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Mauro86

Codardia

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CODARDIA

 

 

Ho un’immagine ricorrente,

Salda come roccia

Nella mia mente.

 

Di quell’uomo

Liggiù,

Che, poverino,

Gridò aiuto.

E di me

Quassù,

Che, barbino,

Rimasi muto.

 

Ed ora voi non la udite,

Ma io sì…

Quella voce

Opprimente

Che mi dice

Perdente.

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Ciao @Mauro86,

innanzitutto grazie per aver contribuito con un verso.

 

Detesto vedere una poesia senza un commento; la poesia non può e non deve essere ignorata, a prescindere dai gusti personali.

 

Veniamo a noi. Ho notato che prediligi la rima, io la uso molto raramente giacché la reputo un abbellimento estremamente difficile da usare alla perfezione. A tal proposito, avrei preferito una scelta di rime più complessa, abbellita anche da qualche rima interna e/o vari enjambement. Fammi sapere che ne pensi a riguardo. 

 

Nel complesso mi sembra di poter dividere la tua poesia in tre fasi le quali corrispondono perfettamente alle sue stanze.

 

Il 2/9/2018 alle 17:34, Mauro86 ha detto:

Ho un’immagine ricorrente,

Salda come roccia

Nella mia mente.

Preludio ovvero come inizia la scena o, ancora meglio, da cosa scaturisce l'emozione. La scelta del significante è molto semplice ma non semplicistica, rende l'idea e serve al suo scopo. La rima "participio presente" - mente la reputo un po' banale e scontata ma la strofa scorre e non si sente troppo un tono canzonato

 

Il 2/9/2018 alle 17:34, Mauro86 ha detto:

Di quell’uomo

Liggiù,

Che, poverino,

Gridò aiuto.

E di me

Quassù,

Che, barbino,

Rimasi muto.


Il fatto ovvero la descrizione (o spiegazione) dell'immagine. Questa strofa si divide, a sua volta, chiaramente in due ambienti. In basso l'uomo in difficoltà contrapposto al poeta in alto il quale, tuttavia non è indifferente per senso di superiorità (come potrebbe ingenuamente sembrare dalla scelta semantica) bensì per paralisi o, appunto, codardia. Qui le rime sono, a mio avviso, un po' più ricercate e si incastrano bene nella contrapposizione appena detta: "liggiù (io preferisco laggiù) - quassù", "poverino - barbino (prediligo meschino)", "aiuto - muto"; gli unici due versi privi di rima sono appunto "Di quell'uomo - E di me", anche qui si incastra nella contrapposizione. Mi piace quando c'è un ragionamento, una struttura, dietro un componimento.

 

Il 2/9/2018 alle 17:34, Mauro86 ha detto:

Ed ora voi non la udite,

Ma io sì…

Quella voce

Opprimente

Che mi dice
Perdente

Il continuum ovvero la persistenza. L'ultima stanza trasmette l'idea della persistenza dell'immagine. Il poeta non se ne libera: è il tormento. Qui le rime sono quasi assenti, l'unica vera e propria ("voce - dice" è un'assonanza atona) è "opprimente - perdente" la quale non mi fa impazzire proprio per la sua eccessiva semplicità (entrambe le parole sono participi presenti). Inoltre la "d" eufonica in "Ed" è sbagliata; si usa solamente se la parola che segue inizia anch'essa con "e". Nel complesso la strofa spiega ma in modo troppo semplicistico e in termini di significante e in termini di significato.

 

Valutando a tutto campo la tua poesia non posso dire che mi abbia colpito molto: le rime potevano essere curate meglio e anche la scelta dei vocaboli poteva, a mio avviso, essere più ricercata, quasi minuziosa. La seconda stanza sicuramente è quella che più mi ha colpito, principalmente tuttavia, per la sua struttura.

 

Spero, comunque, di rileggerti presto.

 

Un abbraccio

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Cara Arcadia, non è un'offesa, per me, il fatto che nessuno avesse commentato la mia poesia prima di te... Significa, semplicemente, che non è piaciuta. :D

 

Grazie per i tuoi commenti.

Sì, in effetti la parola "mente" può essere un po' banale, ma ecco il "guaio" del voler ricercare rime quasi ad ogni costo... Purtroppo, quando qualcosa di più "fine" non c'è, non si può inventare...

 

Interessante l'osservazione sulla "d" eufonica... Onestamente, pensavo che si potesse utilizzare con tutte le parole che iniziassero, anch'esse, con vocale. Mi dà maggiormente la sensazione di naturalezza.

 

Per concludere, l'ho capito da giorni che non è piaciuta, ma per me questa poesia significa quasi l'infinito, so io perché. E chissà che, un giorno, magari, non possa assumere un certo valore storico.

 

Grazie ancora. :)

 

 

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Ciao @Mauro86.

 

Io non credo affatto che poesie o racconti senza commenti significhino tout-court che non sono piaciuti.

Le ragioni sono molte e sarebbe interessante esaminarle una a una.

I brani vengono postati in continuazione e spesso si perdono letture che avevamo intravisto (ricordo infatti che ringraziai @AndC per una poesia di @Mathiel che mi era sfuggita).

 

Le tue poesie hanno un possente sostrato religioso: direi proprio di fede. Sono scritte utilizzando un lessico tra l'aulico e l'obsoleto e fanno largo uso di rime baciate. 

Io ritengo tutto ciò molto coraggioso e interessante e ho già avuto modo di scrivertelo.

Non posso negare che prediligo altri stili: ma i tuoi contenuti sono sempre stimolanti.

 

Offri a chi ti legge la parte più morbida e vulnerabile di te stesso, e lo fai con disinvoltura: sentirsi vulnerabili è una sensazione che cerchiamo tutti di non provare mai. 

Ti soffermi in questi versi su un altro aspetto che vorremmo seppellire di noi stessi: la vigliaccheria, accompagnata dalla voce della coscienza che martellante ci rimprovera.

Io sento qui anche un richiamo al tradimento di Pietro, e al suo pianto disperato quando toccò con mano quello che aveva fatto.

 

Grazie e un saluto!

 

 

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21 minuti fa, Ippolita2018 ha detto:

Ciao @Mauro86.

 

Io non credo affatto che poesie o racconti senza commenti significhino tout-court che non sono piaciuti.

Le ragioni sono molte e sarebbe interessante esaminarle una a una.

I brani vengono postati in continuazione e spesso si perdono letture che avevamo intravisto (ricordo infatti che ringraziai @AndC per una poesia di @Mathiel che mi era sfuggita).

 

Le tue poesie hanno un possente sostrato religioso: direi proprio di fede. Sono scritte utilizzando un lessico tra l'aulico e l'obsoleto e fanno largo uso di rime baciate. 

Io ritengo tutto ciò molto coraggioso e interessante e ho già avuto modo di scrivertelo.

Non posso negare che prediligo altri stili: ma i tuoi contenuti sono sempre stimolanti.

 

Offri a chi ti legge la parte più morbida e vulnerabile di te stesso, e lo fai con disinvoltura: sentirsi vulnerabili è una sensazione che cerchiamo tutti di non provare mai. 

Ti soffermi in questi versi su un altro aspetto che vorremmo seppellire di noi stessi: la vigliaccheria, accompagnata dalla voce della coscienza che martellante ci rimprovera.

Io sento qui anche un richiamo al tradimento di Pietro, e al suo pianto disperato quando toccò con mano quello che aveva fatto.

 

Grazie e un saluto!

 

 

Grazie mille, Ippolita, scrivi sempre cose molto carine! :)

 

Sì, io sono cristiano, pur non estremista. Ma vuoi la verità assoluta? Dando per scontato il fatto che questa poesia non sia di alto valore, il motivo è che io sono una persona con migliaia di idee in mente, che poi si perde in esse ed arriva a poche conclusioni. Era da tempo che mi promettevo di far leggere qualcosa al pubblico, e così ho voluto accelerare i tempi. Un caso emblematico di quanto sto dicendo è rappresentato dall'altra piccola opera pubblicata ieri sera, dal titolo "Miracolo".

 

Mi riserverò il diritto in futuro, se mai decidessi di pubblicarle in libri, di attuare qualche modifica.

 

Grazie. :)

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