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Francescam

Pseudo case editrici

Post raccomandati

32 minuti fa, camparino ha detto:

Allora si può inviare la storia di un ragazzino che trova una spada nella roccia e diventa re d'Inghilterra.

Tutta di mia ideazione:D

 

E se ti scartano sei giustamente autorizzato a offenderti con loro perché l'idea aveva molto potenziale.

:yahoo:

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Ragazzi calma. Ieri ho rivisto per intero le sette stagioni di Buffy l'ammazza vampiri e ho concluso che il filone vampiresco-adolescenziale-puberale è poco sfruttato. Voglio cavarne qualcosa dal buco e penso proprio che la mia originalità verrà premiata. Mandatemi i vostri iban che elargirò laute ricompense a tutti voi subito dopo la pubblicazione, la Aliberti non sa cosa si perde! Ah, quasi mi dimenticavo. Per gli scettici sul mio progetto editoriale: sappiate che ci infilerò anche i templari e gli alieni con buona pace del buon Giacobbo che voleva farci una puntata del suo programma.

 

Folletto, anzi, Guglielmo di Roncisvalle (Templare a tempo perso, appassionato di Football americano, vampiro immortale che non ha altro da fare che ronzare nelle scuole superiori del west virginia in cerca di ragazzette con cui passare il resto della vita dato che nei secoli passati eran tutte molto bruttine).

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Il 28/10/2018 alle 02:24, ElleryQ ha scritto:

@Francescam, non è molto chiaro il tuo intervento. Questa casa editrice è in free, secondo le testimonianze degli utenti. Ti riferisci a qualche affermazione in particolare, o il tuo è solo uno sfogo generico sull'editoria? Perché in tal caso sei off topic. Lo sei anche quando parli di altre CE nelle discussioni di uno specifico editore.

Ti chiedo la cortesia di tornare in argomento; diversamente, per altre riflessioni, c'è la sezione Varie ed Eventuali. 

Scusate l'intrusione in un post che ha diversi mesi. Siccome mi sto informando sulla Armando Curcio Editore per conto di un mio autore (immagino che "Arnaldo" sia un refuso dell'autrice che ha aperto la discussione), ho visto che la casa editrice in questione non è affatto tra le Free, ma è menzionata tra quelle a pagamento. Questo è il link alla discussione in Case Editrici a Pagamento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/2745-armando-curcio-editore/

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Il 28/10/2018 alle 01:16, Francescam ha scritto:

Non mandate il lavoro se avete 34 protagonisti, è un'idiozia.

 

No, è la verità. Sei tu che non conosci le dinamiche editoriali: un esordiente deve farsi conoscere e impressionare il pubblico creando pochissimi personaggi di spessore e una trama senza troppi snodi, facile da seguire.

 

Perdonatemi esimi Admin se ho ripescato questo thread matusalemmico :D

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Il 3/11/2018 alle 15:34, Folletto ha scritto:

Quindi, concludendo, una ce che non si attrezza per far fronte alla mole di manoscritti giunti alla sua casella di posta, è una ce imprenditorialmente poco vincente. E' l' equivalente figurato di un cercatore d'oro che usa una maglia del setaccio larga come una lattina, troverà le pepite enormi(una volta ogni dieci anni), ma perderà migliaia di pepite importanti tutti i giorni.

Secondo me non è così, e tu sopravvaluti l'importanza della pila di manoscritti come risorsa per una CE di oggi. Infatti parti da due presupposti che non mi paiono del tutto corretti.

a) Presupponi che il manoscritto di un esordiente rappresenti per la CE una potenziale pepita d'oro. Ma questo è rarissimo, è davvero un caso estremo che in italia poi credo non si verifichi da non so quanto. Perlopiù gli esordienti, a parità di bellezza del libro che hanno scritto, vendono meno di scrittori già affermati, che hanno già un loro pubblico garantito;  e non solo è più probabile che abbiano un testo meno professionale e che quindi necessita di maggior lavorazione, ma hanno anche più bisogno di promozione, perciò sono un investimento quantomai rischioso e con poco potenziale ritorno a breve termine: un investimento che avrebbe un grande valore culturale (se chi ha più risorse, invece di adagiarsi sugli allori, investisse per aiutare e far crescere nuovi autori promettenti farebbe bene a tutto il settore), ma economicamente discutibile. Infatti ormai le grandi CE lo lasciano fare alle piccole CE, che non hanno scelta, e poi nel caso, se un esordiente scoperto e allevato dalla piccola CE mostra un buon potenziale glielo portano via offrendogli condizioni un po' migliori.

b) Presupponi che le CE  trovino la maggior parte della loro materia prima, cioè dei testi che pubblicheranno, nella pila dei manoscritti arrivati in redazione: ma non è così. A parte che comunque, per i motivi detti, i testi di esordienti rappresentano solo una parte (e non la maggiorparte) delle pubblicazioni di una CE e una quota ancora meno significativa del loro guadagno, molti dei futuri testi che una CE pubblicherà li trova tramite scouting di vario tipo, agenti, concorsi, pubblicazioni su riviste letterarie, blog, raccomandazioni (in senso buono: cioè tu esordiente magari ti fai notare da qualche scrittore o editor che già lavora con quella CE, che ti legge come giuria di un concorso, in una rivista, a un corso che so...). E questo è un metodo di cooptazione molto più efficiente perché in redazione arrivano solo testi già scremati a monte. Se (taglio con l''accetta il ragionamento) pescando dalla pila dei manoscritti devi leggerne 1000 per trovarne dieci interessanti tra cui magari ne pubblichi 1, nell'altro modo ti arrivano già i 10 interessanti, tra cui scegliere l'1 da pubblicare,  con enorme risparmio di tempo. 

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Il 12/1/2020 alle 10:52, Scrittura Compresa ha scritto:

Scusate l'intrusione in un post che ha diversi mesi. Siccome mi sto informando sulla Armando Curcio Editore per conto di un mio autore (immagino che "Arnaldo" sia un refuso dell'autrice che ha aperto la discussione), ho visto che la casa editrice in questione non è affatto tra le Free, ma è menzionata tra quelle a pagamento. Questo è il link alla discussione in Case Editrici a Pagamento: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/2745-armando-curcio-editore/ 

 

Ciao @Scrittura Compresa , la CE cui ti riferisci è in effetti tra le EAP. Al momento non potrebbe essere diversamente, se hai avuto modo di leggere le testimonianze dirette.

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1 ora fa, franka ha scritto:

Se (taglio con l''accetta il ragionamento) pescando dalla pila dei manoscritti devi leggerne 1000 per trovarne dieci interessanti tra cui magari ne pubblichi 1, nell'altro modo ti arrivano già i 10 interessanti, tra cui scegliere l'1 da pubblicare,  con enorme risparmio di tempo. 

 

A me quello che impressiona non è tanto il fatto che le CE non riescano ad individuare il capolavoro tra la pila di manoscritti, in teoria prima o poi quello ce la dovrebbe fare a raggiungere il pubblico come l'acqua riesce sempre a trovare il mare, il problema semmai è l'enorme numero di brutture che pubblicano. Le CE pubblicano a casaccio, non esiste nessun tipo di filtro. Non è un problema esclusivo dell'editoria questo ma riguarda un pò tutta la produzione artistica.

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23 minuti fa, Bilbo Baggins ha scritto:

 

A me quello che impressiona non è tanto il fatto che le CE non riescano ad individuare il capolavoro tra la pila di manoscritti, in teoria prima o poi quello ce la dovrebbe fare a raggiungere il pubblico come l'acqua riesce sempre a trovare il mare, il problema semmai è l'enorme numero di brutture che pubblicano. Le CE pubblicano a casaccio, non esiste nessun tipo di filtro. Non è un problema esclusivo dell'editoria questo ma riguarda un pò tutta la produzione artistica.

 

Non sono d'accordo, a meno che tu non ti riferisca agli editori a pagamento nelle loro varie forme più o meno esplicite (crowfunding, concorso a pagamento con pubblicazione gratuita per il vincitore, ecc.). Un editore non a pagamento non pubblica a casaccio, pubblica il meglio (o forse è più corretto dire "il meno peggio") che arriva sulla sua scrivania. Ho conoscenza diretta di 3-4 editori free, tra cui quello con cui ho pubblicato, e ti assicuro che la selezione avviene eccome. E di sicuro almeno in un caso (quello che conosco meglio :)) è piuttosto feroce.

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@LuckyLuccs le CE free in Italia pubblicano anche questo

 

https://www.lospaziobianco.it/tunue-presenta-graphic-novel-diviso-adriano-barone-fabrizio-dori-tratta-romanzo-alcide-pierantozzi/

 

(Quote)

Taiwo e Kehinde sono gemelli siamesi, il loro corpo dotato di due busti e di un solo paio di gambe ha la forma di una ypsilon, ma, lavorando come inservienti dietro il bancone di un locale di incontri sessuali, la loro natura è conosciuta da pochi. La ypsilon in carne e ossa che rappresentano è solo la prima inquietante immagine in una successione di pagine cupe e allo stesso tempo splendenti. Progressivamente si fa strada l’assurdo percorso che li guiderà verso un incubo di cattiveria e disperazione, protagonisti e vittime di una follia di violenza che porta dritta verso la dannazione

(UnQuote)

 

Grossomodo è questo il livello medio qualitativo delle pubblicazioni delle CE free e non sto scherzando

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Dello stesso autore di cui sopra, pubblicato da Rizzoli, mica pizzi e fichi

 

http://www.oblique.it/agenzia_pierantozzi_uomo-suo-amore.html

 

(Quote)

C’è Siddharta, la prostituta, che a furia di conservare in bocca i soldi dei clienti ha il volto sfigurato da un indelebile herpes

(UnQuote)

 

'sta cosa mi intriga... chi si prostituisce abitualmente usa la bocca come portafoglio e portamonete? L'autore ha fatto delle ricerche in tal senso? E' una sua esperienza personale? Ammesso anche che sia pratica comune poi avviene che tenere le banconote in bocca faccia venire l'herpes? Tante sono le domande senza risposta

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12 minuti fa, Bilbo Baggins ha scritto:

"Taiwo e Kehinde sono gemelli siamesi, il loro corpo dotato di due busti e di un solo paio di gambe ha la forma di una ypsilon, ma, lavorando come inservienti dietro il bancone di un locale di incontri sessuali, la loro natura è conosciuta da pochi. La ypsilon in carne e ossa che rappresentano è solo la prima inquietante immagine in una successione di pagine cupe e allo stesso tempo splendenti. Progressivamente si fa strada l’assurdo percorso che li guiderà verso un incubo di cattiveria e disperazione, protagonisti e vittime di una follia di violenza che porta dritta verso la dannazione."

 

Grossomodo è questo il livello medio qualitativo delle pubblicazioni delle CE free e non sto scherzando.

 

Perdonami, ma tu hai letto Uno in diviso? Perché se non lo hai letto, ed è evidente che tu non l'abbia letto, il tuo commento rischia di apparire come grossolano e buttato lì a casaccio. Se nella realtà editoriale italiana esiste una persona  competente, appassionata, colta, dotata di senso estetico, una persona che legge praticamente tutto ciò che gli viene inviato [se buono, ovvio, altrimenti se scritto male lo cestina (giustamente) dopo mezza paginetta], quello è Vanni Santoni di Tunué. Impallinare il prossimo, specie se vale -- e se Santoni ha riproposto Alcìde Pierantozzi è perché Pierantozzi vale --, rivela spesso una tendenza a sovrastimare la bontà dei propri scritti a discapito del valore altrui. Pierantozzi scrive per Max e Rolling Stone, alcuni suoi pezzi sono stati pubblicati dal Messaggero, Il Riformista e altri. E scrive per magazine tanto blasonati perché scrive benissimo. Può non piacerti, ma da qui a mettere in dubbio il valore qualitativo di uno che il suo lavoro lo sa fare, e lo dimostrano i suoi romanzi usciti per Tunué e Rizzoli, ce ne corre. Prudenza, umiltà, senso della misura e soprattutto rispetto dovrebbero essere le stelle che illuminano le notti buie dell'aspirante.

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19 ore fa, ElleryQ ha scritto:

Ciao @Scrittura Compresa , la CE cui ti riferisci è in effetti tra le EAP. Al momento non potrebbe essere diversamente, se hai avuto modo di leggere le testimonianze dirette.

 

Ciao ElleryQ, sì infatti. Stavo precisando solo perché avevo letto tra i post che era tra i Free. Evidentemente il post era precedente alle segnalazioni. Grazie comunque.

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5 ore fa, Ace ha scritto:

 

Perdonami, ma tu hai letto Uno in diviso? Perché se non lo hai letto, ed è evidente che tu non l'abbia letto, il tuo commento rischia di apparire come grossolano e buttato lì a casaccio. Se nella realtà editoriale italiana esiste una persona  competente, appassionata, colta, dotata di senso estetico, una persona che legge praticamente tutto ciò che gli viene inviato [se buono, ovvio, altrimenti se scritto male lo cestina (giustamente) dopo mezza paginetta], quello è Vanni Santoni di Tunué. Impallinare il prossimo, specie se vale -- e se Santoni ha riproposto Alcìde Pierantozzi è perché Pierantozzi vale --, rivela spesso una tendenza a sovrastimare la bontà dei propri scritti a discapito del valore altrui. Pierantozzi scrive per Max e Rolling Stone, alcuni suoi pezzi sono stati pubblicati dal Messaggero, Il Riformista e altri. E scrive per magazine tanto blasonati perché scrive benissimo. Può non piacerti, ma da qui a mettere in dubbio il valore qualitativo di uno che il suo lavoro lo sa fare, e lo dimostrano i suoi romanzi usciti per Tunué e Rizzoli, ce ne corre. Prudenza, umiltà, senso della misura e soprattutto rispetto dovrebbero essere le stelle che illuminano le notti buie dell'aspirante.

 

Da quegli stralci lì mi sembra che il tale sia riuscito a pubblicare proprio perchè lavora nell'editoria,  Pierantozzi scrive per Max e Rolling Stone, alcuni suoi pezzi sono stati pubblicati dal Messaggero, Il Riformista e altri. ha pubblicato 4 libri con tre editori diversi, l'ultimo nel 2015, in questi ultimi 5 anni non c'è niente. Segno che ha floppato sempre e comunque, ora mettersi a fare un panegirirco su uno che pubblica perchè ha le entrature giuste nell'editoria non mi sembra molto intelligente.

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1 minuto fa, Bilbo Baggins ha scritto:

ora mettersi a fare un panegirirco su uno che pubblica perchè ha le entrature giuste nell'editoria non mi sembra molto intelligente

 

Poco intelligente è stroncare libri che non si sono letti. Poco intelligente è mettere in dubbio le capacità di chi le possiede. Poco intelligente è capire fischi per fiaschi, Balbo.

Ma ti lascio alle tue certezze, perché non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.

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8 minuti fa, Ace ha scritto:

Poco intelligente è stroncare libri che non si sono letti.

 

Ha floppato sempre e comunque. Non sa scrivere un romanzo ed è lo stesso pubblicato da grossi nomi, probabilmente perchè ha i numeri giusti sul cellulare

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Non conosco l'autore in questione, ammetto la mia ignoranza quindi non mi esprimo.

Mi affido a un banalissimo ragionamento: una CE free fa il suo business sulla vendita dei libri, non su quanto gli versano in anticipo i suoi autori o i suoi amici parenti fan , quindi rischia di tasca sua. Se un libro esce e non vende, ad andare in rosso è al CE free. Quindi una CE free punta su libri che in qualche modo gli garantiscano di non andare in rosso e non pubblica, di norma, cani e porci, a meno che non abbiano un bacino garantito di lettori (tipo le celebrità) o a meno che i  testi ricevuti non siano quanto meno al di sopra della media. Fatte queste premesse, Tunuè la conosco come una realtà seria e appassionata.

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Le case editrici che ti chiedono il libro già editato, che chiedono presentazioni per cui ti devi sbattere, e anche quelle (lo si capisce indirettamente dalle scelte che fanno  😁) cui puoi ambire solo se hai da offrire qualcosa in cambio (recensioni, comparsate radiotelevisive, entrature nell'editoria di vario tipo che torneranno comode) sono tutte a pagamento, sia il pagamento in contanti o quantificato in comunicazione o scambio di favori). Le altre sono CE commerciali. Cioè devi vendere, come una santa zoccola da marciapiede, ok? Scrivere quello che vogliono e non quello che vuoi. 

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2 ore fa, LuckyLuccs ha scritto:

Non conosco l'autore in questione, ammetto la mia ignoranza quindi non mi esprimo.

Mi affido a un banalissimo ragionamento: una CE free fa il suo business sulla vendita dei libri, non su quanto gli versano in anticipo i suoi autori o i suoi amici parenti fan , quindi rischia di tasca sua. Se un libro esce e non vende, ad andare in rosso è al CE free. Quindi una CE free punta su libri che in qualche modo gli garantiscano di non andare in rosso e non pubblica, di norma, cani e porci, a meno che non abbiano un bacino garantito di lettori (tipo le celebrità) o a meno che i  testi ricevuti non siano quanto meno al di sopra della media. Fatte queste premesse, Tunuè la conosco come una realtà seria e appassionata.

D'accordissimo sul non esprimersi su un autore che non si conosce. Meno d'accordo sul resto: il mercato è strapieno di ce il cui business non è costituito da una sana commercializzazione di testi selezionati, bensì dagli autori dei testi, testi che non subiscono selezione, né editing, e neanche una semplice correzione di bozza. Ce che, con mezzi propri impiegati tendenti a zero, pubblicano ogni anno centinaia di titoli, in genere col sistema del print on demand, rischiando niente e lucrando sulle copie (poche, ma da moltiplicare per il numero delle pubblicazioni) che ogni speranzoso autore acquista direttamente o riesce a piazzare ad amici e parenti. Esistono, ovviamente, anche piccole ce serie e selettive, tra cui sarà sicuramente Tunuè, ma purtroppo sono la minoranza in un mercato inquinato da una valanga di fetecchie illeggibili. Basta visionare altre numerose discussioni sul tema, per verificare che non sono il solo ad avere avuto esperienze di questo tipo.

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1 ora fa, cheguevara ha scritto:

D'accordissimo sul non esprimersi su un autore che non si conosce. Meno d'accordo sul resto: il mercato è strapieno di ce il cui business non è costituito da una sana commercializzazione di testi selezionati, bensì dagli autori dei testi, testi che non subiscono selezione, né editing, e neanche una semplice correzione di bozza. Ce che, con mezzi propri impiegati tendenti a zero, pubblicano ogni anno centinaia di titoli, in genere col sistema del print on demand, rischiando niente e lucrando sulle copie (poche, ma da moltiplicare per il numero delle pubblicazioni) che ogni speranzoso autore acquista direttamente o riesce a piazzare ad amici e parenti. Esistono, ovviamente, anche piccole ce serie e selettive, tra cui sarà sicuramente Tunuè, ma purtroppo sono la minoranza in un mercato inquinato da una valanga di fetecchie illeggibili. Basta visionare altre numerose discussioni sul tema, per verificare che non sono il solo ad avere avuto esperienze di questo tipo.

 

Forse non mi sono spiegato bene. Per me le CE serie sono quelle che investono di tasca propria sul testo.

Purtroppo gli editori non seri non fanno altro che approfittare di una fetta di mercato che, evidentemente, rende abbastanza bene. Gli editori non seri cercano scrittori, non lettori: da lì poi si spiega tutto il resto.

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39 minuti fa, LuckyLuccs ha scritto:

Forse non mi sono spiegato bene. Per me le CE serie sono quelle che investono di tasca propria sul testo.

 

Ma anche lì c'è molta faciloneria, forse è dovuto al fatto che la prima edizione in genere è di 1500 copie e l'investimento è di poche migliaia di €, poi ci si affida al passaparola. Su 30-40 testi illegibili poi magari arriva quello che vende 250k copie e fa rientrare tutte le spese con profitti annessi. Ma questo mica è solo un problema dell'editoria, nel cinema, nella TV, nella musica, non avete idea di quanti film, gruppi musicali, fiction, sono finanziati e prodotti il cui genere, di tutti, può benissimo ricadere nella categoria "orripilante"

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5 ore fa, Bilbo Baggins ha scritto:

 

Ma anche lì c'è molta faciloneria, forse è dovuto al fatto che la prima edizione in genere è di 1500 copie e l'investimento è di poche migliaia di €, poi ci si affida al passaparola. Su 30-40 testi illegibili poi magari arriva quello che vende 250k copie e fa rientrare tutte le spese con profitti annessi. Ma questo mica è solo un problema dell'editoria, nel cinema, nella TV, nella musica, non avete idea di quanti film, gruppi musicali, fiction, sono finanziati e prodotti il cui genere, di tutti, può benissimo ricadere nella categoria "orripilante"

 

250k copie credo siano numeri irraggiungibili per i più.

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17 minuti fa, LuckyLuccs ha scritto:

250k copie credo siano numeri irraggiungibili per i più.

 

Ma più o meno è quella la logica dell'industria culturale nel suo complesso, si produce e pubblica a casaccio e poi se uno fa il botto arrivano i profitti. Come mai nell'industria culturale c'è questa grossa difficoltà di sapere giudicare la validità di mercato di un'opera? Per capirci io mi sto riferendo a roba di questo tipo

 

https://www.spettakolo.it/2019/01/01/giorno-cui-beatles-vennero-scartati-dalla-decca/

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Il 12/1/2020 alle 18:31, Foolwriter ha scritto:

 

No, è la verità. Sei tu che non conosci le dinamiche editoriali: un esordiente deve farsi conoscere e impressionare il pubblico creando pochissimi personaggi di spessore e una trama senza troppi snodi, facile da seguire.

 

Perdonatemi esimi Admin se ho ripescato questo thread matusalemmico :D

 

Ma come fai a sapere cosa conosco o non conosco io? Per me quelle affermazioni sono un'idiozia. Punto

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11 ore fa, Francescam ha scritto:

 

Ma come fai a sapere cosa conosco o non conosco io? Per me quelle affermazioni sono un'idiozia. Punto

Allora, io ho condiviso con la comunità il parere esperto che un grande agente mi diede a riguardo nel rigettare un mio manoscritto. Se puoi tu pensi di saperne di più, buon per te.

Se condividere esperienze concrete con voi significa farsi prendere a calci nel sedere, beh andate pure *Editato dallo Staff* :D

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Debbo dire che sono rimasto un pò impressionato dal numero di frecce all'ingiù che ho ricevuto. Sono cmq disposto a cambiare la mia opinione se mi trovate un studio scientifico, uno solo, che dimostri che tenere le banconote in bocca fa venire un herpes MOSTRUOSO :D:D:D:D:D

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@Bilbo Baggins a me sembra che quella frase significhi: "una prostituta ha l'abitudine di conservare i soldi in bocca e ora manifesta un herpes", non che "tutte le prostitute" abbiano questa abitudine e che tutte quelle che hanno questa abitudine sviluppino un herpes...

In quanto alla graphic novel che hai citato prima, si ispira a un romanzo del 2006 che a quanto ho capito (non amo molto il genere) è una sorta di allegoria noir. Un'allegoria non ha bisogno di adesione totale alla realtà (se è questo che intendevi), un po' come il tizio che un giorno si sveglia scarafaggio e nessuno si chiede come sia stato scientificamente possibile.

Voglio dire, sono trame che magari fanno storcere il naso... ma c'è molto di peggio...

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33 minuti fa, Antares_ ha scritto:

un po' come il tizio che un giorno si sveglia scarafaggio e nessuno si chiede come sia stato scientificamente possibile.

 

Non è la stessa cosa, il racconto di Kafka è chiaramente surreale fin dalla prima pagina

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@Foolwriter , per cortesia modera il linguaggio nei post (come da regolamento):

 

Quota

1.2

È bandito ogni atteggiamento o comportamento razzista, discriminatorio, apologetico, incitante all’odio, al razzismo e ogni atto contrario alla legge italiana, al buon senso e al buon gusto. Inoltre, non è tollerato un atteggiamento polemico, offensivo, ostile, denigratorio, provocatorio, petulante o sprezzante nei confronti degli utenti

 

 

10 ore fa, Bilbo Baggins ha scritto:

Sono cmq disposto a cambiare la mia opinione se mi trovate un studio scientifico, uno solo, che dimostri che tenere le banconote in bocca fa venire un herpes MOSTRUOSO

 

@Bilbo Baggins , non è consentito l'uso del tutto maiuscolo e delle abbreviazioni da chat:

 

Quota

1.6

È vietato l’uso del MAIUSCOLO, sia nei titoli che nel corpo dei messaggi. È consentito l’uso moderato del corsivo, del sottolineato e del grassetto. È vietato l’uso di abbreviazioni da chat (cmq, nn, xké)

 

In ogni caso:

 

10 ore fa, Bilbo Baggins ha scritto:

se mi trovate un studio scientifico, uno solo, che dimostri che tenere le banconote in bocca fa venire un herpes

 

Quota

"Le caratteristiche vescicole colpiscono il viso, nello specifico le labbra, le narici, le guance, l’interno della bocca (interessando lingua e/o gengive) e, più raramente, gli occhi."

"L’Herpes simplex è una patologia altamente contagiosa. Occorre quindi evitare il contatto con le lesioni erpetiche attive ed evitare la condivisione di oggetti quali, posate, asciugamani, rasoi, ecc."

https://www.materdomini.it/malattie/herpes-simplex/

 

È ampiamente risaputo quanto mani e denaro (che tutti toccano con le mani) siano un vero ricettacolo di germi, batteri e virus. Per quanto sia scientificamente non provata (o non nelle statistiche) la trasmissione attraverso il denaro, direi che è comunque verosimile. Trattandosi di un romanzo, anche la realtà può avere una forma (appunto) "romanzata" e quindi verosimile pur non necessariamente comprovata in modo scientifico.

 

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Il 13/1/2020 alle 12:19, franka ha scritto:

Secondo me non è così, e tu sopravvaluti l'importanza della pila di manoscritti come risorsa per una CE di oggi. Infatti parti da due presupposti che non mi paiono del tutto corretti.

Forse. Che ci vuoi fare, sono un inguaribile romantico. Ricordo che j.k. Rowling ha fatto fare parecchi milioni a chi l'ha pubblicata. Anche lei faceva parte di una pila di manoscritti, una gallina dalle uova d'oro in mezzo al carbone. Il mio è un ragionamento per massimi sistemi, sia chiaro, ma i manoscritti si scandagliano sempre, punto. Non farlo è da sciocchi.

Il 13/1/2020 alle 12:19, franka ha scritto:

agenti, concorsi, pubblicazioni su riviste letterarie, blog, raccomandazioni (in senso buono: cioè tu esordiente magari ti fai notare da qualche scrittore o editor che già lavora con quella CE, che ti legge come giuria di un concorso, in una rivista, a un corso che so...). E questo è un metodo di cooptazione molto più efficiente perché in redazione arrivano solo testi già scremati a monte.

Esempio ottimo di imprenditoria all'italiana. Massimo guadagno, zero rischi. Però, qui non si vedono best seller milionari da tempi immemori. Da altre parti, dove sono così sprovveduti da fare scouting tra pile di manoscritti, ne esce uno al mese. Gli agenti letterari inglesi lavorano intensamente in tal senso: leggono, investono, perdono tempo. Si chiama rischio di impresa.

Non voglio manoscritti? Bene. Chiudo la casella dei manoscritti. Se la tengo attiva è mio preciso dovere fare fronte alla mole di testi in tempi ragionevoli, altrimenti è inutile. È comodo il brodo pronto, quello che costa poco, ma alle volte è insipido e porta pochi guadagni.

Inglesi e americani sono molto capaci ad assumersi i rischi d'impresa, il risultato è un totale strapotere sul mercato editoriale mondiale. Noi continuamo pure ad aspettare che un manoscritto venga scremato da riviste letterarie, agentucoli, concorsi, editor et similia, santificando sempre e comunque il motto: Zero rischi, massimo profitto. I risultati mondiali che otteniamo sono ottimi. Forse.

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