@AndC   Ehilà,   Tu mi hai commentato e io commento te, ma ci tenevo a dirti che non lo faccio per "ricambiare la cortesia"... Già ieri avevo letto questo pezzo, mi ha colpito molto e avevo deciso di commentarlo per inserire la seconda parte del mio racconto a capitoli.   Prima frase: quello "sporca" mi ha esaltato e fatto venire una gran voglia di leggere il seguito: un racconto che contiene l'espressione "sporca mattina" nella prima frase non può che essere scritto... diciamo... in maniera interessante   Un po' più sotto, Regoletti riceve una chiamata, lo informano di un delitto alla scuola elementare. Per quasi tutto il racconto, Regoletti non sa che cosa sia questo delitto, e questo è importante, uno dei pilastri fondamentali su cui si regge il pezzo. Però non riesco a scrollarmi di dosso l'idea che queste telefonate, in cui qualcuno viene informato di un delitto, senza nessun particolare fornito per telefono, sono un po' illogiche, un espediente da film. Va bene, ma ci metterei qualche spiegazione in più sul perché nessun dettaglio venga fornito. Che so, la linea potrebbe cascare, il collega potrebbe dover correre via per qualche motivo, potrebbe essere "un argomento troppo sensibile da discutere al telefono" o qualcosa del genere.     Forse la ripetizione è voluta, ma secondo me ci sta un po' malino...   Il pezzo successivo l'ho adorato: tutto è puzzolente, sporco, ci sono facce da galera, lsi parla dell'odiato quartiere... I bambini che sputano e insultano la bambinaia, gli scolari puntuali come la morte, che tossiscono come anziani malati e si squadrano in cagnesco: Fighissimo     Mi è davvero piaciuto moltissimissimo come stile, esagerato e pieno zeppo di espressioni efficacissime per schifare il lettore. Ti dirò: quasi quasi speravo non si trattasse di un distopico, ma della descrizione del nostro mondo vista attraverso gli occhi di un vero pessimista.   Eviterei il "Regoletti", siccome si tratta dello stesso soggetto della frase precedente. Un lettore ogni tanto si distrae/confonde, coi nomi, e, se non è stato molto attento, potrebbe credere si tratti di due persone diverse.   Mi pare un po' strano che la lezione sia continuata, nonostante il "delitto". Se così deve essere, per qualche motivo, la cosa andrebbe forse spiegata un po' meglio, perché il fatto che la lezione continua stride un po' con la serietà con la quale il delitto è descritto da tutti.   Se la lezione ti serve come "pretesto" per parlare del nuovo ordine mondiale, magari potresti farla succedere in un'altra aula, passata da Nunzio mentre si reca sul luogo del delitto.   Insomma, in totale mi è piaciuto molto. Gran bello stile, l'idea forse non è originalissima, per adesso almeno, ma, come altri ti hanno già detto, dopo millenni di letteratura mica si può sempre inventare qualcosa di mai visto!   Pensavo che il bambino fosse il colpevole, non la vittima, del delitto. Trovarlo descritto come vittima mi ha sorpreso, forse qualche spiegazione in più ci sarebbe voluta. Ma forse tutto è spiegato nel prossimo capitolo, nel qual caso non ho nulla da ridire   Il modo in cui descrivi lo schifio della città e della scuola è per me la cosa migliore, esagerato al punto giusto (senza nemmeno esagerare nell'esagerazione, se capisci cosa voglio dire)... Mi è piaciuto davvero, davvero tanto!   Ho una gran voglia di leggere il resto, quindi ti prego, continua assolutamente a postare