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gmela

La pasta col ketchup [1/4]

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40140-la-rabbia-capitolo-1/?do=findComment&comment=710549

 

In onore di Halloween, ecco qui la prima parte di un horror scandinavo per stomaci forti (detto ironicamente, ma solo fino a un certo punto) - 30.000 caratteri in tutto

 

 

***

 

E così, dopo averne sentito tanto parlare, sono in Svezia!

Questo penso, guardando scorrere il paesaggio attraverso il finestrino dell'autobus, mentre procediamo lenti lungo una stretta e sinuosa stradina di campagna.

Ylva, accanto a me, è al telefono con la madre, e ovviamente non capisco un cavolo di quello che dice. Non che me ne curi: da quando ho messo i piedi a terra, nel piccolo aeroporto di Skavsta, questo paese non smette di stupirmi. Tutto è uguale, identico, a come la mia fidanzata me l'ha descritto: ci sono i boschi - le gigantesche foreste di conifere delle fiabe nordiche; ci sono i laghi che luccicano al sole e le penisole labirintiche che si insinuano tortuose tra le centinaia - migliaia - di isolette che punteggiano questo angolo di costa sul mar Baltico; ci sono i cartelli "pericolo alci" a bordo strada, le casette rosse in mezzo ai prati, il cielo immenso, le nuvolette bianche e le bandiere gialloazzurre che sventolano decise nell'aria luminosa dell'estate. Gli autobus camminano tranquilli, portando la gente verso le case di campagna - stugor, le chiama Ylva - dove tutti, a quanto pare, passano l'estate. Famiglie numerose, bimbetti piccoli su enormi passeggini: biondi, tutti o quasi. Thermos di caffè, banane, canne da pesca, torte panna e fragola, odore di cannella. Ci sono le "A" col pallino, sui cartelli stradali: proprio come all'Ikea.

È un mondo alieno, rispetto a quello che conosco. Eppure, qui sono: Andrea, ventidue anni, studente fuori sede al Politecnico di Torino, nato e cresciuto in un paesino del basso Piemonte senza infamia né lode. Con fidanzata svedese: Ylva, appunto, in Italia per l'Erasmus. Bellina, simpatica. Bionda, ovviamente. Sveglia - anche troppo, a volte - sempre entusiasta. Appassionata di giochi da tavolo e di recitazione, due cose delle quali, prima di conoscerla, sapevo ben poco. In Svezia faceva parte di una troupe teatrale che mette in scena spettacoli per bambini ispirati ai libri di Astrid Lindgren; il suo ruolo preferito - ama spiegarmi: la piratessa sanguinaria in "Pippi Calzelunghe contro i pirati".

Tra alti e bassi, le cose vanno piuttosto bene tra noi: siamo diversi, ma siamo compatibili. Io la porto al cinema, lei a passeggiare in angoli di città dove non avrei mai messo piede: alla Falchera, periferia profonda, un sabato mattina, per uno spettacolo teatrale del quale ha sentito parlare bene - penso che mi romperò le balle, e invece poi mi diverto. Io la sfido a vecchi videogiochi Nintendo, lei mi porta a pescare al lago di Meugliano. Prendiamo una trota, torniamo a casa col pesce in mano, sul tram tutti ci guardano storto; la cuciniamo assieme, poi mi distrugge a Monopoli e la batto a Scarabeo: a quest'ultimo vinco sempre - fino a prova contraria, l'italiano lo conosco meglio di lei - ma Ylva tiene conto dei punti. «Ahah, prima o poi ti acchiappo!», annuncia soddisfatta, vedendo che il mio margine di vittoria si assottiglia al filo dei mesi. Un giorno mi sveglio: «Andiamo al mare!», dice lei. Corriamo alla stazione del Lingotto, tre ore dopo siamo in Liguria. Ci tuffiamo, la notte torniamo a casa con l'ultimo treno e ci addormentiamo sul vagone ascoltando canzoni italiane anni novanta al cellulare.

Ogni tanto litighiamo, ma quella non è certo una storiella senza futuro - né per me, né per lei: teniamo l'uno all'altra e ci supportiamo a vicenda. Quando Ylva ha traslocato, l'ho aiutata io ad attraversare la città con i mobili in spalla; quando il mio gatto è morto, Ylva c'era. Preso dall'entusiasmo, dopo che Martin è tornato ad Amburgo le ho chiesto se volesse trasferirsi da me, ma subito me ne sono pentito. Ha storto la bocca, distolto lo sguardo: non era pronta. Pazienza, mi sono detto: non c'è fretta. Prima o poi, magari.

In realtà a breve Oğuz tornerà ad Ankara, e un posto per lei, a casa mia, ci sarebbe di nuovo... Ma ora non voglio pensarci, preferisco godermi la vacanza. Viaggiare con Ylva è divertente; per il momento ce la siamo cavata bene e non abbiamo ancora bisticciato, nonostante diversi problemi organizzativi: il convivente di sua mamma avrebbe dovuto incontrarci all'aeroporto ma è stato punto da una zecca e si è preso una brutta malattia - inconveniente tipico in Svezia, spiega Ylva. Ha dovuto lasciare la minuscola isoletta sulla quale si trova la stuga di famiglia e andare dal dottore, in città, dove è stato però bloccato da un guasto meccanico alla barca. Dopo ore di bus, quindi, io e Ylva dovremo raggiungere l'isoletta di Snarö in barca a remi.

Onestamente mi sembra una cosa piuttosto stramba, ma Ylva ne parla come se fosse il piano più normale del mondo. A me, italiano in un mondo esotico, non resta che credere in lei e godermi quel viaggio. Le stranezze mi sono sempre piaciute, in fondo; anzi, probabilmente questo è ciò che più mi ha attirato verso Ylva, quando l'ho incontrata la prima volta, giocando a briscola a casa di amici comuni. Gli altri vedevano in lei il fascino della ragazza scandinava, sognavano la conquista della bella straniera per vantarsi con gli amici; io ci ho visto, più che altro, la possibilità di conoscere un nuovo mondo e una nuova cultura.

Per questo, credo, alla fine ha scelto di stare con me, nonostante non sia certo un modello di bellezza, o di cool, all'italiana: le ho parlato come si parla a una persona normale, e a forza di parlare - sorpresa sopresa - abbiamo scoperto che ci piacciamo.

A volte, suppongo, succede.

Intreccio le dita con le sue, mi sento gasatissimo. Penso a Max, Alex e tutti gli altri, in spiaggia a Riccione in mezzo a migliaia di persone praticamente uguali a loro. Di sicuro parlano della Juve, dell'abbonamento Sky. Io, invece, sto per raggiungere una casa di campagna in barca a remi. Su un'isola, dove ci sono solo tre casette di legno, dove l'acqua si pompa - a mano - da un pozzo e la cacca si fa in un barile. Questa sera Max e Alex mangeranno la solita pizza; io, invece, chissà quali nuove esperienze vivrò! Appoggio la testa sulla spalla di Ylva e guardo fuori, lei mi passa distrattamente la mano nei capelli. Gliela prendo, la bacio e la rimetto dov'era: sono praticamente in paradiso.

Quando Ylva finisce la conversazione, schiocca le dita davanti ai miei occhi.

«Mmhh?», faccio io, ancora assorto nei miei pensieri.

«Allora, ti piace la Svezia?», chiede lei, vagamente divertita. «Sembri in trance.»

«Guarda,» rispondo, «com'è in inverno non lo so, ma d'estate qui è fighissimo! Cioè, mi spieghi chi te l'ha fatto fare a te, di andare a studiare a Torino?»

Lei fa una risatina.

«Senti Andrea,» dice poi, seria. «hai capito questa storia che mamma è sola sull'isola?»

Io annuisco. A sua madre, Suzanne, ho già parlato brevemente su Skype, per cui non mi sento particolarmente impaurito dall'idea di incontrarla per la prima volta: sembrava una signora alla buona, anche lei parlava italiano. Malino, ma lo parlava.

«Sì?», faccio io.

«...E quindi ha qualche problema di organizzazione. Per la cena.»

Io scaccio le sue ansie con un gesto «Ah, non preoccuparti per quello!»

«Andrea,» taglia corto Ylva, «mi spiace ma mamma ha fatto la pasta col ketchup.»

Sbianco, mi alzo sul sedile.

«Eh?», esclamo.

Ylva storce la bocca, la mia reazione evidentemente la irrita. Non l'ho fatto apposta, mi è scappato.

La pasta col ketchup è argomento spinoso, tra noi.

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Bello, scorre tutto nel modo giusto.

Mi piace come descrivi quel tragitto visto dal finestrino, e mi piace come lega con il racconto del pregresso.

Davvero ben scritto e di piacevole lettura.

Unico appunto: non esistono paesi del basso Piemonte senza infamia e senza lode. 

Rabbrividisco all'idea della pasta con quel condimento barbaro.

Rimango in attesa del seguito.

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@OMST6912280

14 ore fa, OMST6912280 ha detto:

Unico appunto: non esistono paesi del basso Piemonte senza infamia e senza lode. 

Eheh, tutti infamia o tutti lode? O si dividono 50-50?

 

Più seriamente, grazie del passaggio :D

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6 minuti fa, OMST6912280 ha detto:
47 minuti fa, gmela ha detto:

@OMST6912280

Eheh, tutti infamia o tutti lode? O si dividono 50-50?

 

Diciamo che dal punto di vista enogastronomico e' 100% lode ;)

 

Non posso che concordare pienamente (y)

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Bel titolo :) 

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

E così, dopo averne sentito tanto parlare, sono in Svezia!

Questo penso, guardando Guardo scorrere il paesaggio attraverso il finestrino

Mi sembra superfluo.

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

nato e cresciuto in un paesino del basso Piemonte senza infamia né lode.

frase fatta.

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

questo paese non smette di stupirmi.

Intendi Skavsta o la Svezia? In questo caso, Paese.

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

e le penisole labirintiche che si insinuano tortuose tra le centinaia - migliaia - di isolette che punteggiano questo angolo di costa sul del mar Baltico;

La lettura mi è venuta un po' pesante, semplificherei. In generale, non mi convince questa parte, una carrellate descrittiva con troppe immagini così in sequenza.

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Eppure, qui sono:

sono qui.

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

quando il mio gatto è morto, Ylva c'era.

Mi ha fatto sorridere :)

 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Di sicuro parlano della Juve, dell'abbonamento Sky. Io, invece, sto per raggiungere una casa di campagna in barca a remi. Su un'isola, dove ci sono solo tre casette di legno, dove l'acqua si pompa - a mano - da un pozzo e la cacca si fa in un barile. 

Mi è piaciuto. Si percepiscono le impressioni del protagonista.

 

Ho qualche dubbio sulla punteggiatura, troppi due punti e punto e virgola, ma forse è una questione di gusti personali. La scrittura è pulita e la narrazione fila bene. :) Il protagonista mi sembra la figura di un italiano un po' stereotipata, ma vediamo che succede, continuo :D 

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Eccomi, carissimo.

 

Beh, che dire... Se tu pensi io scriva bene (e per questo, ancora ti ringrazio), allora di te cosa dovrei dire io...? Toglimi una curiosità: da quand'è che scrivi, appunto? Perché mi sembri - almeno da questa prima parte - uno scrittore di livello superiore alla media, davvero.

 

E, credimi, il ben scrivere porta il lettore a voler proseguire nella lettura (scusa la ripetizione di parole). Ed io ne sono un esempio! :) Leggerò sicuramente il secondo capitolo!

 

Sulla storia in sé, sembra carina... A dire il vero, per il momento non ancora mi ha suscitato emozioni per le quali, tra me e me, penso di stare avendo a che fare con un horror, ma sono sicuro che il bello verrà dopo, proprio col proseguo! :)

 

P.S.:

 

Prendiamo una trota, torniamo a casa col pesce in mano, sul tram tutti ci guardano storto.

 

Ti sei accorto del doppio senso...? :D:D:D 

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3 ore fa, Mauro86 ha detto:

Ti sei accorto del doppio senso...? :D:D:D 

 

Ops, onestamente no! Ecco perché tutti li guardavano storti... :D

 

Non esagerare nei tuoi giudizi... Comunque grazie, mi fa piacere che ti piaccia com'è scritto. Ho iniziato a scrivere otto anni fa, ma non sono mai stato particolarmente prolifico (un romanzo e una decina di racconti al massimo). Con gli anni si migliora tanto, comunque...

 

Non aspettarti un horror, dicevo horror in senso ironico. anche se... 

 

Grazie del passaggio!

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Ecchime! innanzi tutto mi fa un pò strano commentare la tua storia perchè mi sembra un po l'allievo che commenta il maestro :)

Leggendo il tuo racconto mi sono state anche più chiare molte cose che mi hai suggerito...ma mi è venuto da sorridere. Infatti ho notato immediatamente come abbiamo due metodi di scrittura diametralmente opposti...non ho potuto non notare come la tua scrittura se ben efficace sia molto asciutta...a tratti fredda (come la Svezia?).

Come sempre è presto per dare un giudizio sulla storia e sui personaggi perchè ancora non si sa nulla.

 

Mi ha fatto enorme piacere leggere di Torino...città dove sono nato e cresciuto!

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Penso a Max, Alex e tutti gli altri, in spiaggia a Riccione in mezzo a migliaia di persone praticamente uguali a loro. Di sicuro parlano della Juve, dell'abbonamento Sky.

frase molto d'effetto ..in poche righe sei riuscito a dare un immagine chiara della situazione e di ciò che prova il protagonista...

 

il resto del racconto è molto ben strutturato a mio avviso anche se, devo essere sincero, fino a qua sembra una storia d'amore che non un horror..ma questo a mio gusto personale perchè amo gli inizi più incisivi rispetto a quelli soft....a bhe effettivamente la pasta col ketchup fa rabbrividire......:) 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Tutto è uguale, identico, a come la mia fidanzata me l'ha descritto: ci sono i boschi - le gigantesche foreste di conifere delle fiabe nordiche; ci sono i laghi che luccicano al sole e le penisole labirintiche che si insinuano tortuose tra le centinaia - migliaia - di isolette che punteggiano questo angolo di costa sul mar Baltico; ci sono i cartelli "pericolo alci" a bordo strada, le casette rosse in mezzo ai prati, il cielo immenso, le nuvolette bianche e le bandiere gialloazzurre che sventolano decise nell'aria luminosa dell'estate

mi piace un sacco anche questa sequenza....mi è arrivata alla mente un'immagine chiara come fossi li con loro......

 

sono curioso di sapere che fine fa....ahahhaha!

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2 ore fa, Vincent Effe ha detto:

innanzi tutto mi fa un pò strano commentare la tua storia perchè mi sembra un po l'allievo che commenta il maestro :)

@Vincent EffeMa non dir stupidaggini, su! Siamo tutti amatori, e i tuoi commenti sono estremamente validi e apprezzati!

 

Evviva Torino, io ci ho studiato... Essendo l'unica vera città italiana in cui ho vissuto, torna e ritorna in tutto quello che scrivo :)

 

Questo testo l'ho definito come "horror" in senso ironico, visto la pietanza del titolo, anche se forse qualcosa c'è, più avanti... Ma non ti aspettare l'horror, che poi rimani deluso!

 

Hai ragione, scriviamo certo in stili diversi e non c'è nulla di male in ciò. In realtà cambio anche stile in base al periodo, l'umore eccetera, e questo racconto mi è venuto asciuttissimo -spesso ho eliso pure i verbi, forse appunto perché si parlava di Svezia ed ero preso dal clima scandinavo!

 

Tu usi frasi più lunghe e complesse, e in generale va benissimo così. Però rimango dell'idea che in dialoghi e scene d'azione, quello non sia lo stile più adatto. Nelle parti narrate (il pezzo di Thomas e Francesco), invece, va benissimo. Le parole inutili, come i "cominciò a", secondo la mia modesta opinione, vanno tagliate sempre, comunque.

 

Questa parte era più che altro un'introduzione, non credo sia la parte migliore. C'erano tante informazioni da dare e non riuscivo a metterle in altri punti senza far cascare tutto 

 

La frase su Riccione, Juve e Sky pare aver avuto successo, mi fa piacere. Pensavo non fosse nulla di che, ma me l'avete fatta notare in diversi. Effettivamente il contrasto con l'ambiente dove si trova il protagonista è marcato...

 

Grazie davvero per la lettura, credimi che davvero apprezzo (y)

 

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@gmela è la prima volta che ti leggo, anzi a dire il vero è proprio la prima volta che commento uno scritto a capitoli, @paolaticon suo cian a parte. Mi è piaciuto il tuo stile fluido, pulito, chiaro nelle descrizioni degli scenari come nel tratteggiare i personaggi (quello maschile già più completo di quello di Ylva), intercalando le notizie senza interruzioni, insomma leggere è stato come scivolare sull'acqua.   Ho cliccato su "segui" perché mi va di scoprire come porterai avanti questo racconto. 

Ciao, alla prossima

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@Adelaide J. PellitteriMa che bello, grazie pr essere passata di qui e per esserti presa la briga di lasciarmi un commento :)

 

Mi piacciono molto i testi "scorrevoli", facili da leggere, per cui punto a quello, quando scrivo: per questo, sentirti dire che leggere il racconto è stato come scivolare mi fa un grandissimo piacere :)

 

La sezione "racconti a capitoli" te la straconsiglio: per via degli inesistenti limiti di spazio, ci si trovano storie molto più complesse e a mio avviso spesso interessanti che nelle altre sezioni.

 

Le altre parti del racconto ci sono già, se vuoi, le puoi trovare qui:

 

- link alla seconda parte

- link alla terza parte

- link alla quarta parte

 

Grazie, appena riesco vado a leggermi qualcosa di tuo :)

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@gmela Ciao. Questa prima parte mi è piaciuta molto. Ben caratterizzati luoghi e personaggi. Muovo qualche osservazione di gusto personale, sennò che ci sto a fare?

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

sono in Svezia!

Mmm...Il punto esclamativo mi sa da social. Qualcuno dirà che non c'è niente di male e in effetti è così, però...

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Tutto è uguale, identico, a come la mia fidanzata me l'ha descritto

Perché sprecare due virgole e interrompere il filo del discorso per inserire un termine analogo a quello precedente? Se poi mi metti i due punti anche qui, eliminerei quelli nella riga sopra (nota a posteriori: qui ancora non mi ero reso conto che ne adoperi a decine. Se ti piacciono così tanto, è ok anche per me. Ignora gli appunti in merito, anche quelli successivi)

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

ci sono i boschi - le gigantesche foreste di conifere delle fiabe nordiche; ci sono i laghi che luccicano al sole e le penisole labirintiche che si insinuano tortuose tra le centinaia - migliaia - di isolette che punteggiano questo angolo di costa sul mar Baltico; ci sono i cartelli "pericolo alci" a bordo strada, le casette rosse in mezzo ai prati, il cielo immenso, le nuvolette bianche e le bandiere gialloazzurre che sventolano decise nell'aria luminosa dell'estate.

I primi tre sono troppo ravvicinati. Il quarto ci sta.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Gli autobus camminano tranquilli, portando la gente verso le case di campagna - stugor, le chiama Ylva - dove tutti, a quanto pare, passano l'estate.

Considerando tutte le virgole e trattini vari, il discorso fila anche bene. Però la frase a me sembra un po' singhiozzante. A mio avviso hai la tendenza a interrompere il filo della frase anche quando non serve. C'è sempre una soluzione alternativa.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

È un mondo alieno, rispetto a quello che conosco. Eppure, qui sono: Andrea,

Eviterei di piazzare qui il nome, magari in seguito, in un dialogo. Comunque, a parte le stupidaggini con cui sto cercando di allungare il commento, direi molto bene fin qui. la narrazione è fluida, piacevole, attenta. Bravo davvero.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Tra alti e bassi, le cose vanno piuttosto bene tra noi: siamo diversi, ma siamo compatibili.

Toglierei un siamo. 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Io la porto al cinema, lei a passeggiare

Io specificherei: lei porta me a...

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

alla Falchera, periferia profonda, un sabato mattina, per uno spettacolo teatrale del quale ha sentito parlare bene - penso che mi romperò le balle, e invece poi mi diverto.

Troppe premesse. Proviamo diversamente: alla Falchera, periferia profonda, un sabato mattina (è importante sapere che giorno è?), penso che mi romperò le balle per uno spettacolo teatrale del quale lei ha sentito parlare bene, e invece poi mi diverto.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

e la batto a Scarabeo,: a quest'ultimo vinco sempre - fino a prova contraria l'italiano lo conosco meglio di lei - ma Ylva tiene conto dei punti. «Ahah, prima o poi ti acchiappo!», annuncia soddisfatta, vedendo che il mio margine di vittoria si assottiglia al filo dei mesi.

Mi sembra più efficace. Fino a qui sei stato esemplarmente leggero. Non comincerei ad allungare troppo.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Ha storto la bocca, distolto lo sguardo: non era pronta. Pazienza, mi sono detto: non c'è fretta. Prima o poi, magari.

Hai proprio una passione per i due punti xD

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

In realtà a breve Oğuz tornerà ad Ankara, e un posto per lei, a casa mia, ci sarebbe di nuovo...

Meno virgole ci sono, meglio è. La prima la toglierei.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Ha dovuto lasciare la minuscola isoletta sulla quale si trova la stuga di famiglia e andare dal dottore, in città, dove è stato però bloccato da un guasto meccanico alla barca.

La zecca ok, ma tutti questi ulteriori particolari sono così necessari?

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

io ci ho visto, più che altro, la possibilità di conoscere un nuovo mondo e una nuova cultura.

Perché spezzare una frase se non è necessario? 

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

le ho parlato come si parla a una persona normale, e a forza di parlare - sorpresa sopresa - abbiamo scoperto che ci piacciamo.

Userei i trattini solo in extremis. Qui toglierei la prima virgola e ne userei due per il sorpresa sorpresa

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Intreccio le dita con le sue, mi sento gasatissimo. Penso a Max, Alex e tutti gli altri, in spiaggia a Riccione in mezzo a migliaia di persone praticamente uguali a loro. Di sicuro parlano della Juve, dell'abbonamento Sky. Io, invece, sto per raggiungere una casa di campagna in barca a remi. Su un'isola, dove ci sono solo tre casette di legno, dove l'acqua si pompa - a mano - da un pozzo e la cacca si fa in un barile. Questa sera Max e Alex mangeranno la solita pizza; io, invece, chissà quali nuove esperienze vivrò! Appoggio la testa sulla spalla di Ylva e guardo fuori, lei mi passa distrattamente la mano nei capelli. Gliela prendo, la bacio e la rimetto dov'era: sono praticamente in paradiso.

Che bravo! Mi piace molto. Non vedo perché chiudere a mano tra i trattini. Neanche una virgola ci metterei.

Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

La pasta col ketchup è argomento spinoso, tra noi.

Ottimo.

 

Sei bravo, indubbiamente. Vedremo i prossimi capitoli. Alla prossima. :)

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@Roberto BallardiniGrazie :D

 

Hai ragione, ho usato tante virgole, due punti, punti e virgola, trattini... Forse troppi, non so, ultimamente sono in un periodo un po' così ;)

 

11 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:
Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

Ha dovuto lasciare la minuscola isoletta sulla quale si trova la stuga di famiglia e andare dal dottore, in città, dove è stato però bloccato da un guasto meccanico alla barca.

La zecca ok, ma tutti questi ulteriori particolari sono così necessari?

Mah, diciamo che è un plot point importante, ma hai ragione: detto così sembra un po' appiccicato lì, anche a me dava un po' fastidio.

 

Ti ringrazio anche per gli altri commenti, quello che dici ha assolutamente senso (troppi "che" in quella frase, senza dubbio).

 

11 ore fa, Roberto Ballardini ha detto:
Il 23/10/2018 alle 13:15, gmela ha detto:

e la batto a Scarabeo,: a quest'ultimo vinco sempre - fino a prova contraria l'italiano lo conosco meglio di lei - ma Ylva tiene conto dei punti. «Ahah, prima o poi ti acchiappo!», annuncia soddisfatta, vedendo che il mio margine di vittoria si assottiglia al filo dei mesi.

Mi sembra più efficace. Fino a qui sei stato esemplarmente leggero. Non comincerei ad allungare troppo.

Forse hai ragione. Tutta quella parte ha il solo scopo di farci conoscere i personaggi e parlarci un po' del loro vissuto, ma esagerare non è mai bene... Effettivamente il tutto è un po' lunghetto... Ci penserò!

 

Grazie davvero per le ottime osservazioni, e mi fa molto piacere che ti sia piaciuto :D

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