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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39959-il-criminale-26/?do=findComment&comment=705742

 

Terza parte (nota: questa parte va assolutamente letta con quella precedente, altrimenti non ci si capisce niente - discorso spezzato nel mezzo)

 

Link alla prima parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40004-strawberry-point-17/

Link alla seconda parte: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/40014-strawberry-point-27/

 

***

 

 

 

«Ma...»

«E poi, che cosa vuoi saperne tu, di come si scrive?», aggiungo alzando le spalle.

«Ma signor Tristone, non può andarmi sempre tutto male! Non è verosimile, è troppo esagerato!»

Sbuffo e lui continua senza prestarmi attenzione, con la sua irritante vocina stridula: «Non è possibile che non abbia mai avuto un po’ di felicità in tutta la mia vita, che tutto mi vada sempre male! Mai una volta che mi sia successo qualcosa di bello.»

«Non è vero!», lo interrompo. «Ad esempio...». Cerco mentalmente qualcosa, ma in questo momento non mi viene in mente nulla.

Ci penso su, poi ricordo: «Ad esempio, capitolo ventidue: il tornado sembrava venire dritto contro la fattoria, e all’ultimo momento ha deviato verso la casa dei Thompson. Non sei stato contento, quella volta?»

«Sì, ma per dieci minuti!», sbotta lui, «Poi quelli, per vendicarsi, hanno preso le torce e ci hanno bruciato la casa!»

La conversazione mi spazientisce, onestamente questo Jimmy inizio a non sopportarlo più. Che la smetta di invadere i miei spazi e se ne torni da dove è venuto.

«Jimmy, vedi di rispettare le distanze...», dico, poco amichevole.

Lui continua senza prestarmi attenzione. «Papà regala il fucile a pompa a mia sorella Birdie, e lei cosa fa, invece di prendersela coi cani della prateria? Me lo punta addosso e inizia a sparare.»

Alzo le spalle: «Ti odia, Jimmy, tutto qui.»

Lui mi mostra il palmo della mano aperta.

«Cinque anni aveva, cinque», dice.

Sbuffo, cerco di controllarmi.

«Senti Jimmy,» gli faccio, «è inutile che stiamo qui a discutere: la tua vita è una tragedia e lo sappiamo tutti e due.»

Gli poso una mano sul braccio: «Ma è proprio questo che fa di te una persona speciale, capisci?»

Lui mi osserva, poco convinto.

«Al contrario del novantanove virgola nove percento della gente, la tua non sarà una vita inutile:», gli spiego, «ogni tua sofferenza, ogni vessazione, ogni crudeltà serve a spiegare a tutti quanto l'umanità sia corrotta, quanto il mondo faccia schifo, quanto la società sia marcia.»

Stringo il pugno.

«La gente piangerà per te, Jimmy!»

«Ma non ha senso!», sbotta lui. «Anche Jenny "Spazzatura" Simmons se la prende con me! Pesa cinquecento libbre, la sfottono e la picchiano dalla mattina alla sera: almeno lei non dovrebbe essere un po' più amichevole?! La buttano nel fango, le camminano sopra, io le porgo la mano per rialzarsi e lei mi prende a calci e mi denuncia allo sceriffo Rickard per tentata violenza... Non è normale!»

«Ah!», rido io, vedendo fino a che punto Jimmy non capisce nulla, ma proprio nulla, di scrittura.

«Jenny "Spazzatura" è un personaggio importantissimo!»,  urlo arrabbiato, sbattendo un pugno sul tavolino. «Serve a mostrare quanto siamo cattivi: anche i bullizzati, anche le vittime più infime infieriscono sui più deboli, se riescono a trovare qualcuno che sta sotto a loro! Solo l'ultimo degli ultimi, il fondo del barile, colui che non ha nessuno con cui prendersela, subisce e basta!»

«Cioè tu!», gli grido in faccia, puntandogli un dito - tremolante per la rabbia - dritto in mezzo agli occhi.

Infuriato, ansimo ancora.

Jimmy mi guarda per un secondo, poi gli occhi gli si riempiono di lacrime, abbassa la testa e si mette a piangere, quasi in silenzio, facendo quel suono irritante che cento volte, nel mio libro, ho avuto il piacere di descrivere: «Ui... Ui...», sembra dire, con un filino sottile sottile di voce.

Non so cosa ci sia, in quel suono, che dà così sui nervi, ma anch'io, come ogni singolo abitante di Crapton e dintorni, nel sentirlo vengo preso dall'irrefrenabile voglia di prendere Jimmy a pugni.

Anzi...

Corro in cucina, afferro il frullatore ad immersione e torno in salotto.

Lui salta in piedi.

«Oddio no signor Tristone, il frullatore no!»

Io scoppio a ridere. Jimmy gattonava ancora, quando mamma Melody ha preso l'abitudine di scaricare la rabbia su di lui a colpi di frullatore, ogni volta che non riusciva a montare la buttercream per i suoi rinomati cupcake. È stato il primo strumento di tortura che Jimmy ha conosciuto - fino ad allora erano stati solo calci e pugni - e il trauma infantile, il primo di una lunga serie, gli ha lasciato una terribile fobia.

Penso che conoscerlo così profondamente è bellissimo: so come fargli male!

Lui retrocede con occhi allucinati, terrificato a morte. Ma non mi lascio certo intenerire: brandendolo alto sopra alla testa, gli vado incontro a frullatore acceso.

«Aaaaaahhhhhh», urla lui, disperato, buttandosi dalla finestra e facendo scoppiare il vetro.

«Tornatene in Nebraska!», gli urlo affacciandomi al buco, guardandolo correre disperato giù lungo la strada.

Quando sparisce in fondo alla via, tiro un sospiro di sollievo.

Mi guardo attorno e faccio qualche appunto mentale: bisognerà chiamare il vetraio e ordinare alla colf di disinfettare il divano. Ma, prima, sento il bisogno di sfogarmi un po'. Spengo il frullatore, mi siedo al computer e inizio a scrivere, pigiando rabbiosamente i tasti:

Capitolo 42

Ora che zio Bob scontava quattro ergastoli consecutivi al Nebraska State Penitentiary di Lincoln, Jimmy sperava che la sua vita sarebbe migliorata almeno un pochino. E invece, quello del suo diciassettesimo compleanno fu di gran lunga l'anno più terribile - il più terribile fino a quel punto - nella sua tragica vita.

A causa del forte vento e della bassa pressione, ai minimi storici degli ultimi sessant'anni, la stagione dei tornado si preannunciava durissima, nel Nebraska meridionale...

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Ospite AndC

@gmela

 

Continuo a trovarlo sempre appassionante, sagace e divertente. Complimenti.

 

Sulla faccenda degli accapo nei dialoghi, alla fine non te li segnalo... letta la tua spiegazione nel commento precedente, l'accetto. È un fattore personale e comunque non inficia la lettura, che si comprende bene e forse sì, potrebbe anche scorrere meglio che non a regola rigida.

 

Anche qui, ci sono un po' di ripetizioni di termini, che non segnalo nello specifico. In generale, anche queste scorrono comunque bene per il tipo di stile e linguaggio di tutto il racconto. Limarle o meno deve essere più una tua scelta personale di stile, controllando che poi eventualmente funzioni meglio con dei sinonimi (il che non è matematico).

 

13 ore fa, gmela ha detto:

qualcosa di bello.»

«Non è vero!», lo interrompo. «Ad esempio...». Cerco mentalmente qualcosa,

Ecco, ti segnalo solo quelle che più mi sono saltate agli occhi, che comunque varierei. Qui, ho pensato a: "cerco mentalmente un evento positivo" o simili, più che altro perché "qualcosa" è molto vago e generico e mi ha, personalmente, convinto poco.

 

13 ore fa, gmela ha detto:

Sbuffo e lui continua senza prestarmi attenzione, con la sua irritante vocina stridula: «Non è possibile che non abbia mai avuto un po’ di felicità in tutta la mia vita, che tutto mi vada sempre male! Mai una volta che mi sia successo qualcosa di bello.»

«Non è vero!», lo interrompo. «Ad esempio...». Cerco mentalmente qualcosa, ma in questo momento non mi viene in mente nulla.

Ci penso su, poi ricordo: «Ad esempio, capitolo ventidue: il tornado sembrava venire dritto contro la fattoria, e all’ultimo momento ha deviato verso la casa dei Thompson. Non sei stato contento, quella volta?»

«Sì, ma per dieci minuti!», sbotta lui, «Poi quelli, per vendicarsi, hanno preso le torce e ci hanno bruciato la casa!»

La conversazione mi spazientisce, onestamente questo Jimmy inizio a non sopportarlo più. Che la smetta di invadere i miei spazi e se ne torni da dove è venuto.

«Jimmy, vedi di rispettare le distanze...», dico, poco amichevole.

Lui continua senza prestarmi attenzione.

Qui, la ripetizione della frase, che comunque salta agli occhi, invece mi piace, però la rimarcherei: "lui continua sempre  (o simili) senza prestarmi attenzione". Proprio per far capire che è voluta e non sfuggita.

 

13 ore fa, gmela ha detto:

Alzo le spalle: «Ti odia, Jimmy, tutto qui.»

Semplice, quanto risolutivamente geniale! xD

 

13 ore fa, gmela ha detto:

e lo sappiamo tutti e due.»

Non che non vada, però ci avrei visto bene un "entrambi", non so perché, solo a mio gusto.

 

13 ore fa, gmela ha detto:

«Ah!», rido io, vedendo fino a che punto Jimmy non capisce nulla, ma proprio nulla, di scrittura.

Questa frase l'ho adorata. In generale, la presa in giro (cosa chiara e in parte dichiarata negli intenti sin dall'inizio del racconto) è poi quella verso un tipo di scrittori e loro scrittura, i quali e per l'appunto, tendono ad avere gran ego e a barricarsi dietro il "solo io so scrivere, tu cosa ne capisci?".

Eppure, detta dal personaggio, secondo me è particolarmente riuscita, perché non suona moralistica o simili.

 

13 ore fa, gmela ha detto:

facendo quel suono irritante che cento volte, nel mio libro, ho avuto il piacere di descrivere:

Anche questa mi è piaciuta moltissimo. Perfetta e divertente. Mi verrebbe da sostituire quel "facendo" (non è l'unico della parte né di tutto il racconto) con "producendo", "emettendo" o simili. 

 

13 ore fa, gmela ha detto:

Anzi...

Corro in cucina, afferro il frullatore ad immersione e torno in salotto.

xD Certe idee mi colgono proprio di sorpresa e mi piacciono!

Comunque riesci a mandare avanti una trama, che sinceramente mi è difficile, se non ancora impossibile capire dove porterà e quali saranno i suoi sviluppi, e lo fai sempre in maniera secondo me brillante e inaspettata. Davvero complimenti sinceri!

 

13 ore fa, gmela ha detto:

brandendolo alto sopra alla testa, gli vado incontro a frullatore acceso.

Qui, io avrei messo "elettrodomestico" per non ripetere frullatore, ma... a tuo gusto.

 

Ciao e al prossimo capitolo!

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@AndCGrazie, come sempre :D Commenti apprezzatissimi (ripetizioni, anche la ripetizione di frase intera mi era proprio scappata, è un errore che faccio spesso - bisogna togliere o, come suggerisci tu, rimarcare la cosa).

 

9 ore fa, AndC ha detto:
23 ore fa, gmela ha detto:

«Ah!», rido io, vedendo fino a che punto Jimmy non capisce nulla, ma proprio nulla, di scrittura.

Questa frase l'ho adorata. In generale, la presa in giro (cosa chiara e in parte dichiarata negli intenti sin dall'inizio del racconto) è poi quella verso un tipo di scrittori e loro scrittura, i quali e per l'appunto, tendono ad avere gran ego e a barricarsi dietro il "solo io so scrivere, tu cosa ne capisci?".

Eppure, detta dal personaggio, secondo me è particolarmente riuscita, perché non suona moralistica o simili.

Mi fa piacere, quello era un po' l'effetto che cercavo: prendere in giro alcuni scrittori un po' troppo pieni di sé.

 

Ti ringrazio davvero del fatto che mi segnali i pezzi secondo te più riusciti, sono commenti molto utili, e poi fa piacere sapere, quando qualcosa ha funzionato :)

 

9 ore fa, AndC ha detto:
23 ore fa, gmela ha detto:

brandendolo alto sopra alla testa, gli vado incontro a frullatore acceso.

Qui, io avrei messo "elettrodomestico" per non ripetere frullatore, ma... a tuo gusto.

Ammetto che l'idea di un frullatore come strumento di tortura mi divertiva e che pertanto non riuscivo a smettere di dire "frullatore" ;)

 

Grazie davvero tantissimissimo, apprezzo davvero i tuoi commenti e il fatto che mi segui così fedelmente :D

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