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Ospite ohohboh

La lavastoviglie

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Ospite ohohboh

«Ecco, te l'avevo detto!» urlò Linda dalla cucina.

Albert Smith era in salotto a guardare una partita di basket. Al grido improvviso della moglie alzò gli occhi al cielo.

«Non far finta di non aver sentito Albert, vieni immediatamente qui!»

Smith si diresse in cucina a passo lento, rassegnato. Non gli andava di litigare, non un'altra volta.

«Questa cazzo di lavastoviglie è decrepita come quella rompi balle di tua madre Albert!»

«Ti ho detto mille volte di non nominare mia madre in questo modo!»

«Ecco, questo sei, uno stupido mammone di merda, ed hai quasi sessant'anni. Per dio Albert, sono mesi che la lavastoviglie perde e tu non fai assolutamente nulla, tra l'altro quel cazzone del tuo amico idraulico è un incompetente e...»

«Basta, già non ne posso più di sentirti parlare, ti ho già detto che andremo a comprarne una nuova, devo solo organizzare alcuni impegni!» gridò Albert interrompendo la moglie.

«Ah sì, e quali impegni? Andare a giocare a carte con i tuoi stupidi amici davanti al bar? Non ti occupi mai della famiglia, a casa non ci sei mai, e comunque io non ce la faccio più a lottare contro questa cazzo di lavastoviglie. Giuro che ti lascio nella merda Albert, se i piatti rimangono sporchi sono cazzi tuoi, li lavi tu!»

Il signor Smith era seduto al tavolo della cucina, aveva gli occhi chiusi e il viso fra le mani. Fece un respiro profondo, poi si rivolse alla moglie: « Linda...lo sai perché la lavastoviglie perde?» accennò un sorriso isterico, il labbro inferiore gli tremava «Perché tu non la sai usare!» tuonò all'improvviso alzandosi di scatto.

«Perché sei solo una stupida baldracca, e oltre alla manicure con quelle serpi velenose delle tue amiche non sai fare un cazzo, capito? Un cazzo!»

Linda Smith avvampò, era in preda alla rabbia.

«Io ti ammazzo, giuro che ti ammazzo, sei un pezzo di merda!»

Un piatto sfiorò il capo di Albert e cadde a terra, infrangendosi in mille pezzi.

«Tu sei pazza, avresti potuto uccidermi, lo sai? Ti devi far ricoverare!» gridò lui con gli occhi sbarrati.

«Sì, sono pazza a causa tua, perché con te la mia vita è diventata un inferno. Non c'è più nulla che mi piaccia, e qui fa schifo tutto. La lavastoviglie, i mobili, l'intera casa, tu, tu fai più schifo di tutto e…»  la signora Linda continuava ad urlare in preda al delirio.

«Ah sì, ti fa schifo tutto? E allora vattene!» la interruppe il marito «anzi, tieni, prenditi questi cazzo di pezzi di carta e va a comprare lavastoviglie, mobili nuovi, quello che ti pare!»estrasse le banconote dalla tasca e le scagliò in faccia a sua moglie.

Lei urlò qualcosa di incomprensibile, poi prese a lanciare altri piatti, bicchieri e qualsiasi cosa le capitasse sotto tiro.

I toni si accesero ancora da entrambe le parti, gli insulti diventarono sempre più volgari. Andarono avanti così per molto tempo.

«Basta Linda, smettila, non ce la faccio più!» gridò Albert all'improvviso piangendo.

Tutto si bloccò di colpo. Rimasero in silenzio per qualche minuto.

«Avremmo dovuto ascoltarci quella volta" disse Linda ansimando, con gli occhi pieni di lacrime e lo sguardo fisso sul pavimento.

«Di che parli?»

«Non far finta di non capire Albert. Parlo di dieci anni fa, quando scoprimmo di tradirci a vicenda e volevamo il divorzio»

Albert accennò un sì con la testa e lo sguardo perso nel vuoto.

«Amavo John, sai?" continuò Linda, con lacrime non più di rabbia, ma di nostalgia «mi faceva sentire speciale. Avrei fatto qualsiasi cosa per lui, e invece l'ho lasciato andare via per continuare questa stupida farsa della famigliola felice»

La situazione di Albert era piuttosto simile. Si era innamorato di Caroline tempo prima, avrebbe voluto sposarla, e invece era lì, a lanciare insulti ad una donna verso cui non provava più nulla se non affetto, tenerezza.

«Tante volte sono stata sul punto di fare il passo decisivo e liberarmi di tutto questo» continuò Linda, «poi pensavo  “e che diranno i bambini?”E le famiglie? E la gente? Ma no, salviamo almeno la faccia, è meglio per tutti.” Sì, meglio per tutti... »

Restarono lì, impalati, a guardarsi.

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@ohohboh racconto piacevole, sincero e scritto bene, che può essere comunque migliorato, specie nella punteggiatura e in alcune sviste, come, per esempio:

3 ore fa, ohohboh ha detto:

come quella rompi balle di tua madre (virgola) Albert!»

 

3 ore fa, ohohboh ha detto:

di merda, ed (sicuro che ci vada la d?) hai quasi

 

Poche cose, comunque. Quello che più mi ha dato da pensare è stato il linguaggio scurrile e violento, non perché mi dia fastidio (tutt'altro), ma perché a volte mi è sembrato troppo gratuito. Avrei preferito un graduale innalzarsi dei toni, mentre Linda (nome scelto di proposito per rimandare alla lavastoviglie?) comincia fin da subito a usare termini quali 'rompi balle' 'stupido mammone di merda' 'cazzone d'idraulico'. Tra tutti, quello che più stona, che meno sembra sincero, è il secondo: stupido mammone di merda. A volte si percepisce, nel racconto, un certo tono artificioso, che fa perdere di intensità a un dialogo, per altro, perfettamente riuscito. Per esempio, in questi tre punti sembra che a parlare sia un attore, non un personaggio reale. In altri termini, sembra che stia 'recitando', non 'vivendo'

3 ore fa, ohohboh ha detto:

stata sul punto di fare il passo decisivo

3 ore fa, ohohboh ha detto:

Sì, sono pazza a causa tua, perché con te la mia vita è diventata un inferno

3 ore fa, ohohboh ha detto:

prenditi questi cazzo di pezzi di carta

Inoltre, ci sono altri punti in cui la scrittura si fa ripetitiva e un po' più 'sporca' rispetto al resto del racconto:

3 ore fa, ohohboh ha detto:

accennò un sorriso isterico, il labbro inferiore gli tremava

Qui, per esempio, usi prima un termine che non mi piace molto (isterico), per poi precisare cosa intendi (il labbra tremava). Secondo me sarebbe venuta meglio semplicemente scrivendo: accennò un sorriso, ma il labbro inferiore gli tremava.

3 ore fa, ohohboh ha detto:

tuonò all'improvviso alzandosi di scatto.

Questa frase, invece, è molto pesante da leggere: troppe puntualizzazioni che quello che stai raccontando sta avvenendo all'improvviso. Per me sarebbe sufficiente: tuonò e si alzò. 

3 ore fa, ohohboh ha detto:

la signora Linda continuava ad urlare in preda al delirio

Qua 'in preda al delirio' è un po' vago e sembra quasi ironico, usato in questo contesto. Inoltre, perché precisi 'la signora Linda'? Piuttosto, avrebbe più senso scrivere 'la signora Smith'.

3 ore fa, ohohboh ha detto:

La situazione di Albert era piuttosto simile. Si era innamorato di Caroline tempo prima, avrebbe voluto sposarla, e invece era lì, a lanciare insulti ad una donna verso cui non provava più nulla se non affetto, tenerezza.

L'avrei preferito in discorso diretto, così suona come uno spiegone (piccolino, ma che comunque rompe il ritmo del racconto).

 

Nel complesso mi è piaciuto: un bel racconto agrodolce, più agro che dolce, con una bella chiusura finale. Il fatto di aver costruito l'intero racconto sul dialogo ti ha facilitato risparmiandoti descrizioni o contestualizzazioni (in che periodo si svolge la scena? Non so perché, ma mi immaginavo gli anni '50). I personaggi, comunque, sono credibili. A tratti tendono a essere un po' troppo macchiettistici (le 'serpi di amiche' 'la manicure' 'al bar con gli amici'), ma si tratta di piccoli dettagli per altro trascurabili.

Un saluto!

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Ospite ohohboh

@Komorebi Ciao, grazie per aver letto il mio racconto.

Ti ringrazio per i consigli sulla punteggiatura, anche se in alcuni punti l'ho omessa di proposito nella speranza di dare un andamento più frenetico al discorso, e anche per il resto delle osservazioni che hai fatto, mi aiuteranno sicuramente ad "asciugare" la forma e renderla migliore. Mi fa piacere che, nel complesso, tu abbia trovato il racconto piacevole. L'ambientazione è un fattore che non ho considerato durante la stesura, quindi non ho un'idea ben precisa del periodo in cui si svolge la vicenda, quello che mi premeva comunicare era il messaggio finale, che spero tu abbia colto.

Grazie ancora,

A presto!

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Ciao @ohohboh:) buon sabato, davvero curioso il tuo titolo. Ti dico già che, per essere un racconto, secondo me è corto. Io dico, avete molti caratteri a disposizione, usateli!:tze:

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Ecco, te l'avevo detto!» urlò Linda dalla cucina.

Albert Smith era in salotto a guardare una partita di basket. Al grido improvviso della moglie alzò gli occhi al cielo.

Immagine perfetta che vedo.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Questa cazzo di lavastoviglie è decrepita come quella rompi balle di tua madre Albert!»

:asd: simpatica.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Ti ho detto mille volte di non nominare mia madre in questo modo!»

Preferirei:  in invano!

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Ah sì, e quali impegni? Andare a giocare a carte con i tuoi stupidi amici davanti al bar? Non ti occupi mai della famiglia, a casa non ci sei mai, e comunque io non ce la faccio più a lottare contro questa cazzo di lavastoviglie. Giuro che ti lascio nella merda Albert, se i piatti rimangono sporchi sono cazzi tuoi, li lavi tu!»

Che caratteraccio!

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

Il signor Smith era seduto al tavolo della cucina, aveva gli occhi chiusi e il viso fra le mani. Fece un respiro profondo, poi si rivolse alla moglie: « Linda...lo sai perché la lavastoviglie perde?» accennò un sorriso isterico, il labbro inferiore gli tremava «Perché tu non la sai usare!» tuonò all'improvviso alzandosi di scatto.

Cancellerei : il labbro inferiore gli tremava

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Perché sei solo una stupida baldracca, e oltre alla manicure con quelle serpi velenose delle tue amiche non sai fare un cazzo, capito? Un cazzo!»

Che amore:love3:

 

Conclusione: il racconto di per sè mi piace, scorrevole, ben scritto e con un ottimo svolgimento delle azioni. La lavastoviglie pare un capro espiatorio per i coniugi. Sei stato bravissimo a far emergere i due caratteri forti. Mentre leggevo li sentivo litigare. Un racconto ben riuscito, solo troppo breve!

:flower:Ti auguro un buon week-end.

Floriana

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Ciao, @ohohboh, è il tuo primo racconto che leggo in officina (ricordo un frammento, ma forse sbaglio).

L'idea del racconto e lo svolgersi degli eventi è interessante, forse poteva essere sviluppato di più soprattutto nelle tematiche che offri verso il termine della discussione quando i due, diciamo, si calmano.

Non mi dispiace la forma e nemmeno il linguaggio - in fondo in una litigata a perdita di testa non è che si hanno i guanti bianchi con le parole - però la sensazione è che manchi qualcosa per completare il racconto.

È difficile da spiegare perché si tratta di un'impressione "a pelle", credo però che il chiarimento finale sia breve. Mi sarei aspettato un momento maggiore dedicato all'abbandono, al rimorso e/o magari qualche altra discussione "garbata" sullo svolgersi alternativo degli eventi ipotizzati nel ricordo stesso. Ovviamente si tratta di un mio parere.

 

Dal punto di vista della forma e della sintassi ti è stato detto tutto, perciò non mi dilungo. Solo un appunto, non mi fa impazzire il chiamare spesso per cognome i personaggi e/o appellarli per nome o come "signore/signora Smith". Avrei optato per qualche appellativo generico come "l'uomo", "la donna", "l'altro", "l'altra", ..., da usare quando necessario. Come dire

Il ‎23‎/‎09‎/‎2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Ecco, te l'avevo detto!» urlò Linda dalla cucina.

Albert Smith (qui lo nomini per la prima volta, ci sta) era in salotto a guardare una partita di basket. Al grido improvviso della moglie alzò gli occhi al cielo.

«Non far finta di non aver sentito Albert, vieni immediatamente qui!»

Smith si diresse in cucina a passo lento, rassegnato. Non gli andava di litigare, non un'altra volta. [...]

«Basta, già non ne posso più di sentirti parlare, ti ho già detto che andremo a comprarne una nuova, devo solo organizzare alcuni impegni!» gridò Albert interrompendo la moglie. [...]

Il signor Smith era seduto al tavolo della cucina, aveva gli occhi chiusi e il viso fra le mani. [...]

Linda Smith avvampò, era in preda alla rabbia.

«Io ti ammazzo, giuro che ti ammazzo, sei un pezzo di merda!»

Un piatto sfiorò il capo di Albert e cadde a terra, infrangendosi in mille pezzi.

credo anche che si sentano per via dei frequenti "Linda" e "Albert" nei dialoghi (che per me comunque vanno bene in un parlato).

 

Ciao e alla prossima lettura.

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     Tutto centrato sui dialoghi, dunque due righe sul dialogo. Che per prima cosa dovrebbe essere realistico, sia nella forma che nel contenuto.

     Quesito: mai sentito qualcuno incavolato nero che pronuncia una frase più lunga di 5-6 parole? L'ira, la rabbia tanto più sono forti, tanto meno

fanno riflettere. Dunque le persone incavolate nero non dicono:

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Ah sì, e quali impegni? Andare a giocare a carte con i tuoi stupidi amici davanti al bar? Non ti occupi mai della famiglia, a casa non ci sei mai, e comunque io non ce la faccio più a lottare contro questa cazzo di lavastoviglie. Giuro che ti lascio nella merda Albert, se i piatti rimangono sporchi sono cazzi tuoi, li lavi tu!» 

 

     La mente lavora per concetti, non sta ad elaborare frasi complesse. Il soggetto si sfoga, accusa, in poche pochissime parole. Solo dopo essersi sfogato, riflete e si lascia andare in frasi lunghe. Alla fine, non all'inizio o nel mezzo di un'incavolatura.

     Bella la trovata del pianto di lui e non di lei. Un lui che piange è più forte, perché inconsueto, di una lei che piange.

     Belle le confessioni dei tradimenti.

     Una sola domanda che rimane senza risposta: non potrebbero amarsi anche dopo i tradimenti? Far prevalere le più banali convenzioni sociali

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

 “e che diranno i bambini?”E le famiglie? E la gente? Ma no, salviamo almeno la faccia, è meglio per tutti.” Sì, meglio per tutti... »

Restarono lì, impalati, a guardarsi.

 

 fa perdere punti ai due protagonisti. Li cala ad un livello che alla fine ti chiedi: se sono due squallidi soggetti, perché ho perso il mio tempo a leggere una  lite senza senso?

 

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@ohohbohIn questo racconto ci sono cose che funzionano molto bene. L'idea di base è semplice semplice ma divertente. Il titolo "la lavastoviglie" mi ha subito attirato. Il modo in cui la lite si risolve l'ho trovato molto convincente.

 

Però:

 

Un crescendo nei toni secondo me sarebbe stato molto più efficace: ti consiglierei vivamente di iniziare con toni più moderati (irritazione senza insulti pensanti), per poi crescere e degenerare. Credo tutto funzionerebbe meglio: ci sarebbe più dinamicità, il lettore sarebbe più interessato a leggere per vedere fin dove andranno i protagonisti.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

La situazione di Albert era piuttosto simile. Si era innamorato di Caroline tempo prima, avrebbe voluto sposarla, e invece era lì, a lanciare insulti ad una donna verso cui non provava più nulla se non affetto, tenerezza.

 

Mah... affetto e tenerezza non si sono visti affatto, nel testo precedente, proprio per niente. I termini vanno eliminati. In alternativa, devi mostrare un po' di affetto e tenerezza tra i due, magari dopo la lite. Come terza alternativa, devi spiegare un po' meglio al lettore cosa intendi: "se non quell'affetto, quella tenerezza, che ogni tanto [*] veniva ancora fuori, nonostante i piatti rotti e le parolacce urlate." Ancora meglio, laddove c'è l'asterisco mettici qualche esempio, di quando viene fuori, chessò "...che ogni tanto, magari tardi la sera, quando si scoprivano a ridere delle stesse stupidaggini davanti alla TV, veniva ancora fuori..."

 

L'accenno alla mammosità di Albert mi è parso un po' forzato: la madre viene menzionata solo brevemente, per poi passare oltre. Secondo me, o si accorda lo spazio necessario alla discussione della mammosità, o si evita, concentrandosi su pochi insulti e "appronfondendoli" meglio.

 

I dialoghi appaiono un po' forzati. Esempio:

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Non far finta di non capire Albert. Parlo di dieci anni fa, quando scoprimmo di tradirci a vicenda e volevamo il divorzio»

Qualcosa così mi suonerebbe meglio:

«E di cosa vuoi che parli? Del divorzio, no? Avremmo dovuto lasciarci dieci anni fa, mannaggia.»

E poi giù col narratore a spiegare cos'è successo dieci anni fa (mi pare forzato che debbano spiegarselo, visto che di sicuro conoscono entrambi tutti i dettagli).

 

In generale, ti consiglierei di usare frasi più brevi e meno complesse, più alternanza nel discorso tra i due (di solito, quando ci si insulta, non si lascia la controparte terminare un lungo discorso prima di interrompere).

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

I toni si accesero ancora da entrambe le parti, gli insulti diventarono sempre più volgari. Andarono avanti così per molto tempo.

 

Difficile immaginare insulti più volgari di quelli che si sono già scambiati, quindi forse meglio meglio evitare di scrivere così. L'ellissi temporale non mi spiace, ci vuole che i due continuino a insultarsi per un bel po' prima di raggiungere il "limite" e smettere. Però non mi ha convinto questo "crescendo non raccontato": sono già arrivati a tirarsi i piatti, a che arrivano se i toni si accendono ancora? A parte prendersi a coltellate, non mi viene in mente nulla!

 

Metterei semplicemente: "Andarono avanti così per molto tempo" (lo trovo piuttosto efficace), oppure "Andarono avanti così per molto tempo, a tirarsi i piatti e insultarsi nel modo più crudele e volgare possibile".

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

Rimasero in silenzio per qualche minuto.

"Minuto" mi pare troppo... per qualche secondo? per un po'?

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Basta Linda, smettila, non ce la faccio più!» gridò Albert all'improvviso piangendo.

Questo mi è piaciuto molto.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

Restarono lì, impalati, a guardarsi.

La conclusione mi è piaciuta molto.

 

Insomma, mi sembra tutto sommato una buona prova, ma ha bisogno di limature!

 

Ultimo consiglio (una battuta, più che altro): fai finire tutto con i due che partono per l'Ikea alla ricerca di piatti nuovi ;)

 

Alla prossima :)

 

 

 

 

 

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Ciao @ohohboh

intanto complimenti per il nome :D

Nel complesso il racconto è divertente. Forse un po' gratuito nell'uso del linguaggio volgare, ma dopotutto, è vero che molte persone parlano così.

Qualche piccolo appunto

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Basta, già non ne posso più di sentirti parlare, ti ho già detto che andremo a co

eviterei la ripetizione del "già" -> "già non ne posso più (...) ti ho già detto". Eliminerei il primo.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

«Questa cazzo di lavastoviglie è decrepita come quella rompi balle di tua madre Albert!»

questo fa un sacco ridere. Cioè, mi immagino usarla in un vero litigio, ahahaha

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

Giuro che ti lascio nella merda Albert, se i piatti rimangono sporchi sono cazzi tuoi, li lavi tu!»

Mi piace come dia importanza a una cosa oggettivamente futile. La minaccia di lasciare che sia lui i piatti, insomma, non è proprio una cosa da far impallidire! Ma funziona

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

« Linda...lo sai perché la lavastoviglie perde?» accennò un sorriso isterico, il labbro inferiore gli tremava «Perché tu non la sai usare!» tuonò all'improvviso alzandosi di scatto.

Appunto formale: la punteggiatura. Credo che dovresti utilizzare o un punto, o una virgola, dopo i dialoghi. Ho preso questo spezzone come esempio, ma lo fai un po' dappertutto :)

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

qualsiasi cosa le capitasse sotto tiro

Non è sbagliato, ma non so perché mi suona meglio "le capitasse a tiro" :)

 

Nel complesso, un racconto basato sui dialoghi, sugli scambi/schermaglie di questa coppia che, per pura convenienza, non è scoppiata, ma ha tirato avanti. Con le conseguenze che, ora, sono sotto gli occhi di tutti ehehe.

Se posso chiederti, da che autore hai preso ispirazione?


Ciao!

 

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Buongiorno.

Il tuo è un racconto basato sul dialogo, fluido e facile da comprendere, nel complesso mi è piaciuto.

Hai inserito parole colorite, anche io ne uso nei miei racconti, qui, in alcuni casi però stridono con i personaggi per come tu li hai inquadratati.

Attribuisci dei nomi stranieri che cozzano con le parolacce da basso fondo che escono loro dalla bocca. Signor Albert Smith:

mi immagino un uomo distinto, un borghese di sessant'anni. Le parole da te usate sono più per un litigio per giovani coppie.

Ovviamenete è una mia opinione.

Lei si lamenta che il marito non è mai in casa. Ma se non lo sopporta? Dovrebbe essere contenta di non vederselo in giro.

Lui prova per lei solo affetto e tenerezza: ma come? La riempie di insulti! l'affetto e la tenerezza io lo vedo solo

nell' ultima parte del racconto quando i due scoprono le carte in tavola.

Entrambi si sostengono nella rassegnazione. Non è mai troppo tardi per ricominciare. Figli grandi, genitori forse morti.

Perchè non riprendersi la proria vita con l'accordo dell'altro? Qui l'affetto e la tenerezza ce lo vedo bene.

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

« Ecco, te l'avevo detto!» urlò Linda dalla cucina.

Toglierei Ecco. Dopo l'esclamativo lettera maiuscola.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

Smith si diresse in cucina a passo lento,

Il marito. Perchè chiamarlo con il cognome solamente.

 

Il 23/9/2018 alle 13:45, ohohboh ha detto:

poi prese a lanciare altri piatti, bicchieri e qualsiasi cosa le capitasse sotto tiro.

Toglierei l'elenco delle cose lanciate, solo " qualsiasi cosa le capitasse sotto tiro" basta.

La punteggiatura non è il mio pezzo forte. Ho scoperto da poco che è meglio non utilizzare tante virgole.

Un consiglio che potremmo seguire insieme. Anche gli eccessi di informazioni non sono graditi. Meglio frasi scarne e dirette.

Si chiama officina. Siamo qui per migliorare. Io per prima.

Ciao. :)

 

 

 

 

 

 

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Ti hanno già commentato in molti aggiungo solo una cosa. Il racconto mi è piaciuto nel complesso però, come hanno detto, una lunghezza superiore non avrebbe guastato perché si crea un effetto "treno che corre verso la fine" che a me non è piaciuto. Certo il racconto è veloce di per sé però sarebbe stato meglio dare un introduzione più lunga. Altro che voglio sottolineare è che, forse, i dialoghi esprimono troppo facilmente quello che i protagonisti provano e l'ho trovato un po' troppo artificiale. 

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