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mina99

[H2018] Il figlio dell'uomo

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Commento

Spoiler

Canzone del giorno:

 

 

“Il bambino è maledetto”, dicevano. Mary non dava ascolto alle dicerie del villaggio. Suo figlio era la creatura più pura e innocente che il mondo avesse mai visto. Un dono divino. Se solo avessero saputo della violenza subita, della sofferenza che c’era dietro, non sarebbe più stato per nessuno il figlio del maligno. Ma Mary era solo un’orfanella e il sacerdote un uomo rispettato, e se avesse raccontato che…

Inoltre era un uomo misericordioso, e le aveva concesso di alloggiare nella stalla per la stagione fredda. La stalla… Era lì che aveva partorito.

Urlava e piangeva e spingeva agli ordini delle levatrici. La gioia del parto avrebbe dovuto mitigare il dolore, pensava, ma il ventre bruciava come lambito da fiamme. Mary spinse più forte che poté e sentì la creatura venire alla luce.

Calò il silenzio. Mary roteò gli occhi e chiese perché il bambino non piangeva. Le levatrici erano pietrificate. Sporse la testa e lo vide. Il bambino non piangeva, ma Mary sì.

Il bambino sorrideva.

Aveva gli occhi completamente neri e un sorriso fatto di orribili dentini bianchi.

Fu così che per il villaggio Mary divenne la strega, la moglie del maligno, e la famiglia con cui era cresciuta la abbandonò. La stalla in cui ora alloggiava era arredata con un giaciglio di paglia, una mangiatoia come culla, un focolare e una cassapanca di legno. Mary passava il tempo a curare il bimbo e a pregare. Due volte al giorno una donna portava i pasti. Le rivolgeva a malapena parola e guardava con diffidenza alla strega e alla sua creatura.

Mary non aveva mai sentito suo figlio piangere: se voleva attirare l’attenzione rideva. Rideva come se avesse visto la cosa più buffa al mondo, mostrando quegli orribili denti, rideva tutta notte, e non c’era modo di farlo smettere, mentre fissava qualcosa oltre la porta, nel buio dei prati che portavano al bosco. Mary non riusciva a chiudere occhio e col tempo due borse scure le scavarono il viso invecchiato troppo in fretta, dandole ancor più l’aria da strega. Attribuì alla propria stanchezza le sparizioni del pargolo. Lo lasciava nella mangiatoia e appena lo perdeva di vista lo ritrovava a terra o sulla cassapanca. Lui stava lì, come fosse naturale, e rideva.

Una sera Mary si addormentò prima di cena e quando si svegliò il bambino non era più lì. Non era nella stalla. Uscì sul prato giallo, scoperta all’aria fredda e stantia. Lo vide. Il bimbo gattonava. Aveva pochi giorni, ma gattonava verso il bosco, ridendo. Mary corse. Aguzzò lo sguardo verso la selva nebbiosa: c’era un uomo lì in fondo, un uomo alto e pallido, vestito di nero e dal volto in ombra, e suo figlio andava dritto verso di lui.

Mary raggelò e accelerò il passo. Il bimbo stava per arrivare dall’estraneo. Mary allungò un braccio, aveva quasi raggiunto il figlio. Lo afferrò, ma inciampò cadendo di faccia davanti allo sconosciuto e il cuore le prese a correre. Sarebbe morta, se lo sentiva. Era il maligno. Era… Alzò lo sguardo. Era un albero. Una piccola betulla dai rami spogli e ricurvi. Mary si alzò in piedi stringendo il bambino e tornò indietro.

Stava arrivando la donna con la cena e Mary alzò un braccio in segno di saluto. La donna non rispose: aveva gli occhi fissi su un punto alle spalle di Mary. Scappò tra le vie del villaggio facendo segni sacri. Mary si voltò. La betulla era sparita. Tornò di corsa alla stalla.

Faceva freddo ed era quasi buio, perciò ravvivò il focolare. Decise che avrebbe allattato il piccolo e poi sarebbe andata a dormire. Si sentiva sempre meno lucida e le faceva male la testa. Non volle pensare a quello che aveva visto. Suo figlio era tutto ciò che aveva.

Normalmente il piccolo non dava problemi quando veniva allattato, ma quel giorno si mise a fissare Mary dritto in volto. Poppava e fissava la donna con quegli occhi neri, in un atteggiamento di ostentata sicurezza.

Mary vide qualcosa di orribile in fondo ai suoi occhi ed ebbe l’istinto di allontanare il pargolo. Lui fece un verso inarticolato e morse con forza il capezzolo della donna. Mary urlò e tirò la creaturina. Tirò, tirò, tirò, ma quegli orribili denti non vollero staccarsi. Lui morse ancora: stava masticando. Il sangue zampillava e macchiava il muso della creatura. Mary impazzì dal dolore.

Allungò una mano frugando a casaccio nella cassapanca e strinse il pugno su un oggetto metallico: una lametta. Il bambino diede un ultimo morso e strappò il capezzolo a sua madre. Lei strillò, sollevò l’arma e sferrò un colpo. La creatura urlò e Mary riuscì a scagliarla nella mangiatoia. Poi si accucciò nel proprio giaciglio, piangendo.

Immersa in un limbo semincosciente, conosceva solo dolore bruciante al seno mutilato. La luce del focolare era quasi spenta. Suo figlio… Aveva colpito il suo stesso bambino. Era stanca, e sola, e spaventata, e l’aveva accoltellato. Ma lo amava. Era impazzita. Era un mostro. Come aveva potuto? Suo figlio…

Una risata semplice e cristallina si levò dalla mangiatoia amplificandosi nella stanza e un brivido scese con lentezza lungo la schiena della donna. Si voltò e inorridì. Nella luce rossastra degli ultimi tizzoni vide l’ombra del pargolo venire verso di lei gattonando goffamente. Mary rimase inchiodata e l’urlo le si spense in gola. Non riusciva a muovere un muscolo e il neonato avanzava. Aveva la bocca sporca di sangue e un rivolo di liquido scuro gli scendeva dalla tempia sinistra all’orecchio, dove Mary l’aveva colpito.

Il bimbo le si fermò accanto e sorrise, i dentini sporchi di sangue. Mary sgranò gli occhi, tremando e sudando freddo. Lui era lì, poteva sentirne l’odore e vederne il sorriso orribile, il filo di bava misto a sangue che colava dalla bocca, il muco che gli sporcava le guance, la ferita alla tempia, i primi ciuffi di capelli sudaticci, gli occhi neri.

Ma non si muoveva, non sbatteva neanche le palpebre. Era ancora…? Non era reale. Se avesse chiuso gli occhi e contato fino a dieci, si disse, quando li avrebbe riaperti lo avrebbe trovato a dormire sereno nella mangiatoia. Così fece.

Quando riaprì gli occhi tutto era buio, a parte i tizzoni fievoli. Sbatté le palpebre. Se l’era immaginato? Allungò cauta una mano dove un istante prima c’era suo figlio e tastò solo aria. Andava tutto bene. Si alzò. Il cielo era coperto e tutto era più nero del buio. Si sentiva sempre più debole per l’emorragia. Prese un ciocco dalla catasta e lo poggiò sui tizzoni, poi si fermò e aspettò che prendesse.

«Mamma?», sussurrò una voce nell’oscurità. Si sentì le gambe molli, si portò le mani tra i capelli, spalancò gli occhi e aprì la bocca in un lamento muto. «Cosa mi hai fatto, mamma?»

Crollò in ginocchio e pianse. Provò a sillabare delle scuse, ma aveva la voce rotta. Le fiamme avvilupparono il legno e Mary vide. La creatura era sopra di lei, attaccata al soffitto come uno scarafaggio. Aveva il collo spezzato e la testa rivolta verso il basso. I suoi lineamenti erano diabolici: un ghigno trionfante scavato nella pelle rugosa come una vecchia pergamena. Proruppe in una risata infantile e il suono si amplificò nella stanza.

Mary urlò e la creatura attaccò. Rise e affondò i denti nel ventre della madre. Ogni tentativo di liberarsi fu inutile. Graffiò, morse, strappò, squartò, dilaniò e scavò la pancia della madre, ridendo innocente. In uno sforzo disperato Mary afferrò il bambino e lo scagliò via. Lo vide urtare contro il legno ardente, che rotolò e finì sul giaciglio di paglia.

Mary usò le sue ultime energie per strisciare verso il focolare. Sentiva le interiora uscire scomposte da lei, ma non le importava. Le importava solo di suo figlio. Il corpicino stava bruciando. Allungò le mani tra le fiamme gialle, che intanto l’avevano circondata. Raccolse il corpo semicarbonizzato. Sentì la pelle gonfiarsi e staccarsi nel fuoco e urlò. Si abbandonò al rogo e pianse, abbracciando suo figlio. Era senza denti. Il fuoco crebbe e le urla fecero lo stesso.

Quella notte il villaggio guardò la stalla della strega bruciare e ridursi in cenere.

 

Spoiler

Traccia: la creatura

Boa: la mutilazione

 

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4 ore fa, mina99 ha detto:

noltre era un uomo misericordioso, e le aveva concesso di alloggiare nella stalla per la stagione fredda

 

Come è umano, Lei! (voce di Fantozzi)

 

5 ore fa, mina99 ha detto:

ma quegli orribili denti non vollero staccarsi.

 

non volevano mi tornerebbe meglio

 

5 ore fa, mina99 ha detto:

mmersa in un limbo semincosciente, conosceva

 conosceva lo sostituirei con provava o altro

 

5 ore fa, mina99 ha detto:

La creatura era sopra di lei, attaccata al soffitto come uno scarafaggio.

 

Come in Trainspotting! Ho avuto gli incubi per anni!

 

Bravo! Non ho rimostranze da farti. Forse c'è qualche piccola imperfezione stilistica riguardo all'alternarsi di passato prossimo, imperfetto e trapassato, ma cose da nulla. Magari personali. Mi hai tenuto incollato dalla prima parola all'ultima. Bella la scena finale. Credo che lo Stregone sarà contento del tuo lavoro!

Alla fine hai cambiato il soggetto (volevi una strega non strega) ma hai fatto il racconto che avevi in mente :D

Anzi, ancora una cosa. Alle due di notte, prima di andare a dormire non ti leggo più. I dentini me li sogno stanotte.

 

 

 

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@mina99 Bel racconto. Resa davvero bene l'accozzaglia di sentimenti della pover'anima della madre, combattuta tra terrore e repulsione e amore da madre per quella creatura anomala...

Ottimo anche il contesto in cui hai inserito il tutto, con il monte di concio del sacerdote che con il suo peccato ha condannato all'inferno la poverina...

Qualche imperfezione già segnalata, ma poca roba.

Unico appunto: non mi è tornata molto la dinamica dell'abbandono della ragazza da parte della famiglia adottiva.

Dici che è stata abbandonata dopo il parto del bimbo mostruoso... però ha partorito già nella stalla... quindi parrebbe che in quel momento sia già stata abbandonata al suo destino, contraddicendo quanto dici dopo...

ma magari sono io che vado a cercare il pelo nell'uovo...

comunque, bella prova! A rileggersi!

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@mina99  ciao,

secondo me qui ci sono ottime idee: una sorta di maria col bambinello rovesciato (oltre l'horror, direi satanico... brrr), il bimbo che ride  invece che piangere... nella scena dei morsi ai capezzoli ho pianto di dolore per lei... Sicuramente una buona prova.

trovo però che lo stle potrebbe essere un po' rivisto... ci sono alcune ripetizioni e alcune imperfezioni nei tempi verbali.

Scusa se non te li segnalo dettagliatamente, ma da quando ho scoperto che abbiamo trentun racconi da leggere... beh... faccio un po' l'avaro coi commenti :nondico:

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Bella storia. Mi chiedo cosa cavolo sia successo, se tutto fosse nella testa di Mary o meno.

 

In effetti avrei reso questo aspetto più chiaro, ma questa è una preferenza stilistica personale. Anche lasciare il dubbio su cosa sia realmente successo può piacere al lettore.

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Buonasera @mina99.

Sinceramente, per quanto mi riguarda, il tuo racconto non l'ho trovato poi così... orribile.

 

Però mi è piaciuto ed è scritto veramente bene, ha inoltre il pregio di lasciar interpretare al lettore se Mary fosse davvero una strega o fosse malata, diciamo così.

 

Quindi complimenti e a rileggerti!

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Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Canzone del giorno:

Cos'è? Un esorcismo contro lo Stregone? :asd:

 

@mina99 Ciao. Beh, se le Edizioni del Becchino dovessero rifiutarlo, puoi sempre provare con le Edizioni Paoline.

Scherzi a parte, l'ardire non ti manca. Il pargolo è inquietante, il racconto pure, e vi si può leggere anche una rappresentazione di un certo "cannibalismo" insito nella natura umana.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

una lametta.

Non si può parlare di anacronismo vero e proprio perché nel racconto non c'è alcuna collocazione temporale determinata. E poi non credo tu volessi riferirti a quella odierna da barba. Ma non sarebbe meglio trovare qualcos'altro che sia "a scanso d'equivoci"? 

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

e l’aveva accoltellato.

Ok, non è una lametta vera e propria. Ma allora cos'è?

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary rimase inchiodata e l’urlo le si spense in gola.

Dove? Come? Al pavimento? Dal terrore? Andrei a completare l'assunto.

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Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

“Il bambino è maledetto”, dicevano. Mary non dava ascolto alle dicerie del villaggio. Suo figlio era la creatura più pura e innocente che il mondo avesse mai visto. Un dono divino. Se solo avessero saputo della violenza subita, della sofferenza che c’era dietro, non sarebbe più stato per nessuno il figlio del maligno. Ma Mary era solo un’orfanella e il sacerdote un uomo rispettato, e se avesse raccontato che…

Questo incipit fa schifo!
Per prima cosa, dai enfasi alla prima frase andando subito accapo, magari. In secondo luogo, esistono anche due punti e punti e virgola, ignorante!

“Il bambino è maledetto”, dicevano.

Mary non dava ascolto alle dicerie del villaggio: suo figlio era la creatura più pura e innocente che il mondo avesse mai visto; un dono divino. Se solo avessero saputo della violenza subita, della sofferenza che c’era dietro, non sarebbe più stato il figlio del maligno per nessuno. Tuttavia, Mary era solo un’orfanella e il sacerdote un uomo rispettato, e se avesse raccontato…

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Inoltre era un uomo misericordioso, e le aveva concesso di alloggiare nella stalla per la stagione fredda. La stalla… Era lì che aveva partorito.

Va esplicitato il soggetto, qui. Inoltre lui era.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Urlava e piangeva e spingeva agli ordini delle levatrici.

Secondo gli ordini.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

La stalla in cui ora alloggiava era arredata con un giaciglio di paglia, una mangiatoia come culla, un focolare e una cassapanca di legno.

Ora? Ora? Ignorante!
Ora si può usare in una narrazione al presente, non certo in una al passato. Gli avverbi, le espressioni di tempo e gli aggettivi o pronomi dimostrativi usati in un contesto presente cambiano, se vengono usati in un contesto passato. Appunta!


contesto presente ► contesto passato
domani > il giorno dopo

due / tre giorni fa > due / tre giorni prima
dopo domani > due giorni dopo

fa > prima
oggi > quel giorno

ora > allora
ieri > il giorno prima

in questo momento > in quel momento
l’altro ieri > due giorni prima

questo/a - questi/e > quello/a – quelli/e

 

Nel tuo caso è perfetto "in quel momento".

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

rideva tutta notte

"Ciao, articolo, e buona giornata! Questa è la mia vita, sono un plebeo lurido e non mi servi!" Hai detto questo a "la"?

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

c’era un uomo lì in fondo, un uomo alto e pallido, vestito di nero e dal volto in ombra, e suo figlio andava dritto verso di lui.

Così com'è costruita la frase, "suo" è riferito all'uomo. Un po' di attenzione, suvvia!

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Lo afferrò, ma inciampò cadendo di faccia davanti allo sconosciuto e il cuore le prese a correre.

Non ho mai letto un periodo così rozzo e grossolano. Cadendo di faccia? Il cuore le prese a correre? Oh, hai prosciugato perfino la mia forza di insultarti.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary vide qualcosa di orribile in fondo ai suoi occhi ed ebbe l’istinto di allontanare il pargolo. Lui fece un verso inarticolato e morse con forza il capezzolo della donna. Mary urlò e tirò la creaturina. Tirò, tirò, tirò, ma quegli orribili denti non vollero staccarsi. Lui morse ancora: stava masticando. Il sangue zampillava e macchiava il muso della creatura. Mary impazzì dal dolore.

Un po' scontato, non credi? Sarebbe stato molto più succoso se le avesse morso l'occhio. O staccato un alluce, o mangiato i capelli. O una guancia. Ma il seno... ovvio!

 

Il bambino prima ha i denti e alla fine non ne ha; ci sono altre visioni oniriche poco chiare (vedi la betulla, che nel medioevo era considerato un albero di luce, simbolo di saggezza e di purificazione; quindi l'hai scelto a caso o con qualche ragione che mi sfugge?), i cui simboli nascosti non sono per nulla evidenti.

Non è nemmeno chiaro se Mary sia una pazza o se quello che abbiamo letto sia davvero successo. Il padre del bambino (da quel che ho capito, il sacerdote) non ha nessun ruolo nel racconto: male.

Lato inquietudine, invece, c'è: soprattutto quando il pargolo guarda la mamma appeso al soffitto come un ragno, col collo spezzato. Che scena deliziosa!

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Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Una sera Mary si addormentò prima di cena e quando si svegliò il bambino non era più lì. Non era nella stalla. Uscì sul prato giallo, scoperta all’aria fredda e stantia. Lo vide. Il bimbo gattonava. Aveva pochi giorni, ma gattonava verso il bosco, ridendo. Mary corse. Aguzzò lo sguardo verso la selva nebbiosa: c’era un uomo lì in fondo, un uomo alto e pallido, vestito di nero e dal volto in ombra, e suo figlio andava dritto verso di lui.

Mary raggelò e accelerò il passo. Il bimbo stava per arrivare dall’estraneo. Mary allungò un braccio, aveva quasi raggiunto il figlio. Lo afferrò, ma inciampò cadendo di faccia davanti allo sconosciuto e il cuore le prese a correre. Sarebbe morta, se lo sentiva. Era il maligno. Era… Alzò lo sguardo. Era un albero. Una piccola betulla dai rami spogli e ricurvi. Mary si alzò in piedi stringendo il bambino e tornò indietro.

Questo passaggio, come altri più brevi nel racconto, mi è sembrato un po' un freddo elenco della spesa. So che sai fare di meglio, minuccio.

 

Ma quindi il padre chi è? Simone Volponi?

 

Il racconto inquieta sì, ma penso che avresti potuto giocare un po' più sull'atmosfera e meno sugli eventi. Per recuperare spazio potevi tagliare alcuni degli "scaglia di qua o di là" il figlio, una o due volte bastano.

 

Mi ha ricordato Train Spotting.

 

 

Modificato da Thea

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Ciao @mina99 ,

hai proposto davvero un bel pezzo!

Mi è piaciuto molto!

Rimane un pò sospeso tra il fatto realmente accaduto e la paranoia della donna, e forse questa sensazione d'indefinito è la parte che mi convince meno.

E' successo, o non è successo?… Se è lei a immaginare tutti questi "fattacci" perde un pò di pepe tutta la storia...

Ma la storia funziona, alla grande!

Complimenti.

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Brava @mina99 sei riuscita a farmi venire i brividi. Non scendo nei dettagli perché altri lo hanno fatto meglio di me, aggiungo solo che hai saputo costruire l'atmosfera giusta per mantenere la tensione fino all'ultimo. Un finale straziante. Che dire? Brava.

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Il tuo (Rose)Mary's baby versione rurale mi è piaciuto molto.

Con il contorno di stalla e sacerdote stupratore, poi: un presepe infernale. E mi piace molto che, in fondo, la verità resti vaga: il bambino era davvero malefico o Mary è impazzita e ha immaginato tutto, suggestionata dai suoi traumi e dalla superstizione dei compaesani, fino al tragico epilogo?

Ho 2 piccoli dubbi:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Inoltre era un uomo misericordioso, e le aveva concesso di alloggiare nella stalla per la stagione fredda. La stalla… Era lì che aveva partorito.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Fu così che per il villaggio Mary divenne la strega, la moglie del maligno, e la famiglia con cui era cresciuta la abbandonò.

Qui c'è una contraddizione: se il sacerdote ha dovuto alloggiarla e far partorire nella stalla, la famiglia l'ha abbandonata prima del parto e delle dicerie della gente sulla styregoneria del bambino.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Era senza denti.

Questo dettaglio non ho capito che significato abbia. Vuole dirci che il bambino ha perso la sua essenza diabolica (rappresentata dai denti a punta)? o allora serve solo a fare folklore ma non ha utilità particolari? L'ho notato nella lettura e sono rimasta lì a chiedermi perché fosse specificato.

In ogni caso un horror con tutti i crismi. Ciao

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Come traccia ci poteva anche stare la psicopatica. Racconto che gioca, a mio avviso, sul dubbio, ovvero se è tutto successo davvero e la madre è la vittima, oppure se è pazza e il piccolo è la vittima; il lettore può decidere come preferisce. Buona prova.

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Ciao @mina99, ho avuto altre volte modo di riscontrare la tua vena di stampo marcatamente orrorifico. Penso che tu intenda muoverti su certi territori del macabro e trovare una tua via.

Del tuo testo che - per sgombrare il campo dai dubbi - ho trovato abbastanza convincente, provo a prendere gli elementi che ritengo possano essere migliorati, non tanto per il testo in sé, quanto in ottica futura. Naturalmente, tutto sempre e solo dal mio personalissimo punto di vista. :)

 

La situazione che hai scelto di raccontare appartiene al filone dell'anticristo e simili: una madre, più o meno vittima o avvezza alla magia, partorisce un figlio che è una bestia, che ha caratteri demoniaci, e che in definita è senz'altro malvagio e minaccioso. Questo tipo di narrazione tende a funzionare quando mette in campo aspetti popolari, connessi alla superstizione, oppure quando entrano di forza aspetti religiosi/teologici. Nel tuo caso, l'ambientazione rurale e il contesto sociale in cui si muove la storia - intuibile per quanto appena tratteggiato - possono soddisfare questa prerogativa. Ben giocata, a mio parere, la carta del dubbio sulla madre, che altrimenti, se presa razionalmente, non sarebbe credibile per comportamenti.

Le manifestazioni della "malvagità" del bambino le ho trovate un pochino deboli: intendiamoci, tutte bene o male compiono il proprio dovere, ma non ci ho trovato guizzi, né un crescendo particolarmente coinvolgente. La parte forse migliore è quella del bambino che esce all'aperto e la mamma vede una figura nel buio: lì un accenno di brivido arcano corre lungo la schiena. Alla mia mente, semplicemente per contesto ambientale, è venuto in mente il film The Witch, a mio parere un autentico capolavoro tout-court, non quindi da intendere come film horror in senso stretto. Ecco, lì, in quel film, che nulla ha a che vedere con la tua storia, trovo che sia stato costruito un crescendo, basato su pochi elementi, che funziona meravigliosamente bene, con sottotesti filosofici e teologici che toccano corde davvero profonde.

 

Questa, naturalmente, poteva non essere la tua intenzione, ma ti suggerisco comunque di guardare il film se non lo hai fatto: ogni ispirazione può regalarci spunti e modi di analizzare la materia narrativa assai interessanti. :)

 

Per quanto riguarda il testo in sé, vorrei farti notare qualche imprecisione ambientale: ci sono dei passaggi in cui ho faticato a capire se si trovassero dentro o fuori, tipo quello in cui parli del cielo.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Il cielo era coperto e tutto era più nero del buio.

 

In quella sequenza io sono abbastanza sicuro che siano dentro, altrimenti mi manca qualche pezzo o non ho capito nulla. :D

Sottolineo anche, visto che ci sono, quel "tutto era più nero del buio", un po' formulaico, e qualche descrizione, specialmente nella parte conclusiva, che secondo me attinge troppo ai cliché del genere, tra ghigni e simili.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

I suoi lineamenti erano diabolici: un ghigno trionfante scavato nella pelle rugosa come una vecchia pergamena.

 

Insomma, perdonami se ho preso la tangente ma ci tenevo a fornirti un punto di vista quanto più possibile arioso e variegato possibile. Spero ti possa essere utile in qualche maniera. Alla prossima!

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Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Il bambino non piangeva, ma Mary sì.

Il bambino sorrideva.

Aveva gli occhi completamente neri e un sorriso fatto di orribili dentini bianchi.

Forte, mi piace!

Molto azzeccata la scelta di introdurre il breve feedback con il corsivo.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Le rivolgeva a malapena parola

la parola

 

Quota

Mary non aveva mai sentito suo figlio piangere: se voleva attirare l’attenzione rideva.

Così mi sembra come se a ridere sia Mary.

 

Quota

due borse scure le scavarono il viso invecchiato troppo in fretta, dandole ancor più l’aria da strega.

O elimini o riformuli, non mi piace quel pezzo. Es. invecchiato troppo in fretta. Per questo motivo, sembrava ancor di più una strega.

 

Quota

Il bimbo stava per arrivare dall’estraneo.

per raggiungere l'estraneo.

 

Quota

Mary allungò un braccio, aveva quasi raggiunto il figlio.

Giustamente qui per evitare la ripetizione di raggiungere potresti scrivere "Mary allungò un braccio, ormai prossima/vicinissima al figlio".

 

Quota

Scappò tra le vie del villaggio facendo segni sacri.

L'espressione non mi piace moltissimo, troverei un'alternativa per descrivere la scena (che comunque si capisce benissimo).

 

Quota

Lui fece un verso inarticolato e morse con forza il capezzolo della donna.

Fece un verso non se po' sentì, minuccio... :) emise.

 

Quota

Mary urlò e tirò la creaturina. Tirò, tirò, tirò, ma quegli orribili denti non vollero staccarsi.

Non so se sbaglio io, probabilmente è così, ma userei l'imperfetto "non volevano staccarsi".

 

Quota

Immersa in un limbo semincosciente,

semicosciente?

 

Quota

conosceva solo dolore bruciante al seno mutilato. 

provava, avvertiva.

 

Quota

Il bimbo le si fermò accanto e sorrise, i dentini sporchi di sangue.

Terrificante questa scena, degna di un film horror stile anni 80 (i migliori).

 

Quota

Mamma?», sussurrò una voce nell’oscurità. Si sentì le gambe molli, si portò le mani tra i capelli, spalancò gli occhi e aprì la bocca in un lamento muto. «Cosa mi hai fatto, mamma?»

Anche questa... agghiacciante.

 

Quota

Graffiò, morse, strappò, squartò, dilaniò e scavò

Dai, troppa roba :) Tagliane un paio.

 

Quota

Sentiva le interiora uscire scomposte da lei, ma non le importava. Le importava solo di suo figlio.

No, non mi suona molto credibile sinceramente. Va benissimo l'amore materno, però con quello che si è rivelato il suo bambino e nella situazione in cui si trova mi sembrerebbe più "umano" cercare semplicemente di salvare la pelle (oppure, al contrario, abbandonarsi del tutto). Ovviamente è il mio punto di vista, una pignoleria.

 

Quota

Si abbandonò al rogo e pianse,

Ecco, appunto, questa è la giusta fine.

 

Quota

Quella notte il villaggio guardò la stalla della strega bruciare e ridursi in cenere.

Bell!

 

Ciao @mina99!

Brevemente, il racconto funziona perché il genere è perfettamente centrato e tu con l'horror ci vai a nozze, secondo me. Non ti nascondo che probabilmente, proprio perché credo che sia tra i tuoi generi prediletti, mi aspettavo qualcosina in più, ma è una critica che nasce da un pregiudizio positivo, se intendi quello che voglio dire. Innanzitutto nello stile che, seppur buono, risulta in alcuni tratti leggermente al di sotto dei tuoi livelli standard e mi ha dato l'impressione di aver risentito di qualche intervento di taglio che lo ha un po' sporcato. Non male, sicuramente, ma ho letto pezzi tuoi che avevano ben altra qualità. Dal punto di vista della storia e dell'ambientazione ci sono molti punti positivi, ottima la scelta del contesto, del rapporto madre/figlio... forse l'apparizione della creatura sul finale mi fa storcere il naso. Avrei preferito restassi ancora nel terreno dell'horror "sottile"... non so se mi spiego.

Comunque resta un ottimo pezzo, letto con curiosità e interesse, con alcune scene davvero horror (e non è affatto facile) e un dubbio di fondo sulla veridicità degli eventi che mi è piaciuto parecchio.

Alla prossimah!

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Accidenti, @mina99, avevo già scritto tutto, per sbaglio sono andato alla pagina precedente e si è cancellato. Sarà sicuramente l'influsso malefico di quel bambino con / senza denti.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

spingeva agli ordini delle levatrici.

Ma quante erano? Una non sarebbe bastata?

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

strinse il pugno su un oggetto metallico: una lametta.

Impossibile stringere il pugno su una lametta. Per esserne sicuro ci ho provato e mi sono massacrato, tutta colpa tua. Non è che, con riferimento al successivo termine "accoltellato", pensavi in realtà a un rasoio con impugnatura? Un coltello era troppo banale?

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

«Cosa mi hai fatto, mamma?»

Sicuramente la frase più terribile e potente.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Era senza denti.

Bel colpo! Si aprono molteplici scenari.

 

Un racconto horror forte, scritto in modo magistrale. Lo scopo è raggiunto al 100%.

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@Ghigo grazie mille del passaggio :rosa:

Il 4/11/2018 alle 23:58, Ghigo ha detto:

Come in Trainspotting! Ho avuto gli incubi per anni!

Esattamente :D quella scena è tremenda :aka:

Il 4/11/2018 alle 23:58, Ghigo ha detto:

Alla fine hai cambiato il soggetto (volevi una strega non strega) ma hai fatto il racconto che avevi in mente :D

In realtà puntavo già a questa traccia quando ho fatto la domanda, volevo solo sapere se eventualmente avevo scritto un racconto adatto a due tracce senza rendermene conto xD

Il 4/11/2018 alle 23:58, Ghigo ha detto:

Anzi, ancora una cosa. Alle due di notte, prima di andare a dormire non ti leggo più. I dentini me li sogno stanotte.

A chi lo dici :buhu: La questione dei dentini viene da una storia popolare - siciliana, credo, non ho mai verificato - che mi raccontò mia madre quando ero piccolo e che mi traumatizzò. A sua volta gliel'aveva raccontata suo padre, ed era rimasta traumatizzata anche lei xD le ho fatto leggere il racconto e si è ricordata^^

@Federico72 grazie mille del passaggio :rosa:

Il 5/11/2018 alle 15:22, Federico72 ha detto:

Unico appunto: non mi è tornata molto la dinamica dell'abbandono della ragazza da parte della famiglia adottiva.

Dici che è stata abbandonata dopo il parto del bimbo mostruoso... però ha partorito già nella stalla... quindi parrebbe che in quel momento sia già stata abbandonata al suo destino, contraddicendo quanto dici dopo...

Io avevo pensato a una situazione in cui la stalla della chiesa era stata adibita a una sorta di sala parto del villaggio, ma mi rendo conto ora che ha poco senso e soprattutto che non l'ho accennato da nessuna parte nel racconto... Hai ragione xD

@Edu grazie mille del passaggio :rosa: tranquillo, sono già lusingato del commento^^ io certi non li commento proprio se vedo di non avere nulla da aggiungere ai commenti precedenti, faccio economia xD

@Somniator grazie mille del passaggio :rosa:

Il 6/11/2018 alle 21:03, Somniator ha detto:

Mi chiedo cosa cavolo sia successo, se tutto fosse nella testa di Mary o meno.

Il dubbio è lasciato volutamente, ma ho messo un paio di indizi sull'interpretazione che preferisco: il primo è il parallelismo del bambino con Gesù, e il secondo è l'ultima parola del racconto^^

@H3c70r grazie mille del passaggio :rosa:

@Vincenzo Iennaco grazie mille del passaggio :rosa: 

Il 6/11/2018 alle 21:58, Vincenzo Iennaco ha detto:
Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Canzone del giorno:

Cos'è? Un esorcismo contro lo Stregone? :asd:

Intendi la canzone o il fatto stesso che abbia messo una canzone? xD L'inserire una canzone a inizio racconto è una cosa che faccio spesso, ho preso il vizio da @Nerio; la canzone, in questo caso, è dalla colonna sonora di Sinister. Gran film :)

Il 6/11/2018 alle 21:58, Vincenzo Iennaco ha detto:

Ok, non è una lametta vera e propria. Ma allora cos'è?

Intendevo rasoio, ma per qualche motivo il mio cervello è stupido e ha usato "lametta" :facepalm:

Il 6/11/2018 alle 21:58, Vincenzo Iennaco ha detto:
Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary rimase inchiodata e l’urlo le si spense in gola.

Dove? Come? Al pavimento? Dal terrore?

Intendevo dal terrore... Hai ragione :)

@camparino grazie mille del passaggio :rosa:

@Lauram grazie mille del passaggio :rosa:

@Stregone Aloha! <3<3 Grazie di essere venuto a commentarmi, carissimo <3<3<3 ti voglio bene, grazie di tutte le segnalazioni*--* mi inchino e prendo nota, sensei <3

Il 7/11/2018 alle 12:15, Stregone ha detto:
Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

c’era un uomo lì in fondo, un uomo alto e pallido, vestito di nero e dal volto in ombra, e suo figlio andava dritto verso di lui.

Così com'è costruita la frase, "suo" è riferito all'uomo. Un po' di attenzione, suvvia!

Questo è assolutamente voluto :D

Il 7/11/2018 alle 12:15, Stregone ha detto:

vedi la betulla, che nel medioevo era considerato un albero di luce, simbolo di saggezza e di purificazione; quindi l'hai scelto a caso o con qualche ragione che mi sfugge?

Da piccolo adoravo Walter Moers, e lui insegna che le streghe stanno sempre tra le betulle:D

Il 7/11/2018 alle 12:15, Stregone ha detto:

Il padre del bambino (da quel che ho capito, il sacerdote) non ha nessun ruolo nel racconto: male.

Ho voluto lasciare la questione nel mistero; nella prima stesura, con più caratteri a disposizione, l'avevo chiarita maggiormente, ma qui non mi è sembrato necessario. Essendo che il bambino, almeno secondo il villaggio, è figlio del maligno, ed essendo che l'uomo ai margini del bosco, almeno secondo Mary, è il maligno, non è del tutto vero che il padre del bambino non ha nessun ruolo, è anzi l'origine di tutti i mali conseguenti^^

@Thea grazie mille del passaggio :rosa:

@caipiroska grazie mille del passaggio :rosa:

@Mariner P grazie mille del passaggio :rosa:

@Befana Profana grazie mille del passaggio :rosa:

Il 8/11/2018 alle 16:21, Befana Profana ha detto:
Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Era senza denti.

Questo dettaglio non ho capito che significato abbia. Vuole dirci che il bambino ha perso la sua essenza diabolica (rappresentata dai denti a punta)? o allora serve solo a fare folklore ma non ha utilità particolari? L'ho notato nella lettura e sono rimasta lì a chiedermi perché fosse specificato.

Esatto, con la morte ha perso il suo aspetto diabolico. L'interpretazione la lascio al lettore; può anche essere che semplicemente sottolinei il fatto che Mary, oltre ad aver ucciso il demone, ha ucciso anche suo figlio... chissà^^

@M.T. grazie mille del passaggio :rosa:

@Cerusico grazie mille del passaggio :rosa:

Il 8/11/2018 alle 21:09, Cerusico ha detto:

Alla mia mente, semplicemente per contesto ambientale, è venuto in mente il film The Witch, a mio parere un autentico capolavoro tout-court, non quindi da intendere come film horror in senso stretto. Ecco, lì, in quel film, che nulla ha a che vedere con la tua storia, trovo che sia stato costruito un crescendo, basato su pochi elementi, che funziona meravigliosamente bene, con sottotesti filosofici e teologici che toccano corde davvero profonde.

Film stupendo, lo adoro*--* ammetto che ci avevo pensato anche io, nel decidere l'ambientazione, però sì, concordo, non c'entra con questa storia xD vero che non è un horror in senso stretto, infatti non mi ha effettivamente inquietato più di tanto, ma l'ho comunque apprezzato parecchio: ottima la storia, i personaggi, le ambientazioni e i costumi*---*

Il 8/11/2018 alle 21:09, Cerusico ha detto:
Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Il cielo era coperto e tutto era più nero del buio.

In quella sequenza io sono abbastanza sicuro che siano dentro, altrimenti mi manca qualche pezzo o non ho capito nulla. :D

Sì, sono all'interno,  Mary vede il cielo dalla porta :) hai ragione, avrei dovuto specificare; grazie dell'ottima analisi, sono lusingato <3

@Joyopi grazie mille del passaggio :rosa: 

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Mary non aveva mai sentito suo figlio piangere: se voleva attirare l’attenzione rideva.

Così mi sembra come se a ridere sia Mary.

Speravo di aver fugato ogni dubbio con la questione dell'attenzione, per cui era chiaro che fosse il bambino ad attirare l'attenzione della madre; però hai ragione

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Mary allungò un braccio, aveva quasi raggiunto il figlio.

Giustamente qui per evitare la ripetizione di raggiungere potresti scrivere "Mary allungò un braccio, ormai prossima/vicinissima al figlio".

Proprio per evitare la ripetizione ho usato "arrivare da" nel passaggio prima, quando mi sarebbe bastato fare come hai suggerito... Sono stupido :facepalm:

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Scappò tra le vie del villaggio facendo segni sacri.

L'espressione non mi piace moltissimo, troverei un'alternativa per descrivere la scena (che comunque si capisce benissimo).

Suona male anche a me, però non ho voluto specificare quali segni fossero in modo tale da poter lasciare nel non detto la religione del villaggio

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Immersa in un limbo semincosciente,

semicosciente?

Penso che "semincosciente" esista... No? :grat:

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Il bimbo le si fermò accanto e sorrise, i dentini sporchi di sangue.

Terrificante questa scena, degna di un film horror stile anni 80 (i migliori).

Grazie :D concordo, ma anche tra quelli moderni se si cerca con cura se ne possono trovare di non male^^

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Graffiò, morse, strappò, squartò, dilaniò e scavò

Dai, troppa roba :) Tagliane un paio.

Hai ragione... ho voluto strafare arrivando a sei verbi, in modo così da poter utilizzare un numero con valenza simbolica

7 ore fa, Joyopi ha detto:
Quota

Sentiva le interiora uscire scomposte da lei, ma non le importava. Le importava solo di suo figlio.

No, non mi suona molto credibile sinceramente. Va benissimo l'amore materno, però con quello che si è rivelato il suo bambino e nella situazione in cui si trova mi sembrerebbe più "umano" cercare semplicemente di salvare la pelle (oppure, al contrario, abbandonarsi del tutto). Ovviamente è il mio punto di vista, una pignoleria.

Questo è vero, e forse mi sono espresso male... La situazione è che a quel punto Mary ha capito che morirà lì, quindi stringe i denti al dolore e raggiunge suo figlio per poterlo abbracciare mentre muore

7 ore fa, Joyopi ha detto:

Innanzitutto nello stile che, seppur buono, risulta in alcuni tratti leggermente al di sotto dei tuoi livelli standard e mi ha dato l'impressione di aver risentito di qualche intervento di taglio che lo ha un po' sporcato. Non male, sicuramente, ma ho letto pezzi tuoi che avevano ben altra qualità.

Leggo e scrivo molto meno ultimamente, quindi mi sono proprio arrugginito... E il racconto ne risente. Grazie, comunque, socioh <3

@Macleo grazie mille del passaggio

2 ore fa, Macleo ha detto:

Accidenti, @mina99, avevo già scritto tutto, per sbaglio sono andato alla pagina precedente e si è cancellato. Sarà sicuramente l'influsso malefico di quel bambino con / senza denti.

Mi dispiace :(

2 ore fa, Macleo ha detto:
Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

spingeva agli ordini delle levatrici.

Ma quante erano? Una non sarebbe bastata?

Almeno un paio devono essere... No? :grat:

2 ore fa, Macleo ha detto:

Non è che, con riferimento al successivo termine "accoltellato", pensavi in realtà a un rasoio con impugnatura? Un coltello era troppo banale?

Esattamente :facepalm: il coltello non è che è banale, ma la sua presenza nella stalla doveva essere giustificata

 

@Pulsar scusami se ti ha fatto paura xD<3

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Quota

 

“Il bambino è maledetto”, dicevano. Mary non dava ascolto alle dicerie del villaggio. Suo figlio era la creatura più pura e innocente che il mondo avesse mai visto. Un dono divino. Se solo avessero saputo della violenza subita, della sofferenza che c’era dietro, non sarebbe più stato per nessuno il figlio del maligno. Ma Mary era solo un’orfanella e il sacerdote un uomo rispettato, e sSe avesse raccontato che…

Inoltre era un uomo misericordioso, e le aveva concesso di alloggiare nella stalla per la stagione fredda. La stalla… Era lì che aveva partorito.

Urlava e piangeva e spingeva agli ordini delle levatrici. La gioia del parto avrebbe dovuto mitigare il dolore, pensava, ma il ventre bruciava come lambito da fiamme. Mary spinse più forte che poté e sentì la creatura venire alla luce.

Calò il silenzio. Mary roteò gli occhi e chiese perché il bambino non piangeva. Le levatrici erano pietrificate. Sporse la testa e lo vide. Il bambino non piangeva, ma Mary sì.

Il bambino sorrideva.

Aveva gli occhi completamente neri e un sorriso fatto di orribili dentini bianchi.

 

Le parti tagliate sono (le trovo) superflue

fiamme infere, oltre a essere ridondante è anche uno spoiler

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Fu così che per il villaggio Mary divenne la strega, la moglie del maligno, e la famiglia con cui era cresciuta la abbandonò. La stalla in cui ora alloggiava era arredata con un giaciglio di paglia, una mangiatoia come culla, un focolare e una cassapanca di legno

un presepe

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Uscì sul prato giallo

prato giallo? Forse, al massimo, di giorno con la luce del sole

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary raggelò e accelerò il passo. Il bimbo stava per arrivare dall’estraneo. Mary allungò un braccio, aveva quasi raggiunto il figlio. Lo afferrò, ma inciampò cadendo di faccia davanti allo sconosciuto e il cuore le prese a correre. Sarebbe morta, se lo sentiva. Era il maligno. Era… Alzò lo sguardo. Era un albero. Una piccola betulla dai rami spogli e ricurvi. Mary si alzò in piedi stringendo il bambino e tornò indietro.

se lo afferra e cade a faccia in giù non gli cade addosso?

Lei corre mentre il suo pargolo si avvicina verso il maligno... il suo cuore sta correndo da tempo

Era il maligno. Era… dopo andrei a capo

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Stava arrivando la donna con la cena e Mary alzò un braccio in segno di saluto. La donna non rispose: aveva gli occhi fissi su un punto alle spalle di Mary. Scappò tra le vie del villaggio facendo segni sacri. Mary si voltò.

la ragazza

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary vide qualcosa di orribile in fondo ai suoi occhi ed ebbe l’istinto di allontanare il pargolo.

percepì o al massimo gli parve di vedere

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Era stanca, e sola, e spaventata, e l’aveva accoltellato.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

e tastò solo aria

l'aria non si può tastare :indicare:

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Si sentì le gambe molli, si portò le mani

uno dei due puoi eliminarlo

 

Mina e l'anti Cristo... praticamente una biografia.

Se non è horror questo (non parlo solo delle scene raccapriccianti e del senso di angoscia, ma dell'orrore di una madre che vede nel figlio qualcosa di terribile, il vero orrore) io sono vegano. Qualche stereotipo horror c'è, ma i clichè in un racconto horror breve sono praticamente inevitabili.

Scritto bene, la costruzione al passato risulta pieno di andò, mangiò, urtò, parlò ecc che dovevi cercare di contrastare, qualche gerundio in più poteva servire.

 

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Ciao @mina99, il tuo racconto si fa leggere molto bene, il tema orrorifico c'è e ambientazione e trama sono azzeccati.

Sopra tutto ho trovato molto angosciante mettere una madre di fronte a un figlio che sembra demoniaco. Avendo provato l'amore verso la propria prole (infinito, indescrivibile) credo che leggere negli occhi di un figlio qualcosa di satanico, può portare alla follia: l'anima si logora, si spezza, non credo possa esistere dolore più grande. In questo credo tu abbia centrato molto l'obiettivo inquietudine, paura, angoscia, ecc..

Anche un bimbo piccolo che si comporta come un diavolo fa sempre paura, altro punto ben costruito.

 

Buon racconto.

Talia

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Parto da ciò che più mi è piaciuto e cioè il finale che, da perfetto horror, apre a una possibile interpretazione opposta a ciò che fino alle ultime righe pare l'evidenza della storia: il bimbo non è l'anticristo, ma è semplicemente la vittima innocente della follia di Mary.

Sei riuscito ad infilarci dentro un tuo vecchi leitmotiv (un personaggio che veste abiti da prete e che invece è un demonio), anche se solo per dare lo spunto alla storia, e che è perfettamente coerente anche nell'ottica di un ribaltamento finale.

 

Tuttavia credo che l'intero sviluppo avvalori più l'idea che il bimbo sia davvero l'incarnazione del diavolo, piuttosto di quella che Mary sia una povera pazza. Che poi, anche in tal caso, l'opera del demonio non uscirebbe del tutto dal tuo racconto, perché, almeno per Mary, la possessione è molto concreta.

 

Ti hanno già segnalato molto e, a meno che non mi sia sfuggito qualche commento, provo a segnalarti qualcosa che nessuno ha rilevato e cioè alcuni aspetti che a me sono sembrati narrativamente un po' problematici.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Una sera Mary si addormentò prima di cena e quando si svegliò il bambino non era più lì. Non era nella stalla. Uscì sul prato giallo, scoperta all’aria fredda e stantia. Lo vide. Il bimbo gattonava. Aveva pochi giorni, ma gattonava

Sono quindi passati pochi giorni dal parto, ma la narrazione precedente usa locuzioni come:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Fu così che per il villaggio Mary divenne la strega,

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

la famiglia con cui era cresciuta la abbandonò.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary passava il tempo a curare il bimbo e a pregare. Due volte al giorno una donna portava i pasti.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

col tempo due borse scure le scavarono il viso invecchiato troppo in fretta, dandole ancor più l’aria da strega. Attribuì alla propria stanchezza le sparizioni del pargolo.

che fanno tutte passare (per me efficacemente, tra l'altro) la sensazione di consuetudini che si sono consolidate con il tempo. Quindi quando ho incontrato la successiva frase che mi diceva che il bambino aveva pochi giorni ho provato una sensazione di disarticolazione temporale.

 

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Normalmente il piccolo non dava problemi quando veniva allattato, ma quel giorno si mise a fissare Mary dritto in volto.

Il fatto che un neonato guardi il viso della mamma durante la poppata è perfettamente naturale. Quindi cercherei di evidenziare subito il fatto che il bimbo la guardasse in modo particolare.

Consiglierei qualcosa del genere:

Decise che avrebbe allattato il piccolo e poi sarebbe andata a dormire. Si sentiva sempre meno lucida e le faceva male la testa. Non volle pensare a quello che aveva visto. Suo figlio era tutto ciò che aveva.

Il bambino poppava e la fissava con quegli occhi neri e fondi, nei quali Mary vide qualcosa di orribile.

Ebbe l’istinto di allontanare il pargolo.

 

 

Ci sono poi alcuni vocaboli e locuzioni che sdrammatizzano e che consoglierei di evitare:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Una risata semplice e cristallina

Le accezioni più usuali di "semplice" e di "cristallino" non sono negative, né si prestano, a mio parere, ad aggettivare qualcosa che dovrebbe arrivare al lettore come satanico. Trova uno (potrebbe bastare) o due aggettivi più adatti.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Il bimbo le si fermò accanto e sorrise, i dentini sporchi di sangue.

Fino ad ora, senza dirlo ma mostrandolo, sei riuscito a far passare quei denti quasi come fossero terribili zanne. Non rovinare tutto dando la sensazione che siano (adorabili) dentini di bimbo (ancorché sporchi di sangue).

Anche se vuoi inserire qualche indizio che, in una rilettura, avvalori il riblatamento finale, non devi farlo così, secondo me.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Se avesse chiuso gli occhi e contato fino a dieci, si disse, quando li avrebbe riaperti lo avrebbe trovato a dormire sereno nella mangiatoia. Così fece.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Si sentì le gambe molli, si portò le mani tra i capelli, spalancò gli occhi e aprì la bocca in un lamento muto.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Proruppe in una risata infantile e il suono si amplificò nella stanza.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Sentiva le interiora uscire scomposte da lei, ma non le importava. 

Per me "scomposte" in questo contesto non si può proprio leggere: quasi potesse darsi il casoche le interiora fouriescano dalla ferita in modo ordinato.

Sostituirei con qualcosa del genere: Sentiva il sangue sgorgare dalle proprie ferite, ma non le importava.

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Il fuoco crebbe e le urla fecero lo stesso. 

Consiglierei: Il fuoco crebbe e crebbero le urla di Mary.

Primo perché non mi piace fecero lo stesso, ma anche, chiamandola per nome, per rafforzare il riavvicinamento finale del lettore alla povera Mary.

(Tanto sarà la frase finale a condannarla al ruolo di strega...).

 

Uno buona prova, comunque.

A rileggerti.

 

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@mina99 Minuccio caro, ho fatto bene a leggerti di giorno, altrimenti stanotte non avrei chiuso un occhio. ;) Il racconto mi sembra un po' meno curato rispetto al tuo solito, ci sono in alcuni punti tempi verbali che non mi hanno convinto e qualche punto sospeso di troppo. La storia invece è molto, molto inquietante, questo bambino mi perseguiterà nei giorni a venire! Hai adoperato alcune immagini crude, però per i miei gusti hai un po' troppo raccontato invece di mostrare. Il finale è stato un vero shock perché ha demolito tutto quello che avevo pensato fino ad allora. Non ci sono indizi, o almeno io non li ho colti, per dire che Mary è pazza. Pensavo, penso tuttora, che il figlio è una specie di demone e che lei sia stata posseduta. Non può essere il frutto della sua mente folle, altrimenti annullerebbe tutto il resto. O meglio, lo sminuirebbe. In ogni caso una buona prova. A rileggerci!

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@Plata grazie mille del passaggio :rosa:

Il 10/11/2018 alle 19:55, Plata ha detto:

prato giallo? Forse, al massimo, di giorno con la luce del sole

Intendevo proprio ingiallito :)

Il 10/11/2018 alle 19:55, Plata ha detto:

se lo afferra e cade a faccia in giù non gli cade addosso?

Nella mia testa è caduta sulle braccia, facendo in modo di non schiacciare il bambino... Però hai assolutamente ragione, non l'ho scritto da nessuna parte xD

@Talia grazie mille del passaggio :rosa: hai colto le mie intenzioni^^ e a parte ciò, ho anche paura in generale dei neonati... Mi terrorizzano :asd:

@queffe grazie mille del passaggio :rosa: 

Il 11/11/2018 alle 18:51, queffe ha detto:

che fanno tutte passare (per me efficacemente, tra l'altro) la sensazione di consuetudini che si sono consolidate con il tempo. Quindi quando ho incontrato la successiva frase che mi diceva che il bambino aveva pochi giorni ho provato una sensazione di disarticolazione temporale.

è passato meno di un mese, quindi secondo me c'è stato tutto il tempo per far consolidare le abitudini e poter comunque  dire che siano passati pochi giorni... Però forse sì, avrei dovuto chiarire meglio :/

Il 11/11/2018 alle 18:51, queffe ha detto:

Le accezioni più usuali di "semplice" e di "cristallino" non sono negative, né si prestano, a mio parere, ad aggettivare qualcosa che dovrebbe arrivare al lettore come satanico. Trova uno (potrebbe bastare) o due aggettivi più adatti.

Il 11/11/2018 alle 18:51, queffe ha detto:

Fino ad ora, senza dirlo ma mostrandolo, sei riuscito a far passare quei denti quasi come fossero terribili zanne. Non rovinare tutto dando la sensazione che siano (adorabili) dentini di bimbo (ancorché sporchi di sangue).

Anche se vuoi inserire qualche indizio che, in una rilettura, avvalori il riblatamento finale, non devi farlo così, secondo me.

Non era per fornire indizi, ma per creare un contrasto che, sì, mi sa che non è riuscito come volevo

@Emy grazie mille del passaggio :rosa: concordo in pieno con te sull'interpretazione finale^^

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Spero mi perdonerai per la brevità, @mina99. Sei molto bravo a raccontare l'inquietante, il macabro, e il racconto di questo contest non fa eccezione. Hai saputo gestire bene pochi elementi d'ambientazione, anche grazie a sagaci rimandi evangelici, per concentrarti sullo stato d'animo di Mary di fronte a una creatura che da subito appare spaventosa. Intendiamoci, hai usato elementi noti come il sorriso, i dentini, il deambulare precoce, le fiamme, ma sono intessuti con intelligenza da non esaltare il cliché.

Lo stile è incalzante e la prosa è generalmente valida; secondo me in alcuni punti ci sono espressioni che ritornano (come lo "sbattere le palpebre") e scelte imprecise di vocaboli (un focolare in una stalla è piuttosto insolito: più che un caminetto, ci starebbe un falò), in più la consecutio a volte si ingarbuglia, ma non parliamo di aspetti che distraggono troppo dalla lettura. Vince su tutto il potere orrorifico delle immagini e il ritmo trascinante.

Davvero un bel lavoro.

 

Modificato da AdStr

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Ciao @mina99

 

Allora, inizio a leggere e va così: 

 

Il titolo mi pare originale... vediamo il seguito...

 

Prima annotazione:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Ma Mary era solo un’orfanella e il sacerdote un uomo rispettato, e se avesse raccontato che…

Eliminerei i tre puntini, fanno molto "se vuoi saperlo, eventualmente continua a leggere"... avrei scritto qualcosa come "non avrebbe mai potuto raccontare la verità." (punto semplice)

 

Poi, arrivato qui:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

La stalla in cui ora alloggiava era arredata con un giaciglio di paglia, una mangiatoia come culla, un focolare e una cassapanca di legno.

Ho esclamato:

"Oh Gesù, ma sta parlando di... Gesù!  xD

Cioè: Mary è Maria, la stalla, il non padre..."

 

Sei un genio (del male, ma sempre genio!)

 

Continuo, provando a fare il serio:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

rideva tutta notte,

Aggiungerei l'articolo: "rideva tutta la notte"

 

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Lo lasciava nella mangiatoia e appena lo perdeva di vista (virgola) lo ritrovava a terra o sulla cassapanca.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Una sera (virgola) Mary si addormentò prima di cena e quando si svegliò il bambino non era più lì.

Aggiungerei un paio di virgole dove segnalate.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

si svegliò il bambino non era più lì. Non era nella stalla.

Mi sembra superfluo ribadire dove non fosse, ossia nella stalla.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

all’aria fredda e stantia

"Stantia" sa tipo di chiuso... mi pare voluto, eppure stride molto con l'aria aperta, forse è voluto proprio per questo, non so, ma non mi convince troppo.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

. Aveva pochi giorni, ma gattonava verso il bosco, ridendo

Fino a qui, c'è tutta una narrazione che fa intendere come siano passati non dico mesi, ma almeno un bel po' di giorni da quando è nato. "Aveva pochi giorni" mi ha riportato indietro a uno o due giorni dopo la nascita... non mi torna bene l'informazione temporale con quanto finora raccontato.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Mary corse. Aguzzò lo sguardo verso la selva nebbiosa: c’era un uomo lì in fondo, un uomo alto e pallido, vestito di nero e dal volto in ombra, e suo figlio andava dritto verso di lui.

Mary raggelò e accelerò il passo. Il bimbo stava per arrivare dall’estraneo. Mary allungò un braccio, aveva quasi raggiunto il figlio. Lo afferrò, ma inciampò cadendo di faccia davanti allo sconosciuto e il cuore le prese a correre.

Non ripeterei il verbo "correre" sopratutto riferito come similitudine al cuore. Forse un semplice "battere all'impazzata" o simili.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Era… Alzò lo sguardo. Era un albero. Una piccola betulla dai rami spogli e ricurvi. Mary si alzò in piedi stringendo il bambino e tornò indietro.

- Non ripeterei  il verbo "alzare".

- La frase "era un albero" non mi convince troppo così divisa dal punto. Mi pare, se posso permettermi, un palloncino che si sgonfia, così la tensione narrativa. Vedrei meglio i due punti:

"era... alzò lo sguardo: un albero."

Boh, forse non mi convince neanche riscritta così... non saprei.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Prese un ciocco dalla catasta e lo poggiò sui tizzoni, poi si fermò e aspettò che prendesse.

Non ripeterei "prendere".

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Si sentì le gambe molli, si portò le mani tra i capelli, spalancò gli occhi e aprì la bocca in un lamento muto.

Eliminerei il primo "si", non mi sembra necessario.

 

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Quella notte (aggiungerei una virgola proprio qui) il villaggio guardò la stalla della strega bruciare e ridursi in cenere.

 

Da metà racconto in poi la tensione e il ritmo salgono, tanto che la lettura ti prende e non ti lascia più: ottime scene horror, molto buono il senso d'inquietudine narrativo.

 

Insomma, ed eccomi giunto al finale: non hai scritto di Gesù, ma effettivamente del demonio o meglio di un piccolo demonio... d'altronde, lo dici sin dalla prima frase dell'incipit e non scherzi:

Il 4/11/2018 alle 18:48, mina99 ha detto:

Il bambino è maledetto”,

 

Trattasi dunque del "figlio del maligno o del demonio" come effettivamente tutti i personaggi sostengono... ma perché, allora questo titolo, mi son chiesto?

Dunque, a mia interpretazione, mi rispondo: perché non è "il figlio di Dio", ossia Gesù, ma appunto un figlio del demonio, ossia figlio dell'uomo, ossia essere umano, ossia la creatura più demoniaca che mai abbia calpestato la terra (con i suoi errori, i suoi peccati)...

 

In conclusione: a parte ogni tanto un uso un po' inusuale dei tempi verbali, hai scritto un ottimo racconto! Mi è piaciuto, dall'inizio alla fine. Secondo me, è molto più profondo di quello che appare a una prima lettura e può dare adito a diverse riflessioni-speculazioni al di là della storia horror presa in se stessa - che comunque, anche preso e considerato solo come racconto horror, rimane molto buono.

 

Ciao e... complimenti!

 

Al prossimo anticristo!

Modificato da AndC

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@AdStr grazie mille del passaggio :rosa:

@AndC grazie mille del passaggio :rosa:

22 ore fa, AndC ha detto:

ma perché, allora questo titolo, mi son chiesto?

Dunque, a mia interpretazione, mi rispondo: perché non è "il figlio di Dio", ossia Gesù, ma appunto un figlio del demonio, ossia figlio dell'uomo, ossia essere umano, ossia la creatura più demoniaca che mai abbia calpestato la terra (con i suoi errori, i suoi peccati)...

Bellissima interpretazione... E anche calzante. Inoltre, se non erro, nella Bibbia Gesù viene chiamato "figlio dell'uomo" per sottolineare la sua natura umana^^

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