Vai al contenuto
  • Chi sta leggendo   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

Alberto Tosciri

Akkademia

Post raccomandati

Fra le righe leggo una buona conoscenza dell'ambiente militare, inoltre rilevo una certa dose di disillusione nell'autore. Traspare bene la determinazione di quel Tokker nel fare ciò che vuole fare, il tipo poi sembra un tantino fuori di testa. Una curiosità: c'è qualche significato particolare dietro il nome "Tokker" e il titolo "Akkademia"?

Scrittura:

1-

Il suo sorriso in quella faccia abbronzata da killer americano di film di terza categoria, vagamente psicopatico, era perfettamente solitario.

questa frase mi è un po' oscura, il sorriso è solitario nel senso che non c'entra nulla col resto della faccia?

2-

Tu sai Aessi
errore di battitura.

3-

facendogli emettere una smorfia di dolore.

io cambierei "emettere", un suono si emette ma un'espressione si assume. Direi ci cambiare "emettere" con "assumere".

Infine: questo testo è abbastanza cinico, non so perchè ma credo che sia una costate dei tuoi scritti. Comunque mi sembra scritto abbastanza bene.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Ti ringrazio Nautilus.

Si, ho una buona conoscenza dell'ambiente militare, ci sono tuttora dentro e in quanto alla disillusione, credo faccia parte della vita e del carattere di ognuno di noi, qualunque cosa si faccia, comunque, ammetto di avere anchio la mia parte di disillusione. I personaggi e le situazioni di questo racconto sono inventati, in quanto al nome "Tokker" e l'assonanza con "Akkademia", ti confesso che non ci avevo badato, pur volendo dare a questi due nomi una connotazione "dura".

Io nei miei racconti metto sempre o nomi italiani o nomi inventati con radici latine, italiane o sarde, creando una miscellanea particolare, oppure me li invento io di sana pianta, come Tokker, poveraccio, perchè in fondo mi fa pena.

Il suo sorriso in quella faccia abbronzata da killer americano di film di terza categoria, vagamente psicopatico, era perfettamente solitario.

effettivamente questa frase è un po' tortuosa, me ne rendo conto, anche se per me era chiara.

Volevo dire che il sorriso di Tokker, in quella faccia ecc. era perfettamente solitario in quanto rideva solo lui, i cadetti no. Però mi rendo conto che non è venuta bene, ci lavorerò.

facendogli emettere una smorfia di dolore.

tu dici di sostituire "emettere" con "assumere". Ci sto ragionando. Assumere è giustissima come espressione, ma è troppo tecnica. "Emettere" vorrebbe rappresentare lo sforzo fisico proprio di "emettere" fosse pure una smorfia.

Si, è un po' rozza, lo ammetto.

Ho corretto anche il nome.

E poi volevo dirti: grazie. Se ti ricordi del cinismo di altri miei racconti, vuol dire che ti sono rimasti un pochino impressi.

Be'... non nascondo che mi fa piacere.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Lieto d'esserti stato utile.

facendogli emettere una smorfia di dolore.

dopo la tua spiegazione, la mia osservazione in effetti snatura il senso della frase. Forse potresti cambiare l'intera frase con qualcosa tipo: "sul suo viso si disegnò una smorfia di dolore" o qualcosa del genere.

Che nome hai cambiato? Se hai cambiato Tokker, non intendevo dire che fosse inadeguato, certo è un po' bizzarro. Mi era sorta la curiosità che ci fosse un significato nascosto dietro l'assonanza perchè io nascondo spesso "easter egg" (perdonami l'inglesismo icon_cheesygrin.gif ) nei miei scritti.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

esiste una letteratura per uomini? ne parlavo qualche sera fa con un'amica: gli uomini non leggono, mi dice.

purtroppo ha quasi ragione. e allora abbiamo letteratura per donne o letteratura unisex, possiamo scegliere se comprare l'ultimo follett in versione bianca o nera, ma non possiamo trovare un libro che parli esclusivamente a noi.

sto esagerando, certo. ma non troppo. in definitiva se penso a libri al maschile, autori che a costo di risultare indigesti scrivono senza stondare troppo gli angoli da una prospettiva totalmente uomo, mi vengono in mente michel houellebecq e pedro juan gutierrez.

un'opera deve essere per tutti? chi l'ha detto? ci devono essere cose che tutti vogliamo condividere e altre sulle quali dividerci: io non vengo a vedere sex & the city, lei non viene a vedere the wrestler (continuo ad esagerare: lei mi ha accompagnato a vedere il film di aronofski e io mi sono bevuto maratone delle sue pupille su tacchi jimmy choo).

questo tuo Akkademia, come già il tuo frammento sullo squadrone in marcia, è un ottimo esempio di scrittura per uomini. particolarmente interessante il personaggio principale, che merita di essere ancora più approfondito. e ottima la scena del bacio sulla bocca (che avrei allargato sui pensieri di Alessi in quel momento: schifato o turbato? o che altro? in definitiva è a lui che tokker lascia il suo diario).

il militare gay, il calciatore frocio,il mafioso omo sdoganati: era ora!

bravo!

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Sorrideva troppo oggi il maresciallo istruttore dei paracadutisti Ernesto Tokker

Quel ‘sorrideva’ con ‘oggi’ non mi piace, soprattutto perché poi non si passa al presente. Direi ‘sorrideva troppo stamattina’ se poi usi il presente ‘ sorrideva troppo quel giorno’ se poi mantieni il passato

le occhiate disprezzo che gli venivano rivolte.

Perché disprezzo, perché ha fatto una battuta? Ok, sono donna, ma io l’ho trovata carina…

Sul mare va meglio

Quindi NON va meglio. Questa, se era una battuta, non l’ho capita.

«Non può parlarci così…» disse il capo corso

Comincio davvero a pensare che il problema sia che io sia donna e non capisco gli uomini: ma perché se l’è presa così tanto?

Decisamente oggi sorrideva troppo il maresciallo Tokker

Qui ‘oggi’ mi convince di più ma non so perché…

Vedo che Seth, come me, ha notato una vena maschile nel racconto. Ci sono davvero passaggi che non comprendo fino in fondo, come appunto la rabbia per frasi che a me sembrano niente, ma che - forse - toccano l'onore di soldati, non so.

Il brano è come diviso in due parti, tanto che quando lui blocca Alessi mi ero completamente scordata di questo personaggio. nella prima è descritta molto bene la paura/euforia del lancio. Sono sempre stata attratta dal paracadutismo (in gioventù, oggi non lo farei, e molto conta anche il fatto che ho due figli), immaginando proprio questo misto di sensazioni: anche io avevo l'ansia del semaforo mentre leggevo.

La seconda parte descrive un dramma umano segreto. Devo dire che forse qui si svolge un po' in fretta: si intuisce che c'è qualcosa fra loro, però magari due parole in più potevano starci.

Ma quello che devo segnalare è che ho capito che si sarebbe buttato senza paracadute appena cominciano a lanciarsi gli allievi. magari era voluto, se invece si cercava la sorpresa finale, si perde un po' di suspence.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Allora, credo che Seth abbia ragione, questo è un brano per uomini. Infatti io l'ho letto, ho colto che era ben scritto, come sempre ho apprezzato molti passaggi, ma per farne veramente un'analisi profonda, ho dovuto leggerlo con mio marito e solo attraverso un dibattito con lui ho colto davvero l'essenza e il significato profondo che era qui espresso.

Comunque comincio col segnalare qualche frase che non mi ha convinta:

Stava in piedi dando le spalle ai dodici cadetti della sua squadra seduti sulle panchine metalliche del piccolo bimotore da esercitazione della Scuola Paracadutisti

Questa per esempio mi ha fatta arrivare col fiato corto, ci netterei qualche virgola, ho dovuto rileggerla per orientarmi bene, ci sono troppe informazioni tutte insieme, io devo farmi un'immagine mentale del luogo e della situazione, in poche parole mi hai detto chi sono, cosa fanno e dove sono. Io mi sono confusa, magari è solo un mio limite, ma forse merita spendere qualche parola in più per ambientare meglio il lettore.

Sul mare va meglio: a duecentocinquanta chilometri all’ora l’impatto è come sul cemento.»

Te lo ha già fatto notare Emma, ma anche io non ho capito bene: se è sul cemento, non è meglio, dunque, oppure è un'ironia che non ho colto.

«Non può parlarci così…» disse il capo corso

Io non ho fatto il militare icon_cheesygrin.gif , ma è previsto che un allievo si rivolga così a un superiore?

Il cadetto cercò di andare oltre per lanciarsi, ma Tokker lo scaraventò a terra immobilizzandolo, mettendogli un anfibio sul collo e premendo, facendogli emettere una smorfia di dolore.

So che magari questa è del tutto una cretinata, ma il ragazzo non è legato con il moschettone? Come fa a scaraventarlo per terra? Ecco, io mi immagino la scena, mi immagino i ragazzi attaccati col moschettone, ho avuto delle descrizioni da un mio amico che è stato nella folgore, e quando ho immaginato questa scena mi sono chiesta ma come è andata con l'imbragatura, con i piloti in cabina, con l'aereo che rollava, con tutto l'aspetto pratico che incombeva? Viglio dire che ci metterei qualche dettaglio in più icon_wink.gif .

Detto tutto questo, veniamo alla questione del significato, che ho lungamente dibattuto ieri sera col consorte. In questo personaggio lui ha colto, e mi ha fatto notare, l'immagine del "maschile" che finalmente si libera della maschera che lo costringe nel ruolo del macho per assumere quello dell'uomo, con qualsiasi possibile sfaccettatura.

Quando però questo ruolo viene esasperato come in questo caso, nella figura di Tokker, senza mai cedimenti, costruendo una personalità totalmente aderente all'immagine stabilita, nel momento in cui la difesa salta e la verità emerge, non ci sono barriere ad arginare il dolore, perché non viene accettata la mancanza di aderenza a quel ruolo, ed ecco che si precipita nella tragedia. Quindi per un uomo che legge questo racconto, direi che giunge un chiaro messaggio, un messaggio di comprensione, e io, dopo questa analisi, l'ho riletto, e ho compreso meglio quello che volevi dire. Insomma a me è piaciuto ci ho trovato un senso.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Non ho niente da commentare, e poi tanto Unius me l'ha giurata il primo giorno, quindi non mi starebbe ad ascoltare.

Per quel che vale, mi è piaciuto e l'ho trovato molto vero, a parte la rudezza del maresciallo, secondo me è un po' troppo americana, però fa parte del personaggio, il racconto lo dice chiaramente, e quindi ci sta. Forse andrebbe un attimo accentuata questo suo essere un personaggio eccessivo, 'mericaneggiante.

Comunque, mi spiegate questa cosa del "racconto maschile"?

Esistono donne che fanno queste cose, anzi, ho idea che se fosse ambientato oggi (inteso come questo giorno) ci sarebbe più di qualche donna in quella carlinga. Ma non ho notizie precise sulla demografia dell'esercito in questo momento (a parte la caserma qui sotto, che brulica di donne, ma non so che fanno).

In ogni caso, esiste almeno una donna (io) che ha capito e apprezzato la storia e che non si è sentita affatto come "fuori target". Anzi, devo dire, che in fase "preparazione personaggi", ho persino scritto qualcosa di simile.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Comunque, mi spiegate questa cosa del "racconto maschile"?

Esistono donne che fanno queste cose, anzi, ho idea che se fosse ambientato oggi (inteso come questo giorno) ci sarebbe più di qualche donna in quella carlinga. Ma non ho notizie precise sulla demografia dell'esercito in questo momento (a parte la caserma qui sotto, che brulica di donne, ma non so che fanno).

.

esistono anche uomini che cantano The way we were di barbra streisand sotto la doccia, certo.

racconto maschile significa scritto da un uomo per altri uomini. hai presente i monologhi della vagina? ecco, il suo opposto.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

racconto maschile significa scritto da un uomo per altri uomini.

Tipo l'Iliade? O più tipo l'Anabasi? icon_cheesygrin.gif

Comunque, non capisco che c'entri con questo racconto, non con la letteratura in generale (neanche lì, in realtà, ma il discorso sarebbe troppo lungo).

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

@ Emma,

ti ringrazio per la lettura e le annotazioni.

Hai ragione circa "oggi", paragonato con "stamattina", ma è voluto. La parola "oggi", secondo il mio sentire era più completa, definitiva, inappellabile e senza ritorno. Dicendo "stamattina" sembrava implicito che potesse esserci anche un proseguo la sera.

In quanto alle occhiate di disprezzo, Tokker ha detto in tono scherzoso e astioso un mare di cose da fare accapponare la pelle a uno che sta per lanciarsi la prima volta, se non sono veramente amici. E non sono amici.

Si può augurare la morte a uno tanto per ridere, se si è in confidenza, sapendo che non succederà e si può invece dirglielo in modo sottile come se questa possibilità sia veramente possibile, come ha fatto Tokker.

Mettere dei dubbi su come qualcuno (che beve) ha insegnato a piegare un paracadute e di conseguenza può essere sfuggito un piccolo particolare importante, non è il massimo.

Se dice che cadendo a terra(se il paracadute non si apre, ovvio) ci si sfracella e sul mare è meglio perchè sembra cemento, certo che non è meglio ma anche peggio. Conoscendo Tokker, gli allievi lo guardano con disprezzo per queste parole, misto a timore.

Il capo corso ha una certa importanza e potere superiore agli altri allievi nelle scuole, deve però sempre limitarsi chiaramente, nell'interloquire con i superiori, certo non ha confidenza, ma maggiore frequentazione.

Per questo arrischia la sua frase contro Tokker, forse per non perdere il rispetto dei compagni, che fanno riferimento a lui. Ma Tokker lo rimette bruscamente al suo posto.

Le frasi di Tokker toccano relativamente l'onore di quei cadetti, in quanto non sono ancora dentro il "giro".

Ambiscono a entrarci. Devono superare esami e fare gavetta. Li toccano nel loro orgoglio personale, nel loro animo, nelle loro speranze per cose che magari esulano dalla tipica fatica militare di personaggi come Tokker, chiamati ad addestrare anche figli di papà, oltre che ragazzi in gamba e meritevoli. Il disprezzo può essere reciproco.

Per il "dramma segreto" di Tokker ti do ragione: avrei dovuto descrivere di più. Non amo dilungarmi in certi particolari però, anche se qui, forse non si è capito, fra i due non c'è stato niente. Solo l'intenzione, evidentemente comprensibile a tutti i cadetti, del povero maresciallo.

@ Cicciuzza

ti ringrazio tanto per la lettura e addirittura per il consulto con tuo marito... grazie anche a lui.

Io sono un autodidatta, non mi intendo di psicologia e non oserei mai parlarne.

Ho solo cercato di descrivere sensazioni e situazioni per come le vedevo io, per come avevo sentito dire e con un po' di esperienza di vita vissuta.

La prima frase che hai evidenziato, è vero: troppo lunga e piena di informazioni. Quasi un telegrafo direi.

La devo rivedere.

Per le altre, praticamente ti ho risposto rispondendo a Emma, che mi ha fatto le stesse annotazioni.

Poi per il fatto che Tokker scaraventa a terra Alessi, nonostante sia agganciato con la fune di vincolo al moschettone , questa fune bretella non è proprio corta da impedire movimenti, ma confesso di non sapere quanto sia lunga. So comunque di paracadutisti agganciati a funi di vincolo che sono caduti per brusche manovre degli aerei.

Ho poi immaginato che i piloti del velivolo fossero chiusi nella loro cabina, come normalmente avviene.

Non sono in grado, fra cuffie che indossano e rumore di motori di sentire frasi o sentire qualcuno che cade all'interno del velivolo, dietro di loro, a meno che non lascino il posto di guida, aprano la porta e vadano dietro.

Però, tutto è possibile, da una parte o dall'altra.

Tuo marito ha visto giuso quello che volevo dire: il crollo di un macho, di uno che ha giocato tutta la vita a fare il duro e poi scopre in sè, impellente, irrefrenabile, qualcosa che ha sempre odiato e negato, apparentemente, scopre il suo vero essere. Ed è troppo per sopportarlo.

Ti ringrazio per l'apprezzamento.

@ Swetty

stai tranquilla, dopo le prime incomprensioni ci eravamo spiegati in mp e se anche è rimasto quel mio messaggio al tuo primo racconto, era precedente agli mp. Non la penso più così.

Mi fa piacere un tuo commento e una tua osservazione e se vorrai anche io commenterò d'ora in poi i tuoi testi.

Ti ringrazio per la tua lettura e le tue notazioni, nonchè per il gradimento.

Mi ha fatto piacere. Credimi.

@ Seth

grazie per il tuo intervento, scusa se non ti ho risposto prima, ma ero fuori casa.

Non pensavo di scrivere un racconto solo per uomini, però mi rendo conto che è una storia a senso unico.

Non ho nulla contro le varie diversità sessuali. Fanno parte della componente umana da sempre e, come hai detto giustamente tu, è ora di sdoganare qualche preconcetto.

Grazie ancora.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
In ogni caso, esiste almeno una donna (io) che ha capito e apprezzato la storia e che non si è sentita affatto come "fuori target". Anzi, devo dire, che in fase "preparazione personaggi", ho persino scritto qualcosa di simile.

Veramente anche io ho capito e apprezzato la storia, e anche Cicciuzza. Il punto è, che secondo me - e anche altri - ci sono molti pensieri e molte sensazioni 'da uomo', come altre opere (in questo momento mi viene in mente il film 'Stragat dalla luna') sanno parlare di più alle donne. Questo non significa che non siano interscambiabili, anzi. Significa che Unius qui è riuscito veramente a tirare fuori sentimenti profondi degli uomini (sì, ormai il mio invaghimento è cosa pubblica) e credo che i 'maschi' abbiano colto più velocemente.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Già, Emma, ma il nostro Unius non riesce, anche se lo fa magnificamente, a non far morire nessuno ogniqualvolta scrive. Ma è troppo realista e le sue morti ti restano sulla coscienza malgrado uno non centri niente.

Questo è naturalmente un complimento a Unius, ma anche un'ennesima richiesta di altro, tipo: Il punto di vista del Lupo, del quale aveva detto di avere altre storie.

Io glielo avevo promesso che non lo commentavo più se insisteva così tanto, ma è certo che lo leggo sempre e ci ricasco. Questa è una minaccia Unius, o alterni o mi asterrò dal commentarti, leggere lo farò, lo sai.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Sì, diciamo che io avevo recepito e apprezzato un aspetto più letterario, una storia di amore e di dolore, una sofferenza che era esplosa a tradimento, ma l'avevo quasi trovata grottesca, c'era un linguaggio che non mi parlava in perfetta sintonia. Mio marito, invece, ha colto immediatamente il senso più profondo della sofferenza di Tokker, e lo ha fatto con una sensibilità maschile, diversa dalla mia. Lo ha capito meglio.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Unius, tu e tutti gli altri siete sempre i benvenuti. Mordo un po', ma con affetto. icon_cheesygrin.gif

Emma/Cicciuzza, non so. Io mi rispecchio molto di più in personaggi così che, per dire, in quelli di Sex and the City. Cioè, Sex and the City mi diverte, ma al massimo riesco a immedesimarmi nella tata di Miranda. Qui invece mi ritrovo di più, mi sembrano più vicini alla mia esperienza.

Forse è perché vivo spalla a spalla con uomini e mi tocca studiarli per sopravvivere? icon_wink.gif

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Scusate, ma cos'è Sex and the city?

Un telefilm che parla di quattro amiche a New York e delle loro vite sentimental-amorose-sessuali.

Ne hanno fatto anche due film, di cui il primo devo dire piuttosto bello. Il secondo invece no, ma succede.

http://it.wikipedia.org/wiki/Sex_and_the_City

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

Grazie, era un nome che mi diceva qualcosa, ma forse devo aver visto qualche puntata delle prime, poi non me ne ricordavo proprio più. Mah, divento sempre più stordita...

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Un racconto che mi è piaciuto molto.

Come hanno già detto altri prima di me, la descrizione dell'ambiente militare è realistica. Non lo dico per esperienza perché il militare non l'ho fatto, ma comunque si sente che il modo di parlare e gli accenni alle procedure sono frutto di conoscenza e non di invenzione letteraria.

Al secondo "sorrideva troppo" si è capito che qualche lancio senza paracadute ci sarebbe stato,ma ero indeciso tra il maresciallo e i cadetti. Tuttavia lo scambio di battute tra Tokker e Alessi mi ha colto alla sprovvista, il che è decisamente un merito. Così come è meritevole affrontare il discorso dell'omosessualità da una prospettiva diversa a cui le opere di fiction italiana ci hanno abituato.

I rilievi che posso fare alla storia sono più di tipo stilistico. Inizialmente non avevo capito nemmeno io perché quegli accenni al disprezzo - non è di solito il sentimento che ci si aspetta dai soldati nei confronti dei superiori - ma tutto è diventato chiaro nel finale. Tuttavia, l'insistenza per due volte sulle occhiate di disprezzo mi è sembrata una ripetizione pleonastica, che non aggiunge molto al racconto, e rende il tutto un po' macchinoso (è come se dicessi "se non lo avete capito, guardate che la cosa importante su cui dovete riflettere è che gli altri lo disprezzano!").

Nella prima del racconto, la costruzione di alcune frasi non mi ispira troppo:

Stava in piedi dando le spalle ai dodici cadetti della sua squadra seduti sulle panchine metalliche del piccolo bimotore da esercitazione della Scuola Paracadutisti

Una virgola da qualche parte ci sarebbe stata bene.

assorti dal rumore dei motori e al pensiero che si avvicinava il momento del loro primo lancio

Assorti "da" mi suona un po' strano.

Tuttavia, questi piccoli rilievi non inficiano il racconto nel complesso, che riesce a raggiungere picchi di tensione drammatica nonostante la brevità.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite

Scrivo solo per fare i complimenti, non sono in grado di giudicare quello che scrivi.

Sapevo che qualcuno doveva morire, dovresti stupirci con un racconto con il finale allegro, ma il legame tra i due non l'avevo intuito.

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti

"Considerando che parecchi di voi, avendo ancora la testina da liceale figlio di generale che voleva fare il macho e pensando che tutto gli è dovuto nella vita, non vedendo il paracadute aprirsi- uso del riflessivo che rallenta il ritmo- si metterà non certo a ragionare ma a bestemmiare per qualche secondo, vi ricordo che quei secondi sono essenziali per l’apertura del paracadute di riserva."

Dopo liceale occorre una virgola e forse e meglio revisionare questo periodo un pò contorto e lungo.

Occorre a mio avviso ancora una revisione sulla punteggiatura per dare più ritmo, in quanto è un racconto psicanalitico ma action, di genere e quindi togliere i puntini di sospensione superflui e frammentare i periodi.

Per il resto fila liscio e il progetto globale, l'ambientazione, la suspence ,l'inconscia omesessualità che esplode col rimosso in un asitazione di pericolo...insomma bravissimo come semper Unius, semper un piacere leggerti, se i un autore che ha davvero le idee chiare sul dove portare il lettore con la sua fiction, e questa volta mi hai fatto volare grazie!Buona domenica

Condividi questo messaggio


Link di questo messaggio
Condividi su altri siti
Ospite
Questa discussione è chiusa.

×