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Bango Skank

"La CE sarà quella giusta?" Come riconoscere una potenziale fregatura dalla Home Page

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Ho capito come fare: il prossimo manoscritto lo invio all'Ikea :sorrisoidiota:!

 

Battute a parte condivido ogni singola parola ;)

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Bella riflessione @Bango Skank e hai proprio ragione. Però, visto ogni CE di sito ne ha uno, almeno di solito, secondo me dovrebbero esistere anche le indicazioni per scrittori e addetti vari. Io lavoro principalmente come traduttrice editoriale e spesso mi capita di mandare proposte di traduzione, ma non è sempre immediato, anzi. Eppure il libri tradotti in Italia sono moltissimi. Scusa, forse sono uscita dal tuo ragionamento che condivido in pieno, però volevo sottolineare che i clienti delle case editrici sono i lettori perché esistono autori e traduttori e revisori... Magari si potrebbe proporre una ripartizione migliore dello spazio, o anche solo chiarezza nella dichiarazione di intenti.

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3 minuti fa, Kikki ha detto:

Bella riflessione @Bango Skank e hai proprio ragione. Però, visto ogni CE di sito ne ha uno, almeno di solito, secondo me dovrebbero esistere anche le indicazioni per scrittori e addetti vari. Io lavoro principalmente come traduttrice editoriale e spesso mi capita di mandare proposte di traduzione, ma non è sempre immediato, anzi. Eppure il libri tradotti in Italia sono moltissimi. Scusa, forse sono uscita dal tuo ragionamento che condivido in pieno, però volevo sottolineare che i clienti delle case editrici sono i lettori perché esistono autori e traduttori e revisori... Magari si potrebbe proporre una ripartizione migliore dello spazio, o anche solo chiarezza nella dichiarazione di intenti.

 

Innanzi tutto un grande in bocca al lupo... la mia compagna si sta laureando in Editoria e tra i vari progetti che ha a medio e lungo temrine c'è anche quello di provare a fare la traduttrice... so che non è affatto semplice, sopratutto con la narrativa.

 

Sul discorso specifico dei siti, personalmente ritengo che le indicazioni per gli "addetti ai lavori" dovrebbero essere sempre presenti, ma non dovrebbero essere presenti in maniera troppo visibile sul sito, che dovrebbe essere riservato al cliente e quindi mostrare sopra ogni cosa il "prodotto finale".

Qui si apre tutto un mondo di considerazioni sparse sugli standard professionali che sono comuni alle aziende e che nell'editoria sono... come dire... "randomiche". Chi presenta indicazioni per gli addetti, chi non lo fa, chi fa - appunto - solo quello perché vuole vendere qualcosa agli addetti ai lavori...

 

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@Kikki Per gli addetti ai lavori è sufficiente una voce "Lavora con noi" o similare nel footer, cioè in fondo al sito, che porti alla pagina dedicata. 

Non c'è bisogno d'altro. 

 

Come pure la voce "invia manoscritto" o simili. Al massimo dovrebbe essere presente nel menù, mai come prima informazione in home page, e mai in toni da réclame.

 

Insomma, riconoscere la professionalità è semplice, almeno per queste cose. Ottimi i consigli di @Bango Skank

Occhio! 

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@Bango Skank Interessante argomentazione hai tirato in ballo, e credimi non banale o scontata. :rosa: 

 

Però ho da farti un quesito in merito, più di uno, magari strani "sai che la normalità non è il mio forte :asd: ".

- E se fosse l'editore a contattarti?

- Se ti ritrovassi a parlarci e ti chiedesse a grandi linee cosa stai scrivendo? "parlo di un eventualità in cui hai gran parte del lavoro fatto, sai come ultimarlo ma non lo hai ancora finito"

- Se ti chiedesse il primo capitolo e dopo ti dicesse sono disposto a pubblicarti gratuitamente?

- Dopo tutto ciò cosa faresti? Come analizzeresti il tutto e una possibile fregatura in agguato? Sopratutto se sul sito è difficile reperire la parte di invio manoscritti come da te citato nel post? :umh:  E un ipotetico discorso in cui l'editore ti dice: la mia proposta è sempre aperta. Anche se hai detto ora come ora non me la sento non sono pronto... che mi dici a riguardo?

Dimenticavo di inserire anche una discussione riguardante la strategia di marketing e distribuzione alquanto interessante in cui si è rivelato un buon stratega. A quel punto come barcamenarsi in tutto ciò?

 

Troppe domande lo so :asd: chiedo venia.

E se sono andata in O.T. chiedo scusa, a volte non riesco a frenarmi :eheh:  

Modificato da Kyrìa

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49 minuti fa, Kyrìa ha detto:

@Bango Skank Interessante argomentazione hai tirato in ballo, e credimi non banale o scontata. :rosa: 

 

Però ho da farti un quesito in merito, più di uno, magari strani "sai che la normalità non è il mio forte :asd: ".

- E se fosse l'editore a contattarti?

- Se ti ritrovassi a parlarci e ti chiedesse a grandi linee cosa stai scrivendo? "parlo di un eventualità in cui hai gran parte del lavoro fatto, sai come ultimarlo ma non lo hai ancora finito"

- Se ti chiedesse il primo capitolo e dopo ti dicesse sono disposto a pubblicarti gratuitamente?

- Dopo tutto ciò cosa faresti? Come analizzeresti il tutto e una possibile fregatura in agguato? Sopratutto se sul sito è difficile reperire la parte di invio manoscritti come da te citato nel post? :umh:  E un ipotetico discorso in cui l'editore ti dice: la mia proposta è sempre aperta. Anche se hai detto ora come ora non me la sento non sono pronto... che mi dici a riguardo?

Dimenticavo di inserire anche una discussione riguardante la strategia di marketing e distribuzione alquanto interessante in cui si è rivelato un buon stratega. A quel punto come barcamenarsi in tutto ciò?

 

Troppe domande lo so :asd: chiedo venia.

E se sono andata in O.T. chiedo scusa, a volte non riesco a frenarmi :eheh:  

 

Provo a risponderti, spiegandomi meglio: le considerazioni che ho fatto sono realtive esclusivamente a "come capire a una prima occhiata se la CE ha come clienti lettori o autori".

Chiaramente, bisognerebbe diffidare da quelle CE la cui clientela è rappresentata dai secondi e non dai primi.

Detto questo, se le tue domande sono relative a un editore che non rientra nella categoria dalla quale cerco di mettere in guardia, non ho alcuna risposta da darti.

Mi spiego.

Nel caso che un editore X mi dovesse fare una proposta di pubblicazione a seguito di un incontro diretto, cercherei di informarmi meglio che posso per capire dove collocare quella CE.

Certo, prendendo per un "report giornalistico" le tue parole, è facile che dopo la frase "sono disposto a pubblicarti gratuitamente" declinerei gentilmente l'offerta, perché se l'editore in questione si è sentito in dovere di specificare quel "gratuitamente" vuol dire che per lui non è scontato pubblicare in quel modo. 

In ogni caso, al di la di certi sofismi linguistici, il punto è: ci sono editori la cui natura è identificabile subito. Sono quelli che si rivolgono agli autori più che ai lettori.

Riguardo a tutti gli altri editori, il consiglio è sempre lo stesso: documentarsi.

Come? Qui sul forum, innanzi tutto. Cercando notizie in rete. Cercando di reperire fisicamente un testo della CE per vedere se in effetti è possibile. Girando per gli store online e vedere se i testi sono ordinabili lì. Chiedendo agli autori pubblicati come si sono trovati... basta un semplice messaggio su facebook, o una mail. Facendosi un'idea della sede della CE stessa... se non ha uffici, se ha una sede fittizia all'estero e gli incontri avvengono nei fast food o nei bar, conditi magari da passaggi di denaro a mano più o meno legali... be', che devo dirvi? Io scapperei a gambe levate.

Insomma: dipende da tante cose. Cercate di essere sempre critici e obiettivi il giusto, non fatevi abbindolare da facili promesse di successo e - lo dico per onestà e per bilanciare un po' il senso del mio intervento - non chiedete ai piccoli editori "la luna", ovvero ciò che non possono e non potranno mai darvi.

Bisogna avere la capacità di inquadrare le realtà con le quali ci confrontiamo, di capire se si tratta di ciarlatani e truffatori, di professionisti affermati o di realtà giovani, magari non ancora affermate che peró lavorano in modo trasparente e pulito. Come si fa? Avendo pazienza, cercando notizie e ascoltando i consigli di chi ha esperienza diretta in merito.

 

 

 

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Aggiungo al concetto anche gli editori che creano gruppi facebook, associazioni per autori e altro, fantasticando di nuove opportunità per gli autori ma alla fine pubblicizzano e pubblicano solo le proprie opere.

E sì, se la CE è medio-piccola, indipendente, fa quello che può in modo onesto, non chiedete o immaginate la luna.

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sono d'accordo anche io! Dubitare di chi mette che "cerca autori" in prima pagina!

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Le modalità di invio dei manoscritti noi le abbiamo "nascoste", si fa per dire, nella sezione FAQ... e qualcuno, anche in questo forum, ci ha quasi rimproverato per non averle messe in maggior evidenza. Ora, grazie a questa discussione estremamente istruttiva, aperta da @Bango Skank, abbiamo la conferma di aver fatto la scelta giusta: il sito serve per vendere i libri; per trovare nuovi autori il WD basta e avanza ;).
Però, ripensandoci bene, la smania italica di esser pubblicati a tutti i costi, potrebbe esser sfruttata a fin di bene. Come? Beh, nella home page si potrebbe inserire una dicitura del tipo:


"Hai scritto un libro? Vuoi pubblicarlo? Bene! Allora, prima di inviarci il tuo, comprane qualcuno dei nostri. In questo modo otterrai due risultati: 
1) Darai una mano ad altri esordienti che hanno percorso la stessa strada prima di te.
2) Verificherai, attraverso l'esame dei suoi prodotti, se questo Editore fa proprio al caso tuo
."


Anche se temiamo che un'idea del genere incrementerebbe assai poco le vendite, avrebbe tuttavia, forse, il vantaggio di filtrare un po' la mole dei manoscritti in arrivo.:)
 

P.S. Forti dell'esperienza maturata in altre discussioni  (a volte l'ironia viene fraintesa, o non viene colta affatto), riteniamo doveroso precisare che non intendiamo affatto apporre in concreto nella nostra home page la sopra citata dicitura. Stavamo scherzando: speriamo che questa volta il messaggio arrivi forte e chiaro.

 

 

 

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@Bango Skank Semplicemente perfetto!

L'aspetto che hai portato alla nostra attenzione è proprio il primo che vado a verificare quando mi imbatto in una CE che non conoscevo. E sono davvero rarissimi i casi in cui l'abito non fa il monaco.

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Ospite Andrea.Dee

Tra le cose è una vita che scrivo che molte piccole stampano cento copie, fanno casa e ti salutano. Però mi arrivano i punti negativi.

Modificato da Andrea.Dee

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Il 18/7/2018 alle 09:36, Bango Skank ha detto:

...  Ma sono i lettori i clienti delle Case Editrici. Non siete voi autori.

Riflettete su questo. Rifletteteci con tutta la calma del mondo, con i vostri tempi e con le vostre considerazioni, che saranno fisiologicamente diverse dalle mie, ma ve ne prego, fermatevi un attimo a riflettere su questo concetto.   

Concetto sacrosanto, che potremmo riassumere in una piccola regola d'oro: Leggi e capirai.

Adottandola, dovrebbe essere più facile fare la scrematura in ogni fase dell'interazione fra "produttore di inediti" e "acquirente", in particolare quando i contatti diventano ravvicinati.

Devo capire se quello che scrivo può piacere, prima di iniziare un arduo percorso? Leggo tanto, tantissimo, in particolare proprio quello che mi piace scrivere. A un certo punto riuscirò a rendermi conto se la mia storia contiene tutti gli elementi che mi sono piaciuti in quello che ho letto. Vogliamo continuare a vivere "in un paese in cui tutti scrivono e nessuno legge" :facepalm:?

Devo decidere a chi spedire le opere? Leggo il sito, dell'editore capisco a chi si rivolge :pirata: e se il mio inedito è adatto. Costa poco tempo, esattamente come dall'altro lato costerebbe poco tempo fare una prima scrematura.

Ricevo un'offerta da un editore che non conosco bene? Leggo alcuni libri che ha prodotto, leggo le loro recensioni, le loro descrizioni, i loro titoli. Costa più tempo, chiaro, ma chi ha ricevuto l'offerta è di fronte a una decisone vitale. Se quello che leggo mi piace :love2:, molto probabilmente non sto sbagliando.

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4 ore fa, L.K.Brass ha detto:

Concetto sacrosanto, che potremmo riassumere in una piccola regola d'oro: Leggi e capirai.

 

Parole sante. Anche se per quanto riguarda la scrittura, finora ho preferito il self pub. Diversamente dalla musica.

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Il 26/7/2018 alle 00:59, Aporema Edizioni ha detto:

...nella home page si potrebbe inserire una dicitura del tipo:


"Hai scritto un libro? Vuoi pubblicarlo? Bene! Allora, prima di inviarci il tuo, comprane qualcuno dei nostri. In questo modo otterrai due risultati: 
1) Darai una mano ad altri esordienti che hanno percorso la stessa strada prima di te.
2) Verificherai, attraverso l'esame dei suoi prodotti, se questo Editore fa proprio al caso tuo
."


Anche se temiamo che un'idea del genere incrementerebbe assai poco le vendite, avrebbe tuttavia, forse, il vantaggio di filtrare un po' la mole dei manoscritti in arrivo.:)

P.S. Forti dell'esperienza maturata in altre discussioni  (a volte l'ironia viene fraintesa, o non viene colta affatto), riteniamo doveroso precisare che non intendiamo affatto apporre in concreto nella nostra home page la sopra citata dicitura. Stavamo scherzando: speriamo che questa volta il messaggio arrivi forte e chiaro.

 

La casa editrice Fernandel ha da anni, nella sezione "invio manoscritti", questa frase, e secondo me ha molto senso:

"Se non ci conosci, il consiglio è quello di navigare per bene nel catalogo, vedere chi e cosa abbiamo pubblicato e leggere un paio di libri che ti ispirano. Noi crediamo molto nelle affinità, nel richiamo dei simili, e crediamo che i libri veicolino fra gli altri anche questo messaggio di somiglianza, di attrazione reciproca. Per cui se scorrendo il nostro catalogo non hai trovato niente che ti interessasse, niente che richiamasse la tua attenzione, non insistere: scegli un altro editore a cui proporre i tuoi testi."

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1 ora fa, franka ha detto:

La casa editrice Fernandel ha da anni, nella sezione "invio manoscritti", questa frase, e secondo me ha molto senso:

"Se non ci conosci, il consiglio è quello di navigare per bene nel catalogo, vedere chi e cosa abbiamo pubblicato e leggere un paio di libri che ti ispirano. Noi crediamo molto nelle affinità, nel richiamo dei simili, e crediamo che i libri veicolino fra gli altri anche questo messaggio di somiglianza, di attrazione reciproca. Per cui se scorrendo il nostro catalogo non hai trovato niente che ti interessasse, niente che richiamasse la tua attenzione, non insistere: scegli un altro editore a cui proporre i tuoi testi."

Non c'è che dire: è perfetta e non vediamo come si potrebbe  esprimere meglio il concetto. Quasi quasi chiediamo alla Fernandel di poterla utilizzare... :)
Grazie @franka, per avercela segnalata.

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Interessante riflessione soprattutto perché spiegata con il linguaggio del marketing, che è l'unico vero linguaggio che parlano le CE (quello della letteratura è secondario e quasi esclusivamente appannaggio delle CE indipendenti).
A tal proposito come valutate le CE che propongono premi letterari per esordienti?

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Il ‎16‎/‎05‎/‎2019 alle 20:41, AlexV ha detto:

Interessante riflessione soprattutto perché spiegata con il linguaggio del marketing, che è l'unico vero linguaggio che parlano le CE (quello della letteratura è secondario e quasi esclusivamente appannaggio delle CE indipendenti).
A tal proposito come valutate le CE che propongono premi letterari per esordienti?

Quoto un po' in ritardo perché ho letto il post soltanto ora. Io penso che soprattutto le CE medie e grandi parlino il linguaggio del marketing, altrimenti non troveremmo impilate nelle librerie - sempre in vetrina o in prossimità dell'ingresso - solo opere dei soliti noti. Spesso noti non per meriti letterari, ma per le frequenti comparsate in TV o sulle (obrobbriose, ma seguitissime) riviste di gossip. Sulle piccole CE, da dividere in serie (poche) e "sola" (tantissime), abbiamo disquisito a sufficienza in altre discussioni. Sui premi letterari per esordienti, di cui anche abbiamo ripetutamente discusso, a mio parere la valutazione è semplice: se chiedono soldi (mediamente, da 15 a 50 Euro) per "diritti di segreteria" o altro, è meglio lasciar perdere.

Saluti.

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D'accordissimo. Un altro elemento che, alla prima occhiata, dovrebbe far fuggire gli autori è la presenza, nei testi del sito di un editore, di refusi, errori di grammatica e di sintassi, lessico da salumiere (con tutto il dovuto rispetto per i salumieri, ma un imprenditore culturale dovrebbe usare un linguaggio differente, quando propone i suoi "prodotti").

Che razza di competenze può mai avere chi si presenta così? Come potrebbe essere in grado di scegliere tra i manoscritti quelli da pubblicare?

Aggiungo che anche una grafica sgraziata, delle scelte estetiche sbagliate dovrebbero imporre una frenata decisa: davvero pensiamo che un libro con una brutta copertina triste possa vendere oltre la cerchia dei parenti e degli amici stretti?

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Purtroppo le uniche CE giuste sono quelle che superano la "prova portinaio".

Quelle che dici al portiere "Sai che ho pubblicato con XXX?"

E lui "Ah si, mi pare che una volta ho preso un loro libro"

"Ma va…?! Com'era?"

"Una cagata, ma a mia moglie è piaciuto"

"Sai che non funzione ancora il citofono?"

"Ma va…?! Poi ci do un'occhiata"

...

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Il 24/6/2019 alle 19:35, cheguevara ha scritto:

Sui premi letterari per esordienti, di cui anche abbiamo ripetutamente discusso, a mio parere la valutazione è semplice: se chiedono soldi (mediamente, da 15 a 50 Euro) per "diritti di segreteria" o altro, è meglio lasciar perdere.

Saluti.

Recentemente un premio bandito da una casa editrice si è concluso con un vincitore famoso. Che il suo romanzo fosse il migliore è possibile. Che la sua vittoria rappresenti un affare economico migliore che far vincere uno sconosciuto è certo.
Continuerò a prendere parte a concorsi simili ma la mia motivazione è molto calata.

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Il ‎01‎/‎07‎/‎2019 alle 10:45, AlexV ha scritto:

Recentemente un premio bandito da una casa editrice si è concluso con un vincitore famoso. Che il suo romanzo fosse il migliore è possibile. Che la sua vittoria rappresenti un affare economico migliore che far vincere uno sconosciuto è certo.
Continuerò a prendere parte a concorsi simili ma la mia motivazione è molto calata.

Se la pensi (giustamente) come dici, continuare non ha senso: errare è umano, perseverare è diabolico! 

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