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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39840-la-lavastoviglie/?do=findComment&comment=706446

 

 

Sesta parte.

 

Nota: questa parte può essere quasi considerata uno spinoff della storia principale, aspettatevi cambi di tono.

Altra nota: questa parte costituisce un tutt'uno con la successiva, con tanto di dialogo spezzato nel mezzo.

 

Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/

Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/

Link alla terza parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40026-strawberry-point-37/

Link alla quarta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40044-strawberry-point-47/

Link alla quinta parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40052-strawberry-point-57/

 


***

 

"Vita di Jimmy", capitolo 43

 

Il gigantesco autotreno Peterbilt a diciotto ruote si muove lento lungo Commercial Street, con il lungo muso nero che luccica al sole e l'enorme silo d'acciaio ancorato sul rimorchio. Ai lati della cabina un'aquila, un alligatore e due bandiere a stelle e strisce: "Spirit of Louisiana", dice la scritta aerografata sul cofano.

«Eccoci qui», annuncia Burt, il vecchio camionista con i grandi baffi bianchi e l'inconfondibile accento Cajun dell'Acadiana, dal vago carattere francese. Indica con la testa la gigantesca fragola di vetroresina, che fa mostra di sé in cima a un palo, davanti a un basso edificio beige che funge sia da municipio che da sede della polizia cittadina. «Quindici piedi,» spiega, «la fragola più grande del mondo. Costruita nel sessantasette per attirare i turisti, giocando sul nome della città. Sono i soldati della US Army che l'hanno chiamata così: quando sono arrivati qui, nel 1841, sulle colline dei dintorni c'erano grandi distese di fragole selvatiche.»

«Ah, speriamo di trovarne ancora qualcuna!», fa il ragazzo con una risata divertita, mentre il camion va a fermarsi sul bordo della strada, occupando, tra gli sbuffi e i cigolii dei freni pneumatici, una fila intera di cinque parcheggi per automobili. Uomo dalla memoria incredibile, collezionista incorreggibile di curiosità, Burt ha intrattenuto il ragazzo durante l'interminabile viaggio verso nord - mille miglia e cinque stati - con centinaia di storielle e dettagli di ogni tipo su tutti i minuscoli centri ai bordi della strada.

È stato un viaggio molto piacevole, per entrambi. Ora che è finito, i due si stringono la mano:

«Grazie Burt. Grazie del passaggio. È stato un piacere conoscerti, davvero.»

«Anche per me, Jimmy, anche per me...»

L'uomo punta l'indice verso il Frank's diner, ristorantino rivestito in acciaio sul lato opposto della strada, proprio di fronte alla fragola. Lui la città la conosce bene: in tre mesi, è il terzo silo per il granturco che trasporta fin qui dalla fabbrica dei silo di Baton Rouge. «Ah, quello è il diner di cui ti parlavo,» spiega, «la meatloaf col puré è ottima davvero, non puoi trovare di meglio in tutta la contea.»

«Buona fortuna!», dice Jimmy saltando giù con lo zaino dall'immenso autotreno, il cui motore, ora che è fermo, sembra quasi fare le fusa.

«Anche a te!», risponde il camionista con un gesto di saluto;  poi riparte, facendo rombare il motore e lanciando in aria due nuvole gemelle di fumo nero. Jimmy lo osserva affrontare la difficile curva a sinistra su West Mission Street, ai limiti delle capacità di sterzo del mostro, poi si guarda attorno.

Non c'è nessuno in giro, la città sonnecchia: Strawberry Point, Iowa - milleduecento abitanti circondati dalle fattorie - Una tappa in più in cui fermarsi, nel suo viaggio attraverso l'America.

Per qualche ora o qualche mese: si vedrà.

 

*

 

Nel diner ci sono solamente una cameriera curva, che strofina lo straccio per terra, e un grassone seduto al tavolo in fondo, con caffè, copia del New York Post, telecomando e pila di ciambelle. Sul bancone, tra la soda fountain e una pubblicità vintage della Coca Cola, una grossa, vecchia radio passa classic rock: «95-KGGO,» spiega l'annunciatrice, prima di lanciare More than a feeling dei Boston, «da quarant'anni, il miglior rock.»

Jimmy si siede. Dall'altro lato della strada, la fragola in vetroresina sembra quasi sorridergli attraverso la vetrata.

«Wendy...», chiama l'uomo dal fondo della stanza, bevendo una golata di caffè.

«Eh?», fa la ragazza, alzando la testa dal suo pavimento.

«...Cliente», dice lui.

La cameriera si guarda attorno. «Oh!», fa, poi sgambetta veloce verso Jimmy.

Lui l'accoglie con un sorriso. «Ciao.»

«Ciao, che ti posso portare?», chiede lei. Ha i capelli rossastri, le orecchie a sventola e una simpatica faccia da topolino.

«Una cioccolata calda, grazie.»

«Ok! Con la panna?», fa la ragazza, «Qualcos'altro?»

Jimmy annuisce. «La panna la prendo volentieri. Nient'altro.»

Wendy va in cucina e Jimmy apre sul tavolo la sua gigantesca mappa Rand McNally degli Stati Uniti continentali: robusta e fatta per durare, ma ormai lisa e consumata. Quel paesino del Midwest ricorda tanto Crapton, eppure Jimmy nota, quasi sorpreso, che è sereno. È passato un anno ormai, da quando è partito da casa: un anno di peregrinazioni attraverso l'America, alla scoperta del mondo, delle persone e soprattutto di sé stesso. Ha fatto davvero di tutto, in quest'anno: spazzino nell'Idaho, passeggiacani nell'Arkansas, muratore nel Vermont, comparsa, ad Albuquerque, New Mexico, per una nota serie TV. Vicino a Philadelphia, in Pennsylvania, ha ridipinto la facciata di una chiesetta metodista, condividendo tutto, per un mese, con una comunità di neri che l'ha accolto come un figlio.

E se all'inizio del suo viaggio temeva tutti, appariva goffo, insicuro e impacciato, col tempo ha imparato a rilassarsi un pochino. Con ogni tappa ha guadagnato un po' di confidenza in sé stesso, e capito qualcosa di nuovo su come funziona il mondo: come rapportarsi agli altri, come giudicare il carattere di una persona.

Ora, si vedrà, pensa Jimmy: in tasca ha venti dollari e cinquanta cent, dopo la cioccolata si metterà alla ricerca di un lavoretto. Se non troverà nulla, pensa ora, ripartirà per il vicino Wisconsin: ha sentito dire che sono sempre alla ricerca di taglialegna, lassù, e che non c'è, in realtà, bisogno di essere muscolosi.

Wendy esce dalla cucina con due tazze di cioccolata fumante. «Posso farti compagnia?», chiede a Jimmy.

«Certo!», fa lui, ripiegando la sua carta.

«Frank, mi prendo cinque minuti di pausa», dice forte la ragazza.

L'uomo sta pucciando una ciambella nel caffè. «Che siano cinque, eh! E per quanto riguarda quella cioccolata, non ti aspetterai, spero proprio, che te la paghi io!»

Wendy fa rotolare gli occhi in uno sguardo esasperato. «La pago io, la pago io...», risponde con malcelata irritazione. Poi abbassa la voce: «...grassone odioso», aggiunge sottovoce tra sé e sé.

Jimmy le fa un sorrisetto, Wendy si siede di fronte a lui.

«Scusa, ma qui in paese facce nuove non se ne vedono mai. Per una volta che capita qualcuno che viene da fuori, due chiacchiere non me le perdo di sicuro. Di dove sei?»

Jimmy sospira. «Crapton, Nebraska.»

Wendy scoppia a ridere. «Crapton?», chiede, incredula, «Ma che nome di merda è?» Scuote la testa. «Mai sentito.»

«Buon per te», ribatte Jimmy amaro, bevendosi una golata di cioccolata. È ottima. «Mannaggia, buona questa cioccolata!», dice, ammirato.

«Buona, eh?», fa Wendy, tutta fiera, «Ricetta di mia nonna, lei sì che ci sapeva fare!»

«... E doppio cacao,» aggiunge sussurrando le parole e alzando per un secondo il dito medio contro il padrone del diner, «alla facciazza di quell'avarastro infame.»

Poi scuote la testa. «Che fai da queste parti? Sei venuto a vedere la famosissima fragola in vetroresina che il mondo intero ci invidia?»

Jimmy ride.

«No», spiega, «Sto girando l'America, passando da lavoretto a lavoretto. In Alabama ho conosciuto questo camionista, un tizio simpaticissimo, diretto a una fattoria in costruzione a qualche miglio da qui. Il nome della città mi ha colpito: Strawberry Point. Allora gli ho chiesto un passaggio, ed eccomi qui.»

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Ospite AndC

@gmela

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

Il gigantesco autotreno Peterbilt a diciotto ruote si muove lento lungo Commercial Street,

Ottimo incipit (pure il seguito della descrizione del camion che non ho quotato). Visivo e visuale, mi ha trasportato subito nell'ambientazione (in questo caso "esagerata") americana.

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

on la testa la gigantesca fragola di vetroresina

Sin dall'inizio me lo sono chiesto, poi però non te l'ho chiesto: ma il titolo di tutto il racconto, cosa c'entra? Ora ci siamo!

Non ripeterei, però, "gigantesco".

 

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

Uomo dalla memoria incredibile, collezionista incorreggibile di curiosità, Burt ha intrattenuto il ragazzo durante l'interminabile viaggio verso nord - mille miglia e cinque stati - con centinaia di storielle e dettagli di ogni tipo su tutti i minuscoli centri ai bordi della strada.

È stato un viaggio molto piacevole,

"Incorreggibile"... perché, mi son chiesto? Credo che tu intendessi in maniera "simpatica" (sei un "incorreggibile simpaticone", ad esempio) e non letteraria... altrimenti suona che "non può essere corretto dalla sua passione di essere collezionista"... non so, l'espressione non mi suona bene in questo contesto, tanto più che poi fa un po' assonanza con "l'incredibile" di poco prima e "l'interminabile" di poco dopo. Sinceramente, lo varierei o toglierei del tutto.

Forse anche "viaggio" si può variare.

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

è il terzo silo per il granturco che trasporta fin qui dalla fabbrica dei silo di Baton Rouge.

Eliminerei del tutto la seconda ripetizione di "silo".

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

il cui motore, ora che è fermo, sembra quasi fare le fusa.

«Anche a te!», risponde il camionista con un gesto di saluto;  poi riparte, facendo rombare il motore e lanciando in aria due nuvole gemelle di fumo nero.

Belle le due immagini ("fusa" e "nuvole gemelle"), forse, però non ripeterei "motore", ma varierei con sinonimo o altra parte specifica del motore stesso (ad esempio "i cavalli", o gli "ingranaggi").

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

«Wendy...», chiama l'uomo dal fondo della stanza, bevendo una golata di caffè.

«Eh?», fa la ragazza, alzando la testa dal suo pavimento.

«...Cliente», dice lui.

Ottimo il nome di lei, ottimo ed efficace lo scambio di battute.

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

È passato un anno ormai, da quando è partito da casa: un anno di peregrinazioni attraverso l'America, alla scoperta del mondo, delle persone e soprattutto di sé stesso. Ha fatto davvero di tutto, in quest'anno: 

Le prime due volte sì, la terza volta, invece, varierei "anno": "in questo tempo" o simili...

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

Con ogni tappa ha guadagnato un po' di confidenza in sé stesso,

Mi suonerebbe meglio "in ogni tappa" o "ad ogni tappa". Altrimenti sembra quasi da videogame, avanzamento di livello.

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

«Ma che nome di merda è?»

xD

 

Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

È ottima. «Mannaggia, buona questa cioccolata!», dice, ammirato.

Forse, che sia "ottima" lascerei dirlo-giudicarlo a Jimmy e basta, come fa nel dialogo, senza che lo dica-preannunci la voce narrante.

 

Bella parte, il senso del cambiamento si percepisce: uno spiraglio di luce per Jimmy. Bello essere entrati e leggere il romanzo dentro il romanzo (o meglio racconto).

 

Alla prossima!

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4 ore fa, AndC ha detto:
Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

Il gigantesco autotreno Peterbilt a diciotto ruote si muove lento lungo Commercial Street,

Ottimo incipit (pure il seguito della descrizione del camion che non ho quotato). Visivo e visuale, mi ha trasportato subito nell'ambientazione (in questo caso "esagerata") americana.

 

Grazie, era l'effetto ricercato: una scena da film (piena di cliché sull'America) :)

 

4 ore fa, AndC ha detto:
Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

Uomo dalla memoria incredibile, collezionista incorreggibile di curiosità, Burt ha intrattenuto il ragazzo durante l'interminabile viaggio verso nord - mille miglia e cinque stati - con centinaia di storielle e dettagli di ogni tipo su tutti i minuscoli centri ai bordi della strada.

È stato un viaggio molto piacevole,

"Incorreggibile"... perché, mi son chiesto? Credo che tu intendessi in maniera "simpatica" (sei un "incorreggibile simpaticone", ad esempio) e non letteraria... altrimenti suona che "non può essere corretto dalla sua passione di essere collezionista"... non so, l'espressione non mi suona bene in questo contesto, tanto più che poi fa un po' assonanza con "l'incredibile" di poco prima e "l'interminabile" di poco dopo. Sinceramente, lo varierei o toglierei del tutto.

Forse anche "viaggio" si può variare.

Sì, la intendevo in maniera "simpatica", ma hai ragione: le assonanze non vanno bene e il tutto può essere frainteso, come se la cosa desse fastidio al ragazzo.

 

Hai ragione sulle ripetizioni (ormai l'avrai capito che è uno dei miei punti deboli!)

4 ore fa, AndC ha detto:
Il 9/10/2018 alle 15:49, gmela ha detto:

è il terzo silo per il granturco che trasporta fin qui dalla fabbrica dei silo di Baton Rouge.

Eliminerei del tutto la seconda ripetizione di "silo".

Questo onestamente l'ho fatto apposta, anche se lo so che è una struttura non ortodossa e ripetitiva... Mi piaceva l'idea di menzionare il silo e subito dopo dire che viene fatto in una fabbrica di silo, lo trovo vagamente umoristico.

 

Grazie di tutto, davvero. Ottimi consigli, come sempre: ne farò tesoro :D

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