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Yattaman

Sono tutelata quando invio un manoscritto ad una casa editrice?

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Qui sul forum continuo a leggere di persone che hanno paura che il frutto delle proprie fatiche letterarie venga loro sottratto impunemente e pubblicato sotto falso nome da terribili case editrici vampire...

beh, riflettete un attimo:

  1. per quale ragione un editore dovrebbe prendere il manoscritto che gli avete inviato, consegnarlo a un ghostwriter che, ovviamente dietro compenso, lo editi, lo corregga e glielo riconsegni per essere pubblicato sotto falso nome? Non è più semplice lasciar fare tutto questo lavoro a voi gratuitamente?
  2. perché un editore dovrebbe rischiare, se non problemi legali, la sua reputazione rubando manoscritti a destra e sinistra quando è pieno di roba che gli arriva spontaneamente?
  3. Perché un editore dovrebbe privarsi della promozione fatta gratuitamente dall'autore e delle copie acquistate da amici e parenti pubblicando sotto un nome finto la vostra opera?
  4. Un autore prende, se va bene, il 10% del prezzo di copertina di diritti, pensate che rischiare una causa e la reputazione rubando il manoscritto valga davvero la candela?

Ultima considerazione: il rapporto tra autore ed editore dovrebbe essere regolato, oltre cha da un contratto, dalla correttezza e dalla buona fede, se l'autore inizia tale rapporto presumendo che l'autore sia lì per fregarlo, forse vale la pena riconsiderare la cosa e magari autopubblicarsi o, per essere ancora più sicuri, tenere il manoscritto ben al sicuro in un hard disk offline. 

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Concordo. All'inizio anch'io avevo questa paura, poi parlando e confrontandomi, ho capito che è meglio stare tranquilli e concentrarsi sul migliorare.

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Non posso che sposare la tesi di @Yattaman - basata non sul concetto che gli editori siano angeli scesi in terra per beneficiare noi poveri esordienti/emergenti o quello che è - ma su pratiche considerazioni dettate dal buon senso.

Si trattasse di un manoscritto inedito rubato a Eco, Dan Brown o la Rowlings potrei anche capire, ma teniamo sempre presente il nostro valore e le nostre potenzialità...

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Concordo. All'inizio anch'io avevo questa paura, poi parlando e confrontandomi, ho capito che è meglio stare tranquilli e concentrarsi sul migliorare.

Credo sia un'ottima scelta, Simone.

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Si trattasse di un manoscritto inedito rubato a Eco, Dan Brown o la Rowlings potrei anche capire, ma teniamo sempre presente il nostro valore e le nostre potenzialità...

forse è meglio l'opposto: rubare un manoscritto a uno sconosciuto e dire che l'ha scritto Dan Brown... :D

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Si trattasse di un manoscritto inedito rubato a Eco, Dan Brown o la Rowlings potrei anche capire, ma teniamo sempre presente il nostro valore e le nostre potenzialità...

forse è meglio l'opposto: rubare un manoscritto a uno sconosciuto e dire che l'ha scritto Dan Brown... :D

 

:asd:  :asd:

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Sono totalmente d'accordo con voi.

Ma penso anche che la "paura" ingiustificata degli esordienti o aspiranti tali sia anche che il proprio lavoro venga "rubato" da altri esordienti e non dalle Case Editrici.

Pensandoci bene, però, ogni scrittore esordiente, di solito, si sente molto sicuro di quello che scrive (troppo, oserei dire) e non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di usare scritti altrui per sé.

L'unica giustificazione sarebbe quella di "ho avuto una bellissima idea, originale e scritta decentemente, col c***o che la rendo pubblica!".

Anche qui ci sarebbe da discutere sulla cosa, sempre per le ragioni esposte da Yatta e quelle appena suddette.

 

Insomma, come vedete non ci sono scuse... smettete di farvi pippe mentali!

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Visto il pressapochismo di alcuni editori, secondo me dovrebbe essere loro a preoccuparsi che noi gli si rubi il mestiere!
A volte lo fanno così male che riesce difficile immaginare di poterlo fare peggio :asd:  

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Visto il pressapochismo di alcuni editori, secondo me dovrebbe essere loro a preoccuparsi che noi gli si rubi il mestiere!

A volte lo fanno così male che riesce difficile immaginare di poterlo fare peggio :asd:  

:thumbup:

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Io sono totalmente d'accordo con le vostre razionali e logiche spiegazioni; ma quando la mente di qualcuno sa essere logica e razionale quando si tratta di qualcosa a cui tiene così tanto?

Parlo per me, ho sempre avuto questo timore. Prima di mandare il manoscritto alle case editrici, ho fatto il famoso trucchetto di spedirmi da sola i primi dieci capitoli, busta che ancora conservo gelosamente sigillata.

 

E poi a volte si parla anche di racconti e poesia pubblicate su forum, blog e siti internet personali. Mi ricordo che una volta l'utente Amanda Melling (ora credo che non sia più iscritta), aveva detto in tag che un saggio le era stato rubato e messo in un post su Facebook, e il ladro l'ha spacciato per proprio.

Io non temo tanto l'azione di una casa editrice che può portar via un intero romanzo, perchè condivido pienamente le vostre argomentazioni, quanto altri utenti che si appropriano di racconti e poesie pubblicate su siti minori e poi spacciati per propri nel grande calderone di internet.

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Cara Fade, stare appresso al calderone internet credo richieda il totale annullamento della propria vita. Meglio non pubblicare le proprie cose sui social...

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Ma infatti. Penso che mettere una cosa su internet sia come buttare un sasso nell'oceano. Non sai se lo ritroverai, e se qualcuno te lo prenderà e lo sposterà da un'altra parte mica puoi passare la vita sott'acqua a cercarlo...

Comunque anche quello che pubblichiamo qui sul forum può essere a rischio, per dire. L'argomento plagio è un tema scottante su cui si è discusso a lungo nell'apposita sezione, se non ricordo male...

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Oddio... i miei mega racconti postati qui possono essere rubati? allora dovrò scrive solo fetecchie... questo è un punto interessante, WD dovrebbe tutelare il lavoro di tutti qui. Lo fa già? sta cosa mi manca...

Se volessi utilizzare uno o più racconti postati per un progetto editoriale, in effetti potrebbe essere un problema. Anche perché girano alcuni fake tra di noi...

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@simone volponi ti cito il regolamento: 

4.1. Ogni testo e ogni materiale pubblicato in questo forum è protetto da Licenza Creative Commons by-nc-nd (Attribuzione – Non commerciale – No opere derivate) e appartiene ai rispettivi autori. È pertanto consentita la ridistribuzione senza scopo di lucro del materiale presente, citando chiaramente l’autore e la fonte.

 

e:

4.1.1. Ogni violazione di suddetta licenza verrà punita con il ban e con querela presso la Polizia Postale.

 

Più di questo non possiamo fare. :)

 

Comunque anch'io mi trovo d'accordo con Yattaman.  :flower:

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Be', la capacità di scrivere nessuno può portartela via  :)

Le idee sì :)

 

@Black mi sento più tutelato (cavolo, non ricordo tutti i passi del regolamento... che clandestino sono :D). Fade riaccende le mie paranoie da esordiente ancora da esordire :P

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Be', la capacità di scrivere nessuno può portartela via  :)

Le idee sì :)

 

Forse un'idea, non la capacità di avere idee (che è parte della capacità di scrivere)  ;)

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Vi dirò, io non sono gelosa delle mie cose e neanche dei miei scritti.

Se pubblico qualcosa su internet, che sia un blog, FB o WD accetto “il rischio” che qualcuno se ne appropri anche solo in parte.

Se mai succederà, cercherò di essere fiera di me per aver scritto qualcosa di così ben scritto, interessante, accattivante o talmente esauriente da aver attirato l’attenzione.

Come dice Wyjkz potranno rubarmi qualche parola, qualche frase, non possono andare oltre.

L’idea poi che un editore rubi il mio intero “capolavoro”... ma quando mai è successo?

(Ultime parole famose)  :asd:

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Vi dirò, io non sono gelosa delle mie cose e neanche dei miei scritti.

Se pubblico qualcosa su internet, che sia un blog, FB o WD accetto “il rischio” che qualcuno se ne appropri anche solo in parte.

Se mai succederà, cercherò di essere fiera di me per aver scritto qualcosa di così ben scritto, interessante, accattivante o talmente esauriente da aver attirato l’attenzione.

Come dice Wyjkz potranno rubarmi qualche parola, qualche frase, non possono andare oltre.

L’idea poi che un editore rubi il mio intero “capolavoro”... ma quando mai è successo?

(Ultime parole famose)  :asd:

Un editore magari no, ma uno staffer ladro...

 

ladro.jpg

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Il terrore di essere plagiati circolava una  volta, e con ragioni ben più concrete, nel mondo della musica, dove tutti, ma proprio tutti, autorucoli e autoroni, vivevano l'ansia che qualcuno gli rubasse la loro bella canzoncina, per spacciarla come propria. Ma lì, bisogna dirlo, questo terrore aveva una sua giustificazione, perché di casi del genere, almeno fino agli anni '60, ne erano accaduti parecchi e alcuni anche piuttosto clamorosi; cosa che invece, in ambito letterario, mi risulta essersi verificata assai raramente, per non dire quasi mai. 

Ho usato l'imperfetto ("circolava"), perché oggi quel terrore è pressoché sparito.

Il motivo è molto semplice: i soldi non si fanno più con i diritti d'autore di una canzone, visto che nessuno compra più dischi o cd, ma con i concerti. Quindi, più che il brano è diventato importante il personaggio da buttare sul palco, che deve saper radunare folle oceaniche, oppure marine, o al limite lacustri... Che poi sappia anche cantare e suonare, il fatto è davvero relativo, specie in Italia, visto i guitti sottoculturali che da noi si esibiscono sotto i riflettori.
Tornando alla letteratura, dove il diritto d'autore arranca, ma ancora regge, io vi chiedo: ma davvero pensate che un editore vi porterebbe via una singola opera, con la speranza di guadagnarci solo pochi eurini? Su, ragazzi, siamo seri! Se avete scritto qualcosa di veramente valido, ma siete comunque dei signor nessuno, come è già stato fatto notare da chi mi ha preceduto, la casa editrice non si priverà della fetta di vendita che gli arriverebbe dai vostri amici e conoscenti, né della promozione che voi farete al vostro libro.
E se poi siete davvero dei geni, in grado di partorire sublimi capolavori, perché mai chi possiede la gallina dalle uova d'oro dovrebbe accontentarsi solo del primo uovo, rinunciando agli altri perché ha fatto incazzare la gallina?
E se, ora concludo, ciò che vi preoccupa è solo il furto della vostra idea, visto che, come giustamente detto da @wyjkz31, la capacità di scrivere nessuno ve la porterà mai via... Beh, che dirvi? Se ancora credete che in letteratura una storia sia più importante della maniera in cui la raccontate, forse siete nel posto sbagliato.

Modificato da Alexmusic

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Il mio libro è stato pubblicato ed era scritto in uno stile narrativo molto particolare.

Un mese e mezzo dopo la pubblicazione (ma io l'ho scoperto solo un annetto dopo), proprio qui sul forum WD un utente ha aperto una discussione in cui chiedeva consigli per scrivere un libro in quello stesso stile particolare che avevo usato io. Persino la trama, a cui accennava, ricalcava quella del mio romanzo! : Eeek :

 

Le stesse idee possono venire in mente a qualcun altro, le coincidenze esistono di sicuro e non tutto è plagio. Dubito che tale utente abbia aperto una discussione qui per chiedere consiglio su come plagiare uno stile e una storia già pubblicata (però avevo partecipato al concorso Ioscrittore prima della pubblicazione, se avesse preso spunto dal mio incipit lì?).

 

Io sono fra coloro che, se trovano un'idea, hanno paura di essere copiati. Parlo dell'idea, della chiave di volta che rende il romanzo particolare, non del testo in sé.

Agli editori comunque do piena fiducia. Non mi ero mai posta il problema con loro.

Nei confronti del lettore anonimo e qualunque, invece, sì: per me il problema del plagio esiste.

 

Ammiro le persone che qui hanno così tante idee da scrivere addirittura in una discussione quelle superflue (peraltro idee notevoli che mi hanno lasciata con tanto d'occhi e mi hanno fatto sentire arida di creatività!).

Io idee ne ho poche e le poche che arrivano (visto che non copio) me le tengo strette. Mi piace scrivere romanzi e non racconti, dedicarmi a ciascuno di essi con lungo lavoro certosino che dura anche anni. Sarà per questo che il plagio mi fa paura: mi ruberebbero un lungo pezzo di vita!

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@Lucilla, l'idea è soltanto il cuore di una storia. Ciò che conta è il modo in cui essa viene scritta. Pensa al MI che organizziamo qui ogni due settimane: tutti gli utenti partono da uno stesso incipit, eppure ne risultano storie molto diverse fra loro, a volte persino opposte. Per questo non c'è motivo di aver paura che le proprie idee vengano rubate; anzi, se ciò accadesse sarebbe la prova che l'idea è davvero buona. :)

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Io sinceramente ho timore di non avere alcuna garanzia una volta che spedisco via file il mio lavoro.. ma al tempo stesso mi precludo delle opportunità in quanto alcune case editrici possono fornirmi un riscontro solo se leggono l'intera opera (un estratto, indice, introduzione, sinassi, o alcuni capitoli non sono stati sufficienti)

 

Ecco che forse ho trovato una soluzione:

prima di spedire la copia all'editore

- spedire a me stesso con raccomandata sigillata il cd dove ho memorizzato il file della mia opera con timbro postale che faccia fede per la data per dimostrare la paternità dell'autore

- inviare all'editore la copia via PEC (posta elettronica certificata)

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Così mi disse uno scrittore della Mondadori, sottolineando che sono inutili le precauzioni, perché l'editore cerca scrittori e non singole storie.

Io l'ho spedito via mail senza ricorrere a stratagemmi, se me lo rubano vi faccio sapere.

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3 minuti fa, simone volponi dice:

Così mi disse uno scrittore della Mondadori, sottolineando che sono inutili le precauzioni, perché l'editore cerca scrittori e non singole storie.

Su questo sono d'accordissimo. 

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