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Aporema Edizioni

"James Biancospino e le sette pietre magiche" di Simone Chialchia

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Titolo: James Biancospino e le sette pietre magiche
Autore: Simone Chialchia

Casa editrice: Aporema Edizioni

ISBN: 978-88-943429-6-3

Data di pubblicazione: Agosto 2018
Prezzo: € 14,90

Genere: Fantasy - Storico

Caratteri: 520.000

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Quarta di Copertina

 

Agli albori del XVI secolo l’eterna lotta tra il Bene e il Male non si svolge solo con spade e pugnali, ma anche attraverso il dominio di antiche e misteriose pietre magiche: la vittoria arriderà a chi si dimostrerà più abile nel controllarne l’arcano potere. James Biancospino, un timido ragazzo del terzo millennio, si trova suo malgrado coinvolto nella guerra senza esclusione di colpi tra la Confraternita della Luce e la terrificante setta degli Oscuri. Attraverso viaggi avventurosi e mirabolanti battaglie, James scopre un po’ alla volta il valore di parole come onore, dovere, coraggio, sacrificio, amicizia e amore, che doneranno un nuovo senso alla sua vita.
 

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Le emozioni e gli effetti che la musica è capace di trasmettere sono indescrivibili, ognuno di noi ha la propria risposta. Diversi sono anche gli approcci con cui interagire.

Tra le pagine del libro si legge… Quel buco di camera era il suo piccolo angolo di vita disordinata. Sui muri erano affissi i poster dei suoi gruppi preferiti e, a lato della scrivania piena di libri, giacevano il suo amplificatore e la chitarra. A suonare James non era quello che si dice un portento, ma riusciva a trovare nella musica la forza per affrontare gli ostacoli e i limiti con cui doveva quotidianamente scontrarsi. Isolandosi e viaggiando con la fantasia riusciva a trovare quella serenità e quella gioia che a detta di molti avrebbero dovuto caratterizzare il suo essere adolescente. Soprattutto di serenità aveva bisogno, James Biancospino. Specie in quell’ultimo periodo. Non pretendeva pace, felicità, o fortuna: voleva solo imparare a godersi i suoi anni e le esperienze della vita senza tanti turbamenti, angosce e paranoie.

Ecco di seguito una sorta di play-list che raccogliete tutte le canzoni che in qualche modo hanno portato il loro contributo nella narrazione.

Al di là del generi che possono piacere o no, vi invito a soffermarmi soprattutto sul contenuto dei testi.

 

Titolo/Autori/Album /Anno

-          The Unforgiven III/MetallicA/Death Magnetic/2008

-          Always, Wu/Volbeat/The Strength The Sound The Songs/2005

-          A Warrior’s call/Volbeat/Beyond Hell Above Heaven/2010

-          Nothing Elese Matters/MetallicA/Metallica/1991

-          Fear of the Dark/Iron Maiden/ Fear of the Dark/1992

-          Dangerous/Def Leppard/Def Leppard/2015

-          Stairway to Heaven/Led Zeppelin/led Zeppelin IV/1971

-          War Pigs/Black Sabbat/Paranoid/1970

-          Burn/Deep Purple/Burn/1974

-          Let there be more light/Pink Floyd/A Saucerful of Secrets/1968

-          Hey brother/Avicii/True/2013

-          New divide/Linkin Park/Transformers: Revenge of the Fallen – The Album/2009

-          Korn/Word Up!/Cover dei Cameo/2004

-          The Kids Aren't Alright/Offspring/Americana/1998

 

Lista in aggiornamento ;)  

https://www.facebook.com/jamesbiancospino/

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Passeggiare per il centro e ritrovare il proprio libro nel bel mezzo della vetrina non ha prezzo, davvero una grande soddisfazione!
Chi l'avrebbe mai detto. A tutti gli autori esordienti e aspiranti scrittori ecco cosa vi dico: non arrendetevi alle prime difficoltà, gli ostacoli si posso superare basta credere in se stessi e nella propria opera, non mollare, mai! 

Un saluto da James Biancospino.

 

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ESTRATTI DAL PRIMO CAPITOLO

 

... Il mattino seguente aprì gli occhi malvolentieri, allertato da un rumore prima ovattato poi più distinto. Si era svegliato nel letto, ma non ricordava come e quando ci fosse entrato, dopo aver passato quasi tutta la notte in bianco. C’era qualcosa di strano. Quella che sentiva non era la suoneria della sveglia con cui era abituato alzarsi. Qualcuno lo stava chiamando al cellulare. Dopo che Always, Wu dei Volbeat terminò di ruggire, realizzò il significato di quella chiamata …
«Merda! Sono in ritardo».
Si vestì di fretta e furia con i primi vestiti a portata di mano: una felpa rossa e dei jeans non stirati. Prese la tracolla, ci infilò a casaccio un quaderno e due tomi qualsiasi e corse di sotto. Nella concitazione di-menticò di chiudere la cerniera della borsa, facendo cadere tutti i libri nel corridoio. Prese al volo qualcosa da mangiare dalla cucina, guardò l’orologio quadrato alla parete e scosse la testa. Forse sarebbe riuscito a entrare prima dello scoccare della seconda ora di lezione. Stava già per sfrecciare in strada con la sua bici, quando ricordò che non aveva chiuso la porta.
... Dopo essere stato quasi investito da un’auto per non essersi fermato a un semaforo e aver subito epiteti irripetibili, James arrivò a scuola. Legò la bici alla sbarra e bruciò le scale in quattro disperati salti. A pochi metri dalla porta dell’aula rallentò l’andatura e, carpendo l’assoluto silenzio proveniente dalla stanza, intuì la tesissima atmosfera da compito in classe. Mentre accompagnava la maniglia con un respiro affannoso disse: «Buongiorno professoressa, scusi il ritardo, sono stato trattenuto da cause di forza maggiore …».
«Cause di forza maggiore?» replicò l’insegnate fissandolo con occhi inquisitori. «Non me ne faccio niente delle sue stupide scuse, Biancospino! Il compito lo farà lo stesso nell’ora che le rimane. Su, si sieda in prima fila e inizi a lavorare. Sa bene quanto questo peserà sulla sua valutazione finale. Veda almeno di non combinare altri disastri. Ora silenzio e non disturbi i suoi compagni! La tengo d’occhio».
... Il suono della campanella fu un sollievo per gran parte degli alunni. Chi aveva già consegnato, perché troppo bravo o consapevole della propria ignoranza, poteva finalmente lasciare l’aula e abbandonare la preoccupazione. Chi era ancora in altro mare, come James, poteva sfruttare la concitazione della fine della lezione e quei preziosi attimi di anarchia generale per copiare, rubare un suggerimento volante o sperare nell’ispirazione provvidenziale. In ogni caso James sapeva bene come sarebbe andata a finire. Poteva dar colpa all’infelice nottata, al ritardo, alle pressioni psicologiche dell’insegnante, ma sotto sotto sapeva di non aver studiato il necessario. Con ogni probabilità avrebbe rimediato un’altra insufficienza e quindi l’obbligo di seguire i noiosissimi corsi di recupero a fine quadrimestre.
Beh, quell’anno le cose proprio non giravano per il verso giusto.

 

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Clima tipico d'autunno, fuori piove. 
Non esiste momento migliore per rilassarsi in comodità accompagnati da una piacevole lettura e viaggiare con la mente.

In sottofondo il rumore del vento assieme alle gocce che si infrangono sulla finestra...Cosa chiedere di più?

 

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Tutto parte da qui. Non so quanto senso abbia ringraziare una città, ma ti sarò per sempre debitore. Grazie Cividale del Friuli!

 

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Focus sui pianeti...

 

Venere è il secondo pianeta del Sistema solare in ordine di distanza dal Sole. Prende il nome dalla dea romana dell'amore e della bellezza e il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della mano di Venere che sorregge uno specchio ♀.

È anche l'oggetto naturale più luminoso nel cielo notturno dopo la Luna e per questo motivo è conosciuto fin dall'antichità. Venere è visibile soltanto poco prima dell'alba o poco dopo il tramonto e per questa ragione è spesso stato chiamato da popoli antichi la "Stella del Mattino" o la "Stella della Sera".

Classificato come un pianeta terrestre, a volte è definito il "pianeta gemello" della Terra, cui è molto simile per dimensioni e massa.

Nelle avventure di James Biancospino questo pianeta ha dei poteri che neanche immaginate, o meglio, la pietra magica superiore di Venere si attiva solo quando il pianeta è in transito.

Venere ricopre un ruolo fondamentale per tutta la storia ed in particolare per James, legato nel profondo dal suo “sguardo”.

 

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Una pietra magica recuperata per caso in un campo ai bordi del fiume Natisone traghetta il timido James indietro nel tempo, nel XVI secolo, dove entra in contatto con una misteriosa confraternita di stregoni e combattenti. Da costoro il giovane apprende che le pietre nascondono immensi poteri arcani, governabili dall’essere umano grazie alla volontà e alla conoscenza di antiche rune. La secolare confraternita della luce riconosce James come uomo del destino, colui che stavano aspettando per muovere guerra alla minaccia degli oscuri, esseri malvagi che si nutrono di anime innocenti e terrorizzano il mondo con la loro violenza. James deve però preoccuparsi anche di capire come poter tornare a casa, nel suo tempo, tra i suoi cari… Esiste una pietra capace di riportarlo da dove è venuto? Attraverso l’avventura e l’impegno, il giovane protagonista imparerà finalmente a convivere con le proprie più intime paure e a superare gli ostacoli emotivi che determinano la sua timidezza, viaggiando attraverso l’Italia rinascimentale e scoprendo l’amore, il coraggio, la vera amicizia…

 

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Giusto per essere solidale nei confronti di tutti i ragazzi tornati da poco fra i banchi di scuola...

 

James non era uno studente ritardatario, né particolarmente svogliato; ma dall’inizio di quell’anno scolastico qualcosa era cambiato, e tutti lo avevano notato, dai professori ai compagni di classe. La stanchezza, i dubbi e quegli incubi che non davano tregua: ce l’aveva scritto in fronte che qualcosa gli andava storto e non riusciva più a concentrarsi o applicarsi negli studi.

I suoi amici avevano preso a evitarlo di proposito.

Era visto come un tipo bizzarro, solitario, dal quale era meglio tenersi distanti. Noncurante di ciò, James si sforzava di mantenere un comportamento normale, pacifico, cercando di non lasciarsi risucchiare dall’angoscia derivante dal senso di solitudine e dalle sue sfiancanti esperienze notturne.

Dopo essere stato quasi investito da un’auto per non aver rispettato un semaforo e aver subito epiteti irripetibili, James arrivò a scuola. Legò la bici alla sbarra e bruciò le scale in quattro disperati salti.

A pochi metri dalla porta dell’aula rallentò l’andatura e percepito l’assoluto silenzio proveniente dalla stanza, intuì la tesissima atmosfera da compito in classe. Mentre accompagnava la maniglia con un respiro affannoso disse: «Buongiorno professoressa, scusi il ritardo: sono stato trattenuto da cause di forza maggiore.»

«Cause di forza maggiore?» replicò l’insegnate fissandolo con occhi inquisitori. «Non me ne faccio niente delle sue stupide scuse, Biancospino! Il compito lo farà lo stesso, nell’ora che le rimane. Su, si sieda in prima fila e inizi a lavorare: sa bene quanto questo peserà sulla sua valutazione finale. Veda almeno di non combinare altri disastri. Ora silenzio e non disturbi i compagni! La tengo d’occhio.»

James Biancospino non rientrava certo nelle grazie della professoressa Pontiani. Aveva provato a sorriderle, in passato, a dimostrarsi serio e impassibile, ad assumere atteggiamenti reattivi e in seguito arrendevoli, ma niente: qualsiasi cosa lui facesse, a lei non andava bene. E anche quel giorno sentì lo sguardo della prof pesare come un macigno sulla sua testa per tutto il resto del tempo.

Il suono della campanella fu un sollievo per gran parte degli alunni. Chi aveva già consegnato, perché troppo bravo, oppure consapevole della propria ignoranza, poteva finalmente lasciare l’aula. Chi era ancora in alto mare, come James, poteva sfruttare la concitazione della fine della lezione e quei preziosi attimi di anarchia generale per copiare, rubare un suggerimento volante o sperare nell’ispirazione provvidenziale.

In ogni caso James sapeva bene come sarebbe andata a finire. Poteva dar colpa all’infelice nottata, al ritardo, alle pressioni psicologiche dell’insegnante; ma sotto sotto sapeva di non aver studiato abbastanza. Con ogni probabilità avrebbe rimediato l’ennesima insufficienza e quindi l’obbligo di seguire i noiosissimi corsi di recupero a fine quadrimestre.

 

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Non sono neanche le 5 e già penso alla cena...

 

Sbucciate le cipolle e soffritte in olio, il giovane cuoco passò a sbattere le uova con sale, noce moscata, grana e prezzemolo tritato. Imburrata la seconda padella, mescolò il composto di uova e cipolla e attese la cottura. Intanto la mamma era uscita dal bagno pronta a cenare.

«Che dice il telegiornale?» chiese accomodandosi a tavola.

«Il solito» commentò distratto il figlio. «Ora parlano di stelle».

«Beh, non c’è altro in TV?».

«Dopo il TG dovrebbe esserci un film con Michael Fassbender» rispose guardando l’orologio sul muro. «Altri dieci minuti …».

«Dall’osservatorio internazionale del monte Graham in Arizona, Stati Uniti …» incalzava l’impettito inviato, mentre le riprese passavano a mostrare la struttura da diverse angolazioni. «Al mio fianco il professor Sturridge, apprezzato ricercatore e coordinatore del centro d’osservazione sperimentale. Approfitteremo della sua esperienza per capire come funzionano e soprattutto cosa sono questi allineamenti planetari».

«Ottimo questo piatto. Molto raffinato e ricercato ... Che ricetta è?» commentò con un sorriso Kathleen.

«Questa qui? È la famosa e prelibata omelette aux oignons, roba da veri chef come me».

«Ah! Haute cuisine!».

Sullo schermo lo scheletrico professor Sturridge era alle prese con un grafico luminoso. Occhi profondi e attenti, nascosti da spessi occhiali color pistacchio, comunicavano vivacità e passione.

«Il fenomeno, che avremo la fortuna di vedere tra qualche giorno, viene erroneamente descritto come allineamento planetario» prese a spiegare lo scienziato. «L’allineamento è però una situazione rarissima, in cui tutti i pianeti del sistema solare sono sulla stessa retta e dalla stessa parte rispetto al Sole. È più giusto dunque definire l’evento attuale come congiunzione planetaria, ossia quando due o più pianeti o satelliti del nostro sistema possiedono la medesima longitudine eclittica geocentrica. Nel caso specifico avremo il passaggio di Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno e la nostra Luna lungo un’immaginaria linea retta tra la Terra e il Sole».

«E cosa comporta tutto questo, professore? Ci saranno conseguenze, effetti collaterali che possono riguardare la vita di tutti i giorni o l’equilibrio del nostro pianeta?» domandò il giornalista per inoltrarsi più animatamente nella conversazione.

«Ebbene il transito di questi pianeti è una circostanza molto rara e difficile da prevedere con esattezza, ed è anche per tale motivo che fa impazzire di entusiasmo noi ricercatori. Come per tutti gli eventi straordinari, dunque lontani dall’ordinarietà, fin dall’antichità questo passaggio ha affascinato e intrigato l’uomo. Gli astrologi egizi parlavano di prodigio misterico e i filosofi del medioevo erano convinti di partecipare a uno stravolgimento dell’ordine spirituale terrestre, a una particolare contingenza da interpretare come un invito a possibilità inaudite. Il fenomeno era letto come un epocale auspicio per intraprendere nuove strade e ottenere qualcosa d’importante. Ciò che reputo più affascinante è capire come popolazioni primitive fossero in grado di individuare questa congiunzione, non essendo in possesso di tutte le tecnologie che abbiamo oggi. Comunque per tornare alla tua domanda, e mi scuso se l’ho presa alla larga, di effetti collaterali per il nostro pianeta non ce ne sono. Bisogna pensare che la congiunzione è prospettica, dunque relativa. Spesso si associano a tali fenomeni calamità naturali o sconvolgimenti climatici, ma tutto ciò ricade nel campo della fantascienza. State tranquilli e se è possibile godetevi lo spettacolo» rispose il professore traspirando soddisfazione per le spiegazioni elargite.

 

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Ripercorrendo i passi di James: Venezia

 

Erano da poco suonate le campane serali delle otto quando i due si trovarono davanti a una delle porte d’acqua della città.

Elvezio smontò da cavallo e fece a James segno di aspettarlo. Si diresse con sicurezza verso le guardie che controllavano l’entrata e consegnò loro una lettera sigillata. Dopo averla letta, i militi scrutarono con sospetto i due ragazzi, come se volessero smascherare un possibile inganno. Alla fine indicarono la porta a cui accedere, tornando a studiare l’orizzonte con sguardi torvi.

James era finalmente giunto a Venezia. C’era stato già molte volte ai suoi tempi, ma lo spettacolo di cui poteva godere in quel momento non aveva nulla a che fare con la città stampata nei suoi ricordi.

Migliaia di luci tremolanti illuminavano le stradine congestionate da pescatori, mercati, militi e carretti...

I canali su cui si affacciavano numerosi magazzini, portici e case fondaco decorate in stile bizantino, gotico o classico, apparivano limpidi e quieti. Le urla festose delle taverne si mescolavano all’ipnotico sottofondo cadenzato delle onde e allo sciabordio provocato dai remi dei gondolieri. Donne agghindate con affascinanti abiti colorati e larghissimi ridevano o chiacchieravano negli spiazzi e nei campi adiacenti alle bianche chiese. Ragazzi mascherati si affacciavano dai balconi lanciando petali e semi. Poco lontano dalla porta appena superata un mangiafuoco sputava fiamme puntando alle stelle.

Il carnevale doveva essere iniziato e la città sembrava prepararsi al lungo periodo di festeggiamenti.

«Non la immaginavo così bella e luminosa. È davvero una città straordinaria. Incredibilmente moderna» osservò James.

«Non lasciarti ammaliare. Dietro l’apparenza si nascondono ombre e brutture che non immagini. Scendi da cavallo» ordinò Elvezio. «Dobbiamo proseguire a piedi.»

«Dove andiamo?» gli chiese l’altro.

«Dobbiamo incontrarci con Dagoberto.»

«Sai dove si trova?»

«Ci aspetta nel sestiere di Dorsoduro, laggiù» e indicò la direzione, «presso una casa verde che affaccia sulle scalinate del ponte nuovo. Lì, sotto quell’edificio,

Dagoberto sarà vestito in modo eccentrico per farsi riconoscere ... Solo che qua mi sembrano tutti vestiti in modo strano!»

«Non sai che faccia abbia?»

«No, non l’ho mai conosciuto di persona.»

«Io non capisco» fece James. «Non sappiamo com’è fatto, non c’è un orario preciso per l’incontro, non c’è modo di riconoscersi … Ma che razza di appuntamento è?»

«Non so come fate voi, ma qui funziona così», tagliò corto l’altro. «Troppe informazioni compromettono la segretezza della missione. Poche storie!»

«Dovete dirvi qualcosa di preciso quando vi incontrate per assicurarvi di essere le persone giuste?» chiese il viaggiatore.

«Sì, c’è una frase di riconoscimento … Proviamo a muoverci lungo quel canale. Speriamo ci veda e ci riconosca, dopotutto così come siamo vestiti siamo noi i più strani!»

«I più normali vorrai dire.»

«Normali in una città di stranezze» concluse Elvezio.

Raggiunsero il luogo prestabilito e nei minuti seguenti osservarono con attenzione diverse figure ferme ad ammirare il panorama, affacciate dal ponte in prossimità della casa verde. Nessuno sembrava accorgersi di loro.

Dopo un’eternità, James si stufò di aspettare e di sua iniziativa si avvicinò a un vecchio mendicante dal mantello lercio che stava rannicchiato sui primi scalini del ponte.

 

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«Per fortuna non tutti gli esseri umani sono corrotti, alcuni hanno ancora la forza e la tenacia di perseguire il Bene a ogni costo. Ed ecco per quale ragione è sorta la Confraternita della Luce.»

«E cosa sarebbe?»

«L’ordine che da sempre combatte i non-morti o, come vengono da noi chiamati, gli oscuri … La maggior parte dell’umanità ignora la mostruosità e il Male che proliferano ogni giorno sulla Terra. In molti condannano la magia e diffidano di chi intende praticare e tramandare gli antichi riti di difesa dell’ordine naturale, ma noi non siamo eretici, siamo persone che cercano in ogni modo di garantire la pace e di fermare l’avanzata degli oscuri. Come, ti chiederai? Esattamente come tu stesso hai potuto vedere l’altra notte … Sette sono le grandi pietre superiori. Una da ogni pianeta, un potere distinto per ciascuna. Se unite, tutte e sette, si ottiene la capacità di utilizzare tutti i poteri senza l’uso di ciascuna di esse. Ci si trasforma, in tutto e per tutto, in divinità. In tanti ci hanno provato. Centinaia, migliaia, e quasi tutti sono piombati nella corruzione dello spirito. Oggi quegli uomini sono non-morti.»

 

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Dentro la testa di James...

 

Sogni. Inconscio. Malessere. Quale legame? La mente

rivive e ricombina in maniera originale frammenti di

realtà che mi hanno colpito o inquietato. Possibile si tratti

di qualche battaglia passata? Magari l’ho vista in TV,

in qualche film, o chissà dove, e mi è entrata in testa con

prepotenza, senza voler più uscirne. Non ricordo però di

aver mai visto né sentito parlare di nulla di simile. E poi

perché quegli stramaledetti dolori alla spalla? Sono solo

una coincidenza?

 

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Ecco di seguito un'interessante recensione del libro. Sono rimasto davvero scioccato nel leggerla perché non avrei saputo scriverla meglio di così. 
Come se mi avessero letto nel pensiero...
Che il crispoazio abbia fatto la sua parte?:umh:

 

https://lesfleursdumal2016.wordpress.com/2018/11/23/james-biancospino-e-le-sette-pietre-magiche-di-simone-chialchia-aporema-edizioni-a-cura-di-alessandra-micheli/?fbclid=IwAR1556769xDO0EvxyXklo0iezowRCIUuF_AQgQ_uo6If8bvd5KVSLrl26T0

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Più o meno 515 anni fa, esattamente in questa notte, James partiva da Cividale del Friuli accompagnato da Elvezio per raggiungere i confratelli a Venezia. 
E ancora oggi, come allora, ecco l'immensità del pignarûl, che con la sua potenza riscalda gli animi  e avvicina la gente. Le sue fiamme ci regalano consigli che non sempre ascoltiamo con attenzione. 
Che questo calore ci scaldi il cuore e apra la mente in questi tempi dove è più facile chiudere una porta piuttosto che aprirla.

 

James Biancospino

 

 

 

 

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«Sei qui per uno scopo ben preciso, caro giovane. Credi al destino?»

«Non lo so» reagì il ragazzo sconvolto. «Non credo in niente. Le cose capitano e spesso non hanno alcun senso. Sarebbe terribile dover ammettere che tutte le cose brutte che succedono abbiano uno scopo preciso, immaginare una volontà in gioco con il dispiacere e il dolore altrui.»

«Il destino di cui ti parlo non ha a che fare con il particolare. Non determina ogni singolo momento della vita, né si preoccupa di guidare l’esistenza di tutti. È un disegno che asseconda i movimenti determinanti, necessari alla conservazione del Bene, la forza che fa sopravvivere questo mondo. Se tu vuoi, sono io a proporti ora un accordo…

 

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