Ciao @RunaCenere!   Il tuo è il primo testo che commento sul forum, quindi se la forma del mio intervento è un po’ impacciata porta pazienza!    Per quanto riguarda il contenuto del frammento posso dire di essere rimasto davvero stupito da quello che ho letto: in poche righe sei riuscita a delineare e “rinchiudere” una storia d’amore travagliata e sofferta.  Si percepisce chiaramente un alternarsi di emozioni forti ed una lotta costante nel rapporto amoroso tra chi domina e chi subisce. Per essere un testo così mi sembra un bel traguardo!   Il lessico mi sembra pertinente, dà esattamente l’idea dello sfogo scritto di getto da una donna ferita: i termini sono adatti, quasi quotidiani, e non sfociano nel troppo ricercato. Anzi, il loro essere “crudi” mi ha trasportato in una storia d’amore assai passionale, dalla forte carica erotica che quasi sfocia in un rapporto morboso. Forse si potrebbe persino osare qualcosina in più a livello di scelte lessicali.  (Quando parli della lingua ed usi “carezzarcela” secondo me si potrebbe inserire qualcosa di più forte, come “consumarla”)   Per quanto riguarda il finale ho trovato molto bella e sensata la chiusura, con questa frecciatina rivolta all’interlocutore maschile: scrivere “farmi fare l’amore” trasmette ancora di più l’idea del rapporto carnale, e per me è una scelta azzeccata e provocante.   In generale ho percepito quello che io chiamo il dono della sintesi, cioè la capacità di tratteggiare pochi punti salienti, costruendo un perimetro in cui far muovere l’immaginazione di chi legge. Saper consegnare certe dinamiche e pensieri al non detto ed il non perdersi in inutili lungaggini retoriche è un’abilità per nulla comune.   Sono curioso di leggere qualche altro tuo lavoro per vederti sviluppare spunti e personaggi in maggiore spazio!    buona serata