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Ngannafoddi

Cosa vi irrita di più dei vostri "colleghi" aspiranti scrittori?

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Uno scrittore che manca di curiosità, che non sa imparare da ogni esperienza, da ogni persona, ogni luogo, ogni sensazione (anche negativa), che non sa rendere fertile ogni appunto che gli viene fatto, non ha davvero voglia di essere uno scrittore. E... ecco, questo è ciò che amo meno tra le personalità che si definiscono tali.

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Ciò che mi irrita dei miei "colleghi" scrittori è la scarsa collaborazione... Intendo, che come i poveri capponi di Renzo del Manzoni finiscono per beccarsi tra loro, senza capire che in tal modo diventano ancora più deboli, invece di lottare uniti, contro chi li sta tenendo per i piedi a testa in giù, verso una sicura morte. Le collaborazioni possono essere di diverso tipo, dalle più semplici, come dei "gruppi di lettura", in cui si offrono consigli sulle proprie opere, a un aiuto nel promuovere un proprio libro, fino alla possibilità di creare un club letterario, metto qui un link del tutto indicativo:

Club letterario

Sì potrebbe giungere addirittura alla fondazione di una rivista letteraria e magari una casa editrice. Chi non dovesse giungere comunque a una pubblicazione, avrebbe la possibilità di un confronto e di aiutare come può altre autori ad emergere. 

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Mi permetto un piccolo OT, vogliate scusarmi. Circa 15 ore fa ho ricevuto 5 freccette rosse su 5 miei interventi differenti. Ho ragione di credere che l'utente in questione sia lo stesso che ha bersagliato @Aporema Edizioni

 

Lo/la invito pubblicamente ad un confronto sul Forum, ammesso che egli/ella abbia la capacità di argomentare. 

 

 

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24 minuti fa, Luciano91 ha scritto:

Lo/la invito pubblicamente ad un confronto sul Forum, ammesso che egli/ella abbia la capacità di argomentare.

 

E allora io mi offro come padrino. Adoro i duelli! :D

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19 ore fa, Luciano91 ha scritto:

Mi permetto un piccolo OT, vogliate scusarmi. Circa 15 ore fa ho ricevuto 5 freccette rosse su 5 miei interventi differenti. Ho ragione di credere che l'utente in questione sia lo stesso che ha bersagliato @Aporema Edizioni

 

Lo/la invito pubblicamente ad un confronto sul Forum, ammesso che egli/ella abbia la capacità di argomentare. 

 

 

Spero che tu non ti riferisca a me, che con la nominata casa editrice ho avuto parecchio da discutere. Ti assicuro che, malgrado il mitragliamento che ho subìto, ho risposto sempre con le parole, mai con le frecce rosse, che aborro e non uso mai.

Chi usa la freccia rossa o è pigro, o è a corto di argomenti, ed entrambe le caratteristiche non mi riguardano.

Un saluto.

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@cheguevara

Ciao, certo che no. Tu hai sempre espresso la tua opinione.

Comunque chiudo l'OT. Temo che non scoprirò l'identità dell'utente misterioso, che si è preso la briga di cercare e marcare di rosso persino interventi un po' datati (alla stessa ora). 

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Interessante questa discussione, dieci pagine di biasimo su atteggiamenti di scrittori che irritano altri scrittori. Per la categoria non è un bel vedere. Personalmente a me non irrita niente. La natura umana è quella che è. Palloni gonfiati, persone umili, narcisi nati, maleducati, arroganti, generosi ce ne sono in ogni campo. Non mi irrita chi ha scritto una robetta misera e ne va orgoglioso come fosse Guerra e Pace, semmai mi fa tenerezza. Non mi irrita chi è spocchioso, ne conosco a schiere che fanno altri mestieri. Non mi irritano nemmeno quelli che ti promettono mari e monti per darti una mano e si guardano bene dal farlo: anche questo l'ho visto e rivisto troppe volte. Che sia ormai diventata vecchia? A dire il vero non mi irritano nemmeno le dieci pagine di critiche verso altri colleghi, prendo le persone così come sono, con le loro debolezze, le fragilità e a volte anche la loro alterigia. 

Piuttosto temo gli atteggiamenti di alcuni lettori, ma qui andrei OT e perciò chiudo. A me gli scrittori piacciono comunque siano. 

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Non sopporto gli individui che creano account palesemente fasulli per abbassare il punteggio delle recensioni online. Ma secondo te, esimio rappresentante dei celenterati e perciò privo di spina dorsale, nessuno si accorgerà mai che hai criticato solo i tuoi "concorrenti" ed elogiato i tuoi stessi libri? :umh:

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3 ore fa, Elisah15 ha scritto:

Interessante questa discussione, dieci pagine di biasimo su atteggiamenti di scrittori che irritano altri scrittori. Per la categoria non è un bel vedere. Personalmente a me non irrita niente. La natura umana è quella che è. Palloni gonfiati, persone umili, narcisi nati, maleducati, arroganti, generosi ce ne sono in ogni campo. Non mi irrita chi ha scritto una robetta misera e ne va orgoglioso come fosse Guerra e Pace, semmai mi fa tenerezza. Non mi irrita chi è spocchioso, ne conosco a schiere che fanno altri mestieri. Non mi irritano nemmeno quelli che ti promettono mari e monti per darti una mano e si guardano bene dal farlo: anche questo l'ho visto e rivisto troppe volte. Che sia ormai diventata vecchia? A dire il vero non mi irritano nemmeno le dieci pagine di critiche verso altri colleghi, prendo le persone così come sono, con le loro debolezze, le fragilità e a volte anche la loro alterigia. 

Mi trovi d'accordo e aggiungerei di prenderci tutti meno sul serio, al netto delle passioni.

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Mi fa sorridere quando sento di un aspirante scrittore che deposita il romanzo alla siae, quando c'è una tale abbondanza di manoscritti non pubblicati che di certo nessuno va a rubarti il tuo, come se fosse così desiderabile... oppure quando qualcuno che ha autopubblicato traduce anche il romanzo in inglese: se hai avuto scarso successo in Italia e sei stato costretto ad autopubblicarti, perché dovresti averne all'estero? Ora mi odierete tutti... Non sopporto quando vado in libreria e all'ingresso qualche autore esordiente mi ferma per raccontarmi la trama del suo romanzo, magari fantasy con draghi, quando a me piacciono mettiamo i polizieschi con sgozzamenti. Se voglio notizie su questo romanzo le chiedo io, non puoi venire a vendermelo di persona, così sembra un aspirapolvere... scusate, sono cose che penso e ho sempre pensato, sono una brutta persona, chiedo perdono fin da ora.

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6 ore fa, Elisah15 ha scritto:

Interessante questa discussione, dieci pagine di biasimo su atteggiamenti di scrittori che irritano altri scrittori. Per la categoria non è un bel vedere. Personalmente a me non irrita niente. La natura umana è quella che è. Palloni gonfiati, persone umili, narcisi nati, maleducati, arroganti, generosi ce ne sono in ogni campo. Non mi irrita chi ha scritto una robetta misera e ne va orgoglioso come fosse Guerra e Pace, semmai mi fa tenerezza. Non mi irrita chi è spocchioso, ne conosco a schiere che fanno altri mestieri. Non mi irritano nemmeno quelli che ti promettono mari e monti per darti una mano e si guardano bene dal farlo: anche questo l'ho visto e rivisto troppe volte. Che sia ormai diventata vecchia? A dire il vero non mi irritano nemmeno le dieci pagine di critiche verso altri colleghi, prendo le persone così come sono, con le loro debolezze, le fragilità e a volte anche la loro alterigia. 

Piuttosto temo gli atteggiamenti di alcuni lettori, ma qui andrei OT e perciò chiudo. A me gli scrittori piacciono comunque siano. 

Quindi, ricapitolando, nulla la irrita, ciononostante ha trovato la necessità di biasimare persone, che biasimano altre persone, in una discussione leggera e senza alcuna presunzione di superiorità. :umh:

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Cosa mi irrita di un'aspirante scrittore?(lo scrittore affermato non è immune dal farmi irritare).

La presunzione. 

L'arroganza.

La superiorità che lo rende ignorante nel confronto con la modestia.

 

 

 

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4 ore fa, SeeEmilyPlay ha scritto:

Mi fa sorridere quando sento di un aspirante scrittore che deposita il romanzo alla siae, quando c'è una tale abbondanza di manoscritti non pubblicati che di certo nessuno va a rubarti il tuo, come se fosse così desiderabile... oppure quando qualcuno che ha autopubblicato traduce anche il romanzo in inglese: se hai avuto scarso successo in Italia e sei stato costretto ad autopubblicarti, perché dovresti averne all'estero? Ora mi odierete tutti... Non sopporto quando vado in libreria e all'ingresso qualche autore esordiente mi ferma per raccontarmi la trama del suo romanzo, magari fantasy con draghi, quando a me piacciono mettiamo i polizieschi con sgozzamenti. Se voglio notizie su questo romanzo le chiedo io, non puoi venire a vendermelo di persona, così sembra un aspirapolvere... scusate, sono cose che penso e ho sempre pensato, sono una brutta persona, chiedo perdono fin da ora.

Cinque anni fa, terminato il mio primo romanzo dopo due anni di gestazione, prima di iniziare a proporlo ai vari editori ho pensato bene di spendere tempo e denaro registrandolo alla SIAE. Credo di poter essere perdonato dell'ingenuità derivante da totale inesperienza: oggi non penserei mai di rifarlo. Non credo che la tua repulsione per la tentata vendita faccia di te una brutta persona, ma se è così propongo di aggiungere anche il mio nome alla lista. E' uno dei motivi per cui mi fanno incazzare quegli editori che contano sulle vendite autoprodotte dall'autore, costretto a fare il venditore porta a porta senza averne i requisiti. Quelli che scrivono, sul loro sito o anche qui nel WD, che per prenderti in considerazione come autore da pubblicare, non è sufficiente che la tua sia un'opera ben scritta, ben articolata, interessante e coinvolgente, nossignori: devi assicurare anche, preventivamente, il tuo totale impegno nell'azione di vendita. Cioè, devi impegnarti a rompere i gabbasisi a tutti: amici, parenti, conoscenti, clienti (se per caso hai un'attività che ne comporti l'esistenza), e chi più ne ha, più ne metta. Ecco: sono queste, assieme a tante altre, le cose che mi irritano.

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A me irritano da morire quelli che non leggono mai e se ne vantano (ne ho conosciuto uno di persona).

Non sanno leggere e pretendono di scrivere! :grat:

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18 ore fa, -Omega- ha scritto:

Quindi, ricapitolando, nulla la irrita, ciononostante ha trovato la necessità di biasimare persone, che biasimano altre persone, in una discussione leggera e senza alcuna presunzione di superiorità

Temo che non abbia ben letto il mio testo: ho scritto chiaramente che non mi irritano nemmeno le 10 pagine di biasimo, ho solo voluto partecipare alla discussione con una mia opinione. Mi spiace che non abbia letto fino in fondo.

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Ciao a tutti :) 

 

Premetto di essere  più "lettrice" che "scrittrice" e, non avendo velleità letterarie di alcun tipo, non provo irritazione per critiche o commenti che mi vengono rivolti, sempre che, ovviamente, siano oggettivi. 

Al contrario, ho notato che io per prima tendo ad essere più "soggettiva" nei commenti ad altri di quanto gli altri non lo siano con me. In altre parole, sono probabilmente irritante ... più che irritata xD

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20 minuti fa, Pincopalla ha scritto:

Ciao a tutti :) 

 

Premetto di essere  più "lettrice" che "scrittrice" e, non avendo velleità letterarie di alcun tipo, non provo irritazione per critiche o commenti che mi vengono rivolti, sempre che, ovviamente, siano oggettivi. 

Al contrario, ho notato che io per prima tendo ad essere più "soggettiva" nei commenti ad altri di quanto gli altri non lo siano con me. In altre parole, sono probabilmente irritante ... più che irritata xD

Non ti farò mai leggere niente di mio :lol:

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Oh no, mi è successo di nuovo: mi sono irritato!

:rotol:

Non sopporto il collega scrittore (o la collega) che si vanta e dice: Io pubblico da dieci anni, credo di essere la persona più adatta a bla bla bla

Questa persona interviene in ogni occasione, ti corregge, ti rimprovera, perché sa tutto di tutto: sa di agenti, sa di editori, sa di scrittori, sa sempre più di te.

 

Ma se pubblica con Microbino Editore, Piccoletto Edizioni e Nano Publishing cosa vuole insegnare ai novelli poveri scribacchini? Se propone i suoi manoscritti a ogni nuova casa editrice che nasce (ma poi quanti inediti ha nel cassetto?) e quelli gli (o le) pubblicano il libro perché hanno il catalogo troppo vuoto, cosa vuole dimostrare ai novelli poveri scribacchini?

Secondo me, a volte, sarebbe meglio aspettare e non pubblicare piuttosto che accettare una minuscola proposta.

 

Poi ci sono autori che invece pubblicano con una vera Big e sono umili e gentili. Qui nel forum ce n'è qualcuno. Quelli sì che sono adorabili. <3

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In questo periodo non mi irrita l'aspirante scrittore, anzi, lo trovo adorabile: pieno di attese, in cerca di conferme... 

Adesso mi irrita chi ha cavalcato l'onda del successo e ha la capacità di illuderci di aver riscritto un nuovo grande libro, e noi? Tutti a comprarlo, anche se, in silenzio, finiamo di leggerlo senza avervi trovato la magia di prima. 

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22 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Non sopporto il collega scrittore (o la collega) che si vanta e dice: Io pubblico da dieci anni, credo di essere la persona più adatta a bla bla bla

Questa persona interviene in ogni occasione, ti corregge, ti rimprovera, perché sa tutto di tutto: sa di agenti, sa di editori, sa di scrittori, sa sempre più di te.

 

Ma se pubblica con Microbino Editore, Piccoletto Edizioni e Nano Publishing cosa vuole insegnare ai novelli poveri scribacchini? Se propone i suoi manoscritti a ogni nuova casa editrice che nasce (ma poi quanti inediti ha nel cassetto?) e quelli gli (o le) pubblicano il libro perché hanno il catalogo troppo vuoto, cosa vuole dimostrare ai novelli poveri scribacchini?

Hai descritto perfettamente una certa fetta di utenti di questo forum.

Per farne il ritratto completo c'è solo da aggiungere la loro continua recriminazione sul fatto di non essere mai stati considerati dalle grandi CE, poichè, a loro dire, cieche e sorde nei confronti del loro immenso e incompreso talento. E così si scatenano nelle peggiori congetture nei confronti dell'editoria e di tutto ciò che le ruota intorno, assumendo inoltre i patetici atteggiamenti che hai già descritto tu e - aggiungo ancora - talvolta incensando fino all'inverosimile le suddette "Microbino Editore, Piccoletto Edizioni e Nano Publishing" (senza nulla togliere al lavoro assolutamente meritorio di tantissime piccole realtà editoriali, sempre da apprezzare), uniche CE illuminate ad averne colto l'infinita bravura.

:facepalm:

 

22 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

 

Poi ci sono autori che invece pubblicano con una vera Big e sono umili e gentili. Qui nel forum ce n'è qualcuno. Quelli sì che sono adorabili. <3

Verissimo anche questo, aggiungendo che esistono, in ogni caso, tantissime persone davvero squisite che pubblicano ancora con piccoli editori.

Come dici giustamente tu, l'umiltà e la gentilezza fanno sempre la differenza. Sempre e in ogni campo della vita.

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22 ore fa, Ngannafoddi ha scritto:

Ma se pubblica con Microbino Editore, Piccoletto Edizioni e Nano Publishing cosa vuole insegnare ai novelli poveri scribacchini? Se propone i suoi manoscritti a ogni nuova casa editrice che nasce (ma poi quanti inediti ha nel cassetto?) e quelli gli (o le) pubblicano il libro perché hanno il catalogo troppo vuoto, cosa vuole dimostrare ai novelli poveri scribacchini?

Secondo me, a volte, sarebbe meglio aspettare e non pubblicare piuttosto che accettare una minuscola proposta.

 

Parole sante, fratello :)

Infatti una delle cose che capisco meno è la smania di pubblicare che hanno certuni. Io ho il cassetto pieno (il computer, a dire il vero :hm:) di cose che ho scritto e che mai ho pubblicato e mai pubblicherò. Alcune sono esercitazioni, tipo "descrivi ciò vedi dalla finestra all'alba" :)

Non mi è chiaro perché le persone che descrivi nel tuo post parlano di scrittura per passione, e poi… "propone i suoi manoscritti a ogni nuova casa editrice che nasce", eheheh.

Ma forse mi è fin troppo chiaro. Ai posteri… :tze:

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2 ore fa, Whispering Wind ha scritto:

Hai descritto perfettamente una certa fetta di utenti di questo forum.

Per farne il ritratto completo c'è solo da aggiungere la loro continua recriminazione sul fatto di non essere mai stati considerati dalle grandi CE, poichè, a loro dire, cieche e sorde nei confronti del loro immenso e incompreso talento. E così si scatenano nelle peggiori congetture nei confronti dell'editoria e di tutto ciò che le ruota intorno, assumendo inoltre i patetici atteggiamenti che hai già descritto tu e - aggiungo ancora - talvolta incensando fino all'inverosimile le suddette "Microbino Editore, Piccoletto Edizioni e Nano Publishing" (senza nulla togliere al lavoro assolutamente meritorio di tantissime piccole realtà editoriali, sempre da apprezzare), uniche CE illuminate ad averne colto l'infinita bravura.

Sono d'accordo con te, nel senso che i geni incompresi (quelli veri sono sempre esistiti, ma si tratta di un'altra categoria), più che irritarmi, mi suscitano compassione. Però, da scrittore mediocre quale mi reputo, non posso non apprezzare le piccole case editrici (due) che mi hanno pubblicato senza chiedermi nulla in cambio e pur sapendo che, non operando sui social, non dispongo di legioni di follower. La piccola editoria si dibatte tra mille problemi, specialmente nei rari casi in cui non punta sull'autore come unica fonte di guadagno, perciò chi pubblica un testo solo perché lo ritiene meritevole a prescindere è degno di rispetto e anche di una certa gratitudine da parte dell'autore. Poi nessuno è perfetto e gli elogi sperticati sono sempre fuori posto.

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8 minuti fa, cheguevara ha scritto:

Sono d'accordo con te, nel senso che i geni incompresi (quelli veri sono sempre esistiti, ma si tratta di un'altra categoria), più che irritarmi, mi suscitano compassione. Però, da scrittore mediocre quale mi reputo, non posso non apprezzare le piccole case editrici (due) che mi hanno pubblicato senza chiedermi nulla in cambio e pur sapendo che, non operando sui social, non dispongo di legioni di follower. La piccola editoria si dibatte tra mille problemi, specialmente nei rari casi in cui non punta sull'autore come unica fonte di guadagno, perciò chi pubblica un testo solo perché lo ritiene meritevole a prescindere è degno di rispetto e anche di una certa gratitudine da parte dell'autore. Poi nessuno è perfetto e gli elogi sperticati sono sempre fuori posto.

Assolutamente. Infatti nel mio messaggio ho specificato che reputo in ogni caso meritorio e prezioso il lavoro di tante piccole realtà editoriali.

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   Cara  @Elisah15 parole sacrosante le tue e subito  c'è qualcuno pronto a silurarle. (ma sono sicura che la maggioranza la pensa così)

Non ho ben capito qual'è il problema qui: chi canta è un cantante, chi recita è un attore, chi dipinge è un pittore, non ho capito perché chi scrive non può essere uno scrittore? Inoltre nessuno di noi è quello che scrive, impossibile. Si può anche sbagliare i congiuntivi, non essere capaci di fare un discorso con un senso compiuto, ed essere bravissimi scrittori sapete?

Inoltre c'è una specie di cicaleccio tutto maschile e fateci caso, come una donna interviene, o riceve critiche, o viene ignorata.

 

Le critiche di "editori" su WD possono considerarsi complimenti. Non ce lo vedo e nemmeno riesco a immaginarlo un editore che si mette a beccarsi con qualcuno di cui non conosce neppure il nome per delle paginate, né che si mette a specificare cosa tratta il suo lavoro, come lo svolge e con chi ha avuto la disgrazia di relazionarsi.

 

Tempo fa un tale qui (dice di essere un editore) mi ha sgridato e sono sicura avrebbe anche voluto sculacciarmi, per insegnarmi l'educazione che devono avere gli scrittori: primo siete solo zerbini, secondo non dovete alzare la cresta, terzo dovete sempre ridere, anche quando vi mandano a fan perché la prima cosa da cui io personalmente vengo attratto, è l'ironia e la capacità di non prendersi troppo sul serio. Ma vai a

 

Vorrei tanto vedere le collane che pubblica questo editore. Barzellette e Company? Come farmi pubblicare mentre rido a crepapelle sui miei congiuntivi sbagliati? Chi mi credo di essere che voglio scrivere?

 

Infine qualcuno ha citato Borges. Da quel che mi pare ricordare non amava leggere niente. Ho letto la sua biografia.

 

E ora saltatemi pure in testa, ma vi avverto ho un grande senso dell'umorismo :D

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29 minuti fa, Francescam ha scritto:

Si può anche sbagliare i congiuntivi, non essere capaci di fare un discorso con un senso compiuto, ed essere bravissimi scrittori sapete?

 

29 minuti fa, Francescam ha scritto:

E ora saltatemi pure in testa, ma vi avverto ho un grande senso dell'umorismo :D

 

:D:D

Non vorrei saltarti in testa, ottanta chili sulla testa di botto ti farebbero troppo male. Il tuo collo femmineo urlerebbe di dolore :asd:

Mi ha incuriosito la prima affermazione quotata, quella che ho messo in grassetto. Cioè? Poi sono d'accordo con lo spirito del tuo post.

 

 

32 minuti fa, Francescam ha scritto:

Inoltre c'è una specie di cicaleccio tutto maschile e fateci caso, come una donna interviene, o riceve critiche, o viene ignorata.

 

Qui metti il dito su una mia piaga ;) Nel senso che molti nick ingannano sul genere e mi capita di rispondere al femminile a un maschio (tipo "ciao, bella" detto a un maschio) e viceversa (tipo "ciao, bello" detto a una femmina). Di queste gaffe ho una collezione vastissimissima :D:D

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13 ore fa, Francescam ha scritto:

Cara  @Elisah15 parole sacrosante le tue e subito  c'è qualcuno pronto a silurarle. (ma sono sicura che la maggioranza la pensa così)

Non ho ben capito qual'è il problema qui: chi canta è un cantante, chi recita è un attore, chi dipinge è un pittore, non ho capito perché chi scrive non può essere uno scrittore? Inoltre nessuno di noi è quello che scrive, impossibile. Si può anche sbagliare i congiuntivi, non essere capaci di fare un discorso con un senso compiuto, ed essere bravissimi scrittori sapete?

Inoltre c'è una specie di cicaleccio tutto maschile e fateci caso, come una donna interviene, o riceve critiche, o viene ignorata.

 

Le critiche di "editori" su WD possono considerarsi complimenti. Non ce lo vedo e nemmeno riesco a immaginarlo un editore che si mette a beccarsi con qualcuno di cui non conosce neppure il nome per delle paginate, né che si mette a specificare cosa tratta il suo lavoro, come lo svolge e con chi ha avuto la disgrazia di relazionarsi.

Sono molto d'accordo con le ultime due righe quotate e un po' meno su quanto le precede.

Purtroppo esistono editori - e specie nell'ultimo periodo ne abbiamo qualche eclatante esempio proprio qui sul WD - che ritengono di essere buoni, belli e bravi, non perdono occasione per autocelebrarsi e, se qualcuno si permette di contraddirli, salgono in cattedra e arrivano perfino a minacciare azioni legali contro il forum e chi lo gestisce, colpevole di avere ospitato cotanto oltraggio, che considerano diffamazione.

Penso invece che cantante sia chi sa cantare, attore chi sa recitare, pittore chi sa dipingere, scrittore chi sa scrivere, e non credo sia quest'ultimo il caso di chi sbaglia i congiuntivi e non è in grado di fare un discorso di senso compiuto.

Sul cicaleccio al maschile consentimi di dissentire: è un'opinione generalizzata e, per quanto mi riguarda, certamente gratuita: per me le donne sono sempre state, oltre che pari agli uomini per diritti e doveri, oggetto di rispetto e, talvolta, di sogni e le considero sia la fonte, che il sale della vita.

Un caro e rispettoso saluto.

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13 ore fa, Francescam ha scritto:

Inoltre c'è una specie di cicaleccio tutto maschile e fateci caso, come una donna interviene, o riceve critiche, o viene ignorata.

 

Posso dire una cosa su questo punto? Ok, la dico :)

Io sono un "uomo maschile", intendo un esemplare di sesso maschile di Homo Sapiens, sia genotipicamente sia fenotipicamente sia psicologicamente, eppure subisco caterve di critiche: basta dare un'occhiata all'Officina del WD per rendersene conto.

Quanto all'essere ignorati, puoi vedere milioni… Ma che dico "milioni"? Miliardi!… di miei post totalmente ignorati, tanto che a volte penso di essere finito in qualche "lista nera" :)

 

Sulla questione degli "scrittori bravissimi", che però sbagliano i congiuntivi e non sanno fare discorsi di senso compiuto, essendo anche confortato da @cheguevara, ti chiedo cosa intendi, visto che si possono intendere varie cose. Qui sul forum abbiamo il Capitano* @flambar, che riceve mari di lodi (e io stesso sono un suo Massimo Ammiratore nonché Estimatore!), eppure commette molti errori di sintassi, grammatica elementare, ortografia, congiuntivi, punteggiatura messa a caso e via dicendo, ma scrive trame notevoli e molti lo apprezzano. Quello va benissimo!

Se però intendi che un bravissimo scrittore può scrivere cose come "ogi o caduto dala segggia e poi mi aggio alsato ma penzo che ebbe stata un cosa da gniente, eppoi o veduto un'ufo in capo a la casa, ajò", allora non ti seguo. Se però mi dici che uno crede di essere uno scrittore bravissimo pur scrivendo in quel modo, allora ti dico che ognuno può credere come e cosa vuole, ma c'è differenza tra "essere" e "credere di essere".

Se un cantante mi stecca tutti i do finali e stona nel resto della canzone, dove è un po' calante e un po' ascendente, bene, lui può anche credere di essere un bravissimo cantante, ma certamente non lo è. :)

E comunque io sono mediocre e mezzo idiota, anzi tutto idiota.

 

 

*Lui è un Capitano vero, non come quel tipo barbuto che compare a volte in tivvù :)

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