconto senza dover tagliare nulla(per partecipare al contest)ho tolto tutti gli spazi in eccesso. Mi spiace, che tu stia leggendo un testo, non pensato tatalmente nel modo in cui si presenta. Mi farò perdonare. 😄 Anche per lo psicopatico standard. 

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Scritto bene. Mantiene la tensione, devo dire che ci sono dei passaggi (specie nella prima parte) che hanno prodotto un effetto 'fisico' di disturbo... letterario. Che è proprio ciò che volevi, ritengo. Attendo di leggere il resto. Se posso permettermi, ti consiglierei di inserire il numero di parti nelle quali il racconto è suddiviso, solo per avere un'idea delle parti mancanti. 

Altre piccole note:

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

La macchina sfreccia danzando sulle note, incollata all’asfalto mentre al buio percorre la strada che lo riporterà al parco

Sento una dissonanza tra una macchina che metaforicamente danza, ma è contemporaneamente è incollata.

 

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

facendosi strada nelle sue scarpe Testoni, in pelle di coccodrillo, evitando con l’agilità di un felino le radici sporgenti, sicuro nei movimenti nonostante il terreno accidentato, con il corpo fasciato, nel suo completo in serge di lana blu Ralph Lauren,

Personalmente (ma è un mio problema) non amo il riferimento a marche esistenti, sia pure per mostrare lo status di un personaggio.

 

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

sta per andarsene quando: guarda verso il parco e in quel momento lo strato di nuvole si dirama

I due punti sono intenzionali?

 

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

La luna fa di nuovo capolino ed illumina: una piccola sagoma intenta, a dondolarsi con indolenza

Idem. In entrambi i casi io avrei evitato, giocando con le virgole al posto giusto ed -eventualmente- dividendo in due frasi.

Infine, io uso in modo diverso la punteggiatura nei dialoghi. Ho trovato utile questo link, prova a dargli un'occhiata, se vuoi: https://www.editorromanzi.it/come-usare-la-punteggiatura-nei-dialoghi/.

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@Michele G. grazie.

Hai perfettamente ragione. Ho pubblicato il racconto in tre parti (perché troppo lungo per essere postato altrove) e ho notato solo dopo che, avrei dovuto inserire di quante parti era composto.

Trovo le tue correzioni giuste. Ho una seria difficoltà a usare in modo giusto la punteggiatura. 

Per la citazione a marchi esistenti, in realtà è la prima volta che mi capita di farlo, ma volevo che il lettore potesse figurarsi in modo dettagliato il pedofilo. 

Per il resto, la terza parte è lì che ti aspetta, perché già pubblicata. 

Spero ti piaccia il finale.

Grazie ancora per aver letto il mio racconto.

A presto. 

 

 

 

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Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

Sale con un movmento

Ti è scappata la I

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

pieno di polizia

Quest'espressione non mi fa impazzire, al di là del fatto se sia giusta o no; perché non "poliziotti"?

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

con l’agilità di un felino

Mi piace il parallelismo con i suoi animali^^

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

Il buio è fitto, la luna si è nascosta dietro un manto di nubi , ma lui si avvia a passo sicuro facendosi strada nelle sue scarpe Testoni, in pelle di coccodrillo, evitando con l’agilità di un felino le radici sporgenti, sicuro nei movimenti nonostante il terreno accidentato, con il corpo fasciato, nel suo completo in serge di lana blu Ralph Lauren, le mani guantate.

Che periodo lunghissimo, sono rimasto a fiato corto :o Metterei qualche punto

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

strofinandosi come una mosca le mani guantate

Non mi sembra un'immagine molto elegante; cioè, non è in linea con il personaggio

Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

“come non l’ho notata prima?”

Qui c'è qualcosa che non va... In generale, il ritmo è molto incalzante; però darei comunque un filo di cura in più allo stile, anche per farlo filare meglio... Anche perché l'ossessione maniacale per la perfezione del protagonista non sarebbe male se si rispecchiasse nello stile stesso.

 

Allora, non ho molto da dire su questa seconda metà... Il personaggio del bambino è interessante, sono curioso di vedere come evolverà; la trama è molto incalzante, riesci senza dubbio a mantenere alta l'attenzione del lettore. Darei solo un po' più di cura ai dettagli^^

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13 minuti fa, mina99 ha detto:
Il 5/11/2018 alle 10:02, Amara ha detto:

“come non l’ho notata prima?”

Qui c'è qualcosa che non va... In generale, il ritmo è molto incalzante; però darei comunque un filo di cura in più allo stile, anche per farlo filare meglio... Anche perché l'ossessione maniacale per la perfezione del protagonista non sarebbe male se si rispecchiasse nello stile stesso.

@mina99 qui credo di non essere stata brava, perché pensavo si capisse che la donna non c'era veramente!  Se non hai letto la terza parte: ATTENZIONE SPOILER! :DNon è stata una sua disattenzione. Non l'ha vista per un motivo. Forse, se hai già letto la terza parte, ora ne avrai capito (spero), la logica. La donna è come il dolcetto per Gaia. È la sua trappola. :sonofigo:

A tra poco;)

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8 minuti fa, Amara ha detto:

@mina99 qui credo di non essere stata brava, perché pensavo si capisse che la donna non c'era veramente!  Se non hai letto la terza parte: ATTENZIONE SPOILER! :DNon è stata una sua disattenzione. Non l'ha vista per un motivo. Forse, se hai già letto la terza parte, ora ne avrai capito (spero), la logica. La donna è come il dolcetto per Gaia. È la sua trappola. :sonofigo:

A tra poco;)

Quello l'ho capito^^ Mi riferivo allo stile, per come è formulata la frase mi sembra un po' zoppa... Ci vedrei "come ho fatto a non notarla prima?"; "come, non l'ho notata prima?" etc :)

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