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Gioia92

L’amore a natale - Prologo

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Mentre finisco di scrivere il capitolo 8 della mia storia ve ne propongo un'altra.

PROLOGO

Il distacco da una persona è sempre doloroso, io lo so bene.

Ormai sono passati 5 mesi da quando non lo vedo più e mi manca. Ogni sera, andando a letto, rivivo quel momento che non augurerei a nessuno e ogni mattina è difficile fare come se niente fosse. Nessuno si preoccupa di quanto io soffra realmente.
È Stato un bene che se ne sia andato: queste semplici parole non vogliono andar via dalla mia testa.
Se non fosse stato per i miei genitori, lui sarebbe ancora qui con me.
Come ogni mattina da quel famoso giorno, dopo aver fatto colazione mi rinchiudo in bagno e rimetto tutto quello che ho mangiato.
Si, esatto, avete indovinato, sono bulimica. Non sono grassa, è solo che il mio corpo ormai è abituato a rigurgitare tutto a ogni pasto, e io non faccio niente per smettere.
L'unica persona che mi aiutava in tutto questo è andata via per sempre.
Scusate, vi sto raccontando la mia storia e non sapete neanche il mio nome, mi presento, sono Arabella, ma per gli amici sono Ari. Ho vent'anni e sono bulimica.
Il ragazzo di cui ho parlato si chiama Francesco, per gli amici Checco. Ha ventidue anni ed è il mio ragazzo, o per meglio dire era il mio ragazzo.

Questa è la mia storia.

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@Kuno pensavo di aver messo il Prologo nella sezione giusto cioè racconti a capitoli :( Grazie mille, non avevo fatto caso che era la sezione sbagliata 

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Ciao, il commento che lascio è frutto di pareri personali e spero possa risultarti costruttivo. 

Per quanto riguarda lo stile di scrittura, lo trovo telegrafico e frammentario, per niente armonioso.

Riguardo al personaggio invece, trovo il suo nome, Arabella, originale e mi piace molto. Purtroppo il vittimismo di cui si fa veste me la rende antipatica già dal prologo, ma c'è da dire che è perfettamente coerente con il personaggio e sopratutto con il suo disturbo. Essendo questo solo il prologo ovviamente ancora non posso dare particolari giudizi sulla trama, seguo in attesa dei capitoli successivi. Cheers!  @Gioia92

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@Gioia92

Ciao,

 

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

Ogni sera, andando a letto, rivivo quel momento che non augurerei a nessuno e ogni mattina è difficile fare come se niente fosse.

 

Ci vorrebbe un po' di punteggiatura, qua sopra, secondo me...

 

Magari così?

 

Ogni sera, andando a letto, rivivo quel momento, che non augurerei a nessuno; ogni mattina è difficile fare come se niente fosse.

 

Aspetta, che ne dici di questo qui sotto?

 

Ogni sera, andando a letto, rivivo quel momento che non augurerei a nessuno; ogni mattina, alzandomi, è difficile fare come se niente fosse.

 

Non so, la frase riscritta in questo modo mi "suona" bene, forse perché è simmetrica, con due parti che si rispecchiano sia nelle pause che nei contenuti.

 

Anche altri punti, nel testo, avrebbero potuto beneficiare, di un po' di punteggiatura in più.

 

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

Ormai sono passati 5 mesi

 

Quel "5" scritto in cifra mi dà proprio fastidio, non mi piace. Scrivilo in lettere, è meglio.

 

Il problema, principalmente, è che c'è ben poco che faccia sentire i personaggi "veri". Non ci sono dettagli, solo una scarno elenco di problemi, a mò di riassunto: lei è bulimica, il ragazzo l'aiutava, ora se n'è andato. Raccontaci qualcosa di più di questa ragazza: per esempio chi sono le persone accanto a lei, di che colore è la coperta del letto nel quale si infila, che cosa mangia a colazione... Un hobby, il film preferito, cosa c'è sul suo comodino, qualcosa! 

 

Il nome "Arabella", così inusuale, non mi aiuta affatto a sentire la protagonista vera. Personalmente mi sarei sentito più vicino a una Anna, una Michela, una Gioia ( ;) ). Arabella detta Ari mi sa tanto di nome "da protagonista di libro", ma ammetto che possa essere solo una questione di gusti personali!

 

Due punti mi hanno confuso, proprio dal punto di vista della logica:

 

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

È Stato un bene che se ne sia andato: queste semplici parole non vogliono andar via dalla mia testa.

 

(A parte la maiuscola di troppo in Stato) non capisco perché queste parole non dovrebbero andarsene dalla testa della protagonista, considerando che per tutto il resto del racconto non fa altro che parlare di quanto sia triste, e soffra, per la partenza dell'amato.

 

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

Come ogni mattina da quel famoso giorno, dopo aver fatto colazione mi rinchiudo in bagno e rimetto tutto quello che ho mangiato.

 

Quindi ha iniziato a rigurgitare solo dopo essere stata lasciata dal ragazzo? O lo faceva già prima? La frase che c'è più avanti "solo lui mi aiutava in tutto questo" (o simile) mi fa pensare che lei fosse già bulimica... La cosa andrebbe spiegata meglio.

 

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

Il ragazzo di cui ho parlato si chiama Francesco, per gli amici Checco. Ha ventidue anni ed è il mio ragazzo, o per meglio dire era il mio ragazzo.

Tripla ripetizione di "ragazzo", dà un po' fastidio.

 

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

Nessuno si preoccupa di quanto io soffra realmente.

Questo, buttato lì così, mi sa tanto di "sfogo di adolescente viziata". Bisognerebbe articolare, spiegare... Chi dovrebbe preoccuparsi di quanto lei soffre? Papà e mamma? Spiegalo. Cosa fanno di sbagliato? Come si comportano?


Onestamente, come prologo mi ha preso pochino, l'ho trovato troppo scarno e generico, più uno sfogo da diario del cuore che un racconto, o il prologo di un racconto. Ma vabbé, forse era l'effetto che cercavi... Per giudicare, meglio aspettare quello che arriva dopo :).

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Ciao @gmela grazie per aver letto il Prologo sinceramente questo racconto è stato già revisionato da delle persone molto competenti e sono state loro a farmi togliere la punteggiatura di troppo :grat:non posso scrivere tutto in un prologo perché altrimenti non avrebbe senso continuare il libro quindi mi sono soffermata solo per raccontare ciò che accadrà nella storia. Riuscendoci? Non lo so

Il 16/9/2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

Come ogni mattina da quel famoso giorno, dopo aver fatto colazione mi rinchiudo in bagno e rimetto tutto quello che ho mangiato.
Si, esatto, avete indovinato, sono bulimica. Non sono grassa, è solo che il mio corpo ormai è abituato a rigurgitare tutto a ogni pasto, e io non faccio niente per smettere.
L'unica persona che mi aiutava in tutto questo è andata via per sempre.

Qui si nota bene che lei lo faceva anche prima di incontrare il suo ragazzo. Forse è spiegato male? Non saprei lo revisionerò di nuovo ;)

Il nome Arabella a me piace perché è un nome che quasi ( ma si potrebbe togliere anche il quasi)  nessuno usa nelle storie, anzi quasi tutti usano i soliti nomi. La maiuscola in Stato è un mio errore perché è scritto corretto nel testo che ho io e qui invece ho sbagliato.

Lei non è viziata anzi tutto il contrario ma questo lo scoprirai proseguendo nella lettura della storia. :) 

 

 

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Ciao, ho letto il prologo (successivamente darò pareri più dettagliati leggendo le parti successive xD )

Da quel poco che ho potuto leggere potrebbe essere una storia interessante.

Dico potrebbe perchè, anche se è solo un prologo avresti potuto dare almeno qualche descrizione in più (senza esagerare, altrimenti che prologo è? xD ) sui personaggi, sull'ambientazione, di che cosa tratta la storia e via discorrendo, in altre parole è a mio parere fin troppo scarno anche per essere un comune prologo.

Il personaggio di Arabella (parlo per gusti personali) è a mio avviso un personaggio disprezzabile, una persona che ha sofferto ma che invece di cambiare le cose passa il suo tempo a piangersi addosso senza cercare di cambiare le cose. Confido che ci sia un evoluzione del personaggio nelle parti successive.

Il contenuto, come dicevo sopra è piuttosto scarno le cui descrizione lasciano praticamente tutto all'interpretazione dei lettori che non hanno nemmeno una base per immaginare la scena descritta dalla storia; tuttavia il testo è molto chiaro e fa immedesimare il lettore nella vicenda (poco) descritta, in particolare dalle emozioni che prova Arabella.

Trovo inoltre che ci sono pochissimi errori di punteggiatura e quei pochi penso siano dovuti a una banalissima mancanza di revisione che, per carità, può succedere a tutti, ma non posso dire lo stesso della struttura del racconto che go trovato monotono e poco fluido.

Non so se è un racconto che hai scritto qui amatorialmente o è un romanzo che vuoi pubblicare o hai già pubblicato, ma sinceramente non è un libro che comprerei leggendo quest'incipit.

Spero di cambiare idea leggendo il proseguo della storia... xD

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@nico.adiletta grazie per essere passata. Il prologo è già uscito in una raccolta di racconti molte persone che l' hanno letto mi hanno suggerito di partire da qui e ampliare la storia ed è quello che sto facendo. La revisione l'hanno fatto un gruppo di persone competenti essendo che la raccolta di racconti è uscita con la YouCanPrint, ci sta che quando me l'hanno inviato per l'approvazione io non abbia notato queste cose. Nel prologo non mi piace dire molte cose anzi mi piace dire l'essenziale così il lettore possa proseguire nella lettura. Ci sarà da riguardarlo? Certamente ma, non cambierei molto di ciò che ho scritto aggiungerei solo  qualcosa di ciò che mi avete suggerito ma, la base è questa.

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Ovvio. Da scrittore concordo con te che se noi stessimo a dare retta a tutte le critiche che ci fanno praticamente nessuno dei nostri lavori andrebbe mai bene (chi la vuole cotta e chi la vuole cruda!).

No, assolutamente non voglio che pensi che ti sto imponendo di cambiare il tuo operato. Semplicemente io ho dato un umile parere che tra l'altro, ho specificato, che è quasi irrilevante dal momento che da un prologo non si può dare grandi giudizi.

Ti lascio immaginare quante me ne hanno dette a me su vari forum riguardo al mio libro!

La critica costruttiva va bene, ma quelli seriamente giudicavano letteralmente 'un libro dalla copertina'!

Senza leggerlo, osservando solo la copertina e la sinossi, hanno insultato il mio (modesto) lavoro manco l'avesero letto miliardi di volte!

Quindi tranquilla, non mi permetto di dirti di cambiare totalmente la tua storia.

Da scrittore capisco perfettamente che è una grande offesa a te, alla tua opera e alla cultura in generale.

Leggerò volentieri il proseguo sperando di ricredermi su quanto detto qui ;)

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@nico.adilettascusami tanto, ho sbagliato 😅😅 comunque tranquillo non mi sento offesa altrimenti non mi sarei mai esposta qui, lo so che c'è da ampliare il prologo ma quando lo mi venne in mente così perché era il succo della storia, per ora continuerò a scrivere e quando avrò finito vedrò se ampliare il prologo mettendo qualcosina in più 😊

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Ciao.

 

Essendo un prologo, non si può, ovviamente, azzardare un giudizio esaustivo, quindi mi limiterò a quanto letto.

 

Immagino la sofferenza della protagonista, e quindi ipotizzo già in quale maniera possa svilupparsi la storia.

Non offenderti se mi permetto di dirti che il linguaggio utilizzato non mi entusiasma moltissimo... Mi fa pensare ad un'adolescente che apre un diario e scrive i suoi pensieri (tristi) senza preoccuparsi molto dello stile di esso. E troppo veloce.

Il ‎16‎/‎09‎/‎2018 alle 16:05, Gioia92 ha detto:

È Stato un bene che se ne sia andato: queste semplici parole non vogliono andar via dalla mia testa.

Nel farti notare l'errore di aver scritto "stato" con la lettera maiuscola, ti chiedo: le parole di cui la protagonista dice non voler andar via dalla sua testa, le sono state inculcate da qualcuno? Perché se non fosse così, non troverebbero molto senso...

 

Se direzionato in un certo senso, il valore del tuo racconto può certamente migliorare. ;)

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@Mauro86 Ciao, grazie per essere passato e grazie per avermi detto dell'errore proprio non l'avevo visto quando l'ho pubblicato :(

 È stato un bene che se ne sia andato: queste semplici parole non vogliono andar via dalla mia testa.
Se non fosse stato per i miei genitori, lui sarebbe ancora qui con me.

 

Sono stati i genitori ha dirgli quelle parole :) 

Si lo devo migliorare e lo sto facendo :D

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