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Aporema Edizioni

"James Biancospino e le sette pietre magiche" di Simone Chialchia

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Ripensando alla magnificenza della Basilica dei Frari - Venezia.

... La chiesa, immensa e gloriosa, lo accolse con un silenzio terrificante. 
I passi di James risuonavano e si ripetevano all’infinito. Era come se sapesse già dove andare.
Si sedette su una piccola panca isolata, poco distante dal presbiterio. Quando la vista si abituò al buio, si rese effettivamente conto di dove fosse.
Era seduto davanti al monumento sepolcrale sognato qualche ora prima, durante la discussione della confraternita. Che significava? ...

 

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La Storia, anche nella scrittura di un Romanzo, è veramente così importante?

Perché? 📚

Ne parlo nel mio ultimo articolo.

Clicca qui per scoprirlo.

 

James Biancospino

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Per tutti quelli che hanno letto il libro, o comunque, assaggiato l’ambientazione, risulta evidente che la storia, intesa come il contesto storico in cui è ambientata la narrazione, gioca un ruolo cruciale nella formazione di James.

Con voi oggi voglio affrontare l’argomento storia e i motivi per i quali, secondo la mia modesta opinione, la rendono una materia sempre più indispensabile da approfondire. Nelle scuole accantonata e snobbata, non a caso anche nel libro troviamo alcune battutine al riguardo.

Ma allora perché continuare a studiarla? La prima risposta che mi viene in mente può essere questa: la storia è essenziale perché ci aiuta a comprendere il passato, che serve come monito per il presente. Classica risposta, lo ammetto, ma pensiamoci davvero bene.

Se vogliamo sapere come mai il mondo è così come lo viviamo, dobbiamo rivolgerci alla storia Un famoso proverbio dice: “la storia si ripete sempre”. Questo perché, di volta in volta, certe cause e certi fenomeni sembrano riproporsi nel tempo, come se fossimo di fronte a dei cicli. In realtà c’è l’uomo che fa da costante. La storia è quella che raccontano gli uomini, e quindi tende a ripetersi perché siamo noi gli attori protagonisti.

Ma lo studio della storia ha soprattutto una grande valenza culturale: ci insegna le origini delle società e delle culture, ci porta a conoscenza delle nostre radici, ci avvicina a un mondo lontano, ma in qualche modo familiare, con il quale condividiamo l’eredità.

Di tutte le ragioni per studiare la storia, quella che essa ci consente di analizzare il presente è forse la più valida. Molte delle domande che possiamo farci, che puntano alla ricerca di una soluzione, la trovano proprio nei libri di storia. Gli eventi e le persone che hanno plasmato il mondo rivestono, per l’appunto, un’importanza storica.

La storia ci dà l’opportunità di conoscere come è cambiata la vita quotidiana nel corso dei secoli e quali sono state le innovazioni e le scoperte che ci hanno portato ai giorni nostri.

Se non l’avete mai fatto provate a ricostruire l’albero genealogico della vostra famiglia. Io ci sto provando, sono arrivato fino al 1700. Potrete scoprire chi sono i vostri avi, se gli antenati dei vostri genitori, dai quali discendete, hanno preso parte a qualche evento storico rilevante. Ma a parte questo, tornando indietro nel tempo si riscopre la nostra identità.

L’identità personale poi si allarga a quella delle collettività. La nostra storia passata è quella del paese o della città, del popolo, di una nazione. Sentiamo dentro di noi l’esistenza di valori condivisi, ancorché deboli, che provengono da un passato comune.

La storia è un racconto della memoria, che possibilmente non dovrebbe essere perduto.

Tornando da dove siamo partiti, la storia ha un forte valore di magistero: insegna a non ripetere gli errori, perché tende a ripetersi a causa del comportamento umano. La storia può ispirarci ad essere persone migliori, può renderci più umili, più consapevoli. Conoscendo la storia di un popolo o di una comunità possiamo interiorizzare emozioni e prendere esempio. Oppure fare esattamente l’opposto.

Molti studenti pensano che la storia non sia altro che una ripetizione di date, cause e conseguenze, ma non è così. Forse questo pregiudizio dipende da come viene insegnata a scuola. In poche ore di lezioni per anno vengono affrontati interi secoli, spesso con un approccio che non soddisfa la curiosità dell’alunno, non lo invoglia a sapere. I ricordi che ho delle lezioni di storia sono tutti positivi. A me piace soprattutto perché in qualche modo mi fa viaggiare; mi perdevo in quei nomi lontani e nelle immagini del sussidiario.

Un buon modo per appassionarsi è quello di leggere le biografie dei grandi personaggi storici. Provate partendo da qualche grande uomo che apprezzate.

La storia è molto importante perché, infine, ci dà un’idea di cosa siamo e dove siamo. È come una bussola che ci permette di stare al mondo in una certa direzione. Senza saremmo disorientati. E probabilmente non riusciremo mai veramente a capire perché accadono certi eventi.

 

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Ecco un'altra buona recensione! Grazie a amantideilibri.it!

 

James si presenta immediatamente al lettore come un ragazzo timido e impacciato, annoiato dalla scuola e da una vita sociale non particolarmente brillante.

Quasi ogni notte è preda di angoscianti incubi popolati da esseri mostruosi e strani cavalieri lucenti.

A un tratto, entra in gioco l’imponderabile. Mentre passeggia con il suo cagnone su un prato non troppo distante da casa, James raccoglie un sasso dalla forma inconsueta.

Una forza devastante lo trascina via, James sviene e si risveglia al buio, stordito. Si accorge presto che qualcosa non torna: la città sembra spenta e spopolata, l’atmosfera è più fredda, tutto è silenzioso. Degli strani individui lo aggrediscono, tra loro c’è un essere dal volto deforme che cerca di ferirlo con una spada.

Proprio nel momento più critico, intervengono due salvatori armati di spade lucenti e capaci di generare fiammate e bagliori come colpi di offesa. James li segue e capisce di essere piombato indietro nel tempo, nel 1500. I due sono combattenti al servizio della Confraternita della Luce, una setta di cavalieri e stregoni che combattono la minaccia degli Oscuri grazie all’utilizzo di pietre magiche. James, a quanto pare, è tornato indietro nel tempo proprio a causa della pietra che aveva raccolto nel campo…

 

“James Biancospino e le sette pietre magiche” è senza dubbio un romanzo piacevole, scritto con disinvoltura e pieno di idee interessanti.

Nulla di trascendentale, ma comunque è bello potersi confrontare con un fantasy atipico, ambientato in Italia, storicamente pertinente e legato a una mitologia poco usata nel genere.

La trama è semplice e al tempo stesso coinvolgente. James compie un percorso iniziatico che è anche un’avventura esistenziale, per maturare e riscoprire la propria forza di volontà.

Le sue insicurezze sono naturali e diffuse, sono quelle stesse tristezze e ingenuità spirituali che caratterizzano molti adolescenti, e il modo in cui le affronta non scade mai nella futilità o nella strumentalità.

Alla fine, trionferanno i valori essenziali della vita schietta: il coraggio, l’amicizia, la lealtà, la fiducia nei confronti dell’avvenire.

Il punto di forza del romanzo sta nell’estrosità fantastica dell’ordito, ma trovo parecchio interessante anche la gestione del tempo e del ritmo di narrazione.

Simone Chialchia è uno scrittore ancora giovane, maturerà e affinerà ulteriormente il proprio stile regalandoci grande soddisfazioni.

 

Per saperne di più clicca qui!

 

 

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