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Titolo: Macerie
Autore: Claudio Piras Moreno

Casa editrice: Amazon
ISBN: 9781541250338

Data di pubblicazione (o di uscita): 1a edizione 01/14, 2a edizione 06/16
Prezzo della versione cartacea: 13 euro, digitale: 2,99 euro.

Genere: Realismo magico

Pagine: 200

 

Quarta di copertina: Durante un’alluvione una frana distrugge il paese di Antro e con esso svanisce ogni possibilità per Pietro di ricordare il proprio passato. Mentre tra le macerie ancora si scava, i sogni lo tormentano e lo guidano. Egli allora torna ad Antro e vi trova un ultimo superstite: Antòni. Lo porta a casa convinto che possa rendergli il passato ricomponendo la sua storia e quella del paese, e iniziano a succedersi i racconti. Antòni gli racconta “delle genti” ormai scomparse di Antro. Storie drammatiche e poetiche, difficili da credere, perché non tutto quello che lui racconta corrisponde a quanto i superstiti rammentano. Chi è allora Antòni? Mente dunque quando dice di parlare con i fantasmi di Antro? Difficile dirlo, ma pian piano le sue parole paiono indicare una via di redenzione per un’umanità colpevole e innocente insieme...

Il romanzo è stato definito da Mattia Signorini, in una discussione del Writer's dream, come una sorta di Antologia di Spoon River romanzata.

"Ognuno pativa la vendetta del paese sepolto dalla montagna e ripudiato dai suoi cittadini, che ad altro non pensavano che a dimenticarlo." 
"Quel luogo solitario e misterioso in cui sto rinchiuso è come una dimora per me, e se anche mi cercassero, lì non mi troverebbero. Anzi, alcuni che dicono di sapere dove sono, mi guardano con espressione ebete, senza scorgermi. La mia esistenza è presunta e non consensuale, perciò è preclusa a chiunque, e ancor più a loro. Quanti di voi hanno dato il consenso senza saperlo? Ora lo ritirerebbero! Ma non si può tornare indietro. Ogni errore compiuto ha messo radici nella nostra vita e non vi è modo di estirparlo." 
"Con il mio raccontare mi sono opposto all’oblio, al sedimento della polvere, alla morte. Con il mio corpo ho sfidato le leggi del probabile e ho portato una speranza. L’ho fatto aiutato dai morti di Antro, sopravvivendo, e poi facendo rivivere le loro storie, senza arrendermi nemmeno all’acqua e alle ruspe."

 

Link all'acquisto: https://www.amazon.it/Macerie-Claudio-Piras-Moreno-ebook/dp/B01GSNNJZ0

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«Già prima di perdere la vita, avevo perduto tutto quello a cui tenevo e in cui credevo, non mi era rimasto più nulla. A parte i miei principi, e a questi mi afferro ora. Speravo che i valori e i sentimenti avessero maggior durata, come pure il rispetto per gli altri e per la loro libertà, e invece pare non sia così, viviamo nelle macerie del mondo che ci siamo creati; forse sono tali perché esso è nato nel difetto, perché davamo troppe cose per scontate, credevamo in verità che ci hanno tradito. Non so. Fatto sta che ci ritroviamo a scavare tra i detriti, nel tentativo di recuperare qualche ricordo, qualche oggetto; persone no, quelle non c'è mai speranza di recuperarle, quando le perdiamo sono perse per sempre. Nessuna ritorna dal luogo in cui ha procurato d'andare. Questo in fondo è il destino dell'uomo, di essere masochista e andare incontro con fermezza alla propria sofferenza. Non ci si ferma mai a riflettere, perché non si vuole: è il dolore la vera attrazione. Lo si nasconde con una maschera fatta di false convinzioni, di presunti obbiettivi, ma il vero e unico obbiettivo è sempre quello, fare e farsi del male. Le verità dietro le quali ci si nasconde sono falsate in partenza, dal proprio punto di vista, dall'egoismo, dal narcisismo, dall'ignoranza. E noi non possiamo più fingere di non saperlo. A chi stiamo mentendo? Certo, è impossibile avere la verità assoluta, conoscerla, perché ci sono troppe variabili, sfaccettature e perché gli uomini sono esseri complessi che soffrono inusitatamente per le cose più banali, talvolta, e hanno per ognuna di esse mille reazioni diverse. Il loro agire non può essere capito e chi dice il contrario è il più ignorante di tutti. Eppure, si è sempre pronti a giudicare – siamo proprio bravi in questo – basando il nostro giudizio su cosa? Sul fumo negli occhi, su nulla, o poco più. Creiamo e distruggiamo con rapidità disarmante. E poi come falene andiamo incontro alle nostre luci fatue, con tutto il gusto perverso di sbatterci sopra per l'ennesima volta. C'è della ferocia, della crudeltà congenita in tutto questo. Che triste eredità ci stiamo dando, e non abbiate dubbi che sia soltanto questa la nostra eredità. E infatti continuiamo a infliggere sofferenza e riceverne e la nostra società si converte in un enorme, crescente, cumulo di macerie. E allora dovremmo riconoscere, una volta per tutte, anche con noi stessi, che è questo il mondo in cui ci piace vivere.»

  • Grazie 1

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Lottare contro l'oblio, contro la morte tramite il potere del racconto, anche se la lotta è già persa: uno dei miei temi preferiti in assoluto. Il tuo libro mi attira davvero tanto tanto tanto. Forse in un tempo lontano deciderò di acquistarlo (al momento non ho tempo di leggere nemmeno la lista della spesa).

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Tengo molto a questo libro. Grazie a Macerie nel 2012 avevo firmato un contratto di rappresentanza con uno degli agenti più importanti in Italia. Purtroppo le cose poi sono andate malissimo. Ma io non mi arrendo, perché in questo romanzo credo tantissimo. Nonostante tutto... 

  • Mi piace 1

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Per chi volesse leggere l'ebook di Macerie, oggi è il giorno giusto. Cercatelo su Amazon o su qualsiasi altro Store. 

 

Non voglio darla vinta in nessun modo all'editoria e alla disonestà. 

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Hanno vinto loro. Ma io sono comunque contento di avere la coscienza pulita. Loro non ce l'hanno. E se è rimasta in loro almeno un briciolo di obbiettività, guardando i risultati che hanno raggiunto, non ne potranno essere orgogliosi. 

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Non so cosa sia accaduto, ma posso dirti che solo leggendo la quarta di copertina ho capito che c'è un oltre che va da solo, che comunica la voglia che hai di credere nel tuo lavoro. Ti faccio gli in bocca al lupo @Claudio Piras Moreno

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Ti ringrazio Lauram, ma non c'è in bocca al lupo che tenga, lottare contro i mulini a vento non serve a niente, è la società a esser fatta così, e in fondo tutti - chi più, chi meno - contribuiamo a far sì che rimanga com'è. 

 

Buona vita al lupo. 

 

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