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GGUZ

E se nessun autore inviasse più manoscritti agli editori?

Post raccomandati

@Asopo

@gierre13

@JPK Dike

@AndC

@cld

Quoto in pieno (y) Magari sapessi esprimermi con questa chiarezza e precisone. Grazie.

1 ora fa, Asopo ha detto:

questo è il motivo per cui non leggo quasi nulla di italiani,  come notava Bruno

Anche io, fino a qualche anno fa la pensavo così... poi mi è venuta una sorta di amor patrio per cui mi sono interessato di nuovo ad autori italiani, possibilmente esordienti o (a me) poco noti, e ho scoperto molte cose interessanti, mannaggia al pregiudizio.

Per cui credo che alla fine ci sia qualcosa di buono che aspetta solo di essere tirato fuori, nel modo giusto.

Dovremmo avere tutti (autori, editori, intermediari vari) il coltello dalla parte del manico e invece oggi non mi sembra proprio che sia così.

Comunque vi ringrazio tutti per le preziose opinioni, farò tesoro della vostra competenza e professionalità.

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2 ore fa, Asopo ha detto:

Uno è che, in Italia, è diventato normale per le aziende non rispondere all'invio di materiale: quante  risposte avete ricevuto, rispetto ai curriculum che avete spedito? Quelli che mando  all'estero ottengono quasi sempre una risposta,  ma, in Italia, quasi mai. Ergo, non è un malcostume dell'editoria, ma generale, e una particolarità italiana.

 

Purtroppo, posso confermare questo tristissimo aspetto al 100%, per esperienze dirette e indirette. 

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13 ore fa, Marcello ha detto:

Io sinceramente non voglio fare nulla, perché sono rassegnato alla situazione attuale; mi sembrava fossi tu quello che voleva fare qualcosa...

 

Prendete esempio dall'atarassica saggezza di @Marcello .

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5 minuti fa, L'antipatico ha detto:

 

Purtroppo, posso confermare questo tristissimo aspetto al 100%, per esperienze dirette e indirette. 

 

Scusate, ho fatto un casino e ho postato lo stesso messaggio due volte. E non sono capace di cancellarlo. :arrossire:

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8 minuti fa, L'antipatico ha detto:

 

Scusate, ho fatto un casino e ho postato lo stesso messaggio due volte. E non sono capace di cancellarlo. :arrossire:

Tu non puoi. Sei sostenitore e dovresti saperlo :no:

Fatto io. 

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Questo post mi ha riportato alla mente quello che scrissi circa un anno fa qui, lamentandomi di una sorta di mancanza di rispetto nei confronti degli autori. Poi ho lasciato questa tema, troppo facili i fraintendimenti.

@GGUZ  Il tuo post, ironico e un po' sarcastico tocca un punto nevralgico di questo pazzo mondo dell'editoria. E per la tua domanda: che succederebbe? Nessu bagno di umiltà secondo me, ma molte micro ce chiuderebbero, dopo un paio di anni anche molte tipografie e via via fino ad arrivare alle medio grandi. Quando si affronta questo discorso e sto cercando di farlo in modo ironico anche io, sfugge sempre un piccolo particolare secondo me: che si regge tutto su di noi! C'è poco da fare, siamo la "materia prima" di un mondo che si regge su di noi: case editrici - tipografie - distributori - siti di recensioni - grafici - editor - li foraggiamo noi con i nostri scritti. Ma siamo lo stesso l'ultima ruota del carro.

Rispetto non nel senso che mi debbano pubblicare se ho scritto una ciofeca, ma anche nel dirmi no. A i più esperti del forum: quante micro ce propongono contratti a testi che non dovrebbero vedere la luce? Perchè? Risposta scontata direi.

Il rispetto non è nella risposta alla mail, che comunque in automatico sarebbe gradita, ma è nel considerare l'autore (piccolo - grande - bravo o mediocre) per quello che è. Cioè colui che tiene in piedi questo sistema. E non come un rompiscatole che per forza di cose si crede il nuovo Eco.

 

Per la prima volta dopo un anno sono in disaccordo con il mio amico  @Marcello

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Il computer è impazzito e ha inviato il post prima della conclusione :D

Volevo finire dicendo che per le ce, grandi o piccole, esiste il rischio d'impresa, non solo economico. Quindi anche avere la casella mail intasata fa parte del gioco e non è un mio problema. Se non vuoi questa rottura non apri una ce. Altrimenti lo sai in partenza e ti rassegni. Io vendevo auto tanti anni fa e me ne capitavano di tutti i colori. Chi la voleva allungata, chi più corta, chi con le ruote quadrate ( e non scherzo) e che dovevo fare? Inseguirli nel piazzale con una sparachiodi? :)Lo sai che ti capitano persone di tutti i colori. Così alle ce arrivano testi di tutti i tipi. Li filtri. È il tuo lavoro. Stop.

Io cerco di fare al meglio il mio lavoro, spero che le ce facciano il loro nello stesso modo.

 

@Marcello Ho visto che poi ti sei ripreso nel secondo post. Ti perdono :P

 

 

 

 

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2 ore fa, nemesis74 ha detto:

Per la prima volta dopo un anno sono in disaccordo con il mio amico  @Marcello

E per fortuna, sai che noia altrimenti... ;)

 

1 ora fa, nemesis74 ha detto:

@Marcello Ho visto che poi ti sei ripreso nel secondo post. Ti perdono

Va be', allora non c'è gusto... :hihi:

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La responsabilità di questa drammatica situazione è in (gran) parte a carico degli aspiranti romanzieri che intasano le CE col loro ciarpame (quando inviano alla cieca a tutti gli editori dei testi che non abbiano subito seri controlli, letture esterne e processi di editing da parte di gente specializzata) e in (minor) parte a carico delle CE che non degnano della minima attenzione sindacale i testi validi.

È davvero così difficile da parte di una CE seria e strutturata inviare entro un mese una mail di questo tipo? 

"Gentile autore, nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la sua proposta. Dopo averne letto la sinossi, il primo capitolo e averla sfogliata rapidamente, ci siamo resi conto che non si tratta del solito ciarpame immondo, per cui la ringraziamo e le daremo un feedback entro X mesi, durante i quali il suo manoscritto sarà in lettura. Cordiali saluti."

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Il ‎23‎/‎07‎/‎2018 alle 19:01, GGUZ ha detto:

ci sono molti autori, emergenti e non, che si lamentano, molti editori che si lamentano, librai che si lamentano, addetti ai lavori e opinionisti vari che si lamentano.

Il lamentarsi è uno dei lavori più antichi del mondo, che rivaleggia con un altro più famoso :P 

Reputo la domanda del titolo di questo 3d altamente improbabile, a meno che non succeda un armageddon di portata biblica. Non fosse così, sarebbe come chiedersi se mai gli uomini smetteranno di andare a donnine ;) 

Facendo ora il serio, condivido quanto detto da @Bango Skank e @Marcello

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1 ora fa, Aspirante Scrittore ha detto:

È davvero così difficile da parte di una CE seria e strutturata inviare entro un mese una mail di questo tipo? 

"Gentile autore, nei giorni scorsi abbiamo ricevuto la sua proposta. Dopo averne letto la sinossi, il primo capitolo e averla sfogliata rapidamente, ci siamo resi conto che non si tratta del solito ciarpame immondo, per cui la ringraziamo e le daremo un feedback entro X mesi, durante i quali il suo manoscritto sarà in lettura. Cordiali saluti." 

 

Completamente d'accordo. Se un editore non riesce a gestire il flusso di mail in arrivo (può succedere!) sarebbe meglio per tutti che chiuda, almeno temporaneamente, le "porte".

 

A tal proposito, mi permetto una provocazione (fino a un certo punto): un editore non alle primissime armi spesso ha già accumulato abbastanza contatti personali e autori fidati da poter fare a meno dei canali "pubblici" e dei problemi di sovraffollamento che comportano, a meno che non giochi più sulla quantità che sulla qualità.
Certo, mi rendo conto che questo possa essere piuttosto scoraggiante per uno scrittore a sua volta alle prime armi. Ma il Writer's Dream stesso può essere molto d'aiuto, come lo è stato per noi.

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Il 23/7/2018 alle 16:08, Marcello ha detto:

Per me sarebbe sufficiente che "noi autori" smettessimo di inviare opere inqualificabili a centinaia di editori indiscriminatamente.

Perdonami, ma quando leggo il messaggio di un nuovo utente che si veste della targhetta di "scrittore" e sbaglia due congiuntivi in cinque righe di presentazione, non posso fare a meno di pensare che quello intaserà presto, o sta già intasando, la cartella di posta di una marea di editori con le sue "opere".

Senza quel ciarpame gli editori non avrebbero più quantità spropositate di materiale da esaminare e avrebbero più tempo a disposizione per scovare testi buoni e per promuoverli in maniera efficace.  

Nel contempo l'editoria a pagamento riceverebbe un duro colpo e i librai potrebbero fidarsi maggiormente dei testi che vengono proposti loro dai promotori editoriali.

Vogliamo continuare? ;)

 

Ha detto tutto lui, il Guru!<3

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5 ore fa, Aspirante Scrittore ha detto:

La responsabilità di questa drammatica situazione è in (gran) parte a carico degli aspiranti romanzieri che intasano le CE col loro ciarpame

 

Vero, il guaio è che ognuno di noi aspiranti romanzieri è convinto che il ciarpame lo scrivano gli altri.

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Per quanto riguarda me, mi sono azzardato a proporre il mio manoscritto solo dopo 5 mesi di revisioni dalla fine della stesura (durata 10 anni). Ci sono state ben 6 riletture prima dell'invio, nel frattempo lo avevo fatto leggere a una dozzina di persone con cui mi sono confrontato per eventuali migliorie/suggerimenti/stimoli/correzioni. Una di queste era un autore di 4 romanzi pubblicati, di cui non faccio il nome e che mi ha dato alcune dritte utili. Dopo un'ennesima revisione e, a seguire, un serio editing durato un mese e mezzo con un editor free lance che ho pagato, trattandosi di un professionista serio e scrupoloso con cui ho interagito molto bene, e altri due giri di bozze finali, mi sono finalmente azzardato a proporre il romanzo ad alcune CE. Ho dato per scontato che anche gli altri aspiranti scrittori facessero così, ma mi son reso conto che non sempre lo fanno. Adesso attendo con fiducia i feedback da parte degli editori.

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Il ‎11‎/‎08‎/‎2018 alle 01:18, Aspirante Scrittore ha scritto:

Per quanto riguarda me, mi sono azzardato a proporre il mio manoscritto solo dopo 5 mesi di revisioni dalla fine della stesura (durata 10 anni). Ci sono state ben 6 riletture prima dell'invio, nel frattempo lo avevo fatto leggere a una dozzina di persone con cui mi sono confrontato per eventuali migliorie/suggerimenti/stimoli/correzioni. Una di queste era un autore di 4 romanzi pubblicati, di cui non faccio il nome e che mi ha dato alcune dritte utili. Dopo un'ennesima revisione e, a seguire, un serio editing durato un mese e mezzo con un editor free lance che ho pagato, trattandosi di un professionista serio e scrupoloso con cui ho interagito molto bene, e altri due giri di bozze finali, mi sono finalmente azzardato a proporre il romanzo ad alcune CE. Ho dato per scontato che anche gli altri aspiranti scrittori facessero così, ma mi son reso conto che non sempre lo fanno. Adesso attendo con fiducia i feedback da parte degli editori.

Leggo questa discussione a quasi un anno di distanza dall'ultimo post. Approfitto della circostanza per chiederti notizie sull'esito finale, che credo possano interessare a tutti. Grazie.

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Il 10/8/2018 alle 16:24, Nativi Digitali Edizioni ha scritto:

 

Completamente d'accordo. Se un editore non riesce a gestire il flusso di mail in arrivo (può succedere!) sarebbe meglio per tutti che chiuda, almeno temporaneamente, le "porte".

 

A tal proposito, mi permetto una provocazione (fino a un certo punto): un editore non alle primissime armi spesso ha già accumulato abbastanza contatti personali e autori fidati da poter fare a meno dei canali "pubblici" e dei problemi di sovraffollamento che comportano, a meno che non giochi più sulla quantità che sulla qualità.
Certo, mi rendo conto che questo possa essere piuttosto scoraggiante per uno scrittore a sua volta alle prime armi. Ma il Writer's Dream stesso può essere molto d'aiuto, come lo è stato per noi.

Sono d'accordo con Marco! Meglio lasciare delle finestre per l'invio e chiudere in altri periodi che far attendere due anni per una risposta, magari negativa. Se poi la CE non valuta davvero gli invii spontanei, ma si avvale solo di conoscenze dirette, scouting, agenzie, in qualche modo lo comunichi. Purtroppo sono convinta che questo non frenerebbe del tutto l'invio compulsivo che si riverserebbe su altre caselle email, rendendo difficile il lavoro...quindi, boh, capisco che il problema sia di difficile soluzione.
Per quanto mi riguarda ho sempre pubblicato (in self, una volta) o inviato solo testi che avevo sottoposto a un preventivo editing da parte di professionisti. Nulla di mio diventa un capolavoro, pazienza, proverò a migliorare, se posso, altrimenti resterò mediocre, però sono sicura di aver inviato testi almeno presentabili, a detta di persone che editano e valutano romanzi come lavoro. Poi, in caso una CE volesse pubblicare il mio romanzo, sicuramente ci sarebbe altro lavoro da fare - il lavoro su un testo può potenzialmente non finire mai - ma senz'altro non avrebbe a che fare con cinquanta refusi, magari solo con un paio, ché quelli sfuggono proprio a tutti, non con 34 ripetizioni, ma con due o tre poiché vedasi il punto precedente.
È un esborso che un po' mi pesa, dato che non navigo nell'oro, ma mi sembra un atteggiamento rispettoso verso la casa editrice.
 

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Se si smettesse di scrivere in mass scomparirebbero i "finti" editori. Si ritornerebbe alla condizione originale e cioè: scrivono in pochi (anche per questioni logistiche legate alla scarsa diffusione dell'istruzione e della mancanza di mezzi comunicazione di massa) e tra questi alcuni vengono pubblicati e spinti.

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Il ‎14‎/‎07‎/‎2019 alle 14:44, Tareus ha scritto:

Se si smettesse di scrivere in mass scomparirebbero i "finti" editori. Si ritornerebbe alla condizione originale e cioè: scrivono in pochi (anche per questioni logistiche legate alla scarsa diffusione dell'istruzione e della mancanza di mezzi comunicazione di massa) e tra questi alcuni vengono pubblicati e spinti.

Io credo che a contraddistinguere la differenza con i tempi andati sia soprattutto l'avvento di internet, che rende possibile a chiunque l'invio alle CE di roba di ogni genere, con un semplice click e senza spendere un centesimo. Non considererei, invece, la passata "scarsa diffusione dell'istruzione", visto che stiamo vivendo in un Paese in cui il cosiddetto analfabetismo di ritorno - cioè l'incapacità a comprendere il significato di ciò che si legge - affligge, lo dicono i sondaggi, oltre il settanta per cento dei giovani. Giovani che, però, passano la vita attaccati allo smartphone e, forti della conoscenza di ben duecento parole, inondano i social di post sgrammaticati, raccogliendo followers e  "like" a spron battuto. Giovani molti dei quali sommergono anche le CE di opere scritte come sanno e come possono. Ciò non toglie che anche gli anziani (come me) possano creare fetecchie. Ormai, il mercato dell'editoria è diventato quello che è, e l'idea che si smetta di inviare manoscritti agli editori (veri, presunti o fasulli) è pura utopia: indietro non si torna.

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Il 16/7/2019 alle 17:35, cheguevara ha scritto:

Io credo che a contraddistinguere la differenza con i tempi andati sia soprattutto l'avvento di internet, che rende possibile a chiunque l'invio alle CE di roba di ogni genere, con un semplice click e senza spendere un centesimo. Non considererei, invece, la passata "scarsa diffusione dell'istruzione", visto che stiamo vivendo in un Paese in cui il cosiddetto analfabetismo di ritorno - cioè l'incapacità a comprendere il significato di ciò che si legge - affligge, lo dicono i sondaggi, oltre il settanta per cento dei giovani. Giovani che, però, passano la vita attaccati allo smartphone e, forti della conoscenza di ben duecento parole, inondano i social di post sgrammaticati, raccogliendo followers e  "like" a spron battuto. Giovani molti dei quali sommergono anche le CE di opere scritte come sanno e come possono. Ciò non toglie che anche gli anziani (come me) possano creare fetecchie. Ormai, il mercato dell'editoria è diventato quello che è, e l'idea che si smetta di inviare manoscritti agli editori (veri, presunti o fasulli) è pura utopia: indietro non si torna. 

Sicuramente la disintermediazione portata dal web ha il suo peso, nel bene e nel male, ma personalmente non ne farei una questione generazionale, visto che i commenti sgrammaticati sui social o i manoscritti deliranti arrivano da utenti di tutte le età, ma nella mia modestissima esperienza più da parte degli over 50 che degli under 30...

L'analfabetismo di ritorno non affligge solo i giovani, purtroppo.

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12 ore fa, Nativi Digitali Edizioni ha scritto:

Sicuramente la disintermediazione portata dal web ha il suo peso, nel bene e nel male, ma personalmente non ne farei una questione generazionale, visto che i commenti sgrammaticati sui social o i manoscritti deliranti arrivano da utenti di tutte le età, ma nella mia modestissima esperienza più da parte degli over 50 che degli under 30...

L'analfabetismo di ritorno non affligge solo i giovani, purtroppo.

Non lo metto in dubbio. Sarà anche perché ad inviare schifezze alle CE sono forse più gli anziani (magari pensionati che approfittano del tempo libero per tentare di arrotondare, benché privi di basi e, soprattutto, di senso di autocritica), che i giovani, che magari preferiscono seguire la via del self-publishing. E' un fatto, però, che, complice il noto degrado della scuola, l'analfabetismo di ritorno degli anziani è dovuto soprattutto alla scarsa istruzione di chi si è fermato al diploma elementare o, al più, di terza media, mentre nei giovani pullula anche tra diplomati e laureati, inclusi alcuni cosiddetti giornalisti, che spesso parlano e scrivono mostrandosi all'oscuro di grammatica, sintassi e consecutio temporum. Non molti, ma in numero sufficiente a certificare la decadenza culturale in atto.

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4 ore fa, Mister Frank ha scritto:

Probabilmente la micro e piccola editoria indipendente morirebbe.

Ma dai... forse morirebbe (magari) l'editoria che campa sugli esordienti e il loro centinaio di copie vendute ad amici e parenti.

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19 ore fa, Riccardo Zanello ha scritto:

Ma dai... forse morirebbe (magari) l'editoria che campa sugli esordienti e il loro centinaio di copie vendute ad amici e parenti.

La micro e piccola editoria non riuscirebbe a sopravvivere perchè la maggioranza delle pubblicazioni avvengono tramite invio diretto degli autori (naturalmente sono miei supposizioni). Quante di loro collaborano con agenzie letterarie, oppure traducono testi stranieri? Secondo me sono ben poche, per questo penso che il sistema non reggerebbe nel caso in cui venissero a mancare i manoscritti degli autori non rappresentati.

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Ma, non so gli altri ma noi, per invio diretto, ne pubblichiamo proprio pochi e, finora, tramite agenzia nessuno. Il problema degli invii diretti è che le proposte buone sono veramente poche...

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