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Mundi Viator

Metamorfosi

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Commento

 

 

 

Il giovane si fermò davanti all'albero solitario.

La mente contemplava silenziosa il tronco robusto e i rami familiari, la chioma di verdi foglie aghiformi sfoggiava una costellazione di sporofilli color del miele. Il bambino prese a correre e a saltellare di qua e di là attorno al pino, immerso in vivaci e avventurose fantasie e nelle tiepide sfumature del ricordo. Dopo grandiose battaglie, invisibili nello scorcio di campagna, tornò l'adulto.

Lo sguardo si posò sul campo di grano latteo; il vento spirava delicato, i fusti danzavano aggraziati, il tessuto ondeggiante massaggiava la pelle. Gli occhi si chiusero, l'udito si prestò inebriato al fruscìo delle piante e alle melodie degli uccelli, le membra si sciolsero. Nella viva aria primaverile fluttuava leggero il corpo svuotato della sua materia, etereo involucro di uno spirito placido. Quando i moti dell'aere si affievolirono, la carne riacquisì il proprio peso.

Una luce sempre più calda e intensa penetrava le palpebre; adagio i muscoli si tesero e il volto si bagnò nel calore di remota sorgente. Il girasole era volto all'astro sportosi dalle nubi e godeva immobile dei suoi raggi vitali. Qualche minuto dopo gli occhi si aprirono e di nuovo osservarono l'albero, i campi e la maestosa cornice di monti boscosi, i pensieri ancora muti.

Il giovane proseguì nel cammino.

 

 

 

Spoiler

L'aggettivo "latteo" non si riferisce ovviamente al colore del grano, ma al suo grado di maturazione.

 

 

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@Mundi Viator Ho trovato questo tuo frammento ben scritto. Mi hai portato in una visione ben definita e dalle note poetiche. Posso solo farti i complimenti. :)  

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Letto.

 

l giovane si fermò davanti all'albero solitario.

La mente contemplava silenziosa il tronco robusto e i rami familiari, la chioma di verdi foglie aghiformi sfoggiava una costellazione di sporofilli color del miele. Il bambino prese a correre e a saltellare di qua e di là attorno al pino, immerso in vivaci e avventurose fantasie e nelle tiepide sfumature del ricordo. Dopo grandiose battaglie, invisibili nello scorcio di campagna, tornò l'adulto.

 

1) Ho tagliato "solitario" perché, per me, basta "all'albero" per indicare la sua sola presenza.

2) Ho tagliato "silenziosa" perché mi sembra un pleonasmo.

3) Parti sottolineate: mi sembrano un po' cliché.

 

Lo sguardo si posò sul campo di grano latteo; il vento spirava delicato, i fusti danzavano aggraziati, il tessuto ondeggiante massaggiava la pelle. Gli occhi si chiusero, l'udito si prestò inebriò al fruscìo delle piante e alle melodie degli uccelli, le membra si sciolsero. Nella viva aria primaverile fluttuava leggero il corpo svuotato della sua materia, etereo involucro di uno spirito placido. Quando i moti dell'aere si affievolirono, la carne riacquisì il proprio peso.

Una luce sempre più calda e intensa penetrava le palpebre; adagio i muscoli si tesero e il volto si bagnò nel calore di remota sorgente. Il girasole era volto all'astro sportosi dalle nubi e godeva immobile dei suoi raggi vitali. Qualche minuto dopo gli occhi si aprirono e di nuovo osservarono l'albero, i campi e la maestosa cornice di monti boscosi, i pensieri ancora muti.

Il giovane proseguì nel cammino.

 

1) Refuso-> I giovane.

2) Porzione di testo più "poetica" rispetto all'inizio.

 

 

 

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Sicuramente ben scritto, ma un po' confusionario. Non capisco se c'è un adulto, o un adulto o un bambino, o un adulto, un bambino e un giovane. Le parti descrittive sono molto buone, sebbene taglierei un po' a favore di commenti. Altrimenti è tutto descrizione e l'immedesimazione ne risente e non poco. Dovresti riscriverlo cercando di essere un poco più preciso, e non saltare qua e là con i paragrafi senza un filo logico conduttore.

 

Inoltre le descrizioni dell'albero sono troppe e troppo sparse per il testo. Rendono tutto abbastanza ridondante. Una volta che l'hai descritto basta, passa oltre. I paragrafi dovrebbero contenere uno, al massimo due o tre, topic. Qui invece si rincorrono cose slegate tra loro. Passi dalla descrizione, all'azione, poi ancora alla descrizione, poi ai pensieri, senza un minimo di ordine. Stacci attento perché rovina l'attenzione.

 

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

il corpo svuotato della sua materia, etereo involucro di uno spirito placido. Quando i moti dell'aere si affievolirono, la carne riacquisì il proprio peso.

Una luce sempre più calda e intensa penetrava le palpebre; adagio i muscoli si tesero e il volto si bagnò nel calore di remota sorgente. Il girasole era volto all'astro sportosi dalle nubi e godeva immobile dei suoi raggi vitali. Qualche minuto dopo gli occhi si aprirono e di nuovo osservarono l'albero, i campi e la maestosa cornice di monti boscosi, i pensieri ancora muti.

 

Stai scrivendo fiction, non un trattato di filosofia o un poema epico, queste cose andrebbero tagliate e riscritte terra terra. Non c'è bisogno di infiocchettare con giravolte linguistiche degne di altri secoli la prosa. Lo so che è difficile scrivere un testo corposo senza auesti arzigogoli, ma come dicevo all'inizio i commenti esistono proprio per questo. Per inserire polpa tra azioni e descrizioni. Nessuno o quasi li usa, quando invece dvrebbero essere il perno di ogni prosa.

 

Questo è tutto tell, e non della buona specie. Usa figure retoriche e lascia al lettore libertà d'immaginazione. Mentre manca quel tell che definirei strutturale: tutto ciò che riguarda il dove, come, perché lui si ferma e vede quelle cose.

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@Rewind Mi hai spolpato il testo! :asd:

Ti ringrazio per i consigli, in effetti alcune parti sono un po' ridondanti.

 

Alle 20/5/2018 at 19:12, Rewind ha detto:

La mente contemplava silenziosa

 

Alle 20/5/2018 at 19:12, Rewind ha detto:

i pensieri ancora muti.

Con quelle espressioni volevo intendere una sorta di meditazione: in pratica il flusso di coscienza se ne sta zitto, ecco. Forse il concetto sarebbe dovuto essere più chiaro.

 

Alle 20/5/2018 at 19:12, Rewind ha detto:

1) Refuso-> I giovane.

2) Porzione di testo più "poetica" rispetto all'inizio.

Scusa, ma non ho capito il primo punto, "giovane" è al singolare. xD

Sul secondo punto invece... il mio intento in un certo senso era di scrivere qualcosa a metà strada fra poesia e prosa, quindi lo prendo come giudizio neutro.

 

Alle 20/5/2018 at 19:12, Rewind ha detto:

sfumature del ricordo

Con questo volevo rendere più chiaro il fatto che il bambino in realtà non esiste, ma è la proiezione del protagonista nel passato. Se lo tolgo ho paura che ci possa essere un po' più di confusione: magari anche qui consigliami cosa scriveresti.

 

@JPK Dike  

51 minuti fa, JPK Dike ha detto:

Non capisco se c'è un adulto, o un adulto o un bambino, o un adulto, un bambino e un giovane.

Il giovane (adulto, diciamo tra i 20 e i 25 anni) si proietta nel passato, "trasformandosi" in bambino: è a questo che allude l'espressione "sfumature del ricordo". Forse il concetto non è espresso molto chiaramente.

 

1 ora fa, JPK Dike ha detto:

Inoltre le descrizioni dell'albero sono troppe e troppo sparse per il testo.

Questa critica mi torna poco, l'albero è descritto solo all'inizio, magari ho frainteso.

 

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

La mente contemplava silenziosa il tronco robusto e i rami familiari, la chioma di verdi foglie aghiformi sfoggiava una costellazione di sporofilli color del miele.

 

1 ora fa, JPK Dike ha detto:

Passi dalla descrizione, all'azione, poi ancora alla descrizione, poi ai pensieri, senza un minimo di ordine.

Anche qui non ho capito: non credo di aver mai fatto riferimento ai pensieri del protagonista, al massimo ai ricordi o alle sensazioni. Pure di azione non mi sembra ce ne sia tanta.

 

Per quanto riguarda il resto: questo non è fiction, non era mia intenzione scrivere fiction o narrare una vicenda d'azione. Questa sezione è anche per esercizi di stile e questo è il testo che ho pubblicato: un esercizio di stile descrittivo. Tu mi dici di commentare, ma l'idea del frammento è quella di presentare una semplice pausa meditativa: non so se ti è mai capitato, ma non c'è come né perché, ti fermi e la mente si svuota, pura contemplazione. Molto probabilmente in "Narrativa" ti aspettavi qualcosa di più... narrativo, ecco; il problema è che allo stesso tempo non si tratta di una poesia, quindi non avrei potuto pubblicare in "Poesia". Delle due, se proprio questo frammento non piace e va modificato quasi interamente, lo riscrivo in versi.

Mi spiace ci sia stato questo fraintendimento (purtroppo le sezioni principali, come ho già detto, sono solo "Narrativa" e "Poesia": mi sono aggrappato alla presentazione della sottosezione "Frammenti" per trovare una scappatoia) e di aver creato delle false aspettative, ma ti ringrazio comunque per aver dedicato del tempo al mio frammento, anche se non ti è paciuto (anzi, l'aver scritto un commento a un testo che non ti piace, più lungo del testo stesso, fa ancora più onore :)).

 

 

 

 

 

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10 minuti fa, Mundi Viator ha detto:
Alle Sunday, May 20, 2018 at 19:12, Rewind ha detto:

 

Scusa, ma non ho capito il primo punto, "giovane" è al singolare

 

"I giovane"-> manca la L-> Il giovane.

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E' molto carino e ben scritto, ma se posso permettermi, in alcune parti sembra eccessivamente "pomposo" e soprattutto non riesco a capire se sia un bambino e un adulto quello di cui dovremmo vedere la figura, ma forse dipende dal fatto ce sia uno stralcio di qualcosa ben più ampio e comprensibile.

Non so perchè ma la frase "I moti dell'aere" mi sembra eccessivo, prova a semplificarne il vocabolario, probabilmente risulterebbe più scorrevole e meno fastidioso in certe parti. Nel complesso però l'ho giudicato molto buono, ma considera che sono ignorante in materia :D

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@Uppel Grazie per il passaggio :)

Lo stile è un po' più altisonante del mio solito, sì... diciamo che ho voluto sperimentare. Sulla questione del bambino/adulto non sei il primo a confondersi, tranquillo, in effetti è poco chiaro xD: il protagonista è un giovane adulto, sui vent'anni o poco più, che per un attimo "ritorna bambino" (a questo fa riferimento l'espressione "sfumature del ricordo").

 

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Ciao Mundi Viator, il tuo pezzo è molto evocativo e tenta di creare un'atmosfera "sospesa" e delicata. Cerca e, crea, una prosa molto poetica, immaginativa e ricca di riferimenti sensoriali.

 

Secondo il mio gusto è, però, un po' troppo ricco di figure retoriche e aggettivazione, con ricerca di lessico a volte tecnico a volte aulico che lo rende un po' pesino sia nella lettura sia nella comprensione della trama. Inoltre, torno sul discorso vocabolario, questo ondeggiare tra virtuosismi lessicali ("grano latteo"....il grano è giallo!!!!e non da senso di liquido), lessico tecnico ("sporofili", il bimbo è un botanico?) e latinismi ("moti dell'aere"), non uniforma il testo. Nel senso che, durante la lettura, percepisco dei salti, perchè arrivano queste parole inaspettate...ti abitui al latismi e bum! ti arriva il termine tecnico. Poi personalmente troppo tecnicismo leva immagine, cosa che tu invece vuoi rendere con questo testo. Infatti non sempre la parola evoca bene un oggetto, una forma, come mi sembra che sia lo scopo di questo frammento.

 

Mi inoltro più nel dettaglio

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

 la chioma di verdi foglie aghiformi sfoggiava una costellazione di sporofilli color del miele.

come ti dicevo, troppi aggettivi, le foglie sono aghiformi e verdi e gli sposrofili sono tanti e color miele, ma due aggettivi uno prima e uno dopo il sostantivo per due volte in una frase la rende molto singhiozzante.

 

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

 il tessuto ondeggiante massaggiava la pelle.

qui, perdonami, ma non capisco "il tessuto", il tessuto del suo abito o il tessuto nel senso metaforico del grano che era come tessuto?

 

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

 tornò l'adulto.

qui secondo me l'articolo determinativo stona: esso indicherebbe qualcosa di già noto, ma questo adulto nel testo appare qui la prima volta, forse meglio sarebbe "tornò adulto"

 

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

 il volto si bagnò nel calore di remota sorgente.

 

scusami, qui sono sicuramente io che pecco di percezione, cosa è la "remota sorgente"?

 

Alle 16/5/2018 at 22:05, Mundi Viator ha detto:

 Il girasole era volto all'astro sportosi dalle nubi e godeva immobile dei suoi raggi vitali.

Qui di nuovo trovo che l'uso del sinonimo "astro" al posto di "sole" sia un po' faticoso nellalettura. é vero che tuhai scritto "girasole" e quindi sarebbe risultato ripetitivo, ma potevi girare la frase invece di appellarti a un sinonimo, che poi non è nemmeno esattamente un sinonimo.

 

Ovviamente queste osservazioni sono del tutto personali, e comunque nel complesso il testo è abbastanza fruibile.

spero in ogni caso di esserti stata utile

buona scrittura

Talia

 

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