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Max Friedmon

Premio DeA Planeta [28/02/19]

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DeA Planeta Libri, la casa editrice italiana nata a inizio 2017 dai gruppi De Agostini e Planeta, lancia la prima edizione di un nuovo premio letterario: il Premio DeA Planeta. Due le fasi di valutazione delle opere candidate: una prima selezione sarà operata da un comitato di lettura coordinato dalla casa editrice e condurrà a una cinquina di finalisti, mentre una giuria composta da cinque personalità della cultura curerà la selezione finale. Per questa prima edizione saranno membri della giuria: Massimo Carlotto (scrittore), Marco Drago (presidente Gruppo De Agostini), Claudio Giunta (docente e scrittore), Rosaria Renna (conduttrice radiofonica e televisiva), e Manuela Stefanelli (direttrice Libreria Hoepli). «Il bando del concorso, con l’indicazione di tempistiche e modalità, è sul sito www.premiodeaplaneta.it e così per gli autori (esordienti e non) interessati a partecipare sarà possibile iscrivere le proprie opere inedite, anche sotto pseudonimo, fino al 28 febbraio 2019» dice Stefano Izzo, segretario del Premio.

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Leggevo poco fa.

 

Per il vincitore premio di 150.000 euro, pubblicazione in Italia, in Spagna e in America Latina. Mica male! :D

 

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Da questo link:

È stato presentato il Premio DeA Planeta Libri

Si evince che si tratta del "più remunerativo riconoscimento letterario in Italia".

Cercano "un romanzo allo stesso tempo commerciale, di qualità e dal potenziale internazionale" e aggiungono "“Non premieremo certo il nuovo Gadda”. Perchè escludere proprio Gadda?

Qui alcune informazioni sullo stile di questo scrittore:

Gadda, Carlo Emilio

Il concorso è aperto anche ai "professionisti della scrittura"... Ma puntano a "premiare la storia migliore, al di là della fama dell’autore”.

Mi sembra non ci siano delle quote di partecipazione da versare.

Anch'io non potrò partecipare, per lo stesso problema palesato da @alexcarm

 

10 ore fa, alexcarm ha detto:

E' un bel premio, ma il limite minimo di 200 cartelle mi pare alto.

Difficilmente riuscirò a partecipare. :(

 

Da bando:

Quota

Le opere concorrenti sono tenute a rispettare un limite minimo di lunghezza di 200 pagine (una pagina corrisponde a 1.800 battute spazi inclusi).

 

Si tratta di 360.000 battute spazi inclusi.

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Non saprei dirti che genere possano preferire ma di certo dal bando mi sembra di capire che cerchino un testo che contenga un mix di due, forse tre ingredienti precisi. 60 per cento di commerciabilità, 30% di buon stile e un dieci per cento che può riguardare il genere dell’opera. 

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Le iscrizioni si chiudono il 28 febbraio e promettono la cinquina finalista per il mese di marzo.

Mi chiedo come possano fare a valutare in un mese la massa di lavori che riceveranno, da 200 cartelle l'uno.

Nemmeno un concorso parrocchiale per racconti brevi ci riesce.

Non mi torna molto...

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11 minuti fa, pezza ha detto:

Non saprei dirti che genere possano preferire ma di certo dal bando mi sembra di capire che cerchino un testo che contenga un mix di due, forse tre ingredienti precisi. 60 per cento di commerciabilità, 30% di buon stile e un dieci per cento che può riguardare il genere dell’opera. 

 

Ce l'avrei sotto mano un lavoro che secondo me avrebbe una buona commerciabilità e che reputo scritto bene, il problema è che si ferma sulle 190 cartelle e odio allungare il brodo. Vediamo se da qui alla fine dell'anno mi viene la voglia di rimetterci le mani sopra.

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13 minuti fa, theco ha detto:

Le iscrizioni si chiudono il 28 febbraio e promettono la cinquina finalista per il mese di marzo.

Mi chiedo come possano fare a valutare in un mese la massa di lavori che riceveranno, da 200 cartelle l'uno.

Nemmeno un concorso parrocchiale per racconti brevi ci riesce.

Non mi torna molto...

Ho avuto anche io delle perplessità in merito a questo. Forse leggeranno i testi da subito, senza attendere la chiusura del concorso. Io penso che parteciperò. Voglio viverlo come un bel gioco, e la sfida sarà riuscire a creare il mix che sembra richiedano. 

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9 minuti fa, Edgar75 ha detto:

 

Ce l'avrei sotto mano un lavoro che secondo me avrebbe una buona commerciabilità e che reputo scritto bene, il problema è che si ferma sulle 190 cartelle e odio allungare il brodo. Vediamo se da qui alla fine dell'anno mi viene la voglia di rimetterci le mani sopra.

Dieci cartelle non sono molte, ce la puoi fare senza allungare il brodo.

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5 ore fa, theco ha detto:

Le iscrizioni si chiudono il 28 febbraio e promettono la cinquina finalista per il mese di marzo.

Mi chiedo come possano fare a valutare in un mese la massa di lavori che riceveranno, da 200 cartelle l'uno.

Nemmeno un concorso parrocchiale per racconti brevi ci riesce.

Non mi torna molto...

Il segretario del Premio, l'editor Stefano Izzo, ha tenuto a precisare in un commento su Facebook che:

La valutazione non inizia il 29 febbraio, ma subito all'arrivo dei primi romanzi, e va avanti per tutto il periodo, ad opera di una commissione ben nutrita. La giuria di 5 membri valuterà solo la cinquina finalista. (cit.)

 

Si evince che la valutazione si distribuirà, quindi, in un arco temporale di 5 mesi e sarà effettuata da un cospicuo numero di esaminatori.

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Direi che questo era ovvio. Senza doverlo spiegare, esattamente come avranno un gruppo di lettori per la scrematura iniziale.

Piuttosto, la domanda è una sola: quale casa editrice si può permettere di "buttare" una cifra così esorbitante quando tutti sanno che anche con un premio di 5.000 euro parteciperebbe lo stesso numero di autori?

Basta guardare il premio Io Scrittore.

Mah...

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51 minuti fa, Arkady ha detto:

Direi che questo era ovvio. Senza doverlo spiegare, esattamente come avranno un gruppo di lettori per la scrematura iniziale.

Piuttosto, la domanda è una sola: quale casa editrice si può permettere di "buttare" una cifra così esorbitante quando tutti sanno che anche con un premio di 5.000 euro parteciperebbe lo stesso numero di autori?

Basta guardare il premio Io Scrittore.

Mah...

E questi quali dubbi ti fa sorgere?

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Cito: "C’è poi una questione, delicata, da non tralasciare: gli autori non esordienti che decideranno di partecipare, come ha spiegato Gian Luca Pulvirenti, Amministratore Delegato di DeA Planeta Libri, in caso di vittoria firmeranno un contratto per un solo libro. Come è stato fatto notare all’Ad, c’è il problema, di non poco conto, degli autori già sotto contratto con altri editori."

 

E chiedo: dove è il problema nel fatto che firmeranno un contratto per un solo libro? :huh: Scusate, forse non comprendo delle meccaniche editoriali ancora a me sconosciute. 

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6 ore fa, pezza ha detto:

E questi quali dubbi ti fa sorgere?

 

Solo che non comprendo il perché di una cifra così esorbitante.

Nulla da dire sulla serietà dell'iniziativa, anche perché non ne so abbastanza.

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Il 26/9/2018 alle 19:50, Auryn ha detto:

Secondo voi che genere prediligono? Thriller? Distopici?

secondo me il thriller (e tutte le sfumature crime) hanno ottime chance:  il romanzo vincitore dell'edizione spagnola (2016) è un noir-thriller.

 https://www.ibs.it/maledetto-sia-nome-libro-dolores-redondo/e/9788851153274

 E in giuria del premio ci sono Massimo Carlotto e Claudio Giunta (medievalista saggista ma ha scritto anche un romanzo: un thriller.)

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I generi più commerciali sono: narrativa contemporanea e thriller. C'è poco da fare. Secondo me per fare in fretta prima scremeranno il genere.

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@qeimada hai ragione, ma hai visto il catalogo DeA Planeta? Io non seguivo questa CE, e solo pochi minuti fa sono andata a vedere quali generi pubblicasse. Mi sembra che puntino molto su Narrativa e Young Adult. Magari per la scelta dei 5 romanzi finalisti seguono la loro linea editoriale.

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Il 27/9/2018 alle 17:06, Arkady ha detto:

Piuttosto, la domanda è una sola: quale casa editrice si può permettere di "buttare" una cifra così esorbitante quando tutti sanno che anche con un premio di 5.000 euro parteciperebbe lo stesso numero di autori?

 

Avrebbe partecipato lo stesso numero di autori esordienti.

Ma Il bando ha tutta l'aria di rivolgersi ad un altro target: suppongo che la ragione di una simile cifra sia la volontà di attrarre autori già affermati.

Qua non siamo al Calvino, dove si parte tutti più o meno con le stesse credenziali.

Sarà dura per gli esordienti... quasi impossibile, temo.

Ma siamo qua per provarci.

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Mie considerazioni su questo nuovo concorso.
Il premio Planeta (l'originale spagnolo) premia il vincitore con 600mila euro, mentre 150mila ne prende il secondo.

- Non è strano che per questa edizione italiana ci siano 150mila euro per il vincitore. Può sembrare tantissimo e può sembrare "strano" solo perché non siamo abituati ad avere premi che prevedano questi anticipi ai vncitori, il che è scontato se il concorso è legato al mercato italiano... se non c'è dietro un gruppo internazionale e la garanzia di uscire in diversi paesi con un marchio e un nome già affermati, il mercato italiano non può dare anticipi di questo tipo. A nessuno.

Qui però si tratta del gruppo Planeta, quarto al mondo nella classifica 2017 degli editori con più fatturato al mondo, che dal 1 gennaio 2017 ha formato con la De agostini, cito wiki, la

DeA Planeta Libri: operativa dal 1º gennaio 2017, è una joint venture paritetica tra De Agostini Editore S.p.A. e il Gruppo Planeta, primo editore internazionale di libri in lingua spagnola e secondo editore internazionale in lingua francese (attraverso il Gruppo Editis), per sviluppare l’attività nel settore Libri Trade in Italia.

Quindi il quarto gruppo mondiale che in Italia si "appoggia" alla De Agostini, nel 2017 intorno alla trentesima posizione nella stessa classifica ( il che comunque rende poco onore alla potenza di fuoco del gruppo che forse è superiore anche a Mondadori, considerando che hanno Lottomatica); ora, la DA è più riconducibile a un'editoria meno orientata alla narrativa (se non erro la loro punta di diamante sono i testi scolastici e queste cose), evidentemente con questa "alleanza" intendono puntare anche ad altro. Mettere sul piatto un premio con 150mila euro di premio è un buon modo di presentarsi... in un modo o in un altro se ne parla, ci si interessa... e potrebbe essere altrimenti?

Grande operazione commerciale, quindi, con una grande alleanza alla base.
Mia opinione: non può che essere positivo.


- A vincere sarà, molto molto probabilmente, un "professionista della scrittura". Della scrittura di un certo tipo, aggiungo. La commerciabilità del testo è una condizione necessaria per la vittoria (e lo hanno specificato gli organizzatori stessi), quindi non c'è nulla di strano che un professionista rodato con alle spalle delle buone vendite vada a partecipare con un inedito già "concepito e formattato" per andare incontro alle esigenze del pubblico.

Del resto, dare 150mila euro di anticipo significa cercare qualcosa che, seppur pubblicizzata adeguatamente come di sicuro sarà, possa garantire per tematiche, genere e stile un numero di vendite nell'ordine delle centinaia di migliaia di copie, seppur spalmate su più mercati.

Laddove un esordiente riuscisse a intercettare queste esigenze e a scrivere un buon testo in questo senso, dovrebbe poi presentarlo già corretto ed editato.

Consideriamo una dozzina di revisioni e una correzione di bozze professionale come altre condizioni necessarie, dal momento che da bando ci saranno meno di due mesi tra la proclamazione del vincitore e l'uscita del libro. Pochissimo, se pensate al lavoro che invece viene svolto prima dell'uscita su testi di esordienti - e quindi poco più che "amatoriali" - dal gruppo GeMS con i vincitori di Io Scrittore: passano mesi e mesi.

Stesso discorso con l'editing... il testo dovrà essere più o meno pronto.
Insomma: l'esordiente che voglia sperare (sognare) di vincere questo premio, dovrà avere forzatamente un approccio professionale, perché non ci sono dubbi che con un montepremi di questo tipo parteciperanno moltissimi professionisti.
Questo vuol dire: un buon testo, con una più che buona spendibilità commerciale. Un testo che sia già passato tra le mani di un editor capace. Un testo che sia quindi stato revisionato, ripulito e corretto.
Un testo, in definitiva, che sia più o meno già pronto per la stampa.

 

- Assolutamente inutile partecipare con un testo non editato, non corretto, non perfetto. O meglio, lo si può fare serenamente (non costa nulla) ma si dovrà avere in questo caso la consapevolezza che quel testo sarà letto per 5-10 righe e poi cestinato. Senza appello. Insomma: tanti di quei testi che si inviano a "Io Scrittore", finiti di scrivere 2 giorni prima di inviarli, con errori, poca consapevolezza di quella che è una formattazione professionale ecc ecc, qui non avranno neanche mezza possibilità. Qui siamo su un altro livello di aspettativa. Ci saranno lettori professionisti che, presumibilmente, non premieranno buona volontà e buone idee. 

Non sarà abbastanza. Ci vorrà anche un'esecuzione perfetta.
Ecco, la differenza tra esordiente e professionista, per me, non la farà tanto il nome dell'autore (e spero di non essere smentito da una cinquina di finalisti tutti con "nomi pesanti" e pessimi testi, ancorchè dichiaratamente commerciali) quanto l'approccio al concorso. Il professionista - o l'esordiente con l'approccio da professionista - presenterà un testo editato, revisionato e corretto, praticamente pronto per la stampa. Gli altri presenteranno un testo che, anche fosse valido "in potenza", non avrà possibilità.

 

Detto questo, se avete un testo (o riuscirete ad avere di qui alla scadenza) che abbia tutte queste caratteristiche, provateci. 

Sarebbe da pazzi non farlo, considerando che la partecipazione è gratuita e il montepremi è quello che è.

Unico, umilissimo consiglio: una volta inviato il testo non pensateci più. Non state a morirci dietro e a sperarci, insomma.

 

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1 ora fa, Bango Skank ha detto:

- A vincere sarà, molto molto probabilmente, un "professionista della scrittura". Della scrittura di un certo tipo, aggiungo.

Per me, hai centrato il punto. Senza passare per quello che pensa male, ma il vincitore probabilmente sarà un nome conosciuto, un autore che ha già alle spalle diverse pubblicazioni con ce medie o grandi. Il concorso si dice aperto a tutti, ma ci sono tante dinamiche che non si conoscono e che influiscono sulla vittoria; può sembrare da complottisti, ma non vorrei che fosse come in certi premi che a vincere sono gli autori che appartengono a determinate ce. Perché dico questo? Perché ci sono troppi soldi in gioco, e quando ci sono cifre così alte, il gioco non è mai limpido. Forse è sbagliato dare un simile giudizio, ma se si è arrivati a questo è perché ormai questa è la normalità in Italia.

Non me vogliano gli esordienti, ma non vedo alcuna possibilità per loro, anche se presentassero un lavoro curato e con un editing professionale (che deve essere una cosa imprescindibile, la base su cui basare sempre il loro lavoro prima di presentarlo a chiunque).

Modificato da M.T.
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10 minuti fa, M.T. ha detto:

Il concorso si dice aperto a tutti, ma ci sono tante dinamiche che non si conoscono e che influiscono sulla vittoria; può sembrare da complottisti, ma non vorrei che fosse come in certi premi che a vincere sono gli autori che appartengono a determinate ce. Perché dico questo? Perché ci sono troppi soldi in gioco, e quando ci sono cifre così alte, il gioco non è mai limpido.

Personalmente non credo a nessun complottismo. Primo, perchè qui non si tratta di un "premio della critica" che viene assegnato, si dice, a seconda delle pressioni di questa o quella CE perché porta soldi o prestigio. Qui si tratta di una CE che di quei soldi deve rifarsi. Facile facile. Se quella CE riterrà che col suo romanzo l'esordiente e sconosciuto X farà vendere 500mila copie, l'esordiente e sconosciuto X vincerà il premio. Personalmente, proprio per i soldi che ci sono in ballo e per il tipo di "imprenditorialità" che c'è dietro al progetto, sono convinto che non ci saranno "compravendite" di sorta. Vincerà chi sarà ritenuto migliore, laddove per migliore si deve intendere: più vendibile.
Che poi questo significhi autore già affermato, lo credo. Ma non per complottismi di sorta... per quello che ho scritto su: maggiore consapevolezza di cosa voglia leggere il pubblico in un "best seller", maggiore cura nella presentazione.

 

 

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5 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Personalmente non credo a nessun complottismo.

Non parlavo di complottismo, ma che qualcuno nelle mie parole vedesse un ricercare il complotto.

 

6 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Qui si tratta di una CE che di quei soldi deve rifarsi.

 

6 minuti fa, Bango Skank ha detto:

Che poi questo significhi autore già affermato, lo credo.

 

I punti su cui basa il mio ragionamento sono proprio questi. La ce fa un grosso investimento in denaro e deve rientrare di tale cifra, anzi deve superarla, perché pareggiarla sarebbe considerata una perdita; quindi si deve puntare sul sicuro, ovvero un autore che ha già un buon seguito di pubblico. Anche con un buon libro, puntare su un esordiente sarebbe un azzardo e si sa come con gli esordienti si va con i piedi di piombo in Italia. Come hai detto tu, si punterà sul prodotto più vendibile, che non necessariamente è il prodotto migliore. Questa è un'azione d'imprenditoria e come tale si punta al successo, che significa puntare sulle maggiori possibilità di guadagno; è una questione di soldi, nulla di più. Se si parte da questa consapevolezza, ci si può approcciare più serenamente al concorso.

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Il 30/9/2018 alle 16:16, theco ha detto:

 

Avrebbe partecipato lo stesso numero di autori esordienti.

Ma Il bando ha tutta l'aria di rivolgersi ad un altro target: suppongo che la ragione di una simile cifra sia la volontà di attrarre autori già affermati.

Sfugge il fatto che autori affermati hanno agenti, hanno già a disposizione grandi case editrici con, spesso, opzioni e, non da ultimo, non vanno certo a immischiarsi in premi letterari. Credo sia una questione, oltre al resto, anche di immagine.

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Mi sembra una bellissima opportunità. Ho sentito parlare di Stefano Izzo, dicono che sia uno dei migliori editor italiani... penserò seriamente di partecipare, anche se non mi sento molto all'altezza. Qualcuno di voi ha già inviato il manoscritto?

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Ottima opportunità, non ho ancora inviato nulla ma la presunzione di partecipare c'è. Concordo con chi pensa che tra i vincitori ci saranno professionisti del settore, ma da sognatrice non posso rinunciare, voi non credete?

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1 ora fa, Sara7 ha detto:

Concordo con chi pensa che tra i vincitori ci saranno professionisti del settore, ma da sognatrice non posso rinunciare, voi non credete?

 

La penso proprio come te.

Per quanto mi riguarda non è la percentuale di probabilità a fare la differenza, ma la trasparenza del patto.

In questo caso le probabilità sono infinitesimali, ma le regole sono molto semplici e di una chiarezza esemplare.

 

3 ore fa, McInerney ha detto:

Qualcuno di voi ha già inviato il manoscritto?

Io l'ho già inviato.

Si tratta del meglio che posso produrre in questo momento, da tutti i punti di vista, compreso l'editing e la confezione. Quindi le probabilità saranno risibili, ma in ogni caso non avrò rimpianti.

La procedura richiede online una registrazione anagrafica preventiva, in seguito alla quale viene inviato via email il link per caricare il lavoro.

Il caricamento del lavoro è essenziale: solo il file in formato doc., niente sinossi, biografie o altre baggianate del genere. Meraviglioso.

E' possibile partecipare anche inviando il cartaceo, ma non ho approfondito le modalità.

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Io, invece, ho degli enormi dubbi sulle modalità del tutto. Al di là delle controversie sollevate su alcune delle edizioni straniere del premio, concentrandomi esclusivamente sul bando leggo cose come:

Quota

La presentazione dell’opera di per sé sola garantisce l’impegno da parte del suo autore a non ritirarla dal concorso.

In genere, per me non è un problema. Eppure, consideriamo che tante cose possono cambiare durante un concorso, penso solamente alle mille rimostranze sorte su IoScrittore, sulla pubblicazione in ebook, sull'insoddisfazione di alcuni e la gioia di altri. Che cosa significa "impegno a non ritirarla"? Che succede se poi lo faccio? Quali conseguenze ha questo atto?

 

Andando avanti:

Quota

Il conseguimento del Premio da parte dell’autore dell’opera vincitrice prevede che quest’ultimo ceda in esclusiva, a DeA Planeta Libri, per il periodo di tempo di 15 anni per il territorio italiano e per tutti i paesi del mondo, tutti i diritti di sfruttamento dell’opera, intendendosi per tali i diritti di trasposizione e di riproduzione parziale e totale dell’opera in qualsiasi forma, quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo: tipografica, elettronica, audio e digitale.

Ora: so benissimo che nessuno di noi si crede l'erede di Stephen King, ma poniamo davvero che dall'opera che inviamo si possano trarre un audio libro, una serie televisiva o un film. A livello legale, questo cosa significa? Che è la DeA Planeta a decidere se si faccia o meno? So che molti mi diranno: ma in qualsiasi contratto editoriale è così! La mia risposta è che i contratti editoriali si possono contrattare, situazione che non mi pare invece prevista in questo caso.

 

Quota

L’importo del Premio avrà valenza di anticipo sulle prime 100.000 copie vendute con riferimento a ciascuna edizione cartacea dell’opera. Per le copie eccedenti questa soglia, DeA Planeta corrisponderà all’autore una percentuale di royalties del 10% con riferimento all’edizione trade e del 6% con riferimento alle edizioni tascabili. Per quanto concerne le edizioni elettroniche, superati i 10.000 download, DeA Planeta Libri corrisponderà una percentuale di royalties pari al 25% sui ricavi netti.

Non comprendo cosa significhi: che dopo i 10.000 download si ottiene il 25% dei ricavi netti di tutti i download, oppure che si riceveranno da quel punto in poi?

So benissimo che sono numeri enormi e che la maggior parte di noi non si aspetta un simile riscontro, ma:

 

Quota

DeA Planeta Libri si impegna a garantire una distribuzione massiva dell’opera vincitrice sul territorio nazionale.

Questo significa probabilmente una promozione senza precedenti. Giustamente, la DeA Planeta che ha investito quei soldi iniziali li vuol veder fruttare e, quindi, sceglierà un'opera che secondo loro, con una grande distribuzione, può anche raggiungerli. Quindi ci ritroviamo con un editore che si aspetta un grande riscontro di pubblico, che trattiene tutti i diritti secondari di un'opera opzionata per quindici anni e mi tornano in mente tutti quegli autori che sentiamo lamentarsi di come è stato trattato il loro materiale in seguito.

 

Non ci piove che l'autore dovrà presentare un romanzo che praticamente vada in stampa appena giunto tra le mani del Comitato di Lettura senza bisogno di neanche un intervento di editing, ma quello che mi preoccupa è quello che avviene dopo. 150.000 euro sono stati soldi, per una categoria che spesso viene bistrattata, pagata poco quando non del tutto privata dei ricavi a cui avrebbe diritto.

Siamo certi, tuttavia, che quest'oro non sia troppo lucente per essere vero?

 

Forse sono io a essere troppo diffidente dei concorsi.

Magari qualcuno con più esperienza potrebbe offrirmi delucidazioni sui punti che per me sono critici, ma in realtà potrebbero non esserlo affatto!

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