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Serena79

Alferj e Prestia

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Descrizione: L'Agenzia offre un servizio di lettura e valutazione professionale. Entro 60 giorni dall’invio del manoscritto l’Autore riceve una scheda dettagliata con un giudizio letterario ed editoriale, consigli di editing sugli aspetti generali dell’Opera e la valutazione di un possibile inserimento nel mercato.

Costi (se presenti nel sito): 300+iva entro 200 cartelle. 400+iva dalle 200 alle 400 cartelle

Sito web: http://alferjeprestia.com/

Facebook: https://www.facebook.com/alferjeprestia/
Esperienza personale (se esistente):

 

Qualcuno conosce questa agenzia letteraria?

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È l'agenzia di Camilleri e Manzini, per citarne due a caso :D 

Credo la si conosca tutti. Forse vuoi sapere se qualcuno tra noi poveri mortali ha avuto contatti con loro o, ancor meglio, un'esperienza diretta. Sono curiosa anche io di sapere come si rapportano con gli aspiranti queste grandi realtà. I costi di lettura mi sembrano ragionevoli e in linea con altre agenzie, anche meno note.

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Questa la risposta a mia email:

 

Il nostro servizio è attivo, non ha periodi di sospensione e di norma le nostre schede hanno una lunghezza di circa 2-3 pagine.

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10 ore fa, stekko ha detto:

Questa la risposta a mia email:

 

Il nostro servizio è attivo, non ha periodi di sospensione e di norma le nostre schede hanno una lunghezza di circa 2-3 pagine.

400/500 euro per  due o tre pagine sono troppi. Togli la premessa e i riferimenti, che ti resta di utile?

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Volevo qualche indicazione sulla profesisonalità, sì. Sul sito non ho trovato indirizzi di sedi, ma molti nomi noti tra i loro scrittori. Più che altro ho mi sembrano 'multigenere' come clientela, ho sbirciato tra i titoli e mi pare di aver visto contenuti e case editrici diverse.

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dicono che se poi ti prendono  nella loro… scuderia, "Nel caso in cui venga proposto all’Autore un contratto di rappresentanza i costi di questo servizio iniziale (cioè la lettura inediti) saranno offerti dall’Agenzia."

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2 ore fa, fidi ha detto:

dicono che se poi ti prendono  nella loro… scuderia, "Nel caso in cui venga proposto all’Autore un contratto di rappresentanza i costi di questo servizio iniziale (cioè la lettura inediti) saranno offerti dall’Agenzia."

Magari mi arruolassero nella loro scuderia!!!!!

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Questa è la risposta che hanno dato a me:

 

Gentile Xxx, 

la ringrazio per essersi rivolta alla nostra Agenzia e le confermo la ricezione dei materiali. Leggeremo con attenzione la sua opera e riceverà quanto prima la scheda di valutazione.

Un cordiale saluto,

 

Xxx Xxx

 

Incrociate le ditine per me! <3

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Ciao a tutti! Qualcuno ha notizie recenti su questa agenzia? O qualche informazione su come siano le loro schede di lettura? Sarei interessata a farne una ma vorrei prima qualche opinione da chi ci è già passato.

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@McInerney Non è una notizia di prima mano, la scheda non è mia, ma so che di recente un conoscente (rima involontaria, scusate) ne ha ricevuta una che non ho letto ma era di 9 pagine. Sulla scheda credo possa essere utile, del resto non cosa poco, ma sull'eventuale rappresentanza per me non prendono proprio nessuno.

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Ciao @Bambola! Sì, la rappresentanza anche secondo me è davvero ardua, anche se sotto sotto ci si spera sempre. Per la scheda cercavo appunto qualche riscontro su quelle che fanno loro proprio perché non costa poco e sto valutando anche altre agenzie, meno care ma comunque affermate, insomma quelle in cui dai libri pubblicati risulta palese che abbiano i contatti con i grandi editori. Grazie per l'informazione su di loro, la terrò presente.

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Io ho inviato un mio manoscritto ad Alferj e Prestia per una valutazione (pagando quasi 500 euro IVA compresa) e ho ricevuto la scheda di valutazione dopo 3 mesi, c'era agosto di mezzo ma loro mi avevano risposto che l'avrebbero inviata a settembre quando invece è arrivata l'8 ottobre. 

La scheda di valutazione che ho ricevuto, di nove pagine, riguarda il profilo del testo, l’analisi formale e quella contenutistica; ognuna delle tre sezioni inizia con un cappello che contiene un giudizio molto lusinghiero per poi cambiare registro e passare all’elencazione delle criticità, come se ci fosse un dialogo fra due anime, o una valutazione a più mani in cui quella critica è frettolosa, ridondante, distruttiva e volta a dimostrare i motivi del rifiuto dell’opera.

Mi ha stupito il fatto che il tono della scheda fosse quello della reiterata giustificazione di una bocciatura, soprattutto perché io non avevo partecipato a una selezione ma avevo pagato  per “una scheda dettagliata con un giudizio letterario ed editoriale, consigli di editing sugli aspetti generali dell’Opera e la valutazione di un possibile inserimento nel mercato”. Nel contratto che ho firmato si parlava infatti di “valutazione di un possibile inserimento nel mercato” come di una delle componenti della scheda mentre nella relazione che ho ricevuto, questo punto risultava il discrimine che orientava l’intera valutazione, accennando poi a “le Case editrici” (non so perché Case era scritto maiuscolo) come un’entità unica nella quale si sta dentro o si sta fuori; senza considerare che, oltre alle prestigiose case editrici da loro trattate (a cui tutti, me compresa, aspirano) ogni scrittore potrebbe autonomamente valutare, come piano B, piccole case editrici italiane o straniere.

Ogni criticità veniva descritta come elemento irrimediabile, piuttosto che trasformarla in consiglio per un futuro editing, come se l'intento fosse quello di demolirmi e indurmi a lasciar perdere. In questo modo la valutazione non mi è stata d'aiuto e penso anche che vada contro l'intento dell'agenzia letteraria, che dovrebbe servire da supporto agli aspiranti scrittori, considerando che nel mercato italiano sono quelli che costituiscono una fetta della loro committenza. Non discuto le criticità rilevate, alcune le trasformerò in consigli, altre non le condivido e non le considererò; quello che discuto è il tono, perché è talmente distruttivo da risultare poco credibile. Fra tutte le critiche contenute nella scheda non riesco infatti a capire quali siano quelle sincere e quali quelle mosse dalla necessità di giustificare il rifiuto di un’opera che nel suo impianto viene da loro giudicata buona.

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1 ora fa, Santelia ha scritto:

Io ho inviato un mio manoscritto ad Alferj e Prestia per una valutazione (pagando quasi 500 euro IVA compresa) e ho ricevuto la scheda di valutazione dopo 3 mesi, c'era agosto di mezzo ma loro mi avevano risposto che l'avrebbero inviata a settembre quando invece è arrivata l'8 ottobre. 

La scheda di valutazione che ho ricevuto, di nove pagine, riguarda il profilo del testo, l’analisi formale e quella contenutistica; ognuna delle tre sezioni inizia con un cappello che contiene un giudizio molto lusinghiero per poi cambiare registro e passare all’elencazione delle criticità, come se ci fosse un dialogo fra due anime, o una valutazione a più mani in cui quella critica è frettolosa, ridondante, distruttiva e volta a dimostrare i motivi del rifiuto dell’opera.

Mi ha stupito il fatto che il tono della scheda fosse quello della reiterata giustificazione di una bocciatura, soprattutto perché io non avevo partecipato a una selezione ma avevo pagato  per “una scheda dettagliata con un giudizio letterario ed editoriale, consigli di editing sugli aspetti generali dell’Opera e la valutazione di un possibile inserimento nel mercato”. Nel contratto che ho firmato si parlava infatti di “valutazione di un possibile inserimento nel mercato” come di una delle componenti della scheda mentre nella relazione che ho ricevuto, questo punto risultava il discrimine che orientava l’intera valutazione, accennando poi a “le Case editrici” (non so perché Case era scritto maiuscolo) come un’entità unica nella quale si sta dentro o si sta fuori; senza considerare che, oltre alle prestigiose case editrici da loro trattate (a cui tutti, me compresa, aspirano) ogni scrittore potrebbe autonomamente valutare, come piano B, piccole case editrici italiane o straniere.

Ogni criticità veniva descritta come elemento irrimediabile, piuttosto che trasformarla in consiglio per un futuro editing, come se l'intento fosse quello di demolirmi e indurmi a lasciar perdere. In questo modo la valutazione non mi è stata d'aiuto e penso anche che vada contro l'intento dell'agenzia letteraria, che dovrebbe servire da supporto agli aspiranti scrittori, considerando che nel mercato italiano sono quelli che costituiscono una fetta della loro committenza. Non discuto le criticità rilevate, alcune le trasformerò in consigli, altre non le condivido e non le considererò; quello che discuto è il tono, perché è talmente distruttivo da risultare poco credibile. Fra tutte le critiche contenute nella scheda non riesco infatti a capire quali siano quelle sincere e quali quelle mosse dalla necessità di giustificare il rifiuto di un’opera che nel suo impianto viene da loro giudicata buona.

Purtroppo siamoa alle solite coi nomi più blasonati, conosco gente che ha avuto lo stesso risultato, criticare in senso negativo molto è la stampella su cui poggia la giustificazione del rifiuto.

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