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Ambra_Rondinelli

[Editor] Ambra Rondinelli

Post raccomandati

Ciao @libero_s, la tua domanda è molto interessante, e chiedo scusa se avresti voluto una risposta breve perché so già che me ne uscirà una molto lunga. Il tuo commento mi permette di fare una riflessione complessa che spero non ti annoi.

Io non escludo nessun genere, e non voglio darti una motivazione semplice del tipo che sono sempre stata una letttice onnivora e dalle letture trasversali (per quanto sia vero), ma una motivazione professionale e tecnica: credo fermamente che l'unica distinzione nella narrativa sia tra una storia raccontata bene e una storia raccontata male.
Non credo nelle distinzioni, che fanno alcuni lettori e anche alcune case editrici, tra letteratura di serie A mainstream e letteratura di serie B di genere (o solo di alcuni generi specifici), credo che le storie abbiano bisogno tutte degli stessi elementi per funzionare: voce, forma, (relazione tra) personaggi, selezione delle scene. Lavoro a ogni storia tenendo presente questi aspetti primariamente e tutta una serie di sottoinsiemi di queste categorie secondariamente. Concepisco di concentrarsi sul genere solo nel momento in cui c'è da fare una riflessione sulla tradizione in cui si inserisce il romanzo su cui stiamo lavorando, ma a parte questo penso che tutti i romanzi debbano avere le stesse qualità: a un fantasy non faccio sconti di coerenza interna perché è un fantasy e alcuni pensano che "valga tutto", si lavora sulla voce, sullo stile, sull'atmosfera, sui personaggi, sulla semina delle informazioni proprio come si fa con un mainstream o con un thriller. E perché in un fantasy dovrei concentrarmi tanto sulla costruzione del mondo e su un altro genere no? Mansfield Park è un luogo inventato tanto quanto la Terra di mezzo, Middlemarch ha sicuramente avuto bisogno di una progettazione come l'ha avuto Diagon Alley; e vogliamo parlare di quanto è importante saper gestire bene l'ambientazione in un noir?
Lo stesso vale per la voce, non credo che un mainstream abbia bisogno di un taglio personale e originale mentre un romanzo di fantascienza possa essere piatto; io cerco una voce anche nella fantascienza, voglio uno sguardo che mi tocchi e che sia consapevole, Philip Dick e David Mitchell mica mi raccontano una storia senza farmi sapere la loro visione del mondo.
Molti fanno anche una distizione fra i romanzi che raccontano la vita vera (che sarebbero i mainstream) e quelli che raccontano storie inventate (fantasy, fantascienza, horror, letteratura per bambini e ragazzi, ecc), io trovo la distinzione ridicola: nessun romanzo racconta pari pari la vita vera, nemmeno le biografie o i romanzi storici, tutti i romanzi sono narrativizzazioni della realtà, un tentativo di rendere la casualità, un sistema significativo. I romanzi, così come i film e le serie, ci danno la possibilità di unire un fatto con la portata simbolica di quel fatto nello stesso istante, farli coincidere, cosa che nella realtà non accade.

"Pastorale americana" è la storia di un uomo, "lo Svedese", la cui figlia compie un attentato contro un ufficio postale. Perché questa storia personale e familiare diventa un modo per raccontare gli Stati Uniti? Perché Roth collega in più punti la storia privata con la Storia collettiva e raggiunge magnificamente questa fusione tra fatto e simbolo grazie alle parole ciniche del fratello delle Svedese che gli dice (cito): "Volevi Miss America? Beh, l’hai avuta, altroché: è una figlia! Volevi essere un campione americano con una bella pupattola cristiana appesa al braccio? Volevi appartenere come tutti gli altri agli Stati Uniti d’America? Beh, ora gli appartieni, ragazzone, grazie a tua figlia. Ce l’hai nel culo, adesso, la realtà del tuo paese. Con l’aiuto di tua figlia sei nella merda fin dove è possibile sprofondarci, vera merda, fantastica merda americana. L’America pazza furiosa!".
Questa è la letteratura: non può essere la vita vera con tutte le sue parole di circostanza e le microazioni fisiche di necessità, ma deve compiutamente raccontare una verità (una verità per l'autore, non una verità assoluta).

Senza contare che da sempre i libri che hanno saputa parlare ai lettori sono incategorizzabili: "It" è un horror o un romanzo di formazione? "Anna Karenina" è una storia d'amore o un libro di denuncia sull'ipocrisia delle alte classi sociali russe? "La fattoria degli animali" è una favola o un romanzo politico? "La storia infinta" è un fantasy, un romanzo di formazione o un romanzo intimista e psicologico?

Ogni definizione è una limitazione alla loro forza. Se dicessi che non lavoro sugli horror e scoprissi per questo di essermi persa il piacere di lavorare su "It", mi metterei a piangere probabilmente.
Quando qualcuno mi chiede: "è più importante la storia o lo stile, il contenuto o la forma?" per me è una domanda insensata: in letteratura la forma è contenuto e viceversa. E la divisione in generi va bene per distinguere il contenuto, ma non la forma.
"La strada" di McCarthy o "Lincoln nel Bardo" di Saunders sono fantascienza uno e fantasy l'altro? Molti critici avrebbero da ridire sicuramente.
Io preferisco non fermarmi alle etichette, lavoro sulle storie che hanno qualcosa da dire e aiuto a raccontarle meglio: è l'unico filtro che mi sento di applicare.

 

Spero di non averti conciliato troppo il sonno, un saluto :)

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22 minuti fa, Ambra_Rondinelli ha detto:

Questa è la letteratura: non può essere la vita vera con tutte le sue parole di circostanza e le microazioni fisiche di necessità, ma deve compiutamente raccontare una verità (una verità per l'autore, non una verità assoluta).

Cara @Ambra_Rondinelli ti devo fare i miei complimenti per questa frase. Ovvio che non basta questo per definire la letteratura, ma l'ho trovata una spiegazione originale e l'ho subito fatta mia.

Sto seguendo da un po' il tuo post, devo dire che mi sembri un'ottima professionista, e anche una bella persona, da quello che si può evincere dal tuo modo di porti. 

Ti dico questo nella maniera più disinteressata (scrivo racconti per gioco, mi piace l'atto creativo, ma non sono una buona penna e non ambisco alla pubblicazione) perché credo che, a volte, le persone hanno bisogno di sentirsi dire parole positive che non chiedono niente in cambio. 

Per cui, brava, complimenti per il tuo modo di lavorare e il tuo atteggiamento gentile. 

In bocca al lupo per la passione con cui affronti la tua professione. 

Talia 

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Cara @Ambra_Rondinelli , vorrei sapere se è possibile inviarti un'opera incompiuta. Mi trovo a circa  metà di un lavoro al quale tengo molto e avrei bisogno di capire se sto procedendo nella giusta direzione. Grazie.

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3 ore fa, Ambra_Rondinelli ha detto:

Ciao @libero_s, la tua domanda è molto interessante, e chiedo scusa se avresti voluto una risposta breve perché so già che me ne uscirà una molto lunga. Il tuo commento mi permette di fare una riflessione complessa che spero non ti annoi.

Al contrario, sono felice di ricevere una risposta lunga articolata che non annoia affatto.

3 ore fa, Ambra_Rondinelli ha detto:

Non credo nelle distinzioni, che fanno alcuni lettori e anche alcune case editrici, tra letteratura di serie A mainstream e letteratura di serie B di genere

Concordo in pieno con te, è una della battaglie che cerco sempre di combattere.

3 ore fa, Ambra_Rondinelli ha detto:

Concepisco di concentrarsi sul genere solo nel momento in cui c'è da fare una riflessione sulla tradizione in cui si inserisce il romanzo su cui stiamo lavorando, ma a parte questo penso che tutti i romanzi debbano avere le stesse qualità: a un fantasy non faccio sconti di coerenza interna perché è un fantasy e alcuni pensano che "valga tutto", si lavora sulla voce, sullo stile, sull'atmosfera, sui personaggi, sulla semina delle informazioni proprio come si fa con un mainstream o con un thriller.

Mi trovi ancora d'accordo.

 

3 ore fa, Ambra_Rondinelli ha detto:

Lo stesso vale per la voce, non credo che un mainstream abbia bisogno di un taglio personale e originale mentre un romanzo di fantascienza possa essere piatto; io cerco una voce anche nella fantascienza, voglio uno sguardo che mi tocchi e che sia consapevole, Philip Dick e David Mitchell mica mi raccontano una storia senza farmi sapere la loro visione del mondo.

Quoto anche questa frase.

 

Direi che siamo sostanzialmente d'accordo, credo che per gli scrittori i generi non dovrebbero esistere, si tratta sostanzialmente di etichette commerciali. Dal mio punto di vista esiste un solo tipo di genere, quello in cui si racconta la storia di esseri umani. E da lì non se ne esce, perché anche se si parla di androidi di alieni o di animali parlanti, in realtà si sta sempre parlando di esseri umani.

C'è solo un momento in cui credo sia importante conoscere il genere in cui ci si va ad inserire ed è quello in cui si valutano certe scelte narrative che possono funzionare dentro un determinato genere e non funzionare al di fuori, più che altro per quello che il pubblico conosce di quel genere e quello che si può aspettare. Una scelta è un cliché o è un'idea innovativa? Se non conosco nulla del genere narrativo trattato è  difficile saperlo. Chi non ha mai letto il Signore degli Anelli può credere che La spada di Shannara sia un'opera geniale, mentre non fa altro che copiare bellamente Tolkien (fortunatamente nei libri successivi si distacca un po' e trova una sua originalità).

A volte quando si scrive è difficile perfino capire se si sta scrivendo qualcosa di nuovo o se si sta inconsciamente rielaborando qualcosa. Ok, tutta la creazione è in qualche modo rielaborazione, ma c'è differenza fra rielaborazione volontaria e plagio involontario. A volte serve qualcuno che sappia distinguere le due cose e che te lo dica chiaramente. :)

Grazie ancora della tua interessantissima e condivisibile risposta.

 

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Buongiorno, apro il post di oggi ringraziando tutti quelli che hanno partecipato all'invio dei manoscritti per il servizio gratuito, i più veloci sono stati Grabriele e Cristina, a cui ho già inviato la conferma. Gli altri purtroppo sono arrivati dopo per una questione di pochi secondi o pochi minuti. Ringrazio in ogni caso per la fiducia e vi invito a riprovare il prossimo mese.

 

@Talia grazie per il tuo commento, mi ha fatto molto piacere leggerlo e sei stata davvero gentile 😊

 

@Ecate  sconsiglio di inviarmi opere incompiute (così come sconsiglio di inviarmi manoscritti appena conclusi a cui l'autore stesso deve ancora fare la revisione), il motivo è semplice: rischieresti di buttare la possibilità di un vero aiuto su problemi che da solo non riusciresti a riconoscere. Inoltre io avrei pochi elementi per valutarti e aiutarti.

 

@libero_s grazie per la tua risposta, concordo che aver letto più romanzi di un determinato genere ti permetta di riconoscere più facilmente un'eventuale plagio (che sia conscio o meno), ma è anche vero che il plagio potrebbe non riguardare romanzi dello stesso genere e saremmo punto e a capo. Purtroppo i libri pubblicati sono troppi per la vita di una persona sola e se chiedessi a dieci editor di elencare 100 libri che hanno letto, citerebbero libri per i 3/4 diversi (quell'1/4 sono i classici e anche qui ci sarebbe chi ha letto I fratelli Karamazov e chi L'idiota).

Inoltre, ti prego di credimi, di solito chi manca di originalità ha un problema più esteso di stereotipi e cliché nella scrittura prima ancora che nella fabula.

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@Ambra_Rondinelli So che è passato un po' di tempo, ma volevo ringraziarti per i commenti. Li ho letti con attenzione e farò tesoro di ogni parole. Purtroppo non ho fatto in tempo a spedire il mio romanzo per la valutazione gratuita mensile, ma lo farò sicuramente a Dicembre :)

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Grazie a voi, @Kikki e @Ylunio 😊

 

Approfitto di questo topic per rispondere a una domanda che mi è stata fatta più volte, lascio qui le mie considerazioni per chi se lo sia già chiesto e per chi se lo chiederà (magari riferito anche a lavori con altri editor).

 

Quando preparo la scheda di valutazione inizio sempre scrivendo la sinossi del testo proposto, questo può sembrare strano quando una scheda di valutazione è redatta per lo scrittore e non per essere utilizzata internamente da un'agenza o da una casa editrice; l'autore spesso si chiede: "Perché mi scrivi la sinossi del mio romanzo? Conosco la storia che ho scritto" e ovviamente non ha torto, ma ci sono più motivi per cui lo faccio.

Il primo e principale motivo è che leggere una sinossi stesa da qualcun altro serve all'autore per rendersi conto di "cosa arrivi" del suo romanzo; per esempio mi capita di leggere nella sinossi scritta dall'autore che il romanzo tratti un determinato argomento (qualsiasi cosa: maternità, immigrazione, gelosia, ipocrisia, ecc) e poi rendermi conto che nel manoscritto questo tema è assolutamente marginale. Ecco, scrivendo di mio pugno la sinossi vorrei dire: questo è il modo in cui un lettore riassumerebbe il tuo libro, se manca qualcosa che secondo te dovrebbe essere menzionato nella sinossi significa che quell'argomento non è stato trattato in modo così approfondito come pensi, non è così presente. Lo stesso a volte capita quando un romanzo ha molti personaggi e l'autore nella sinossi si perde a raccontare la storyline di ognuno, la mia sinossi dovrebbe servirgli come una bussola: questo è il protagonista, per cui di lui si parla nella sinossi, tizio e caio sono personaggi importanti, per cui li menzioniamo brevemente, sempronio e caietto sono personaggi secondari quindi nella sinossi non li presentiamo.

 

Il secondo motivo per cui preparo una sinossi è perché mi capita spesso, quando sono io a chiedere le sinossi, di leggerne di lunghissime, anche due o tre pagine fitte fitte. La sinossi deve essere breve, nella maggior parte dei casi le agenzie e le CE chiedono di riassumere la storia in poche righe. Io quando la scrivo per l'autore mi impegno a essere il più stringata possibile per mostrargli che è possibile riassumere il suo romanzo in mezza pagina o anche meno. Con questo non voglio dire che lo scrittore debba poi prendere pari pari la mia sinossi e copiarla quando invierà il romanzo in giro, anzi deve assolutamente riscriverla per poterci infondere la sua voce autoriale, ma vuole essere una traccia da seguire per distinguere quello che assolutamente deve rientrare in una sinossi e quello che non ne ha bisogno (se poi vi viene data la possibilità invece di scrivere sinossi di cinque pagine ben venga, ma vi assicuro che un lettore professionista preferisce le sinossi brevi e le considera anche migliori: significa che l'autore sa di cosa parla il suo libro).

 

Terzo e ultimo motivo, marginale ma lo cito, la sinossi serve anche per affermare e confermare da parte mia che il romanzo è stato letto tutto, dall'inizio alla fine. Di nuovo, mi capita di sentire autori lamentarsi a volte perché nella scheda di valutazione ci sono degli errori di trama ovvero l'editor sembrerebbe non aver letto alcuni capitoli o averli letti in fretta senza averne capito lo sviluppo, siccome credo che possa accadere che per una questione di velocità qualcuno salti qualche capitolo o qualche pagina, il mio vorrebbe essere un modo per mettere le mani avanti e partire con il piede giusto dichiarando: io ho letto tutto, dalla prima all'ultima pagina, tanto che ti scrivo una breve sinossi perché non ho nulla da nascondere. Se avessi letto in fretta o a salti non mi azzarderei a formulare un riassunto perché saprei di rischiare una brutta figura.

 

Questo è quanto, spero di aver risposto alla domanda che vedo si pongono in molti. A presto!

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Buongiorno a tutti, ho già scritto di Ambra circa un mese fa, ma sono costretto a riscriverne,  per porre in evidenza la sua enorme bravura, e far sì che altri autori possano godere dell'opportunità che ho goduto io. Avevo un romanzo tra le mani, per il quale, anni prima, avevo firmato un contratto con due diverse agenzie, "Lrliteraryagency" di Loredana Rotundo, e "Nabu", di Silvia Brunelli. Entrambe le agenti erano convinte di riuscire a pubblicare il mio lavoro presso un grande editore. Ma così non è stato. I rifiuti sono fioccati uno ad uno, togliendomi certezze e fiducia. Allora ho cominciato a consultare altre agenzie, e ad accumulare schede di valutazione su schede di valutazione. Tutte sottolineavano la bontà del lavoro, ma facevano presente che qualcosa non andava, senza però dirmi cosa.

Lasciai il libro nel cassetto, finché, un anno fa, lo ripensai, scrivendolo in prima, mentre la vecchia versione era a due voci, in terza. Una volta terminato, ho consultato diversi editor, e un'altra agenzia. Tutti apprezzavano la storia, anzi, un'editor mi disse persino che il libro avrebbe potuto vendere molto. Ma un'altra agenzia, sia pure con belle parole, lo ha rifiutato.

Devo confessarlo: ero alle corde, confuso, incerto su quale strada ingtraprendere, quali modifiche apportare. Finché un amico del forum mi ha parlato di Ambra.

Non sono stato a pensarci su e l'ho contattata, preferendo la lettura "a pagamento", perché, grazie ad essa, avrei ottenuto una risposta più rapida. Così è stato. La sua scheda mi ha subito  convinto a chiederle l'editing del mio lavoro. Lei ha subito accettato, affidandomi alcuni compiti. Mi ha poi presentato una "scaletta modificata", quella sulla quale avrei dovuto lavorare. Subito sono rimasto frastornato, perché mi proponeva tagli importanti. Ma, dopo un giorno, ho capito il suo intento: la storia acquistava un nuovo volto, un nuovo ritmo, un maggior impatto.

Mi sono messo all'opera, e dopo neppure una decina di giorni le ho presentato il lavoro, completamente modificato. Lei ha fatto un altro giro di editing, e mi ha ripresentato il testo per nuove modifiche. Adesso, credo che il lavoro sia terminato, anche se tra qualche giorno avrò la sua risposta.

A farla breve, il mio romanzo aveva un "problema di fondo", che nessun editor è stato in grado di rilevare, mentre lei non solo lo ha rilevato, ma mi ha proposto un nuovo approccio al testo. Questo dimostra la sua ragguardevole bravura: non è facile saper vedere, dentro una storia, le potenzialità e i punti deboli. Gli altri editor, alcuni dei quali qualificati, non ci sono riusciti. Insomma, a essere onesti, credo che se non avessi conosciuto Ambra, sarei rimasto al palo, non sarei andato da nessuna parte, restando con una buona storia tra le mani, svolta però non al massimo delle sue potenzialità. Se siete incerti, e avete bisogno di aiuto, contattatela senza esitazioni. Ambra ha un passo in più. 

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Andrea, ti piacerebbe che avessimo finito, invece tra poco ti invio di nuovo il manoscritto con qualche piccola annotazione stilistica :sss:

 

Dovete sapere che Andrea mi elogia in pubblico, ma credo che in privato mi odi per la mia scrupolosità :huhu:

 

A parte gli scherzi, ti ringrazio molto per queste parole bellissime. Ma l'editor accompagna l'autore là dove in potenza può già arrivare con le sue capacità, aiuta solo lo scrittore a riconoscere la strada :)

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E' vero, Ambra, mi piacerebbe che avessimo finito. Ma mi rimboccherò ancora le maniche purché il testo migliori. Invece non è vero che in privato ti odio per la tua scrupolosità, perché ti ho elogiata sia in pubblico che in privato. :) Penso veramente di aver ricevuto un grandissimo aiuto. Ancora grazie. A presto!

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Ciao a tutti,

questa notte a mezzanotte (preciso perché poi tutti si fanno prendere dai dubbi: le 00:00 tra il 30 novembre e l'1 dicembre) apro come al solito la ricezione dei manoscritti per chi volesse ricevere la scheda di valutazione gratis. Questo mese accetterò solo un autore, il primo, perché purtroppo, o per fortuna dal mio punto di vista, ho avuto tanto da lavorare questo mese e ho il mese di dicembre già totalmente occupato dai servizi pagati. Dato che ci tengo a fare un lavoro approfondito e accurato anche per le schede di valutazioni gratuite (credo che chiunque ne abbia usufruito possa confermare) devo prendere atto che non ho abbastanza tempo per dedicarmi a tutto.

Quindi questo mese, e probabilmente da questo mese in poi, accetterò solo un manoscritto al mese e redigerò una scheda di valutazione gratuita al mese. Rimane il servizio per una consulenza gratuita, per chi volesse usufruirne, e rimango disponibile comunque se qualcuno avesse bisogno di consigli o informazioni sia per e-mail che nei messaggi privati.

Per chi volesse provare a essere il primo di dicembre: trovi tutte le indicazioni sul mio sito ambrarondinelli.com, l'invio in ogni caso parte a mezzanotte di questa notte e va spedito a info@ambrarondinelli.com 

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Il ‎30‎/‎11‎/‎2018 alle 12:15, Ambra_Rondinelli ha detto:

Questo mese accetterò solo un autore

Allora ho avuto una bella fortuna visto che sono stato accettato. :)

Un buon lavoro e, come ho appena scritto per email, spero di non complicarti troppo il lavoro con il romanzo che ho inviato.

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5 ore fa, Ambra_Rondinelli ha detto:

non era la prima volta che ci provavi quindi più che fortuna, ha vinto la persistenza :) 

Però era comunque la seconda volta quindi un pizzico di fortuna c'è. (y)

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Buonasera a tutti. Ho avuto la fortuna di ricevere la scheda di valutazione gratuita di Ambra. Il romanzo che ho chiesto di valutare è un thriller, ed essendo il primo che scrivo in questo genere, avevo una certa preoccupazione soprattutto sul ritmo e sull'intensità della suspense. I consigli di Ambra hanno toccato aspetti che solo un'analisi profondamente attenta e professionale sarebbe stata in grado di mettere a nudo. Secondo il mio modesto parere si tratta di una professionista molto capace, dotata di una particolare sensibilità nel riuscire a leggere anche "tra le righe" quando necessario, fornendo tra l'altro soluzioni e consigli chiari e precisi. Consigliatissima! Grazie ancora (y)

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Straordinario il servizio di lettura gratuito di @Ambra_Rondinelli. Ho ricevuto oggi la scheda, dopo esattamente un mese. Servizio tanto veloce quanto preciso e approfondito, con consigli su misura e molto pertinenti. Prenderò i suoi commenti seriamente in considerazione. In cambio non chiede nulla. Sto riflettendo sulla possibilità di fare editing con lei ma è una cosa che le ho chiesto io, perché mi ispira molta fiducia, ha dato prova di conoscere il manoscritto nei dettagli. Non è assolutamente lei a proporlo subito alla consegna della scheda. Consiglio quindi a tutti di cercare di "vincere" la lettura gratuita il primo del mese.

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Io invece consiglio a tutti di pagare per la scheda di valutazione. E se il lavoro merita, chiedere a Ambra di fare l'editing. Vi assicuro che ne vale la pena. Il vostro romanzo ne trarrà vantaggi indiscutibili.

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Certo, @Boyle22, anche il mio consiglio è quello di rivolgersi ad Ambra comunque, pagando il servizio se non si dovesse riuscire ad essere il fortunato del mese. Confermo che farò l'editing del romanzo con lei a gennaio, e non vedo l'ora. Ho aspettative altissime! E anche preoccupazioni, perché mi sa che mi farà lavorare parecchio.

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Per lavorare, @Gastone83 , sta sicuro che dovrai lavorare. Ma i risultati ti sorprenderanno. Il tuo romanzo migliorerà considerevolmente. Figurati che, prima, avevo sentito diversi editor e fatto diverse schede di valutazione. Da notare che per il romanzo di cui parlo, in passato, avevo firmato due contratti con due agenzie non da poco, la lrliyeraryagency di Loredana Rotundo, e Nabu, di Silvia Brunelli. A entrambe le agenti il mio romanzo piaceva parecchio, ma alla fine nessun buon editore lo pubblicò. Insomma, capivo che qualcosa nel mio testo non andava, ma non capivo cosa, essendo affettivamente legato allo svolgimento della trama, che in parte ripercorre la mia vita in gioventù. Ambra mi ha proposto dei cambiamenti radicali, almeno nella prima parte, che lì per lì mi hanno lasciato contraddetto, ma non appena ho cominciato a lavorare mi sono accorto che aveva ragione lei.

Guarda, per farti un parallelo, devo parlare necessariamente di un mio problema di salute che pareva irrisolvibile tanti anni fa. Soffrivo di un costante mal di gola, che mi portò a farmi visitare da diversi primari. Spesi un sacco di soldi, senza risolvere il problema. Poi, un giorno, andai in un ambulatorio ASL, e una dottoressa giovanissima, alla quale sarò perennemente grato, mi disse: "Il suo mal di gola è dovuto a un'esofagite di reflusso." Non le credevo, ma subito feci degli esami che confermarono la sua diagnosi.

Ambra, col mio romanzo, ha fatto qualcosa del genere. Adesso, a giorni dovrei essere letto da una buona agente letteraria. Se arriverò a un contratto, come spero, il merito sarà in grandissima parte di Ambra. Per cui non faccio che consigliarla a tutti, amici di WritersDream compresi.

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@Boyle22 un grande in bocca al lupo per il futuro del romanzo! Ci farai sapere se andrà bene, spero! Anche a me è stato proposto un cambio importante, che ovviamente farò, altrimenti se non si ha fiducia non ha senso rivolgersi a un editor. 

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@Ambra_Rondinelli   quanto costa la scheda valutazione? Ho dato una sbirciato al tuo sito ma non mi pare siano indicati costi. Vorrei provare con l'invio gratuito ma ho una certa urgenza e non posso aspettare. E poi lo farai anche questo mese? 

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@Ambra_Rondinelli, ho dato un'occhiata al tuo sito e ai video sul tuo canale YouTube: sei grandiosa! (y) Precisa, competente, efficacissima e chiara. Mi piace molto il tuo stile e il tuo approccio (sia letterario sia alla comunicazione). Mi sa proprio che prossimamente ti chiederò una scheda di valutazione per la mio ultimo manoscritto.... ;)

Volevo anche chiederti una cosa che mi incuriosisce molto: probabilmente dopo avere letto un manoscritto (e avendone letti tanti) avrai anche tu delle impressioni soggettive su di esso. Ossia ti è piaciuto, ti ha suscitato qualche emozione, ti ha catturato, pensi che possa piacere a molti, o al contrario che è banale, noioso, non trasmette o suscita niente. E' chiaro che questo genere di impressioni devi di solito tenerle per te, perché quello che ti viene chiesto è una valutazione più formale e fatta con criteri oggettivi. Però sarebbe interessante sentirti raccontare qualcosa in merito... :) Anche perché questo genere di feedback, per quanto difficile da trattare, può essere estremamente utile per un autore. Qualche tempo fa per esempio ho letto il libro di uno sceneggiatore americano che raccontava che nel valutare gli script lui teneva conto anche del suo "corpo", cioè delle reazioni fisiche date da quello che leggeva: nessuna reazione indicava che lo script non trasmetteva niente.

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Ciao ragazzi, scusate l'assenza di questi giorni.

Intanto ringrazio @Boyle22 @collettore e @Gastone83 per avere speso tutte queste belle parole per me, siete stati molto gentili e vi sono grata 😊

Con @LaWanda mi sto già sentendo in privato, comunque per chi passasse di qui, i prezzi non sono presenti perché ho deciso che il lancio dei servizi per gli autori si aprirà ufficialmente a gennaio 2019 sul sito (lo scriverò anche qui quando partiranno).

@Stevenson, fai una domanda molto interessante. Sicuramente le opinioni soggettive non devono inficiare un'analisi oggettiva del testo. Un lettore si chiede: "mi piace o non mi piace?", un(')editor si chiede: "funziona o non funziona?" ed è una domanda che si ripete in continuazione. L'incipit funziona o non funziona? La presentazione del personaggio funziona o non funziona? I dialoghi funzionano o non funzionano? Questa scelta narrativa funziona o non funziona? Il ritmo funziona o non funziona?

Per rispondere a ogni funziona/non funziona c'è un intero gruppo di sotto-domande da tenere in conto.

Incipit: leggendo l'inicipit riesco subito a inquadrare genere, stile e voce del romanzo (ed è uniforme al resto del romanzo)? Contiene al suo interno una promessa di avventura? È abbastanza intenso da attrarre il lettore? È abbastanza ritmato da spingere il lettore a continuare a leggere ed è abbastanza articolato da dare il tempo di entrare nell'atmosfera del romanzo? Quanti personaggi vengono presentati nell'incipit? Quali temi posso dedurre venrranno affrontati nel resto del romanzo, solo basandomi sull'incipit? Dove trovo le prime informazioni e quali sono? Quali informazioni mi vengono taciute? È un'omissione consapevole dell'autore o no?

La presentazione del personaggio: a che riga entra in scena il primo personaggio? È il protagonista, un personaggio secondario o una comparsa? La descrizione del personaggio è statica, in movimento o un po' e un po'? La descrizione si basa sul suo aspetto fisico, sul suo carattere, sul modo di parlare, sul modo di vestire, sull'atteggiamento o su cos'altro? Parla? Cosa posso comprendere dal modo in cui parla e dalle parole che sceglie? Cosa desume il lettore al primo incontro con il personaggio (e cambierà idea nel corso del romanzo)? Quanto tempo impiega (considerando l'intreccio e considerando la fabula) a relazionarsi con un altro personaggio?

Eccetera.

 

Insomma per ogni aspetto del romanzo l'editor si fa molte domande e se funziona, va sempre bene, non importa che poi soggettivamente piaccia. 

Posso non apprezzare un personaggio perché non mi identifico in lui (tra l'altro l'identificazione è fin troppo sopravvalutata) o perché lo trovo francamente antipatico, MA se il personaggio è ben costruito, ha una personalità definita, ha un obbiettivo, un ostacolo, un conflitto e un cambiamento, io come editor lo considero perfetto e non chiederei di modificare nemmeno una virgola all'autore.

Questo vale anche per un eventuale indirizzamento editoriale, se so che un genere "tira" e il romanzo ha tutte le carte in regola per essere commerciale (e di conseguenza vendere), io consiglio di puntare a medi-grandi editori, anche se magari a me il romanzo di per sé non ha fatto impazzire. Non è importante il mio gusto, anche perché libri che a me hanno fatto emozionare magari hanno venduto 4 copie in tutto.

 

Poi invece le volte in cui penso spassionatamente: "questo DEVE avere almeno un possibilità" sono le volte, poche, in cui non riesco a staccare gli occhi dal manoscritto. Mi è capitato di passare una giornata o più giornate a leggere un manoscritto solo perché volessi finirlo, non perché dovessi. Quindi nessun orario di lavoro o precedenza lavorativa (tipo: "questa mattina devo ordinare i documenti per il commercialista" e invece mattina, pomeriggio e sera a leggere un manoscritto arrivato qualche giorno prima). In quei casi perdo anche un po' la lucidità professionale, e mi rendo conto che per redigere la scheda di valutazione o lavorare all'editing, dopo aver finito la prima lettura, devo tornare indietro e ricominciare con metodo, matita in mano, perché ho perso di vista proprio quel dovere di domandarmi in continuazione: "funziona o non funziona?" (O magari l'ho notato ma presa dalla storia non l'ho segnalato da nessuna parte). Ecco, quando il manoscritto viene con me sul tavolo della cucina tra la forchetta e il pezzetto di cracker, quando me lo porto in bagno, a letto e lo tengo sul comodino accanto al cuscino per averlo pronto la mattina mentre bevo il caffè, vuol dire che ne sono rapita. Per intenderci, quel libro me lo comprerei a prezzo pieno.

Il dramma è quando lo penso, ma obbiettivamente so che sarà un libro difficile da piazzare (per genere, per spunto, per lunghezza). 

Comunque io mi ritengo fortunata che a volte queste piccole perle mi capitino tra le mani.

 

C'è anche una gran parte di manoscritti che hanno una voce, un'atmosfera, un taglio che mi intriga o mi turba o che ritengo perturbante (tutto ugualmente positivo in letteratura), ma che, per altri versi, risultano acerbi o poco consapevoli di stile o di funzionalità narrativa. In questo caso è proprio un jolly: a volte ci si lavora con l'autore e si trova il modo di sistemare le parti che non funzionano; a volte ci si lavora, ma comunque la consapevolezza dell'autore non è ancora abbastanza sviluppata da migliorare significatamente il romanzo e bisogna prenderne atto. Questo non significa che quell'autore non abbia talento, significa solo che non è ancora pronto e deve lavorare e continuare a scrivere (e a leggere e a studiare e a scrivere, e a scrivere, e a scrivere), probabilmente per qualche anno, prima di riuscire a capire come costruire un romanzo che si regga in piedi in tutti i suoi aspetti.

 

Credo di aver divagato, ma spero di aver risposto :)

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Grazie per la risposta Ambra, sei stata chiarissima e mi hai convinto ancora di più a commissionarti la lettura del mio manoscritto! :)

Quando lancerai ufficialmente i servizi molto probabilmente sarò tra i primi a usufruirne.

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@Stevenson grazie a te :)

 

Per chi fosse interessato nella newsletter di domani mattina parleremo di come si scrive un buon dialogo partendo da un esempio pratico. Analizzeremo un dialogo di McCarthy e vedremo perché funziona. Non mancherà la solita rubrica su eventi e articoli interessanti riguardante il mondo dei libri e dell'editoria in generale. Per iscrivervi trovate il form sul mio sito, basta il nome e l'e-mail. In qualsiasi momento, se non vi piacesse, potete eliminarvi seguendo il link nel footer (ovvero nella parte in basso di ogni e-mail è presente il link "clicca per cancellarti dalla newsletter", basta seguirlo per non ricevere più nulla).

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Ciao @Ambra_Rondinelli, grazie per la tua disponibilità e complimenti per il tuo modo di esprimerti e per la tua conoscenza della letteratura.

Ho una domanda, spero non troppo impertinente: hai già accompagnato qualche autore verso la pubblicazione del testo sul quale sei intervenuta?

Grazie!

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Buongiorno @Elisah15, non sono sicura di cosa tu intenda: io sono un'editor, non un'agente, non offro servizi di rappresentanza verso gli editori, ma aiuto a migliorare il testo.

Partendo dal presupposto che finora ho lavorato per realtà editoriali e non per autori (infatti ho già detto che a gennaio 2019 apro i servizi per gli autori, che significa che da gennaio il mio cliente non sarà l'agenzia, ma l'autore che vorrà direttamente chiedere un miglioramento per il suo manoscritto prima di inviarlo a un'agenzia o a una casa editrice o a un concorso), ovviamente non posso dire di aver accompagnato un autore alla pubblicazione per merito mio, al limite l'autore si è rivolto all'agenzia o alla casa editrice che, a sua volta, si è rivolta a me per leggere il suo manoscritto e valutarlo.

Comunque ci tengo a precisare di non considerarmi un'agente letterario, se si punta ad avere una strada privilegiata per pubblicare con una grande casa editrice bisogna rivoglersi alle agenzie letterarie serie che immagino già conosciate e che hanno i loro metodi per filtrare i manoscritti. Io potrò solo dare suggerimenti su chi contattare, ma non posso assicurare nulla né fare promesse riguardo alla pubblicazione.

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