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Ippolita2018

Il magico potere del riordino, di Marie Kondo

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Se vi parlo di questo libro è perché nella sezione Laboratorio Creativo mi sono imbattuta in un titolo di folgorante bellezza: Pulizie di primavera.

Nel post Kyria propone di sistemare le discussioni sparpagliate per evitare spiacevoli perdite di tempo, e il mio pensiero è andato al libro della Kondo.

A prima vista, lo si potrebbe ritenere un manuale che spiega come fare a rassettare: in realtà è la storia di una bambina nevrotica consapevole di avere un unico desiderio e una sola bruciante passione: trovare l’essenza stessa del riordino, giungere attraverso mille tentativi e svariati ricoveri alla perfezione dell’arte del mettere a posto o, meglio, del non mettere più a posto niente, giacché seguendo le sue direttive il vero, unico riordino è eseguito una sola volta nella vita.

 

La via da seguire è una sola: l’emozione. Gli oggetti vanno divisi per categorie e ammucchiati in un unico posto, e non si può passare alla categoria successiva se non si è esaurita la precedente. Ultime, le foto: qui i ricordi rischiano di rallentare le operazioni di sgombero.

Una volta ammassate le cose, bisogna portarle una per volta al cuore: solo se sentiamo un’emozione forte, se l’oggetto ci parla, possiamo tenerlo, altrimenti va con gentilezza e riconoscenza sistemato nel sacco da buttare.

 

Nel libro si sottolineano le meravigliose conseguenze del mettere a posto: la mente si libera, si acquisisce fiducia in sé stessi, si impara a fare a meno degli oggetti, si scopre cosa si vuole dalla vita e molto altro. La Kondo ci impartisce piccoli graziosi ordini molto originali e di certo azzeccati (“vietato accatastare le cose una sull’altra, il segreto è metterle in verticale!”, oppure: “svuotate la borsa ogni giorno!”), e sottolinea che l’unico modo per essere felici è passare la vita circondati solo dalle cose che ci piacciono. 

Quello che mi ha legato per sempre a questo libro è l’amore assoluto che l’Autrice nutre per la sua nevrosi, l’accettazione completa di questa sua unilateralità, la muta ostinazione nel cercare un metodo che fosse solo suo: poetico e geniale.

 

 

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Vedo che si lega al discorso dei minimalisti, anche se si ferma sul lato più concreto della faccenda.

 

https://vivereintenzionalmente.com/minimalismo-come-stile-di-vita/

 

“Sì, ok, il punto di partenza del minimalismo è possedere di meno. Non è però quello il punto di arrivo.”

 

“Applicare il minimalismo nella tua vita significa fare focus su ciò che conta. Rimuovere le distrazioni. Concentrarti su ciò che produce significato. È così che sono arrivato a definire il mio concetto di vivere intenzionalmente: spendere il tempo che mi rimane in attività che rendano significativa la mia vita.”

 

In pratica non significa eliminare ciò che non è utile, ma ciò che non ha valore per noi.

Un cucchiaio è più utile di una foto, ma se quella foto è per noi importante, mentre di cucchiai in cucina ne abbiamo trentasei, ecco che è lui, il cucchiaio, a finire nella spazzatura.

 

Le promesse del minimalismo sono le stesse del riordino che citi tu:

Quota

la mente si libera, si acquisisce fiducia in sé stessi, si impara a fare a meno degli oggetti, si scopre cosa si vuole dalla vita e molto altro

 

È uno stile di vita che francamente ho fatto mio da un annetto, ma resto un moderato...

Ho iniziato non per “dare un valore alla mia vita” ma molto più banalmente perché sono per natura un accumulatore, un indisciplinato che si distrae con facilità disarmante, che non rispetta i programmi, che prima decide e poi ci ragiona, che s’interessa per un minuto e poi passa ad altro senza nemmeno pensarci un attimo. Insomma: sono un disordinato. 

Eliminare la pellaccia morta e arrivare alla ciccia, ragionare su quello che davvero vogliamo avere e fare, è l’unico modo che conosco per non affogare nel caos.

 

Quel che è certo è che mi ha aiutato a smettere di fumare. :asd: 

Modificato da Kuno

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Tutto condivisibile. Ci riesco con quasi tutto, e non solo a primavera, ma non con i libri. Quelli non ce la faccio a buttarli: magari in garage, quelli che non ci stanno in casa, ma non butto nulla.  E così ne sono quasi sommerso, ma va bene lo stesso...

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12 ore fa, Kuno ha detto:

ma resto un moderato

 

Anch’io, perché non vorrei tradire quello che diceva Zarathustra: “Bisogna aver ancora un caos in sé per poter generare una stella danzante. Io vi dico: voi avete ancora del caos in voi”.

 

12 ore fa, cld ha detto:

ma non con i libri. Quelli non ce la faccio a buttarli: magari in garage, quelli che non ci stanno in casa, ma non butto nulla.  E così ne sono quasi sommerso

 

C'è un intero capitolo dedicato a quelli come te (e me). Senti qual è il procedimento con i libri: innanzitutto vanno svegliati, perché a stare troppo tempo negli scaffali (o in garage...) si addormentano. Come sfioriamo le guance di un bambino per svegliarlo, così dobbiamo destare la coscienza dei libri arieggiandoli ed esponendoli agli stimoli, magari dando loro lievi colpetti sulla copertina, oppure ponendoci di fronte alla montagna accatastata battendo le mani.

Io provo.

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14 ore fa, Ippolita2018 ha detto:

innanzitutto vanno svegliati, perché a stare troppo tempo negli scaffali (o in garage...) si addormentano. 

 

Di malinconia non soffrono e il tempo che hanno per dormire è il nostro. A prendere e riporre qualcosa ci andiamo ogni giorno. Poi ci sono i nipotini (che hanno il loro ripiano, basso, con i libretti per l'infanzia), ascoltano musica sinfonica, qualche volta vedono la televisione e sentono il rumore dell'aspirapolvere. Una volta all'anno li riprendo, uno a uno,  per spazzolarli e soffiarli, prima di riporli (due palle!). Ogni quando, infine, sono da rimettere in ordine alfabetico (vale solo per la narrativa), per far spazio ai nuovi arrivati.

Non si lamentano, comunque, anche se qualcuno soffre per la propria deformità o perché ha la pelle rovinata da qualche malattia o dall'età e qualcun altro li guarda dall'alto in basso (i libri idioti o immorali (dal Codice cavalleresco di Jacopo Gelli, del 1943, se non sbaglio, alla tesi italiana sulla razza) li ho sistemati nei ripiani più alti, non già per assecondarli, come loro credono, ma perché nessuno li prenda... :)

  • Divertente 1

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