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paolati

Cjan e l'uva passa

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Riassunto delle puntate precedenti:

Cjan è un cane randagio da quando la sua anziana padrona è morta.

Paron è un signore sgangherato, alcolizzato che vive di sussidi statali; in bocca ha un dente ogni quarto d’ora e abita nelle case popolari. Un po’ per caso, un po’ per solitudine, i due scelgono di prendersi cura l’uno dell’altro.

Il racconto è ambientato in Friuli.

 

Mi piacerebbe tu ascoltassi un brano dei Zuf de Zur da Tilulela feat U.T. Gandhi – Laila Tof

 

L’altro ieri Paron ha segato mezza porta, poi con tre cerniere ha avvitato un basculante di plexiglass, così io posso entrare e uscire quando voglio, dice.

Come me possono farlo però anche gli altri cani, gatti, uccelli, bambini, per cui, quando sono in casa, mi piazzo lì davanti e ringhio a tutto quello che fuori si muove. Voglio sia chiaro al mondo intero: da lì non si passa.

Mentre sonnecchio, un suono indecifrabile attira la mia attenzione. Non è un bel suono, questo è sicuro!

Esco a vedere: niente.

Eccolo di nuovo! Sembra un rantolio e proviene dalla tromba delle scale. Salgo alcuni gradini, ne salgo degli altri: la Vecjate è a terra. Una gamba qua, una gamba là. È tutta scomposta.  Dal suo naso escono aria e bolle, il pavimento è appiccicoso: c’è odore di sangue.

Meriterebbe di essere lasciata lì quella strega, ma sono un cane, mica un bastardo!

Corro in casa e cerco di attirare l’attenzione di Paron. Salto, abbaio, gratto, lo tiro per i pantaloni.

Vado avanti e indietro, ansimo. Paron è costretto ad alzarsi dal divano sfondato e a seguirmi. Usciamo direzione scale.

«Cjan! Ven cà stupit, se ti viôt la vecjate ti cope».

- Cjan! Vieni qua stupido, se ti vede la vecchiaccia ti uccide.

Insisto ancora, salgo e scendo, abbaio forte, il suono rimbomba e mi spavento da solo. Di nuovo silenzio. Di nuovo quel rantolio. Questa volta lo sente anche Paron.

Mi segue finalmente e la vede anche lui. Corre in strada e urla:

«Clamait l’ambulanse, la vecjate a je colade e sta mâl».

- Chiamate l’ambulanza, la vecchiaccia è caduta e sta male.

Escono alcuni condomini, ma non vogliono collaborare. Dicono che poi quella darà la colpa a loro, dirà che son stati loro a spingerla giù dalle scale; rientrano in casa senza far niente.

Paron ferma un passante, gli sequestra il cellulare e chiama il 118, poi torna sulle scale, si siede accanto alla vecjate e la tranquillizza. Le carezza pian piano il viso e continua a ripeterle:

«Ten dûr, no sta a vè pore, cumò el rive il miedi».

- Tieni duro, non aver paura, adesso arriva il medico.

Si sente una sirena, è vicina, molto vicina. Ecco gli infermieri, infilano tubi, fanno punture… aiuto, non posso guardare.

Wruuum, il portellone si chiude.

«Lei ci segua con l’auto!» dicono a Paron.

Li seguiamo sì, ma a piedi. Una bella scarpinata.

Mi pareva… io non posso entrare.

Col buio Paron esce e ce ne torniamo a casa.

L’indomani alle otto siamo dall’assistente sociale; lei apre l’ufficio alle dieci.

«Buongiorno signor Bertoli, prego, faccia entrare anche il cane. Il suo contributo non è ancora arrivato. Mi ha portato intanto gli scontrini della spesa? Il pagamento dell’affitto? Le prove che ha usato bene i soldi che la Regione le offre come sostentamento? È andato a cercar lavoro?»

«No soi ca par me. La vecjate e je colade e si è spacade dute. E je in ospedâl di besole e no ha nissun, jûl judale».

- Non sono qui per me. La vecchiaccia è caduta e si è spaccata tutta. È in ospedale da sola e non ha nessuno, bisogna aiutarla.

«Grazie signor Bertoli per averci avvertito, ora ce ne occuperemo. So che la Vecjate, come la chiama lei, le ha creato qualche problema in passato; è una donna dal carattere molto particolare e difficile».

«A je une stronse, atrichè particolâr, ma jo no soj un bastârd! Mandi».

- È una stronza, altroché particolare, ma io non sono un bastardo. Ciao.

 

Passa un po’ di tempo e la vecjate torna a casa.

Adesso si muove con un carrello. Grin grin, grin grin si sente quando passa. Con lei ora abita una signora grassa, ha un buon odore di cucinato addosso, mi fa sempre una carezza quando mi vede.

La signora grassa suona alla nostra porta e chiede:

«Avete sale?»

Lo abbiamo.

Poi cerca zucchero.

Un giorno si presenta con un barattolo di caffè e dice che potremmo berlo insieme. Non io e lei, lei e Paron. Qui non conosce nessuno: è ucraina, mentre le altre badanti son tutte rumene e polacche e non la considerano. La vecchia la maltratta, a casa c’è la guerra ed è preoccupata per i suoi figli, ha bisogno di svagarsi, almeno nelle due ore di pausa ha bisogno di parlare con gente amica.

Paron risponde che lui non è gente amica e che dopo mangiato si riposa.

Ucraina si presenta lo stesso l’indomani con un vassoio in mano: una moka fumante, biscottini e un barattolo di vetro con liquido trasparente e cose galleggianti.

Paron attratto dal liquido trasparente e cose galleggianti la fa entrare. Bofonchia qualcosa sul disordine e lei commenta che si deve arieggiare, pulire, che ci vorrebbe un po’ di musica. Va al lavello, sciacqua due tazzine, due bicchieri, sistema un po’, pulisce il gas, sposta carte e abiti dal tavolo, si sfila il foulard che tiene legato al collo e lo usa a mo’ di tovaglia.

Mi ricorda il tempo con Ida, la donna con cui abitavo prima. Che nostalgia, piagnucolo un po’ e Ucraina mi allunga un biscotto.

Parlano in italiano lei e Paron. Non si capisce chi dei due sia lo straniero.

Il liquido alla fine è grappa con uva passa; correggono il caffè, poi mangiano l’uvetta.

Paron raccoglie alcuni chicchi e me li porge.

L’odore non mi piace.

«Cjan no può mangiare alcol!» esclama Ucraina.

«Cjan può! Lui mangia quello che mangio io!»

Non voglio fargli far figure di merda: gli ho ucciso il cucù, l’ho quasi fatto arrestare per un osso, ha sfasciato mezza porta per colpa mia. Non lo contraddirò davanti a una donna: mangio l’uvetta dalla sua mano.

Schifo!

Oh, la stanza gira, il mondo gira, gira il mondo nello spazio senza fine... Mi stendo, chiudo gli occhi e… sono circondato dalle meduse. Volteggio leggero nelle profondità marine insieme a queste straordinarie creature, antichi organismi trasparenti…

Al risveglio Ucraina non c’è e Paron, stranamente, è cosciente:

«E ha dite che torne ancje doman. Nin in biblioteche, o hai di viodi se han il cd dai Buena vista social club. Ottima musica, secont l’ispetôr.  E dopo o nin a bevi, ch’al è miôr».

- Ha detto che torna anche domani. Andiamo in biblioteca, devo vedere se hanno il cd dei “Buena vista social club”. Ottima musica, a detta dell’ispettore. E dopo andiamo a bere, che è meglio.

 

 

Spoiler

Un grazie di cuore a @Kikki e a @L’antipatico.

 

 

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Ospite

@paolati. Mandi. Le puntate precedenti esistono su WD (ho provato a cercarle ma non trovo niente, sono nuova e mi incasino qui dentro) o è un tuo libro? se è un tuo libro, mi diresti in privato il titolo e dove lo trovo? Grazie.

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Mandi @Lillibet :D

Le puntate precedenti e successive le trovi qui, sul WD, in "officina".

Aspetta, provo a inserire i link:

Cjan

Cjan e l'osso

Cjan e la musica

Cjan e l'uva passa

Cjan e il rapala

No, non è un libro, ma... non si sa mai. Grazie comunque per averlo detto: mi hai fatto sognare. :)

Ah: mentre questo racconto è stato rivisto da potenti mani sensibili e correttrici, gli altri racconti sono scritti così, come posso, come viene, plui o mancul. Abbi pazienza ;)

 

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Ospite

@paolati. Grazie grazie grazie grazie per i link. Non hai idea di quanto sei brava, vero? ho riso io, ha riso il mio compagno, ha riso mia sorella. La tua reincarnazione nel cane è fantastica, hai i giusti tempi comici (e anche un poco tristi, ma ci stanno, il comico e il triste non si disturbano a vicenda) e hai un umorismo sottile che mi ha spiazzato, perché io stupidamente sono dell'idea che l'umorismo nella letteratura sia prerogativa degli autori inglesi. E invece no.

Reincarnarti in un gatto, e poi in un furetto domestico, e poi in un pappagallo? mai venuta questa idea per un libro? anche di soli racconti.

Ti leggo subito. Grazie ancora. Mandi.

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Ospite

@paolati. Li ho letti tutti. E plui o mancul, mi sa che sghignazzerò anche dormendo per alcune scene meravigliose. Mi correggo: per tutte le scene meravigliose e per i pensieri stupendi che metti nella testa di Cjan (sto ancora ridendo per la scena al pronto soccorso dove il Pescatore chiede al dottorino di disinfettargli il rapala. Mitica. Unica. Introvabile. Geniale). Grazie per avermi fatto ridere. MI sa proprio che domani ti rileggo.

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Dio @Lillibet non so davvero come ringraziarti. Ricevere complimenti fa sempre molto piacere, questo è fuori discussione, ma sentire che: 

2 ore fa, Lillibet ha detto:

ho riso io, ha riso il mio compagno, ha riso mia sorella.

questo mi ha riempito di felicità. Grazie mille per avermi letta, cercata e commentata.

Cjan sta scodinzolando e Paron dice: "vi pajarai un taj, quant che vi trovarai a tÔr". ;) 

 

3 ore fa, Lillibet ha detto:

Reincarnarti in un gatto, e poi in un furetto domestico, e poi in un pappagallo? mai venuta questa idea per un libro? anche di soli racconti

Sinceramente, non ci avevo pensato, ma prima "finisco" il cane, poi passerò al rondone, credo. Una volta me ne è entrato uno in auto mentre guidavo. ;)

 

Lillibet grazie davvero per essere passata di qua e anche di là, grazie per tutte le freccine verdi, ma non credo che, da regolamento, si possano mettere nei racconti, per cui ti consiglierei di confessarti in privato con uno staffer, :) magari tramite messaggio. Sono certa che ti perdoneranno e sistemeranno l'errore. Io intanto mi godo tutti i tuoi: mi piace. Non fa niente che poi me li toglieranno, intanto so di averti fatto ridere e questo per me è: gioia infinita. Dissolvenza e partono i Negrita.

Grazie.

Mandi. :rosa:

 

 

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Ospite
13 ore fa, paolati ha detto:

vi pajarai un taj, quant che vi trovarai a tÔr

Se Paron mi sta offrendo un'ombreta de vin per quando ci incontreremo, ci sto volentieri. Mia madre e tutti i suoi parenti erano furlani di Udine, ma io sono bastarda come el Cjan e il furlano non lo conosco proprio, anche se vorrei tantissimo impararlo e parlarlo come mia madre e mia nonna lo parlavano fra di loro quando si beccavano.

Sto rileggendoti. (y) (ma non perché soffro di demenza senile e mi sono già scordata quello che ho letto ieri). Ti ho aggiunta come persona da seguire e in questo caso dovrei essere avvertita quando posterai una nuova storia. Credo che funzioni così. Spero che la notifica arrivi molto presto. Mandi.

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8 ore fa, Lillibet ha detto:

Ti ho aggiunta come persona da seguire e in questo caso dovrei essere avvertita quando posterai una nuova storia. Credo che funzioni così.

Sì, funziona così, ma non credo tu abbia fatto un affare. :)

Quando segui qualcuno, ti arrivano le notifiche per qualsiasi cosa egli dica. E io, dico un mucchio di cose ;) (spesso anche di non vitale importanza).

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