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gmela

Strawberry Point [7/7 + link alle parti]

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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40058-il-criminale-66/?do=findComment&comment=706757

 

Settima e ultima parte (da leggere con la precedente, c'è un dialogo spezzato nel mezzo)

 

Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/

Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/

Link alla terza parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40026-strawberry-point-37/

Link alla quarta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40044-strawberry-point-47/

Link alla quinta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40052-strawberry-point-57/

Link alla sesta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40063-strawberry-point-67/

 

 

***

 

«Giri l'America, eh?», fa lei.

Jimmy annuisce. «Sì, senza entrare nei dettagli, diciamo che a casa le cose andavano male, ma proprio male male... Stavo andando fuori di testa, in quel posto.»

Wendy annuisce, seria. «E così hai lasciato tutto e te ne sei andato?»

«Sì.»

«È stata dura, prendere la decisione?»

Jimmy sospira. «Un giorno ho fatto un incubo stranissimo, in cui scoprivo di essere il protagonista di un libro scritto da un pazzo psicopatico.»

Wendy ride. «Ah!»

«Poi mi sono svegliato nel cuore della notte e sono uscito nei campi. Abbiamo una fattoria.»

«Ok...»

«Mi sono seduto in mezzo alle pannocchie e mi sono messo a pensare.»

Jimmy beve un sorso di cioccolata. «Era proprio un sogno strano,» spiega, «vivissimo... Per un attimo, ho quasi pensato fosse vero.»

Wendy annuisce. «Quando tutto va male,» dice, lanciando un'occhiata verso il soffitto, «mi sa che è normale pensare che c'è qualcuno, lassù, che ce l'ha con te.»

«Già», fa Jimmy, «Suppongo sia proprio così.»

Wendy scuote la testa. «E poi cos'è successo?»

«E poi mi son detto: "Jimmy, ragazzo mio, hai diciassette anni e la tua vita è uno scherzo... Ridicolo per ridicolo, tanto vale buttarsi, no?"»

Wendy appoggia l'indice contro la superficie del tavolo. «Capisco cosa intendi.»

Jimmy alza le spalle. «E poi niente, sono partito, così com'ero, a piedi nudi. Ho iniziato a camminare, dritto davanti a me, senza nemmeno guardarmi indietro. Ho camminato tutta la notte, ho attraversato due contee. Ero sicuro che sarei morto, sicuro sicuro. All'alba sono arrivato all'interstatale e mi sono seduto sul bordo della strada a guardare le macchine.»

«E poi?», chiede Wendy, osservando il ragazzo con quei suoi occhioni da topolino sveglio.

Jimmy scuote la testa. «E poi, invece di investirmi mi hanno offerto un passaggio. Ho accettato, anche se ero sicuro che mi avrebbero portato da qualche parte per derubarmi, o violentarmi, o farmi chissà che altro. E invece...»

«E invece?»

«...E invece ho scoperto che, una volta lasciato Crapton, il mondo non è poi così perdutamente malato. È un anno che giro: ho incontrato diverse personacce, ma anche moltissima gente per bene», conclude Jimmy. Scuote la testa: «Non so che cavolo c'era, nell'aria di quel posto...»

Si beve un bel sorso di cioccolata. «Tu piuttosto?», chiede a Wendy. «Come te la passi, a Strawberry Point, Iowa?»

«Pfff...», fa lei. «Mamma è scappata a Las Vegas col primo californiano che è passato di qui - un tizio che si era perso per strada - papà passa tutto il giorno in mutande a inveire contro la TV e io mi spacco la schiena dalla mattina alla sera in questo diner di merda, per quattro dollari l'ora più mance, sperando contro ogni logica che un giorno riesca magicamente a mettere assieme abbastanza soldi per andarmene da qui...»

«...il che è praticamente matematicamente impossibile», aggiunge, «Dulcis in fundo: sono allergica alle fragole, ne basta una piccola a coprirmi di orticaria.»

«Ohi», fa Jimmy mordendosi il labbro.

«Salute», conclude Wendy alzando la tazza di cioccolata in alto, come in un brindisi, per poi bersene una bella golata.

In quel momento alla radio parte un'intensa intro di piano.

Wendy abbatte la mano su quella di Jimmy. «Hey, la conosci questa canzone, sì?», chiede con occhi luccicanti.

«Sì,» risponde Jimmy, «papà l'ascoltava sempre.»

La ragazza si alza in fretta e aumenta il volume.

«Just a small town girl... Livin' in a lonely world...», canta, accompagnando la radio con la sua voce squillante, un po' stonata forse, ma piena di passione.

Jimmy si unisce a lei, strappandole un sorriso: «...She took the midnight train...», concludono entrambi, cantando all'unisono, «...going anywhere...», e scoppiano a ridere.

«Mannaggia Jimmy, io e te si dovrebbe scappare a Broadway... Guarda che diventiamo famosi!»

Jimmy ride, la faccia tra le mani: «Seh, come no?», fa, divertito.

«Wendy, abbassa quella robaccia!», grida Frank forte, dal suo tavolo in fondo, «Stanno per estrarre i numeri in TV e non sento un cazzo.»

Wendy sbuffa: «Ok, ok...», risponde, poco amichevole, riabbassando il volume.

«...rompicoglioni», aggiunge sottovoce tornando a sedersi di fronte a Jimmy. «Quant'è odioso, quant'è odioooso...», si sfoga a bassa voce, «Muovesse un po' il culo, invece di pensare sempre alle sue lotterie! C'è questo jackpot incredibile alla lotteria dei Midwest Megamillions, è da un mese che non pensa ad altro. Questo posto sta andando in malora e tocca fare tutto a me.»

Jimmy le risponde con una smorfietta di compatimento e Wendy si beve un altro bel sorso di cioccolata. Poi si mette a filosofeggiare:

«Guarda, ti concedo che questa canzone è solo rock merdoso anni ottanta, e che va bene al massimo come colonna sonora in un film hollywoodiano di quarta serie, come sfondo musicale per due giovinastri rimbambiti che scappano di casa correndo via mano nella mano, ma...»

Jimmy la invita a concludere: «Ma?»

«...Ma in realtà mi fa tanto venir voglia di andarmene. Vorrei avere lo stesso coraggio che hai avuto tu: lasciare tutto e via, senza un dollaro in tasca. Partire senza pensarci su: una nuova vita. Ciao Frank, ciao papà...»

«Ciao fragole...», aggiunge Jimmy.

«Esatto!», risponde Wendy, battendo il pugno sul tavolo. «Ciao trailer di terza mano in cui ho avuto il dispiacere di crescere... Ciao Strawberry High... Ciao Kimberley, stronzetta insopportabile che da quando hai fatto la reginetta al ballo dell'homecoming non ti degni neanche più di salutare...»

«Ciao Kimberley», concorda Jimmy con aria grave.

Bevono entrambi; poi Jimmy guarda fuori, e, per un secondo, gli sembra quasi che il fragolone in vetroresina stia cercando di dirgli qualcosa. «Ehi,» chiede, posando gli occhi su Wendy, «li vendono ancora i biglietti dei Megamillions

«Mmmhhh...», risponde lei, passandosi la mano sul mento, «Credo proprio di sì, da quanto ne so si possono fare fino all'ultimo, basta che siano registrati al computer prima dell'estrazione. Perché?»

Jimmy alza le spalle. «Boh, oggi mi sento ottimista!», fa con un sorriso, alzandosi in piedi e finendo in fretta la sua cioccolata.

Wendy ride. «Ma sì dai, proviamo!», dice, alzandosi e buttando giù anche lei i resti della bevanda. Lancia un'occhiata all'orologio: «Mi sa che dobbiamo correre però. Li vendono alla stazione di servizio, giù all'ingresso del paese.»

«E se vinciamo?», chiede Jimmy.

«Partiamo!»

«Mmmhhh... E se perdiamo?»

«Partiamo lo stesso!», fa lei, stringendo i pugni eccitata.

Jimmy abbatte la tazza vuota sul tavolo.

«Dai!», dice.

«Wendy, i cinque minuti sono finiti», annuncia Frank dal fondo della sala, asciutto, morsicando l'ennesima ciambella. «Tempo di tornare al pavimento», aggiunge, con la bocca piena, «Forza.»

Jimmy lo indica col pollice.

«E con quello come facciamo?»

«Con quello?», fa Wendy, con aria decisa, rimboccandosi le maniche della blusa. «Adesso ti faccio vedere io, come facciamo con quello», dice, andando dritta verso il moccio, «Ti faccio vedere io!» Come una minuta lanciatrice del peso, si carica il recipiente dell'acqua sporca sulla spalla, prende la rincorsa e lo rovescia in testa all'uomo, facendolo cascare - bagnato come un pulcino - a gambe all'aria sul pavimento.

«Oddio...», blatera lui confuso, rotolandosi a occhi chiusi in mezzo a un lago di acqua grigiastra.

«Addio Frank!», gli urla Wendy gioiosa, buttandogli in faccia il grembiule, «Trovati un'altra schiava, stronzo maledetto!»

Poi Jimmy si carica lo zaino in spalla, Wendy alza il volume della radio al massimo, e i due si mettono a correre a perdifiato giù per Commercial Street, tenendosi per mano, accompagnati dalle parole dei Journey, arrivati all'ultimo ritornello:

 

Don't stop believin'...

Hold on to the feelin'...

Yeah...

Streetlights... people...

Oh oh oh...

Don't stop believin'...

Hold on...

 

 

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Note a fondo pagina:

 

Strawberry Point, Iowa, esiste davvero, con tanto di maxifragola in vetroresina: a parte qualche licenza poetica (il diner, la stazione di servizio all'ingresso del paese e la presenza di una Strawberry High School), ho cercato di descriverla il più fedelmente possibile; anch'io, come Jimmy, sono stato ammaliato dal nome di questa minuscola città, incontrata girando per caso su Google Maps alla ricerca di una degna ambientazione per l'incontro con Wendy.

 

A chiunque mi abbia seguito fin qui: grazie di cuore della lettura :D

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Ospite AndC

@gmela

 

Scusa, avevo letto, ma mi ero dimenticato il commento. La faccio breve breve: mi è piaciuto tutto, dall'inizio alla fine. Complimenti! 

Mi ha divertito... qui anche alcune scene, come quella tragicomica di lui fra le pannocchie intento a riflettere, o a piedi scalzo che si sorprende che non lo investono... xD

 

Lieto e romantico finale: i miei preferiti!

Forse la scena della lotteria è un po' "telefonata", anche per questo hai fatto bene a chiudere nella incertezza, che i soldi non sono infine il punto della vicenda.

 

Rimane un po' metaletterario, nel senso che l'idea, ipotesi del sogno (sull'autore) funziona a chiudere il cerchio della realtà di Jimmy... secondo me, se ci fosse una trovata simile anche per Tristone o che riesca a unirli entrambi, sarebbe perfetto. Ma è uno spunto ulteriore.

 

Complimenti: mi sei piaciuto e grazie per il bel racconto! Ciao.

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@AndCGrazie per il commento, e prima ancora, grazie per la lettura: postando su WD credevo che nessuno sarebbe mai arrivato fino in fondo a questo lungo racconto, sono felice di essermi sbagliato :)

 

Per quanto riguarda il finale, sono contento che ti sia piaciuto... In realtà penso che il lieto fine non vada troppo per la maggiore, qui su WD, ma anch'io, di solito, preferisco così.

 

La lotteria la vedevo più che altro come una piccola metafora del destino che te ne può combinare di tutti i colori (belle o brutte), ho lasciato il finale aperto perché così ognuno può immaginarsi quello che vuole... Per quanto mi riguarda, immagino che non vincono nulla (o arrivano troppo tardi alla rivendita dei biglietti), ma che rierscono comunque a costruirsi una buona vita... Come dici giustamente tu, i soldi non sono il punto :)

 

Grazie davvero di tutto :D

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