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Andrea28

[MI 114] Barcellona 2

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Traccia del mezzodì. Azzardo.

- Vaffanculo, pezzi di merda! - disse Raimondo Pascucci, rivolto verso il televisore, mentre riduceva a brandelli un foglio di carta.

I pezzi di merda erano i giocatori del Milan rei di aver pareggiato in casa con il Crotone.

Il foglio di carta, invece, era la ricevuta dell’agenzia di scommesse Sisal che attestava la giocata di Raimondo: 100 € sulla vittoria dei rossoneri.

I suoi sguaiati improperi suscitarono le risatine degli altri scommettitori che lo seguirono con lo sguardo mentre abbandonava furente il locale.

- Andrà meglio la prossima, Raimò! -  disse sghignazzando Ugo Berti, detto il Matematico, grande esperto degli astrusi algoritmi che decidevano i vincitori delle corse di cavalli virtuali.

- Sì, la prossima volta… - ribadì beffardo Marco Mitra, detto il Nero, massimo conoscitore del campionato ugandese.

- Fottetevi! -  bofonchiò Raimondo, mentre varcava l’uscita di quel microcosmo dall'atmosfera fatta di aria condizionata e nicotina e dove i sogni duravano solo 90 minuti più recupero.

Si immerse nella calura e nella vitalità scintillante del sabato pomeriggio cittadino. Davanti ai suoi occhi, si ergeva l’Arcobaleno, la più famosa gelateria locale, dove coppie di amanti, tris di amici, poker di famiglie felici consumavano beati le loro palline multicolore. Anche lui, quel giorno, avrebbe dovuto essere lì, a prendere il gelato con Matilde.

Tesoro, non mi sento bene oggi, sarà per la prossima. Le aveva mentito, preferendo investire malamente il poco che gli rimaneva del sussidio di disoccupazione piuttosto che trascorrere un pomeriggio con la sua unica figlioletta.

Sei uno stronzo bugiardo, gli aveva detto Clara, la sua ex-moglie, che avrebbe voluto passare un romantico sabato con il nuovo compagno.

Il karma presentò presto il suo conto. O forse era solo la gastrite che galoppava su di un destriero fatto di stress, sigarette, e campari. O magari erano le pappardelle al sugo di lepre marcia che aveva consumato in quella squallida trattoria vicino al centro scommesse e che non aveva ancora digerito.

Fatto sta che, adesso, Raimondo, stava male davvero. Sentì uno sconquasso lancinante allo stomaco e, con eroica resistenza, reprimette dei conati di vomito.

Si avviò verso casa ma, a metà strada, la bomba che teneva in pancia detonò e fu costretto ad accasciarsi al suolo e a buttar fuori tutto il suo malessere.

Era pronto a rialzarsi e a riprendere il cammino quando il suo sguardo si posò casualmente sul prodotto di quel suo sciagurato sabato: una chiazza verdognola dal profilo frastagliato, al centro della quale i pezzettini rossastri di leprotto mal digerito erano disposti a formare un 2.

Sì, è proprio un 2. Raimondo sghignazzò per l’esattezza matematica del suo rigurgito, poi alzò gli occhi e vide, a qualche metro di distanza, l’insegna rosso fiamma del Bar Barcellona.

Abbassò nuovamente lo sguardo e vide il leporino due. Poi lo rialzò e vide solo Barcellona.

Barcellona 2.

Colto da una folgorazione, Raimondo prese il giornale che teneva nella tasca del giubbotto e lo aprì alla pagina dedicata al calcio estero. Il Barcellona, capolista, giocava in casa contro il Leganés, ultimo in classica e ormai retrocesso. Una vittoria scontata, sulla carta. Ma non secondo il maleodorante presagio.

Perderanno, cazzo, perderanno. Raimondo non dubitò nemmeno per un secondo della bontà di quel vaticinio gastrointestinale e, ormai ringalluzzito nel corpo e nello spirito, si diresse al Bancomat più vicino dove prelevò gli ultimi 1000 € dal suo conto. 

1000 €, proprio quelli che sarebbero serviti per pagare l’apparecchio di Matilde. Le comprerò un apparecchio d’oro incastonato di diamanti, si autogiustificò.

A grandi falcate, tornò alla Sisal e investì la somma sulla vittoria del Leganés, pagata 20 volte la posta, tra gli sberleffi dei suoi compari di gioco.

- 1000 € sulla sconfitta del Barcellona? Ma stai male, Raimò?

E invece non stava male. Era stato male sì, ma di un male benevolo, di un male necessario al suo riscatto come scommettitore e come uomo.

La profezia si avverò. Sovvertendo ogni pronostico, il Leganés espugnò il Camp Nou e Raimondo vinse 20.000 €.

Quella sera, tornò a casa felice ed euforico, come mai lo era stato dal licenziamento e dalla separazione con Clara. La fortuna gli aveva sorriso, per una volta. 20.000 euro, cazzo! Faticava ancora a crederci. Una somma che non gli avrebbe cambiato la vita ma che, quantomeno, gli avrebbe permesso di rimettersi in carreggiata. Si sarebbe comprato un’auto nuova e, quell'estate, avrebbe portato Matilde in vacanza: magari a Disneyland Paris o persino a DisneyWorld, a Orlando. Ovunque lei desiderasse. Qualsiasi cosa per la sua piccola principessa.

Telefonò alla bambina. Domani, vengo a prenderti alle 10, andiamo al mare a festeggiare, le disse.

Matilde, così come la madre, accolse con gioia l’inaspettata proposta,

Poi, Raimondo si addormentò.  

 

Sognò di essere in un bosco, appeso con delle corde a un albero, come una pignatta. Una donna bellissima, vestita di un lungo abito bianco, gli si avvicinò. Una benda nera le cingeva gli occhi. Tra le mani teneva un grosso randello di legno. Con fare solenne, si tolse la benda e, con inaspettata vigoria, prese a colpire le terga di Raimondo con il bastone. Ogni percossa donava a Raimondo un sollievo celestiale. Mentre veniva subissato di salvifici colpi sul sedere, vide in lontananza Matilde con indosso il completino rosa a fiorellini che le aveva regalato per la comunione. La bambina teneva il pugno sinistro alzato e urlava: Vai Papà, vai Papà.

Quelle fanciullesche grida gli rimbombarono nella testa e lo fecero svegliare di soprassalto.

Guardò l’orologio: era quasi mezzogiorno. Era in ritrardissimo per l’appuntamento, ma non se ne preoccupò.

Pensò al sogno che aveva appena fatto e avvertì un mugugno provenire dallo stomaco. Un senso di nausea leggero ma ben percettibile. 

Segnali chiari, che doveva assecondare. Arriverà un altro rigetto fortunato, era sicuro. Vai Papà, vai Papà. Anche la bambina gli aveva dato il suo benestare.

Si vestì in fretta e furia e si avviò verso il centro scommesse ma, prima, si fermò alla trattoria.

- Oggi niente sugo di lepre nel menù. Possiamo farti un’ottima cacio e pepe.

- No, ma che cacio e pepe? Dammi quel cazzo di leprotto. Vi sarà avanzato un po’ di sugo di ieri…

- Sì, ma è freddo e stantio, da buttare. Insomma…non credo proprio sia il caso.

- E invece è proprio il caso!

- Come vuoi...

Raimondo mangiò la carne avariata. Un sapore terribile, peggio del giorno prima. Lo stomaco protestò energicamente. Perfetto, pensò.

Poi, condì la pozione intossicante con due caffè, tre Campari e qualche sigaretta. 

Eccola, arriva!  Ormai in procinto di formulare la predizione, entrò nel centro scommesse e si fiondò in bagno.

Si inginocchio davanti alla tazza del water e, sopra il pulsante dello sciacquone, vide una scritta rossa sulla parete: Forza Fiorentina!

Perfetto, la partita ce l’ho, ora il risultato. Vomitò con il sorriso, senza sforzo né dolore.

Il messaggio non era così evidente come quello del giorno precedente. Avrebbe dovuto impegnarsi di più per decriptarlo. Guardò più attentamente e da diverse angolazioni. Avvalendosi di licenze interpretative, arrivò a scorgere, nella disposizione dei pezzettini di lepre rigurgitati, una specie di E in stampatello.

“E” capovolta uguale 3. Ma 3 non era un risultato.

Pensò al numero di goal. Almeno 3 goal: Over 2,5. Andata.

Uscì dal bagno e andò alla cassa.

- Fiorentina - Cagliari: Over 2,5, in singola.

- Quanto ci metto?

- Tutto. -  disse Raimondo, porgendo al commesso la propria carta di credito.

 

 

Fiorentina- Cagliari era sul punteggio di 1 a 1, quando, al novantesimo minuto esatto, l’arbitro assegnò un generoso rigore ai viola.

Raimondo era ancora alla Sisal, in piedi, davanti al televisore. In tachicardico fermento guardava il capitano della Fiorentina baciare il pallone e sistemarlo con cura sul dischetto.

Sentì il cellulare vibrargli in tasca. Lo prese: 10 chiamate di Matilde senza risposta. Lo spense.

Modificato da AndreaSilver

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2 ore fa, AndreaSilver ha detto:

- Vaffanculo, pezzi di merda!

Mi hai conquistato.

 

2 ore fa, AndreaSilver ha detto:

I pezzi di merda erano i giocatori del Milan rei di aver pareggiato in casa con il Crotone.

Mi sarei meravigliato per la vittoria del Milan (forza Crotone!).

 

2 ore fa, AndreaSilver ha detto:

improperi

Treccani, grazie di esistere.

 

2 ore fa, AndreaSilver ha detto:

Sisal

Avrei preferito Snai o Eurobetter (De gustibus non disputandum est - credo).

 

2 ore fa, AndreaSilver ha detto:

bofonchiò

Bella parola!

 

2 ore fa, AndreaSilver ha detto:

coppie di amanti, tris di amici, poker di famiglie

Bellissimo.

 

To be continued. 

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@AndreaSilver

 

gran bel racconto, amico mio!

 

Io di calcio e scommesse non ne capisco un'acca, ma mi ha conquistato. Assai ben scritto, trama originale e intrigante, si legge che è un piacere!

 

In maniera originale, tratti poi di uno dei grandi problemi dei nostri giorni, ossia la ludopatia...

 

Non ho nulla di eccezionale da dire, perché dice tutto il racconto stesso. I miei migliori complimenti!

 

Per lo più ti quoto le immagini che mi sono piaciute di più:

 

11 ore fa, AndreaSilver ha detto:

dall'atmosfera fatta di aria condizionata e nicotina e dove i sogni duravano solo 90 minuti più recupero.

Riassume perfettamente il tutto...

 

11 ore fa, AndreaSilver ha detto:

Davanti ai suoi occhi, si ergeva l’Arcobaleno, la più famosa gelateria locale, dove coppie di amanti, tris di amici, poker di famiglie felici consumavano beati le loro palline multicolore.

Questo secondo me è ottimo: come poi chi in qualche modo è "malato" di gioco ragiona e vede tutto in relazione ad esso.

In questo, tutto il racconto, dalle predizioni "vomitevoli" ai segni per la strada è assai ben scritto... dipingi il quadro di una malato cronico... una malattia che è psicologica ma anche fisica... i malori allo stomaco che appaiono casuali possono anche essere letti come i tipici di chi si "consuma" il fegato anche solo per stress-arrabbiature...

 

11 ore fa, AndreaSilver ha detto:

Le aveva mentito, preferendo investire malamente il poco che gli rimaneva del sussidio di disoccupazione piuttosto che trascorrere un pomeriggio con la sua unica figlioletta.

Nel rapporto con la figlia, poi, la figura del "ludopatico" risalta appieno... nella volontà dei pensieri, lui farebbe qualsiasi cosa per lei, ma poi, alla fine dei conti e nella realtà dei fatti, il gioco ha sempre la priorità...

 

12 ore fa, AndreaSilver ha detto:

Sei uno stronzo bugiardo, gli aveva detto Clara, la sua ex-moglie, che avrebbe voluto passare un romantico sabato con il nuovo compagno.

Di Clara praticamente non ci dai che questa frase... ma te ne basta una per farla immaginare e inquadrare alla perfezione... ben scritto!

 

11 ore fa, AndreaSilver ha detto:

fatto di stress, sigarette, e campari.

Toglierei quella virgola prima di "e" (almeno una "ammonizione" te la devo fare :D)

 

L'unica cosa che suggerirei di spiegare meglio, per rendere questo racconto fruibile al 100% anche ai più (ossia a chi, come me, di calcio e scommesse proprio non ne capisce nulla) è questa cosa del finale ("over 2,5"):

12 ore fa, AndreaSilver ha detto:

Pensò al numero di goal. Almeno 3 goal: Over 2,5. Andata.

Ossia, da quello che ho capito bisogna che nella partita vengano fatti almeno tre gol in tutto e, in questo caso, deve vincere la Fiorentina?

 

Per quanto riguarda, infine, il finale aperto... la scelta è secondo me buona, ossia rientra e si sposa bene con tutto il racconto... forse, però e proprio per sua natura, non risulta così troppo incisivo, ma sfuma come aleggiando nell'indefinitezza... 

L'impressione mia personale, a essere del tutto sincero, è come se tu, in qualità di autore, non avessi voluto prendere questa decisione, ossia se far finire il racconto "bene" (vincita) o "male" (il protagonista perde tutto)... forse e anche per via del fattore Contest che non ti ha concesso il tempo per valutare ogni o ulteriori possibilità...

Ecco, io ci vedrei bene anche un finale diverso, che sia più deciso e non sospeso, che sia "positivo" o "negativo" o anche, per dire la prima cosa che mi viene in mente, che a lui venga un infarto e tutto resti in sospeso... ma in ogni modo valuterei per questo racconto  un finale dove l'autore indirizzi maggiormente il lettore e non gli lasci una sorta di "onore" di decidere cosa possa accadere...

 

Ciao!

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42 minuti fa, AndC ha detto:

Ossia, da quello che ho capito bisogna che nella partita vengano fatti almeno tre gol in tutto e, in questo caso, deve vincere la Fiorentina?

Hai ragione And, probabilmente avrei dovuto aggiungere una nota. Comunque, te lo spiego qui: 

 

Over 2,5: Nella partita devono essere segnati almeno tre goal, a prescindere dal risultato finale e da chi li faccia.

La partita era sull'1-1 quindi se il capitano della Fiorentina avesse segnato il rigore, i goal sarebbero stati 3 e Raimondo avrebbe vinto la scommessa. 

 

Sul finale non posso che concordare.  

Avrei voluto lasciarlo parzialmente in sospeso per lasciare al lettore la possibilità di dare un proprio finale: segnerà o non segnerà? Il secondo presagio è un segno del destino o è solo la sua mente malata a forzare il tutto? Si merita o non si merita di vincere? E, comunque, il fatto che vinca o perda...è poi così importante giacché ha compromesso il rapporto con la figlia per vomitare nel bagno di un'agenzia di scommesse e, anche se vincesse, sicuramente si rigiocherebbe tutto in tempi brevi?

Insomma, questo era il mio intento...un finale aperto che sostanzialmente rendesse ininfluente la questione ha vinto/non ha vinto.

La resa - vuoi per motivi di conteggio caratteri, vuoi per motivi di tempo, di stanchezza e di scarsa ispirazione -  è quello che è...sicuramente si poteva fare di meglio e magari ci rimetterò mano in futuro.

 

Sono comunque lieto che il racconto ti sia piaciuto e ti ringrazio per essere passato e per il tuo approfondito commento :) . 

Un saluto. 

 

 

 

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@AndreaSilver Ciao:)

Di trading system ne ho visti di tutti i colori, dai cicli della luna ai fasci esoterici, ma questo è il più curioso e divertente.

Curato bene il personaggio e il suo ambiente. Si legge con piacere(y)

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Originale il modo in cui il protagonista fa le scommesse, ma la dipendenza dal gioco è ben mostrata, che mette tutto in secondo piano per quella che ormai è diventata un'ossessione. Ben fatto.

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Un'originale fiaba scatologica sulla dipendenza dal gioco.

Alle 20/5/2018 at 21:36, AndreaSilver ha detto:

le pappardelle al sugo di lepre marcia

`è una quisquilia ma mi ha interpellato leggendo. Per me, marcio non è il buon aggettivo, per la lepre vedrei meglio "scaduta, avariata, morta di vecchiaia"... marcia mi sa più di frutta. Te l'avevo detto che era una quisquilia :)

 

Alle 20/5/2018 at 21:36, AndreaSilver ha detto:

fu costretto ad accasciarsi al suolo e a buttar fuori tutto il suo malessere.

Questa è da applausi: uno "squaraus" dipinto con una classe e un'eleganza inauditi. :lol:

 

Ottimo racconto e ottima chiusa con le chiamate in attesa e lui che spegne il cellulare. Piaciuto molto

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Ospite Rica

@AndreaSilver bentornato ai contest. ;) 

 

dove coppie di amanti, tris di amici, poker di famiglie felici consumavano beati le loro palline multicolore

– Bello.

 

Alle 20/5/2018 at 21:36, AndreaSilver ha detto:

una chiazza verdognola dal profilo frastagliato, al centro della quale i pezzettini rossastri di leprotto mal digerito erano disposti a formare un 2.

Sì, è proprio un 2. Raimondo sghignazzò per l’esattezza matematica del suo rigurgito, poi alzò gli occhi e vide, a qualche metro di distanza, l’insegna rosso fiamma del Bar Barcellona.

xD il destino, eh! 

 

Ti avrei fatto domande sull'interpretazione dei numeri riguardo al risultato. Poi ho letto la tua spiegazione. Te lo avrei chiesto per ignoranza mia, non per poca chiarezza tua. 

 

A me il finale non è dispiaciuto. Credo sia significativo della routine a cui è condannato come vittima di ludopatia.

Bel lavoro, scorrevole, ironico e amaro.

Alla prossima.

Grazie per la lettura. 

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@camparino @M.T. @Rica @Befana Profana Grazie mille per il passaggio e per il commento :) . 

 

1 ora fa, Befana Profana ha detto:

Per me, marcio non è il buon aggettivo, per la lepre vedrei meglio "scaduta, avariata, morta di vecchiaia"..

Sì concordo, troverò un aggettivo più adatto. 

 

 

 

 

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@AndreaSilver A me è piaciuto tantissimo, anche il finale, dove ho visto il tuo personaggio perdente. Lo è per forza dal momento che, avendo in mano molto più di quanto abbia mai sperato, si è giocato tutto. L'adrenalina dell'azzardo qui si percepisce perfettamente. Ottimo registro. Bravissimo

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Buongiorno @AndreaSilver non credo di aver mai letto niente di tuo prima di questo. Mi piace come scrivi e descrivi. Il tuo personaggio è proprio un poveretto, certo si tratta di una malattia, ma non riesco a prenderla come tale. Bel racconto, ben organizzato, sono riuscita a capire perfettamente come si sentiva il tuo protagonista. Molto bello anche il finale aperto. 

 

Alle 20/5/2018 at 22:36, AndreaSilver ha detto:

dove coppie di amanti, tris di amici, poker di famiglie felici consumavano beati le loro palline multicolore.

questa frase mi è piaciuta molto

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Alle 20/5/2018 at 21:36, AndreaSilver ha detto:

reprimette

represse

Alle 20/5/2018 at 21:36, AndreaSilver ha detto:

ritrardissimo

ritardissimo

 

Racconto molto carino e simpatico. Poco rilassante, per chi ha assaggiato il demone del gioco: per trovare la giusta ispirazione si fa anche peggio di quello che si è inventato Raimò.

Complimenti.

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42 minuti fa, Macleo ha detto:
Alle 20/5/2018 at 21:36, AndreaSilver ha detto:

reprimette

represse

Che strafalcione :facepalm:                                      Grazie per essere passato e per il commento :) . Un saluto. 

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@AndreaSilver come ti ho detto in chat quel finale mi ha lasciato parecchio perplesso. Ma nel complesso un ottimo racconto. Si avverte chiaramente la follia data dal demone del gioco d'azzardo. Vincitore morale per me.

Buona scrittura. Ciao!

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Ciao @AndreaSilver, questo pezzo è davvero forte.

Parti con un’immagine pittoresca, il che funziona benissimo. In una battuta riesci a caratterizzare la smania e la dipendenza del protagonista.

Quota

 Vaffanculo, pezzi di merda! - disse Raimondo Pascucci, rivolto verso il televisore, mentre riduceva a brandelli un foglio di carta

 

Poi spargi dettagli invece che creano il contesto senza far perdere il ritmo.

Quota

I pezzi di merda erano i giocatori del Milan rei di aver pareggiato in casa con il Crotone.

Il foglio di carta, invece, era la ricevuta dell’agenzia di scommesse Sisal che attestava la giocata di Raimondo: 100 € sulla vittoria dei rossoneri.

I suoi sguaiati improperi suscitarono le risatine degli altri scommettitori che lo seguirono con lo sguardo mentre abbandonava furente il locale.

- Andrà meglio la prossima, Raimò! -  disse sghignazzando Ugo Berti, detto il Matematico, grande esperto degli astrusi algoritmi che decidevano i vincitori delle corse di cavalli virtuali.

- Sì, la prossima volta… - ribadì beffardo Marco Mitra, detto il Nero, massimo conoscitore del campionato ugandese.

In questa parte dai informazioni sul dove, sui chi e sul come senza rallentare il racconto immergendoti in descrizioni.

Direi inizio folgorante!

 

Degna di nota è questa frase:

Quota

quel microcosmo dall'atmosfera fatta di aria condizionata e nicotina e dove i sogni duravano solo 90 minuti più recupero.

poetica, triste e vera. Mi è capitato di passare in centri scommesse in cui la gente è letteralmente drogata. 

 

Qui mi piace come giochi con le parole:

Quota

 coppie di amanti, tris di amici, poker di famiglie felici consumavano beati le loro palline multicolore. Anche lui, quel giorno, avrebbe dovuto essere lì, a prendere il gelato con Matilde.

il richiamo alle carte da gioco è una vera finezza, visto che parli di un malato dell’azzardo.

 

La storia della gastrite che gli indica le scommesse è geniale. Mi fai venir voglia di mangiare schifezze per testarla.

La parte del sogno non mi convince del tutto.

Quota

Sognò di essere in un bosco, appeso con delle corde a un albero, come una pignatta. Una donna bellissima, vestita di un lungo abito bianco, gli si avvicinò. Una benda nera le cingeva gli occhi. Tra le mani teneva un grosso randello di legno. Con fare solenne, si tolse la benda e, con inaspettata vigoria, prese a colpire le terga di Raimondo con il bastone. Ogni percossa donava a Raimondo un sollievo celestiale. Mentre veniva subissato di salvifici colpi sul sedere, vide in lontananza Matilde con indosso il completino rosa a fiorellini che le aveva regalato per la comunione. La bambina teneva il pugno sinistro alzato e urlava: Vai Papà, vai Papà.

Ho avuto l’impressione che si spostasse eccessivamente l’azione, in un racconto breve forse è rischioso.

 

Il finale mi è piaciuto, in linea con il personaggio. Per chi scommette esiste solo il finale aperto.

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Ho sbirciato i risultati del MI 114 e ho visto che non hai vinto per uno sputo. Peccato, ma comunque non toglie che questo racconto aveva davvero i numeri in gara.

E i numeri ce li ha in generale. Non quelli che vede Raimondo. Dico proprio che è un testo ottimo. Ricco dal punto di vista di contenuti, del lessico (divertente la contrapposizione tra bassezze tematiche e alcune scelte più ricercate nei vocaboli), dell'ironia amara. Dopo un incipit azzeccato, tutte le parti che seguono sono pesate con cura; mi hanno colpito in modo particolare il sogno e il finale.

Sì, proprio il finale è ciò che dona al racconto il senso più compiuto che potrebbe avere.

Mi viene in mente un episodio della mia vita, di qualche anno fa. Ultimi mesi di università, periodo di tesi, soldi terminati e disperata ricerca di uno stage pre-laurea. Una delle proposte, la più generosa, mi venne da una società che sviluppa poker online. E non stage, contratto a tempo indeterminato. Pochi mesi prima, una mia carissima amica perse il padre, che non vedeva più da tempo, malato di gioco d'azzardo online. Suicidio.

Pensai a lei, e rifiutai.

Nella lettura ho notato quattro passaggi che potrebbero essere perfezionati, ma roba di poco: questo Barcellona 2 gode di un equilibrio tale da lasciarmi impressionato, sul serio.

 

Il 20/5/2018 alle 21:36, AndreaSilver ha detto:

mentre abbandonava furente il locale

Il periodo a cui appartiene questo passaggio è già lungo. Secondo me l'aggettivo è di per sé superfluo (che sia incazzato si capisce bene) e la sua rimozione leverebbe qualche kilo alla frase.

 

Il 20/5/2018 alle 21:36, AndreaSilver ha detto:

Fatto sta che, adesso, Raimondo, stava male davvero.

Tutte virgole non necessarie: "Fatto sta che adesso Raimondo stava male davvero".

 

Il 20/5/2018 alle 21:36, AndreaSilver ha detto:

Sentì uno sconquasso lancinante allo stomaco e, con eroica resistenza, reprimette dei conati di vomito

Certi incisi che hai scritto stanno bene dove sono. Questo è l'unico per cui ti propongo la cura anti-inciso. :D 

"Sentì uno sconquasso lancinante allo stomaco e reprimette i conati di vomito con eroica resistenza."

 

Il 20/5/2018 alle 21:36, AndreaSilver ha detto:

Con fare solenne, si tolse la benda e, con inaspettata vigoria, prese a colpire le terga di Raimondo con il bastone

Altra frase dove sarebbe da fare pulizia di virgole: "Si tolse la benda con fare solenne e, con inaspettata vigoria, prese a colpire le terga di Raimondo con il bastone".

Un inciso su due sta bene, ma quello iniziale lo convertirei alla forma proposta.

 

Complimenti @AndreaSilver. Il primo sostenitore del trash dà il meglio di sé quando ci si discosta, secondo me.

Modificato da AdStr

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Ciao @AdStr.

Condivido appieno i tuoi appunti formali. Sono un feticista di virgole e incisi e, a volte, esagero :lol:.

 

Per il resto, non posso che ringraziarti per il tempo dedicatomi, per aver condiviso la triste storia della tua amica e della tua scelta (indubbiamente onorevole) nonché per gli apprezzamenti - non so fino a che punto meritati ma che intanto prendo e porto a casa :) .          

 

In generale, sono rimasto abbastanza sorpreso dalla reazione che quasi tutti hanno avuto rispetto al finale. Pensavo sarebbe stato aspramente criticato ed invece è piaciuto a molti. Mi fa piacere.

 

5 ore fa, AdStr ha detto:

Complimenti @AndreaSilver. Il primo sostenitore del trash dà il meglio di sé quando ci si discosta, secondo me.

Un po' di trash, quantomeno nell'idea trainante, c'è anche qui.

Comunque sì, magari hai ragione, non saprei...credo dipenda tutto dall'ispirazione del momento.

 

Grazie ancora  :) .

Un saluto. 

 

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