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Simone Magli

Aforismi

Post raccomandati

Il 28/4/2019 alle 15:07, Ippolita2018 ha detto:

"La tua vita è un viaggio unicamente tuo, di nessun altro. Pertanto, il percorso deve essere il tuo. Non puoi imitare il viaggio di qualcun altro e rimanere fedele a te stesso".

 

Jon Kabat-Zinn

Giusto, ognuno cammina secondo il proprio passo ed imitare qualcun altro potrebbe essere pericoloso in quanto potrebbe percorrere una strada sbagliata.

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Mors aperit homini oculos

 

Mors clamat vita hominis esse comoediam

 

In Morte poenitens cantare debet

 

Mors meditatio utilissima

 

 

Da "Academia Mortis" di Adrian Schindler (un allegro buontempone).

 

 

 

Modificato da massimopud

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Per rimanere in tema, una canzone di un cantante che ho amato e amo, Lucio Dalla, fa così a un certo punto:

"Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normali."

Secondo me è molto difficile accettare questa cosa per gli uomini, me compreso, voi che ne pensate?

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6 minuti fa, Simone Magli ha detto:

Per rimanere in tema, una canzone di un cantante che ho amato e amo, Lucio Dalla, fa così a un certo punto:

"Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normali."

Secondo me è molto difficile accettare questa cosa per gli uomini, me compreso, voi che ne pensate?

Perché dici che è molto difficile per un uomo essere normale? Per me è difficile non cercare di esserlo a tutti i costi, con tutti gli alti e bassi e lotto interiormente per farlo.

I veri cristiani, non quelli degenerati di oggi, direbbero "evitare il dialogo con la tentazione". Si può fare.

Bisogna vedere cosa si intende per normalità, ovviamente. Se per l'odierna società la parola "normale" è una bestemmia, in quanto si è sdoganato ogni desiderio represso, io aggiungo anche ogni orrore umanamente  immaginabile... non vorrei elencare l'orrore perché per me quello che è orrore magari per altri/e può essere estrema bellezza e libertà  e  sembra debba essere la norma fare  ed essere il contrario di ciò che si è sempre fatto e si è sempre stati,  per me è difficile accettare questo. Io non lo accetto, ma auspico che tutti i predicatori del contrario siano accontentati  in pieno nei loro desideri di vita nuova, a patto di dover vivere tutta la vita secondo i loro concetti, senza poter ritornare indietro. E lasciare in pace chi non vuole vivere come loro.

Usando una perifrasi  ritengo che non sia necessario essere filosofi o rivoluzionari per capire che il fuoco fa male. Non ci possono essere uomini/donne che decidono  all'improvviso che possiamo avvolgerci nelle fiamme perché è BBello, perché è aMMore e chi si rifiuta  di farlo è un nemico dell'uomo, della modernità, del progresso e altri impropri termini del genere, offensivi per l'intelligenza.

 

 

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sulla normalità.

 

stavo su un treno alcuni giorni fa . una donna e un uomo, il marito, avevano un diverbio.l'uomo le ha afferrato il polso e non la lasciava andare e la donna ha chiesto aiuto.

Io sono intervenuto e ho parlato un po animosamente col marito della donna ma gli altri, uomini e donne, erano completamente indifferenti,

 ora la normalità è legata al numero o alla dignità'?

 

perchè se è legata alla dignità allora la normalità è si sottrae alla legge del numero e della maggioranza  e se invece è legata al numero allora è svincolata dalla dignità.

 

e che dire dell'istinto d'armento di Nietzsche? non regola forse il comportamento della maggioranza degli uomini?

 e dunque normalità significa essere servi della legge del gruppo?

 

ma la grandezza di un'anima non dipende forse dalla capacità di uscire dai valori del collettivo?

e allora che spettro è la normalità se ognuno è solo davanti alla nascita e alla morte?

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Encomiabile il tuo intervento @Milarepa

In altri tempi chiunque  sarebbe intervenuto, ma gli uomini potevano spaziare maggiormente con la mente,  erano liberi,  non consideravano un delitto contro nessuna libertà fermare anche con maniere spicce i violenti. Oggi, grazie al pensiero comune dominante, mi limito a definirlo così,  ogni uomo è considerato una fotocopia dell'altro e chi si dissocia dalla fotocopia, dall'apatia soporifera penetrata nella società, è un reazionario. Chi reagisce a un sopruso alzando la voce o  prendendo a schiaffi i farabutti, rischia di fare una brutta fine.  

Da notare anche le reazioni della gente quando capita un incidente. Tutti si radunano intorno al malcapitato ma nessuno lo tocca, a meno che non sia un medico di passaggio o il personale di un ambulanza. Un tempo aiutare un ferito era una cosa normale, oggi è una cosa per specializzati. Se intervengo io posso essere accusato di aver fatto danni maggiori, denunciato, imprigionato, costretto a risarcire, rovinato. E allora non intervengo, perché questa fine mi terrorizza.

Hanno "specializzato" l'umanità a essere insensibile, privandola di cultura, di radici, di religione. Se uno si appella o anela a queste cose, è finito, non è una buona fotocopia, non è una buona pecora nel gregge.

Sarebbe stato opportuno prendere a martellate la "fotocopiatrice" (...) master di tutto? Come fecero quegli operai inglesi, mi pare alla fine del Settecento, quando distrussero le prime apparecchiature a vapore della loro fabbrica, una che faceva il lavoro di dieci uomini e dieci padri di famiglia si trovavano sulla strada. I guai stavano già, lentamente, cominciando a sorgere. Era normale  che dieci lavorassero a mano o uno solo con macchine a vapore? Era normale ribellarsi? Oppure no? Altrimenti non avremmo avuto i social, non saremmo andati sulla Luna? Che benefici ne abbiamo avuto? Io non li vedo, ma vivo in un isola abbandonata,  non vengono manco a fare i concerti da noi, tanto siamo poveri...

 

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Ragazzi, ok il commento e la battuta, ma questo è un topic per gli aforismi, non per le avventure personali, i poemi e i monologhi sulla vita.

 

Torniamo in topic, grazie.

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22 ore fa, Alberto T. ha detto:

Perché dici che è molto difficile per un uomo essere normale? Per me è difficile non cercare di esserlo a tutti i costi, con tutti gli alti e bassi e lotto interiormente per farlo.

 

Accettare la normalià nel senso di accettare che siamo solo semplici uomini, nonostante dentro ci s'abbia l'universo.

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15 ore fa, swetty ha detto:

Ragazzi, ok il commento e la battuta, ma questo è un topic per gli aforismi, non per le avventure personali, i poemi e i monologhi sulla vita.

 

Torniamo in topic, grazie.

Gli aforismi riguardano gli episodi della vita, dell'esistenza: nascono da consapevolezze acquisite da queste esperienze, non trovo ci sia niente di male a riflettere su queste cose, anzi mi sembra che sia importante confrontarcisi.

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52 minuti fa, Simone Magli ha detto:

Gli aforismi riguardano gli episodi della vita, dell'esistenza: nascono da consapevolezze acquisite da queste esperienze, non trovo ci sia niente di male a riflettere su queste cose, anzi mi sembra che sia importante confrontarcisi.

 

Sembra anche a me, ma fuori da questo topic (a parte considerazioni veloci, ovviamente). Se la discussione si fa lunga, aprite un topic a parte.

 

Visto che non sono stata chiara nel post precedente, questo è un intervento di moderazione.

 

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"Ormai tutto è talmente fuori posto che più niente è fuori luogo"

Mauro Parrini

 

@Simone Magli

Visto che riesci a tener vivo questo topic, con spunti sempre interessanti, ti suggerisco anch'io di aprire un altro topic, magari con il titolo "L'off topic degli aforismi", così facilmente identificabile. (Prendete la mia come una considerazione veloce). Grazie.

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due aforismi lontani nel tempo ma vicini nel senso.

 

il peccato nasce dalla paura della Morte (Isacco di Ninive)

 

Tutte le patologie derivano dal rifiuto della Morte (Ernst Becker)

 

(Non vi fate ingannare dall'apparente semplicità del buon Isacco). 

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Il 3/5/2019 alle 12:50, swetty ha detto:

 

Sembra anche a me, ma fuori da questo topic (a parte considerazioni veloci, ovviamente). Se la discussione si fa lunga, aprite un topic a parte.

 

Visto che non sono stata chiara nel post precedente, questo è un intervento di moderazione.

 

OK

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Il 3/5/2019 alle 20:05, Milarepa ha detto:

due aforismi lontani nel tempo ma vicini nel senso.

 

il peccato nasce dalla paura della Morte (Isacco di Ninive)

 

Tutte le patologie derivano dal rifiuto della Morte (Ernst Becker)

 

(Non vi fate ingannare dall'apparente semplicità del buon Isacco). 

Eh mi sa che aveva ragione. Forse un po' tutto nasce da quel rifiuto.

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Il 3/5/2019 alle 14:26, TuSìCheVale ha detto:

"Ormai tutto è talmente fuori posto che più niente è fuori luogo"

Mauro Parrini

 

@Simone Magli

Visto che riesci a tener vivo questo topic, con spunti sempre interessanti, ti suggerisco anch'io di aprire un altro topic, magari con il titolo "L'off topic degli aforismi", così facilmente identificabile. (Prendete la mia come una considerazione veloce). Grazie.

Molto interessante l'aforisma e veritiero, si pensi al potere che ci hanno dato i social.

Grazie per la tua considerazione, mi fa piacere che sei a tuo agio in questo topic. Di gestirne 2 sinceramente è un po' scomodo, poi mi porterebbe via troppo tempo, ma se qualcuno vuole crearlo ben venga.

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4 ore fa, Simone Magli ha detto:

Eh mi sa che aveva ragione. Forse un po' tutto nasce da quel rifiuto.

da quel rifiuto nasce il dovere dell'Universo di nascondersi all'interno dell'anima.

cerco di spiegare con rete di aforismi per non incappare nelle ire della moderazione.

 

il sè è la relazione (buddhismo)

la relazione viene prima dell'identità e la fonda: (buddhismo)

il mondo è  la prima intimità del nostro sguardo. (buddhismo)

 

questa prima intimità è generata dal tramonto del mondo interno delle rappresentazioni (lo direbbe Schopenhauer)

bisogna dunque morire prima di morire (Maometto)

la morte è dunque la vera madre del mondo e non colei che lo sottrae alla vista. ( implicito nel decimo toro zen)

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21 ore fa, Milarepa ha detto:

da quel rifiuto nasce il dovere dell'Universo di nascondersi all'interno dell'anima.

cerco di spiegare con rete di aforismi per non incappare nelle ire della moderazione.

 

il sè è la relazione (buddhismo)

la relazione viene prima dell'identità e la fonda: (buddhismo)

il mondo è  la prima intimità del nostro sguardo. (buddhismo)

 

questa prima intimità è generata dal tramonto del mondo interno delle rappresentazioni (lo direbbe Schopenhauer)

bisogna dunque morire prima di morire (Maometto)

la morte è dunque la vera madre del mondo e non colei che lo sottrae alla vista. ( implicito nel decimo toro zen)

Complimenti per i collegamenti e per la tua conoscenza profonda della relazione dell'anima e della mente con l'umanità e il mondo.

Si sente che hai solide fondamenta di buddhismo zen, che temo sia il più veritiero, nelle sue lapidarie sentenze. Meglio non pensarci O_-

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Buonasera a tutti, che rapporto avete con la lettura? Per me leggere significa questo:

 

"Leggere è come parlare col mare mentre il vento sfoglia le pagine della tua vita."
 

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livre in francese si legge anche l'ivre: l'ebbro.

l'ebbrezza è un  uscire da sè.

 dunque il leggere è legato all'intimità del non esserci.

 si legge per donare una distanza alla noia di essere sempre noi stessi.

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15 ore fa, Milarepa ha detto:

livre in francese si legge anche l'ivre: l'ebbro.

l'ebbrezza è un  uscire da sè.

 dunque il leggere è legato all'intimità del non esserci.

 si legge per donare una distanza alla noia di essere sempre noi stessi.

Complimenti, affascinante punto di vista, che condivido.

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Umberto Eco diceva:

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro.

 

Io condivido e aggiungo che anche per me leggere, da sempre per quanto posso ricordarmi, ha significato entrare in altri luoghi, in altre vite.

Forse perché, per tanti motivi,  fin da bambino poche volte mi sono sentito davvero accolto, davvero amato nel mondo che mi circondava ogni giorno...

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15 ore fa, Alberto T. ha detto:

Io condivido e aggiungo che anche per me leggere, da sempre per quanto posso ricordarmi, ha significato entrare in altri luoghi, in altre vite.

Forse perché, per tanti motivi,  fin da bambino poche volte mi sono sentito davvero accolto, davvero amato nel mondo che mi circondava ogni giorno...

Bello questo tuo pensiero. La lettura è un porto sicuro, specie il romanzo. Ti fa entrare nelle storie, diventi in qualche modo protagonista anche tu.

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l'amore per la lettura potrebbe anche essere motivato dalla nostalgia per una fiaba calpestata.

 

da bambini ci hanno raccontato la favola che il Bene è superiore al Male e che lo vince sempre con una agilità celeste.

poi quando siamo cresciuti abbiamo visto che era un'altra fiaba che governava il mondo.

accadeva semplicemente il contrario: il Mondo degli esseri umani era il luogo dove il Male giocava in casa e il Bene si aggirava invece come un essere vestito di stracci  in una notte fredda.

 

di fronte al mutamento di fiaba la maggioranza degli uomini non ha versato nemmeno una goccia di sudore e subito ha accolto la nuova realtà con inerte entusiasmo,  qualcun'altro qualche goccia l'ha versata ma subito si  è adeguato alla tirannia della nuova favola. pochi invece non si sono rassegnati alla miserabilità della nuova fiaba e hanno scoperto nei libri l'ultimo rifugio in cui il Bene trova un esile riparo.

 

i libri diventano così la strana patria di una favola in esilio.

 

 

 

 

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"Bisogna essere come l'acqua. Se non trova ostacoli scorre. Se trova una diga si ferma. Se la diga si spezza corre di nuovo. In un recipiente quadrato è quadrata. In uno tondo è tonda. Niente esiste al mondo più adattabile dell'acqua. E tuttavia, quando cade al suolo, persistendo, niente può essere più forte di lei".

 

Lao Tzu

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Il 9/5/2019 alle 12:22, Simone Magli ha detto:

Complimenti, affascinante punto di vista, che condivido.

Ma proprio in questo sta la differenza tra il leggere un libro ed il vedere un film anche se si tratta dello stesso argomento

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