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camparino

[FdI 2018-2] Lolita

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Ciao !

Te lo hanno già detto e non ti ripeterò quindi che con queste atmosfere sei a casa tua, e fai sentire chi ti legge come fosse accanto a te.

Il tema delle Lolite non è proprio uno dei migliori argomenti di cui parlare con la sottoscritta, poiché non ritengo che una ragazzina possa usare un uomo, piuttosto il contrario.

E gli uomini che si fanno usare sono tutti dei grandi maiali, a mio parere.

Ma le atmosfere che sai creare e il modo in cui lo fai è ciò che di più apprezzo nei tuoi racconti.

Grazie!:rosa:

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Rimasta a bocca aperta :o Mi è piaciuto se possibile più di quello precedente, e il tuo stile a me piace moltissimo. La trama e il ruolo dell'investigatore sono chiari, ma anche a me il finale ha dato l'impressione di essere un po' affrettato, cioè il suo rinunciare al lavoro risulta un po' improvviso, ma tutto sommato non impossibile. A parte questa inezia, avrei voluto che il racconto non finisse. Complimenti!

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I racconti del "filone cubano" sono sempre il top: coinvolgenti, immersivi e seducenti.  

Nient'altro da dire. Ottima prova.

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@camparino, il racconto è molto bello. Personalmente, mi ha sedotto e convinto più assai che i bambini assassini della prima puntata, ma è solo gusto personale.

Atmosfera, personaggi e estetica del racconto mi è piaciuto tutto. La sola obiezione è "etica": non mi sentirò mai d'accordo con la condiscendenza verso un uomo di mezza età che si compra una prostituta bambina. Il poverino, gli mangerà il cuore mi resta un po' in traverso dello stomaco. Che a Cuba, come in tanti altri angoli e non solo delle Antille, per molti la prostituzione sia uno dei pochi mezzi per sbarcare il lunario, fin da giovanissimi, è un dato di fatto. Da lì a dire che sia davvero una scelta, soprattutto a quattordici anni, il balzo è ampio. ma è un racconto, non un trattato di filosofia morale e mi va bene ;)

L'altro dubbio che avevo era sul finale: avevo capito che Delgado fosse un alcolizzato e mi pareva inverosimile che rinunciasse a un onorario da spendere in alcool. Mi sarebbe sembrato più logico riportasse Lolita alla madre, seppur con la consapevolezza che sarebbe stato inutile e che lei sarebbe ripartita in cerca di clienti ricchi. Però ora ho riletto e mi sa che la storia dell'alcolismo me l'ero raccontata io, quindi niente, bene così.

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Ciao.

Certi punti (.) non li ho apprezzati e credo che mai lo farò, però devo dire che l'ho letto decisamente meglio del precedente; l'atmosfera e tutto il racconto in sé sono piacevoli.

 

In generale, mi è sembrato un racconto semplice, che si basa su un solo concetto: Lolita vuole essere una "lolita" e a me questa semplicità non è dispiaciuta.

 

Buona continuazione :).

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Ciao @camparino bentrovato! 

Ho letto il tuo.racconto appena lo avevi inviato, e mi era rimasta l’impressione di una certa confusione nella trama. Mi era sembrato di non capire bene chi fosse Delgado, la signora trentenne, la ragazza, la madre...

Poi stanotte me lo sono riletto con calma e mi si è svelato come se fosse caduto un velo. 

Il tuo è un racconto che vive di immagini, bisogna ascoltare le emozioni che nascono leggendo  mettendo a tacere le domande che la mente si fa. (La mia,  di mente, a volte poi esagera e diventa ingombrante impedendomi di assaporare altre sensazioni) 

E così la storia mi si è dipanata senza intoppi; smettendo di chiedermi chi o cosa fossero gli elementi che mi raccontavi, questi sono apparsi nella loro colorata e struggente evidenza, nel loro significato e nella loro interezza. 

Che altro dirti? Bravo! 

 

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Letto, piaciuto come al solito. 'Sta Cuba me la fai respirare e toccare.

Giusto troppi punti, ma che ce frega. :)

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Complimenti @camparino, sei un costruttore di mondi.

L'idea che mi son fatto è che Delgado sia un fallito. Sa di esserlo, ma ha deciso di redimersi. L'unico modo, ritiene, è riportando a casa sua figlia, che si fa chiamare Lolita. La casa, però, non è quella della madre, ma di Delgado, perché l'incarico se l'è dato da solo: la madre di Lolita (una delle tante farfalle che l'uomo ha sfiorato) è morta.

Tuttavia, vedendo Lolita, rivede se stesso e comprende l'inutilità del suo intento.

Da fallito, si convince che la carne della sua carne non può aver miglior sorte di lui, se non quella di una divoratrice di uomini. Perché, quand'è la fine, lui è stato masticato per tutta la vita. Se ne convince, si alza e se ne va. 

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@Leone Intanto grazie mille:)

Beh, io avevo in mente una trama più semplice. Investigatore e Incarico. Mi serviva solo per "fare ambiente".

Però intrigante la tua trama. Bravissimo.

 

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Il ‎16‎/‎07‎/‎2018 alle 10:01, camparino ha detto:

sé stesso

se stesso

 

Descrizioni e immagini molto belle, atmosfere ben create, nel tuo stile. Cuba all'ennesima potenza. Bel racconto.

 

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Ciao @camparino Mi è piaciuto eccetto il finale. Che ci sta tutto, per carità, ma mi ha un po' deluso e lasciato con un grande punto interrogativo. Ma come, la trova e se ne va? Perché allora ha accettato quell'incarico se lo sa essere senza senso, così come sembra conoscere bene Lolita? Vabbè, te lo abbuono solo perché sennò non avrei letto neanche la bella atmosfera noir ricreata.

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Ciao @camparino ,

secondo me nei ritagli di tempo sei anche un pittore...

Il punto forte del racconto sono le descrizioni di questo enorme imbuto che è Cuba, dove si affacciano i tuoi protagonisti venendo irrimediabilmente risucchiati.

Tutto il racconto, i ricordi e il vissuto di Delgado portano alla sua decisione finale (per me una genialata!): perchè troncare la "brillante" carriera di questa ragazza?

Per proporle cosa, in alternativa?

Scelta che, logicamente, non condivido, perchè ho il mio vissuto e vivo nel mio contesto, ma alla luce di quello che scrivi e inserito nel contesto che proponi l'ho trovato invece quasi "logico" e spudoratamente sincero e vero, senza falsi compromessi.

Lui se ne va, la lascia lì.

Probabilmente in una manciata di secondi decide che non c'è nessuna donzella in pericolo, nessuna ragazza da salvare.

Lolita è stata risucchiata nell'imbuto, deve solo rimanere a galla e sembra che ne sia capace.

Questo aspetto mi ha molto intrigato e la scelta con cui decidi di chiudere la storia (lui che se ne va) è il modo migliore per concludere questo racconto dal sapore amaro, che sa di sconfitte e scelte che non sono vere e proprie scelte.

Sono Cuba.

Complimenti!

 

 

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Il 16/7/2018 alle 10:01, camparino ha detto:

A tredici anni scopre che a Cuba fare sesso è un gesto di socialità, come stringersi la mano. 

Adesso capisco perché hai la fissa per Cuba :D

 

Il 16/7/2018 alle 10:01, camparino ha detto:

Prende la gonorrea. Il medico ride “Si diventa uomini solo dopo il primo scolo”.

Ahahahaahaahah

 

Il 16/7/2018 alle 10:01, camparino ha detto:

La “Casa della musica” è un bordello a cielo aperto e a prezzo popolare. 

 

Il 16/7/2018 alle 10:01, camparino ha detto:

Chiede un whisky con ghiaccio. Non c'è. 

Mi pare strano 

Non c'è la sua marca preferita,  magari 

 

Figa e decadenza, in una Cuba che fai venir voglia di visitare.

Qualche volta organizziamo io, te e @simone volponi.

Sai le risate.

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