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Maproma

Aracne Editrice

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Aggiornamenti (perdonate il narcisismo… ma forse condividere qualche esperienza potrebbe rivelarsi utile per qualcuno che legge, non so…). Avevo, via telefono, parlato all'Aracne riguardo la distribuzione nelle biblioteche, proponendo di inviare una lista di sedi potenzialmente interessate. Penso abbiano inteso male, o, più probabilmente, mi sono spiegato male io, e mi hanno inviato una mail riguardo invece una proposta di distribuzione nelle librerie. In pratica, dovrei acquistare con sconto del 50% sul prezzo di copertina delle copie che la casa provvederà a inviare alle librerie loro fiduciarie, due per ciascuna libreria. I volumi resterebbero a scaffale per un massimo di 90 giorni, poi potrò recuperarli (già immagino che potrei utilizzare quelle copie invendute per le donazioni alle biblioteche che avevo in mente di proporre, approfittando del fatto di averle acquistate con uno sconto maggiore rispetto a quelle che avrei acquistato in linea ordinaria…). Mi spetterebbe il 60% dei ricavi su ogni copia venduta, pur disperando di venderne, considerando il carattere specialistico del lavoro, è già comunque un passo avanti rispetto alla procedura del 10% dopo la 300esima copia venduta, secondo originario contratto editoriale. Su mia richiesta di conoscere la quantità di librerie interessate, per valutare un preventivo spese complessive, mi hanno risposto che riguarderebbe da 1 a 10 librerie. Ho dato il mio assenso, considerando le spese tutto sommato relativamente accettabili, per l'esperienza di trovare, al di là del discorso vendite, il mio nome su alcune librerie, e quindi di avere un seppur estremamente ridotto spazio di visibilità.

Avevo anche richiesto di conoscere l'effettiva tipologia di valutazione che la commissione scientifica avrebbe operato per l'inserimento in collana, e mi è stato risposto che il testo è stato sottoposto a double peer review. Avevo in precedenza ricevuto un riscontro diverso, nel caso fosse valida questa ultima versione, mi riterrei soddisfatto

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Ciao @greenintro, il deposito legale è previsto da una legge, la n.106 del 15 aprile 2004, secondo la quale chi produce una pubblicazione (e quindi l'editore) è tenuto a consegnarne un certo numero di copie a determinate biblioteche, dette biblioteche depositarie, allo scopo di assicurare la conservazione di almeno un numero minimo di esemplari dell'intera produzione editoriale di un paese. Solo nel caso di libri autoprodotti (ossia senza casa editrice) quest'onere spetta agli autori. Quindi, il deposito legale è un atto pratico che l'autore DEVE svolgere. Il mio ultimo volume, per esempio, dovrebbe essere stato depositato (così mi ha detto l'editore) presso le biblioteche di Roma e di Firenze (e se vai sul sito dell'OPAC dovrebbe risultare tramite una semplice ricerca). Il fatto delle librerie mi sembrava un po' strano: come ti dicevo, o te li compri e li distribuisci te, oppure non li vedrai mai in libreria. E ti dico anche che, se vuoi metterli in vetrina, o conosci il libraio, o devi sborsare dei soldini (non sempre però: a me è capitato di trovarmi in vetrina senza fare nulla, ma solo nelle librerie specializzate e solo per opere fortemente divulgative). E ti confermo quello che ti ho detto l'altra volta: il "doppio cieco" (o come lo chiamano double ecc..., per farci capire ancora meno) è un processo inventato dal Miur per far fare le marchette a determinate CE, ma nessuno controlla nulla e non c'è traccia né documentio che comprovi questa pratica: basta che paghi, e potrai pubblicare, è il sistema, e non credere che se compri copie, le rivendi, le ricompri, le presenti, le esponi, ottieni più visibilità o rientro economico; arricchirai solo queste stamperie, e nel frattempo svuoterai il tuo conto, ma "a rate", così non te ne accorgi. Insomma, per esperienza diretta (ne ho pubblicati diversi), se ti serve pubblicare un libro scientifico segui tutte le procedure, ma una volta pubblicato fermati lì, perché nessuno si interesserà al tuo volume, e quei pochi che potrebbero essere interessati sono quelli a cui l'hai già regalato te, anche perché ne avrai dovuti acquistare talmente tanti che alla fine li utilizzerai per non far ballare i tavoli! Scusa se sono stato diretto, ma anche io all'inizio mi emozionavo quando vedevo il mio libro esposto in vetrina o i miei amici mi mandavano le foto delle librerie, ma poi mi sono reso conto che era tutta una "macchina infernale" per spremerci come rape.

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Il 5/3/2020 alle 21:06, Giampo ha scritto:

(sul sito ci sono le griglie e le regole editoriali, fatte davvero molto bene, per impaginarsi il libro da sè, ma dubito che qualcuno faccia tutto da solo, a meno che non si appoggi a un editor professionista)

Nessun editor professionista, è sufficiente avere un minimo di dimestichezza con i programmi di scrittura e un attimo di pazienza. Ho fatto tutto da sola e con ottimi risultati, utilizzando Word. Ho fatto anche la correzione di bozze da sola, chiedendo solo a una mia amica (che lo fa di mestiere) di dare un'occhiata.

 

Il 5/3/2020 alle 21:06, Giampo ha scritto:

Il prezzo dipende anche da quante copie si intende richiedere come acquisto (obbligato) del volume.

A me non hanno chiesto di acquistare nulla. Anzi, per contratto erano previste 5 copie gratuite per l'autore. Io ne avevo chieste 2 in più e volevo pagarle ma loro me le hanno date gratis. Il prezzo del volume è stato deciso da loro e non è dipeso dal numero di copie stampate, dato che hanno il POD. Per il resto è chiaro che si tratta di letteratura scientifica che è difficilissima da piazzare, molto più della saggistica divulgativa, a meno che l'argomento affrontato non sia estremamente allettante e a meno che l'autore non sia una persona nota. Per il resto, ti do ragione ma, francamente, considerato quanto poco vengano valutate dall'ASN le monografie rispetto ai saggi su rivista e quanto poco spendibile sia, anche a livello accademico, l'Abilitazione, direi che, almeno io, cerco di pubblicare più spinta dalla voglia di dare un contributo, per quanto minuscolo, al mio settore disciplinare che dalla necessità di raccogliere punti per l'ASN.

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Il 12/3/2020 alle 13:38, Giampo ha scritto:

Ciao @greenintro, il deposito legale è previsto da una legge, la n.106 del 15 aprile 2004, secondo la quale chi produce una pubblicazione (e quindi l'editore) è tenuto a consegnarne un certo numero di copie a determinate biblioteche, dette biblioteche depositarie, allo scopo di assicurare la conservazione di almeno un numero minimo di esemplari dell'intera produzione editoriale di un paese. Solo nel caso di libri autoprodotti (ossia senza casa editrice) quest'onere spetta agli autori. Quindi, il deposito legale è un atto pratico che l'autore DEVE svolgere. Il mio ultimo volume, per esempio, dovrebbe essere stato depositato (così mi ha detto l'editore) presso le biblioteche di Roma e di Firenze (e se vai sul sito dell'OPAC dovrebbe risultare tramite una semplice ricerca). Il fatto delle librerie mi sembrava un po' strano: come ti dicevo, o te li compri e li distribuisci te, oppure non li vedrai mai in libreria. E ti dico anche che, se vuoi metterli in vetrina, o conosci il libraio, o devi sborsare dei soldini (non sempre però: a me è capitato di trovarmi in vetrina senza fare nulla, ma solo nelle librerie specializzate e solo per opere fortemente divulgative). E ti confermo quello che ti ho detto l'altra volta: il "doppio cieco" (o come lo chiamano double ecc..., per farci capire ancora meno) è un processo inventato dal Miur per far fare le marchette a determinate CE, ma nessuno controlla nulla e non c'è traccia né documentio che comprovi questa pratica: basta che paghi, e potrai pubblicare, è il sistema, e non credere che se compri copie, le rivendi, le ricompri, le presenti, le esponi, ottieni più visibilità o rientro economico; arricchirai solo queste stamperie, e nel frattempo svuoterai il tuo conto, ma "a rate", così non te ne accorgi. Insomma, per esperienza diretta (ne ho pubblicati diversi), se ti serve pubblicare un libro scientifico segui tutte le procedure, ma una volta pubblicato fermati lì, perché nessuno si interesserà al tuo volume, e quei pochi che potrebbero essere interessati sono quelli a cui l'hai già regalato te, anche perché ne avrai dovuti acquistare talmente tanti che alla fine li utilizzerai per non far ballare i tavoli! Scusa se sono stato diretto, ma anche io all'inizio mi emozionavo quando vedevo il mio libro esposto in vetrina o i miei amici mi mandavano le foto delle librerie, ma poi mi sono reso conto che era tutta una "macchina infernale" per spremerci come rape.

 

concordo nel complesso. Senza dubbio, l'assenza di controlli circa l'effettiva applicazione del "doppio cieco" motiva una certa incertezza riguardo il fatto che tale applicazione sia stata operata. Però, anche considerando che, almeno nel caso dell'Aracne, non c'è una necessaria implicanza fra pubblicazione a pagamento e inserimento in collana (come mi spiegarono, anche in caso di responso negativo dalla commissione scientifica della collana, il libro sarebbe comunque uscito in catalogo, la casa editrice non ci avrebbe perso nulla economicamente), e che dunque non dovrebbero avere alcun interesse a forzare l'inserimento in collana senza valutazione, penso che si potrebbe dar credito a che le cose siano andate come ufficialmente comunicato, fino a prova contraria, al di là di preservare un certo fisiologico margine di dubbio in merito. Concordo certamente anche con l'idea delle  minime possibilità di mercato e visibilità del settore della pubblicistica scientifica, il che non toglie che, meglio di niente, impegnarsi in questo campo mantenga un suo senso, nel, come scrive Lizina,  dare un proprio, per quanto minimo, contributo alla ricerca. Se non ci si arricchisce o noti al grande pubblico, questi lavori possono comunque, specie man mano che ci si fa un nome nel tempo, circolare tra colleghi, addetti ai lavori, conoscenti, ambienti estremamente ristretti ma che non precludono di poter offrire qualche soddisfazione. Se tutti valutassero il darsi farsi in questo ambito solo in termini di convenienza economica o di notorietà a largo raggio, queste nicchie, comunque culturalmente e socialmente importantissime, morirebbero.

 

Il 12/3/2020 alle 14:22, Lizina ha scritto:

A me non hanno chiesto di acquistare nulla. Anzi, per contratto erano previste 5 copie gratuite per l'autore. Io ne avevo chieste 2 in più e volevo pagarle ma loro me le hanno date gratis. Il prezzo del volume è stato deciso da loro e non è dipeso dal numero di copie stampate, dato che hanno il POD. 

 

sì, è possibile che per un numero molto limitato di copie richieste distribuiscano gratis, giustamente. Io avendole richiesto in numero maggiore, circa una decina, nell'aspettativa di regalare a parenti, amici, o per una presentazione le ho pagate in base ai termini del contratto editoriale, così come ho pagato delle copie di una seconda ristampa che dopo circa un mese dall'uscita avevo richiesto, essendomi accorto di problemi ad alcune note a piè pagina nella prima ristampa (si fosse trattato di semplici refusi avrei lasciato andare, ma sulle note a piè pagine ci tenevo a una maggior precisione)

 

 

Oggi l'Aracne mi ha comunicato che le librerie loro fiduciarie dove distribuire le copie saranno 7

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buongiorno a tutti

Per chi se la sentisse di parlarne, come considerereste la vostra esperienza, qualora ci fosse stata, con Aracne Tv dal punto di vista promozionale? La considerereste una buona scelta per gli autori, in particolare esordienti?

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Mah... quando ho presentato il mio libro a Roma, qualche anno fa, mi proposero, a pagamento, un intervento della loro tv. Io declinai ma loro vennero lo stesso perchè erano comunque interessati all'argomento però non ho idea di quanto questo abbia influito sulle vendite. Non so quanto sia seguito questo canale però se te la senti, perchè no? E' comunque un modo per far conoscere te e la tua opera. Poi non so se ti abbiano fatto una proposta free o meno. Nel caso ti abbiano chiesto un contributo, ti dico cosa farei io e, in effetti, ho già fatto: non pagherei. Aracne è già una CE EAP, pagare per la promozione mi sembra eccessivo, tanto più che ci sono altri canali per farti conoscere: recensioni e riviste di settore, per esempio; presentazioni; internet nelle sue varie forme.

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Il 7/7/2020 alle 19:52, Lizina ha scritto:

Mah... quando ho presentato il mio libro a Roma, qualche anno fa, mi proposero, a pagamento, un intervento della loro tv. Io declinai ma loro vennero lo stesso perchè erano comunque interessati all'argomento però non ho idea di quanto questo abbia influito sulle vendite. Non so quanto sia seguito questo canale però se te la senti, perchè no? E' comunque un modo per far conoscere te e la tua opera. Poi non so se ti abbiano fatto una proposta free o meno. Nel caso ti abbiano chiesto un contributo, ti dico cosa farei io e, in effetti, ho già fatto: non pagherei. Aracne è già una CE EAP, pagare per la promozione mi sembra eccessivo, tanto più che ci sono altri canali per farti conoscere: recensioni e riviste di settore, per esempio; presentazioni; internet nelle sue varie forme.

 

Grazie per la risposta. Nel mio caso la proposta riguarda un intervento su una rubrica dedicata al Covid, "Andrà tutto bene". Le domande sarebbero concordate con l'intervistatore, dunque in teoria sarebbe anche possibile orientare l'intervista verso il proprio ambito di competenze, pur mantenendo il collegamento con il tema del virus, ma la discussione è successiva all'accettazione da parte dell'intervistato, cosicché immagino possa essere abbastanza difficile potersi poi tirare indietro nel caso di un colloquio preliminare non ritenuto soddisfacente. Insomma, è un pò una proposta a "scatola chiusa". Avrei pochi dubbi nell'accettare nel caso l'intervista fosse incentrata sul mio libro, occupandosi di Corona Virus le possibilità della mia inadeguatezza circa l'intervento sono più ampie, per quanto un collegamento generico con la filosofia possa ben trovarsi, e non so quanto il margine di autonomia nel momento della discussione sulla scaletta, possa tutelarmi. La visibilità che ne deriverebbe rischia di essere più un rischio che un'opportunità. Per quanto riguarda l'aspetto economico, mi hanno informato su una quota da pagare nel caso avessi richiesto la pubblicazione sul digitale terrestre, mentre restando unicamente sulla registrazione nel sito, l'intervento sarebbe stato a titolo gratuito.

 

Ho invece accettato, pagando 60 Euro, l'inserimento del mio libro in un catalogo ristretto che sarebbe inviato a una loro newsletter di 700000 contatti, in quanto possibile spazio di promozione strettamente riservato al mio lavoro

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Sì, ho capito a quale proposta ti riferisci. Hanno inviato la mail anche a me e ho rifiutato entrambe le proposte. Ero tentata per il catalogo ma ho preferito declinare.

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