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Kikki

Cuore di tufo - Giuseppe Chiodi [Comitato di lettura]

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Titolo: Cuore di tufo

Autore: Giuseppe Chiodi

Editore: Dark Zone edizioni

Pagine: 113

ISBN: 978-8899845360

Genere: Dark/ Urban fantasy

Formato: cartaceo/ digitale

Prezzo: cartaceo 12,90/ digitale 2,99

 

Trama

Pietro Cimmino è proprietario di un negozio di antiquariato a Napoli. L'uomo è divorziato e ha una figlia di nome Sonia che vive tra lui e la madre, Mariangela. Pietro non ha preso bene il divorzio, è molto superstizioso e si dedica alla magia nera e alla ricerca delle sue origini che fa risalire direttamente ai gloriosi cimmeri. Le prime battute del libro ci mostrano un uomo sconfitto dalla vita reale e completamente ripiegato nella sua solitudine e nella tradizione. Dopo alcune pagine, però incontra una ragazza molto bella di nome Dafne che riaccende in lui la speranza di poter rifarsi una vita, ma che fa ingelosire la bella 'Mbriana che, nella credenza popolare napoletana, è lo spirito benevolo della casa a cui Pietro è sempre stato fedele. Per vendicarsi del tradimento, questa donna mitologica prende in ostaggio Sonia. Solo con l'aiuto del Monacello, altra figura mitologica, Pietro può salvare sua figlia ed è così che inizia il suo viaggio nel sottosuolo napoletano per trovare l'aiuto di cui ha bisogno.

 

Contenuti

Si tratta sicuramente di una storia originale, anche solo tenendo conto dell'ambientazione italiana e dell'uso di figure leggendarie napoletane. Ci sono molte scene di d'azione che ogni tanto risultano confusionarie perché veloci. Pietro affronta la solitudine, la riaffermazione di sé come persona fuori dal matrimonio e come padre e, per fare tutto questo, è disposto a credere a tutte le leggende e alle tradizioni che permeano la sua vita. Altro grande protagonista è chiaramente il folklore unito all'occulto che, nella storia, diventa la causa di tutti i mali di Pietro, ma si rivela esserne anche la salvezza.

 

Ambientazione e personaggi

I personaggi “umani” sono credibili anche se un po' stereotipati, mentre le figure della credenza popolare napoletana, che non conoscevo assolutamente, mi sarebbe piaciuto che avessero una caratterizzazione più approfondita. A mio parere sono stati dati un po' per scontato, come se la storia fosse diretta solo a un pubblico già a conoscenza di credenze di cui sarebbe stato molto interessante scoprire di più. Si tratta del Monacello, della bella 'Mbriana e della Janara che il protagonista, Pietro, visto il suo lavoro di antiquario e i suoi hobby legati a passato, occulto e credenze superstiziose, avrebbe potuto introdurre e spiegare senza risultare affatto didascalico. Per quanto riguarda le ambientazioni, sono varie e ben descritte; si parte da una Napoli odierna che poi si mescola alla leggenda e alla magia e rivela il suo volto nascosto che rimane immutato da tempi remoti.

 

Stile e forma

Sono stata messa in difficoltà dai dialoghi in dialetto napoletano che in principio ho cercato di tradurre, ma poi ho lasciato perdere. Trovo che questo sia una nota negativa del testo che avrebbe potuto beneficiare di una traduzione senza perdere niente dell'atmosfera e diventando comprensibile anche ai non napoletani. A parte lo scoglio dei dialoghi, trovo la lingua scorrevole, pulita e curata. C'è grande uso di frasi brevi e concise che mi piacciono molto e tengono benissimo il ritmo serrato e lugubre della storia. Altro elemento che mi ha soddisfatto è la struttura narrativa che rispecchia, in maniera fedelissima, il viaggio dell'eroe leggendario, ricollegandosi perfettamente alle sue tematiche.

 

Giudizio finale

Cuore di tufo è sicuramente un libro interessante e coinvolgente, ma che non mi ha convinto del tutto proprio perché mi sono sentita tagliata fuori dal pubblico a causa della mia incapacità di capire il dialetto napoletano e i riferimenti folkloristici. E questo mi è dispiaciuto molto perché ho davvero apprezzato la storia e, da amante di urban fantasy, ero entusiasta di leggere una storia made in Italy.

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Grazie per la recensione, Kikki!


Mi spiace che ti sia sentita tagliata fuori per il napoletano. Il prossimo romanzo che ho in pubblicazione ha meno dialetto e maggior respiro; sono sicuro che, se avrai la bontà di leggermi ancora, lo troverai più accessibile. Tuttavia, non sono d'accordo sulla traduzione: basti pensare alle filastrocche, che non avrebbero assolutamente reso in italiano. Il napoletano, in Cuore di Tufo, è essenziale, perché il romanzo parla proprio di "napoletanità" (in chiave urban/dark fantasy s'intende!).

 

Per quanto riguarda le figure del folklore, il mio intento era quello di introdurle ai lettori. A chi volesse approfondirle consiglio di acquistare uno dei numerosi saggi sull'argomento. Volevo un libricino che si potesse leggere tutto d'un fiato e, come si può intuire, aggiungendo spiegoni non necessari alla storia avrei abbassato il ritmo, interrotto l'immersione e via dicendo. Non volevo fare infodumping, insomma, ma sono felice che il risultato sia stata una sana sete di conoscenza per l'argomento trattato!

 

Grazie ancora e alla prossima! ;)

 

 

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