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L@ur@

breve, ma non indolore

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Giunte, in preghiera, nella posa dell’attesa, i segnali erano stati mandati, perché natura imponeva così.

Aspettava davanti le ante della finestra chiusa. L’aria era cambiata da diversi giorni, più gradevole, l’ideale per quel genere di cose.

Lo sentiva vicino ormai, era solo questione di attimi, tra poco si sarebbe saziata di lui e fatta riempire da tutto il suo resto.

   Eccolo. la raggiunse ed accadde, si riconobbero come simili cedendo al corpo uguale e contrario dell’altro.

Ora che il tutto era stato compiuto, lei non si sentiva più sola e lo ringraziò con uno sguardo, uno solo, nei suoi occhi verdi ed umidi, tanta riconoscenza.

Amanti in quei loro momenti.

Mantidi invece, da sempre.

  Gli occhi di lei avevano smesso di brillare, per metterlo ora in soggezione e costringerlo ad abbassare la testa.

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento.

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te, so quello che devo fare, stai a vedere.» E fu così che la mantide religiosa portò a termine il suo lavoro.

 

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Ospite

Ciao :)

ho letto questo brano.

È un testo molto breve.

Ti chiedo se forse si tratta di un frammento. 

A parte questo.

Non faccio caso ai refusi. 

Di solito mi lascio trascinare,  da un testo. Trascinare dal Come viene raccontato quello che viene raccontato. 

Trovo ci sia un momento felice in questo brano. Una porzione che ho assaporato. Eccotela

 

10 ore fa, Lauram ha detto:

 

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento.

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te.» 

 

Secondo me, questo momento vale tutto il racconto. Per questo tu suggerisco un esercizio se ti va: pptresti provare a ripartire da lì. Da quel brandello. E riscrivere tutto il resto. Vorrei dirti di non scoraggiarti. La scrittura, da sempre, è anche ri-scrittura.

Hai un buon punto di partenza,  secondo la mia stupida opinione. 

Potresti ripartire da lì. 

[Consiglio : prova a farti una scheda di ciascun personaggio. Altezza peso peculiarità eccetera. Bastano un migliaio di battute per cominciare. Quando avrai la scheda,  allora inizia a far muovere i personaggi nella scena. E ricorda che la scenaè essa stessa un personaggio. ]

Solo idee stupide mie.

:)

 

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Buongiorno @Vestnik,ti ringrazio per aver letto il mio breve racconto e grazie ancor di più per i tuoi consigli, ho capito da questi ultimi di non aver centrato l'obiettivo:  non si tratta di un frammento, ma di una storia che ha un inizio ed un finale, in cui avrei voluto giocare sul ribaltamento delle aspettative. I personaggi sono mantidi religiose :facepalm:, volevo far credere al lettore sin prime righe che in realtà fossero individui, per poi rovesciarne le certezze descrivendo la dolorosa ed inevitabile fine del maschio dopo

l' accoppiamento. Mi rendo conto solo ora che nella mia testa fosse più chiaro! Sulle righe un po' meno! Grazie mille. A rileggerci(y)

 

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Ospite

@Lauram ma figurati. Sono io che probabilmente ho personificato troppo. Credevo fosse una metafora quella delle Mantidi 🤣

Ho notato una buona capacità descrittiva. Forse potresti sperimentarla sulle persone 😉

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12 ore fa, Lauram ha detto:

Eccolo. la raggiunse ed accadde,

refuso La. Nella scrittura moderna si preferisce scrivere e e non ed (a meno che la parola successiva non cominci per e, ovviamente). Ho dovuto rileggerlo per gustarlo meglio dopo avere scoperto che si trattava di mantidi. Io amo molto i testi brevi, che - proprio perché brevi - hanno bisogno di un'attenzione particolare. Non so dirti cosa mi sia mancato in questo testo, probabilmente il fatto di non sapere come vadano nella realtà queste cose, lui sa cosa gli accadrà? La testa bassa, tremante ma lei lo rassicura (?), quindi si presume di sì, lo sa e la brezza corrisponde a quell'attimo positivo?  Oppure è un controsenso, non ho afferrato bene. 

 

12 ore fa, Lauram ha detto:

tra poco si sarebbe saziata di lui e fatta riempire da tutto il suo resto.

qui ad esempio capisco solo dopo aver riletto che per tutto il suo resto intendi proprio il "corpo" del compagno,  alla prima lettura mi era solo sembrata una conclusione stramba.

Alla prossima

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Buongiorno @Adelaide J. Pellitteri , (scusami @Vestniknon sono pratica ancora di come fare a togliere il tag e mi sei rimasto evidenziatoxD) grazie per aver letto e risposto. Anche tu mi dai la conferma di non essere stata chiara. Speravo di cavarmela con " giunte, in preghiera" o con "occhi verdi" o "sul davanzale", ma così non è stato.

Entrambi i personaggi sanno, come natura vuole quale sarà la loro sorte: lei si saziera' della testa di lui. Alla fine gli occhi di lei cambiano espressione: da riconoscente perché fecondata dal "suo resto" a cinica e spietata nel costringerlo ad abbassare la testa per...Divorarlo! Ancora questa volta, grazie, ho molto da migliorare!

Grazie per il consiglio della "ed", hai ragione, suona meglio. 

A presto

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Ospite

@Lauram va ben il tag, io non sono sempre connesso, qui sul sito, se qualcuno mi tagga, mi arrivo un avviso, così capisco che ho da leggere qualcosa. Per cui non scusarti. 

Piuttosto.

Mi è venuto in mente una cosa. Hai mai provato a sperimentare altri generi? 

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6 ore fa, Lauram ha detto:

Buongiorno @Vestnik,ti ringrazio per aver letto il mio breve racconto e grazie ancor di più per i tuoi consigli, ho capito da questi ultimi di non aver centrato l'obiettivo:  non si tratta di un frammento, ma di una storia che ha un inizio ed un finale, in cui avrei voluto giocare sul ribaltamento delle aspettative. I personaggi sono mantidi religiose :facepalm:, volevo far credere al lettore sin prime righe che in realtà fossero individui, per poi rovesciarne le certezze descrivendo la dolorosa ed inevitabile fine del maschio dopo

l' accoppiamento. Mi rendo conto solo ora che nella mia testa fosse più chiaro! Sulle righe un po' meno! Grazie mille. A rileggerci(y)

 

Secondo il mio modesto parere, l'autrice ha centrato pienamente l'obiettivo. Credo, infatti, che il pezzo abbia una completezza e una circolarità esemplari (la storia si apre e si chiude con linearità e senza incongruenze). Inoltre, il ribaltamento delle prospettive mi è sembrato riuscitissimo.

Come già riportato da @Vestnik , encomiabile il pezzo:  "La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento." . 

Sì, è presente qualche refuso, ma non compromette la lettura e la godibilità del pezzo, e poi chi non ne commette?! :P .

In conclusione, nonostante la brevità, ho ritenuto il racconto molto intenso e appassionante, senza particolari errori grammaticali e con una punteggiatura che ne esalta i momenti salienti.

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@Lauram

Sicuramente è un testo particolare. Molto breve, ma mi ha dato la sensazione che fosse giusto così, la cortezza del brano in qualche modo rispecchia la cortezza dell'azione che si sta svolgendo, che pur essendo una sola azione molto comune, non perde l'importanza che giustamente deve avere.

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

 Eccolo. la raggiunse ed accadde

Mi tolgo subito la spina di segnalarti questi refusi che sicuramente altri ti avranno fatto notare: la, probabilmente hai eliminato una parola o una parte di frase precedente e hai dimenticato di sistemare la maiuscola ed ed, che è sbagliato in quanto la d si aggiunge solo nel caso in cui la parola successiva inizi con la e (stesso vale per ad e od rispettivamente se le parole successive iniziano per a e per o).

 

Finita la segnalazione più tecnica posso dire che mi piace l'umanità che hai dato ai personaggi e devo ammettere che anche il titolo dice molto sul testo. Forse una pecca che si potrebbe trovare in realtà ha proprio a che fare con questo. Il "ma non indolore" del titolo è pesantemente pieno di significato, parte di questa pesantezza poteva essere sciolta un po' nel testo, anche senza allungarlo troppo, perché ripeto, la lunghezza del racconto qui ha molto valore, ma un piccolo paragrafo riservato al perché sia doloroso avrebbe aiutato ancora di più a immergersi nella lettura.

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

si riconobbero come simili cedendo al corpo uguale e contrario dell’altro. 

Questa frase mi piace particolarmente, perché dona al testo l'emozione che cerchi di trasmettere. Leggendo il testo si vuole arrivare a questo punto e allo stesso tempo non si vuole, perché pur essendo un momento felice, lascia quell'amaro in bocca dovuto al fatto che a breve quel momento di gioia terminerà.

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te, so quello che devo fare, stai a vedere.»

Questo è il culmine dell'umanità. Lei quasi lo culla, percepisce il suo dolore e cerca di calmarlo prima di compiere l'atto.

 

Mi è piaciuto il testo, è il primo tuo racconto che leggo e nonostante la lunghezza mi ha preso molto, se i racconti brevi ti escono così, sono curioso di sapere come ti riescono quelli più lunghi, spero di placare la mia curiosità a breve, ciao!

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Grazie! @void per il tuo commento e per aver letto il mini racconto. In realtà, e qui forse spiazzo la tua interpretazione, la mantide è una cinica bastarda! Non lo rassicura affatto, i suoi occhi prima riconoscenti cambiano modo di guardalo dopo che ha ottenuto ciò che vuole. Lui trema per la paura! Sa che lei lo mangerà e che per forza di cose sentirà dolore! 

Devo dire però che la tua visione mi piace molto. Nella prima fase parlo di amore, nella seconda orami il sentimento e già passato in giudicato.

 

Grazie, a presto :)

 

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@Lauram passo innanzitutto per ricordarti che il regolamento vieta di dare punti reputazione in Officina (cioè ai racconti e ai commenti ai racconti). 

 

Ok, a questo punto ti lascio anche un commentino: ti hanno già fatto notare la maiuscola mancata e la d eufonica. Io aggiungo che trovo l’uso della punteggiatura non impeccabile.

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Giunte, in preghiera, nella posa dell’attesa, i segnali erano stati mandati, perché natura imponeva così.

Giunte che? Le zampe? 

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

la raggiunse ed accadde, (due punti) si riconobbero come simili cedendo al corpo uguale e contrario dell’altro.

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Ora che il tutto era stato compiuto, lei non si sentiva più sola e lo ringraziò con uno sguardo, uno solo, nei suoi occhi verdi ed umidi, tanta riconoscenza.

Virgole, virgole, virgole. Usi solo le virgole e questo per me rende il testo piatto, perché è come se mettessi tutti gli elementi del testo in fila sullo stesso scaffale.

...lei non si sentiva più sola e lo ringraziò con uno sguardo, uno solo. Nei suoi occhi verdi ed umidi, tanta riconoscenza.

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento.

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine. Uno dei due tremava, e non certo per il vento.

 

Finale ovviamente prevedibile (sono mantidi...), ma non l’hai scritto in modo banale, anzi. Frammentino interessante.

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Grazie @Kuno per aver commentato e grazie per avermi rinfrescato il regolamento.

Le virgole mannaggia sono uno dei miei tanti miei punti deboli :s

A presto :)

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Ospite Rica
Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Giunte, in preghiera, nella posa dell’attesa, i segnali erano stati mandati, perché natura imponeva così.

– Capisco che se dici Zampe" spoileri, ma leggendo viene da dire: "Cosa giunte?" Taglierei la prima frase e partirei con la seconda. Chiaramente capisco "zampe" perché ho letto il testo e sono tornata indietro, altrimenti capirei "mani", in prima lettura.

 

Aspettava davanti le ante della finestra chiusa. L’aria era cambiata più gradevole da diversi giorni, più gradevole, l’ideale per quel genere di cose.

Lo sentiva vicino ormai, era solo questione di attimi, punto fermo tra poco si sarebbe saziata di lui e fatta riempire da tutto il suo resto.

– L'aria era cambiata: troppo vago.

– Frase sottolineata: molto bella. Per questo la isolerei, per ridarle tutta la sua forza.

 

   Eccolo. la raggiunse ed accadde, si riconobbero come simili cedendo al corpo uguale e contrario dell’altro.

Ora che il tutto era stato compiuto, lei non si sentiva più sola e lo ringraziò con uno sguardo, uno solo, Punto fermo nei suoi occhi verdi ed umidi, tanta riconoscenza.

– Refuso. la > La

– Non mi piacciono le "d" eufoniche. Solo con tiene e inizio della stessa vocale.

– Occhei, non mi piacciono neanche i gerundi e li uso il meno possibile. ;) Ma qui vedrei meglio un passato remoto "e cedettero". Non si riconoscono e cedono nello stesso identico istante, sono due azioni diverse. Prima si riconoscono e poi cedono. Vedi tu. :) 

– Ho messo il punto fermo perché tutte queste virgole tolgono espressività alla scrittura, la appiattiscono. :) E poi, lì ci vuole un cambio di tono.

– D eufonica ;) 

 

Amanti in quei loro momenti.

Mantidi invece, da sempre.

– Bello. 

 

  Gli occhi di lei avevano smesso di brillare, per metterlo ora in soggezione e costringerlo ad abbassare la testa.

– Il soggetto della frase precedente è "lui". Secondo me, qui puoi fluidificare il passaggio: "I suoi occhi.."

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato da (l)  sole e (dalla) salsedine, Punto fermo uno dei due tremava, e non certo per il vento.

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te, so quello che devo fare, stai a vedere.» accapo

E fu così che la mantide religiosa portò a termine il suo lavoro.

– Frase sottolineata: troppe "d". :) ma è un cavillo.

– Refuso: disse:« Ci... > disse: «Ci... via lo spazio 

– La frase della chiusa la abbasserei. Oltre questo, mi sembra un po' banale rispetto sia al linguaggio usato finora, sia allo stile. È tutto un non detto. Molto chiaro, però, a mio avviso. Io ho capito subito che era una mantide, e tu sei stata brava a farmelo capire. Allora, perché questo finale? 

 

Il testo è tremendo, nel senso che racconta una ferocia. Che poi sia la natura della mantide, lo si sa. Tu hai dato indizi dall'inizio, piccoli e chiari. Chiamare "lavoro" questo accoppiamento che hai descritto, nel modo in cui lo hai fatto, a mio avviso anche molto  bene, sminuisce il tutto. Come se sgonfiasse il palloncino... non so come dirti. Avrei tenuto il finale sullo stesso livello del testo, molto molto evocativo. E mi sarei aggrappata alla "natura" della specie omettendo la parla "lavoro.

 

Ti faccio i miei complimenti. 

Mi è piaciuto il tuo lavoro. 

Alla prossima. :sss:

 

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Il frammento è molto interessante - anzi, da incapace nei racconti brevi aggiungo tanta ammirazione! -, @Lauram, ma c'è una cosa che mi ha colpito.

Il ‎24‎/‎09‎/‎2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Aspettava davanti le ante della finestra chiusa. L’aria era cambiata da diversi giorni, più gradevole, l’ideale per quel genere di cose. [...]

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento.

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te, so quello che devo fare, stai a vedere.» E fu così che la mantide religiosa portò a termine il suo lavoro.

Il tempo che passa o, meglio, i riferimenti all'ambiente esterno.

A prima lettura mi sono chiesto perché in un racconto simile e così breve, descrivere l'aria che cambiava o la brezza del mare, ma poi ho visto anche il modo affettuoso con cui la mantide porta a termine quel suo compito. Siamo noi persone che ci chiediamo il perché delle cose o la liceità delle azioni e vediamo una legge morale, alla natura non importa se una mantide femmina ammazza la mantide maschio dopo un rapporto.

Il vento scorre, il sole continua il suo circolo nel cielo, tutto questo fa parte della natura, mentre la mantide rassicura il suo "partner" prima di farlo fuori. C'è un bellissimo contrasto tra l'umanizzazione dei personaggi e l'anti-umanità che essi dimostrano (rispetto ai canoni umani, come detto).

Poi certo, leggere l'ultima frase mi ha fatto pensare un "mamma mia che malessere!", ma è un gusto personale. :asd::asd:

 

Mi sembra giusto, però, segnalarti anche qualche dubbio o qualcosa che non mi ha convinto.

Il ‎24‎/‎09‎/‎2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Giunte, in preghiera, nella posa dell’attesa, i segnali erano stati mandati, perché natura imponeva così.

Aspettava davanti le ante della finestra chiusa. L’aria era cambiata da diversi giorni, più gradevole, l’ideale per quel genere di cose.

Il primo "perché natura imponeva così" non mi fa impazzire. Che siano mantidi lo si scopre gradualmente nella lettura e anticipare con questa affermazione mi sembra che complichi le cose anziché semplificarle.

L'altra frase in grassetto, invece, ... mi ha fatto venire fuori un "perché?" :s

 

Ciao e alla prossima lettura.

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@Lauram Ciao Laura:)

Dai, che mi è piaciuto da matti.

Amore e morte.:D

Cià, proprio per dire qualcos'altro

Il ‎24‎/‎09‎/‎2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

per quel genere di cose.

 

per quanto doveva succedere

 

Il ‎24‎/‎09‎/‎2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

perché natura imponeva così.

"secondo natura". Scorre meglio.

Il ‎24‎/‎09‎/‎2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

il suo lavoro.

il destino di entrambi

 

Bravissima(y)

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Grazie per aver commentato:) @bwv582

" Imponeva così" è riferito alla sopravvivenza della specie! Mandava i segnali per trovare il suo uguale e contrario ( il maschio). La temperatura mite era l'ideale per l' accoppiamento: "quel genere di cose" ....aggiungo scherzando: così non sentivano freddo spogliandosi! :asd:

Grazie @camparino:)

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Il rito d'accoppiamento delle mantidi religiose è affascinante, seppur indubbiamente macabro. Il tuo racconto, in poche righe, riesce a focalizzarne bene l'essenza raccapricciante e stupefacente.

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Amanti in quei loro momenti.

Mantidi invece, da sempre.

Queste due frasi, molto suggestive, valgono tutto il componimento. Tuttavia, mia modesta opinione, ritengo che risulterebbe più incisivo se omettessi quell' "invece".

Per concludere, il tuo componimento mi è piaciuto, l'ho trovato molto originale.

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Ciao Lauram.

Hai preso un tema insignificante, (a quanti, interesserebbe leggere, qualcosa a proposito di due mantidi religiose?) lo hai trasformato, plasmato fino a renderlo un evento eccezionale. 

Hai molta eleganza, seppur, dal tuo modo di scrivere, si avverte una sorta di  incertezza e titubanza. (Parere del tutto personale e sindacabile).

Amo il tuo modo di raccontare questa natura madre e meretrice.

La volontà di voler tenere il lettore, lì, appeso, a chiedersi "dove mi stai portando?",assaporando il senso unico che dai alle parole, impregnando il testo dei tuoi meccanismi mentali. Il tuo modo di osservare il mondo, tanto, da dare importanza all'accoppiamento di due insetti. Io ne percepisco la meraviglia. I tuoi occhi, sotto quello stesso sole, in cui si consumano ben più efferati crimini, ma che sono nulla al confronto del gioco cruento che, la natura inscena per noi. Una mantide religiosa; sazia, femmina, padrona che fa ciò per cui è stata creata. Riprodursi e uccidere. 

Sicuramente, come ti hanno già scritto, hai ancora dell'esperienza da fare, lungi da me farti dei commenti tecnici al riguardo( non ne sono assolutamente all'altezza). Come già scritto in un commento precedente, io mi faccio guidare dalle emozioni. 

Ho però, se me lo permetti, solo un suggerimento. Tutto in una storia viene studiato: personaggi, luoghi, azioni.

Un  bravo autore però, quel percorso non te lo fa vedere. È lì, sotto i tuoi occhi. Filo dopo filo, ma tu non ne vedi traccia. Ecco, nel tuo breve brano io avverto e vedo come lo hai costruito. 

Ti faccio un esempio:

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Giunte, in preghiera, nella posa dell’attesa, i segnali erano stati mandati, perché natura imponeva così.

Qui hai dovuto omettere il soggetto, le mani. Il perché alla fine del testo è ovvio. Non sono mani, sono zampe e quindi se avessi scritto "le zampe giunte", avresti svelato subito che si parlava di un qualche tipo di insetto e addio effetto sorpresa. Ma perché complicarsi la vita in questo modo?

Io avrei iniziato così:

"China in preghiera, attende."

Alla fine è una mantide "religiosa". 😜

Tanto vale allora giocare con il nome.

Quindi il mio consiglio è questo. Quando scrivi, lascia che siano le parole a trasportati. È giusto che tu faccia uno schema di ciò che vuoi raccontare, ma non lasciare che ti limiti. 

Ho scritto storie, in cui avevo un'idea precisissima di come dovevano evolversi, che poi hanno preso tutt'altra forma in corso d'opera. Non ci crederai. Sono tra le migliori che abbia scritto. (Dicono, persone assolutamente di parte😝

Ti faccio comunque i miei complimenti. Mai, avrei creduto, di potermi appassionare, alla lettura di un testo in cui viene raccontato, l'accoppiamento di due insetti. L'ho trovato originale e accattivante. Grazie per questa condivisione. Ti seguirò con molta curiosità. A presto.

Amara

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Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Giunte, in preghiera, nella posa dell’attesa, i segnali erano stati mandati, perché natura imponeva così.

Aspettava davanti le ante della finestra chiusa. L’aria era cambiata da diversi giorni, più gradevole, l’ideale per quel genere di cose.

Lo sentiva vicino ormai, era solo questione di attimi, tra poco si sarebbe saziata di lui e fatta riempire da tutto il suo resto.

   Eccolo. la raggiunse ed accadde, si riconobbero come simili cedendo al corpo uguale e contrario dell’altro.

Ora che il tutto era stato compiuto, lei non si sentiva più sola e lo ringraziò con uno sguardo, uno solo, nei suoi occhi verdi ed umidi, tanta riconoscenza.

Amanti in quei loro momenti.

Mantidi invece, da sempre.

  Gli occhi di lei avevano smesso di brillare, per metterlo ora in soggezione e costringerlo ad abbassare la testa.

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento.

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te, so quello che devo fare, stai a vedere.» E fu così che la mantide religiosa portò a termine il suo lavoro.

 

Racconto breve ma intenso. All'inizio non avevo capito si trattasse di mantidi, poi...il colpo di scena! Brava Lauram, mi è piaciuto molto!

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Raramente in così poche righe trovo tanto coinvolgimento. Figure che sguinzagliano la fantasia e dipingono la scena di fronte i miei occhi. Complimenti, mi è piaciuto molto. Su un testo così breve la scelta delle parole è più che mai essenziale e hai colto tutto nel segno. :) 

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@Valentina land grazie, questo è stato il mio primo racconto postato sul WD, ora mi commuovo, quanti ricordi. Sono contenta che ti sia piaciuto, finale compreso.:rosa:

 

 

 

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@Kadefije grazie ber questa bella riflessione:

Adesso, Kadefije ha detto:

Figure che sguinzagliano la fantasia e dipingono la scena di fronte i miei occhi.

:rosa:

Il 27/9/2018 alle 14:43, Kuno ha detto:

Virgole, virgole, virgole. Usi solo le virgole e questo per me rende il testo piatto, perché è come se mettessi tutti gli elementi del testo in fila sullo stesso scaffale.

@Roberto Ballardini vedi a cosa mi riferivo riguardo alle virgole? Penso ancora a questo commento ogni volta che scrivo un testo, mi è sempre molto utile.;)

@AndC come lo avresti visto nell'ultimo MI? (ecco che ora ti tocca leggere anche questo!xD)

 

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@Lauram

 

Spoiler

Per punizione (sai a cosa mi riferisco) sarò breve e serissimo.

(Scherzo)!

(Ah, no, me lo sono appena vietato).

xD

 

 

Innanzitutto grazie per aver richiesto la mia opinione (avevo giusto un po' di tempo libero per commentare... xD)

 

Scherzi a parte, sarò sincero: il racconto mi è strapiaciuto, dico sul serio. È vibrante e profondo, ma sopratutto metaforico. Sembra una lunga poesia e leggerlo mi ha davvero emozionato...

Sinceramente, io le mantidi le ho viste solo come una metafora e ho letto il tutto, dall'inizio alla fine, come se si trattasse di due esseri umani... dunque ho letto e interpretato il tutto in maniera metaforica e, in questo senso mi è strapiaciuto.

Magari la mia lettura si allontana troppo dalle tue intenzioni ma appunto, se ho capito bene, volevi comunque lasciar intendere questo "doppio gioco" di far credere che si trattasse di individui e invece parlavi proprio di mantidi vere.

 

Un doppio gioco che io lascerei e rimarcherei bene, perché il bello, secondo me, è proprio questo: poterlo leggere sia dal punto di vista "umano" che da quello "animale/mantide".

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Aspettava davanti le ante della finestra chiusa.

Così ci si può immaginare le due mantidi sul cornicione di una finestra, oppure due persone dentro una casa (cosa che ho fatto io... li ho immaginati direttamente a letto, sarò sincero, un letto "davanti le ante della finestra").

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

Amanti in quei loro momenti.

Mantidi invece, da sempre.

Dunque questo può divenire il fulcro anche delle relazioni di coppia degli esseri umani: un amore-odio che significa vita e morte del rapporto al contempo... coesistono nella relazione, alle volte si pende più per una faccia della medaglia, alle volte si alimenta più l'altra.

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

  Gli occhi di lei avevano smesso di brillare, per metterlo ora in soggezione e costringerlo ad abbassare la testa.

Così, fra gli esseri umani, ci si infervora, ci si rabbuia... si accoglie il partner, lo si respinge barricandosi nel proprio io...

 

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

La leggera brezza del mare arrivava su quel davanzale screpolato dal sole e dalla salsedine, uno dei due tremava, e non certo per il vento.

Il "tremare non certo per il vento" mi è molto piaciuto narrativamente, l'ho sentito vibrare in me. Nella mia interpretazione vi ho letto la paura del rapporto (che esso possa finire, o il fatto che comunque amarsi metta anche a nudo l'essere umano fino a farlo tremare per la paura della sua solitudine). Per un attimo, addirittura, mi sono anche immaginato che uno dei due stesse per suicidarsi (in qualche modo metafora con le mantidi), che ad esempio avesse una grave malattia...

 

Ma veniamo a noi: cos'è che più di tutto non mi ha dato nel finale la rivelazione che volevi parlare proprio di mantidi e non di essere umani?

Il dialogo:

Il 24/9/2018 alle 21:50, Lauram ha detto:

«Non temere» gli disse:« Ci sono io qui con te, so quello che devo fare, stai a vedere.» E fu così che la mantide religiosa portò a termine il suo lavoro.

Il "gli disse" trasforma le mantidi in individui, perché le mantidi non parlano con voci umane. A meno che non ci si trovi in una favola...

 

Semplicemente, a fronte di tutto questo, suggerisco solo la seguente piccola modifica:

Anziché la certezza, metterei l'ipotesi-parvenza:

"Non temere" - sembrò dirgli (pareva dirgli con il suo sguardo)...

 

Ecco allora che a parlare non è più il personaggio, ma la voce narrante... ecco allora che i protagonisti del tuo racconto possono rimanere al contempo esseri umani o mantidi (le quali non parlano, ma se potessero, in quei loro sguardi si potrebbe leggere la frase del dialogo... non so se mi sono spiegato...) e il racconto può essere letto da entrambi i punti di vista, metaforicamente o realisticamente...

 

Ciao, @Lauram... secondo me un bel racconto! Brava!

 

Spoiler

3949 caratteri di commento, compresi tag e spoiler... sentiti in colpa! xD

 

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@Lauram

 

Ah, scusa mi sono scordato... sinceramente non so per l'ultimo MI... se intendevi la traccia del "cattivo", non mi sembrerebbe troppo cattivo... se intendevi la mia traccia del nulla è ciò che sembra, ti "frega" un poco, secondo me appunto quel "gli disse" finale... comunque buono... comunque meglio quello che hai postatonel MI rispetto al pieno rispetto della traccia...

Ciao!

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Ciao @AndC grazie per il tempo racimolato per commentare, quasi quasi mi sento in colpa... (quasi quasi eh!xD)

Sono contenta che ti sia piaciuto il brano in veste metaforica. Tu sei un romanticoso, il fatto che la tua versione analizzata alla perfezione combaci con la mia trama scarna,  mi gratifica. Insomma, ho fatto pesia non volendola fare (che belle le interpretazioni, mi piacerebbe farmi un giro con una barchetta e remare nelle pieghe dei cervelli, da dove nascono le idee... sto divagando... mi ricorda qualcuno ;))

Adesso, AndC ha detto:

Il "gli disse" trasforma le mantidi in individui, perché le mantidi non parlano con voci umane. A meno che non ci si trovi in una favola...

 

Semplicemente, a fronte di tutto questo, suggerisco solo la seguente piccola modifica:

Anziché la certezza, metterei l'ipotesi-parvenza:

"Non temere" - sembrò dirgli (pareva dirgli con il suo sguardo)...

Questo consiglio è prezioso. Grazie, veramente un'ottima riflessione (y)

Adesso, AndC ha detto:

non so se mi sono spiegato...)

certo che sì, come sempre.

Adesso, AndC ha detto:

Nella mia interpretazione vi ho letto la paura del rapporto (che esso possa finire, o il fatto che comunque amarsi metta anche a nudo l'essere umano fino a farlo tremare per la paura della sua solitudine).

:rosa:

Adesso, AndC ha detto:

3949 caratteri di commento, compresi tag e spoiler... sentiti in colpa! xD

Spoiler

Hai contato anche le parti quotate? Saranno 3800 allora... vi lamentate sempre voi uomini!:P

 

Adesso, AndC ha detto:

se intendevi la mia traccia del nulla è ciò che sembra,

Esattamente.

Grazie ancora, a presto

 

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Un buon racconto, a mio avviso (naturaliter), in cui le immagini sorgono una dopo l'altra e nella loro essenzialità, non c'è ridondanza di parole ad appesantirlo, concorrono a formare la trama. Però in quello che è il suo pregio ci trovo anche un difetto. Ridotto ai minimi termini,il racconto  mi fa pensare alla (da me) detestabilissima "nouvelle cuisine", quando magari ti piace una portata, ma nel piatto ce n'è una razione così minima che ti resta la voglia per tutta la sera. Vabbe', me ne farò una ragione.

Un'ultima cosa. Mi pare che il racconto, che in sé narra del comportamento sessuale della mantide religiosa, quindi d'una dinamica appartenente al regno naturale, abbia anche una valenza allegorica in cui possiamo leggere, in modo allusivo, la sua estensione al comportamento umano e ai rapporti interpersonali (sessuali e non) tra gli uomini. E sotto questo aspetto il racconto assume un significato cinico, ma d'un cinismo, per dir così, di sopravvivenza (dove il "cattivo" non è necessariamente la mantide femmina che uccide il maschio)

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