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Premio Italo Calvino XXXII edizione [scad. 12/10/18]

Post raccomandati

45 minuti fa, Edgar75 ha detto:

Canepa non l'ho letta, sto leggendo Tapparelli

Li ho letti entrambi: due bei libri. In particolare ho trovato interessante quello della Canepa per come ha affrontato la tematica della misoginia. Comprerò anche il libro del vincitore di quest'anno, sono sicura che non mi deluderà. Intanto aspetto con ansia la scheda di lettura! 

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@Franco Simon È vero, ma essere segnalati non è poi tanto facile. Ricordiamoci che i manoscritti quest’anno sono più di settecento. Comunque, la speranza è sempre l’ultima a morire...

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buongiorno, fermo restando la serietà del premio e l'insindacabilità del verdetto, cui chi partecipa deve democraticamente sottoporsi, mi sorge un piccolo dubbio.

ho analizzato i profili dei selezionati di questa edizione e di alcune precedenti e ho notato che si tratta di "addetti ai lavori", benissimo, certamente sono persone che hanno padronanza con la scrittura e le modalità di partecipazione ai premi (impaginazione, formattazione, regole, ecc.). quindi niente di strano che siano loro a essere selezionati.

Il premio, però, si presenta come rivolto non a loro (che stenterebbero a raggiungere quota 700), ma a chiunque, eppure questo chiunque non vince mai, o di rado.

E' ovvio che per raggiungere il grande pubblico di iscritti, di cui il premio ha bisogno per auto sostenersi, ci si rivolga a tutti... eppure è antipatico pensare che lo si faccia quasi solo per quello, sapendo che in realtà ci si rivolge a pochi virtuosi, mi sono spiegato? Mica facile raccogliere circa 100.000 euro se ti rivolgi solo agli addetti? E' un pensiero che genera dubbi e rischia di offuscare la meritata fama del Premio.

Qualcuno ha, per caso, notato qualcosa di simile? Spero di sbagliarmi ed essere contraddetto, che le cose non siano come mi è sfuggito di pensare ... ciao a tutti

 

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Mah, i vincitori delle ultime due edizioni non erano addetti ai lavori, ho letto entrambi i romanzi ed erano (specialmente Tapparelli) ottimi. Ovviamente tra i finalisti ci finiscono i migliori, e i migliori sono spesso persone che "masticano letteratura" quindi per me questo, unito al fatto che tra i finalisti/vincitori ci sono ANCHE insospettabili underdog, è solo una conferma della meritocrazia del premio. Un premio per esordienti che escluda tutti coloro che hanno una qualsiasi connessione, professionale o umana, con il mondo dell'editoria, sarebbe qualcosa di poco sensato, a mio parere. Il vincolo di essere autori inediti per me basta e avanza. 

 

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Ne approfitto per segnalare, per chi se lo fosse perso:

 

Comunicazione di servizio per la XXXII edizione.

Come negli ultimi anni, l'elenco delle opere segnalate dal Comitato di Lettura della XXXII edizione sarà pubblicato sul nostro sito a fine giugno. Gli autori segnalati non saranno avvisati personalmente.
Invieremo le schede di lettura via e-mail ai partecipanti della XXXII edizione entro il 31 luglio. Vi invitiamo a scrivere alla Segreteria solo nel caso in cui non riceveste nulla entro tale data.
Grazie a tutti per la collaborazione 🙂

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Emanuela Canepa, vincitrice dell'edizione XXX aveva frequentato la scuola Palomar. Credo però che il nocciolo della questione non sia il fatto che addetti ai lavori nel mondo editoriale partecipino al Calvino, ci mancherebbe, e concordo con Zorro. Penso che il frequentare scuole di scrittura o frequentare a qualche titolo l'ambiente editoriale influenzi notevolmente il modo di scrivere, di conseguenza i Lettori del Calvino si trovano spesso di fronte a opere il cui "linguaggio", chiamiamolo così, risuona familiare con quello di libri conosciuti e pubblicati e quindi tali opere risultano più "efficaci" rispetto ad altre. Comunque, è giusto che chi investe anche notevoli somme per frequentare le scuole di scrittura abbia l'opportunità e l'occasione di entrare in finale in questo prestigioso premio. Scusate tutto questo spiegone, alla fine quello su cui rifletto è se un'opera davvero innovativa, per forma o contenuto, ma fuori dagli attuali schemi editoriali (perchè, ovviamente, il Calvino ci tiene a far pubblicare i suoi finalisti) possa davvero emergere all'interno di questo premio.

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17 ore fa, Provence ha detto:

Emanuela Canepa, vincitrice dell'edizione XXX aveva frequentato la scuola Palomar

 

Beh, però l'aver frequentato una scuola non significa essere addetti ai lavori. Le scuole sono aperte praticamente a tutti, non hanno di solito un costo di ingresso impossibile da sostenere, quindi se davvero si crede che aver frequentato questa o quella scuola faccia la differenza (in modi didattici o meno) beh, allora converrebbe iscriversi subito. Per me "addetto ai lavori", pur nella vaghezza che una definizione di questo tipo può avere, significa essere qualcuno che in qualche modo si guadagna da vivere all'interno di un mondo che, come tutti sappiamo, non ha una barriera davvero osmotica. Poi appunto, sono definizioni.

Io per quello che ho potuto vedere dai finalisti o comunque dai pubblicati, e dalle informazioni che filtrano fuori dalla "bolla" mantengo il pregiudizio di professionalità su un premio che, a differenza di altri, non mi ha ancora dato occasione di pensare che venga valutato altro rispetto alla qualità. Poi effettivamente la commerciabilità di un'opera può comunque essere fattore discriminante. Ma non sempre. A volte sceglie di premiare anche strutture, linguaggi ostici al lettore medio, perché poi appunto il premio ci tiene sì a far pubblicare, ma dopo tutto non ha questa pressione, o almeno essa dovrebbe essere equilibrata dal desiderio di non snaturare la sua immagine di premio puramente letterario. Il punto rispetto alle scuole è che in finale al Calvino ci va chi sa scrivere molto bene, e chi sa scrivere molto bene ha investito su di sé, sulla sua scrittura, come tempo, soldi, magari ha anche talento certo. Democrazia non significa che deve vincere uno qualunque, significa che chiunque deve poter vincere, ma che poi vincono i migliori. Quindi alla fine, 700 e rotti partecipano, tutti pagano, i migliori arrivano in finale. E statisticamente è raro (ma accade) che tra i migliori ci siano totali estranei al mondo della scrittura, che hanno provato a scrivere un romanzo per la prima volta e si sono trovati in finale. 

 

Insomma tante parole per dire che, al momento, in Italia per un esordiente come il Calvino non ce n'è. 

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Il Calvino purtroppo o per fortuna è di alto livello. E' per esordienti, ma non certo per "dilettanti" come qualcuno potrebbe credere a un primo approccio.
Poi ci sono quelli che inviano più per ricevere una scheda che per reali possibilità, anzi credo che siano proprio questi a far sì che il numero dei partecipanti sia a tre cifre.
A mio parere semmai dovrebbero dare maggiori possibilità, perché sceglierne solo 8 su 700 mi pare poco. E' molto scoraggiante per chi vorrebbe partecipare.
Non voglio credere che non ci siano oltre a questi 8 un'altra decina o più di libri che meriterebbero attenzione.
Certo, ci sono le segnalazioni, ma quanto contano per le case editrici due righe scritte?
In più chi non è dell'ambiente non sa come muoversi per sfruttare una segnalazione.
Ci vorrebbe forse una fascia di opere al di sotto dei finalisti che in qualche modo abbia un riconoscimento più concreto. 

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5 minuti fa, alexcarm ha detto:

Certo, ci sono le segnalazioni, ma quanto contano per le case editrici due righe scritte?

 

Io penso che siano quelli del Calvino stesso a cercare di piazzare le opere segnalate presso le case editrici… sicuramente la pubblicazione da parte di una casa editrice di un'opera segnalata dal Calvino ne aumenta il prestigio...

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1 ora fa, Franco Simon ha detto:

 

Io penso che siano quelli del Calvino stesso a cercare di piazzare le opere segnalate presso le case editrici… sicuramente la pubblicazione da parte di una casa editrice di un'opera segnalata dal Calvino ne aumenta il prestigio...

Confermo. Ai selezionati fanno da agente letterario per un anno.

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Io ho partecipato. Sconfitto. Ma mi è rimasto il dubbio di esser stato squalificato perché, nel frattempo, avevo trovato un editore (il libro aveva già isbn, ecc.).

Sto aspettando la scheda di lettura.

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6 ore fa, Ragno ha detto:

Confermo. Ai selezionati fanno da agente letterario per un anno.

Ai finalisti, forse. Ai segnalati fanno un piffero. 

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1 ora fa, Kenzo Kabuto ha detto:

Ai finalisti, forse. Ai segnalati fanno un piffero. 

Sì scusa intendevo i finalisti, i selezionati (7). Non ci sono segnalazioni peraltro, che io sappia. 

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8 ore fa, Ragno ha detto:

Io ho partecipato. Sconfitto. Ma mi è rimasto il dubbio di esser stato squalificato perché, nel frattempo, avevo trovato un editore (il libro aveva già isbn, ecc.).

 

Mi sa proprio di sì, che ti hanno escluso perché nel frattempo hai pubblicato o sei entrato in fase di pubblicazione. Tu li avevi avvisati?

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21 ore fa, zorrozagni ha detto:

 

Beh, però l'aver frequentato una scuola non significa essere addetti ai lavori. Le scuole sono aperte praticamente a tutti, non hanno di solito un costo di ingresso impossibile da sostenere, quindi se davvero si crede che aver frequentato questa o quella scuola faccia la differenza (in modi didattici o meno) beh, allora converrebbe iscriversi subito. Per me "addetto ai lavori", pur nella vaghezza che una definizione di questo tipo può avere, significa essere qualcuno che in qualche modo si guadagna da vivere all'interno di un mondo che, come tutti sappiamo, non ha una barriera davvero osmotica. Poi appunto, sono definizioni.

Io per quello che ho potuto vedere dai finalisti o comunque dai pubblicati, e dalle informazioni che filtrano fuori dalla "bolla" mantengo il pregiudizio di professionalità su un premio che, a differenza di altri, non mi ha ancora dato occasione di pensare che venga valutato altro rispetto alla qualità. Poi effettivamente la commerciabilità di un'opera può comunque essere fattore discriminante. Ma non sempre. A volte sceglie di premiare anche strutture, linguaggi ostici al lettore medio, perché poi appunto il premio ci tiene sì a far pubblicare, ma dopo tutto non ha questa pressione, o almeno essa dovrebbe essere equilibrata dal desiderio di non snaturare la sua immagine di premio puramente letterario. Il punto rispetto alle scuole è che in finale al Calvino ci va chi sa scrivere molto bene, e chi sa scrivere molto bene ha investito su di sé, sulla sua scrittura, come tempo, soldi, magari ha anche talento certo. Democrazia non significa che deve vincere uno qualunque, significa che chiunque deve poter vincere, ma che poi vincono i migliori. Quindi alla fine, 700 e rotti partecipano, tutti pagano, i migliori arrivano in finale. E statisticamente è raro (ma accade) che tra i migliori ci siano totali estranei al mondo della scrittura, che hanno provato a scrivere un romanzo per la prima volta e si sono trovati in finale.  

 

Insomma tante parole per dire che, al momento, in Italia per un esordiente come il Calvino non ce n'è. 

A me è successo così. Ero una totale estranea al mondo della scrittura, mai pubblicato nulla, mille porte in faccia ricevute da agenti ai quali avevo fatto leggere, a pagamento, il manoscritto, e poi, di colpo, mi sono ritrovata in finale. Insomma, ce la si può fare.

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1 ora fa, Elisah15 ha detto:

Mi sa proprio di sì, che ti hanno escluso perché nel frattempo hai pubblicato o sei entrato in fase di pubblicazione. Tu li avevi avvisati?

Non li ho avvisati, perché avevo firmato il contratto, ma la data di pubblicazione non la conoscevo fino a 15 giorni fa. Poi da un giorno all'altro è spuntata la pagina su Amazon.

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Poi sinceramente, visto che ho pagato 100 euro di iscrizione, almeno la scheda di lettura me la merito :)

Il premio Calvino è molto serio, io ho conosciuto sia il Presidente Marchetti, che alcuni lettori e, come vedete, non ho ricevuto nessun trattamento di favore :)

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concordo sulla serietà del premio e i miei dubbi sono acqua passata, grazie a Zorrozagni e agli altri che hanno commentato. Vorrei però precisare che non ha mia messo in dubbio né la professionalità dei lettori, né la sostanza delle opere premiate, ci mancherebbe!

comunque, per restare nel discorso, non credo che sia la commerciabilità a fare la differenza, non solo quella. Piuttosto, ma questa è un'attitudine  del tutto umana, si finisce per vedere sotto la giusta luce, prima di tutto ciò che già si conosce, per sentito dire, per aver già letto il nome da qualche parte, perché ce ne ha parlato qualcuno, ecc.

E' giusto che chi crede nel proprio lavoro investa denaro, tempo e speranze in ciò che fa. Tutto bene, dunque!

Grazie a tutti 

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stamane ho dato un'occhiata ai profili dei dodici selezionati al Neri Pozza

qualche sorpresa?

No

Tutti seri professionisti dei quali viene voglia di leggere le cose che scrivono,

il punto non è questo,

dodici su dodici abbondantemente  insiders

è un problema? No, solo forse sarebbe meglio indirizzare il premio esclusivamente a loro, no?

Perchè far perdere tempo e soldi agli altri?

ciao

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Il 14/6/2019 alle 11:19, gennaro castellano ha detto:

stamane ho dato un'occhiata ai profili dei dodici selezionati al Neri Pozza

 

dodici su dodici abbondantemente  insiders

è un problema? No, solo forse sarebbe meglio indirizzare il premio esclusivamente a loro, no?

Perchè far perdere tempo e soldi agli altri?

 

 

Però il NP non si rivolge agli esordienti. Di fatto partecipano scrittori potenzialmente poco noti, o addirittura sconosciuti, perché se sei sotto contratto con una CE medio-grande avrai un contratto che ti vincola, o farai scelte diverse per cercare di pubblicare il tuo ultimo lavoro. Ma da nessuna parte dice che l'obiettivo del premio è scoprire nuovi talenti. Semmai, scoprire nuovi romanzi. Nemmeno paiono "professionisti"... quello che li separa dall'utente medio del WD è forse solo una pubblicazione o due, e magari un colpo di fortuna? Questo per dire che non credo si debba abbandonare la speranza e considerare tutti i premi degni di nota come "per addetti ai lavori"... il fatto che solo l'1% riesca a trarre qualcosa da queste esperienze va ricercato soprattutto nella statistica (e forse nella qualità, va bene, ma questo lo si scopre magari a posteriori). 

 

Se credi nel tuo romanzo, partecipa. A questo, al Calvino, al DeA, insomma... è improbabile, ma non impossibile. Dire che non si viene selezionati perché non si è addetti ai lavori secondo me è miope. Ci sono così tanti fattori in gioco che ci si può barricare dietro ad altri alibi. Io ad esempio penso che la mia mancata selezione sia stata colpa del numero di partecipanti ;) 

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Entro il 31 luglio si sapranno i nomi dei segnalati. Annunciati sul sito del Calvino e basta. Ogni tanto bisogna dare un'occhiata :):asd:

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I segnalati si sapranno a fine giugno. Entro il 31 luglio invece si riceveranno le schede di lettura. 

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29 minuti fa, ivalibri ha detto:

I segnalati si sapranno a fine giugno. Entro il 31 luglio invece si riceveranno le schede di lettura. 

 

Sì confermo, lo hanno scritto anche sulla loro pagina Facebook qualche giorno fa.

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Mi domando: i testi vengono segnalati in corso d’opera o il grosso della scelta viene fatto dopo la finale nel mese di giugno? Altrimenti come si potrebbe spiegare questo ritardo? Voi cosa ne pensate?

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@Mafra secondo me un po' hanno bisogno di tenere in vetrina il più possibile il solo vincitore e i finalisti, e un po' serve loro tempo per fare una riunione finale dove tirar fuori 20 testi tra i 50-60 che sono piaciuti a qualche lettore. Solo la mia opinione, eh!

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