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Lmtb99

Non pensare

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Dedicata a M.A ed A.L

Non pensare
all’edelweiss abbandonato
in un prato di spine.

Non pensare
al cupo sole nero
morto tra i palazzi.

Non pensare
alla china sprecata
per una stupida poesia.

Non pensare,
perché un uomo vive solamente
quando la mente muore.

 

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Buon pomeriggio @Lmtb99:rosa:la tua poesia è davvero singolare e curiosa. Mi piace.

 

15 ore fa, Lmtb99 ha detto:

Non pensare
all’edelweiss abbandonato
in un prato di spine.

Che cos'è un edelweiss?

 

15 ore fa, Lmtb99 ha detto:

Non pensare
al cupo sole nero
morto tra i palazzi.

Leggendo questo verso mi fa venir in mente lo smog tra i palazzi.

 

15 ore fa, Lmtb99 ha detto:

Non pensare
alla china sprecata
per una stupida poesia.

Che vuoi indicare con "alla china sprecata"?

 

15 ore fa, Lmtb99 ha detto:

Non pensare,
perché un uomo vive solamente
quando la mente muore.

Questo verso mi piace più di tutti. Quando smetti di pensare, inizi a vivere davvero. La vita è una via semplice, è la mente che la complica.

 

Complimenti:ola:a rileggerti.

Floriana

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Una poesia classica, eppure moderna. Classica perché utilizza lo schema più convenzionale del componimento in versi, quell'anafora di "Non pensare" che si reitera strofa dopo strofa e che richiama anche il titolo, aprendo a ogni singola immagine che viene evocata. Moderna perché parla dell'oggi e dell'uomo moderno. C'è un cupo sole nero che muore fra i palazzi (critica al progresso?), c'è il poeta che pensa alla china sprecata, piuttosto che a scrivere la poesia stessa (come a dire che l'uomo moderno non è più in grado di carpire il vero significato di una poesia?) e c'è poi la strofa finale:

18 ore fa, Lmtb99 ha detto:

Non pensare,
perché un uomo vive solamente
quando la mente muore.

Questa mi ha fatto pen(s)are a lungo. Un uomo vive se la sua mente muore. Un ossimoro. Una vera e propria contraddizione. Se l'uomo esiste solo nella propria mente, perché dovrebbe vivere, quando questa muore? Un inno all'ignoranza? All'uomo che vive tranquillo, perché "spegne" il cervello?

Perché anche nella prima strofa c'era un invito particolare: quello di evitare la stella alpina nel prato di spine. Un invito a evitare il bello. A dimenticarlo.

Una poesia che mi è piaciuta e che apre a diverse interpretazioni. Niente di meglio di un componimento in versi che faccia porre delle domande al lettore. Complimenti!

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Allora, andiamo con ordine:
@Floriana : edelweiss è un sinonimo di stella alpina, fiore tipico delle zone dove abito.  La china invece è semplicemente l'inchiostro.

@Lo scrittore incolore:La poesia è dedicata a due persone per me estremamente importanti, le quali mi hanno fatto notare il mio principale difetto: l'ossessività, tipica di chi pensa troppo ma non agisce. Ossessività che in certi momenti mi ha letteralmente rovinato la vita, facendomi perdere occasioni importanti e non facendomi godere i momenti "belli". Da questo il mio "pensiero": un uomo riesce a vivere e a raggiungere la felicità quando è leggero e riesce a "non pensare"

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@Lmtb99, poesia davvero suggestiva: mi ha fatto riflettere. Inizialmente avevo interpretato le tue parole come frutto di un'amarezza profonda di fronte agli scenari descritti: la stella alpina soffocata dalle spine, la più profonda bellezza soffocata dalle brutture (immagine non originale ma per me di una bellezza disarmante che tutti dovrebbero avere il diritto di evocare senza timore di ripetitività); la vanità delle parole di una poesia (non ho invece ben chiara l'immagine del sole nero morto tra i palazzi: potrebbe essere come diceva chi ha commentato prima di me una critica al grigiore delle città o al progresso, ma allora il sole nero invece che morire non dovrebbe uccidere?). Con questi presupposti avevo interpretato l'ultima strofa come un desiderio di oblio della condizione presente, dovuto alla sua bruttura (un po' come il desiderio di smemoramento di Ungaretti).

La spiegazione che hai dato nel commento precedente, però, mi ha fatto riflettere ancora di più. Pensare troppo porta alla paralisi, vive chi agisce e non pensa. Io sono una persona particolarmente riflessiva, perciò mi hai fatto ulteriormente riflettere (ironia della sorte: una poesia che invita a non pensare troppo mi fa pensare). Ebbene, dico solo che senza riflettere non si può sapere dove andare a parare, come vivere; e senza vivere non serve a niente riflettere. C'è il momento per riflettere su cosa fare, il momento per farlo, per vivere, il momento per riflettere su cosa si è fatto, e vissuto, e riassaporarlo (un po' come la recollection in tranquillity di Wordsworth). Oltre al fatto che per come la vedo io la riflessione stessa è azione, è vita.

Una veloce notazione sulla struttura del compinimento: normalmente non mi piacciono le strutture simmetriche e anaforiche, né la regolarità del numero di versi per ogni strofa, ma nella tua poesia il tutto assume una fluidità e una leggerezza sorprendenti.

Ancora complimenti e grazie per avermi fatto riflettere (è sempre piacevole).

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Grazie mille per il commento: per come la vedevo io, riflettere può essere un male quando questo riflettere impedisce di vivere serenamente. Nell'ultimo periodo noto che ho bisogno, più che di riflettere, di essere leggero e di "Non pensare"

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