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Il Figlio del Drago

La vendita facile giustifica il rifiuto dell'esordiente?

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Bah, ti dirò: spinto dalla curiosità della tua discussione, sono andato sul sito preferito da Wonder woman e ho letto l'estratto.

Posso dirti che da una rapida analisi si evince che il ragazzo sia stato aiutato a tratti da un ghostwriter, almeno nei punti più toccanti. Lo stile di scrittura è più simile ad un vlog che ad un testo vero e proprio e ricalca il suo italiano.

La storia parte dall'inizio, da quando il ragazzo era bullizzato e passava le ore a casa, da solo, con la playstation. Il video l'ha reso popolare e, a scuola, nessuno l'ha più preso in giro perchè era un "insulto che ha a che fare con la presenza di molto adipe, affiancato all'aggettivo che descrive un tipo di fece" ma, anzi, hanno cominciato ad amarlo. E lui s'è sentito amato, finchè non hanno iniziato ad insultarlo sul web degli emeriti sconosciuti.

Le recensioni del libro vertono sul fatto che il libro non sia cultura, che bruci bene e che la copertina sia di cartoncino. Spessore culturale, insomma.

Che dire, a me non piacciono i romanzi rosa, ma non li trovo sterco.

Non amo le storie alla hunger games, ma non li trovo sterco.

Non amo le ricette di cucina di Nonna Genoveffa, ma non me ne può fregar di meno della loro ristampa.

Non ti piace Saluda Andonio? Nemmeno a me, ma ciononostante la sua storia mi ha fatto tenerezza, forse perchè mi ci sono immedesimato.

La gente legge saluda Andonio? Bene, almeno legge qualcosa: ci lamentiamo tanto che i giovani non prendono più in mano la carta stampata, non iniziamo con il lamentarci anche del cosa, effettivamente, leggano.

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Proprio la carta stampata andrebbe risparmiata. Viviamo nell'epoca del digitale. Inoltre vera o meno la sua storia, non ha importanza. Potrei dirti cose mie personali piú toccanti di queste. Inoltre diciamo che ogni "vip" o persona che ha 15 minuti di celebrità dice cose strappalacrime e va da Barbara D'Urso. Inoltre la mia critica è rivolta al fatto che vengano pubblicate dalle Big libri di persone che non sono né scrittori, né chissà cosa abbiano fatto. Conosco una signora che ha perso la mamma da bambina e oggi ha 40 anni e un figlio di 15, e purtroppo questa signora ha un tumore al duodeno, malattia che uccise sua madre. Non scriverà un libro, non avrà aiuto di nessuno. Non è Toffa, né Saluda Antonio, ma una persona comune che va avanti a testa alta. Inoltre ci sono ragazzi bullizzati che veramente passano dei brutti guai e su di loro nessuna scriverà un libro. 

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Io continuo a non vedere il problema proposto. Anche da aspirante scrittore, non capisco perché un libro è così importante... e non sto parlando di un'opera. Un libro è solo per incidente un'opera, viene qualificato da quello che c'è scritto sopra, ma se devo incavolarmi per gli sprechi, mi incavolo di più per gli sprechi di cibo, per dirne uno. Non penso ventiquattrore su ventiquattro agli alberi, né per denigrare quello che è un prodotto di consumo.

Se la mettiamo sullo "spreco" - secondo chi, poi? -, ecco un paio di cose che dovremmo abolire allora: i libretti di istruzioni, i depliants che verranno sicuramente buttati, i libri su come coltivare le piante, i libri su come cucinare sempre le stesse ricette, riviste varie e potrei continuare.

Ma perché? Perché non hanno spessore culturale? Non si può vivere solo di cultura, alle volte c'è bisogno della non-cultura, altrimenti tutto sarebbe cultura e niente lo sarebbe e non avremmo criteri di giudizio.

Le persone come quelle citate da @YumaKuga79 di certo meritano rispetto ed anche più aiuto... e forse non scriveranno mai un libro, ma chi ci dice che vogliano farlo? Chi ci dice che a loro interessi la notorietà? Perché Saluda, Andonio dovrebbe danneggiarle o negare loro i maggiori aiuti che meriterebbero?

Se la CE l'avesse presentata come un'autobiografia di un qualche spessore culturale allora sì, ci sarebbe stato da arrabbiarsi, ma non è così è solo la storia di un ragazzino diventato famoso, infarcita di aneddoti più o meno interessanti. Non devi essere uno scrittore per pubblicare un libro, devi essere uno scrittore per fare qualcosa che va oltre il pubblicare un libro, che è comunque il primo passo, siamo d'accordo, ma non penso che Saluda, Andonio ci priverà di questo, perché non tutti i libri hanno lo stesso peso e le CE secondo me lo sanno.

 

A costo di ripetere il mio post di prima ed essere pedante, dico che questo feticismo della cosa che pubblichiamo, dello sforzo interamente profuso verso quella come se ne valesse la nostra carriera - se ne abbiamo/avremo una - è deleterio più di dieci, cento Saluda, Andonio. Fermarsi al libro significa fermare se stessi ed è proprio lì che si ferma il personaggio di Saluda Andonio, perché quello è parte di un prodotto usa e getta. Noi non dovremmo fermarci a quell'usa e getta. Noi non siamo solo il nostro libro, noi dobbiamo/possiamo - e quanti verbi modali volete - essere di più, se vogliamo essere scrittori, di questo ne sono fermamente convinto.

Scusate la ridondanza e petulanza :3

 

2 ore fa, -Omega- ha detto:

Bah, ti dirò: spinto dalla curiosità della tua discussione, sono andato sul sito preferito da Wonder woman e ho letto l'estratto.

 

Non l'ho capita subito, ma ho riso cinque minuti come una iena ubriaca dopo un po'.

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6 ore fa, YumaKuga79 ha detto:

Può anche spingerlo a non fare nulla.

Non cambierebbe nulla, saremmo comunque al punto di partenza, ossia con un non lettore. Il gioco può valere la candela. E comunque il gioco, al momento, è questo. Inutile lamentarsi.

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La faccenda non la si può risolvere in modo così semplicistico. Bisogna partire da un punto: le CE hanno ragione a prescindere, perché a fine anno in un'azienda si guardano i bilanci. Senza soldi l'azienda chiude: a quel punto adieu esordienti così come adieu autori affermati e adieu Saluda Andonio. Adieu tutti insomma, pure noi lettori forti. Inoltre non credo che la pubblicazione sia il traguardo ultimo per un esordiente. Ti può anche pubblicare la Mondadori, ma se poi vendi cento copie? Otterrai l'effetto opposto, ti sarai bruciato per sempre. Credo che la situazione che stiamo descrivendo qui sia talmente complicata che noi non possiamo dare un giudizio concreto. Possiamo dare solo un'interpretazione personale dei fatti. E tra le due, preferisco quella ottimista che non quella opprimente dietro la quale spesso gli autori esordienti si trincerano.

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3 ore fa, Pierpiero ha detto:

Senza soldi l'azienda chiude: a quel punto adieu esordienti così come adieu autori affermati e adieu Saluda Andonio. 

Non tutto il male viene per nuocere. :D

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