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La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella, malgrado gli occhiali da vista pesanti e il rossetto sbafato. Era venuta in bici, accaldata. Ci sedemmo, lei si sfilò il pullover, mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle. Capelli brizzolati, cortissimi, tratti del volto delicati, slanciata, mani spellate, callose, unghie corte, sbocconcellate da un uso frettoloso della forbice. Californiana, al suo inglese strascicato mi abituai a fatica...

...e lesbica, Mary Rose.

 

Ecco, devo dire, io nelle lesbiche non avevo mai creduto. Pensavo fossero un mito, una leggenda, come le Sirene. Sì, di uomini gay in Italia ne avevo visti, ma di ragazze lesbiche, mai, nemmeno una. Ora ne avevo una proprio davanti a me. Ed era vera, e non era neanche come Molly, un po’ etero, un po’ bisex, un po’ dove tira il vento.

Mary Rose era una lesbica purissima.

Lei costituì per me il varco verso l’esplorazione di una piccola frazione di mondo saffico a Berlino, con le sue particolarità, la complessità della sua sotto-cultura.

 

Mary Rose era fidanzata con Güla.

Una stronza...

Piccolina e bellissima com’era, quella Güla si dava delle arie fastidiose. Solo perché aveva nella pelle la lucentezza dei marmi scolpiti dal Canova; solo perché il nasino lo aveva talmente ben fatto che nemmeno gliel’avesse disegnato il Raffaello; solo perché la bocca, gli zigomi, il mento, le si erano arrangiati sulla faccia con tale armonia, che pure il Creatore s’era sorpreso nel vederne il risultato; solo perché aveva capelli biondo cenere che facevano impallidire gli splendidi colori bronzati degli autunni berlinesi... solo per questo, ecco, quella Güla si dava delle arie che mi facevano innervosire. Ebbene, lo ammetto, mi infastidiva quella sua bellezza politicamente scorretta, il modo in cui se la portava addosso, con sufficienza, nemmeno le spettasse per merito.

E di lei conservo un’immagine mentale quasi brutta, tanto spudoratamente era bella.

 

Güla, a quanto pare, non si innamorava, né di uomini, né di donne, faceva soffrire e basta. Si imbattevano in lei vari esemplari di umani, ella vi si insinuava fin nelle viscere profonde, vi iniettava il siero gelido del suo ascendente, lasciava dietro di sé scie di acuto dolore. Negli occhi suoi impassibili trapelava un senso di disprezzo per chiunque l’amasse.

Odiava gli uomini, Güla, li seduceva, li inebriava, li conduceva fin dentro al letto, ma lì non si concedeva, li dominava a modo suo, ficcava loro cose nel didietro finché non si mettevano a piangere. Come ci riuscisse poi, così piccolina com’era, non lo so proprio. Non so nemmeno se fosse vero, dato che era una delle storie che Theo amava raccontare.

Ma so di certo che Güla massacrava Mary Rose, le sconquassava l’anima. La tirava a sé, la respingeva. Tant’è che Mary Rose pur praticando diligentemente yoga e meditazione, pur avendo passato periodi interminabili in India alla conquista dell’equilibrio interiore; eppure, di fronte a Güla Mary Rose si sgretolava. E tutta la sua ascesi mistica, cotanto equilibrio spirituale, si sfaldavano penosamente se solo Güla muoveva la bocca rosea per dire: «I don’t feel like meeting you tonight».

Allora Mary Rose si disperava, si tormentava e si metteva a bere, se ne andava brilla e fuori di testa sui lunghi viali che fiancheggiano il canale oscuro, giungeva fin sotto casa di Güla, si piazzava innanzi al suo portone e, caduta in ginocchio, si sgolava urlandole contro ogni sorta di dannazione.

Poi tornava indietro struggendosi d’amore.

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Evocativo e d'impatto, però credo che una sfoltita alle virgole renderebbe il tutto più scorrevole e aiuterebbe il lettore a focalizzarsi più sul contenuto che sul ritmo.

Per intenderci copincollo un pezzetto, non so se si fa così ma non so come rendere bene l'idea altrimenti :arrossire:

 

"La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella, malgrado gli occhiali da vista pesanti e il rossetto sbafato. Era venuta in bici, accaldata. Ci sedemmo, lei si sfilò il pullover, mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle"

"La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella malgrado gli occhiali da vista pesanti e il rossetto sbafato: era venuta in bici. Ci sedemmo e lei, accaldata, si sfilò il pullover mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle"

 

 

"Güla, a quanto pare, non si innamorava, né di uomini, né di donne, faceva soffrire e basta. Si imbattevano in lei vari esemplari di umani, ella vi si insinuava fin nelle viscere profonde, vi iniettava il siero gelido del suo ascendente, lasciava dietro di sé scie di acuto dolore. Negli occhi suoi impassibili trapelava un senso di disprezzo per chiunque l’amasse."

 

"Güla, a quanto pare, non si innamorava né di uomini né di donne: faceva soffrire e basta. Si imbattevano in lei vari esemplari di umani ed ella vi si insinuava fin nelle viscere profonde, iniettando il siero gelido del suo ascendente e lasciando dietro di sé scie di acuto dolore. Negli occhi suoi impassibili trapelava un senso di disprezzo per chiunque l’amasse."

 

Ovviamente è per un mio personale gusto estetico :D

 

 

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20 ore fa, Amanda Greco ha detto:

La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella,

Per gusto personale non amo le frasi impostate così, preferirei "MR arrivò" o "vidi arrivare MR"

20 ore fa, Amanda Greco ha detto:

La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella

Dovresti provare a mostrare la bellezza senza dichiararla così esplicitamente. Ad es. con la caratterizzazione che fai dopo

20 ore fa, Amanda Greco ha detto:

il rossetto sbafato

Forse sbavato, sbafare ha un altro significato

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

Ci sedemmo, lei si sfilò il pullover, mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle.

In questo modo sembra che li esibisca volontariamente. Se invece è un fatto accidentale, in seguito all'essersi tolta la maglia, direi qualcosa tipo "non curante"

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

Capelli brizzolati,

me l'ero immaginata giovane :umh:

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

Californiana, al suo inglese strascicato mi abituai a fatica...

...e lesbica, Mary Rose.

Questa frase non mi convince, non so, c'è qualche forzatura. Uno stacco troppo netto tra la lingua, l'essere californiana e lesbica.

In generale il primo paragrafo è quello che rivedrei di più

per renderlo più fluido.

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

ma di ragazze lesbiche, mai, nemmeno una.

toglierei la virgola

 

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

la complessità della sua sotto-cultura.

Non so se parlare di subcultura in ambito sessuale sia l'espressione più idonea, è un dubbio che mi è venuto leggendo

 

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

Mary Rose era fidanzata con Güla.

Una stronza...

Piccolina e bellissima com’era, quella Güla si dava delle arie fastidiose. Solo perché aveva nella pelle la lucentezza dei marmi scolpiti dal Canova;

Taglierei

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

mi infastidiva quella sua bellezza politicamente scorretta,

Cercherei un'espressione meno abusata. Es.: irriverente, sfacciata?

 

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

E di lei conservo un’immagine mentale quasi brutta, tanto spudoratamente era bella.

 

Güla, a quanto pare, non si innamorava, né di uomini, né di donne, faceva soffrire e basta. Si imbattevano in lei vari esemplari di umani, ella vi si insinuava fin nelle viscere profonde, vi iniettava il siero gelido del suo ascendente, lasciava dietro di sé scie di acuto dolore. Negli occhi suoi impassibili trapelava un senso di disprezzo per chiunque l’amasse.

Odiava gli uomini, Güla, li seduceva, li inebriava, li conduceva fin dentro al letto, ma lì non si concedeva,

Semplificherei. Magari il secondo "uomini" puoi cambiarlo in "maschi"

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

E tutta la sua ascesi mistica, cotanto equilibrio spirituale, si sfaldavano penosamente se solo Güla muoveva 

Anche qui semplificherei: e tutta la sua serenità interiore si sfaldava

 

21 ore fa, Amanda Greco ha detto:

E tutta la sua ascesi mistica, cotanto equilibrio spirituale, si sfaldavano penosamente se solo Güla muoveva la bocca rosea per dire: «I don’t feel like meeting you tonight».

Allora Mary Rose si disperava, si tormentava e si metteva a bere, se ne andava brilla e fuori di testa sui lunghi viali che fiancheggiano il canale oscuro, giungeva fin sotto casa di Güla, si piazzava innanzi al suo portone e, caduta in ginocchio, si sgolava urlandole contro ogni sorta di dannazione.

Poi tornava indietro struggendosi d’amore.

Questa parte finale è quella che mi è piaciuta di più.

 

Non è scritto male, più che altro semplificherei alcune parti. Sarebbe interessate leggere il contesto generale in cui si inserisce il frammento. A rileggerti :) 

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23 ore fa, Amanda Greco ha detto:

lei si sfilò il pullover, mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle.

Toglierei la virgola, così non si spezza la frase e si percepisce continuità di movimento.

Mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle è perfetto per descrivere indirettamente un po' del carattere di Mary Rose; mi piace!

 

23 ore fa, Amanda Greco ha detto:

unghie corte, sbocconcellate da un uso frettoloso della forbice

Toglierei corte, perchè capisco che sono così a causa dell'uso frettoloso della forbice.

Alle 25/5/2018 at 14:13, Amanda Greco ha detto:

Californiana, al suo inglese strascicato mi abituai a fatica...

...e lesbica, Mary Rose.

La conclusione ...e lesbica, Mary Rose. non mi convince per niente perchè troppo staccata a livello sintattico, semantico, ecc. dal paragrafo. Anche in caso di una volontà di rendere la frase di impatto, a me suona un po' sbilenga.

 

Alle 25/5/2018 at 14:13, Amanda Greco ha detto:

Si imbattevano in lei vari esemplari di umani, ella vi si insinuava fin nelle viscere profonde, vi iniettava il siero gelido del suo ascendente, lasciava dietro di sé scie di acuto dolore.

Forse un punto e virgola tra umani ed ella, anziché solo la virgola.

 

Bel pezzo, mi è piaciuto (y)

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Ciao @Amanda Greco, non ho mai letto un tuo racconto in officina e voglio lasciarti un breve commento.

Posso dirti che è un racconto molto interessante dove offri sentimenti e riflessioni profonde - magari nascoste in semplici frasi - che raccolgono l'attenzione e l'empatia del lettore per la protagonista in questo suo sentimento non corrisposto per Mary Rose.

Aggiungo che sono colpito dalla descrizione di "Gula" - lo metto tra virgolette perché non visualizzo bene gli accenti e mi sa che qui me ne perdo uno - perché leggo chiaramente l'insofferenza della protagonista-narratrice verso di lei, che ne fornisce un ritratto dagli spigoli nettamente negativi e pieni di disprezzo. In particolare questa frase, per me molto bella e suggestiva in tal senso

Alle ‎25‎/‎05‎/‎2018 at 14:13, Amanda Greco ha detto:

E di lei conservo un’immagine mentale quasi brutta, tanto spudoratamente era bella.

frase che un commento precedente vedeva di troppo. Non è fantastico avere opinioni diverse e vedere ognuno di noi lettori qualcosa di diverso in base alla propria indole? :)

 

I commenti precedenti, in quanto a segnalazioni specifiche, hanno detto molto. Aggiungo giusto qualcosa, sperando ti sia utile o ti fornisca spunti utili di discussione o altro.

Alle ‎25‎/‎05‎/‎2018 at 14:13, Amanda Greco ha detto:

La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella, malgrado gli occhiali da vista pesanti e il rossetto sbafato.

Questo è un racconto dove narra la protagonista in prima persona quindi per me ci può anche stare un suo giudizio personale. Ti segnalo, però, questo "molto bella" perché mi è stato detto spesso di non dare aggettivi vaghi e soggettivi (bellissima, bella, bravissima, ...) proprio perché personali e perché in realtà non dicono. Te lo dico perché mi è stato detto spesso in passato.

Per quanto riguarda lo "sbafato" so che vuol dire "mangiato" riferito al cibo... quindi "?"

Alle ‎25‎/‎05‎/‎2018 at 14:13, Amanda Greco ha detto:

Tant’è che Mary Rose pur praticando diligentemente yoga e meditazione, pur avendo passato periodi interminabili in India alla conquista dell’equilibrio interiore;

Questa frase in sé ha qualcosa che non va: il primo o il secondo "pur + gerundio" ci sta, ma serve una conseguenza o una premessa con questa condizione.

 

Ciao e alla prossima lettura.

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Grazie a tutti per i commenti. 

Vorrei spiegare alcuni passaggi da voi citati. 

@bwv582 @Alienik Ho usato il termine "molto bella" perché l’io narrante non è una voce onnisciente imparziale, è bensì una voce interiore e soggettiva. Concordo con voi comunque sul fatto che "molto bella" è quasi superfluo, non fornisce al lettore un'informazione precisa, necessaria. Infatti non lo userò più in futuro.

@Alienik "fieramente" sta a significare proprio che Mary Rose i peli li esibisce volontariamente, si scoprirà in seguito che è una femminista. 

Grazie mille per aver rilevato l'errore "sbafato" che va corretto con "sbavato". Conosco la differenza, ma non so perché, non è la prima volta che cado in questo errore. 

Le altre mi sembrano considerazioni legate al gusto soggettivo, che vi ringrazio di aver condiviso. 

A rileggerci presto! :) 

 

Amanda 

 

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Cara @Amanda Greco ti confesso che son capitata qui per caso e di fretta perché voglio partecipare al contest e devo commentare prima qualcosa. Per cui ti ho scelta per caso, ma cavolaccio: mi sei piaciuta moltissimo.

Il tuo stile è impeccabile, mi piace da morire, mi piacciono i pensieri, mi piacciono i personaggi e il tuo modo di raccontare.

Ti dico il vero, un po' mi sono innamorata anch'io della stronza e solo leggermente di meno della disperata Mary Rose. Leggerti mi ha ricordato un vecchio De Gregori, non so dirti perché, forse in certe frasi della memoria. 

Ora segnalo alcune cose, magari lo hanno già fatto gli altri per cui perdonami se sarò ripetitiva, ma non ho proprio il tempo di leggere gli altri commenti, spero tu capisca la mia frenesia ;)

Il ‎25‎/‎05‎/‎2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

rossetto sbafato.

refuso, sbavato

 

Il ‎25‎/‎05‎/‎2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

, io nelle lesbiche no

non so perché, ma rileggendo mi inciampo sempre qui. Ci vedrei meglio un: alle lesbiche...

 

Il ‎25‎/‎05‎/‎2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

di fronte a Güla Mary Rose si sgretolava.

di fronte a Gula, virgola Mary Rose...

 

Oh, altro io non ci trovo. L'intreccio mi sembra perfetto, attiri l'attenzione, fai venir voglia di saperne di più delle due e anche di te, vorrei davvero leggere il seguito, vorrei leggerti presto, mi sembri bravissima.

Io con le virgole non ci prendo tanto, ma tu qui mi sembri a casa. Non ho altro da commentare se non: è stato molto bello leggerti, una piacevole scoperta.

A presto.

 

 

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Ciao @Amanda Greco:) è la prima volta che ti commento. Il tuo titolo mi piace.

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

La vidi arrivare, Mary Rose, molto bella, malgrado gli occhiali da vista pesanti e il rossetto sbafato. Direi solo: In bici accaldata  Era venuta in bici, accaldata. Ci sedemmo, lei si sfilò il pullover, mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle

Cancellerei: mostrando fieramente peli neri sotto le ascelle

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Capelli brizzolati, cortissimi, tratti del volto delicati, slanciata, mani spellate, callose, unghie corte, sbocconcellate da un uso frettoloso della forbice. Californiana, al suo inglese strascicato mi abituai a fatica...

...e lesbica, Mary Rose.

Non mi piace. Troppo veloce

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Ecco, devo dire, io nelle lesbiche non avevo mai creduto. Pensavo fossero un mito, una leggenda, come le Sirene. Sì, di uomini gay in Italia ne avevo visti, ma di ragazze lesbiche, mai, nemmeno una. Ora ne avevo una proprio davanti a me. Ed era vera, e non era neanche come Molly, un po’ etero, un po’ bisex, un po’ dove tira il vento.

Mary Rose era una lesbica purissima.

Chi era Molly?

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Lei costituì per me il varco verso l’esplorazione di una piccola frazione di mondo saffico a Berlino, con le sue particolarità, la complessità della sua sotto-cultura.

Nom ho capito questa frase.

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Piccolina e bellissima Cancellerei com’era, quella Güla si dava delle arie fastidiose. Solo perché aveva nella pelle la lucentezza dei marmi scolpiti dal Canova; solo perché il Aggiungerei: suo nasino lo aveva talmente ben fatto che nemmeno gliel’avesse disegnato il Raffaello;

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

solo perché la bocca, gli zigomi, il mento, le si erano arrangiati sulla faccia con tale armonia, che pure il Creatore s’era sorpreso nel vederne il risultato; solo perché aveva capelli biondo cenere che facevano impallidire gli splendidi colori bronzati degli autunni berlinesi... solo per questo, ecco, quella Güla si dava delle arie che mi facevano innervosire.

Questo pensiero è poco chiaro.

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Ebbene, lo ammetto, mi infastidiva quella sua bellezza Non mi piace: politicamente scorretta, il modo in cui se la portava addosso, con sufficienza, nemmeno le spettasse per merito.

E di lei conservo un’immagine mentale quasi brutta, tanto spudoratamente era bella.

In questa frase non mi convincono: con sufficienza e un’immagine mentale

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

ficcava loro cose nel didietro finché non si mettevano a piangere.

Cioè?

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Come ci riuscisse poi, così piccolina com’era, non lo so proprio. Non so nemmeno se fosse vero, dato che era una delle storie che Theo amava raccontare.

Perchè così piccolina?

 

Il 25/5/2018 alle 14:13, Amanda Greco ha detto:

Ma so di certo che Güla massacrava Mary Rose, le sconquassava l’anima. La tirava a sé, la respingeva. Tant’è che Mary Rose pur praticando diligentemente yoga e meditazione, pur avendo passato periodi interminabili in India alla conquista dell’equilibrio interiore; eppure, di fronte a Güla Cancellerei Mary Rose perchè è sottointeso che parli di lei si sgretolava.

E tutta la sua ascesi mistica, cotanto equilibrio spirituale, si sfaldavano penosamente se solo Güla muoveva la bocca rosea per dire: «I don’t feel like meeting you tonight».

Allora Mary Rose si disperava, si tormentava e si metteva a bere, se ne andava brilla e fuori di testa sui lunghi viali che fiancheggiano il canale oscuro, giungeva fin sotto casa di Güla, si piazzava innanzi al suo portone e, caduta in ginocchio, si sgolava urlandole contro ogni sorta di dannazione.

Poi tornava indietro struggendosi d’amore.

Il finale è molto scorrevole.

 

Conclusione: testo accettabile, forse il ritmo è troppo veloce. Ho l'impressione che scrivi di getto, non so perchè. La trama è carina anche se è vaga. Non riesco a concentrarmi sul testo. A volte confuso e  altre volte troppo carico.

:PA rileggerti e buon appetito.

Floriana

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Il 11/6/2018 alle 12:48, Floriana ha detto:
Quota

ficcava loro cose nel didietro finché non si mettevano a piangere.

 Cioè?

Ciao @Floriana scusami se sorrido :) ma cosa non è chiaro in questa frase? 

Grazie per aver letto e per i commenti. 

A.

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