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Ezbereth

Vox, Christina Dalcher

Post raccomandati

Il 14/1/2019 alle 23:40, Lizz ha detto:

Cosa ne pensate del rapporto che la protagonista ha con i propri figli?

Si potrebbe parlare di discriminazione inversa, leggendo di come Jean odia e colpevolizza i propri figli maschi per quello che le sta succedendo?

Vi sembra realistico un disprezzo così forte per la propria prole?

 

Eccomi! Per me Jean è molto superficiale in tutto, compresi i rapporti con i figli. Non so voi, ma ho trovato il suo modo di pensare molto egoistico. Mi spiego meglio. A parte Sonia, con la quale il legame è più forte per via dello stesso destino imposto dal nuovo regime, con gli altri tre (anche la mia edizione ha il figlio più grande, Steven e i due gemelli i cui nomi, ahimè, non ricordo ) la relazione è appena accennata. Il suo rimuginare dentro, dando la colpa agli altri, non ha un riscontro in realtà. Anche nella maniera in cui si rivolge ai maschi. Mi sono aspettata uno scontro con Steven, verbale almeno se non venivano alle mani. Niente. Nada de nada. Dà più spazio all'amante, un altro nome che ho scordato, a quello che succede nel laboratorio. Non c'è una presa emotiva, nel bene o nel male. Avrei preferito che l'autrice si fosse concentrata di più sulla famiglia per far vedere come funziona questo mondo senza parole, che si fosse ingeniata in qualche modo a ideare uno escamotage per raggirare il regime. Invece si è focalizzata di più su altre cose, ossia su quella che ho chiamato la "svolta thriller". I figli sono solo abbozzati, non c'è una forte introspezione, né un conflitto esterno, tantomeno interno. Jean sembra una donna incapace di provare sentimenti. Tuttavia non credo che lei disprezzi i figli, ma li tratta con sufficienza, con disinteresse. Ho pensato che forse, il fatto che sia una scienziata, la rende un po' fredda. Ho avuto la sensazione che ci tenesse più al lavoro che ai figli, ecco. 

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Indagando sul sito della Dalcher, leggevo che il suo incipit è stato premiato a un concorso letterario. Per come me la immagino, è andata che la Dalcher ha scritto i primi capitoli con tutto comodo (e abbastanza bene), ha visto questo concorso ed è stata notata dalla casa editrice, che le ha offerto la pubblicazione  a condizione che lei si sbrigasse, così da rimanere sull'onda del successo de "Il racconto dell'Ancella".

A questo punto la Dalcher è andata in panico e ha scritto un mucchio di castronerie.

 

@Ezbereth non ti crucciare per aver consigliato il libro: l'idea iniziale era effettivamente intrigante, e il libro in sé ha fornito un sacco di materiale da discutere e un buon esempio di come non scrivere, ottimo per imparare :D 

 

@Emy di edizione ce n'è una sola: i gemelli li avevo anche io, ma li ho dimenticati per strada nei mesi passati tra la lettura e l'inizio della discussione :asd: 

 

@libero_s credo che siamo arrivati a un'epoca di commercialismo esasperato, in cui conta di più se il prodotto è vendibile che non se è un prodotto effettivamente di qualità. Tu, come scrittore, puoi mirare a due tipi di target:

1) Lo zoccolo duro di lettori, che apprezza ancora la qualità. Loro magari comprano lo stesso i libri-sensazione perché sono curiosi, ma dopo aver visto la scarsa qualità dell'opera, difficilmente compreranno altro da parte dello stesso autore, per quanto il marketing spinga, e rimarranno fedeli a quegli autori più sconosciuti che però offrono un prodotto di valore.

2) I lettori che seguono i trend, che comprano un libro solo per farsi una foto mentre lo tengono in mano e metterla su instagram. Questi lettori però sono infedeli, regalano i loro soldi allo scrittore del momento, pronti a passare al successivo la settimana dopo e a dimenticarsi di cosa (non) hanno letto prima.

Oppure puoi mirare in alto e scrivere un libro sia di qualità che vendibile/adattabile a film, ma allora preparati a farti diventare tutti i capelli bianchi :P 

Modificato da Lizz

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Il 16/1/2019 alle 08:53, libero_s ha detto:

C'è una scena nel libro in cui la protagonista capisce all'improvviso che il prete malvagio è realmente convinto di ciò che predica, è realmente convinto di fare il bene anche di quelle donne che sottopone a un trattamento così umiliante. È una consapevolezza sconvolgente per lei, ma che le permette per la prima volta di capire il suo nemico. Anche qui c'era lo spunto per approfondire e fare un bel lavoro, cosa che l'autrice si è lasciata sfuggire, come al solito

Questa è l'ultima cosa positiva che mi viene in mente da dire a favore del romanzo. :D

Jean, come dicevo prima, è superficiale in tutto e la cosa mi ha sconvolto perché pensavo, essendo una scienziata, che sarebbe stata più come dire oggettiva, che avrebbe analizzato tutto con un'occhio più critico, che avrebbe approfondito tanti aspetti di questa nuova condizione e invece non si espone mai. Mi è apparsa molto distaccata. Come se non fosse veramente una protagonista. 

 

Il 17/1/2019 alle 11:25, libero_s ha detto:

La storia non sta in piedi. Inizia in un modo, prosegue in un altro e finisce in un altro ancora. Inizia come un distopico, centrato sulla follia di un sistema repressivo e sulle sue conseguenze sulla società, sulle persone e sugli affetti. Prosegue come un harmony bislacco e termina come un action thriller zoppo.

Hai detto bene, ed è stato questo a infuriarmi nella lettura. È un mix di tutto e di niente. La storia è senza né capo né coda. L'autrice mescola di continuo le carte, tra l'altro male, e il risultato è un brodo scondito. Il lettore si trova spaesato, io almeno ho avuto questa sensazione. Non c'è un tema fisso, ecco. Tutto è così approssimativo. 

 

Il 17/1/2019 alle 11:25, libero_s ha detto:

Non vi sembra strano che il postino sia anche un'importante figura della resistenza? Proprio il postino che porta la posta a Jean. Non solo, è anche il figlio di una signora a cui Jean avrebbe voluto somministrare il siero sperimentale per guarirla dall'afasia. Ma non è solo un postino, in realtà è un ingegnere che ha scovato il modo di disattivare il braccialetto antiparole della moglie. Guarda te i casi della vita...

Cito solo questa parte, perché coincide con il mio pensiero. Concordo con te su quanto dici e aggiungo: è un altro punto messo così, per "coinvolgere" il lettore ma non è approfondito. Io avrei voluto sapere com'è nata la resistenza, come questa gente si oppone al nuovo regime. Che Del sia un genio l'ho trovato improbabile. Mi spiego. Se le donne sono quelle private dal lavoro, e devono essere sostituite è un conto. Ma un ingegnere, capace di disattivare il braccialetto e crearne uno finto, come è finito a fare il postino? Non è plausibile. Uno può apprendere tante cose dai tutorial sul web, ma non diventa ingegnere. 

 

Il 17/1/2019 alle 11:25, libero_s ha detto:

Lorenzo è un supergenio che deve inventare una molecola in grado di avere l'effetto opposto a quella create per curare dall'afasia di Wernicke, partendo proprio dalla cura e che sia solubile. Lui e solo lui può farcela in pochi giorni e gli mettono a disposizione laboratori attrezzatissimi e tutto quanto. Invece ne crea una non solubile, ma che va iniettata direttamente nel cervello in un posto precisissimo altrimenti è un veleno mortale. ma perché????? (perdonatemi i punti di domanda, ma ci vogliono)

Invece Patrick il marito idiota e senza palle ci riesce benissimo nel tempo libero giocando con il piccolo chimico.

Concordo. Ma tutta la parte in laboratorio per me è stata assai confusa. Ammetto che alcune volte saltavo passaggi. 

 

Il 17/1/2019 alle 11:25, libero_s ha detto:

Altri personaggi minori buttati dentro a casaccio, fra cui le amiche di Jean, tutti privi di senso.

A me piaceva quella amica che non si sa dove è finita (mi sfugge il nome), quella che cita spesso e che era un'idealista. Ma anche lì aspettavo un approfondimento che non c'è stato.

 

17 ore fa, Ezbereth ha detto:

cco, mi piacerebbe conoscere il vostro parere: secondo voi cosa ha sancito il successo di questo pessimo libro? Perché, lasciano la mia recensione su Amazon, ho visto che ha cinque stelle.:S

 

Me lo sono chiesta anch'io e non ho trovato una risposta, a meno che non sia il fatto che per alcuni il libro deve solo intrattenere e basta. Oltre a un buon marketing, come dicevamo. In un gruppo di lettura su FB che seguo Vox è stato stroncato su tutta la linea, dalle lettrici donne tra l'altro, e questo mi ha rincuorato perché pensavo di essere l'unica. 

 

Modificato da Emy

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7 minuti fa, Lizz ha detto:

2) I lettori che seguono i trend, che comprano un libro solo per farsi una foto mentre lo tengono in mano e metterla su instagram. Q

Questo è vero, però è un conto seguire il trend, un conto mettere 4-5 stelline. Certo, uno può mettere le stelline a casaccio o semplicemente seguire la corrente, che è peggio, senza mai soffermarsi sul contenuto. 

@Eudes chiedeva se avevo letto un libro peggiore. Sì, mi è successa la stessa cosa con un altro romanzo osannato dal pubblico, che però ho mollato perché non riuscivo a seguire: La ragazza del treno, di Paula Hawkins. 

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Sta venendo fuori un'ottima discussione, quindi direi che, nonostante la lettura di per sé non sia stata sconvolgente come mi sarei aspettata dalle premesse, l'idea di leggere e discutere insieme di questo libro è stata ottima! Quindi @Ezbereth grazie!

 

State affrontando tante tematiche "irritanti" del testo, su cui concordo più o meno su tutta la linea, ma, se posso, vorrei sollevare un aspetto che su tutti mi ha veramente indispettita. 

 

@libero_s in parte ne ha già accennato dicendo che alla fine, in barba a tutto il femminismo di cui si voleva contornare a priori il romanzo è come lo hanno pubblicizzato, coloro che salvano gli USA sono tutti uomini.

Mi sono interessata a Vox, all'inizio, proprio perché speravo di trovare una nuova lettura, se non proprio del movimento femminista, almeno della condizione della donna nella nostra società occidentale. E, invece, ho trovato un buco nero :nuo:

 

Non so se avevate le stesse aspettative e se avete ricevuto le mie stesse sensazioni, e mi incuriosirebbe saperlo. 

 

Innanzitutto porre il problema della proibizione a lavorare come uno degli aspetti fondamentali per descrivere la condizione femminile mi pare anacronistico. Vuoi porre in primo piano i problemi di una donna di oggi? A lei il lavoro non manca (o meglio se non ce l'ha è colpa della condizione economica e non di un marito che la vuole a casa). Oggi le donne, se non vogliono perdere il posto di lavoro, devono lavorare fino al nono mese di gravidanza e rientrare dopo un mese dal parto, a tempo pieno. Perché nessuna si può permettere di rimanere senza lavoro, i soldi non bastano (ovviamente mi riferisco a una persona "normale" con condizione economica media). Alcune donne, sopratutto se divorziare con figli, devono farsi carico di due lavori per tirare avanti. Per me negare a una donna il momento della gravidanza e, almeno, il primo anno di vita di suo figlio in nome del dogma produci-consuma (e poi crepa dicevano dei tizi tanto tempo fa), è una delle cose più antifemminili che esistono ai nostri tempi. Purtroppo le donne di oggi non possono permettersi di prendersi cura dei loro neonati sennò viene pure detto loro che se ne approfittano! Altro che mariti che le obbligano a stare a casa! Ma dove è la denuncia sociale sotto questo aspetto in Vox? Eppure la Dalcher, insieme alla proibizione di parlare, lo mette come un altro caposaldo della società antifemminile del romanzo. 

 

Altra cosa: l'unico personaggio femminile che lotta contro il sistema, per davvero, è l'amica universitaria di Jean. Guarda caso, lei lotta per i diritti delle donne ma viene dipinta con modi di fare mascolini, estetica trasandata e poco femminile e omosessuale. Cioè, quasi a dire che per contestare il sistema, la donna deve assimilarsi a un uomo. Se è femminile nell'estetica non può essere una lottatrice? Una che combatte per i suoi diritti? A guardare bene è anche questo uno dei problemi della nostra società. Se una donna di potere non  "fa l'uomo", non viene presa sul serio. Per cui le si dice dietro di tutto. Non può esercitare il potere con modi femminili, sennò viene considerata meno. Ecco, anche questo messaggio, secondo me, in Vox è totalmente distorto. 

 

Talia 

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1 ora fa, Emy ha detto:

@Eudes chiedeva se avevo letto un libro peggiore. Sì, mi è successa la stessa cosa con un altro romanzo osannato dal pubblico, che però ho mollato perché non riuscivo a seguire: La ragazza del treno, di Paula Hawkins. 

È lo stesso esempio che ho fatto io :D

Onestamente come scrittura lo considero molto superiore alla Dalcher. La protagonista è delineata molto bene, la sua dipendenza dall'alcool i problemi psicologici, forse un po' esagerata, ma non costruita male.Crea molta empatia con il lettore. Invece la trama è un successione di eventi sparpagliati a caso.

 

45 minuti fa, Talia ha detto:

Mi sono interessata a Vox, all'inizio, proprio perché speravo di trovare una nuova lettura, se non proprio del movimento femminista, almeno della condizione della donna nella nostra società occidentale. E, invece, ho trovato un buco nero :nuo:

 

Non so se avevate le stesse aspettative e se avete ricevuto le mie stesse sensazioni, e mi incuriosirebbe saperlo. 

Credo che l'intento vero non fosse quello di agganciarsi al femminismo o parlare della condizione della donna di oggi. Il libro nasce per cavalcare l'onda di sdegno, orrore, paura, seguita al risultato delle elezioni americane. Bisogna tenere conto della situazione USA. Lì la destra estrema, i suprematisti bianchi, è molto vicina a posizioni religiose intransigenti. Non è come la Lega (vera destra italiana) che in questo momento fa il difensore della fede, ma pochi anni fa faceva i riti pagani con l'acqua del Po e se la prendeva con il Vaticano. La destra USA è fiancheggiata e a volte guidata da predicatori ultra ortodossi. Le posizioni di Trump e dei suoi consiglieri, così vicine a quell'ambiente hanno risvegliato certe paure. Ecco spiegato il rinnovato successo della serie tv del Racconto dell' Ancella. Vox vuole agganciarsi a quel treno, vuole mostrare cosa potrebbe diventare la situazione della donna se la destra proseguisse nella direzione intrapresa.

 

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42 minuti fa, libero_s ha detto:

La destra USA è fiancheggiata e a volte guidata da predicatori ultra ortodossi. Le posizioni di Trump e dei suoi consiglieri, così vicine a quell'ambiente hanno risvegliato certe paure. Ecco spiegato il rinnovato successo della serie tv del Racconto dell' Ancella. Vox vuole agganciarsi a quel treno, vuole mostrare cosa potrebbe diventare la situazione della donna se la destra proseguisse nella direzione intrapresa.

Detto che a posteriori sono d'accordo con te, ma la presentazione del libro ha tutto un altro "profumo". Per questo vende, perché ti crei aspettative alte sui contenuti. 

 

Talia 

 

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3 ore fa, Talia ha detto:

Detto che a posteriori sono d'accordo con te, ma la presentazione del libro ha tutto un altro "profumo". Per questo vende, perché ti crei aspettative alte sui contenuti. 

 

Talia 

 

Ciò non spiega comunque le recensioni positive delle lettrici. Quello che mi ha attirato all'inizio è che sembrava un romanzo sulle donne, e l'originalità dello spunto sulla limitazione delle parole.

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36 minuti fa, Ezbereth ha detto:

Quello che mi ha attirato all'inizio è che sembrava un romanzo sulle donne

Io credo che in parte lo sia. Ho notato spunti abortiti ma interessanti.

Quando Jeanie è tutta contenta perché ha fatto togliere il braccialetto alla figlia, e le dice che da quel momento può parlare liberamente, Sonia tace.

Allora la madre crede di darle una bella notizia dicendole che non andrà più a scuola, e la piccola ricomincia a piagnucolare. 

"Non ti piace proprio stare lì, vero?", chiede Jeanie. E Sonia, livida: "Domani vincevo!", riferendosi a un premio che le avrebbero dato perché era stata in assoluto silenzio.

Ho trovato questo passaggio molto significativo, anche se non sviluppato: la madre persegue il bene della figlia, e nel farlo le arreca dolore. Questo aspetto mi sembra che riguardi molto da vicino le donne e il loro rapporto con i figli.

Subito dopo, quando il gemello Leo l'avverte che il "sugo bolle un sacco", Jeanie comincia a rendersi conto di cosa significherà aver accettato l'offerta: "Come avrei fatto a lavorare, insegnare a Sonia e occuparmi di una casa piena di maschi incapaci?" (p.133).

Non fa in tempo a pensarlo, che Steven ribatte: "Mamma, come fai ora a insegnare a Sonia, lavorare e pensare alla casa?", e aggiunge: "Manca ancora il latte".

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16 ore fa, Ippolita2018 ha detto:

Ho notato spunti abortiti ma interessanti.

Penso che uno dei problemi principali del libro siano proprio gli spunti abortiti: la storia propone molte idee interessanti, che avrebbero potuto diventare temi ricorrenti nel libro e venire così amplificati a poco a poco, permettendo alle persone di identificarsi e di rifletterci sopra.

Invece la maggior parte delle volte queste idee vengono sfiorate e poi abbandonate per sempre, lasciando il lettore con il gusto amaro di una persona a cui viene offerto un caffè, già se lo pregusta, e poi scopre che in casa il caffè è finito e gli tocca rimanere con la voglia.

Penso che questa promessa di sviluppi poi non soddisfatta faccia arrabbiare il lettore ancora di più che non se si trovasse di fronte a un libro completamente inconsistente.

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Sono d'accordo con voi in molte delle scene potenzialmente interessanti che avete citato, sono tutte azzeccatissime, peccato che siano state lasciate a morire. Io in realtà ho apprezzato la fase iniziale del romanzo (che come evidenziato da Lizz è anche scritta bene). Mi piaceva il modo in cui veniva snocciolato a poco a poco quello che era successo allo società fino a farla degenerare, ma poi l'autrice ha smesso di spiegare ed è rimasto solo un grosso punto interrogativo. Di fatto non è molto chiaro come sia stato il percorso che ha portato fino a lì: è tutto molto vago e riportato agli stereotipi delle dittature. Anche nell'inventarsi la dittatura l'autrice non ha cercato minimamente di darle del carattere o elementi di originalità.

 

Il momento in cui Sonia toglie il braccialetto è un altro momento chiave da voi evidenziato. Peccato che sia ancora una volta appena accennato. I bambini sono abitudinari e ossessivi, mi aspettavo che venisse sottolineata di più la fatica nel far ricominciare a parlare la figlia e il dolore nel vedere che lei non voleva farlo. E invece...

 

 

Il 17/1/2019 alle 08:04, Talia ha detto:

ma lei ha dimostrato di non sapersi assolutamente immedesimare in una madre! Il sentimento che stringe la bocca dello stomaco, che accorcia il respiro e fa perdere il sonno quando un figlio è malato o ha problemi, lei non ha proprio idea di cosa sia! 

Io non ho figli, ma tutti siamo stati figli e possiamo capire (specialmente chi ha la pretesa di essere uno scrittore e quindi con una marcia in più sulla sensibilità). Anche un uomo senza figli può capire la maternità e descriverla se si impegna e informa a dovere (deve essere un bravo scrittore ovviamente).

Quindi anche io ho trovato intollerabile come Jean sia assolutamente innaturale verso i propri figli e li tratti più che altro come pupazzi o numeri quando deve decide chi abbandonare e chi no.

 

Anche le conoscenze neurologiche e linguistiche dell'autrice non vengono sfruttate nel loro pieno potenziale. Poteva fare una cosa molto scientificamente affidabile, alla The Martian (prendendo un paragone irraggiungibile), invece le usa solo come pillole per dare credibilità al tutto. Non mi serve a niente sapere l'area esatta del cervello in cui le cose non funzionano nell'afasia se poi tutto il resto della logica del romanzo non ha senso.

 

Il 17/1/2019 alle 11:25, libero_s ha detto:

Lui non ha il braccialetto contaparole, perché non ci pensa lui a saccagnare il figlio di botte fino a fargli uscire dalla testa le stronzate oltranziste?

Date una medaglia a Libero! Santo subito, per questo e per tutta l'analisi in generale.

Un vero romanzo sulla parità di genere avrebbe fatto fare questo lavoro al marito. Avrebbe fatto vedere che anche l'uomo può educare un figlio (specialmente con una moglie deficente), invece...

 

Il 17/1/2019 alle 11:25, libero_s ha detto:

Non è neanche un personaggio vero, è solo uno stereotipo vivente, utile per soddisfare i bisogni affettivi e sessuali di Jean. Utilità nella trama? Zero.

Serve invece, per far capire che una donna da sola non ce la può fare. Come può una donna senza supporto fare qualcosa nella propria vita? E senza un amante focoso poi? Sottilmente maschilista.

 

Il 18/1/2019 alle 13:24, Emy ha detto:

Ma un ingegnere, capace di disattivare il braccialetto e crearne uno finto, come è finito a fare il postino? Non è plausibile.

Parole sante. Perchè pure lui è stato declassato? Perchè? Non ha senso.

 

23 ore fa, Talia ha detto:

Guarda caso, lei lotta per i diritti delle donne ma viene dipinta con modi di fare mascolini, estetica trasandata e poco femminile e omosessuale. Cioè, quasi a dire che per contestare il sistema, la donna deve assimilarsi a un uomo

Brava, hai centrato il punto più maschilista di tutti. Se fai cose da duro devi essere lesbica, altrimenti come fai senza l'amante italiano?

Che schifo. Scusate ma su questo punto ci voleva.

 

Per rispondere alla domanda sullo stereotipo italiano devo dire che è la cosa che mi ha dato meno fastidio. Ho vissuto anche io all'estero e ci si rende conto che ogni tanto siamo davvero uno stereotipo con le gambe, anche se non ce ne accorgiamo. Mi avrebbe dato fastidio se il resto del romanzo avesse avuto una trama sensata, personaggi sensati, dialoghi capibili e scene di azione comprensibili. Ma vista la situazione l'uso dello stereotipo non mi ha infastidito.

Le scene di azione, invece, quelle si che erano insopportabili.

 

 

 

 

 

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4 ore fa, Thea ha detto:

Le scene di azione, invece, quelle si che erano insopportabili.

 

Davvero! Un gran caos, soprattutto quelle del laboratorio. Poi mi aspettavo di assistere a questo marito, improvvisamente supereroe che avvelenava tutti. Invece.

E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, per me.

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Il personaggio del marito é il solo miseramente coerente e forse anche involontariamente. L'uomo incapace di alzare un dito per impedire alla moglie di lasciarlo e che anzi benedice gli amanti è lo?stesso che non riesce a dare due ceffoni al figlio. Propendo per l'assenza di volontarietà della dalcher in questa combinazione di comportamenti.

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6 minuti fa, AnnaL. ha detto:

Il personaggio del marito é il solo miseramente coerente e forse anche involontariamente. L'uomo incapace di alzare un dito per impedire alla moglie di lasciarlo e che anzi benedice gli amanti è lo?stesso che non riesce a dare due ceffoni al figlio. Propendo per l'assenza di volontarietà della dalcher in questa combinazione di comportamenti.

Tieni conto che è lo stesso che si sacrifica per il bene di tutto, e questo si che è incoerente.

Quindi le prime due coerenze erano forse solamente un caso.

 

E la benedizione all'amante secondo me è solo l'atteggiamento di una persona equilibrata e intelligente. Farei la stessa cosa, dopo tutto che ci può fare lui?

 

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Il 17/1/2019 alle 20:10, Ezbereth ha detto:

secondo voi cosa ha sancito il successo di questo pessimo libro?

 

La potenza della pubblicità e l'appoggio dei mass media. Hanno la portata di cento tsunami.

 

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Sto cercando qualcosa da salvare in questo libro abominevole, ma, a parte quegli spunti abortiti di cui sopra, non ho trovato niente.

Secondo me è scritto in modo sciatto, frettoloso, insignificante; è infarcito di banalità ed espressioni da soap opera qualunque ambito tocchi: la professoressa severa che boccia "non fa prigionieri"; due che fanno sesso "si mettono al lavoro"; chi è giù di morale "vede tutto grigio"; il matrimonio sfasciato sembra "pezzi di vetro di un bicchiere rotto"; a quell'ebete di italiano (che di cognome si chiama Rossi! che originalità) mancano del Belpaese "il cibo e il mare, le arance e le pesche che crescevano sul suolo vulcanico e fertile, fino a diventare grandi come il sole" (sic: pagina 100), e mentre il di lui padre "suonava il mandolino", la di lui madre "cantava Torna a Surriento, Core 'ngrato, cose così" (vorrei portare la vostra attenzione su quel "cose così": avrei addirittura preferito un "eccetera" da lista della spesa); i fiori di ciliegio sbocciano come "zucchero filato"; l'amplesso è "il sacro Graal dell'intimità fisica"; se sei felice, lo sei come "una scolaretta al primo ballo"; una cosa improbabile lo è come "un asino volante"; un coito appagante si commenta con l'originalissimo: "Dio, se è stato bello".

Qui mi fermo, non prima di rivelare anche a voi che grazie alla Dalcher ho scoperto che "per capire il vero carattere di un uomo" è "necessario vedere come si comporta quando una donna gli vomita davanti, nella pattumiera del suo ufficio" (p. 158).

Per quanto riguarda gli appunti che avete fatto alla trama e alle sue incongruenze e superficialità, sono d'accordo con tutto ciò che avete scritto.

 

35 minuti fa, Luciano91 ha detto:

La potenza della pubblicità e l'appoggio dei mass media. Hanno la portata di cento tsunami.

Aggiungerei anche la bella copertina.

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11 minuti fa, Ippolita2018 ha detto:

Qui mi fermo, non prima di rivelare anche a voi che grazie alla Dalcher ho scoperto che "per capire il vero carattere di un uomo" è "necessario vedere come si comporta quando una donna gli vomita davanti, nella pattumiera del suo ufficio" (p. 158).

xD

 

Anche per me è stata una rivelazione! 

 

Talia 

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1 ora fa, Ezbereth ha detto:

 Poi mi aspettavo di assistere a questo marito, improvvisamente supereroe che avvelenava tutti. Invece.

 

Ti do ragione. Il punto di vista della protagonista è molto parziale e, come si diceva sopra, fin troppe cose le succedono "per caso" in modo poco convincente, solo perché l'autrice non ha trovato modi più convincente per far sapere al lettore alcuni rami della trama.

Il libro avrebbe potuto essere migliore se avesse ospitato più punti di vista diversi?

Una delle cose che mi ha infastidito è stato lo sfioramento veloce e poi l'abbandono di altri personaggi la cui storia mi sarebbe piaciuto molto sapere.

Come ve lo immaginate un Vox raccontato anche dal postino o sua moglie, dal marito di Jean o l'amante, dalla sua amica attivista o, perché no, anche dal sacerdote fondamentalista?

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2 minuti fa, Lizz ha detto:

Come ve lo immaginate un Vox raccontato anche dal postino o sua moglie, dal marito di Jean o l'amante, dalla sua amica attivista o, perché no, anche dal sacerdote fondamentalista?

Seee, sarebbe stato troppo complesso, scherziamo? Bah, ricordo che quando l'ho acquistato, me ne è arrivata insieme una seconda copia, e me ne sono meravigliata. Chissà, magari dovevano smaltire le troppe copie. 😏

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16 minuti fa, Lizz ha detto:

Come ve lo immaginate un Vox raccontato anche dal postino

Lo scriverò io: Il postino rutta sempre due volte.

Quando i cattivi scoprono il segnale di riconoscimenti dei membri della resistenza, sbattere le ciglia tre volte, viene deciso che i nuovo segnale sarà ruttare due volte. :D

1 ora fa, Thea ha detto:

E la benedizione all'amante secondo me è solo l'atteggiamento di una persona equilibrata e intelligente. Farei la stessa cosa, dopo tutto che ci può fare lui?

Impossibile il confronto con un italiano focoso. E tieni presente che Lorenzo è il cugino più dotato di Rocco :D

 

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Per curiosità ho chiesto un parere su Vox nel gruppo: "Romanzi di fantascienza" su FB. Tenete presente due cose e cioè che il gruppo è frequentato da persone abituate a leggere, per cui un pelo più critiche (ma solo un pelo) del normale lettore da best seller e che Vox non è stato pubblicizzato come romanzo di fantascienza, sebbene lo sia visto che rientra fra i distopici (sottogenere della fantascienza).

Ho ricevuto solo un paio di risposte che riporto qui:

1) Buon romanzo, ma ha un finale debolissimo, non capisco come il suo editor non glielo abbia fatto rifare di sana pianta!

2) Concordo. Buona idea, non tanto inverosimile purtroppo. Bella la protagonista non perfetta. Finale da film d'azione confuso. Comunque si legge bene e fa riflettere.
Il racconto dell'ancella è un'altra categoria, ma lo stile della Atwood può lasciare straniti.

Hanno rilevato qualche problema, ma il giudizio complessivo è positivo, molto diverso dal nostro.

Sono andato a guardarmi qualche "literary blog" e li ho trovato molti giudizi positivi, giudizio condiviso anche da Il messaggero che dice: "Dalcher, ricercatrice che ha lavorato in molte università americane e britanniche e che ama profondamente il nostro Paese (soprattutto Napoli), ha una scrittura potente;" 

Fantasy magazine dice: "Piccole pecche, che smorzano un po’ quanto costruito da Dalcher all’inizio ma che non cancellano la forza dirompente di una distopia che ci ricorda quanto sia facile lasciarsi scivolare nel baratro senza accorgersene. Un romanzo che va letto e su cui è importante riflettere."

Silenziostoleggendo: "“Vox” di Christina Dalcher: un romanzo da leggere. “Vox” di Christina Dalcher (Editrice Nord) è stata una lettura forte e significativa. Un libro che lascia davvero il segno." Anche se si lamenta del finale un po' debole la recensioneè molto positiva.

Un altro blog va vicino alla realtà, ma solo se si intrpreta un termine in modo diverso da come inteso dall'autore :D "L’unica pecca, di questo romanzo agghiacciante, è il finale un po’ sbrigativo che lascia molte domande senza risposta. Nell’attesa di un eventuale seguito, consiglio questo libro a tutte le donne coraggiose che si piegano ma non si spezzano, a coloro che sono alle prese con le grandi scelte della vita, a chi del silenzio riesce a farne un’arma potente." Concordo su romanzo agghiacciante, ma temo che lo intendesse in modo diverso.

Più dubbiosi, anche se non così negativi come noi sono altri blog: "Ho pensato fosse il libro dell’anno e così, incuriosita dall’enorme attenzione che questo libro aveva attirato, ho acquistato anche io Vox di Christina Dalcher, edito dalla casa editrice Nord e tradotto da Barbara Ronca. Non erano state tanto le entusiastiche recensioni ‒ e ce ne sono state molte ‒ quanto la stupenda quarta di copertina:... ...Ho definito questo romanzo un’occasione sprecata, esso ha tuttavia due meriti indiscutibili. In primo luogo ricorda quanto sia preziosa la nostra voce e poi rammenta l’uso sciatto che facciamo della nostra lingua. Quante sono infatti le parole che usiamo senza preoccuparci del loro reale significato?" 

Nel complesso le recensioni sono tutte da positivo al molto positivo.

  • Confuso 1

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21 minuti fa, libero_s ha detto:

Il postino rutta sempre due volte

Mi sembra un titolo molto femminista :comedicitu:

 

5 minuti fa, libero_s ha detto:

Bella la protagonista non perfetta.

Mi permetto di dissentire! La protagonista intelligente, gnocca, caparbia con due uomini che la vogliono mi ha dato molto l'impressione di una Mary Sue giudicona.

 

Riguardo al romanzo "agghiacciante", invece, mi trovo d'accordo :D

 

  • Divertente 1

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1 ora fa, Thea ha detto:

E la benedizione all'amante secondo me è solo l'atteggiamento di una persona equilibrata e intelligente. Farei la stessa cosa, dopo tutto che ci può fare lui?

Il problema é che non fa mai nulla, per la moglie, il figlio, nulla. Quanto alla benedizione lo trovo un gesto debole e irrealistico. Toccasse a me, ecco, diciamo che opterei per un dignitoso silenzio.

Sicuro che era involontario... Qua di pensato c'é poco. 

Resto basita dalle recensioni positive in così gran numero.

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30 minuti fa, libero_s ha detto:

Nel complesso le recensioni sono tutte da positivo al molto positivo.

Eggià, come ti dicevo. Boh, non so che pensare. Forse hai ragione quando ti chiedi se sia giusto spendere tanto tempo a costruire una trama decente,  forse non è ciò che i lettori vogliono. 🤔

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Secondo me il WD raccoglie autori molto autocritici (è un complimento) che automaticamente analizzano in modo molto critico anche i libri che leggono - in modo molto più critico del lettore medio.

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Con questa storia delle recensioni mi avete incuriosita. In Italia si tende ad essere un po' esterofili, per cui può anche succedere che un prodotto americano mediocre venga sopravvalutato perché made in the USA. Perciò sono andata a spulciare quotidiani, riviste e siti americani e inglesi, per capire cosa ne pensano loro. L'ho fatto senza nessuna pretesa di organicità, guardando un po' random, per cui non ho una visione totale. 

 

Dalle mie ricerche sparse ne evinco che:

- I quotidiani più famosi ne danno recensioni tiepide, ma nessuno la stronca su tutta la linea;

- riviste e siti più "familiari" danno recensioni buone. 

 

Ho scoperto che in Inghilterra la copertina è diversa, tutta nera col titolo verticale rosso sangue e campeggiano due recensioni di cui una recita: "Questo romanzo vi farà sanguinare la mente - Prima", dall'altro lato "una pietrificante rielaborazione delle storie dell'ancella - Elle". 

 

Comincio a pensare a un complotto, o forse ci hanno messo lo zampino gli "amici italiani" di Lorenzo (gli stessi che falsificato i documenti). 

 

Talia 

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20 minuti fa, Talia ha detto:

"Questo romanzo vi farà sanguinare la mente - Prima", dall'altro lato "una pietrificante rielaborazione delle storie dell'ancella - Elle"

Ricorda molto "agghiacciante" di @libero_s :D Che sia un modo tutto inglese per criticare senza criticare?

E se qualcuno si lamenta che il libro è scritto male, loro possono difendersi: "ve l'avevamo detto che era pietrificante!"

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Forse non mi sono spiegata, le recensioni sono sulla copertina del libro, non riesco a mettere le immagini nel post, vi lascio il link:

 

https://www.lovereading.co.uk/reviews/18494/Vox-by-Christina-Dalcher.html

 

Questa copertina secondo me è agghiacciante. Sembra un libro massonico, la V sembra una piramide rovesciata e la O diventa un sole con tutti quei raggi intorno... 

 

 

Però non ho ben capito, su Amazon vendono un libro con la copertina uguale alla nostra... :umh:

 

Talia

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Il 18/1/2019 alle 14:22, Lizz ha detto:

il suo incipit è stato premiato a un concorso letterario. Per come me la immagino, è andata che la Dalcher ha scritto i primi capitoli con tutto comodo (e abbastanza bene), ha visto questo concorso ed è stata notata dalla casa editrice, che le ha offerto la pubblicazione  a condizione che lei si sbrigasse, così da rimanere sull'onda del successo de "Il racconto dell'Ancella".

A questo punto la Dalcher è andata in panico e ha scritto un mucchio di castronerie.

lo penso anche io, infatti, l'inizio del libro a me è piaciuto, mi ha interessata, ho pensato che fosse una storia che valeva, poi sappiamo tutti che seguito ha avuto sprofondando nella banalità. Un problema grosso della narrazione credo si trovi nella coerenza; secondo me lei ha pensato: scrivo un distopico, quindi tutto è possibile. Sono la creatrice del mio mondo e quindi decido io cosa sì e cosa no, le regole sono mie. Ma non si è preoccupata di crearle queste regole ed è andata a fare un minestrone con ingredienti che non stanno insieme e che rendono ridicoli gli altri. Se non ci fossero incoerenze, per lo meno nella struttura della dittatura e delle ragioni alla base delle limitazioni alle donne, credo che avrebbe potuto risultare un poco più credibile.

Il 18/1/2019 alle 14:24, Emy ha detto:

Jean, come dicevo prima, è superficiale in tutto e la cosa mi ha sconvolto perché pensavo, essendo una scienziata, che sarebbe stata più come dire oggettiva, che avrebbe analizzato tutto con un'occhio più critico, che avrebbe approfondito tanti aspetti di questa nuova condizione e invece non si espone mai. Mi è apparsa molto distaccata. Come se non fosse veramente una protagonista. 

esatto, abbiamo una narrazione in prima persona che è davvero un esempio di narrazione distaccata e non so come ci sia riuscita l'autrice. Come ha fatto a scrivere così tante pagine senza esporsi mai?

Il 18/1/2019 alle 14:24, Emy ha detto:

Ma un ingegnere, capace di disattivare il braccialetto e crearne uno finto, come è finito a fare il postino? Non è plausibile. Uno può apprendere tante cose dai tutorial sul web, ma non diventa ingegnere. 

potrebbe essere per il fatto che è nero e abbiamo detto che le persone di colore sarebbero state nel mirino subito dopo le donne

Il 18/1/2019 alle 15:17, Talia ha detto:

Non so se avevate le stesse aspettative e se avete ricevuto le mie stesse sensazioni, e mi incuriosirebbe saperlo. 

io avevo le tue stesse aspettative, non solo di approfondire la tematica femminile, ma anche perché mi piacciono molto i romanzi distopici e perché amo i libri della Atwood. In più, ho trovato la copertina davvero affascinante. C'è stato un altro libro, credo l'anno passato, e ora mi sfugge completamente il titolo: di nuovo un distopico e di nuovo le donne nel mirino, in questo caso avevano un potere, si caricavano di energia elettrica e diventavano pericolose, così dovevano essere contenute. Anche quello per me fu una grossa delusione. Forse il problema è la scopiazzatura della Atwood, o il problema sta in noi lettori che non riusciamo a fare a meno di confrontare? 

Il 18/1/2019 alle 15:17, Talia ha detto:

Cioè, quasi a dire che per contestare il sistema, la donna deve assimilarsi a un uomo. Se è femminile nell'estetica non può essere una lottatrice? Una che combatte per i suoi diritti? A guardare bene è anche questo uno dei problemi della nostra società. Se una donna di potere non  "fa l'uomo", non viene presa sul serio.

secondo me anche questo non è un elemento che la Dalcher abbia scelto, ha solo recuperato il personaggio di Moira dall'Ancella della Atwood e ha cercato di colorarlo con i i suoi colori. Si tratta della stessa figura e ha lo stesso rapporto con la protagonista. Se la Dalcher avesse detto: Sono innamorata del libro della Atwood e ho voluto scriverne una versione mia, una parodia... insomma, se si fosse confessata e avesse detto che aveva scopiazzato perché ammirava l'altra opera, forse la nostra opinione sarebbe diversa. Lei afferma di essere stata ispirata, che secondo me ha una valenza tutta diversa dallo scopiazzare. Questa non è espressione di ammirazione, non so come non sia denunciabile per plagio.

Il 18/1/2019 alle 20:02, Ezbereth ha detto:

Quello che mi ha attirato all'inizio è che sembrava un romanzo sulle donne, e l'originalità dello spunto sulla limitazione delle parole.

è quello che ha attirato anche me. Quella della limitazione delle parole trovo che sia una tematica enorme e con dei risvolti affascinanti, non c'era alcun bisogno di scene d'azione o sesso macho italiano con un argomento forte come questo, tutta la storia avrebbe potuto reggersi benissimo su questi senza bisogno di tante infarciture. 

19 ore fa, Lizz ha detto:

Penso che questa promessa di sviluppi poi non soddisfatta faccia arrabbiare il lettore ancora di più che non se si trovasse di fronte a un libro completamente inconsistente.

lo penso anche io. Hai sempre la sensazione che stia per cominciare la storia vera, ma poi salta fuori un altro spunto e quello precedente si perde, così che non si arriva niente se non a una grossa frustrazione e a una sensazione generale di niente di detto.

12 ore fa, Ippolita2018 ha detto:

Qui mi fermo, non prima di rivelare anche a voi che grazie alla Dalcher ho scoperto che "per capire il vero carattere di un uomo" è "necessario vedere come si comporta quando una donna gli vomita davanti, nella pattumiera del suo ufficio" (p. 158).

:D Mi piace che riporti le citazioni dal testo, forse perché, da quanto ho capito, l'hai appena finito e hai la storia più fresca. Io l'ho letto mesi fa e non ho più memoria di tutte queste chicche che hai citato. Per fortuna, aggiungerei. Mi ero ripromessa di dare una riletta al libro prima che cominciassimo questa discussione, ma proprio non ce l'ho fatta. Se non l'avessi comprato elettronico credo che lo rivenderei.

12 ore fa, Lizz ha detto:

Una delle cose che mi ha infastidito è stato lo sfioramento veloce e poi l'abbandono di altri personaggi la cui storia mi sarebbe piaciuto molto sapere.

Come ve lo immaginate un Vox raccontato anche dal postino o sua moglie, dal marito di Jean o l'amante, dalla sua amica attivista o, perché no, anche dal sacerdote fondamentalista?

penso che potremmo sceglierci un personaggio a testa e poi riscriverlo noi :P

11 ore fa, Ezbereth ha detto:

Forse hai ragione quando ti chiedi se sia giusto spendere tanto tempo a costruire una trama decente,  forse non è ciò che i lettori vogliono. 🤔

secondo me invece è quello che i lettori vogliono, la trama forte intendo. Vedrete che Vox scomparirà in fretta. Ok, la Dalcher ha venduto, si è arricchita, ne tirerà fuori un secondo e tutto il resto, ma poi sparirà. Il suo libro si perderà perché non ha niente che rimanga impresso. Forse noi non lo scorderemo mai dopo questa discussione, ma sarà perché è un antilibro, antitrama, antitutto.

Nessuno dei personaggi che sono apparsi nella storia ha una profondità, sono tutti potenzialmente da approfondire e caratterizzare, sono stati abbozzati e poi gettati nella mischia; come tutta la trama anche i personaggi sono incoerenti e inconsistenti e nessuno si è preoccupato che lo fossero. Questo fa sì che, a un lettore distratto, il libro faccia un'impressione forte, perché ha il tempo di cogliere solo le immagini che scorrono in superficie, non posso fare a meno di continuare a pensare che sia stato scritto per diventare film, scusate, so di averlo già detto. Non si poteva approfondire niente e nessuno perché non c'era tempo e perché non era destinato a lettori attenti. I lettori della Atwood sono stati accalappiati dai rimandi e poi fregati, ma comunque si tratta di pubblicità ben riuscita. Invece licenzierei in massa tutto lo staff editoriale che sta dietro all'uscita del libro.

 

Scusate il pippone di prima mattina, ma ero rimasta indietro <3

 

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Anche su aNobii non mancano i pareri positivi e il libro ha una media di 3 stelle (comunque troppe, a mio avviso) e, al momento 32 recensioni.

Ma quantomeno possiamo trovarci anche questo tipo di opinioni:

 

 Il tema è, ovviamente, delicato e le intenzioni della scrittrice sono quelle di farti arrabbiare per i soprusi ricevuti dal popolo femminile. Non è il primo romanzo femminista che leggo, non ho alcun problema con essi ma Vox secondo me è scritto male, la trama non convince e i personaggi sono piatti e sembrano usciti da un fotoromanzo. Tra l'altro, l'Italia ha un ruolo importante nella storia. La protagonista è figlia di italiani ed uno dei protagonisti è uno stereotipato italiano. La tematica è importante, avrebbe potuto essere esplosiva ma non basta un'idea iniziale per salvare un romanzo. (1 stella e mezzo)

 

ho cercato di resistere, ma a pagina 362 ho detto basta a questo strazio
i 20 euro peggio spesi
una storia che non ha né capo né coda, scritta malissimo (mezza stella)

 

Il libro parte bene e l'idea è bella, ma nel momento in cui inizia l'azione vera e propria, inizano anche i difetti.
Prima mi parli per duecento pagine di una super mega dittatura con il controllo assoluto e poi così, tric e trac, mi fai vedere che c'è gente che ha aggirato qualunque divieto possibile e immaginabile, persino quello più grave del braccialetto contaparole, e per di più manomettendo questi oggetti terribili come se fossero una radiolina cinese da quattro soldi che la apri e non va più? (3 stelle)

 

Un'idea buona in potenza, sviluppata tuttavia con uno spessore narrativo da "debole" a del tutto inesistente.

Il finale, ingarbugliato anziché incalzante, frettoloso al posto di soddisfacente nonché "americano" nella peggiore accezione del termine, finisce soltanto col riscattare un personaggio presentato come un inetto per gran parte della storia, con il risultato infelice di rendere la protagonista ancor meno convincente di quanto non sia stata fino a quel punto. (3 stelle)

 

Su IBS, che però è un sito più prettamente commerciale, ci sono per ora una media di 4 stelle (!) e 58 recensioni. Dove comunque possiamo trovare pareri come:

 

Perdibile, direi. (2 stelle)

 

 l'idea era molto valida, ma la caratterizzazione della protagonista è risultata davvero carente, sia nei dialoghi che nell'azione. Lo sviluppo della storia, anziché essere concentrato sul mondo distopico, verte sui problemi sentimentali della protagonista. Pensavo fosse un distopico e invece era un romanzo rosa... (1 stella)

 

L'idea è originalissima e avevo grandi speranze, perché all'inizio parte proprio bene. Poi... si perde. Si perde in una descrizione banale degli eventi, sciatta, insipida, vuota. La trama avrebbe dovuto essere sviluppata più attentamente, invece sembra il riassunto di un thriller già scritto. E poi questa protagonista che pensa all'amante anziché ai figli, che vuole scappare e abbandonarli, che non si dispera quando spariscono, che non gioisce quando li ritrova... Peccato. Questo romanzo poteva essere davvero sensazionale, invece è dimenticabile.

 

Certo, ci sono anche lettori a cui il libro è piaciuto  ma quello potrebbe anche essere normale. Sarà capitato anche a noi di apprezzare libri brutti per un qualsiasi motivo. Ma, se non altro, nelle comunità dei lettori le critiche, anche pesanti, non mancano. A me impressiona più il fatto che non ne sia arrivata alcuna da quella specializzata (o presunta tale): stampa, blog letterari e simili, come avete evidenziano prima, danno tutti giudizi che vanno dal positivo al molto positivo.

Continuo a chiedermi perché.

Davvero considerano questo romanzo un libro da consigliare, come fosse una buona lettura, quantomeno di quelle rivolte al lettore medio?

 

 

 

Modificato da Eudes
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