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Dale

Che fine ha fatto il Fantastico in Italia?

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Salve a tutti. Ho scovato nei meandri della Rete questo (bellissimo, a parer mio) articolo del grandissimo Danilo Arona. Nell'articolo il Sommo ci pone questa domanda:

 

"Ma se oggi Ray Bradbury, scrittore “dichiarato” di letteratura fantastica, vivesse in Italia, magari a Lumezzane in provincia di Brescia, e si chiamasse Giacinto Gasparotto, e avesse la bella idea di presentarsi con Il Veldt, Gioco d’ottobre o Il popolo dell’autunno a quell’editoria che impazza nel copioso e larghissimo banco delle novità di cui sopra?"

Lui si da anche una risposta (la trovate qui, alla fine dell'articolo). Ma io, che sono un Tomte dispettoso, voglio conoscere anche le vostre, di risposte.

 

Quindi, che ne pensate? La situazione del fantastico in Italia è ovunque questa, o ci sono librerie di nicchia in cui gli emergenti si trovano? E soprattutto, come sono destinate a cambiare le cose secondo voi? O ancora meglio: che cosa possiamo fare noi affinché cambino?

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Se tornassi indietro per i miei ebook horror userei un alias straniero. Il nome straniero a noi italiani esterofili piace, inutile stare a girarci intorno, ahimè!:bandiera:

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Penso che non sia tanto il nome italiano dell'autore a far storcere il naso ai potenziali lettori nostrani, quanto il genere in sé: in Italia il fantastico (compresi i suoi derivati fantascienza e fantasy) è sempre stato considerato letteratura minore, destinata magari ai più giovani o a una determinata fascia di lettori dai gusti meno raffinati, e questo a dispetto di una lunga e continuativa tradizione di scrittori italiani che vi ci sono cimentati (penso a Italo Calvino, Stefano Benni e Primo Levi, o al successo dei più recenti Licia Troisi e Francesco Troccoli, solo per citarne alcuni). Le cause di quest'atteggiamento sono plurime e forse non ancora del tutto chiare, ma a mio parere sono da ricercare nella natura delle opere cardini della letteratura italiana (vedi il Manzoni, Verga e le correnti Verista prima, Neorealista poi) che hanno determinato un atteggiamento di snobismo nei confronti di storie che andassero al di là del reale, percepite come meno impegnate e dunque di minor valore.

Detto questo, credo che recentemente, anche grazie all'influenza di film e serie tv, si stia andando incontro a una riscoperta e rivalutazione della letteratura fantastica. Nel sottobosco letterario si muovono decine di case editrici, perlopiù fondate e dirette da giovani, che pubblicano quasi esclusivamente questo genere, si organizzano concorsi, si stampano riviste, e ai grandi nomi stranieri vengono sempre più accostati autori italiani, sia già affermati che esordienti. Dunque in Italia il fantastico c'è ed è ben vivo, basta saperlo cercare e acquistarlo, il modo migliore per segnalare un interesse dei lettori verso il genere e spingere anche i colossi editoriali a investirvi.

In merito a quanto scritto nell'articolo sono completamente d'accordo: nelle librerie, soprattutto in quelle appartenenti alle grandi catene, la letteratura fantastica è lasciata ai margini, come ho avuto modo di sperimentare di persona io stesso l'anno scorso in una grande libreria di Milano: su quattro piani di locale la fantascienza era relegata a un misero spazio interamente occupato dai soliti Asimov, Dick, Bradbury (tutti maestri, per carità, ma nessun nome nuovo e tanto meno italiano).

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25 minuti fa, lucamenca ha detto:

In merito a quanto scritto nell'articolo sono completamente d'accordo: nelle librerie, soprattutto in quelle appartenenti alle grandi catene, la letteratura fantastica è lasciata ai margini, come ho avuto modo di sperimentare di persona io stesso l'anno scorso in una grande libreria di Milano: su quattro piani di locale la fantascienza era relegata a un misero spazio interamente occupato dai soliti Asimov, Dick, Bradbury (tutti maestri, per carità, ma nessun nome nuovo e tanto meno italiano).

Ecco, io credo che sia questo il fulcro del problema. Le librerie non espongono a scaffale le opere di genere fantastico, a meno che non siano di autori stranieri da milioni di copie vendute. Finché non si invertirá la tendenza la vedo difficile che si esca da nicchie di pubblico molto molto ridotte, in cui operano le CE e le riviste che si citavano prima.

 

La cosa che mi chiedo è: forse un modo per contrastare il fenomeno sarebbe aprire librerie di genere? Esempio pratico: a Varese ci sono una Feltrinelli e una Mondadori che sono molto mainstream. Se aprisse una libreria con romanzi di genere di qualità, magari a scapito dei libri degli Youtubers, o che comunque avesse scaffali di generi vari (fantastico, giallo etc) ben più forniti delle librerie di catena, io credo che andrei lì. Che ne dite? È un‘idea così tanto peregrina?

Modificato da Dale

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Se l'obiettivo è, se ho capito bene, quello di rilanciare il fantastico in italia sia in termini di vendite che di rispettabilità, secondo me bisognerebbe pubblicare un buon romanzo fantastico di successo, punto. Molto più facile a dirsi che a farsi, eh? :D

Quindi anche concentrarci sul "piccolo", come già si fa, con rassegne a tema (es. Stranimondi), collane dedicate, librerie, siti web e quant'altro può essere un buon punto di partenza per consolidare nicchie già esistenti.

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