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Kyuss

Pianosequenza

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Vi vorrei proporre un frammento che vorrei diventasse l'incipit del mio prossimo romanzo, è solo una prima bozza, molto grezza, siate cattivi.

 

Alle volte si perdeva nei suoi passi, restava immobile in mezzo al soggiorno e seguiva con lo sguardo quei suoni ammalianti che lo facevano perdere in un mondo sensuale e insoddisfacente, il più delle volte seguiva letteralmente quei passi, fisicamente si spostava seguendo quelle immaginarie orme sul soffitto fino a quando non arrivava davanti la porta di casa.

Lei abitava al piano di sopra e lui aveva sistemato la sua piccola casa popolare identicamente perfetta, spostando la sua camera da letto con quella della madre, per il resto, tutte quelle stanze, tutti quei corridoi erano uguali, stessi spazi, quasi stessa aria di sconfitta e rassegnazione, la madre ormai stanca non si curava più di quelle bizzarre scelte, si limitava ad amarlo come ogni madre si suppone ami il proprio figlio, alle volte quella figura gobba dal dolore sospirava e osservava incantata quel figlio strano e diverso, ma mai con odio, probabilmente con un po’ di preoccupazione. Aveva messo la sveglia alla stessa ora di lei, si alzavano in sincrono e lui ripeteva meccanicamente i gesti, inventava tutti quei gesti, ipotizzava un’altra vita, spostandosi da una stanza all’altra assonnato e sicuro nei suoi passi, aveva calcolato tutto alla perfezione, passando da un cronometro per aiuto al puro calcolo mentale fino a quello che lui considerava la perfezione, senza nessun aiuto riusciva a estinguere tutti i sui movimenti all’unisono con quelli di lei.

Distingueva perfettamente il rumore sobrio e pacato delle ciabatte, il mistero dei passi nudi nella notte per andare in bagno senza fare rumore, oppure il suono elastico di un paio di scarpe da tennis, o l’acuto pungere di un tacco dodici sulle mattonelle.

Cominciava così quasi tutte le sue giornate, svegliandosi prima di lei in modo tale da poterla sentire mentre tirava via le coperte, si sedeva per qualche istante sul letto e poi la seguiva in bagno dove all’unisono si liberavano dei propri liquidi corporei, facendo attenzione ad ascoltare bene tutto, passava in cucina dove immaginava una colazione, in realtà la sua era sempre uguale, caffè, mezzo litro di latte e una montagna di biscotti, dopo si dirigeva nuovamente in bagno, accendeva una sigaretta e aspettava un defecazione complicata.

Il passo successivo era la doccia, era una delle sue congetture preferite, immaginare quella ragazza sotto la doccia era uno dei pensieri stupendi che viveva quasi ogni mattina, precisamente quando lei aveva il tempo di farsi una doccia o la voglia, non si immedesimava in lei, voleva essere accanto a lei, alle volte le chiedeva anche qualcosa sotto quel getto spudorato di acqua tiepida, chiudeva gli occhi e si rispondeva garbato e sensuale, poi si vestiva con una tuta sformata e l’aspettava davanti allo spioncino della porta.

Uno, due, tre, quattro, contava i suoi passi, subito dopo il suono di chiusura e il tintinnio delle chiavi, le due rampe di scale si faceva velocemente, soprattutto se lei aveva fretta, capiva subito che scarpe aveva indossato ed usava quei pochi istanti per cercare di indovinare l’abbigliamento, il suono tipico delle scarpe da tennis gli avrebbero suggerito un paio di jeans ed un semplice T-shirt, il pungente tacco, un vestito o una gonna, sapeva esattamente quanti passi lo separavano da quella visione e camminava impaziente verso la porta per quella giocosa rivelazione eccitante.

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Ciao @Kyuss.

 

Intitoli il tuo frammento col nome di una tecnica cinematografica che rifiuta la frammentazione: mi ha divertito molto questa intrinseca (e quindi inevitabile) antinomia, tanto quanto mi piace nel cinema il piano-sequenza. Ho l'elenco di tutti i film in cui viene utilizzato e ogni tanto ne spunto uno: tra gli ultimi visti, ti consiglio Birdman di Iñárritu.

Nel tuo brano dunque non disattendi le attese: ho immaginato una cinepresa che riprende in tempo reale e in contemporanea le vite di "lui" e di "lei" nei due appartamenti posti uno sopra all'altro, e che mi rimanda senza segmentazioni un'unità narrativa autonoma. 

I due,

maschio/femmina, follia/normalità,

si spostano sincronicamente in due abitazioni identiche ma diverse, e sarà interessante conoscere lo sviluppo che darai alla storia.

 

Dal punto di vista formale dici tu stesso che il tuo brano è materia grezza: e in effetti così appare nella punteggiatura, approssimativa e circoscritta quasi alle sole virgole; nel lessico, qua e là impreciso e frettoloso; nella omissione dei soggetti, che rischia di confondere il lettore.

Ti faccio qualche esempio:

 

8 ore fa, Kyuss ha detto:

Lei abitava al piano di sopra e lui aveva sistemato la sua piccola casa popolare identicamente perfetta, spostando la sua camera da letto con quella della madre, per il resto, tutte quelle stanze, tutti quei corridoi erano uguali, stessi spazi, quasi stessa aria di sconfitta e rassegnazione, la madre ormai stanca non si curava più di quelle bizzarre scelte, si limitava ad amarlo come ogni madre si suppone ami il proprio figlio, alle volte quella figura gobba dal dolore sospirava e osservava incantata quel figlio strano e diverso, ma mai con odio, probabilmente con un po’ di preoccupazione. Aveva messo la sveglia alla stessa ora di lei, 

 

"Identicamente" se non sbaglio ha un uso esclusivo in matematica (qui può  venirci in aiuto @bwv582), quindi opterei per un più banale e corretto "perfettamente identico".

"Spostando" andrebbe sostituito con "sostituendo".

Ti consiglierei inoltre di mettere un punto e virgola dopo "madre", un punto fermo dopo "rassegnazione" e dopo "figlio".

Trovo inoltre concettualmente improbabile che una madre guardi un figlio "incantata ma mai con odio": la congiunzione avversativa mette in campo un'opposizione logica con quanto detto prima, e qui tra "incanto" e  "assenza di odio" non sussistono contrasti che giustifichino la presenza del "ma".

È  bene, inoltre, evidenziare il soggetto di "aveva messo": in caso contrario, soggetto sottinteso è la madre.

Vi sono pochi refusi che non ti segnalo.

 

Un saluto e grazie per la lettura.

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Ciao@Ippolita2018 e grazie per aver letto il mio frammento.

forse un giorno riuscirò a finire questo romanzo e si potrà capire meglio il perché del titolo, ma concettualmente non ci sei andata molto distante!

Adoro anche io il pianosequenza, nel linguaggio cinematografico è la cosa più vicina allo sguardo umano, e visto che anche tu sei appassionata ne menzionerò solo alcuni:

Orson Welles - l'infernale Quinlan (lo so, un classico)

Soy Cuba -  Michail Kalatozov (bellissimo)

Arca Russa - Aleksandr Sokurov (girato tutto e veramente in pianosequenza!)

Old Boy - Park Chan-Wook

e nei serial televisivi sicuramente citerei True detective, se non sbaglio stagione 1 episodio 4 diretto da Cary Fukunaga

Ho visto Birdman, non lo considero un capolavoro, ma resta comunque sopra la media, anche perché come ben saprai viene considerato un falso piano sequenza, o Alfred Hitchcock con il film - Nodo alla gola e i suoi tagli strategici.

dimenticavo un altro film! scusa se mi sono dilungato forse troppo! Victoria di Sebastian Schipper.

 

Per le correzioni che mi hai segnalato non poso che essere d'accordo con te e perciò ringraziarti nuovamente

 

ora ti saluto e spero un giorno potrai leggere la seconda parte di questo frammento intitolato pianosequenza.

 

grazie

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14 ore fa, Ippolita2018 ha detto:

"Identicamente" se non sbaglio ha un uso esclusivo in matematica (qui può  venirci in aiuto @bwv582), quindi opterei per un più banale e corretto "perfettamente identico".

Mi sono laureato qualche anno fa, ma ci provo a rievocare qualcosa.
L'identicamente - che ha il simbolo di "uguale con tre sbarrette" che non so fare con ALT + qualcosa o altre combinazioni di tasti - indica un'uguaglianza molto forte in matematica e non molto usata a quanto ho visto (tranne che in dimostrazioni). Posso dire molto alla buona che si intende un "uguale in tutto e per tutto" o un "uguale punto a punto".

Per la parola in sé, non essendo un linguista non posso dirti se sia una prerogativa matematica o se sia utilizzata anche in italiano. Posso dirti a gusto mio che quel "identicamente" usati nel frammento non mi piace ma credo anche perché si trova in una frase molto lunga.

 

A questo punto mi collego proprio con il frammento che, per me, è un buon frammento. :)

A lettura, quello che non mi è piaciuto, è la forma: usi frasi lunghe e non di rado con molti sostantivi anticipati o seguiti da uno specifico attributo - non ricordo che nome abbia questa struttura, ma comunque è la stessa del "pelide Achille" o del "multiforme Odisseo" - e, per me, una forma del genere non è agevole a lettura. Non voglio muoverti una critica allo stile che reputo personale e da rispettare, ma semplicemente credo sarebbe meglio alleggerire (anche solo con qualche punto intermedio o con qualche aggettivo in meno) frasi come questa

Il ‎15‎/‎10‎/‎2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Lei abitava al piano di sopra e lui aveva sistemato la sua piccola casa popolare identicamente perfetta, spostando la sua camera da letto con quella della madre, per il resto, tutte quelle stanze, tutti quei corridoi erano uguali, stessi spazi, quasi stessa aria di sconfitta e rassegnazione, la madre ormai stanca non si curava più di quelle bizzarre scelte, si limitava ad amarlo come ogni madre si suppone ami il proprio figlio, alle volte quella figura gobba dal dolore sospirava e osservava incantata quel figlio strano e diverso, ma mai con odio, probabilmente con un po’ di preoccupazione.

oppure questa, per darti un esempio di quanto dicevo con gli aggettivi legati al sostantivo di riferimento

Il ‎15‎/‎10‎/‎2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Distingueva perfettamente il rumore sobrio e pacato delle ciabatte, il mistero dei passi nudi nella notte per andare in bagno senza fare rumore, oppure il suono elastico di un paio di scarpe da tennis, o l’acuto pungere di un tacco dodici sulle mattonelle.

Quindi immagino che sia una scelta tua, perciò ti proporrei solo qualche piccolo alleggerimento come detto. Io non sono un fan delle frasi eccessivamente brevi, delle ripetizioni (qualcuna c'è, chissà se passa @AndC che intanto taggo e saluto :ciaociao:), però credo ci sia da sistemare un po' e rendere il tutto più scorrevole.

Quello che invece mi piace molto è questo tuo modo di descrivere l'infatuazione che, invece di fermarsi su descrizioni statiche di sentimenti o altro, si riflette in dettagli, magari quotidiani. Questa, per esempio, mi ha davvero incuriosito

Il ‎15‎/‎10‎/‎2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

la seguiva in bagno dove all’unisono si liberavano dei propri liquidi corporei, facendo attenzione ad ascoltare bene tutto

anche se l'ascolto di una "defecazione complicata" sembra più da manuale infermieristico secondo me. :P

Però trovo un incipit molto interessante dove ci fai entrare in un personaggio ossessionato di cui riusciamo a "sentire" ogni passo e ogni pensiero o respiro trattenuto protendendo noi stessi l'orecchio verso quella donna di cui sentiamo ogni movimento nella narrazione.

Questo è il mio parere da lettore (non tecnico), @Kyuss, spero che possa esserti utile per spunti di discussione o anche solo come riscontro su un lettore qualsiasi. :ciaociao:

Modificato da bwv582
Ho sistemato una frase.

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@bwv582 per prima cosa ti ringrazio di aver letto il mio frammento, per quello che riguarda lo stile, lo devo ammettere, non piace neanche a me, purtroppo alla fine ho capito che ero proprio fatto così, ma alle volte lo odio, quando ho finito di scrivere il primo romanzo, quando tutto era finito, correzione bozza, editing, copertina e tutti gli annessi, ho bloccato tutto, rileggendo il libro mi faceva veramente schifo, dopo un po' di contrattazioni con l'editor abbiamo ripreso il cammino, ma ti dico la verità, non so se mai uscirà il romanzo, ho una proposta per gennaio e una quando voglio, nel senso che potrei mandargli il manoscritto anche adesso, deciderò spero in tempi brevi o non deciderò mai!

per quanto riguarda il termine "identicamente", mi scuso con @Ippolita2018 (perdonami avrei dovuto rispondere prima a te su questo termine , ma quando è partito il discorso cinematografico mi sono perso) pensavo fosse il termine migliore, quello più freddo, volevo che si avesse la sensazione di un vero e proprio calcolo matematico nella gestione della sua vita, ma come suggerito da @Ippolita2018 perfettamente identico mi piace molto.

Per quanto riguarda la "defecazione complicata", qui volevo con due semplici parole descrivere la difficoltà di mantenere i gesti uguali, senza descrizioni eccessive, ma mettendo in risalto che il personaggio pur di effettuare tutto in sincrono può avere delle difficoltà, anche quotidiane come andare al bagno, ma che questo di certo non lo sposta dai suoi intenti.  

Inoltre defecare mi sembrava la parola più leggera e asettica possibile.  

 

Grazie 

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Ciao, @Kyuss, non preoccuparti, non devi giustificare o scusarti con le tue scelte, io, da lettore non tecnico (lo specifico! :P) ti do un parere personale che vuole essere tutto tranne che scienza infusa o dogma indiscutibile. Anzi, visto che ci sono, mi hai spiegato questo dettaglio

4 ore fa, Kyuss ha detto:

Per quanto riguarda la "defecazione complicata", qui volevo con due semplici parole descrivere la difficoltà di mantenere i gesti uguali, senza descrizioni eccessive, ma mettendo in risalto che il personaggio pur di effettuare tutto in sincrono può avere delle difficoltà, anche quotidiane come andare al bagno, ma che questo di certo non lo sposta dai suoi intenti.  

che non avevo capito, io credevo che lui stesse sotto a sentire lei, diciamo, nelle sue turbe mattutine. :P

Quindi credo che il termine va bene. A lettura lo credevo un po' "infermieristico" ma anche questo è pur sempre un gusto mio. :)

 

Comunque ho visto che io e @Ippolita2018 abbiamo ricevuto dei punti reputazione per le risposte. Immagino che sei stato tu a darci il tuo "grazie" - e, in generale, ringrazio per la stima :rosa: - però in officina sono vietati (è riassunto anche nel "regolamentino in alto" in ogni sezione) quindi ti invito a toglierli se sei stato tu. :)

Modificato da bwv582
Ho sistemato una frase.

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@bwv582 grazie ancora, e si penso di essere stato io... non avevo bene in mente questa parte del regolamento, mi dispiace, ora provvedo.

Fatto!

 

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Mi è davvero  piaciuto questo frammento @Kyuss

Anche io ho notato un'influenza cinematografica nel tuo racconto. Parlando di Iñárritu, uno dei miei film preferiti è senza dubbio il suo The Revenant: storia semplice, cruda, western e senza neanche l'ombra di una parola che non fosse strettamente necessaria ai fini della trama. Per quanto riguarda True Detective... ti riferisci alla "sparatoria" sovrapposta al racconto di Marty e Rust di come trovarono il killer Ledoux (che nomina per la prima volta Il re in giallo)?                                                                                                                                                                                                     

Se sì, ti consiglio di vedere (se non l'hai già visto) "Beast of No Nations" sempre di Fukunaga: ha una regia spettacolare. 

Tornando al tuo frammento, ho apprezzato il tuo stile nonostante (credo) ci siano diverse frasi che potrebbero beneficiare di un alleggerimento del numero delle parole, rendendo la lettura più fluida di quanto non lo sia già. 

 

Questa frase mi ha fatto davvero ridere, complimenti :D  Tuttavia mi è sembrata leggermente difficile da comprendere. Avevo capito che si liberavano nello stesso momento e nello stesso bagno e, quindi, nello stesso water. Forse "unisono" non è la parola adatta... Ho dovuto rileggerla un paio di volte per farmi un quadro della situazione (potrebbe benissimo essere un problema mio e basta).

 

Il 15/10/2018 alle 11:22, Kyuss ha detto:

Cominciava così quasi tutte le sue giornate, svegliandosi prima di lei in modo tale da poterla sentire mentre tirava via le coperte, si sedeva per qualche istante sul letto e poi la seguiva in bagno dove all’unisono si liberavano dei propri liquidi corporei, facendo attenzione ad ascoltare bene tutto,

 

In conclusione, credo sia davvero un buon incipit che potresti migliorare ancora di più tagliando alcune ripetizioni. 

Ciao!

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Ciao@H.Chinaski e grazie per essere passato da queste parti ed esserti soffermato sul mio frammento, grazie anche per i suggerimenti!

spero di non infrangere nessuna regola se posto il link alle scena...

trovare una sequenza così ben fatta all'interno di una serie televisiva mi ricordo che mi colpì moltissimo

17 ore fa, H.Chinaski ha detto:

The Revenant: storia semplice, cruda, western e senza neanche l'ombra di una parola che non fosse strettamente necessaria ai fini della trama

sicuramente meglio di Birdman, anche 21 grammi mi è piaciuto molto

17 ore fa, H.Chinaski ha detto:

 "Beast of No Nations" sempre di Fukunaga: ha una regia spettacolare.

ancora non l'ho visto, cercherò di reperirlo al più presto.

 

P.S. prima o poi mi deciderò a postare un altro frammento, che dovrebbe essere la continuazione di questo già postato e poi decidere se farne un racconto o un romanzo vero e proprio!

 

grazie

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Buongiorno @Kyuss piacere di leggerti:). Questo titolo è davvero interessante. Un romanzo con questo titolo potrebbe suscitare curiosità.

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Alle volte si perdeva nei suoi passi, restava immobile in mezzo al soggiorno e seguiva con lo sguardo quei suoni ammalianti che lo facevano perdere in un mondo sensuale e insoddisfacente, il più delle volte seguiva letteralmente quei passi, fisicamente si spostava seguendo quelle immaginarie orme sul soffitto fino a quando non arrivava davanti la porta di casa.

Frase poca chiara. Io scriverei:

Alle volte si perdeva nei suoi passi, restava immobile nel mezzo del soggiorno e seguiva con lo sguardo quei suoni Cancellerei ammalianti che lo facevano perdere Non ripetere: sostituirei con girovagare  in un mondo sensuale e insoddisfacente (sensuale perche'), Cancellerei questa intera fraseil più delle volte seguiva letteralmente quei passi, fisicamente si spostava seguendo quelle immaginarie orme sul soffitto fino a quando non arrivava davanti la porta di casa.

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Lei abitava al piano di sopra e lui aveva sistemato la sua piccola casa popolare identicamente perfetta, spostando la sua camera da letto con quella della madre, per il resto, tutte Cancellerei  quelle stanze, tutti quei corridoi erano uguali, stessi spazi, Cancellerei quasi stessa aria di sconfitta e rassegnazione, la madre ormai stanca non si curava più di quelle bizzarre scelte, si limitava ad amare lo come ogni madre si suppone ami il proprio figlio, alle volte quella figura gobba dal dolore sospirava e osservava incantata quel figlio strano e diverso, ma mai con odio, probabilmente con un po’ di preoccupazione.

Il periodo è troppo lungo.

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Aveva messo la sveglia alla stessa ora di lei, si alzavano in sincrono Direi: entrambi in sincronizzazione e lui ripeteva meccanicamente i gesti, inventava tutti quei gesti, ipotizzava un’altra vita, spostandosi da una stanza all’altra assonnato e sicuro nei suoi passi,Qui ci va un ; aveva calcolato tutto alla perfezione, passando da un cronometro per aiuto al puro calcolo mentale fino a quello che lui considerava la perfezione, senza nessun aiuto riusciva a estinguere tutti i sui movimenti all’unisono con quelli di lei.

Semplificherei.

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Distingueva perfettamente il rumore sobrio e pacato delle ciabatte di chi? di lei, il mistero dei passi nudi nella notte per andare in bagno senza fare rumore, oppure il suono elastico di un paio di scarpe da tennis, o l’acuto pungere di un tacco dodici sulle mattonelle.

Abbastanza scorrevole.

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Cominciava così quasi tutte le sue giornate, svegliandosi prima di lei in modo tale da poterla sentire mentre tirava via le coperte, si sedeva per qualche istante sul letto e poi la seguiva in bagno Non mi piace  dove all’unisono si liberavano dei propri liquidi corporei, facendo attenzione ad ascoltare bene tutto, passava in cucina dove immaginava una colazione, in realtà la sua era sempre uguale, caffè, mezzo litro di latte e una montagna di biscotti, dopo si dirigeva nuovamente in bagno, accendeva una sigaretta e aspettava un defecazione complicata.

Fai delle frasi troppo lunghe.

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Il passo successivo era la doccia, era una delle sue congetture preferite, immaginare quella ragazza di quale ragazza parli? della mamma o di quella di sopra?sotto la doccia era uno dei pensieri stupendi che viveva quasi ogni mattina, precisamente quando lei aveva il tempo di farsi una doccia Cancellerei o la voglia, non si immedesimava in lei, voleva essere accanto a lei, Spiegherei meglio: alle volte le chiedeva anche qualcosa sotto quel getto spudorato di acqua tiepida, chiudeva gli occhi e si rispondeva garbato e sensuale, poi si vestiva con una tuta sformata e l’aspettava davanti allo spioncino della porta. Ok mi è chiaro

 

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Uno, due, tre, quattro, contava i suoi passi, subito dopo il suono di chiusura e il tintinnio delle chiavi, le due rampe di scale si che faceva velocemente, soprattutto se lei aveva fretta, capiva subito che scarpe aveva indossato ed usava quei pochi istanti per cercare di indovinare l’abbigliamento, il suono tipico delle scarpe da tennis gli avrebbero suggerito un paio di jeans ed un semplice T-shirt, il pungente tacco, un vestito o una gonna, sapeva esattamente quanti passi lo separavano da quella visione e camminava impaziente verso la porta per quella giocosa rivelazione eccitante.

Parte confusa. La riscriverei.

 

Conclusione: frammento interessate ma da rivedere. Sei troppo distratto secondo me. Ti consiglio di rileggere sempre quello che scrivi! E' utile imparare dagli propri errori.(ho imparato ha fare così col tempo) Un'altra cosa, non scrivere frasi lunghe e complesse. Stancano ma soprattutto si leggono in apnea:tutticolori: Il titolo mi piace e secondo me promette bene, lavora meglio sul resto.

:flower:Ti auguro un buon week-end.

Floriana

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@Floriana grazie per esserti soffermata sul mio frammento e grazie per i preziosi suggerimenti, mi torneranno molto utili!

Doveva essere l'incipit di un nuovo romanzo che al momento è stato abbandonato, sto cercando una casa editrice per un altro romanzo e forse, anzi senza il forse, con troppa presunzione, ho pensato di poter gestire le due cose contemporaneamente:bandiera: 

 

Ti auguro un buon week-end e una buona vita!

 

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Buon pomeriggio @Kyuss .

Torno finalmente ad avere un po' di tempo da dedicare alla lettura qui sul forum, e mi sono imbattuto sul tuo frammento.

 

Per quanto breve, la trama è ben sviluppata e il personaggio principale è ben caratterizzato in queste poche righe.

Lo stile sarebbe certamente più scorrevole e piacevole da leggere se ci fossero meno appesantimenti (già fatti notare da chi mi ha preceduto) e qualche attenzione in più sulla punteggiatura. Per intenderci, ho avuto difficoltà nella parte centrale a mettere a fuoco i vari soggetti della scena (nello specifico, la madre e la ragazza).

Quanto ai contenuti, avrei tolto qualcosa di superfluo e che ti ha messo in difficoltà nella stesura del testo (tanto l'idea della situazione la dai già molto bene, senza fare la puntigliosa cronaca "minuto per minuto" :lol:); rimangono comunque molto buoni e plausibili.

 

Insomma, con la dovuta "limatura", mi pare sia un incipit davvero interessante per un romanzo, alla prossima! ;)

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Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Alle volte si perdeva nei suoi passi, restava immobile in mezzo al soggiorno e seguiva con lo sguardo quei suoni ammalianti che lo facevano perdere in un mondo sensuale e insoddisfacente, il più delle volte seguiva letteralmente quei passi, fisicamente si spostava seguendo quelle immaginarie orme sul soffitto fino a quando non arrivava davanti la porta di casa.

Lei abitava al piano di sopra e lui aveva sistemato la sua piccola casa popolare identicamente perfetta,

forse meglio: aveva fatto collimare i vani di casa sua con quelli di lei, perfettamente,

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

spostando la sua camera da letto con quella della madre,

forse meglio: cambiando a sua camera da letto con quella della madre (e qui meglio alla fine il punto e virgola)

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

per il resto, tutte quelle stanze, tutti quei corridoi erano uguali, stessi spazi, quasi stessa aria di sconfitta e rassegnazione,

punto e virgola

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

la madre ormai stanca non si curava più di quelle bizzarre scelte, si limitava ad amarlo come ogni madre si suppone ami il proprio figlio,

Qui ci starebbe bene un punto fermo,  per far riprendere fiato a chi legge.

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

alle volte quella figura gobba dal dolore sospirava e osservava incantata quel figlio strano e diverso, ma mai con odio, probabilmente con un po’ di preoccupazione. Aveva messo la sveglia alla stessa ora di lei, si alzavano in sincrono e lui ripeteva meccanicamente i gesti, inventava tutti quei gesti, ipotizzava un’altra vita, spostandosi da una stanza all’altra assonnato e sicuro

assonnato ma sicuro

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

nei suoi passi,

anche qui, meglio un punto.

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

aveva calcolato tutto alla perfezione, passando da un cronometro per aiuto al puro calcolo mentale fino a quello che lui considerava la perfezione, senza nessun aiuto riusciva a estinguere tutti i sui movimenti all’unisono con quelli di lei.

Distingueva perfettamente il rumore sobrio e pacato delle ciabatte, il mistero dei passi nudi nella notte per andare in bagno senza fare rumore, oppure il suono elastico di un paio di scarpe da tennis, o l’acuto pungere di un tacco dodici sulle mattonelle.

Cominciava così quasi tutte le sue giornate, svegliandosi prima di lei in modo tale da poterla sentire mentre tirava via le coperte, si sedeva per qualche istante sul letto e poi la seguiva in bagno dove all’unisono si liberavano dei propri liquidi corporei, facendo attenzione ad ascoltare bene tutto, passava in cucina dove immaginava una colazione,

punto e virgola

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

in realtà la sua era sempre uguale, caffè, mezzo litro di latte e una montagna di biscotti, dopo si dirigeva nuovamente in bagno, accendeva una sigaretta e aspettava un defecazione complicata.

meglio: accendeva una sigaretta visto che la seduta, in genere, era lunga.

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Il passo successivo era la doccia,

due punti

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

era una delle sue congetture preferite, immaginare quella ragazza sotto la doccia era uno dei pensieri stupendi che viveva quasi ogni mattina, precisamente quando lei aveva il tempo di farsi una doccia o la voglia, non si immedesimava in lei, voleva essere accanto a lei, alle volte le chiedeva anche qualcosa sotto quel getto spudorato di acqua tiepida, chiudeva gli occhi e si rispondeva garbato e sensuale, poi si vestiva con una tuta sformata e l’aspettava davanti allo spioncino della porta.

nelle tre righe sopra, ripeti altre due volte "doccia" ma, soprattutto, metti un solo punto fermo. Credo che dovresti metterne tre, di punti, tre frasi invece di questa, lunghissima, proposizione.

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

Uno, due, tre, quattro, contava i suoi passi, subito dopo il suono di chiusura e il tintinnio delle chiavi,

punto e virgola

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

le due rampe di scale si faceva velocemente, soprattutto se lei aveva fretta,

meglio: lei le faceva velocemente, soprattutto se era di fretta,

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

capiva subito che scarpe aveva indossato

 mentre lui capiva subito che scarpe aveva indossato

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

ed usava quei pochi istanti per cercare di indovinare l’abbigliamento,

due punti

Il 15/10/2018 alle 12:22, Kyuss ha detto:

il suono tipico delle scarpe da tennis gli avrebbero suggerito un paio di jeans ed un semplice T-shirt, il pungente tacco, un vestito o una gonna, sapeva esattamente quanti passi lo separavano da quella visione e camminava impaziente verso la porta per quella giocosa rivelazione eccitante.

 

Storia di una giornata da maniaco scrupolosissimo e, sin qui, inoffensivo.

Storia strana, intrigante il giusto. Fai delle pause coi punti fermi, mi raccomando, come ti ho suggerito... O volevi dare quell'effetto ansiogeno apposta? :D

 

:ciaociao: da Zaza :)

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@H3c70r@Poeta Zaza scusatemi tanto per il ritardo,sono stato molto impegnato nel lavoro, (lavorare in una casa editrice è stato sfiancante, finalmente mi hanno liberato) solo da poco sono ritornato a controllare il forum e solo oggi mi sono accorto della vostra lettura e dei suggerimenti, vi ringrazio, come sempre farò tesoro dei vostri consigli, nella speranza un giorno di poter continuare a lavorare su questo progetto, scusatemi ancora e grazie! e dimenticavo... buona vita!

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