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Aporema Edizioni

James Biancospino e le sette pietre magiche - Simone Chialchia

Post raccomandati

Meditate bene su questo punto: le ore più belle della nostra vita sono tutte collegate, con un legame più o meno tangibili, a un qualche ricordo della tavola

(Charles Pierre Monselet)

 

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Dolcetto o scherzetto? ⚰️🧟‍♂️🦇🧛‍♂️💀

 

La città appariva deserta, come fosse disabitata.

Allungò il braccio che reggeva il lume fino al muro, per studiare meglio il circondario, e notò che la luce della candela dava un certo fastidio al capitano Sciaguar...

...Il servitore delle tenebre lo seguì riluttante, producendo fastidiosi rantoli e stringendo nervoso l’impugnatura della spada.

Lo scroscio dell’acqua del fiume che s’infrangeva sul pilastro centrale del ponte era l’unico rumore percepibile, oltre al sibilo del vento

e al respiro molesto di Averardo...

...Il viso sfigurato di Sciaguar tornò a palesare la propria orribile marcescenza, terrorizzando e disgustando ancora di più il ragazzo.

«Che fai, maledetto? Mettila giù!» esclamò, puntando gli occhi malefici e mostrando i canini consumati della bocca.

 

👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻👻

 

Vuoi sapere come va a finire?

 

🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️🧟‍♂️


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E’ meglio illuminare gli altri che brillare solo per se stessi.

(San Tommaso d’Aquino)

 

🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯🕯

 

Segui la strada della luce QUI

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L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso.

(Anne Carson)

 

Ripensando agli spostamenti compiuti da James, sviluppando quelli che deve ancora

affrontare e considerando l’impatto che in ogni caso lascerà in questi luoghi,

mi sono posto la seguente domanda:

 

Perché viaggiare?

 

Ve lo siete mai chiesto? Chiesto sul serio, intendo.

Perché da qui a rispondere le solite cose come viaggio per staccare la spina,

per mandare tutti a quel paese per qualche giorno

o perché sono affetto/a dalla sindrome di wanderlust è un attimo.

 

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La sera, durante una cena in cucina a base di cavoli, uova sode, pane e sidro, Orazio informò James dell’imminente partenza.
«Il viaggio è fissato per domani notte. Io resterò qui per tenere d’occhio la situazione e non creare sospetti. La strada per Venezia è lunga e pericolosa: i sentieri trafficati sono intervallati da ampie praterie aride, greti ghiaiosi e paludi. Elvezio comunque l’ha già percorsa e sarà in grado di guidarti. Sono convinto che in due giorni a cavallo potrete giungere a destinazione senza problemi. Provvederò io a preparare il necessario.»
Carico di timore ma, al contempo, di eccitazione, James si coricò per l’ultima notte nella stanza segreta.

 

E TU SEI PRONTO A PARTIRE?


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Domandona del giorno!!!


Qual'è il vostro libro fantasy preferito? 
Quello che costituisce il vostro modello, il vostro ideale di perfezione letteraria. 
Quello che rileggete con più frequenza e del quale ricordate a memoria molti passaggi. 
Quello che vi ha trasmesso più emozioni.

 

Fatemelo sapere nei commenti!

 

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Quando ho pubblicato James Biancospino e le Sette Pietre Magiche molte persone 
mi hanno chiesto (dopo la classica domanda: “ma hai scritto un libro, tu?”) di 
che genere si trattava.

Ovviamente ho risposto fantasy, senza esitare; ma quando hanno voluto sapere a 
che sottogenere appartiene, a quel punto è sempre nata una bella discussione.

Infatti si tratta indubbiamente di un quesito molto interessante.

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...Quella sera al Cervo d’Oro era previsto il tutto esaurito e quindi ogni elemento doveva essere al suo posto e tutto filare alla perfezione. Salutò i colleghi e iniziò ad aiutarli a sistemare tavoli e sedie. Disposti i centrotavola e puliti i pavimenti, lo staff si poté fermare un attimo per concedersi un brindisi, in attesa dei primi clienti.
In cucina il lavoro era frenetico e impegnativo. Lo chef, sotto pressione e piuttosto sudato, urlava di tutto a tutti, senza badare a età o sensibilità dei sottoposti. Il pizzaiolo sfornava pizze a manetta, come una macchina industriale, e i camerieri cercavano di mantenere la calma e una faccia rilassata, mentre annotavano sui taccuini le richieste più strampalate dei clienti.
Nel gran trambusto James era quello che se la passava meglio: la sua posizione defilata lo dispensava da oneri e confronti spiacevoli.

 

 

LA STORIA CONTINUA QUI


 

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Se avete letto il libro avrete appurato che James lavora come lavapiatti nei week-end in una nota pizzeria della città.

Ho pensato quindi di analizzare lo scenario che si presenta quando un giovane deve districarsi tra scuola e lavoro.

Nel caso dello studente lavoratore l’impegno richiesto nel portare avanti una professione potrebbe deviare il giovane e allontanarlo dal traguardo prefissato. 
Il bisogno di indipendenza economica dalla famiglia ed i primi soldi in tasca, infatti, potrebbero mettere a dura prova la buona volontà e portare i giovani a trascurare la carriera universitaria.

 

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Tocchiamo un tasto dolente per il sottoscritto: oggi per radio ho seguito una discussione relativa al fatto che sempre meno italiani leggono.
È cosa risaputa, lo so, ma parliamone comunque.

È davvero così strano, per gli italiani, leggere un libro? A quanto pare si.

 

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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento 
ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, 
non avrebbe forse visto in sé stesso.

 

Marcel Proust

 

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James fissava la pagina del libro, annuiva meccanicamente a intervalli regolari e intanto scarabocchiava con la matita per fingere di prendere appunti.

Per mimare con maggiore verosimiglianza l’attività di scrittura prese a fissare sul foglio i nomi dei suoi gruppi musicali preferiti, poi si lasciò andare

a stralci diaristici e a improbabili tesi psicologiche sulla propria condizione.

 

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Oggi voglio condividere con voi il mio lato più green.

Il legame che ho con la natura sta diventando sempre più coeso al punto da pormi domande fin troppo complicate, pensieri e idee che potrebbero stravolgere la vita cui sono abituato.

 

Ma andiamo con ordine, non voglio ancora arrivare a questo punto.

 

Il paesaggio ha un effetto diretto sulle nostre emozioni: il verde e gli alberi riducono quelle negative, come la rabbia,

ed esaltano la gioia.


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James osservava distratto le articolate contorsioni dei fusti degli aceri campestri e i tronchi slanciati dei roveri, e più in fondo le incursioni del fiume Natisone con il suo rumore dolce e imperterrito.

Brewal scodinzolava felice e annusava cespugli, saltando da un angolo a un altro del sentiero.

Dopo qualche metro ecco la zona degli alti faggi, dei castagni e dei pioppi, che affondavano le loro radici ai bordi del fiume più in basso.

Qui le temperature risentivano di maggiore umidità e con il crepuscolo James si accorse del grande freddo.

Era uscito senza giacca e iniziò a pentirsene.

Attraversati all’estremità due grandi campi lasciati a maggese, i due amici erano giunti in prossimità del loro angolo segreto. Le punte dell’erba erano piegate dal forte vento.

L’albero di noce che troneggiava al centro del campo agitava i suoi rami con movimenti frementi e impetuosi, come in segno di avvertimento.

 

 

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Per tutti quelli che hanno letto il libro, o comunque, assaggiato l’ambientazione, risulta evidente che la storia, 
intesa come il contesto storico in cui è ambientata la narrazione, gioca un ruolo cruciale nella formazione di James.

Con voi oggi voglio affrontare l’argomento storia e i motivi per i quali, secondo la mia modesta opinione, 
la rendono una materia sempre più indispensabile da approfondire.

 

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Non importa cosa trovi sotto l’albero, ma chi trovi intorno.

 

Stephen Littleword

 

🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅

 

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A tutti Voi, auguro di cuore i miei più sinceri Auguri per un sereno Natale!

Assieme alla famiglia o alle persone che amate, passate momenti felici.

Un abbraccio!

 

🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅❄️🎅

 

VIVI LA MAGIA DEL NATALE QUI

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Al ristorante regnava un gran fermento.

I colleghi apparivano stanchi, provati. Nonostante l’atmosfera natalizia c’era poco da festeggiare.

Per loro era un giorno di lavoro come gli altri, anzi molto più snervante e stancante.

Sistematosi al proprio posto, James attese l’ondata di lavoro, che non tardò ad arrivare.

Ore di fatica, urla, via-vai di gente, padelle bruciate, odori molesti e bolle di sapone, fino alla chiusura.

Stremato ma soddisfatto, s’incamminò verso casa.

Poco prima di arrivare a destinazione, scorse tre figure uscire dal suo cancello.

La prima camminava svelta davanti alle altre, la seconda, più bassa e curva, claudicava.

La terza, alta e robusta, guardava impaziente a destra e a sinistra.

Chi erano? Cosa volevano?

 

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Le persone sono come le vetrate.

Scintillano e brillano quando c’è il sole, ma quando cala l’oscurità rivelano la loro bellezza solo se c’è una luce dentro.

 

Elisabeth Kubler-Ross

 

 

Che la luce illumini sempre il vostro cammino!

Vi auguro un 2020 ricco di soddisfazioni e salute.

Brillate e siate felici!

 

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Attraversarono le vie secondarie, fino a giungere davanti al Ponte del Diavolo. 
James, che ci era passato una miriade di volte, sentì il cuore riempirsi di tristezza.
C’era qualcosa di incomprensibilmente toccante e familiare in quella costruzione, 
che il ragazzo non aveva mai colto fino a quel preciso momento. 
Poggiata su tre piloni, con quello centrale posto su un imponente masso, 
la struttura era lunga una cinquantina di metri, all’epoca non ancora lastricati, 
ma che esprimevano comunque grande eleganza, attraverso linee e proporzioni affascinanti.
«Conosci la leggenda del ponte?» chiese Orazio per distrarre il ragazzo dai suoi pensieri cupi.
«Sì, la conosco» rispose James sovrappensiero.
«Bene, vuol dire che le leggende durano nei secoli.»


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Percorsero diversi chilometri, ragionando di storia locale e di famiglie friulane, sulle quali James aveva poco o nulla da dire. 
Alla fine della valle si fermarono ad ammirare una montagna di fuoco. Uno spettacolo incredibile, specie in quel contesto di tenebre continue.
«Lo vedi quello?» chiese il locandiere indicando il falò.
«Sì, è un pignarúl bello grande» rispose James.
«Non è un caso che tu parta proprio stanotte. 
Il falò è innalzato in onore di Beleno e Belsma, il dio della luce e la dea del fuoco. 
Lì, oltre il vallone si radunano contadini da tutta la regione. 
Seguono ancora i rituali degli antichi sacrifici eneti e celtici. 
Pregano, festeggiano, lavorano e digiunano in base ai cicli solari, come si faceva una volta. 
Tutto viene purificato e le ceneri rimanenti verranno sparse per proteggere i prossimi raccolti» riprese Orazio. 
«Sarebbe bello fermarci e festeggiare con loro, ma il tempo non ce lo concede.»

 

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La vita è una fiamma che via via si consuma, ma che riprende fuoco ogni volta che nasce un bambino.

 

George Bernard Shaw

 

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