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https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/39757-l’amore-a-natale-prologo/?do=findComment&comment=705139

 

Prima parte di un racconto in 40.000 caratteri circa, stramberia ironica multigenere soprannaturale e inclassificabile sul mondo della scrittura (mindfuck).

 

***

 

Lasciate che mi presenti, amici: mi chiamo Tristano Tristone e sono uno scrittore. Sì, lo so cosa state pensando: “che nome del cavolo”, se siete educati, come me; “che nome del ca**o”, altrimenti.

Da piccolo chiedevo ai miei perché mai mi avessero dato un nome così simile al mio cognome: «Mah, piaceva alla nonna...», rispondevano evasivi. In realtà non ho mai capito come avessero potuto fare una scelta del genere. Colpa di mio padre, di certo - mamma non si sarebbe sognata di scegliere il nome per me, l'unico, adorato, figlio di papà - ma lo perdono, pover'uomo: in fondo è stato lui, lui farmacista dilettante e genio dell'imprenditoria, a mettere a punto, nel settantatre, la famosa formula della pomata Tristone che tante gioie mi avrebbe poi regalato. Ebbene sì, cari amici, sto proprio parlando di lei, la miracolosa crema per la cura delle emorroidi, leader mondiale del settore, due milioni di tubetti l’anno venduti in quarantanove paesi diversi.

Povero papà, lui che dal devastante ictus dell’ottantotto vive in sedia a rotelle con la testa tutta piegata a sinistra. Costretto a passarmi la proprietà e la presidenza dell’azienda, ora conduce la sua esistenza di larva passando dal letto alla TV, con, come unico svago, l'occasionale sosta in bagno.

La mia vita non potrebbe andare meglio, invece. Senza voler esagerare, posso dire di aver avuto tutte le fortune: bellezza e intelligenza sopra alla media, ottima salute; soldi, tanti ovviamente, e, da due anni a questa parte, una moglie bellissima - i maligni dicono che mi abbia sposato solo per il denaro, ma all'invidia e alle cattiverie degli altri non presto certo attenzione. È lei che si occupa di tutto, in azienda: a me le emorroidi onestamente fanno senso, e preferisco starci ben lontano. Angela, invece, nonostante il fisico da modella e la spensieratezza dei vent'anni, non ha problemi a passare giornate intere davanti ai libri contabili, a contattare i fornitori, a preparare il materiale per le presentazioni. Tutto nell’ombra, ovviamente, visto che il presidente, quello che firma le carte e che sorride nella pubblicità TV, sono io.

E così, mentre Angela è in ufficio, io passo le mie giornate dedicandomi ai miei hobby preferiti: il giardinaggio e la scrittura. Sono cinque anni che lavoro al mio primo romanzo, Vita di Jimmy, di cui ho già scritto quarantun capitoli. Mamma dice che è bellissimo, e un grande gruppo editoriale, di cui per ovvie ragioni non posso fare il nome, ha già espresso interesse per la sua pubblicazione: sarà un best seller, mi assicura il mio editor, che mi visita ogni settimana per sollecitarmi a finirlo.

Vita di Jimmy parla di James Earl Robertson, Jimmy appunto, un adolescente del Midwest degli Stati Uniti che vive in una fattoria andata in malora a Crapton, cittadina fittizia del Nebraska meridionale nota per i suoi bulli e i suoi tornado, assieme alla sua famiglia di casi umani: il padre alcolizzato, la madre ritardata, il nonno stupratore, la nonna violenta, le zie prostitute, gli zii appena usciti di galera e una vasta gamma di fratelli, sorelle e cugini devastati dalla povertà, dalla droga, dalla violenza e dalle tare ereditarie dovute a una promiscuità senza limiti.

Vita di Jimmy, cinquanta capitoli e due milioni di caratteri, vuole mostrare la crudeltà della vita in tutte le sue forme. Jimmy è buono, buonissimo. Non farebbe mai male a nessuno, eppure la quantità di sofferenze che gli vengono inflitte è a dir poco terribile: i bulli lo picchiano, i parenti lo stuprano, le ragazze gli sputano addosso, i vicini lo prendono a sassate; anche i tornado, favoriti dalla conformazione del terreno, puntano sempre dritti verso la misera fattoria dei Robertson.

È un’opera dura, tragica ma necessaria, in questo mondo dove tutto sembra sempre andare di male in peggio: non lo dico solo io, lo dice anche il mio editor.

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Ospite AndC

@gmela

 

Interessante, vien voglia di leggerlo, "Vita di Jimmy", intendo. xD

 

Scherzo, anche questa prima parte del tuo racconto mi è molto piaciuta: a parte un paio di ripetizioni di termine per me variabili, l'ho trovato ben scritto, ironico, divertente, coinvolgente. Complimenti!

È ovviamente presto per avere un'idea complessiva di ciò che svilupperai nei 40.000 caratteri, però questa prima parte fila via liscia e mi pare fresca, in quanto a stile.

Attendo i prossimi capitoli.

 

20 ore fa, gmela ha detto:

Tristano Tristone e sono uno scrittore

A me, il nome dai rimandi epico-letterari mi è molto piaciuto. È molto ironico, ma finemente ironico, come tutta questa prima parte del racconto.

 

20 ore fa, gmela ha detto:

nel settantatre,

Credo che ci vada l'accento sul numerale, non so se è obbligatorio o meno, sinceramente. Io ce l'ho sempre messo.

 

20 ore fa, gmela ha detto:

ui che dal devastante ictus dell’ottantotto vive in sedia a rotelle con la testa tutta piegata a sinistra.

Qui, l'indicazione dell'anno, mi è sembrata un po' eccessiva. L'ho vista molto in maniera ironico-macchietistica, come cliché (e in questo non ci sta male, dipende però quante volte poi tornerà o meno l'uso in tutto il racconto). Un po' alla Bloch di Dylan Dog, per intenderci: "è dall'ottantotto che non bevo, fumo, rido etc... più".

Non so se questa era un po' la tua intenzione. Comunque, male non ci sta, ecco forse un po' risalta, vicino al precedente numero del "settantatré".

 

La parola-verbo che ripeti di più è "passare":

20 ore fa, gmela ha detto:

Costretto a passarmi la proprietà e la presidenza dell’azienda, ora conduce la sua esistenza di larva passando dal letto alla TV, con

 

20 ore fa, gmela ha detto:

non ha problemi a passare giornate intere davanti ai libri contabili,

Qui, ad esempio, secondo me ci starebbe bene qualcosa come "trascorrere" o simili.

 

20 ore fa, gmela ha detto:

io passo le mie giornate dedicandomi ai miei hobby preferiti: i

 

 

20 ore fa, gmela ha detto:

sarà un best seller, mi assicura il mio editor, che mi visita ogni settimana per sollecitarmi a finirlo.

Per snellire e per non ripetere il "mi", che un po' appesantisce, taglierei: "assicura l'editor".

Oppure, data l'originalità e la ricchezza del personaggio, a voler lasciare l'aggettivo "mio", lo caricherei maggiormente: "il mio editor personale".

 

20 ore fa, gmela ha detto:

la nonna violenta, le zie prostitute, gli zii appena usciti di galera e una vasta gamma di fratelli, sorelle e cugini devastati dalla povertà, dalla droga, dalla violenza e dalle tare ereditarie dovute a una promiscuità senza limiti.

La famiglia perfetta, perfetta per un "polpettone" di romanzo! xD

Alla nonna darei una caratteristica più specifica che non solo "violenta" in generale, anche perché poi ritorna poco dopo la parola violenza. Ad esempio qualche disfunzione maniaca precisa a tua scelta dalla vasta gamma.

 

20 ore fa, gmela ha detto:

cinquanta capitoli e due milioni di caratteri, 

La lunghezza che più preferisco xD

 

20 ore fa, gmela ha detto:

i bulli lo picchiano, i parenti lo stuprano, le ragazze gli sputano addosso, i vicini lo prendono a sassate; anche i tornado, favoriti dalla conformazione del terreno, puntano sempre dritti verso la misera fattoria dei Robertson.

La parola "stuprare" ritorna dalle caratteristiche del nonno (lo stuprerà lui?xD). Cambierei con "abusano di lui, o simili".

20 ore fa, gmela ha detto:

, il nonno stupratore,

 

 

20 ore fa, gmela ha detto:

È un’opera dura, tragica ma necessaria, in questo mondo dove tutto sembra sempre andare di male in peggio: non lo dico solo io, lo dice anche il mio editor.

Ti quoto il finale, perché in realtà è l'unica cosa che personalmente non mi ha troppo convinto, nel senso che non mi sembra una forte chiusa da primo capitolo. Il racconto rimane un po' come sospeso, anziché incidere.

Non che debba per forza farlo, ma valuterei la questione.

 

Al prossimo capitolo, ciao!

 

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3 ore fa, AndC ha detto:
Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

nel settantatre,

Credo che ci vada l'accento sul numerale, non so se è obbligatorio o meno, sinceramente. Io ce l'ho sempre messo.

Cavolo, non sapevo! Da grammaticaitaliana.eu:
I numeri che finiscono per tre, tranne il tre stesso, prendono l’accento acuto (es. quarantatré).

Grazie, oggi ho imparato qualcosa di nuovo e utile :D

 

3 ore fa, AndC ha detto:

La parola-verbo che ripeti di più è "passare":

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

Costretto a passarmi la proprietà e la presidenza dell’azienda, ora conduce la sua esistenza di larva passando dal letto alla TV, con

 

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

non ha problemi a passare giornate intere davanti ai libri contabili,

Qui, ad esempio, secondo me ci starebbe bene qualcosa come "trascorrere" o simili.

Hai perfettamente ragione, purtroppo ammetto che evitare le ripetizioni non è il mio forte, spesso proprio non le vedo!

 

3 ore fa, AndC ha detto:
Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

sarà un best seller, mi assicura il mio editor, che mi visita ogni settimana per sollecitarmi a finirlo.

Per snellire e per non ripetere il "mi", che un po' appesantisce, taglierei: "assicura l'editor".

Hai ragione anche qui, anche se, onestamente, quando Tristano parla ho messo molti "io", "mio", "mi", per sottolineare che è un tizio molto pieno di sé.

 

3 ore fa, AndC ha detto:
Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

i bulli lo picchiano, i parenti lo stuprano, le ragazze gli sputano addosso, i vicini lo prendono a sassate; anche i tornado, favoriti dalla conformazione del terreno, puntano sempre dritti verso la misera fattoria dei Robertson.

La parola "stuprare" ritorna dalle caratteristiche del nonno (lo stuprerà lui?xD). Cambierei con "abusano di lui, o simili".

Hai ragione per quanto riguarda la ripetizione, così come hai ragione che "violenta", per la nonna, è poco originale rispetto agli altri. Però mi piace la parola "stupro", la trovo bella forte ("abuso" mi sa un po' di eufemismo, e qui volevo evitare). Magari cambio in "nonno maniaco" invence di "nonno stupratore"... Ci devo pensare :)

 

3 ore fa, AndC ha detto:

Ti quoto il finale, perché in realtà è l'unica cosa che personalmente non mi ha troppo convinto, nel senso che non mi sembra una forte chiusa da primo capitolo. Il racconto rimane un po' come sospeso, anziché incidere.

Non che debba per forza farlo, ma valuterei la questione.

Ti dò perfettamente ragione: il fatto è che questo racconto non è stato scritto per essere spezzettato, andrebbe letto tutto assieme. Gli spezzoni che posto qui non sono capitoli... Più avanti diventa ancora peggio, a causa dei limiti di spazio dovrò tagliare discorsi a metà e fare altre cose brutte, purtroppo :(

 

Grazie davvero per essere passato di qui, per aver commentato e per gli apprezzamenti :D

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Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

passando dal letto alla TV, con, come unico svago, l'occasionale sosta in bagno.

1. Toglierei la virgola prima di “con”, perché tre virgole per quattro parole possono provocare singhiozzo :D

2. Oppure: passando dal letto alla TV, con l’occasionale sosta in bagno come unico svago.

 

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

bellezza e intelligenza sopra alla media

In genere leggo “sopra la media”

 

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

Costretto a passarmi la proprietà e la presidenza dell’azienda, ora conduce la sua esistenza di larva passando dal letto

 

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

tanti ovviamente, e, da due anni a questa parte, una moglie bellissima

Usi tante tante virgole. In molti casi le toglierei per rendere la lettura meno spezzettata, ma sono gusti.

 

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

non ha problemi a passare giornate intere davanti

 

Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

io passo le mie giornate dedicandomi ai miei hobby preferiti

Occhio alla ripetizione della stessa espressione e pure dei possessivi.

 

Sette capitoli. C’è ancora molto da leggere e rimando i commenti approfonditi alle prossime puntate. :) 

 

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Ciao @gmela

prima parte letta. Banale, descrittiva e noiosa. Leggerò le prossime in attesa della "stramberia ironica" promessa.

Magari condisci con un pò di erotismo. Funziona sempre.

 

"...ci sono delle lacrime che mi aspettano nei petali di una rosa".

Luigi

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@Luigi AmendolaGrazie di aver letto e del commento, sempre apprezzato, anche quando negativo :)

 

Non avere troppe aspettative, per l'erotismo, potresti restare deluso...

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15 ore fa, Kuno ha detto:
Il 4/10/2018 alle 14:05, gmela ha detto:

passando dal letto alla TV, con, come unico svago, l'occasionale sosta in bagno.

1. Toglierei la virgola prima di “con”, perché tre virgole per quattro parole possono provocare singhiozzo :D

2. Oppure: passando dal letto alla TV, con l’occasionale sosta in bagno come unico svago.

Preferisco la tua alternativa 1: il lettore legge "con come unico svago"; poi, quando si ferma sulla virgola - che ha la funzione di pausa a effetto - si chiede per un decimo di secondo "che sarà mai?", poi legge del bagno e ne scaturisce un (microscopico) effetto comico ;)

 

Hai ragione per quanto riguarda "sopra la media", l'eccessivo uso del verbo passare e le ripetizioni. I possessivi, in realtà, li ho introdotti per sottolineare un po' la personalità dell'io narrante e il fatto che sia un tipo piuttosto pieno di sé. Ma non sei il primo ad avermi detto che ce ne sono troppi, mi sa che ho esagerato.

 

Per quanto riguarda le virgole, ultimamente ne uso tante e non so se sia un bene o meno - non ho ancora capito se è solo stile, o se dà proprio fastidio :-/ 

 

Grazie perla lettura e il commento: tanti suggerimenti utili e apprezzatissimi :D

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Ciao, innanzitutto ti faccio i miei complimenti per la tua storia e se a te fa piacere volevo esprimerti le mie umili impressioni su questa parte della storia.

L'incipit per quanto non sia nulla di eccezionale colpisce comunque il lettore catturando la sua attenzione grazie alla scorrevolezza del testo che invita il lettore stesso a volerne sapere di più su Tristano Tristone; a tal proposito ho potuto notare che sebbene quest'ultimo non fa parte della "gente comune" (nel senso che è una persona molto facoltosa di famiglia e che a differenza di tanti altri ha le possibilità di avere un futuro agiato perchè agevolato dall'attività svolta dal padre) è comunque un personaggio che ha dei sogni che riguardano il campo artistico come la scrittura a cui una persona della sua posizione difficilmente si dedica.

E' una storia (fin qui) che in realtà non offre nulla di realmente nuovo, tuttavia come ho già detto sopra, la sua scorrevolezza tende ad incoraggiare il lettore a continuare a leggere; per quanto concerne la grammatica c'è qualche virgola di troppo e il testo presenta delle ripetizioni, ma nulla di particolarmente grave.

Se posso dare un modesto giudizio ritengo che è una storia carina e per quanto non innovativa (o almeno finora) vale comunque la pena di leggere

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@nico.adilettaGrazie del passaggio e del commento :) Vedo che sei nuovo sul sito: benvenuto. Ti faccio anche notare che in questa sezione (officina) non bisognerebbe dare dei "punti reputazione" (i "like" attraverso la freccia verde "mi piace"), sarebbe contro il regolamento, sia per il racconto stesso che per i commenti sottostanti... Non è un'infrazione grave, ma evita, altrimenti ti romperanno le balle te lo faranno gentilmente notare :)

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