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KawaiiCleffa

Da libro a film: come funziona?

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Premetto che io non ho scritto nessun libro, ma questo topic nasce dalla mia pura curiosità.

Escludendo i casi letterari che richiamano a sé da soli produttori e sceneggiatori, come si rende un libro un film? Tocca allo scrittore scrivere una sceneggiatura e inviarla, speranzoso, a qualche casa di produzione, o basta inviare il libro e incrociare le dita? C'è qualche figura di riferimento addetta appositamente a scovare libri che possano essere valide basi per film? 

I libri sono da sempre un'inestimabile fonte di spunti per il mondo cinematografico, e alle volte il film ottiene più successo del libro stesso a cui è ispirato, facendo da traino per quest'ultimo. Sicuramente, come scrittore, ricevere la possibilità di vedere il proprio testo reso film deve essere un qualcosa di imperdibile, sopratutto se la produzione presagisce qualità. 

Ed ecco la curiosità, come funziona? Il mio quesito riguarda soprattutto il mondo italiano, dove volente o nolente queste realtà, editoriale e cinematografica, sono minori rispetto a quelle americane/inglesi. Ma sicuramente ci sono più italiani che guardano film, anche italiani, di quanti leggano libri italiani. 

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@KawaiiCleffa Posso parlarti del mercato anglosassone. In generale funziona tramite il passaparola: se il libro è famoso, prima o poi capiterà nella mani di qualcuno che penserà se è adatto a diventare un film o una serie TV oppure no. Vengono presi in considerazione tantissimi libri, ma sono pochi quelli adattabili in una sceneggiatura. Non esiste una figura di riferimento, ma le case di produzione sono sempre alla ricerca di nuove idee e se un libro è di successo ci sono buone possibilità che anche l'eventuale film sarà ben accolto. Se poi nelle mani di una di queste figure/non figure capita un romanzo sconosciuto ma dalle ottime idee, è possibile che venga preso in considerazione.

Nel caso del mercato italiano, di cui non mi occupo come sceneggiatore, suppongo si tenga conto soltanto di libri famosi, o almeno così sembra.

 

Uno scrittore può proporre un proprio libro a una casa di produzione? Sì, a patto di inviarne la sceneggiatura e non il romanzo vero e proprio. A quel punto, però, non è più uno scrittore bensì uno sceneggiatore, un lavoro che richiede competenze e conoscenze diverse. Non puoi inviare un romanzo a una casa di produzione e aspettarti che ne scrivano loro la sceneggiatura; è come se scrivessi una sinossi e la inviassi a una casa editrice aspettandoti che ne scrivano un romanzo.

A questo comunque devi aggiungere che il mercato delle sceneggiature è molto più complesso rispetto a quello editoriale. Se sei uno sconosciuto è molto difficile farsi notare, è più probabile che cestinino tutto il materiale inviato senza neanche leggerlo.

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1 ora fa, Black ha detto:

@KawaiiCleffa Posso parlarti del mercato anglosassone. In generale funziona tramite il passaparola: se il libro è famoso, prima o poi capiterà nella mani di qualcuno che penserà se è adatto a diventare un film o una serie TV oppure no. Vengono presi in considerazione tantissimi libri, ma sono pochi quelli adattabili in una sceneggiatura. Non esiste una figura di riferimento, ma le case di produzione sono sempre alla ricerca di nuove idee e se un libro è di successo ci sono buone possibilità che anche l'eventuale film sarà ben accolto. Se poi nelle mani di una di queste figure/non figure capita un romanzo sconosciuto ma dalle ottime idee, è possibile che venga preso in considerazione.

Nel caso del mercato italiano, di cui non mi occupo come sceneggiatore, suppongo si tenga conto soltanto di libri famosi, o almeno così sembra.

 

Uno scrittore può proporre un proprio libro a una casa di produzione? Sì, a patto di inviarne la sceneggiatura e non il romanzo vero e proprio. A quel punto, però, non è più uno scrittore bensì uno sceneggiatore, un lavoro che richiede competenze e conoscenze diverse. Non puoi inviare un romanzo a una casa di produzione e aspettarti che ne scrivano loro la sceneggiatura; è come se scrivessi una sinossi e la inviassi a una casa editrice aspettandoti che ne scrivano un romanzo.

A questo comunque devi aggiungere che il mercato delle sceneggiature è molto più complesso rispetto a quello editoriale. Se sei uno sconosciuto è molto difficile farsi notare, è più probabile che cestinino tutto il materiale inviato senza neanche leggerlo.

sembra un mondo dai meccanismi davvero complessi. Ma perdonami, mettiamo caso che il libro x, non tanto famoso ma con potenziale, venga letto per caso da un produttore o sceneggiatore, come hai ipotizzato anche tu: a quel punto si decide di farne una sceneggiatura per renderlo un film. Questa ipotesi è tutta in mano alla casualità, ma comunque ci troviamo di fronte ad un libro, non una sceneggiatura già pronta! Che differenza ci sarebbe se invece un autore inviasse ilsuo libro direttamente al produttore, senza sperare nell'effetto casuale? Anche lì non ci sarebbe una sceneggiatura, che dovrebbe procurarsi il produttore se ritiene che il libro abbia potenziale. 

Che tu sappia non è capitato che autore magari tramite agente o casa editrice proponesse il suo libro a qualche casa di produzione? Credi sia davvero così poco fattibile come metodo per arrivare al film?

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32 minuti fa, KawaiiCleffa ha detto:

Che tu sappia non è capitato che autore magari tramite agente o casa editrice proponesse il suo libro a qualche casa di produzione? Credi sia davvero così poco fattibile come metodo per arrivare al film? 

 

Provo a risponderti io per quel che ne so.
La risposta è: sì.
Non solo poco fattibile (almeno in Italia oggi) ma direi quasi impossibile.
Perché? Ci sono diversi motivi.

Qualche anno fa mi capitò di parlare a tal proposito con una persona che lavorava in produzioni tv e cinematografiche. Mi disse che tutti i produttori sono "bombardati" da decine e decine di sceneggiature (non libri, dico proprio sceneggiature belle e pronte) provenienti dagli "addetti ai lavori". Mi spiego meglio. Rai, Mediaset e Sky producono una sit come leggera? Dovranno mettere dei professionisti a scrivere dialoghi ecc ecc.
Ora, immagina di essere uno sceneggiatore. Ritieni - giustamente - di essere bravo, di avere tanto da dire. Dedichi il tuo tempo libero a scrivere il tuo capolavoro, mentre nel tuo tempo lavorativo scrivi i dialoghi semplici semplici di serie tv nazional-popolari per famiglie. Quando hai finito il tuo capolavoro cosa fai? Vai dal produttore - che conosci, perché è il tuo datore di lavoro - e gli ammolli sulla scrivania questo benedetto "capolavoro". E così le scrivanie dei produttori sono piene di sceneggiature che vengono direttamente dai loro stessi sceneggiatori. Sceneggiauture che, nel 99% dei casi, non vengono mai prese in considerazione.
Invii spontanei. Altre persone che ho conosciuto - persone che han messo su piccole case di produzione cinetelevisive - mi hanno raccontato che è normale ricevere proposte spontanee di autori di libri (o di sceneggiature). Hanno le mail piene di richieste più o meno improbabili. Neanche li leggono.


Come funziona allora? Il produttore che viene colpito da un romanzo (famoso o meno) contatta l'autore. Non il contrario.
Oppure ci si affida ai concorsi specifici (il Solinas, per citare il principale - e forse unico, ammetto di non sapere quanti e quali siano).
 

Bisogna poi tenere conto che i costi di produzione di un film sono diversi da quelli di un libro. Io produttore, tendenzialmente, non posso dar retta a tutti gli "aspiranti sceneggiatori/scrittori" che mi inviano roba, perché se ancora ancora nel mondo editoriale il prezzo di un libro è più o meno quello, una produzione cinematografica può variare da poche centinaia di migliaia di euro per un film a basso costo a centinaia di milioni di euro. 
Posso io produttore perdere tempo a leggere un fantasy che non potrei mai permettermi di produrre, ammesso che me ne dovessi innamorare? E naturalmente è impensabile chiedere agli autori la "professionalità" di saper quantificare, anche solo in modo approssimativo, un piano di spesa per una produzione cinetelevisiva in base a ciò che hanno scritto.


Aggiungo poi che le CE hanno le agenzie di rappresentanza, le case di produzione no.

Questo è un punto importante, per me.
Perché non esistono queste agenzie? Lo ignoro. Credo sia un grosso bug del sistema. A mio modestissimo avviso delle agenzie specializzate potrebbero essere qualcosa di innovativo e di importante. Io agente seguo il mercato editoriale e leggo testi inediti di esordienti e non con un solo scopo: capire quelli che potrebbero esere facilmente "tradotti in sceneggiatura" (capirlo non è facilissimo, attenzione. Io ho studiato Storia e critica del Cinema all'università, e ho una certa dimestichezza con "l'oggetto sceneggiatura", e posso dirti che ci sono testi che sarebbero davvero molto difficili da riscrivere come film).

A quel punto potrei presentare questi testi a una casa di produzione con:
- divisione per genere
- divisione per budget
Insomma, una figura professionale capace di andare dal produttore e dire: ti interessa un fantascienza a basso costo? Un thriller che ci si debba spendere un bel po? Una commedia moderna e attuale che non ci si spende troppo se non per pagare attori comici famosi? Un drammone sui temi sociali del momento che costerebbe neanche tanto?

Personalmente, se fossi un produttore, una figura del genere mi farebbe comodo. Si tratterebbe di dedicargli... non lo so... anche una sola ora al mese per stare a sentire cosa propone... ma sarebbe comunque utile (fermo restando la professonalità a monte di questa figura).

 

Al momento, in ogni caso, a quanto ne so l'autore deve aspettare che sia il produttore a interessarsi a lui (se poi qualcuno è in grado di smentirmi ne sarei lietissimo, perché sarebbe il segno che qualcosa si sta muovendo).

Un saluto!

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1 ora fa, KawaiiCleffa ha detto:

Che tu sappia non è capitato che autore magari tramite agente o casa editrice proponesse il suo libro a qualche casa di produzione? Credi sia davvero così poco fattibile come metodo per arrivare al film?

@Bango Skank Ha espresso perfettamente il mio pensiero. Per un produttore è molto più semplice, veloce e sicuro rivolgersi ad autori da lui scelti piuttosto che ricevere una quantità esorbitante di materiale, per la maggior parte inutilizzabile. Cestinano già molte delle sceneggiature ricevute tramite invio spontaneo; è davvero improbabile che accettino dei romanzi.

 

1 ora fa, Bango Skank ha detto:

E naturalmente è impensabile chiedere agli autori la "professionalità" di saper quantificare, anche solo in modo approssimativo, un piano di spesa per una produzione cinetelevisiva in base a ciò che hanno scritto.

Non so come funzioni nell'ambiente italiano, ma all'estero in realtà una quantificazione approssimativa dei costi è spesso requisito necessario. Durante i pitch, i colloqui in cui lo sceneggiatore propone una sceneggiatura a produttori e registi, lo sceneggiatore è tenuto a spiegare perché la sua sceneggiatura non richiede spese eccessive e a quali soluzioni inerenti allo sviluppo della storia ha pensato per ammortizzare i costi. Non si tratta di una vera quantificazione, certo, ma lo sceneggiatore deve avere come minimo un'infarinatura generale sui costi di produzione, pre-produzione e post-produzione.

 

@KawaiiCleffa A scanso di equivoci: i pitch sono organizzati dai produttori stessi, non sono mai spontanei.

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Il 1/8/2018 alle 18:27, KawaiiCleffa ha detto:

 

Escludendo i casi letterari che richiamano a sé da soli produttori e sceneggiatori, come si rende un libro un film? Tocca allo scrittore scrivere una sceneggiatura e inviarla, speranzoso, a qualche casa di produzione, o basta inviare il libro e incrociare le dita? C'è qualche figura di riferimento addetta appositamente a scovare libri che possano essere valide basi per film? 

 

Un po' ne capisco, avendo lavorato nel settore ( reparto riprese cinematografiche, non scrittura) e ho lavorato con grandi autori. Conosco tanta gente che tutt'ora ci lavora e, nonostante io abbia senza dubbio più conoscenze nel campo cinematografico che editoriale, non mi passerebbe per la testa di scrivere per il cinema, preferisco lanciare messaggi nelle bottiglie delloceano editoriale. Non ci sono proprio possibilità nel cinema. E' un ambiente molto chiuso in pochi giri, i pochi che fanno film di qualità spesso scrivono la sceneggiatura con qualche professionista affermato. Le fiction televisive, eccetto (forse) sporadici casi sono in mano q poche persone dalle dubbissime qualità. Mi spiace essere drastico, ma così la penso , basandomi su quel poco di cui ho esperienza diretta.

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Parlando con amici cinefili ho capito una cosa: molti sono i film tratti da best seller perché i produttori così sanno di aver investito su qualcosa che avrà un ritorno economico. Produrre film costa una barca di soldi; i riadattamenti cinematografici permettono di andare più o meno sul sicuro. Ecco perché anche secondo me il libro che diventa film è quasi sempre un best seller già conosciuto dal pubblico che quindi sarà meglio disposto a pagare il biglietto. Niente rischi su libri misconosciuti. 

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Grazie a tutti per le risposte, avete chiarito moltissimo i miei dubbi. È un po' un peccato a mio avviso che il mondo cinematografico a livello delle sceneggiatura sia così chiuso.

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19 ore fa, KawaiiCleffa ha detto:

Grazie a tutti per le risposte, avete chiarito moltissimo i miei dubbi. È un po' un peccato a mio avviso che il mondo cinematografico a livello delle sceneggiatura sia così chiuso.

Il mondo cinematografico italiano è morto e sepolto. 

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Qualche buon film esce ogni tanto, vedi "veloce come il vento" o "dogman", ma sono solo dei bagliori nell'oscurità. Il nostro cinema è morto per via della mentalità dei produttori, gente che non ama il cinema e che vuole il guadagno rapido. Perciò producono film scadenti e provinciali destinati solo ed esclusivamente al mercato interno, pensa a tutte le commedie che continuano a uscire, dai cinepanettoni, passando per Zalone,  finendo su "perfetti sconosciuti". Sono tutti prodotti fatti con l'idea del guadagno rapido e nient'altro. Figurati se cercano in giro buone idee per le sceneggiature, a lavorare sono personaggi che per qualche spintarella o amicizia sono infilati nell'ambiente cinematografico. Se volete fare del bene al cinema, e magari far venire l'idea ai produttori di far girare pellicole a registi capaci andate a vedere: "The End? L'Inferno fuori" in uscita il 14 agosto. Se dovesse avere un bel po' di incassi forse il cinema potrebbe risvegliarsi. 

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Diversi anni fa (una ventina) ho avuto modo di avere a che fare con l'ambiente del doppiaggio cinematografico italiano (e quindi anche gente che faceva adattamento dialoghi, un po' di sceneggiatura specie a livello televisivo, eccetera). Al di la` dei personaggi veramente di uno squallore assoluto (ominicchi dotati di una bella voce e di un ego debordante: ricordo ancora quando questo fenomeno ci disse, serissimo, che aveva il "ti amo" piu` intenso del mondo...), mi sento di affermare che la struttura del mondo dello spettacolo italiano e` pressoche` identica a quella della mafia: famiglie in perenne lotta tra loro si contendono le varie zone di influenza, pertanto se vuoi lavorare in quel dato "territorio" ti tocca obbligatoriamente essere "affiliato", altrimenti puoi tranquillamente fare i vermi.

 

Pertanto ritengo assolutamente giusta e meritata la condizione di umiliante affossamento in cui il cinema italiano si trova al momento.

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Intervento di Moderazione:

 

Il quesito di @KawaiiCleffa riguarda il processo tramite il quale un romanzo si trasforma in film. Limitiamoci all'ambito tecnico; non è questo lo spazio per discutere della situazione attuale del cinema italiano. ;) 

 

  • Grazie 1

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@Black

Onestamente non mi e` chiaro cosa intendi per "ambito tecnico". A questo punto mi pare chiaro un po' a tutti che dal punto di vista "tecnico" un libro passa da uno sceneggiatore/soggettista e poi, eventualmente, da un produttore (che poi trova un regista) o un regista (che poi trova un produttore). Quindi, se dobbiamo limitarci al solo ambito tecnico, la discussione si puo` gia` considerare esaurita. Pensavo andasse bene anche parlare delle proprie esperienze in ambito lavorativo. A meno che tu non intendi qualcosa di differente?

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@Vincenzo Valenti Il mio intervento è generale, non riferito al tuo commento specifico. Leggi i post sopra il tuo per capire a cosa mi riferisco.

40 minuti fa, Vincenzo Valenti ha detto:

Pensavo andasse bene anche parlare delle proprie esperienze in ambito lavorativo.

Certo, a patto che riguardino il quesito dell'autore del topic. :)

 

Se vuoi ulteriori chiarimenti possiamo parlarne via MP.

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In Italia la vedo impossibile. Ultimamente ha vinto il David per il miglior regista esordiente Donato Carrisi con La ragazza nella nebbia. Il suo libro è diventato film e lui ne è stato il regista. Dunque bisogna essere moltissimo in alto per realizzare un film. Il processo che porta dal libro al film è solo uno e si chiama "Successo".

  • Grazie 1

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7 ore fa, YumaKuga79 ha detto:

In Italia la vedo impossibile. Ultimamente ha vinto il David per il miglior regista esordiente Donato Carrisi con La ragazza nella nebbia. Il suo libro è diventato film e lui ne è stato il regista. Dunque bisogna essere moltissimo in alto per realizzare un film. Il processo che porta dal libro al film è solo uno e si chiama "Successo".

Quello è stato un caso interessante, dove l'autore è stato anche regista del suo soggetto,ma credo sia più un'eccezione che una regola.

 

Mi pare però di aver sentito di una serie tv basata sui libri della ferrante. Gli sceneggiati tv stanno avendo un grande successo ultimamente, ma anche questo caso conferma che prima c'è sempre l'imprescindibile necessità che il libro sia già famoso.

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Non parlo della Paramount Pictures ovviamente, ma piccoli produttori indipendendi che magari potrebbero trarre anche soltanto un corto, dal tuo romanzo o racconto.

Parlando di CE piccole loro non fanno nulla in tal senso (anche se nel contratto mettono tutte una clausola su eventuali diritti cinematografici...per la serie: non si sa mai), ma come sempre tocca rimboccarsi le maniche noi poveri piccoli scrittori.

E allora, vi siete mai proposti a qualcuno? A chi? La cosa è andata in porto? Ci sono agenzie letterarie specializzate in questo? Si va sui siti dei produttori e si usa la classica sezione contatti (se c'è)?

 

Grazie!

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Confesso una cosa: la cosa ragione per cui mi ostino a scrivere, pur valendo poco poco, è che il mio grande sogno è che qualcosa che ho scritto (dopo l'opportuna cura di bellezza e la traduzione in inglese) sia adattato per il cinema, mio grande amore di sempre. Però concretamente non mi sono mai informata perché ho scritto davvero poco, quasi niente, perché appunto non sono brava e perché a volte non sapere è meglio di sapere che per te sarà impossibile. Un po' patetica, ci sta. Ma è un grande amore, sono costretta a essere cauta. 

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16 minuti fa, ophelia03 ha detto:

Confesso una cosa: la cosa ragione per cui mi ostino a scrivere, pur valendo poco poco, è che il mio grande sogno è che qualcosa che ho scritto (dopo l'opportuna cura di bellezza e la traduzione in inglese) sia adattato per il cinema, mio grande amore di sempre. Però concretamente non mi sono mai informata perché ho scritto davvero poco, quasi niente, perché appunto non sono brava e perché a volte non sapere è meglio di sapere che per te sarà impossibile. Un po' patetica, ci sta. Ma è un grande amore, sono costretta a essere cauta. 

Lo scorso anno, poiché sono un'amante del cinema dalla più tenera età, rileggendo per l'ennesima volta l'ultimo romanzo scritto, ho avuto una fulminazione: questa storia potrebbe diventare uno splendido film. Non perché l'abbia scritta io, visto che è una storia vera che ho romanzato, ma perché a mio avviso aveva davvero tutte le potenzialità per essere trasformata in una sceneggiatura. Così ho lasciato da parte l'editing per iniziare a leggere libri su come scrivere una sceneggiatura.

Inutile dirvi che è un mondo completamente diverso, tanto che se non studi, fai un buon corso, o ti fai aiutare, non riesci a creare qualcosa di leggibile.

Ho chiesto quindi informazioni a un editor di un certo peso, che avevo fra gli amici di Facebook, il quale mi ha rimandato al nome di uno bravo sceneggiatore: Francesco Trento.

Francesco, mi ha ascoltata e ha ascoltato il mio progetto e, non potendo aiutarmi per via dei suoi impegni, mi ha invitata a seguire uno dei suoi week end di formazione (cosa che non potevo fare per via del mio maledetto ginocchio, ma a cui rimedierò a ottobre prossimo) e mi ha fatto prendere contatti con il suo braccio destro.

Così, completamente all'oscuro di qualsivoglia tecnica cinematografica, ho lavorato con Marco  per più di sei mesi, solo per riuscire a creare un soggetto cinematografico che fosse degno di tale nome. Inutile dire che sono innamorata di quello che abbiamo scritto( anche con il contributo di una cara amica che mi aveva coadiuvato nell'editing del romanzo). Con l'aiuto dei miei figli, in un brainstorming bifamiliare (la mia famiglia e quella della mia amica) e grazie all'intuizione di mio figlio, abbiamo scelto un titolo che a pronunciarlo risultasse musicale e che soprattutto fosse lo stesso in qualsiasi lingua del pianeta. Ho creato la cover illustrata, incollato il soggetto e l'ho iscritto a un concorso per esordienti.

Vorrei tanto che arrivasse in finale, non m'importerebbe vincere, non pretendo tanto, ma avere la soddisfazione di poterlo pitchare (neologismo inventato derivante da Pitch) a un produttore, sarebbe già un sogno.

Ma la cosa davvero, davvero eccitante, è stato scriverlo. Creare e immaginare le scene, lasciando che mi scorressero davanti agli occhi. Immaginare i toni delle voci, i moti dei cuori, i pensieri dei personaggi e doversi inventare un modo per renderli con le sole immagini, senza usare parole.

Ecco, è un modo di scrivere totalmente diverso e credo che aver frequentato una scuola di teatro mi abbia un po' aiutato. Ma, certo, senza l'intervento di Marco non sarei stata capace di realizzarlo.

 

Tutto questo per dirvi, che forse è necessario prima imparare a scrivere per il cinema; poi realizzare un soggetto adeguato; e solo infine iniziare a pensare come farsi notare dai produttori. 

Una volta che si ha in mano un buon soggetto, se sei un esordiente, l'unica è partecipare a un concorso per esordienti e sperare di farsi notare. In Italia ce ne sono diversi, anche molto quotati all'estero.

 

Spero di non avervi annoiato.

Se amate il cinema non vi arrendete, scrivere un soggetto è un'esperienza che ti apre la mente, soprattutto se hai un bravo maestro.

In bocca al lupo o, come si dice nell'ambiente: tanta merda!

Ez :rosa:

 

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Grazie Ezbereth, ma in realtà non sono interessato a scrivere il soggetto e la sceneggiatura (in quanto non in grado), ma semplicemente essere quello "tratto dal romanzo di...". 

Insomma trovare un produttore o un regista che, letto il romanzo, decidano di trasporlo sullo schermo. 

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1 ora fa, unacasanellospazio ha detto:

@EzberethScusa, non ho capito se ti sei fermata al soggetto o in seguito hai scritto pure una sceneggiatura completa...

No, devo attendere l'esito del concorso.

55 minuti fa, Jonas Abelton ha detto:

Grazie Ezbereth, ma in realtà non sono interessato a scrivere il soggetto e la sceneggiatura (in quanto non in grado), ma semplicemente essere quello "tratto dal romanzo di...". 

Insomma trovare un produttore o un regista che, letto il romanzo, decidano di trasporlo sullo schermo. 

Non credo funzioni così, comunque ok! :D

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@EzberethAh, grazie.

Anche io ho provato a partecipare a concorsi del genere (con esiti negativi), e ormai mi sono reso conto che la stesura di un soggetto non si può improvvisare, se non hai la più pallida idea di come si faccia... 

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@ophelia03 anch'io adoro il cinema e, credo da quando ho letto il mio primo libro, la lettura nella mia mente ha sempre trasformato le parole in immagini e ogni romanzo è diventato per me un film di cui io sceglievo gli attori per i vari ruoli oltre al protagonista quello ero sempre io ovviamente :D.

Questo è anche il motivo per cui, tranne rarissimi casi, sono rimasto sempre deluso dalla trasposizione cinematografica dei romanzi che avevo letto.

Per un professionista del settore poi credo che derivare una sceneggiatura da un romanzo non sia un lavoro complicato. Se il libro è scritto bene oltre alla storia c'è già tutto, le descrizioni dei luoghi e le atmosfere, i dialoghi e i pensieri dei personaggi con i loro stati d'animo. Manca solo che un regista si sostituisca al lettore.

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1 ora fa, unacasanellospazio ha detto:

@EzberethAh, grazie.

Anche io ho provato a partecipare a concorsi del genere (con esiti negativi), e ormai mi sono reso conto che la stesura di un soggetto non si può improvvisare, se non hai la più pallida idea di come si faccia... 

Infatti!

Ero partita con il voler scrivere una sceneggiatura, ma ci siamo fermati al soggetto. Certo non è che ci abbia lavorato notte e giorno per tutto il tempo, considerando che ho un lavoro e una famiglia numerosa da mandare avanti, ma comunque è stata una vera fatica. E se me lo avessero detto prima, avrei pensato che stessero esagerando.

Non so come finirà, certo è che voglio approfondire gli studi in merito.

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1 ora fa, Ezbereth ha detto:

Non credo funzioni così, comunque ok! :D

 

Non funziona così la proposta di un film, è chiaro che bisogna presentare un soggetto, questo lo so. Ma il cinema è pieno di film tratti da libri senza che l'autore abbia messo becco nella lavorazione del film. Capita che un regista o un produttore lo leggono (magari perché gli viene posto all'attenzione nella maniera corretta, da qui lo scopo della mia discussione) e decidono di trarne un film, chiedendone soltanto la cessione dei diritti.

E' chiaro che se sei King o Grisham non devi presentarti, se sei Pinco Pallo ti servono le dritte giuste per tentare (ripeto, parlo di piccole produzioni indipendenti, magari un corto...) :)

 

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10 minuti fa, Jonas Abelton ha detto:

 

Non funziona così la proposta di un film, è chiaro che bisogna presentare un soggetto, questo lo so. Ma il cinema è pieno di film tratti da libri senza che l'autore abbia messo becco nella lavorazione del film. Capita che un regista o un produttore lo leggono (magari perché gli viene posto all'attenzione nella maniera corretta, da qui lo scopo della mia discussione) e decidono di trarne un film, chiedendone soltanto la cessione dei diritti.

E' chiaro che se sei King o Grisham non devi presentarti, se sei Pinco Pallo ti servono le dritte giuste per tentare (ripeto, parlo di piccole produzioni indipendenti, magari un corto...) :)

 

Se il mio libro è stato pubblicato, e non ha scalato le classifiche, (la sua occasione l'ha avuta, quindi, per incantare le folle)  perché mai un produttore o una casa cinematografica dovrebbe decidere di trarne un film. Contrariamente a quanto si pensa, scrivere una sceneggiatura costa tempo, soldi e molto impegno.

Dunque perché dovrebbe prendermi in considerazione?

 

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Adesso, Ezbereth ha detto:

Se il mio libro è stato pubblicato, e non ha scalato le classifiche, (la sua occasione l'ha avuta, quindi, per incantare le folle)  perché mai un produttore o una casa cinematografica dovrebbe decidere di trarne un film. Contrariamente a quanto si pensa, scrivere una sceneggiatura costa tempo, soldi e molto impegno.

Dunque perché dovrebbe prendermi in considerazione?

 

 

Be' intanto perché il libro è uscito da poco, tempo al tempo (:D), più realisticamente perché come è piuttosto noto i libri degli emergenti pubblicati da piccole CE le classifiche non le scalano. Questo però non significa che non siano dei buoni romanzi, solo che devono trovare la loro strada.

Esempio: King scrisse Carrie e venne pubblicato dall'allora piccola Doubleday che ne acquistò i diritti per 2500 dollari e fu un flop commerciale. Capitò nelle mani di Brian De Palma che ne fece il film e il libro vendette in pochi mesi un milione di copie venendo poi distribuito in tutto il mondo

Non sto dicendo di voler ripercorrere questa bella favola, ma dire che se un romanzo non sta scalando le classifiche non può essere interessante è un concetto tipicamente espresso da chi non bazzica l'editoria. Io come editor e valutatore di manoscritti ho avuto il piacere di leggere delle piccole meraviglie (in mezzo a tanta spazzatura) che mai scaleranno le classifiche, perché mai arriveranno sulla scrivania giusta.

 

Comunque al di là del fatto di poterla pensare diversamente in merito, ho aperto il topic con lo scopo di capire se qualcuno conosce o ha già percorso qualche via per far leggere il proprio romanzo a piccoli produttori/registi (indipendenti, undegtround quanto volete). Scrivere soggetti e sceneggiature non mi interessa. Ho fatto una fatica immensa per entrare nel mondo dell'editoria, non mi sogno nemmeno di provarci anche con il cinema xD

 

Se qualcuno sa come aiutarmi sul tema del topic lo ringrazio molto (y)

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