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Simone Magli

Aforismi

Post raccomandati

1 ora fa, Simone Magli ha detto:

La prima cosa che la lettura insegna è come stare da soli.

J. Franzen

 

 

io l'avrei scritta così : La prima cosa che la lettura insegna è come stare da soli in compagnia.

 

nella lettura, infatti, hai due vantaggi che  celebrano le loro nozze in una contraddizione apparente:  lo stare da soli  e lo stare in compagnia.

è questa contraddizione del  doppio stare che da alla lettura quel tono di intimità che poche altre cose sanno dare. 

è l'intimità della sottrazione a se stessi attraverso l'incontro con l'altro che si espone.

l'altro (lo scrittore) è aperto e tu sei aperto all'apertura dell'altro. è questa apertura senza difese il cuore dell'intimità che il libro ci consente di  incontrare

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Il 12/5/2019 alle 11:21, Milarepa ha detto:

io l'avrei scritta così : La prima cosa che la lettura insegna è come stare da soli in compagnia.

Io la vedo così: la storia del libro ci offre la possibilità di relazionarci e rapportarci con i vari personaggi e in questo senso condivido la tua tesi. 

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se immagino il paradiso vedo un'enorme biblioteca. (Borges)

 

se immagino l'inferno lo vedo come un luogo senza libri. (Elie Wiesel)

-----------------

da notare che in alcune NDE (esperienze di pre-morte) il morente vedeva dall'altra parte un'enorme biblioteca.

e una notte ho fatto un sogno: avevo con me un libro ed entravo in una enorme fortezza piena di libri e vedevo Jung che parlava con altre persone.

 ( era anche questo allora una biblioteca di ade)

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12 ore fa, Milarepa ha detto:

se immagino il paradiso vedo un'enorme biblioteca. (Borges)

 

se immagino l'inferno lo vedo come un luogo senza libri. (Elie Wiesel)

-----------------

da notare che in alcune NDE (esperienze di pre-morte) il morente vedeva dall'altra parte un'enorme biblioteca.

e una notte ho fatto un sogno: avevo con me un libro ed entravo in una enorme fortezza piena di libri e vedevo Jung che parlava con altre persone.

 ( era anche questo allora una biblioteca di ade)

Affascinante, a me piacciono troppo le biblioteche, avete presente quella del film "La Nona Porta", dove Johnny Depp va a fare le ricerche sul libro maledetto?

Una biblioteca è uno dei più bei paesaggi del mondo.
(Jacques Sternberg)

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Non sono mai uscito dalla biblioteca di mio padre. (Borges)

(quando seppe che sarebbe diventato cieco, Borges non cercò di vedere il mondo ma di leggere più libri possibili.)

 

forse uno dei motivi che consentono alle biblioteche di apparirci come  luoghi  di pace consiste in questo:le parole sono ferme nei libri e i libri sono fermi negli scaffali e gli scaffali sono fermi nella biblioteca.

la biblioteca diventa così un'oasi di fronte agli assalti del divenire che ci trascina per vie sconosciute e in luoghi in cui spesso avremmo fatto a meno di andare. è un pò come la memoria dove il passato diventa un oggetto che non può mutare e che dunque ci dona la sicurezza di un appartenerci senza limiti.

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Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire. Ho ricostruito molto, e ricostruire significa collaborare con il tempo, nel suo aspetto di "passato", coglierne lo spirito o modificarlo, protenderlo quasi verso un più lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti.

 

Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano, 

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Ciao a tutti, buongiorno, stamani sento che posso dirmi felice (non ci credo quasi mai) e allora vi butto lì un mio pensiero appena scritto:

 

"Credere in se stessi è sempre un'ottima idea." 

 

Voi che rapporto avete con voi stessi, con la felicità o con l'idea della felicità?

C'è un aforisma famoso in tema, il succo è quello che posto, perché non lo ricordo alla lettera, nemmeno ricordo l'autore:

 

"Certi uomini non sanno di vivere già felici"

 

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3 ore fa, Simone Magli ha detto:

stamani sento che posso dirmi felice (non ci credo quasi mai)

Io ti auguro davvero che tu sia felice; per quanto concerne me personalmente non ho più ricordi  nemmeno di parvenze di felicità, se non riferiti a  brevi periodi dell'infanzia, come fasci di luce in una stanza buia...

Ora vivo in una quieta, melanconica aspettativa. Di cosa? Ah... il discorso sarebbe lungo...

Non mi vengono in mente aforismi  adatti alla felicità, per quanti ce ne siano. Sono pessimista  da molto, molto tempo, in quanto oltre alla mia infelicità ho assistito anche a quella di tante, troppe persone intorno a me...

 

Mi è sempre piaciuta una massima di uno scrittore maledetto, Sven Hassel, maledetto come lo divenne anche  Günter Grass, premio Nobel letteratura 1999  e maledetto come l'attore Horst Tappert, che interpretava l'ispettore Derrick. Perché maledetti? In guerra avevano  indossato la divisa "sbagliata". Quando i mass media se ne accorsero, li  maledirono e bandirono.

La massima è questa, per quanto possa andare bene in tempi drammatici e per uomini particolari:

 

Quando hai l'inferno nell'anima, può essere bello vivere accanto a un fraterno burlone sotto l'occulto potere di Dio; puoi ancora aprire i divini cancelli del Cielo con le chiavi pesanti del tuo stesso tormento.

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11 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Se la vita
ti desse soltanto
quello che desideri,
potresti
non scoprire mai
l’appagarsi
di un grande desiderio,
manifesto
dopo una prova
che non avresti 
mai voluto
affrontare.

 

(Poeta Zaza)

Complimenti, davvero molto bello. Questo è un aforisma puro, anche se scritto in versi.

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Il mio aforisma di oggi: fare i furbetti in un contest tipo MI è come battere a scacchi una formica.

 

Non è che ci si riesce perché la formica abbia capacità strategiche limitate; e neanche perché non ha la forza di muovere i pezzi sulla scacchiera e finisce sempre fuori tempo. No: ci si riesce perché la formica non si pone neanche il problema di mettersi a giocare a scacchi.

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20 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

Se la vita
ti desse soltanto
quello che desideri,
potresti
non scoprire mai
l’appagarsi
di un grande desiderio,
manifesto
dopo una prova
che non avresti 
mai voluto
affrontare.

 

(Poeta Zaza)

 

mi ricordi Eraclilto: non sempre è un bene per l'uomo che accada ciò che desidera.

 

ma la questione si può porre anche in questo modo:non è la felicità il primo nome che giudica la nostra esistenza ma il senso di intimità con ciò che ci accade, per cui è meglio versare una lacrima nel proprio destino che ridere nel destino di un altro.

gli inferni possono divenire servi di insospettabili intimità che ci legano alla vita. ma per farli divenire servi devi allargare molto la tua nozione di vantaggio e renderla assai flessibile.

se comprendi che, come dice Keats, il mondo è una valle dal fare anima,  allora gli inferni potranno servire, altrimenti e fiamme ti bruceranno e nessun ventaglio potrà salvarti.

 

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Intervento di moderazione

 

@Poeta Zaza, esiste una sezione apposita per la poesia, sei pregata di pubblicarle lì, con regolare commento. La prossima volta verrai richiamata.

 

Per l'ennesima volta, questo è un topic per gli aforismi. Non costringetemi a diventare cattiva.

 

 

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@Poeta Zaza, per risponderti con un aforisma di Bufalino, Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole.

 

Ora, senza essere così drastici e matematici, credo che tu abbia tutti i mezzi per distinguere una poesia da un aforisma in versi.

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14 ore fa, swetty ha detto:

Intervento di moderazione

 

@Poeta Zaza, esiste una sezione apposita per la poesia, sei pregata di pubblicarle lì, con regolare commento. La prossima volta verrai richiamata.

 

Per l'ennesima volta, questo è un topic per gli aforismi. Non costringetemi a diventare cattiva.

 

 

swetty mettiamo il caso che Schopenhauer per intervento divino potesse accedere di nuovo al piacere del parlare e che la sua bocca dunque si aprisse sul mondo per pronunciare parole preziose. che direbbe del tuo appunnto?

che gli esseri umani non hanno bisogno di essere costretti ad essere cattivi perchè gli viene talmente naturale da non comportare alcun sforzo e nessuna  perdita di sudore.e aggiungerebbe forse che non è tanto il male che viene compiuto ma questa assenza totale di sudore nel compierlo ciò che stupisce.

a aggiungerebbe ancora che il male è una conseguenza necessaria del nostro essere noi stessi, cioè l'identità si configura come un luogo dal quale non si riesce ad uscire.

cioè l'essere se stessi non è una intimità ma l'estraneità di un luogo dal quale non sappiamo uscire.

 cattivo da captivus prigioniero.

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3 ore fa, Milarepa ha detto:

swetty mettiamo il caso che Schopenhauer per intervento divino potesse accedere di nuovo al piacere del parlare e che la sua bocca dunque si aprisse sul mondo per pronunciare parole preziose. che direbbe del tuo appunnto?

che gli esseri umani non hanno bisogno di essere costretti ad essere cattivi perchè gli viene talmente naturale da non comportare alcun sforzo e nessuna  perdita di sudore.e aggiungerebbe forse che non è tanto il male che viene compiuto ma questa assenza totale di sudore nel compierlo ciò che stupisce.

a aggiungerebbe ancora che il male è una conseguenza necessaria del nostro essere noi stessi, cioè l'identità si configura come un luogo dal quale non si riesce ad uscire.

cioè l'essere se stessi non è una intimità ma l'estraneità di un luogo dal quale non sappiamo uscire.

 cattivo da captivus prigioniero.

@Milarepa e vale per tutti. Non so se è chiaro, ma quello di @swetty è un intervento di moderazione, anche se fatto nel modo più amichevole possibile. Non è un post su cui indirizzare la discussione o giocare. Anche se siamo in Agorà.

Spesso la filosofia procede per paradossi, ma è certo che Schopenhauer comprenderebbe il senso di questo intervento. Per cui fate la cortesia di tornare a utilizzare questa discussione per postare degli aforismi. 

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Il 19/5/2019 alle 13:38, Poeta Zaza ha detto:

In questo caso ammetto che hai ragione e chiedo venia, ma esistono aforismi in poesia, e ne ho pubblicati qui, brevi e dal lapidario significato, ancorché poetici.

Neanche quelli posso pubblicare qui,  ?

Confermo, @Poeta Zaza scrive sempre aforismi poetici, non essere troppo rigida @swetty.

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Intervento di moderazione

 

9 ore fa, Simone Magli ha detto:

Confermo, @Poeta Zaza scrive sempre aforismi poetici, non essere troppo rigida @swetty.

Come specificato dal regolamento, non è possibile rispondere a richiami ufficiali nelle discussioni (questo per evitare l'innesco di ulteriori polemiche).

Inoltre la questione è ormai superata. Ti richiamo di 1 punto e ti invito a fare più attenzione per il futuro.

Buon proseguimento a tutti.

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Il 19/5/2019 alle 14:47, swetty ha detto:

@Poeta Zaza, per risponderti con un aforisma di Bufalino, Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole.

 

Ora, senza essere così drastici e matematici, credo che tu abbia tutti i mezzi per distinguere una poesia da un aforisma in versi.

Sei solo una frustrata, l'aforisma che hai citato è banale e non c'entra niente. 

Esco dal sito spontaneamente. 

In questo topic si era formato qualcosa di bello e costruttivo, tramite gli aforismi, ma voi dello Staff siete ottusi e rigidi. Mi spiace perché con la mia scelta non potrò più condividere ricchezze con persone ricche e speciali. D'altra parte bisogna prendere posizione quando ritieni che sia per una causa giusta. Ciao a tutti.

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"Ascolta i miei consigli ma non fare come faccio io."

Detto veneto.

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Il 1/6/2019 alle 16:50, Alberto T. ha detto:

Là fuori, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Un giorno ci incontreremo lì. 

 

Jalal ad-Din Rumi,

mi ricorda la domanda rivolta da un maestro zen, Hui neng, ad un uomo : senza pensare al Bene e a Male, qual'è il tuo volto fondamentale?

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Abbiamo tutti un fondo di Bene e un fondo di Male.

Siamo egoisti e vogliamo stringere la sabbia in un pugno, perdendola. Mentre se lasciamo la mano aperta, la sabbia rimane.

Ci è stata data la facoltà di scegliere, ma non abbiamo capito.

Dio ci ha mostrato il suo sangue che era uguale al nostro, per farci capire il senso del sacrificio, ma non abbiamo capito.

Ma non è poi così difficile essere Santi. 

Basta non affrontare mai nessun dialogo con la tentazione.

 

Alberto T.

 

 

 

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Il 4/6/2019 alle 20:51, Poeta Zaza ha detto:

Beati monoculi in regione caercorum


(Fortunata è la persona con un occhio solo nel paese dei ciechi)

 

(Detto latino

Ma sai che in Sicilia abbiamo un proverbio dialettale che, scopro solo adesso, proviene da questo latino? Lo trascrivo in italiano: nel paese dei ciechi, quello con un occhio fa il Re. 

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Nemico di ogni eccesso

È il successo

 

non sarei così sicuro:

Jung usa un'espressione: subire il successo.

di fronte al successo siamo degli oggetti

essendo degli oggetti ne siamo dominati.

 essendone dominati siamo vittime di un eccesso

 l'eccesso fa perdere la misura e la perdita di misura ci consegna nelle mani  dell'arroganza

 l'arroganza non ha prudenza e si sporge sull'abisso

 l'abisso lo chiama ed è facile risponndere al suo invito.

 

i latini dicevano che il destino innalza molto che vuole gettare nell'abisso.

così il molto del successo può accadere come una voce della rovina che ti chiama dall'abisso,

 

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5 ore fa, Poeta Zaza ha detto:

 

Caro @Milarepa  C'è un equivoco... Guarda che volevo dire proprio quello che hai detto tu: 

Nel mio aforisma dico:

Nemico di ogni eccesso

è il successo.

 

L'ho detto poeticamente. Costruisco in prosa lo stesso concetto, iniziando, per chiarezza, dal soggetto:

 

Il successo è nemico di ogni eccesso.

Ergo, per costruirsi e per mantenere il successo non bisogna esagerare.

 

dear zaza 

faccio un altro appunto.

 tu credi che il successo sia un luogo che l'uomo può contenere, al quale può dare dei confini. ma radunare le ragioni della misura e vegliare sul rispetto di tali confini è operazione destinata al fallimento.

 Jung quando usa l'espressione : "subire il successo" intende proprio questo:

il successo contiene dentro di sè una inerziale mancanza di misura , per questo si da all'uomo come un pericolo che allieta l'anima ma che, allo stesso tempo la circuisce.

 

ma credo che ci sia una differenza di fondo tra le nostri visioni dell'uomo.

mi sembra di capire che tu doni sempre all'uomo la possibilità di essere un vero soggetto di fronte a cio che gli accade. io al contrario penso che se si pesassero gli eventi di una vita umana risulterebbe che le azioni subite e che dunque hanno trattato l'uomo come un oggetto, siano di gran lunga superiori a quelle che è riuscito a controllare.

l'uomo è un oggetto che appartiene al vento e non il contrario e come dice il vangelo, il vento soffia dove vuole.

 

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