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paolasenzalai

Madreperla

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commento

 

Spoiler

 

Mi piacerebbe tu ascoltassi "Ancora Qui" - Elisa Toffoli | Django Unchained 2012

 

 

 

 

E infine ho sognato di te ed è ricominciata la malinconia, la necessità di viverti accanto, come quando abitavamo a Carmel, nella nostra piccola casa. Ci eravamo capitati per caso, durante una vacanza in California. Innamorati del luogo, avevamo deciso di fermarci lì, di affittare un cottage e al diavolo l’America. Tu scrivevi, io leggevo.

La scrivania davanti alla finestra è la prima immagine nitida che ho. Forse perché quella finestra sempre aperta per lasciare entrare Gatto, un micio che ci aveva scelti fin dall’inizio, era per noi anche fonte musicale. La brezza estiva accarezzava, facendoli tintinnare, i dischetti di madreperla del lampadario eolico appeso in sala, un prezioso Verner Panton dal suono ipnotico che, mescolato a vino e parole, diveniva per noi magnificenza.

Di sera salivamo al promontorio per guardar calare il sole. Gatto ci seguiva come un’ombra.

Sedevi a gambe aperte, io mi rannicchiavo lì in mezzo. Una coperta come mantello ad avvolgere entrambi: supereroi al tramonto.

Cavalieri, amanti, pirati e assassini ci tenevano compagnia fino all’ultimo raggio di sole, poi sollevavi la coperta e guardandomi dicevi: «mm, ancora gambe?» Io ridevo.

Pensavi mi potessi trasformare in sirena da un momento all’altro, invece le pinne non spuntavano e ce ne tornavamo a casa abbracciati, camminando sulle nostre gambe, la coperta in spalla e Gatto tra i piedi.

A casa facevamo l’amore.

Non frequentavamo nessuno, non uscivamo mai, solo per la spesa. Una telefonata del tuo editore ogni tanto era l’unico aggancio col mondo. Non volevi distrazioni, io volevo te; insieme eravamo felici.

Un giorno Gatto non si svegliò, una breve cerimonia e lo sotterrammo lassù, sul promontorio.

Il problema fu che quella morte segnò per sempre il nostro destino.

«Un cattivo presagio: quando un gatto muore porta con sé un’anima bella o un grande amore», dicevi. Avevi già scritto la nostra condanna.

La sofferenza divenne sconfinata, parlavi, bevevi troppo, eri cattivo nell’amore.

Per questo andai dalla sarta e le ordinai una coda di sirena di velluti e paillettes. Me la confezionò in breve e una sera l’indossai. Stupenda. Non dimenticherò mai i tuoi occhi. Un attimo prima eri il mio amante, un attimo dopo…  il mio demone più crudele.

Urlavi, i tuoi occhi sconvolti fissavano il niente. Mi inchiodasti al letto, le mani sui miei polsi chiuse come tenaglie. La coda m’impediva i movimenti, piangevo, facevi paura.

All’improvviso smettesti di urlare; calò un silenzio assurdo riempito dal suono del lampadario eolico. Mi abbandonai a quella nenia, mentre stringevi sul collo. Solo quando arrivarono i poliziotti, allertati dai vicini, mi ripresi. Faticarono a trascinarti via. I lividi parlavano chiaro. Chiesero se volessi sporgere denuncia, se volessi il ricovero.

No.

Tossii fino a che i riflessi delle sirene della polizia e i bagliori della mia coda nella stanza si spensero. Restai a fissare i dischetti di madreperla iridescenti.

L’indomani seppi dalla polizia che ti avevano ricoverato, non riuscii a vederti, non mi fecero avvicinare. Per loro eravamo solo due eccentrici turisti: the writer and the mermaid, li sentii dire ridendo.

Passai giorni terribili, fino a che il tuo editore mi informò che stava arrivando tua moglie: «Sparisci» mi comunicò, «si occuperà di tutto lei. È ricca e non vuol fare pubblicità a questa storia. Sa di te, preferisce non incontrarti».

Non potevo niente, non avevo un soldo, me ne andai con quello che avevo in tasca e la coda di sirena sotto al braccio. Clint Eastwood mi vide per strada e mi diede un passaggio fino a Salinas da dove presi un autobus per San Francisco e poi un altro per l’aeroporto. Non gli feci domande, lui non ne fece a me. La coda era molto ingombrante, me ne liberai vendendola a una hostess che mi aiutò nell’acquisto di un biglietto per l’Italia e sono tornata qui. Qui dove ci siamo conosciuti.

 

Avevo i tuoi romanzi e me ne ero innamorata.

«Lei ancora non lo sa, ma io sono la sua futura assistente» ti scrissi in una mail.

«Incontriamoci» avevi risposto, lasciandomi un indirizzo.

Camminavo lungo la spiaggia raccogliendo conchiglie, in attesa arrivasse un’ora decente per suonare il campanello di casa tua. La battigia semideserta, solo qualche gabbiano in cerca di spuntini e pensionati a far passeggiare loro stessi e i cani.

Mi venisti incontro: «Io ho trovato questa». Reggevi una collanina con un murice per ciondolo. Mi girai, sollevai i capelli permettendoti di agganciarmela.

«Sei la mia assistente vero?»

«Sì», risposi sorridendo.

«Sei incantevole».

Avevi mani calde e voce bassa. Tutto quello che mi serviva per sentirmi meno sola. Mi offristi da bere, passeggiammo, parlammo; venne la sera. Fu naturale trascorrere la notte insieme, fu naturale non separarci più. Eri sposato, ma non vivevi con tua moglie da tempo, niente figli, nessun legame. Imparammo a conoscerci un poco per volta…

 

Ora vivo qui, faccio la cameriera ai piani dell’Hotel Bellavista e la collanina col murice l’indosso ancora. Ho iniziato a scrivere anch’io. Mi ha contattato il tuo editore qualche mese fa. Ha detto che ti hanno riportato in Italia, vivi in una clinica specializzata adesso e presto uscirai. Non è la prima volta che stai male, hai solo avuto una ricaduta. Il dottore parla di depressione, mentre l’editore sostiene che sei un artista troppo sensibile, è questo il tuo problema. Vivi intensamente le emozioni e a volte il tuo animo non ce la fa. Io so solo che nessuno mi ha mai guardata come hai fatto tu e che, di troppo amore, quello vero, non si muore. L’editore dice che insieme siamo pericolosi, un'amalgama esplosiva, che tua moglie si sta prendendo cura di te; hai bisogno di punti fermi in cui muoverti. Mi ha suggerito di non cercarti. Non lo farò, non ti scriverò, non ci incontreremo a metà strada noi due, verrai a prendermi tu, se vorrai.

Intanto, cerca di essere felice

 

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Wow, @paolati è brava anche senza Cjan. Chissà perché la cosa non mi stupisce affatto.

Potrei sbagliarmi, ma questo racconto sembra ispirato da una storia vera. In tal caso saremmo tutti curiosi di sapere chi è lo scrittore famoso. E tu faresti bene a non dirlo. Mi viene in mente una canzone (una perla) diversa da quella che hai messo tu: hai presente il testo di "verranno a chiederti del nostro amore"?

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8 minuti fa, edu ha detto:

hai presente il testo di "verranno a chiederti del nostro amore"?

Sì, presentissimo. :)

Mi viene in mente una versione cantata dal figlio Cristiano. Meravigliosa.

Grazie @edu per le tue parole.

:rosa:

 

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@paolati Ciao Paoletta:)

Tripla r... rrromantica.

A dire la verità preferivo i non sens di "colori".

Qui lei è troppo donna donna e lui troppo scrittore scrittore.

 

Una chicca

12 ore fa, paolati ha detto:

Clint Eastwood mi vide per strada e mi diede un passaggio fino a Salinas

Piaciuto. Potevi spingere l'acceleratore sull'assurdo "Mi fece vedere la 44 magnum". Quale? Mah.

 

Comunque ti fai leggere sempre volentieri:sss:

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Ciao @camparino, che bello ritrovarti qui :).

Ultimamente tra noi ci sono troppe erre, vedrò di eliminarne qualcuna ;).

4 ore fa, camparino ha detto:

Una chicca

17 ore fa, paolati ha detto:

Clint Eastwood mi vide per strada e mi diede un passaggio fino a Salinas

Piaciuto. Potevi spingere l'acceleratore sull'assurdo "Mi fece vedere la 44 magnum". Quale? Mah.

:lol: così potrebbe uscirne un altro racconto. Sai camparino, tu sei una fonte inesauribile di idee; mi hai insegnato che i personaggi non devono "morire" a fine racconto, è così che ho imparato l'uso del... continua. :rosa:

5 ore fa, camparino ha detto:

Comunque ti fai leggere sempre volentier

Ok, meglio di niente. ;)

Ciao e grazie mille per essere passato.

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@camparinoha ragione, ti fai leggere sempre volentieri. Mi piace, è una bella sortita dal Clan. Piaciuto tanto e tutto, l'unica cosa che mi ha un po' spiazzata è stato il vicinato tanto vicino (passami il termine)  da sentire le urla. Io avevo immaginato il promontorio e una baita isolata (le telefonate dell'editore unico contatto con il mondo). Questo, però,   solo per  dimostrarti che ho pesato parola per parola. Per il resto ho respirato ogni sensazione è la storia mi è arrivata più vera del vero.  

@paolati alla prossima.

Ho trovato perfetto far coincidere con la morte del fatto la follia di lui.  Tutto il suo male riemerge quando l'armonia perfetta subisce una distorsione. Brava. 

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Cara @Adelaide J. Pellitteri 

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

l'unica cosa che mi ha un po' spiazzata è stato il vicinato tanto vicino (passami il termine)  da sentire le urla.

Hai ragione, ma io mi sono immersa nelle stradine di Carmel, dove le case sono vicine davvero. Per l'isolamento mi sono ispirata invece alla frase: isolarsi anche in mezzo alla gente. ;) 

Troverò una soluzione: la farò gridare fortissimo. No, scherzo. Grazie mille per avermelo fatto notare. :)

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

la storia mi è arrivata più vera del vero.

quindi è bene <3

2 ore fa, Adelaide J. Pellitteri ha detto:

con la morte del fatto la follia di lui.

Certo, la morte del fatto avrebbe messo in ginocchio chiunque. Ma lo sai che tu riesci sempre a farmi ridere? Lo fai apposta o è il nostro destino? :D

Grazie, grazie e grazie Adelaide J. per essere passata e per le tue incoraggianti parole.

:rosa:

 

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@paolati Bello, brava, comlimenti. Non è facile scrivere una storia d'amore senza cadere nelle sdolcinature, tu ci sei riuscita.

C'è un velo ci malinconia, quella tristezza che fa pensare a quel che poteva essere e non è stato, che accompagna la lettura

dall'inizio alla fine.

Nessun appunto che  possa dare ombra ad un testo ben concepito, ben organizzato e assai ben scritto. A voler esser pedanti

e puntigliosi solo quel "riflessi delle sirene della polizia" giacché le sirene della polizia al massino lasciano una eco. Ma a essere

sincero era qualcos'altro che non mi andava. Poiché molto del racconto ruota anche sulla coda della sirena (la sarta, i poliziotti,

poi l'hostess) e sul fatto che lui dà di testa quando proprio il suo sogno (vederla come sirena) è diventatato realtà, ecco leggere

poi che la stessa parola "sirena" è utilizzata per altro scopo mi ha disorientato. O forse l'hai fatto volutamente e non ho la sensibilità

giusta per cogliere la sfumatura.

Insomma, brava! Una lettera d'amore assai bella, anche se dopo essere stata scritta non sarà mai spedita.

Quante ne abbiamo fatte nella nostra vita?

Vedrai che prima o poi lei trova qualcun altro che la farà felice! La vita dà sempre un'altra occasione.

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Ospite

Ciao @paolati,

per me sei una poetessa della prosa e dei sentimenti! (non so se si capisce cosa voglio dire...:P)

Tutto ciò che ho letto di tuo mi ha sempre fatto innamorare della tua scrittura, vuoi per la delicatezza con cui descrivi (e perdoni) anche situazioni negative, vuoi per le atmosfere...di cui non so trovare un aggettivo logico...se non rosa, sì tu scrivi atmosfere rosa.

Solo due considerazioni che, non levano niente alla piacevolezza del brano ma che forse non mi hanno entusiasmato al cento per cento.

Una è che i caratteri dei due protagonisti principali sono un po' stereotipati: lui, scrittore schizofrenico che per qualche strano motivo del mio cervello storto me lo sono immaginato come Jack Nicholson in Shining, e lei ragazza bisognosa d'affetto che rimane affascinata dall'uomo di cultura, e anche qui non so perchè, mi è venuta in mente una frase di una canzone (visto che tutti ti citano canzoni un motivo, positivo;), ci sarà)

 

"Ma come fanno le segretarie con gli

occhiali a farsi sposare dagli avvocati"

(Venditti - Notte Prima Degli Esami)

 

Secondo, non mi è piaciuto tantissimo il flashback ai tre quarti della storia. Mi è sembrato spezzare un ritmo, una leggerezza, in maniera un po' brutale.

 

Ah, un'altra cosa, il titolo. Forse lo avrei intitolato La Sirena:P.

 

Comunque grande prova, sei proprio brava, grazie di scrivere queste cose!

Talia

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4 ore fa, Mariner P ha detto:

ecco leggere

poi che la stessa parola "sirena" è utilizzata per altro scopo mi ha disorientato. O forse l'hai fatto volutamente e non ho la sensibilità

giusta per cogliere la sfumatura.

No @Mariner P ,hai ragione tu. Non è fatto volutamente o non in maniera consapevole. Ero affascinata dall'idea dei riflessi delle luci. Hai presente le luci sul muro? Quando entrano dalla finestra? Ecco, me le sono immaginate riflettere sulle pailettes. Bagliori di lustrini:), ma in effetti... sirene della polizia, coda di sirena, troppe sirene distolgono. :)

Grazie per avermelo segnalato.

4 ore fa, Mariner P ha detto:

Vedrai che prima o poi lei trova qualcun altro che la farà felice! La vita dà sempre un'altra occasione.

Sono d'accordo con te, la vita dà sempre un'altra occasione. Bisogna vedere però se la Sirena è alla ricerca della felicità oppure no.  ;)

 

4 ore fa, Mariner P ha detto:

Una lettera d'amore assai bella, anche se dopo essere stata scritta non sarà mai spedita.

Quante ne abbiamo fatte nella nostra vita?

Quante? :)

Adesso mettiti seduto che ti canto una canzone: (devi immaginarlo, ovviamente) ;)

Roberto Vecchioni - Le lettere d'amore (non riesco a linkartelo da qui, mi dispiace)

 

Grazie mille per essere passato e per aver lasciato un tuo commento.

Grazie davvero. :rosa:

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Buonasera amica mia <3 che bello rileggerti:love3:

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Ci eravamo capitati per caso, durante una vacanza in California. Innamorati del luogo, avevamo deciso di fermarci lì, di affittare un cottage e al diavolo l’America. Tu scrivevi, io leggevo.

Perchè capitati?

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

La scrivania davanti alla finestra è la prima immagine nitida che ho. Forse perché quella finestra sempre aperta per lasciare entrare Gatto, un micio che ci aveva scelti fin dall’inizio, era per noi anche fonte musicale. La brezza estiva accarezzava, facendoli tintinnare, i dischetti di madreperla del lampadario eolico appeso in sala, un prezioso Verner Panton dal suono ipnotico che, mescolato a vino e parole, diveniva per noi magnificenza.

Semplificherei l'ultima parte

Perchè Gatto  con la G maiuscola?

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Sedevi a gambe aperte, io mi rannicchiavo lì in mezzo. Una coperta come mantello ad avvolgere entrambi: supereroi al tramonto.

Bellissimo.

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

La sofferenza divenne sconfinata, parlavi, bevevi troppo, eri cattivo nell’amore.

Interessante: eri cattivo nell'amore

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Tossii fino a che i riflessi delle sirene della polizia e i bagliori della mia coda nella stanza si spensero. Restai a fissare i dischetti di madreperla iridescenti.

Cosa vuoldire iridescenti?

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

 Vivi intensamente le emozioni e a volte il tuo animo non ce la fa. Io so solo che nessuno mi ha mai guardata come hai fatto tu e che, di troppo amore, quello vero, non si muore. L’editore dice che insieme siamo pericolosi, un'amalgama esplosiva, che tua moglie si sta prendendo cura di te; hai bisogno di punti fermi in cui muoverti. Mi ha suggerito di non cercarti. Non lo farò, non ti scriverò, non ci incontreremo a metà strada noi due, verrai a prendermi tu, se vorrai.

Intanto, cerca di essere felice

Il finale mi è piaciuto.

 

Conclusione: testo che fa pensare e riflettere, un gran pezzo. Bravissima. Ottima struttura, scorrevole e scritto benissimo. Racconto romantico che rivela pian piano una grande sofferenza. Grande prova, anche perchè in questo testo ho sentito molto il tono.

Buona serata.

- Flo-

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@paolati Grazie a te per la risposta.

A proposito della sirena della polizia, in effetti la frase è tutto su sensazioni visive

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Tossii fino a che i riflessi delle sirene della polizia e i bagliori della mia coda nella stanza si spensero

E infatti sono in realtà i bagliori delle luci blu e bianche ad invadere la stanza e a creare i riflessi sulla coda di sirena tutta lustrini.

Quante lettere d'amore? Tante, edil bello è che l'ultima che pensi sia davvero l'ultima poi diventa col tempo la penultima, dunque

vedrai che la protagonista si innamorerà ancora e magari il suo primo libro sarà appunto "Lettere d'amore", una raccolta di racconti che

sono tutti delle lettere d'amore (ti sto girando l'idea, perché hai la sensibilità per coglierla), non necessariamente esclusivamente a una persona o

a un "moroso". Potrebbero essere rivolte a una poesia, ad un quadro, a un'amica o ad una bella luna. Per una cosa del genere ci vuole

una sensibilità femminile.

Grazie della canzone, sei molto intonata. :)

 

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9 ore fa, Talia ha detto:

sì tu scrivi atmosfere rosa.

@Talia, mi piace moltissimo questa tua definizione. :)

 

9 ore fa, Talia ha detto:

Una è che i caratteri dei due protagonisti principali sono un po' stereotipati

Hai ragione, è vero! Io in testa ho proprio l'immagine che racconti tu: lo scrittore schizofrenico alla Nicholson (ma lo vedrei più come in Tutto può succedere, piuttosto che in Shining) e la ragazza di Notte prima degli esami :D. Si, forse avrei dovuto calcare meno la mano ;).

9 ore fa, Talia ha detto:

il flashback ai tre quarti della storia. Mi è sembrato spezzare un ritmo, una leggerezza, in maniera un po' brutale.

Anche qui hai ragione tu. Ci avevo pensato anch'io, ma poi presa dalla smania di pubblicare mi son detta: vediamo intanto se piace, poi lo metteremo a posto con calma. :) 

9 ore fa, Talia ha detto:

il titolo. Forse lo avrei intitolato La Sirena

Ancora una volta ragione! Una tripletta di ragioni ;)

Il fatto è che ho pensato, fin dal mio esordio qui, di scrivere un racconto per ogni colore e così ho fatto finora. Mi dispiaceva cambiare la tradizione (a parte Cjan e i contest ovviamente). Conosci il detto: piuttosto che perdere una traduzione, è meglio che bruci un paese? Ecco, non volevo incendi intorno :D.

Comunque anche questo mi fa riflettere e ti ringrazio per questo: a volte ostinarsi su "fisse" è proprio sciocco, grazie per avermelo ricordato.

10 ore fa, Talia ha detto:

sei proprio brava

Non sono proprio brava, ma ti ringrazio immensamente per averlo scritto.

Un abbraccio cara @Talia:rosa:

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Ciao carissima @Floriana che bello ritrovarti qui.

Ma lo sai che quando leggo il tuo nome nei miei racconti sorrido sempre? :love:

5 ore fa, Floriana ha detto:

Perchè capitati?

Intendevo dire… che non era previsto. Stavano andando a spasso, facendo un viaggio lungo la costa della California, e poi, per caso, sono attivati in questo posto e se ne sono innamorati. Come quando stai andando in auto e all'improvviso dici: chissà cosa c'è di là? Giri di là e lo scopri ;)

 

5 ore fa, Floriana ha detto:

Perchè Gatto  con la G maiuscola?

Perché il gatto non è loro, loro lo trovano lì e non sanno come si chiama, non sanno nemmeno se abbia un nome e allora lo chiamano gatto, fino a che gatto diventa anche il nome proprio.

Anche nel film Colazione da Tiffany, mi pare ci fosse un gatto di nome Gatto ;)

 

5 ore fa, Floriana ha detto:

Cosa vuoldire iridescenti?

Hai presente le bolle di sapone? Sai che quando le guardi pare che siano formate da mille colori? ecco, questo accade anche l'interno di certe conchiglie e anche con i bottoni di madreperla. Ora non si usano più, ma una volta si adoperavano :)

Io ho immaginato che anche il lampadario emettesse questi riflessi.

Aspetta, se lo trovo ti faccio vedere il lampadario che avevo in mente…

 

Spoiler

lampadario-in-madreperla-di-verner-panton-immagine-9.jpg

 

5 ore fa, Floriana ha detto:

anche perchè in questo testo ho sentito molto il tono.

E io ti ringrazio moltissimo perché questo mi sembra un complimento grande.

Non so scrivere bene e di questo non me ne faccio un cruccio, ma vorrei, vorrei e vorrei riuscire a trasmettere emozioni, sensazioni. Vorrei che le parole arrivassero sul corpo, sulla pelle, non solo nel cervello, non so se riesco a spiegarmi. :)

Per cui che abbiano un tono mi pare una buona cosa <3

 

Ciao generosa Flo, a molto presto. :rosa:

 

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3 ore fa, Mariner P ha detto:

Grazie a te per la risposta.

@Mariner P stai scherzando? :)

Mi hai dedicato il tuo tempo, mi hai letta e poi ti sei anche preso la briga di dirmi la tua opinione. Per me questo è importantissimo per cui il minimo che possa fare è risponderti. Certo, ti meriteresti una torta ma... credimi, son meglio quando canto rispetto a quando preparo i dolci (anche i salati a dire il vero) ;)

3 ore fa, Mariner P ha detto:

magari il suo primo libro sarà appunto "Lettere d'amore", una raccolta di racconti che

sono tutti delle lettere d'amore

Ovviamente mi son già presa l'appunto, sai mai… :)

3 ore fa, Mariner P ha detto:

Grazie della canzone, sei molto intonata. :)

Sì, grazie. Son le torte a darmi dei fastidi :D

Grazie mille per il tuo tempo.

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Ciao @paolati

un racconto. La sceneggiatura di un film. La linea sottile tra il bene e il male. "Ti ho dato tutto il mio amore. Adesso posso solo distruggerti". 

Trovo ciò che hai scritto: bellissimo.

Sul serio. La chiamerei "storia di vita". Non è letteratura rosa. Roba per vecchiette sotto l'ombrellone. 

Questo è decisamente " da scrittore".

(Quante virgolette ho usato. Merito la gogna letteraria).

 

Adesso sto per dirti una cosa per la quale mi odierai a vita. Siediti e respira forte. Pronta? Vado: Fino a adesso ti consideravo "appena sopra la mediocrità. Da leggere se si ha proprio del tempo in più".

Dopo questo racconto sei: "da leggere assolutamente sempre e comunque dopo aver passato almeno mezz'ora in ginocchio sui ceci a fare atto di vergogna meditando sulla mia stoltezza infinita unita ad un velo di disprezzo per me stesso il tutto condito scrivendo su un foglio sgualcito "sono un essere orribile" per almeno cinquanta volte".

 

Finito di leggere? Ok, sei autorizzata a disprezzarmi a vita.

Chiudo salutandola indistintamente cara Signora Scrittrice.

 

"...ci sono delle lacrime che mi aspettano nei petali d'una rosa".

Luigi

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Ciao @Luigi Amendola

2 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

mi odierai a vita.

Ma stai scherzando? A parte che non odio proprio nessuno,  te? Ti adoro. :)

2 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

"appena sopra la mediocrità. Da leggere se si ha proprio del tempo in più".

Ti avrei voluto bene già così

2 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

sei: "da leggere assolutamente sempre

ma adesso :D...

2 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

mezz'ora in ginocchio sui ceci

nooooo, assolutamente no!

2 ore fa, Luigi Amendola ha detto:

scrivendo su un foglio sgualcito "sono un essere orribile

ecco, magari questo... ;)

Dai scherzo caro Luigi. Il tuo commento mi è piaciuto moltissimo, ti ringrazio per l'apprezzamento, magari sono migliorata almeno un pochino e questo spiegherebbe... i ceci!

Grazie davvero, ma grazie di cuore.

 

Ah,

1 ora fa, Luigi Amendola ha detto:

Non è letteratura rosa. Roba per vecchiette sotto l'ombrellone.

Il killer dell'ombrellone: i racconti di Paolati e il sol leone. L'inps rimpingua le sue casse. :lol:

Io ero più orientata su... atmosfere rosa, non letteratura rosa. ;)

 

Ciao Luigi, alla prossima.

 

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1 ora fa, Kuno ha detto:

Il tuo flashback non mi fa ridere, ma non lo trovo neanche particolarmente utile e lo taglierei. Vedi tu. 

Hai ragione, non serve. Ogni tanto mi fisso su alcune frasi e cerco il pretesto per infilarle, devo imparare a rinunciarvi.

Sei stato gentile a commentarmi, a commentarci. Un gesto che trovo di una sensibilità commovente (sono serissima) e dire che ieri, quando ho visto che lo staffer della settimana eri tu, ho pensato:

"Ahia! Persi altri 15 euro". :P

 

Grazie Kuno.

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Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

La brezza estiva accarezzava, facendoli tintinnare, i dischetti di madreperla del lampadario eolico appeso in sala, un prezioso Verner Panton dal suono ipnotico che, mescolato a vino e parole, diveniva per noi magnificenza.

Molto bella questa descrizione. Mi piacerebbe che ci ascoltassi su Nights in White Satin del Moody Blues. Un po' per uno non fa male a nessuno, i Jefferson li ho sentiti

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

«mm, ancora gambe?»

Sarò un po' inutilmente pignolo perché devo postare nel contest.  Forse è meglio "mm, hai ancora le gambe?"

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

«mm, ancora gambe Io ridevo.

Pensavi mi potessi trasformare in sirena da un momento all’altro, invece le pinne non spuntavano e ce ne tornavamo a casa abbracciati, camminando sulle nostre gambe

leverei il secondo "gambe"

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Un giorno Gatto non si svegliò, una breve cerimonia e lo sotterrammo lassù, sul promontorio.

metterei un punto sopo "svegliò"

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

«Un cattivo presagio: quando un gatto muore porta con sé un’anima bella o un grande amore», dicevi. Avevi già scritto la nostra condanna.

La sofferenza divenne sconfinata, parlavi, bevevi troppo, eri cattivo nell’amore.

Uno dei motivi per i quali i tuoi racconti mi piacciono molto, è che non perdi tempo in spiegazioni. Come in Jena Plissken, che ho appena letto, e neanche a Camparino hai detto che Clint l'hai incontrato perché era il sindaco della città e ci ha vissuto, quindi non è così assurdo. Però, tutto ciò detto, la svolta qui mi è sembrata un po' troppo immediata, quanto immotivata. Va bene che Gatto è andato portandosi dietro il grande amore, ma qualche altra cosa deve essere successa. Insomma, qui ho sentito una certa qual ruvidità, mentre di solito la tua avarizia nell'esporre le motivazioni mi affascina. Ciò che ho detto è a maggior ragione vero con riferimento alle reazioni successive di lui vedendo finalmente la coda

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Avevo i tuoi romanzi e me ne ero innamorata

eccetera. Probabilmente manca "letto", ovvero avevo letto i tuoi romanzi. Per un po' ho creduto che la protagonista avesse conosciuto in seguito un altro scrittore, tanto per non perdere il vizio, poi ho capito che era un flashback. Lo metterei però in corsivo, oppure - meglio ancora - lo schiafferei all'inizio prima della California, così non è più un flashback. Come ha già detto qualcun altro, non c'è un vero motivo di tornare indietro nel tempo.

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Non è la prima volta che stai male, hai solo avuto una ricaduta. Il dottore parla di depressione, mentre l’editore sostiene che sei un artista troppo sensibile, è questo il tuo problema. L’editore dice che insieme siamo pericolosi

In effetti qui c'è la spiegazione del mutamento repentino dello scrittore. Per cui diviene semplice fare un minimo accenno al suo problema in occasione della morte di Gatto. Alla fine, poi, tutto diviene anche fin troppo chiaro.

 

Un gran bel racconto, Paola, che lascia un po' d'amaro, ma che fa anche capire che contro il destino e contro alcune cose, alla fine è molto difficile vincere. Anche se è giusto provarci.

E poi un po' di speranza c'è sempre, come è chiaro nel finale.

 

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Intanto, cerca di essere felice

A proposito della fine, qui manca un punto o i puntini. A meno che non sia voluto.

 

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1 ora fa, Macleo ha detto:

Mi piacerebbe che ci ascoltassi su Nights in White Satin del Moody Blues.

Fatto! :)

… in effetti questa settimana non li avevo ancora sentiti. A dire il vero a me piace molto anche la versione italiana di Ivan Cattaneo. Bestemmia? Sì/no, a me piace, certo, altre parole. ;)

Anzi, se hai altro da farmi ascoltare… ne sarò felicissima.

1 ora fa, Macleo ha detto:

Sarò un po' inutilmente pignolo perché devo postare nel contest. 

Di inutilmente tu non hai proprio niente e le tue osservazioni sono sempre precise, tu lavori di bisturi, lo so.

1 ora fa, Macleo ha detto:

è che non perdi tempo in spiegazioni.

Le spiegazioni spesso mi annoiano e a tacere... non si sbaglia mai ;).

1 ora fa, Macleo ha detto:

Clint l'hai incontrato perché era il sindaco della città e ci ha vissuto, quindi non è così assurdo.

Vero :). Sei molto attento e la tua curiosità mi affascina. Jena è nato dalla frase di Camparino; Clint, invece, non era un coup de theatre.

1 ora fa, Macleo ha detto:

la svolta qui mi è sembrata un po' troppo immediata, quanto immotivata.

Hai ragione. Dovrei assemblare di nuovo i pezzi. Ci penserò.

1 ora fa, Macleo ha detto:

Probabilmente manca "letto", ovvero avevo letto i tuoi romanzi.

Sì, me ne sono accorta solo dopo averlo pubblicato, troppo tardi per qualsiasi cosa. Ma quello che mi da più fastidio, è di essermi mangiata il punto nel finale. 

1 ora fa, Macleo ha detto:

A meno che non sia voluto.

No Macleo, i miei errori (nei racconti) sono tutti errori, mai scelte. Nella vita invece… è tutto un altro discorso.

Grazie per essere passato.

Non uno, ma due: <3<3

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Ciao @paolati, intanto voglio fari i miei complimenti, mi è davvero piaciuto il tuo racconto. 

Sei stata diretta, senza spiegazioni di troppo, o senza soffermarti su dettagli superflui, anzi sei riuscita a dare la giusta quantità di informazioni al momento giusto. Il non aver anticipato i problemi di depressione del protagonista, ma aver dato la spiegazione solo alla fine, per me ha reso tutto più interessante, e mi ha portato a voler leggere tutto fino alla fine.

 

La frase:

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Una coperta come mantello ad avvolgere entrambi: supereroi al tramonto.

 

mi è piaciuta tanto, molto tenera.

Questa parte:

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

Un giorno Gatto non si svegliò, una breve cerimonia e lo sotterrammo lassù, sul promontorio.

Il problema fu che quella morte segnò per sempre il nostro destino.

«Un cattivo presagio: quando un gatto muore porta con sé un’anima bella o un grande amore», dicevi. Avevi già scritto la nostra condanna.

La sofferenza divenne sconfinata, parlavi, bevevi troppo, eri cattivo nell’amore.

Per questo andai dalla sarta e le ordinai una coda di sirena di velluti e paillettes. Me la confezionò in breve e una sera l’indossai. Stupenda. Non dimenticherò mai i tuoi occhi. Un attimo prima eri il mio amante, un attimo dopo…  il mio demone più crudele.

Urlavi, i tuoi occhi sconvolti fissavano il niente. Mi inchiodasti al letto, le mani sui miei polsi chiuse come tenaglie. La coda m’impediva i movimenti, piangevo, facevi paura.

All’improvviso smettesti di urlare; calò un silenzio assurdo riempito dal suono del lampadario eolico. Mi abbandonai a quella nenia, mentre stringevi sul collo. Solo quando arrivarono i poliziotti, allertati dai vicini, mi ripresi. Faticarono a trascinarti via. I lividi parlavano chiaro. Chiesero se volessi sporgere denuncia, se volessi il ricovero.

No.

rende perfettamente il climax degli eventi.

Anche questa frase mi è piaciuta:

Il 14/10/2018 alle 17:36, paolati ha detto:

hai bisogno di punti fermi in cui muoverti.

 

Anche se con qualche refuso, il tuo racconto mi ha colpito in positivo. 

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Ciao @Jayemme grazie per essere passata e per aver lasciato il tuo commento.

1 ora fa, Jayemme ha detto:

Sei stata diretta, senza spiegazioni di troppo, o senza soffermarti su dettagli superflui,

Sì, questa è una mia caratteristica. :) Spesso non piace, ma non so fare diversamente... ;)

 

1 ora fa, Jayemme ha detto:

e mi ha portato a voler leggere tutto fino alla fine.

meno male!

Per cui... tutte le spiegazioni... sempre alla fine ;)

 

Grazie mille per essere passata, per avermi commentata e per i complimenti, (fanno sempre un mucchio di piacere).

Grazie. :rosa:

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Buona sera @paolati Il tuo racconto, lo vedo come un insegnamento per  tutti coloro che stanno per innamorarsi di fare attenzione perchè non tutto quello che luccica è oro. Cioè quando c'è l'amore c'è anche la sofferenza di essere innamorati. Un giorno una amica in merito mi chiese: è meglio essere innamorati o è  meglio essere amati? gli risposi all'istante senza neanche pensarci, è meglio essere innamorati. Esclamò. Ma porta sofferenza! le dissi , si è vero ma è anche una dolce sofferenza. Quando i poliziotti dicono;

 << the writer and the mermaid >> non fanno altro di dimostrare che non hanno mai amato. Il tuo racconto è molto fluido tanto fluido da non farmi accorgere se ci sono errori, poi è tanto bello che li copre se ci sono. Ti auguro tanta fortuna cara amica 

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@paolati

Beh a me piace questo racconto, mi ricorda un po' quegli amori sporchi alla Bukowski.
Eppure esistono queste relazioni, dove a volte lo si sa dall'inizio che prima o poi finiranno nel peggiore dei modi eppure di sceglie di viverle lo stesso perché sono più i segni che lasciano nel cuore che nella pelle.
Certo non giustifico la violenza attenzione, soprattutto nei confronti delle donne eppure quando le donne non denunciano molto spesso è per paura di ritorsioni, ma in qualche raro caso credo possa essere perchè da subito sapevano che sarebbe potuto succedere ma la passione e l'amore hanno comunque avuto il sopravvento.
Non so la devo un po' metabolizzare sta cosa.

Detto questo il testo mi è piaciuto molto, io non sto a fare grandi lezioni sulle virgole, sulla composizione delle frasi, quando leggo la cosa può semplicemente coinvolgermi o annoiarmi, in questo caso mi ha decisamente coinvolto.
Rileggerò sicuramente qualcosa di tuo.

Grazie per questo pezzo.

Ruggero

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Caro @flambar, ti ringrazio molto per aver disseppellito dalla polvere questo mio racconto. :)

Il ‎05‎/‎02‎/‎2019 alle 16:14, flambar ha detto:

gli risposi all'istante senza neanche pensarci, è meglio essere innamorati.

Io darei la stessa risposta ;)

Il ‎05‎/‎02‎/‎2019 alle 16:14, flambar ha detto:

poi è tanto bello che li copre se ci sono.

Che bella cosa questa; non so se ci sono riuscita davvero, ma sentirselo dire fa davvero molto piacere. Grazie. :)

Il ‎05‎/‎02‎/‎2019 alle 16:14, flambar ha detto:

Ti auguro tanta fortuna cara amica 

Un augurio reciproco caro amico.

Grazie per essere passato, grazie di avermi letta disseppelendomi. :love:

Buon tutto.

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Ciao @Roger75,

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 16:31, Roger75 ha detto:

mi ricorda un po' quegli amori sporchi alla Bukowski.

Bravissimo! Proprio a lui mi sono ispirata, ovvio, lui insegnante e io allieva di prima elementare, ma che tu lo abbia "respirato"... mi ha fatto molto piacere.

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 16:31, Roger75 ha detto:

io non sto a fare grandi lezioni sulle virgole, sulla composizione delle frasi,

Oh a chi lo dici. Io di solito lancio in aria la punteggiatura e vedo dove cade ;)

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 16:31, Roger75 ha detto:

in questo caso mi ha decisamente coinvolto.

Guarda, la parola decisamente non è tra le mie preferite, ma detta da te, in questo contesto, con il tuo tono, assume un non so che... mi piace!

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 16:31, Roger75 ha detto:

Rileggerò sicuramente qualcosa di tuo.

Bravo, bella idea, sono d'accordo.

Il ‎06‎/‎02‎/‎2019 alle 16:31, Roger75 ha detto:

Grazie per questo pezzo.

Grazie a te per averlo letto e per avermi lasciato questo bel commento. Mi hai fatto contenta.

Grazie. :)

Ciao Ruggero, io sono Paola, tanto piacere.

 

 

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