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Ospite AndC

Il criminale (6/6)

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@AndC la fine direi che è la parte più coerente e pulita di tutte. Bel finale, mi piace molto. Regoletti poverino, mi sta pure simpatico. Non lasciar perdere, per favore, davvero mi è piaciuta questa storia e sarebbe bello che ti venisse voglia di ampliarla. C'è materiale per una saga se ti va. 

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

del pomeriggio, il telegiornale non

toglierei la virgola

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

nessuno ci camminava sopra

quel sopra non mi convince proprio, metterei una metafora

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

del suo sudicio caffè di

non puoi usare sudicio dopo aver dato nuova vita alla parola sporco!

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

e un coro di voci che cresceva smodatamente.

qui ci starebbe anche smodato e i puristi sarebbero contenti

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

roteava come fosse una trottola.

toglierei fosse, se ne può fare a meno

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

Vivili e vili con gusto!

refuso il secondo vivili

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

che per la prima volta salì spontanea dalla sua pancia,

metterei: gli salì spontanea dalla pancia

Il 8/10/2018 alle 16:26, AndC ha detto:

all’animo umano, come al solito, come sempre.

metterei sia come al solito che come sempre tra punti... anche se qui so che scatenerò l'inferno :asd:

 

Aspetto la nuova versione allargata!

p.s. l'aspetto davvero!

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Ospite AndC

@Kikki

 

Grazie!

 

15 ore fa, Kikki ha detto:

la fine direi che è la parte più coerente e pulita di tutte.

Anche perché e non a caso, è stata inserita qualche anno dopo aver interrotto e lasciato incompiuto il racconto.

 

15 ore fa, Kikki ha detto:

Bel finale, mi piace molto. Regoletti poverino, mi sta pure simpatico. Non lasciar perdere, per favore, davvero mi è piaciuta questa storia e sarebbe bello che ti venisse voglia di ampliarla. C'è materiale per una saga se ti va. 

Grazie, e di questo sono contento. In finale, quando l'ho postato, volevo più che altro capire quanto la storia potesse piacere o meno, suscitare o meno interesse nella sua idea di base.

Ho già usato questa idea per inserirla in un romanzo ampliandolo (originariamente in due parti, questa è diventata, anni dopo, l'ambientazione della terza parte). In questo senso, come dire, non la posso ampliare più di quanto non abbia già fatto.

 

15 ore fa, Kikki ha detto:

Aspetto la nuova versione allargata!

p.s. l'aspetto davvero!

Scriverne dunque una versione "allargata" non ha più per me molto senso :buhu:(:D).

Ha senso, invece, riscrivere una versione migliorata e più efficace del racconto stesso in base a tutti i consigli che mi avete e mi state dando... voglio dire: nel senso non di più lunga, ma più efficace!

 

Grazie per tutte le tue annotazioni anche in questa parte (quel refuso, pensa, stava comunque lì da anni).

 

Ma soprattutto grazie per aver seguito con passione tutta la storia e il sostegno! Grazie, grazie, grazie e a presto!

 

(Sì: Regoletti sta simpatico anche a me, forse più di quell'altro, lì... era nato per essere lui il protagonista, poi è stato declassato... xD)

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@AndC ...E così, con questo pezzo breve, siamo arrivati alla fine!

 

Beh, sai che ti dico? Il finale mi è piaciuto davveri molto, lo trovo molto, molto riuscito!

 

Da quando il tuo racconto si è trasformato in una specie di favola paradossale, fila liscio come l'olio, nel suo genere!

 

Tutto funziona benissimo in questo ultimo pezzo: Regoletti che si aggira da solo nella città deserta, la musica che sale, Regoletti che corre, gira läangolo e si trova davanti la megaparata. Molto cinematografico, bello!

 

Il discorso di Rumbh anche funziona benissimo, e la risata finaledi Regoletti (però qui, forse, invece di farlo scoppiare subito in una gran risata, l'avrei fatto iniziare con una risatina timida per poi prenderci gusto e alla fine iniziare a sganasciarsi dalle risate).

 

Questo pezzo qui sotto è veramente, veramente bello, nel suo genere, secondo me:

Il 8/10/2018 alle 15:26, AndC ha detto:

Poi una musica, una musica, una musica. Da quanto tempo la musica allegra era stata bandita? Mezzo secolo. E ora, invece, una baraonda di molti strumenti, tamburi, piatti, trombe, sassofoni, chitarre e un coro di voci che cresceva smodatamente.

Regoletti saltò in piedi e corse. Di nuovo un motivo, una missione: c’era ancora qualche criminale a piede libero. Girato l’angolo, Regoletti venne investito da un’onda d’urto.

Una parata al completo aveva invaso la via principale della capitale. Danzatori, giovani, vecchi, bambini e famiglie e gente truccata in volto e costumi e maschere e grida e schiamazzi e scherzi e felicità e tutto quello che per Regoletti poteva esserci di sbagliato al mondo. La città intera confluiva nelle vie.

C’era il sindaco che soffiava dentro a un clarinetto, mentre un poliziotto roteava come fosse una trottola. C’era il presidente del Nuovo Ordine Sociale Supremo che lanciava coriandoli ovunque gradisse. Il giornalaio, il tabaccaio, Beatrice Sagace e la giornalista intelligente. Tutti i delinquenti erano evasi e stavano festeggiando.

 

Rendi proprio l'idea di una festa felice e spensierata, ti è venuto benissimo. "Venne investito da un'onda 'urto" è semplicemente perfetto, a quel punto della storia.

 

"Danzatori, giovani, vecchi, bambini e famiglie e gente truccata in volto e costumi e maschere e grida e schiamazzi e scherzi e felicità e tutto quello che per Regoletti poteva esserci di sbagliato al mondo.", anche, funziona benissimo!

 

Bene, arrivato a questo punto, di dò qualche consiglio per la storia in generale.

 

Secondo me, nel mezzo c'era parecchia roba inutile. Tutti i discorsi sulla psicologia del disegnatore di identikit, della giornalista... Avevano poco a che fare con la storia ed erano piuttosto inutili. La lettera di Regoletti era piuttosto inutile. I richiami alle filosofie orientali (si vive più di una volta), erano piuttosto inutili. Questo non vuol dire che siano stupidaggini, eh! Assolutamente no, tutte cose interessanti... Ma quando si sceglie di scrivere una storia, meglio puntare dritti al dunque e non perdersi per vie traverse (che si possono esplorare in altre storie, comunque).

 

Io avrei organizzato il tutto così:

 

Regoletti viene svegliato la mattina, c'è stato un "delitto" nella scuola. Va fino alla scuola, durante il viaggio si descrive l'ambiente circostante e in qualche modo si parla un po' della rivoluzione e del fatto che c'è una megadittatura antifelicità, senza nemmeno scendere troppo nei dettagli, che troppi dettagli sono inutili.

 

Il bambino finisce in un manicomio, o non so dove, mentre Regoletti svolge due o tre indagini, magari intervistando alcune persone (e qui puoi trovi qualche nuova occasione di descrivere ancora meglio la psicologia degli abitanti di questo mondo distopico) e scopre che il bambino è stato contagiato nella risata da Elias Rumbh.

 

Niente lettera di Regoletti, niente giornalista, niente uomo dell'identikit: taglia.

 

Stacco su Elias Rumbh che parla brevemente della storia della sua vita e delle carceri mentre si reca all'incontro con la polizia per farsi arrestare. Incontro tra lui e Regoletti. Niente perquisizione fallita, Rumbh dice subito a Regoletti che ha qualcosa da mostrargli e gli consegna la fotografia compromettente con la polizia che ride.

 

Poi, la parte "favoletta paradossale" come l'hai scritta tu, con il crescendo di arresti. Nota che devi spiegare meglio come mai, all'improvviso c'è tutta questa felicità dilagante: non è chiaro, dal tuo testo, se la felicità esisteva già, ma era nascosta, o se si è trattato di una improvvisa epidemia di ridarella. Entrambe le cose vanno bene, in fondo, ma spiegherei al lettore meglio cosa sia successo.

 

Insomma, in generale grazie per avermi intrattenuto con questa storia che è stata sempre piacevole da leggere, dall'inizio alla fine (che, ribadisco, mi è piaciuta davvero, davvero tanto) :D

 

Complimenti e alla prossima! Ti terrò certamente d'occhio :)

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Ospite AndC

@gmela

 

 

16 ore fa, gmela ha detto:

Beh, sai che ti dico? Il finale mi è piaciuto davveri molto, lo trovo molto, molto riuscito!

 

Da quando il tuo racconto si è trasformato in una specie di favola paradossale, fila liscio come l'olio, nel suo genere!

Grazie! Beh, effettivamente, un po', si è ripreso! :D

 

Forse, complice anche il fatto che è stato scritto a più riprese e, per quanto non uniforme rispetto al resto, la parte finale è stata inserita qualche anno dopo, probabilmente con più cognizioni di causa da parte mia.

 

Ti ringrazio veramente molto, sia per la passione con cui hai seguito e commentato la storia, sia per il contenuto dei commenti, molto utili. I tuoi spunti riassuntivi per una riscrittura li trovo utili e adeguati, li seguirò sicuramente. Quello che infatti più mi è mancato nel tempo rispetto al racconto è stato forse il "coraggio" di prendere e buttare il superfluo e di riscriverlo tutto uniformemente da capo a piedi, anziché lasciare le parti così come un po' le aggiunsi nel tempo.

Concordo quindi che una totale riscrittura renderebbe il tutto più omogeneo nonché, tenendo conto di tutti i tuoi spunti (come pure di quelli degli altri commentatori) gli farebbe acquistare chiarezza e leggibilità sopratutto nella prima parte.

 

Grazie poi per le annotazioni specifiche anche di questa ultima parte, che nuovamente trovo assai interessanti.

 

16 ore fa, gmela ha detto:

la risata finaledi Regoletti (però qui, forse, invece di farlo scoppiare subito in una gran risata, l'avrei fatto iniziare con una risatina timida per poi prenderci gusto e alla fine iniziare a sganasciarsi dalle risate).

Questo suggerimento, ad esempio, è ottimo.

 

  

16 ore fa, gmela ha detto:

ti. Nota che devi spiegare meglio come mai, all'improvviso c'è tutta questa felicità dilagante: non è chiaro, dal tuo testo, se la felicità esisteva già, ma era nascosta, o se si è trattato di una improvvisa epidemia di ridarella. Entrambe le cose vanno bene, in fondo, ma spiegherei al lettore meglio cosa sia successo.

Sì, diciamo che dovrebbero essere un po' entrambe: la felicità è contagiosa (può dilagare come un virus) ed insita nell'uomo, non la puoi reprimere, quindi non è che non esistesse, ma era un po' "praticata di contrabbando". Comunque va lavorata e spiegata meglio la parte.

 

Grazie anche per tutti gli apprezzamenti.

 

A presto!

 

 

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Il finale è molto bello @AndC e positivo. La storia, seppur in un mondo parallelo, si è rivelata "reale" e non onirica e ha interpretato qualche domanda che mi facevo leggendo altri frammenti - es. chi è veramente in prigione? Nunzio da solo rinchiuso nel suo triste mondo esterno o gli altri insieme nell'allegra prigionia?

Mi hanno davvero sorpreso alcuni particolari di questo finale, alcuni dettagli maniacali, direi "studiati". A parte la descrizione iniziale della mancanza di qualsivoglia attività presente prima dell'arresto collettivo, questi passaggi

Il ‎08‎/‎10‎/‎2018 alle 15:26, AndC ha detto:

Si sforzò di farlo, così che si sarebbe auto-arrestato mettendo un punto alla questione. [...]

Regoletti premette il grilletto. La pistola fece cilecca, poiché non c’erano più colpi nel caricatore. Anche l’armeria era chiusa e l’armaiolo in galera. La più nera disperazione avvolse l’ispettore facendolo per un attimo sentire a casa. La sua casa e il suo mondo dove tutto era cupo e spento. L’ispettore scoppiò in lacrime e più piangeva, più si sentiva rincuorato.

cioè lui abituato fino a ogni fibra del suo corpo a quel mondo "nero" in cui è la depressione a dargli sollievo e in cui non può contravvenire alla legge. Quasi fosse davvero programmato per essere un automa che rispetta le leggi di quel mondo: "si sarebbe auto-arrestato". La soluzione non è contravvenire a una legge che nessuno rispetta ma esserne vittima egli stesso.

Non so se sia frutto dell'intuito o dell'ispirazione - semmai complimenti :) - ma in questo finale c'è un lavoro di "logica" davvero affascinante e notevole. :flower:

 

È stato un piacere. :ciaociao:

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